La teoria dell'attaccamento
La teoria dell'attaccamento nasce con John Bolwby. Bolwby nasce a Londra nel 1907, da una famiglia dell'alta borghesia inglese, viene allevato da più bambinaie e all'età di 4 anni subisce la separazione dalla bambinaia più amata, Minnie. Bolwby, fin dall'inizio, considera fondamentale, così come era stato per Freud, staccare il trauma psichico da quello biologico e intravedere le cause del trauma psichico nell'infanzia.
Dopo la laurea, inizia quello che oggi è il tirocinio in un orfanotrofio, iniziando ad osservare il comportamento di questi bambini, notando fin dall'inizio una diversità rispetto agli altri bambini. Li inizia a definire "psicopatici anaffettivi" e formula le prime ipotesi sul collegamento fra deprivazione delle cure materne in età infantile e incapacità di creare legami affettivi.
Ali' Bolwby e i 44 ladroni
Nel 1944, Bolwby scrive un libro, osserva giovani ladri, le loro caratteristiche, il loro stile di vita, questo lo porterà ad essere soprannominato "Ali' Bolwby e i 44 ladroni". In questo testo, sottolinea l'incapacità di questi soggetti di entrare in relazione con l'altro, una visione del tutto nuova per l'epoca.
Collaborazioni e studi
Bolwby inizia a fare supervisioni, insieme alla Klein, e stravolgerà la sua visione fantasmatica. Lascerà presto quella supervisione per iniziare una collaborazione con Mary Ainsworth e con i coniugi Roberson, che stavano studiando le dinamiche di separazione dalla mamma nei bambini ospedalizzati. Dobbiamo a Bolwby l'odierna organizzazione dei reparti pediatrici negli ospedali.
Stili di attaccamento
Prima di parlare di stili di attaccamento, afferma che persone che incontrano nella loro storia un lutto o una separazione attraversano sempre le stesse fasi:
- Lo stordimento
- La protesta
- La disperazione
- Il distacco
Nota che i bambini ospedalizzati attraversano queste fasi. Gli studi di Lorenz per Bolwby sono stati utili per capire perché il bambino cerca una figura di attaccamento di riferimento. Inizia poi ad acquisire informazioni utili sugli studi di Arlow, sulle scimmiette Rhesus, rilevando che attuano lo stesso comportamento del bambino, continuano a ricercare il contatto.
Sistema omeostatico e attaccamento
Bolwby arriverà a definire il legame madre-bambino, il bisogno di contatto come salvifico, mettendo in luce l'esistenza di una dinamica preponderante e condizionante tra madre e figlio. L'attaccamento è un sistema omeostatico, che dovrebbe mantenere in equilibrio condizioni interne ed esterne di sicurezza.
Il sistema di attaccamento si attiva quando si sperimenta un'emozione di insicurezza. Più ci si sente insicuri, più si deve avvicinarsi alla propria figura di attaccamento che, a modo suo, farà diminuire l'ansia. Il sistema di attaccamento prevede che il bambino si avvicini alla sua figura di attaccamento, in base a come questa ritiene accettabile, parliamo quindi di un comportamento corretto secondo lo scopo (Hinde).
Teorie dell'attaccamento
Alla luce delle diverse teorie, secondo:
- La teoria psicoanalitica: io amo te madre perché mi nutri.
- La teoria dello sviluppo cognitivo: per amarti devo conoscerti, devo elaborare tutte le informazioni in entrata.
- La teoria comportamentista: il premio conduce all'amore.
- La teoria etologica, dove si colloca la teoria dell'attaccamento: forse sono nato per amarti, esiste quindi una spinta a base innata perché se non ti amo non sopravvivo.
Bolwby inizia a formulare una teoria che vede al centro del legame madre-bambino un legame emotivo, a partire da queste teorie e da quella che viene definita teoria dei sistemi, elabora la teoria dell'attaccamento e le conseguenze dirette che ha sul nostro comportamento. Ci fa capire che esiste un sistema più o meno chiuso, all'interno del quale le informazioni vengono interpretate, selezionate e ricordate in un modo coerente al nostro modello operativo interno (MOI).
Modelli operativi interni (MOI)
Ogni sistema ha un meccanismo di autodeterminazione. Ognuno di noi, in base al proprio stile di attaccamento o ai propri MOI, aggiusterà, momento per momento, non solo il comportamento, ma anche i significati che vengono costantemente attribuiti agli elementi quotidiani. Due persone con stili di attaccamento differenti, con MOI differenti, vedranno la stessa cosa in modo diverso e il senso che ogni individuo darà della realtà esterna sarà coerente con i suoi MOI.
Anche il concetto di feedback (cibernetica) condiziona in termini di attaccamento le informazioni di ritorno dal contesto esterno, saranno lette anche queste in un modo coerente con il nostro MOI. Non solo il singolo individuo, ma anche le dinamiche duali ne saranno condizionate. C'è poi l'aspetto del cognitivismo, che fa riferimento al fatto che i modelli cognitivi, che hanno a che fare con i processi di memorizzazione, perché adulti con stili di attaccamento diversi, narrano la propria storia in maniera diversa, sia dal punto di vista del narrato che degli elementi mnestici (dettagli).
Stili di attaccamento e sopravvivenza
Esistono quattro stili di attaccamento, che si sono selezionati ai primordi della specie, per permettere la sopravvivenza dell'uomo e tutti e quattro sono funzionali all'adattamento. Non esiste uno migliore degli altri. Esiste lo stile di attaccamento sicuro, che appartiene a soggetti che meglio si sono adattati all'ambiente, hanno competenze emotive differenti e migliori, ognuno ha punti di forza e debolezza. Avere un certo tipo di MOI potrebbe essere utile in alcune professioni, è la loro espressione massima che può essere problematica e a rischio.
Esistono due paure fondamentali nell'infanzia: la paura dell'estraneo e la paura della separazione dalla madre, per le quali esistono due spiegazioni: quella dell'infanzia condizionata, del comportamentismo, fattori positivi e negativi vengono letti come rinforzi positivi e negativi dal bambino, che fanno sì che l'estraneo e la separazione vengono visti da questo come negativi. Qualcuno lo condiziona fin dall'inizio, ma è poco probabile che una madre possa condizionare questa paura, di fatto intorno all'anno di vita queste paure si presentano e questo può essere spiegato in termini evoluzionistici.
Teoria dell'attaccamento di Bolwby
Bolwby quindi teorizza l'attaccamento come: una predisposizione biologica del piccolo verso chi si prende cura di lui, una motivazione intrinseca e primaria basata sulla ricerca di contatto e conforto, che si attiva nelle situazioni di pericolo. Un sistema di controllo di tipo cibernetico con lo scopo di mantenere un equilibrio omeostatico tra vicinanza ed esplorazione, un comportamento orientato ad uno scopo, sopravvivenza, successo riproduttivo.
Fasi di sviluppo dell'attaccamento
Esistono quattro fasi di sviluppo del legame di attaccamento:
- Fase 1 (0-2 mesi): comportamenti di segnalazione e di avvicinamento, ricerca non selettiva di contatto e prossimità.
- Fase 2 (3-6 mesi): comunicazioni dirette, ricerca selettiva di contatto e prossimità con le figure familiari che si occupano di lui.
- Fase 3 (6-24 mesi): segnali di mantenimento della vicinanza, creazione di un effettivo legame orientato e preferenziale, ricerca del contatto con il caregiver e paura dell'estraneo.
- Fase 4 (24 mesi in poi): relazione basata su uno scopo programmato, perseguimento di scopi comuni regolati dai feedback provenienti dall'ambiente.
Già dalla fase 2, il bambino getta le basi di una consuetudine che diventerà aspettativa, che poi si tradurrà in comportamento. Fino ai 24 mesi, il bambino continuerà a regolare i suoi comportamenti secondo lo scopo e secondo i feedback che riceve. Il bambino creerà una vicinanza accettabile, secondo i feedback materni, per riuscire ad essere rassicurato.
Tipologie di attaccamento
Il bambino sarà:
- Sicuro, se avrà una madre sensibile e responsiva.
- Evitante, se la madre avrà un atteggiamento ipercritico, centrata sulla performance e incapace di regolare le emozioni negative del bambino.
- Ambivalente, se la madre avrà un atteggiamento imprevedibile, la metà delle volte sicura e l'altra metà sottraente.
Bolwby ha creato un costrutto teorico ma dobbiamo aspettare il contributo della Ainsworth, per comprendere che esistono gli stili di attaccamento. La Maine individuerà il corrispettivo di questi stili negli adulti, dimostrando con studi longitudinali, che esiste una forte correlazione tra stili di attaccamento materno e quello dei loro figli.
Studi dimostrano che esiste una componente genetica temperamentale che permette ad una madre di avere figli con temperamenti diversi che innescano feedback diversi. Esistono anche diverse variabili che co-variano, ma non condizionano lo stile di attaccamento, ma le sfumature. A parità di stili di attaccamento, esistono persone più o meno flessibili nelle loro strategie, quindi il legame madre-bambino si struttura fin dalla nascita. La madre comincia ad essere quello che la Ainsworth definisce base sicura, ed inizia a studiare quali sono le variabili che condizionano il comportamento della diade.
Baltimore Longitudinal Study
Attraverso il Baltimore Longitudinal Study, si sono studiate 26 coppie madre-bambino, per mezzo dell'osservazione si sono contati i comportamenti della diade, e sono emerse due variabili:
- Sensibilità
- Responsività
Una madre sensibile è in grado di riconoscere i bisogni del bambino, una responsiva è in grado di rispondere a quei bisogni. Una madre può essere sensibile e non responsiva e viceversa. Mary Ainsworth studia le caratteristiche genitoriali della sensibilità, cioè la capacità di...
-
Appunti esame Psicologia sociale prof. Toni
-
Appunti esame Prof. Toni, Psicologia Sociale
-
Appunti lezioni corso "Psicologia sociale" prof Alessandro Toni
-
Riassunto esame Tecniche di intervento, prof. Taurino, libro consigliato Psicoterapia e teoria dell'attaccamento, W…