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I SISTEMI TERRITORIALI LOCALI

IN UN’OTTICA DINAMICA

Esiste una duplice criterio di classificazione dei STL i quali possono essere studiati in un’ottica

STATICA e in un’ottica DINAMICA.

I legami tra i comuni di un STL possono essere relazioni di natura geografica (due Comuni sono

adiacenti), di natura sociale (perché legate a culture condivise, tradizioni) e di natura economica

(le imprese hanno la filiale in entrambi i comuni, rapporti commerciali).

Classificare i STL in un’ottica statica vuol dire focalizzare l’attenzione unicamente sui nodi e

classificare i STL in un’ottica dinamica vuol dire concentrarsi non solo sui nodi ma anche sulle

relazioni, studiandone il tipo.

Sono due le declinazioni che devono essere prese in considerazione e che sono un po’ legate al

MILIEUS INNOVATEURS RETI DI IMPRESE

concetto di network (rete): e .

Il primo è un concetto francese ed è stato visto come la configurazione di una rete di imprese

possa facilitare o meno la diffusione delle innovazioni.

Se abbiamo due distretti, se le imprese sono localizzate in più distretti, quindi in più STL, si

studiano non solo le relazioni all’interno dei STL ma anche quelle che esistono tra i diversi STL:

un’impresa Veneta acquista materiali da un’impresa che si trova in Toscana.

Secondo la teoria delle reti, i legami tra le imprese all’interno di ciascun STL si chiamano FORTI

perché intensi e frequenti data la vicinanza geografica mentre i legami tra le imprese che si

trovano in diversi STL si chiamano DEBOLI.

Nella diffusione delle innovazioni su un ampio territorio, ciò che fa la differenza sono i legami tra i

due STL, cioè non la forza dei legami tra i nodi una rete ma la presenza di legami anche deboli fra

nodi di reti diverse.

Per esempio in un istituto c’è una classe di studenti bravi in inglese e una classe di studenti bravi in

matematica e l’obiettivo dell’istituto è scrivere un libro di matematica in inglese che può uscire se

e solo se c’è uno bravissimo in matematica e sa un po’ di inglese e uno bravissimo in inglese e sa

un po’ di matematica perché solo così questi possono collaborare.

Quando si vuole far crescere un territorio, la collaborazione tra entità apparentemente distanti è

fondamentale.

RETI IN DIMPRESE

Le sono una declinazione pratica e possono nascere in diverso modo.

Possono essere:

• informali, quando si verifica il fenomeno della sub fornitura: c’è una casa madre-

un’impresa principale come Fiat produce e vende assemblando componenti prodotte dalle

imprese satelliti;

• preordinate, che nascono con il processo spin off: una grande impresa produce all’interno

macchinari o componenti da poi assemblare e allo stesso tempo le squadre di operai e

manager specializzate in quell’attività si distaccando e si mettono in proprio diventando

un’impresa a se stante;

• pianificate e nascono a tavolino (le imprese scelgono di collaborare allo stesso livello

gerarchico, non necessariamente a livelli gerarchici diversi per portare avanti un progetto

JOINT VENTURE

comune e si chiamano ).

L’ultimo è un fenomeno molto frequente nelle imprese specializzate in prodotti tecnologici e

imprese automobilistiche perché possono collaborare allo sviluppo di un nuovo motore o sistema

di freni. Non c’è necessariamente un rapporto di gerarchia ma un rapporto di collaborazione a

pari livello.

Le joint venture possono avere natura anche transnazionale (con un’impresa giapponese) e viene

meno l’elemento della territorialità ma se fatte a livello locale (un’impresa di Casarano collabora

con un’impresa di Taviano) c’è il requisito della territorialità e della località.

I SISTEMI TERRITORIALI LOCALI

SALENTINI

CLUSTER ANALYSIS

La è un’analisi statistica che nel marketing aziendale corrisponde alla

segmentazione (si prende il portfolio clienti e li segmenta: donne, uomini, giovani, anziani).

Ha raggruppato i 97 comuni della Provincia di Lecce in 4 CLUSTER, cioè 4 STL, sulla base di 968

variabili, di cui 155 sociali, 540 economiche e 273 geografiche (numero di strade, hotel, musei,

ristoranti, imprese, srl, sas, spa, attrazioni turistiche, centri storici importanti, parchi, numero

disoccupati, donne, uomini).

Quindi le variabili sono utilizzate come criterio di clusterizzazione.

STL COSTIERO

Lo stato ottimale è la coincidenza tra vocazione e immagine e il è un esempio

tra ciò che è (vocazione turistica) e il modo in cui è percepito (immagine turistica). Comprende 10

Comuni che godono di una posizione geografica privilegiata sul mare e da sempre hanno una

spiccata dotazione di risorse di natura turistica.

GALLIPOLI non fa parte di questo STL perché, sebbene sia la destinazione turistica per eccellenza

per il turismo balneare, rispetto agli altri comuni lungo la costa somiglia più ad una cittadina che

non ad una località balneare: c’è un tribunale, c’è un ospedale e ci sono delle attività economiche

che non sono presenti come intensità nelle altre destinazioni come Otranto, Porto Cesareo e

Ugento. STL OCCIDENTALE

Appartiene al , che comprende 30 Comuni e ha una vocazione industriale

produttiva, incongruente all’immagine turistica.

Bisogna muoversi nella direzione di far coincidere le due situazioni: o si cambia l’immagine per

renderla aderente alla vocazione o si cambia la vocazione per renderla aderente all’immagine. È

uno dei problemi più importanti e difficili da risolvere in tutto il MT.

➢ È difficile CAMBIARE LA VOCAZIONE di un territorio perché significa riconvertire tutte le

risorse già presenti (nel nostro caso da industriali a turistiche); qualora questo non fosse

possibile perché non tutte si possono riconvertire, creare infrastrutture turistiche ex novo

attraverso ingenti investimenti.

Per esempio, gli hotel abituati ad ospitare manager e lavatori che si muovono per trasferte,

devono spostare il proprio target verso i turisti oppure si deve cercare di trasformare un

porto commerciale o petrolifero in porto per crociere. BRINDISI è il primo punto di arrivo

per i turisti stranieri sia per il porto sia per l’aeroporto e dovrebbe collaborare con Lecce

per creare delle sinergie.

➢ Si può lavorare SULL’IMMAGINE, cioè sulla percezione della gente. È un’operazione

altrettanto difficile perché la mentalità (che è un modo di percepire tutto) delle persone è

qualcosa che emerge attraverso processi culturali che si sedimentano. Cambiare la

mentalità nel breve termine è impossibile. Per esempio, è impossibile intraprendere

comportamenti nuovi come fare la raccolta differenziata, specialmente se comportano dei

costi.

Entrambe le scelte producono, semmai, risultati solo nel lungo termine.

STL CAPOLUOGO

Lo stesso discorso vale per il : LECCE fa cluster a sé perchè dalla cluster

analysis è emerso che ha una dotazione di risorse, misurata attraverso le 968 variabili, superiore a

quella degli altri 96 comuni ed è meritevole di una strategia ad hoc.

Secondo i dati analizzati esiste un STL che ha problemi di identità, cioè non ha una spiccata

STL ENTROTERRA

vocazione di un tipo o dell’altro. È il . È il più grande di tutti perché ingloba

56 comuni che non hanno sbocco sul mare, sono naturalmente privi di turismo balneare e

subiscono l’egemonia di Lecce: è difficile che un turista che soggiorna a Lecce vada a Supersano o

Miggiano. Dal punto di vista produttivo non ci sono comuni con una forte specializzazione

produttiva. Questo li rende Comuni inqualificabili dal punto di vista della vocazione.

Allora si cerca di dotare di risorse particolari questo STL, in modo tale da far emergere se non nel

breve ma nel lungo termine, una vocazione a seconda dell’immagine.

Le strategie di MT della Provincia e della Regione sono orientate a fare un sistema turistico

integrato: cioè puntano a dare dignità turistica a queste regioni del Salento per distogliere

l’eccesso dei flussi turistici da determinate destinazioni balneari come Otranto e Gallipoli e

spostarli verso l’Entroterra.

➢ Dal punto di vista degli OPERATORI PRIVATI, si nota una crescita di b&b a prezzi più bassi

per consentire ai turisti automuniti, di risparmiare, alloggiare nei vari comuni del STL

Entroterra e di spostarsi nel breve tempo dalla costa ionica alla costa adriatica.

➢ Dal punto di vista degli OPERATORI PUBBLICI, si effettuano diversi investimenti e azioni

sulla creazione di percorsi culturali rivolti alle famiglie a al turista attento alla cultura, cioè

si cerca di offrire pacchetti turistici che oltre alla vacanza balneare includono anche

esperienze di vita salentina (come si fa la pasta, corsi di pizzica).

L’obiettivo è riabilitare questa parte del Salento che non è stata valorizzata nel passato.

La direzione che l’interno Salento sta attuando è di diventare una destinazione turistica che non

guasta dal momento che tutti i SLT salentini hanno un’immagine turistica e si avrà la perfetta

coincidenza tra realtà e percezione.

Anziché agire a livello microscopico di singolo Comune, è bene agire a livello di aggregato e avere

un’ottica che sia più ampia di Salento.

I STL non devono sottrarre risorse o attaccare l’immagine degli altri STL altrimenti si retrocede.

CLUSTER ANALYSIS

L’obiettivo della ricerca è individuare i distretti (Il distretto industriale è un agglomerato di

imprese, il STL è qualcosa di più generico e il distretto è anche un STL) che costituiscono gli

eventuali ambiti strategici se dimostrano una specifica vocazione e in base alle risorse possedute

dai distretti trovati si verifica l’esistenza di una vocazione strategica specifica.

La definizione dei confini strategici dei STL Salentini comporta:

• l’individuazione di omogeneità di ordine sociale ed economico oltre che spaziale

• la selezione delle variabili per condurre la cluster analysis.

La CLUSTER ANALYSIS, un’analisi statistica che nel marketing aziendale corrisponde alla

segmentazione, ha raggruppato i 97 comuni della Provincia di Lecce in 4 CLUSTER, cioè 4 STL, sulla

base di 968 variabili, di cui 155 sociali, 540 economiche e 273 geografiche. Cluster significa

aggregato.

Questi 4 STL devono essere:

➢ massimamente omogenei al loro interno (tutti i comuni che fanno parte del STL si

somigliano)

➢ massimamente disomogenei rispetto agli altri gruppi creati (ogni Comune deve

appartenere a un solo STL perché altrimenti vuol, dire che non è né carne né pesce).

Si vuole la massima omogeneità all’interno del STL e la massima eterogeneità tra questi 4 cluster.

Se le variabili sono di natura economica, spaziale e sociale si avranno omogeneità sul piano

economico, sociale e spaziale.

Ogni STL è considerabile come ambito strategico, cioè come oggetto delle strategie di MT e la

strategia pensata per quel STL deve riguardare tutti i Comuni e non il singolo Comune.

In questo modo si ha la possibilità di avere un equilibrio tra EFFICACIA dell’azione di MT (le

politiche devono essere efficaci per tutti i comuni) ed EFFICIENZA (ottimizzazione dell’utilizzo delle

risorse).

Questo è molto importante dal punto di vista della convenienza:

1. sia in termini di tempo (non si fanno N piani di MT ma uno solo, un po’ più dettagliato),

2. sia in termini di competenze (non ci vogliono N esperti ma ne basta uno solo),

3. sia in termini di denaro (si paga un solo esperto e gli enti locali hanno sempre budget

molto restrittivi e si fa economia sui costi).

IMPORTANTE CONDIZIONE : Un aggregato di Comuni che condividono omogeneità sul piano

sociale, economico e spaziale (STL) per essere meritevole di una strategia di MT ad hoc in linea di

VOCAZIONE STRATEGICA SPECIFICA

principio deve avere una , vale a dire

un’identità/un’anima del territorio che emerge dalla dotazione di risorse presenti all’interno di un

STL e che rendono quel territorio un sistema con una vocazione che può essere di due tipi:

industriale produttivo o turistico residenziale. un’IMMAGINE

Tutti i STL, a prescindere che abbiano una vocazione, hanno che è frutto della

mera percezione dei fruitori, cioè tutti coloro che utilizzano il territorio (cittadini, turisti, imprese

locali ed extralocali). Tutti i STL Salentini hanno un’immagine turistica.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in gestione delle attività turistiche e culturali (Facoltà di Economia e di Scienze Politiche, Sociali e del Territorio) (LECCE)
SSD:
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher biscottino91 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Marketing territoriale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Salento - Unisalento o del prof Peluso Alessandro.

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