Urologia
Cancro del rene
È detto anche carcinoma renale. A differenza di altre neoplasie, non ha una ereditarietà, mentre è stato visto che per il cancro alla prostata c'è. Possono dare micro metastasi polmonari. Solitamente compongono lesioni solide, dure, che colpiscono qualsiasi zona del rene. Il più fastidioso è quello che colpisce la zona mesorenale (per la presenza di uretere, vena, arteria e vasi linfatici).
Diagnosi occasionale
- Accidentalmente
- Forma conclamata
Quadro clinico
- Macro ematuria: può essere totale (presenta la stessa tonalità di rosso all’inizio e alla fine della minzione), asintomatica (con la formazione dei coaguli vengono spesso diagnosticate come calcolosi ma va indagata), capricciosa (dura poco e si presenta senza cause apparenti). Coagulo = Calcolo = Colica.
- Micro ematuria: presenza di emazie nel sedimento urinario senza altri sintomi, il paziente si sente stanco perché va incontro ad anemia.
Sintomatologia
In epoca pre-ecografica la TRIADE comprende ematuria, dolore e tumefazione (gonfiore); febbre del pomeriggio che scompare con tachipirina ma si ripresenta dopo alcune ore ed è refrattaria e insensibile agli antibiotici (febbre neoplastica).
- Aumento VES
- Alterazione rapporto albumina globulina
- Alterazione TPA ma poco credibile
Diagnosi
- Ecografia: non sempre ben visibili lesioni solide o cistiche, in quanto può non essere sempre solida quindi è meglio con la UROTAC che utilizza il mezzo di contrasto che ci permette di valutare tutto anche le basse vie;
- Risonanza magnetica nucleare;
- Biopsia renale alla cieca senza guida ecografica (scuola giapponese).
Nei cancri a livello mesorenale l’ematuria è precoce; i cancri che si accrescono vicino alla capsula danno la cosiddetta distensione capsulare, che da dolore. Le metastasi possono andare a colpire polmoni, ossa, cervello, vasi linfatici e ematici, e per contiguità nei cancri avanzati gli organi vicini e i linfonodi.
Terapia
Abalzione chirurgica
Fino a 3 cm tumerectomia, più di 3 cm eminefrectomia. Si possono presentare nella vena renale degli zaffi neoplastici sulla parete della vena stessa ed è meglio asportarli tramite nefrectomia radicale (si tolgono nervi, surrene, e linfonodi loco regionali tramite pulizia locoregionale). Terapia radiante con nefrectomia se è interessato anche l’uretere.
Terapia medica
Immunoterapia, terapia biologica (che blocca le cellule in circolo nel sangue).
Idronefrosi
Patologia renale ed ureterale, si definisce quella condizione patologica che è caratterizzata da una dilatazione del bacinetto renale e dei calici, determinata da un ostacolato deflusso dell’urina nelle vie urinarie sottostanti. Ciò è dovuto alla presenza di un ostacolo che se non viene tempestivamente rimosso può portare all’insufficienza renale acuta, costringendo la persona a effettuare dialisi. Idrouretero nefrosi: quando si dilata anche l’uretere. L’ostacolo di solito è un calcolo.
Forme di idronefrosi
- Aperta: esiste una comunicazione tra la sacca di dilatazione idronefrotica e la via urinaria sottostante, quindi c’è passaggio di urina;
- Chiusa: non c’è comunicazione tra la sacca di dilatazione idronefrotica e la via urinaria sottostante, quindi l’urina non passa;
- Intermittente: si alternano fasi di chiusura e di apertura in base allo spostamento del calcolo.
Altre cause
- Compressione tumorale, dei linfonodi e gli organi vicini;
- Stenosi restringimento;
- Tumori ureterali;
- Tumori vescicali che interessano ostio e meato;
- Idronefrosi doppia sia a destra che sinistra;
- Stenosi urestra, efimosi, e valvole ureterali.
Sintomatologia
- Il paziente ha dolore nella regione lombare come la colica e le irradiazioni nel basso ventre;
- Ematuria;
- Febbre se si presentano complicanze.
Complicanze
Idropionefrosi: sopraggiunge quando l’urina ristagna e si presenta un attacchimento di patogeni che può portare il paziente a shock settico.
Diagnosi
- Ecografia;
- Se il calcolo è basso con le flebo cortisone ecc. va via;
- Se il calcolo è ancorato in parete si interviene chirurgicamente in anestesia spinale;
- Se il calcolo è piccolo va incanalata l’uretra con l’ureteroscopio, lo si supera, lo si tira giù e lo si raccoglie nel cestello di Dormia e si lascia uno stent;
- Se il calcolo è grande: uretero litotrissia, bombardamento per frammentare il calcolo con sonde idrauliche o anche laser;
- Drenaggio: nefrostomia, trattamento urgente per idronefrosi massiva, nei casi urgenti sotto guida ecografica con anestesia locale (loco-regionale).
Lesioni traumatiche del rene
Quando si verificano, possono rappresentare eventi gravi e si associano a lesioni di altri organi contenuti nella cavità addominale; il meccanismo più frequente è il traumatismo diretto dell’addome o della regione del fianco o dorso costale. Un segno caratteristico è la presenza di ecchimosi nella zona colpita. A seconda della gravità le lesioni del rene si dividono in categorie:
- Semplici: contusioni localizzate al rene;
- Contusione con ematoma perineale: si verifica quando alla contusione si accompagna la rottura della capsula renale propria, dando luogo alla produzione di uno stravaso di sangue perineale;
- Fessurazioni complete del parenchima renale;
- Lacerazioni renali con compromissione del bacinetto e della capsula propria;
- Distacco del peduncolo vascolare del rene: sono lesioni gravissime che danno un abbondante emorragia che possono portare a morte il paziente se non si opera tempestivamente;
- Lesioni renali associate ad altre lesioni viscerali, sempre gravi che complicano il quadro clinico.
Diagnosi
- Eco e TAC;
- Esami di laboratorio;
Terapia
Chirurgica per la conservazione parziale del rene leso.
Uretere
Rottura dell'uretere
È molto rara, causata da un trauma che avviene con un meccanismo di urto o di compressione violenta sull’addome o sulla regione lombare.
Sintomatologia
- Dolore violento in sede lombare;
- Ematuria;