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DIFFERENZE TRA MARKETING TERRITORIALE E

MARKETING AZIENDALE

FINALITÀ STRUMENTALI FINALITÀ STRATEGICHE

Le e le sono le dimensioni su cui

differenziare MA e MT o per essere più precisi M dei STL.

Le finalità strumentali non sono fini a se stesse ma servono per raggiungere qualcosa di più

importante, anche nel lungo periodo. La laurea per uno studente non è una finalità ultima ma

strumentale perché grazie alla laurea può trovare lavoro.

MA VANTAGGI COMPETITIVI

Nel le finalità strumentali sono i di costo, di differenziazione, e

di specializzazione:

• attraverso un risparmio sui costi (che consente di raggiungere un vantaggio competitivo di

costo),

• attraverso una qualità superiore dei prodotti (che permette di raggiungere un vantaggio

competitivo di differenziazione)

• attraverso delle spiccate specializzazioni (che permettono di raggiungere un vantaggio

competitivo di specializzazione) si ha la possibilità di avere maggiori profitti.

PROFITTO

Quindi la finalità strategica nel MA legata a quelle strumentali è il .

Poi ci sono finalità strategiche connesse al profitto perché per esempio il profitto può derivare:

➢ da un aumento della quota di mercato (quindi gran parte dei consumatori acquistano i

prodotti e si diventa leader)

➢ oppure dal fatto che si riesce a internazionalizzare il proprio business e si inizia a

esportare.

Sono fenomeni connessi alla massimizzazione del profitto.

MT CRESCITA ECONOMICA

Nel la , in termini di maggiore occupazione, attrazione degli

investimenti esteri e dei flussi turistici, serve come finalità strumentale, cioè solo nella misura in

cui porta ad uno sviluppo sostenibile.

Mentre la CRESCITA è l’incremento dei principali aggregati macroeconomici di un Paese (come il

PIL), lo SVILUPPO è l’insieme delle modifiche quantitative e qualitative nella struttura economica,

istituzionale, politica e culturale.

Perciò, per poter passare alle future generazioni del sistema, risorse, valori e relazioni lo sviluppo

deve essere:

1. economico (produzione di ricchezza)

2. sociale (coesione sociale e riduzione delle disuguaglianze nella collettività ed è una cosa

molto difficile)

3. ambientale (svilupparsi economicamente senza distruggere l’ambiente e gli equilibri

nell’area).

La NASCITA DI NUOVE IMPRESE comporta sicuramente una riduzione della disoccupazione, un

aumento del reddito pro capite ma se comporta per esempio la distruzione dell’ambiente, lo

sviluppo non può durare per le generazioni future e diventa insostenibile.

ORIGINE DEL MT

MARKETING DELLE CITTÀ

Il MT nasce come : nei primi testi si parla di marketing urbano o city

marketing. La dimensione piano piano si è allargata (non più città ma luoghi) fino a parlare di

MARKETING GEOGRAFICO o place marketing.

Nel tempo, con l’evoluzione della ricerca scientifica e della letteratura, i vari studiosi hanno parlato

sempre più di MT proprio perché l’obiettivo non era promuovere le singole città in un’ottica

meramente geografica ma considerare la dimensione sociale del vivere in comunità (coesione

sociale e disuguaglianze sociali).

Si sono approfonditi gli studi sul concetto di territorio e si è iniziato a parlare di STL e si è arrivati al

concetto di marketing dei STL.

Il significato di MT segue l’evoluzione del concetto di marketing in generale.

Esistono 3 visioni diverse del marketing, 3 paradigmi:

1. marketing transazionale (anni ’60 - ’70),

2. marketing relazionale ( anni ’80 - ’90)

3. marketing induzionale (dagli anni ’90 ad oggi).

Benché siano collocabili in sequenza storica, sono PARADIGMI ALTERNATIVI tuttora presenti che

le aziende, a seconda del settore in cui operano, possono realizzare nel senso che un’azienda oggi

può ispirarsi al modello di marketing transazionale o relazionale.

Rappresentano approcci e filosofie a cui ispirarsi nella gestione dei territori.

MARKETING TRANSAZIONALE

L’obiettivo del è finalizzare lo scambio con il cliente. È una

visione un po’ miope perché non cura il benessere del cliente dopo la vendita. Infatti dopo la

vendita può cancellarlo dalla memoria: non interessa se vuole assistenza sul prodotto acquistato.

Punta sostanzialmente alla VENDITA che viene raggiunta attraverso forme di comunicazione di

tipo COGNITIVO: cioè, l’obiettivo della pubblicità è far conoscere al cliente che i prodotti esistono.

Oggi ha perso un po’ di terreno ma rimane tuttora in vigore in qualche settore come quello dei

prodotti banali (caramelle). È la forma più base di marketing e le 4 P (price, product, promotion,

placamento) sono ispirate a questo tipo di marketing. MARKETING

C’è stata un’evoluzione di questo paradigma che ha preso il nome di

RELAZIONALE il cui obiettivo è non è lo scambio fine a se stesso ma è la RELAZIONE con il

cliente.

Una volta effettuata la vendita nasce una relazione che va curata e ulteriormente sviluppata.

Interessa che acquisti un Prodotto X e che continui ad acquistare prodotto della stessa azienda nel

futuro.

È un marketing po’ più impegnativo perché bisogna assicurare al cliente garanzia sui beni: dopo

l’acquisto di un’auto per esempio c’è l’assicurazione oppure sondaggi per sapere se si è soddisfatti.

Ci sono una serie di attività di marketing successive alla vendita e che non sono contemplate nel

marketing transazionale.

La finalità è MOTIVAZIONALE: si agisce sugli aspetti emotivi e si cerca di far preferire l’azienda con

i suoi prodotti affinchè il cliente si innamori in un certo senso dell’azienda.

Si trova nei settori un po’ più importanti come quello delle automobili e nei settore BETOBE cioè

business to business. (sono quei settori in cui i clienti non sono i consumatori ma sono altre

imprese. MARKETING INDUZIONALE

Una forma più evoluta di marketing relazionale è il in cui si agisce

prima, durante e dopo lo scambio: non si aspetta che sia il cliente e cercare l’azienda ma bisogna

convincer ei consumatori, i clienti delle opportunità di andare in quell’azienda.

È molto più indirizzato alla comunicazione rispetto ai due precedenti approcci perché attraverso

essa si può convincere il cliente delle opportunità ad acquistare i prodotti; quindi la finalità è

PERSUASIVA.

Nel MT, dove non c’è un’azione di acquisto vera e propria, la comunicazione serve non tanto a

convincere i consumatori, quindi i fruitori del territorio, della bontà dei servizi ma serve a indurli a

collaborare con la gestione del territorio.

Applicando il marketing induzionale al territorio, si cerca di spingere i cittadini, le imprese ei turisti

a cooperare con il soggetto strategico nella definizione delle azioni di MT attraverso il consenso.

SODDISFAZIONE

L’obiettivo strumentale del MT induzionale è la . Attraverso la comunicazione

si può agire su tutte le leve che sono alla base della soddisfazione perché la soddisfazione induce i

destinatari a collaborare (turisti, cittadini)con il soggetto strategico quindi diventa un concetto

chiave nelle politiche di comunicazione del MT così come nel MA.

Le leve alla base della soddisfazione sono di natura psicologica.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in gestione delle attività turistiche e culturali (Facoltà di Economia e di Scienze Politiche, Sociali e del Territorio) (LECCE)
SSD:
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher biscottino91 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Marketing territoriale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Salento - Unisalento o del prof Peluso Alessandro.

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