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Informazioni generali sul corso

Prof. Giovanni Michielongiovanni.michielon@unimi.it (Raffaele Scurati, Stefano Longo, Bruno Mantovani, Mario Zaninelli)

Crediti: 6, ore totali: 42, lezioni: 21

Anno accademico: 2021/2022

Esame

L'esame consiste in una prova in forma scritta mediante test con 60 domande a risposta multipla da scegliere tra 3, senza distrattore plausibile, raggruppate per argomento e in sequenza diacronica rispetto alle lezioni impartite nell’insegnamento. L'esame verrà gestito in aula informatica su piattaforma Moodle.

Durata dell’esame: 1,5 ore

Superamento esame: 2/3 risposte corrette (40)

Nomenclatura

Il corpo è il principale strumento di comunicazione, per cui è impossibile non comunicare. Comunicare è l’atto con cui si chiede di entrare a far parte, l’atto con cui si rende partecipe, l’atto con cui si mette in comune.

Divisione del corpo umano

  • Busto = comprende
    • Capo (fronte e occipite),
    • Collo (posteriormente è detto nuca)
    • Tronco.
  • Il torace comprende una regione anteriore detta petto, una posteriore detta dorso. La regione laterale del tronco è detta fianco. L’addome nella parte posteriore si dice regione lombare, quella inferiore bacino. Quest’ultimo posteriormente è detto regione glutea, mentre lateralmente anca. L’insieme delle parti posteriori del busto in ginnastica si dice tergo.

  • Arti = si distinguono in superiori (o toracici) e inferiori (o pelvici).
    • L’arto superiore si divide in spalla, braccio propriamente detto, avambraccio e mano. La mano presenta due superfici, una palmare e l’altra dorsale, dove si impiantano le dita. Nella superficie palmare si distinguono due prominenze, una maggiore, verso il lato del pollice (eminenza tenare) e l’altra verso il mignolo (eminenza ipotenare).
    • L’arto inferiore si divide in anca, coscia, gamba propriamente detta e piede. La congiunzione tra coscia e gamba è detta anteriormente regione del ginocchio, posteriormente poplitea. Il piede presenta una pianta, un dorso e cinque dita. La regione anteriore è detta avampiede e quella posteriore tallone. Il piede presenta anche un margine mediale e uno laterale e due sporgenze denominate malleoli, precisamente tibiale (o mediale) e peronale (o laterale).

Posture e schemi motori

Le posture e gli schemi motori identificano le unità fondamentali del movimento del corpo umano in rapporto con le proprie parti e con l’ambiente, sia in forma apparentemente statica che parzialmente o globalmente dinamica.

  • Postura è la posizione del corpo nello spazio, sia nel suo insieme che nelle sue parti, un atteggiamento ben bilanciato in armonia con la forza di gravità.
  • Atteggiamento è una figura statica assunta da una parte del corpo (atteggiamento semplice o parziale) o dal corpo in toto (atteggiamento totale), indipendentemente dai suoi rapporti con il mondo esterno.

Atteggiamenti parziali del busto

  • Lungo = il vertice del capo è alla massima distanza dal bacino;
  • Breve = il vertice del capo è avvicinato al bacino. Ciò può avvenire anteriormente, posteriormente o lateralmente;
  • Semibreve
  • Ruotato = tutti i segmenti del busto sono ruotati attorno all’asse longitudinale.

Atteggiamenti parziali degli arti

  • Lungo = tutti i segmenti dell’arto compongono una figura rettilinea e le due estremità dell’arto sono lontane;
  • Breve = le due estremità dell’arto sono avvicinate e i segmenti che lo compongono formano tra loro angoli acuti;
  • Semibreve = le due estremità dell’arto sono avvicinate e i segmenti che lo compongono formano tra loro angoli retti o ottusi;
  • Ruotato = l’estremità distale è ruotata attorno al proprio asse longitudinale.

Atteggiamenti totali

  • Tipo = il punto più alto del capo è alla distanza massima dalla punta dei piedi uniti ed in estensione;
  • Ruotato = tutti i segmenti corporei, dal capo ai piedi, sono ruotati attorno al proprio asse longitudinale;
  • Arco = l’occipite risulta avvicinato ai talloni e tutto l’arto inferiore in estensione è avvicinato al tronco posteriormente;
  • Ginocchio = le cosce sono in linea con il busto che assume un atteggiamento lungo e le gambe propriamente dette compongono un angolo di 90° rispetto alle cosce;
  • Raccolta = arti inferiori in atteggiamento breve e busto in atteggiamento lungo;
  • Massima raccolta = arti inferiori e busto in atteggiamento breve e fronte avvicinata alle ginocchia;
  • Squadra = angolo di 90° tra busto ed arti inferiori in atteggiamento lungo;
  • Massima squadra = arti in atteggiamento lungo e busto in atteggiamento breve anteriormente con fronte avvicinata alle ginocchia.

Relazioni del corpo con l'esterno

La posizione è il rapporto di una parte del corpo o del corpo in toto con il mondo esterno. La presa è il rapporto di contatto di una parte qualsiasi del corpo con il suolo o con un attrezzo. Può essere:

  • Plantare = effettuata con la pianta del piede, si distingue ulteriormente in plantare anteriore, totale o posteriore;
  • Addominale;
  • Ascellare;
  • Brachiale = effettuata con la parte interna del braccio;
  • Palmare = effettuata con il palmo della mano aperta;
  • Digitale = effettuata con i polpastrelli delle dita;
  • Metacarpea = effettuata con il polso;
  • Poplitea;
  • Tibiale = effettuata con le gambe incrociate;
  • Crurale = effettuata con la parte interna delle cosce;

L’impugnatura è quando la mano può eseguire una presa avvolgendo l’attrezzo. Il passo è la distanza tra due prese (normale, unito, stretto, incrociato, largo).

Attitudine

L’attitudine è la posizione in cui si prende in considerazione il rapporto fra il baricentro del corpo e il suolo o un mezzo di sostegno/attrezzo. Essi si dividono in:

  • Attitudini semplici:
    • Di appoggio = centro di gravità sopra il sostegno;
    • Di sospensione = centro di gravità sotto il sostegno;
    • Neutra = centro di gravità all’altezza del sostegno;
    • Di volo = nessun contatto con il suolo o con il sostegno;
  • Attitudini complesse:
    • Di doppio appoggio;
    • Di doppia sospensione;
    • Di appoggio e sospensione mista.

La stazione

La stazione indica il rapporto tra l’asse longitudinale del corpo umano e il suolo, a carico dei soli arti o anche del busto. Si distinguono in:

  • Eretta = stazione tipo o fondamentale corrispondente nell’uomo alla posizione in piedi con appoggio plantare simmetrico e completo;
  • Seduta = il corpo è in appoggio con i glutei e con la parte posteriore degli arti inferiori ed il busto è eretto;
  • In ginocchio = il corpo è in appoggio al suolo con una o entrambe le ginocchia ed il busto è eretto. Ne esistono numerose varianti;
  • Decubito = il corpo è in appoggio al suolo:
    • Nel decubito prono con tutta la parte anteriore;
    • Nel decubito supino con tutta la sua parte posteriore;
    • Nel decubito laterale con una delle due parti laterali;
  • In quadrupedia = il corpo è in appoggio al suolo con entrambe le mani ed i piedi. Può essere dorsale o ventrale. In quest’ultimo caso può prevedere o meno l’appoggio delle ginocchia;
  • A corpo proteso = è una variante della quadrupedia e prevede un rapporto inclinato dell’asse longitudinale del corpo con il suolo. Si differenzia in corpo proteso avanti (rapporto dorsale), proteso dietro (rapporto ventrale) o proteso a sinistra o a destra a seconda del fianco rivolto al terreno (rapporto laterale).

Schemi motori statici o posturali

Sono movimenti analitici segmentari che non comportano variazioni globali della posizione del corpo (interessano un’unica articolazione). Coinvolgono una sola parte del corpo (capo, tronco, bacino, parti degli arti); sono solitamente costruiti e non usuali; si prestano ad un’accurata descrizione cinesiologica; vengono definiti in relazione al piano in cui si svolgono ed all’asse di rotazione. Vi sono di diverse tipologie:

  • Flessione / Estensione;
  • Inclinazione;
  • Rotazione;
  • Adduzione / Abduzione;
  • Pronazione / Supinazione;
  • Eversione / Inversione;
  • Antiversione / Retroversione.

Piani di riferimento

  • Sagittale = divide il corpo in due metà: destra e sinistra. Permette sul piano i movimenti di flessione e di estensione;
  • Frontale = divide il corpo in due metà: anteriore e posteriore. Per i segmenti pari (arti) permette abduzione e adduzione. Per i segmenti posti sull’asse mediano (capo e tronco) permette inclinazione a destra o sinistra (o flessione a destra e sinistra);
  • Orizzontale = divide il corpo in due metà: superiore e inferiore. Per i segmenti pari permette la rotazione interna o esterna. Per i segmenti posti sull’asse mediano permette rotazione a destra e sinistra.

Schemi motori dinamici

Sono gesti motori naturali frutto di un processo di apprendimento determinato dalle esperienze di movimento. Si compongono degli schemi motori di base (smb) che sono elementi basilari di movimento, di carattere ontogenetico, che rappresentano la matrice sulla quale sono costruiti i movimenti più complessi, dei quali costituiscono il naturale prerequisito. Essi sono:

  • Strisciare
  • Rullare/rotolare
  • Procedere carponi
  • Camminare
  • Scavalcare
  • Arrampicarsi/appendersi
  • Saltare
  • Correre
  • Afferrare
  • Lanciare/colpire
  • Attaccare/difendere
  • Atterrare

Vi sono anche gli schemi motori acquatici (sma) che sono gli elementi basilari delle abilità acquatiche, di carattere non ontogenico, che rappresentano la matrice sulla quale sono costruite le abilità natatorie più complesse. Essi sono costruiti e per questo non prevedono necessariamente un ordine prestabilito naturale. Sono:

  • Galleggiare
  • Immergersi
  • Scivolare
  • Aprire gli occhi/bocca sott’acqua
  • Equilibrarsi
  • Rilassarsi
  • Respirare

Vizi posturali e atteggiamenti scorretti

Essi dipendono da fattori genetici o strutturali o emotivo-affettivi e psicologici. Possono inoltre derivare da una scarsa conoscenza di sé e del proprio corpo o da una scarsa efficienza - stile di vita sedentario e ipocinetico. Il dismorfismo è una postura non corretta dipendente da alterazioni morfo-funzionali e sulla quale non vi è più modo di intervenire esclusivamente tramite esercizio fisico. Il paramorfismo è una postura non corretta, ma non ancora dipendente da alterazioni morfo-strutturali e sulla quale è possibile intervenire anche con l’esercizio fisico.

Il movimento umano

Il movimento è una tra le più importanti funzioni organiche dell’essere umano. Un buon equilibrio tra attività mentale ed attività fisica è una condizione essenziale per il benessere individuale. Vi sono studi che associano l’attività mentale all’aumento dell’attività fisica. Nella depressione primaria il 70% circa degli individui affetti presenta un miglioramento della propria condizione grazie al movimento.

Da un punto di vista statistico, circa due terzi degli italiani conducono una vita sedentaria e molte problematiche che interessano gli adulti e gli anziani di oggi dipendono dalla ipocinesi (ridotta attività fisica) o carenza di movimento. Gli effetti positivi del movimento su alcune parti del nostro corpo, sull’umore e sul cervello sono noti ormai da anni. Gli studi sull’evoluzione del bambino dimostrano inconfutabilmente che il movimento produce effetti positivi sull’intelligenza, sullo sviluppo del carattere, sull’affettività e sull’interazione sociale.

Funzioni del movimento

Funzioni del movimento: comunicazione delle capacità dello sviluppo delle capacità intellettive.

Le esperienze motorie portano il bambino a conoscere e sperimentare il rapporto con l’ambiente ed hanno un ruolo decisivo nello sviluppo della capacità di percezione, ovvero dell’elaborazione delle informazioni sensoriali provenienti dall’esterno, dalla superficie e dall’interno del corpo. Strisciare, procedere carponi, la stazione eretta e la deambulazione sono avvenimenti significativi e un loro ritardo è considerato un fattore limitante per lo sviluppo intellettivo.

Effetti del movimento sulle capacità intellettive

  • Sviluppa, stimola e migliora la funzionalità delle vie sensoriali afferenti e questo consente di far arrivare a livello cerebrale una maggior quantità e qualità di informazioni. Le afferenze maggiormente interessate nel processo sono: tattile, visiva, uditiva, propriocezione e afferenze labirintiche;
  • Aumento qualitativo e qualitativo delle afferenze sensoriali fanno riscontro, a livello cerebrale, un aumento di opportunità di elaborazione delle informazioni ed una maggior capacità di gestione delle stesse;
  • Costruzione progressiva di schemi di movimento legati alle esperienze pratiche che favorisce l’evoluzione dell’intelligenza e la strutturazione di capacità e competenze cognitive elementari, intermedie e superiori, sia convergenti che divergenti;
  • L’evoluzione di competenze cognitive si rivela utile non solo all’aspetto coordinativo-esecutivo del movimento, ma anche allo sviluppo di capacità come leggere, scrivere, contare, ecc…;
  • Aiuta il bambino a gestire le esperienze affettive legate al successo o all’insuccesso di una determinata attività;
  • Stimola e favorisce il passaggio da una morale eteronoma ad una morale autonoma e consapevole.

Normalmente un bambino può agire in due modi nell’apprendimento, in uno il bambino copia o viene guidato nel fare l’esercizio, mentre l’altro modo è la permissione del bambino di esplorare il movimento stesso. Quest’ultimo modo permette al bambino/allievo di sfruttare il suo bagaglio di apprendimento per svolgere il compito motorio.

Tipi di allievi

Sono allievi divergenti coloro in grado di guardare le cose da prospettive diverse. L’allievo divergente parte dall’informazione data per procedere in modo autonomo e creativo, generando una quantità di risposte di buona qualità, originali e flessibili. Preferisce lavorare in gruppo, ascoltare con mente aperta, ricevere un feedback personale e una considerazione positiva.

L’allievo convergente usa il ragionamento e la logica per trovare soluzioni ai problemi concreti. Egli procede seguendo una linea logica convenzionale e converge verso una risposta unica e prevedibile. Preferisce compiti tecnici ed è meno interessato alle persone. Hanno capacità di risolvere i problemi e prendere decisioni.

Teorie sull'intelligenza

Lo psicologo Gardner distinse ben 9 tipi fondamentali di intelligenza, localizzate in parti differenti del cervello, di cui fa parte anche l’intelligenza logico-matematica (l’unica su cui era basato l’originale test di misurazione del QI). Le conclusioni a cui sono pervenuti gli studiosi, anche sulla base di una quantità rilevanti di dati ricavati da studi su bambini prodigio, soggetti dotati, pazienti con lesioni cerebrali, bambini e adulti normali anche di culture diverse è la seguente: esistono prove convincenti dell’esistenza di varie competenze intellettive umane relativamente autonome, in particolare sono state individuate i seguenti nove tipi di intelligenze, relativamente indipendenti l’una dall’altra, che possono essere plasmate e combinate da individui e culture in una varietà di modi adattivi e che cooperano in modo armonico nella vita comune (intelligenze: linguistica, logico-matematica, musicale, spaziale, corporeo-cinesica, interpersonale, intrapersonale, naturalistica, essenziale).

Intelligenza corporeo-cinestetica

Intelligenza corporeo-cinestetica: coinvolge il cervelletto, i gangli fondamentali, il talamo e vari altri punti del nostro cervello. Chi la possiede ha una padronanza del corpo che gli permette di coordinare bene i movimenti. Ce l’hanno in misura peculiare ballerini, coreografi, sportivi e artigiani.

Teorie educative

Secondo il pedagogista Giugni le prestazioni motorie creano stabilmente nel soggetto un rilevante patrimonio psichico e mnemonico che arricchisce l’immaginazione e, di conseguenza, il pensiero e l’intelligenza. Per lo psicologo Gesell lo sviluppo motorio ha un ruolo fondamentale nella formazione della personalità e dell’intelligenza infantile. Infine, per Piaget la motricità e l’azione sono il punto di partenza per lo sviluppo delle funzioni cognitive del bambino.

Miglioramento, mantenimento e conservazione della funzionalità dell’organismo

Il movimento ha anche un ruolo importante nel ritardo del processo involutivo. Si possono dividere gli effetti dell’attività fisica in base all’apparato che interessano:

Apparato scheletrico

  • Legge di Wolf = ogni stimolo funzionale porta ad una modificazione dell’osso;
  • Legge di Roux = ogni aumento di forza pressoria costituisce una stimolazione per la formazione di nuovo tessuto osseo, mentre la diminuzione della forza applicata causa un esaurimento della produzione di osso;
  • Legge di Delpech = ogni volta che un osso è messo in una posizione abituale anormale, la sua crescita diventa anormale e tende a deformarlo;
  • Legge di Arnolt – Schulze = deboli eccitamenti danno origine ad attività vitale, eccitamenti medi la stimolano, quelli forti la danneggiano, quelli violenti la arrestano.

Altri importanti effetti sono lo sviluppo in larghezza dell’osso (favorito dalle trazioni che i muscoli esercitano su esso) e lo sviluppo in lunghezza (favorito da un aumento di nuove cellule ossee a livello epifisario).

Apparato articolare

  • Mantenimento fisiologico della mobilità articolare;
  • Irrobustimento articolare;
  • Aumento o recupero della mobilità articolare;
  • Prevenzione dei processi degenerativi.

I bambini di età prescolare non hanno di norma la necessità di compiere esercizi per migliorare la mobilità articolare.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-EDF/01 Metodi e didattiche delle attività motorie

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher JuliaColace7 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Teoria e metodologia del movimento umano e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Michielon Giovanni.
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