Estratto del documento

ESAME PSICOLOGIA SOCIALE

PROF. ALESSANDRO TONI

CORSO DI LAUREA IN SOCIOLOGIA

SAPIENZA

UNIVERSITA’ DI ROMA CRISTIANA

La psicologia sociale studia come le dinamiche psicologiche dell’individuo cambiano in

funzione del contesto sociale il taglio che viene dato alla psicologia sociale è un taglio

evoluzionistico.

I dati in psicologia sociale vengono raccolti attraverso alcuni strumenti, che possono

essere: questionari standardizzati o non standardizzati, oppure interviste che sono

perlopiù semi standardizzate, ma anche con l’uso di scale, in particolare la Lickert,

osservazione diretta e partecipante, discussioni di gruppo, esperimenti in laboratorio e

focus group.

I dati quantitativi sono utili perché permettono il confronto tra gli individui, per questo per la

raccolta dei dati si preferisce usare le scale.

Nel 1897 Norman Triplett constatò che gli individui che si allenano da soli ottengono tempi

inferiori.

Triplett chiede allora ad un gruppo di bambini di avvolgere delle lenze, quando questi

svolgono il compito in gruppo, lo fanno meglio, si inizia così a parlare di facilitazione

sociale, quando gli individui sono in gruppo ottengono risultati migliori, ma questo non vale

sempre.

Pessin nel 1933 chiede ad un gruppo di bambini di imparare parole senza senso, se lo

fanno da soli ottengono risultati migliori, in gruppo appare più difficile, perché compiti più

complessi a livello cognitivo, se svolti in gruppo, portano a risultati peggiori, parliamo

quindi di inibizione sociale.

Zajonc nel 1965 per spiega questa differenza con l’arousal, un’attivazione fisiologica che

può essere immaginata come ansia. Zajonc sostiene che in presenza di pubblico non è

importante solo il livello di arousal, ma se il compito è difficile l’effetto sarà di inibizione, se

il compito è semplice l’effetto del pubblico sarà di facilitazione, inoltre quando non ci si

sente preparati all’azione il pubblico ha un effetto di inibizione, quando invece si ha la

certezza di essere preparati allora l’effetto sarà di facilitazione.

L’arousal per Cottrel è qualcosa di appreso, non è innata, gli individui diventano sensibili

alla presenza degli altri, quando sentono che questi possono giudicare, oppure quando

sentono nell’altro un effetto antagonista. Le variabili che condizionano questo andamento

possono essere diverse, ad esempio: le mie prestazioni sono migliori se l’avversario è

migliore, al contrario, se mi rendo conto che chi mi sta giudicando è inadeguato e non lo

stimo, l’effetto inibente è inferiore, questo effetto in presenza di estranei può essere

addirittura azzerato.

Il pubblico influenza la performance, sia in positivo, sia in negativo, Cottrel, rispetto al

pubblico, afferma che l’impegno cognitivo legato all’analisi di quello che gli altri possono

pensare, inficia il compito.

Per quanto riguarda la coordinazione rispetto ad un compito, gli individui si impegnano a

svolgerlo al meglio, ma di fatto non ci riescono, dal punto di vista neuromuscolare, anche

un compito semplice, come il tiro alla fune, non viene coordinato, perché essendo presenti

molti cervelli, ognuno si attiva con i suoi tempi e l’effetto cumulativo diventa negativo.

Ma non dipende soltanto dalla distanza di attivazione di un impulso rispetto all’altro, anche

dalla sincronizzazione, per lo stesso motivo anche le coppie, a volte non si coordinano,

pur avendo un obiettivo comune, quello che avviene normalmente è che all’interno della

coppia non si coglie la sincronia.

Baron sostiene che, vado peggio in presenza di persone che mi giudicano perché sono

cognitivamente impegnato a pensare al giudizio di queste persone.

Nel 1880, l’effetto Ringelmann, l’inerzia sociale, dimostra che gli individui, costretti a

svolgere un lavoro in gruppo, in alcune circostanze ottenevano un risultato nettamente

inferiore, L’idea è che sette individui che lavorano insieme, sono potenzialmente più forti,

perché ognuno può spostare 85kg, in realtà Ringelmann vuole affermare che questi,

lavorando in gruppo perdono la coordinazione all’interno del compito che stanno

svolgendo e ottengono un risultato peggiore.

Stroebe e Fraey sosterranno che oltre alla coordinazione viene meno anche la

motivazione.

Il cervello, quando è in gruppo usa meccanismi di elaborazione delle informazioni

particolari, l’essere umano ha un modo di leggere le informazioni contorto, lavora in base a

schemi rigidi, difficili da scardinare, il cervello spesso ci inganna, cioè le informazioni in

entrata sono già falsate, quindi tutto ciò che avviene dopo avviene di conseguenza.

All’interno di un gruppo di persone si verifica l’effetto della diffusione della responsabilità,

molto più evidente se il compito è di tipo cognitivo.

Le prime tematiche della psicologia sociale sono quelle legate alla scuola di Berlino,

intorno agli anni ’20, a Lypsia, hanno inizio i primi studi portati avanti da Wundt.

Gli studi di Wundt fanno riferimento alla capacità dell’essere umano di percepire e poter

ragionare sulle percezioni sensoriali, l’obiettivo era studiare come gli esseri umani

articolano il pensiero e i processi cognitivi in toto.

Per studiare questo addestrò i soggetti a descrivere, senza filtri, qualsiasi pensiero

passasse loro per la testa, perché l’idea era di cercare di cogliere i processi alla base del

pensiero.

Una volta addestrati i soggetti venivano sottoposti ad esperimenti, ad esempio: se il

soggetto sente il freddo, quale processo cognitivo seguirà?

Wundt è stato il primo ad interessarsi alla metacognizione degli individui, cioè a come gli

individui iniziano ad ipotizzare ciò che avviene nel loro cervello.

Il passaggio a Freud è breve, perché lo studio della psicoanalisi si è mosso da due

principi: il primo quello di Wundt, cioè dare credito alla possibilità che il cervello possa

leggere la parte conscia, il secondo concetto su cui Freud basa la psicoanalisi è quello di

inconscio, che parte dal filosofo Leibniz.

Freud si interessa all’inconscio sulla scia degli studi fatti da Charcot, all’interno della

clinica St.Piere, dove venivano ricoverate quelle che venivano definite pazienti isteriche,

che Charcot curava per mezzo dell’ipnosi.

L’idea di fondo che portò Charcot all’utilizzo dell’ipnosi era che: se si può creare un

sintomo, attraverso l’induzione in ipnosi, apparentemente uguale a quello che

manifestavano le donne isteriche, al contrario, si può farlo sparire.

Secondo Charcot, questi sintomi dipendevano da un trauma o da una spinta dal basso

che emergeva dall’inconscio e che l’IO non riusciva a tenere a bada, questo trauma

poteva essere raggiunto tramite l’ipnosi.

Freud si ispirerà a queste idee modificandole, solo all’inizio si affida all’ipnosi, presto la

abbandonò, per Freud era più utile riuscire a parlare con una persona consapevole per far

emergere l’inconscio e perché l’individuo ne prendesse consapevolezza, lo farà con il

metodo delle libere associazioni, già adottato da Wundt.

Secondo Freud esistono dei meccanismi che spiegano l’inconscio, che possono essere

cognitivamente appresi e sono:

 Lo spostamento: posso parlare di una persona, ma in realtà voglio parlare di

un’altra.

 L’assenza di negazione: nell’inconscio non esiste accezione negativa, l’inconscio

non registra il concetto di “non”.

 L’assenza di contraddizione.

Freud sostiene che l’inconscio funziona in base a due regole:

 Il principio del piacere, presente alla nascita, un bambino è da subito legato a

questo principio, cerca fin dalla nascita il piacere, quindi tenderà a scaricare il prima

possibile e il più possibile la libido.

 Il principio della realtà, fa in modo che l’individuo rimanga il più possibile centrato

rispetto al contesto sociale e culturale.

Il principio della realtà consente che i bisogni dettati dal principio del piacere vengano

scaricati in un momento più consono, inoltre se questi impulsi non possono essere

scaricati, posso sognarli.

Freud introduce tre topiche:

 Nella 1° topica parla di sistema psichico inconscio, pre-conscio e conscio.

 Nella 2° topica, introdotta dopo il 1920, divide il sistema psichico in tre istanze: ES,

IO e Super io.

L’ES è completamente inconscio, è stato definito il serbatoio delle pulsioni sessuali e

aggressive, è la parte in cui nascondiamo ciò che vogliamo eliminare, quello che Freud

definisce materiale rimosso.

Il Super Io si forma dai divieti e dalle punizioni sperimentati con i genitori, secondo Freud,

la forza del Super Io è determinata dal padre, detentore della morale, tutti i divieti si

trasformano in senso morale che viene interiorizzato e condiziona le nostre scelte, il Super

Io è per lo più inconscio, ma ha anche una parte conscia. Secondo Freud le regole morali

passano anche attraverso la condivisione sociale.

L’IO di fatto è a cavallo tra conscio e inconscio, ha il ruolo di mediatore.

Esistono dei meccanismi di difesa dell’IO, che servono a mantenere l’equilibrio tra la

spinta dell’ES e il Super Io, alcuni dei meccanismi di difesa sono:

 La resistenza: l’inconscio non vuole emergere per difendere la sua struttura.

 La negazione: non emerge un evento sgradevole.

 La repressione: non emerge un’emozione

 La dissociazione: sentimenti forti e negativi provocano lo sviluppo di una personalità

multipla.

Esistono poi meccanismi di difesa più evoluti, come:

 L’intellettualizzazione: non si associano gli eventi alle emozioni.

 Lo spostamento o la proiezione.

 La sublimazione, che Freud spiega con l’esempio del macellaio o del chirurgo, che

spinti da una pulsione aggressiva svolgono ruoli socialmente accettati che

prevedono una certa aggressività.

Freud elabora una suddivisione in fasi dello sviluppo, fasi che devono essere attraversate

in un certo modo, la prima fase che descrive è:

 La fase orale: dai 12 ai 18 mesi, l’individuo inizia a riconoscere le pulsioni ed

esprime quelle positive attraverso la suzione del capezzolo, quelle negative,

mordendo il capezzolo.

 La fase anale: dai 18 mesi ai 3 anni, nell’ottica positiva avviene il gusto nella

ritenzione delle feci, in ottica negativa non le trattiene.

 La fase fallica: dai 3 ai 5 anni, gioca con i genitali, in ottica positiva l’interesse è per

i propri genitali, in ottica negativa esprime l’aggressività attraverso il fallo, questa

fase è associata al complesso di Edipo.

 La fase di latenza: dai 6 ai 13 anni, la libido si rafforza, ma non si manifesta.

 La fase genitale: dai 13 ai 18 anni, prepara alla vita adulta, e alla ricerca di un

partner.

Freud parla della società in termini di EROS e THANATOS, all’interno di un testo intitolato

“Totem e Tabù” in cui parlerà di un inconscio sociale.

Da una parte la pulsione erotica, EROS, darà vita a nuovi individui, dall’altra, la pulsione

aggressiva, THANATOS, permetterà agli individui che si sono riprodotti di lasciare il posto

alle nuove generazioni.

Queste due pulsioni spingono gli individui ad una competizione continua, il ruolo della

società è quello di regolare questa competizione per mezzo delle norme e delle leggi.

Per Freud la norma sociale serve a far mantenere i ruoli, la giustizia, come il Super Io,

serve a contenere gli eccessi delle masse e possono essere sovrapponibili.

Nel 1950 Adorno ha creato una scala per misurare il pregiudizio, con un’impostazione

simile a quella descritta da Freud, l‘idea è che il soggetto che presentava un alto livello di

pregiudizio risultava essere in un conflitto intrapsichico, oppure esito di un’educazione

repressiva, chi mostrava pregiudizio veniva descritta come una persona frustrata e

aggressiva con una tendenza a trasmettere energie negative sui più deboli o con una

personalità distorta.

Negli anni ’20 nasce in America la nuova corrente del comportamentismo, per la quale

l’idea è che l’organismo è docile e plasmabile, possiede una capacità illimitata di

apprendimento e il cambiamento è prodotto da cause ambientali.

Il comportamentismo inizia con gli studi di Watson, che nel 1920 dimostra i suoi studi con

l’esperimento del piccolo Albert, il quale è stato condizionato ad avere paura dei topi,

associando rumori e situazioni spaventose alla vista del topo, comportamento che poi è

stato condizionato anche alla vista di un peluche.

Il metodo di studio è quello sperimentale, per i comportamentisti il bambino alla nascita è

una tabula rasa, tutto quello che viene scritto, verrà appreso attraverso l’esperienza

oppure attraverso l’associazione tra stimolo e risposta, o per imitazione.

Secondo questi teorici, il bambino nasce senza nessuna cognizione e quindi tutto quello

che avverrà sarà merito dell’apprendimento, che sarà frutto dell’associazione stimolo

risposta, oppure aiuto di rinforzi positivi e negativi o secondo Bandura per imitazione.

L’associazione stimolo risposta (S/R) è fondamentale, la mente viene definita una scatola

nera, ha un valore ma non è osservabile e quindi non viene indagata, conta solo il

comportamento osservabile.

L’ apprendimento è la creazione stabile di associazioni tra stimolo e risposta, più stimoli mi

colpiscono, più io, in modo più o meno consapevole, sarò teso ad un cambiamento, che

verrà letto dall’individuo in termini di apprendimento, più l’associazione S/R diventerà

stabile più io apprenderò.

Esistono diversi tipi di condizionamento, esistono i comportamenti rispondenti che hanno a

che fare con il condizionamento classico, dove l’associazione S/R è diretta, poi esistono i

condizionamenti operanti, che fanno riferimento al condizionamento operante, sono detti

operanti perché il comportamento messo in atto si stabilizza nel tempo, attraverso rinforzi

positivi e negativi.

Ivan Pavlov, nel 1904, vince un premio Nobel per la fisiologia e la medicina per i suoi

studi sulle secrezioni gastriche e sulla salivazione.

L’idea di Pavlov è che uno stimolo incondizionato determina una risposta incondizionata,

un cane vede il cibo e attiva la salivazione.

Inserendo una cannula all’interno della ghiandola salivale di un cane Pavlov si accorge,

casualmente, che ogni volta che portava il cibo al cane faceva un rumore, e che questo

iniziava a salivare solo al sentire il rumore, da qui avvia i suoi esperimenti.

Normalmente il cibo determina la salivazione, quando il cane sente il campanello, allo

stato zero dell’esperimento non succede nulla, il cane saliverà solo quando il campanello è

associato al cibo, solo dopo tempo saliverà al solo suono del campanello, è possibile che il

cane generalizzi il suono a tutti i campanelli, si può condizionare il cane al suono di un

solo campanello, si può estinguere l’associazione non somministrando più il cibo, ma se a

distanza di tempo, riassocio i due stimoli, recupero l’associazione, questo dimostra che

per il comportamentismo non esiste cura ai comportamenti patologici.

Thorndike inizia a teorizzare l’apprendimento per prove ed errori, chiudeva un gatto in

una gabbia particolare e aspettava che da solo riuscisse ad aprire determinati

meccanismi, una volta uscito il gatto raggiungeva il cibo.

Secondo questo studio, la capacità di uscire dalla gabbia era associata agli (n) tentativi,

associati agli (n) errori.

Negli anni ’30 e ’40, Skinner inizia a rendersi conto che alcuni comportamenti possono

essere appresi attraverso rinforzi positivi (ricompense) e negativi (punizioni), dimostrò la

sua teoria con la famosa Skinner Box, all’interno di questa gabbia si trovavano una leva e

una luce, il topo spingerà per caso la leva e uscirà del cibo, quindi la premessa iniziale è la

casualità, se voglio interrompere l’apprendimento appreso, introdurrò un rinforzo negativo.

Con lo stesso metodo insegnò a giocare a calcio a due piccioni e a fargli discriminare la

forma delle lettere.

Sempre nell’ottica comportamentista è interessante studiare l’effetto esposizione, alcuni

studiosi iniziano a teorizzare che è sufficiente osservare scene in cui sono presenti armi

per far provare paura.

Berkowitz e Le Page, comportamentisti, teorizzano un WEAPON EFFECT, effetto arma,

per loro è sufficiente vedere un’arma per provare paura o rabbia.

Bandura inizia a parlare di imitazione, l’idea è che gli esseri umani possono apprendere

osservando, il suo esperimento più noto è quello della BOBO DOLL:

Prende tre gruppi di bambini:

 Al 1° gruppo mostra un adulto che colpisce la bambola BOBO

 Al 2° gruppo mostra un adulto che gioca serenamente con la bambola BOBO

 Al 3 ° gruppo li fa giocare senza assistere a nessun video

Successivamente tutti e tre i gruppi vengono sottoposti ad un evento frustrante, ai bambini

vengono tolti i giochi con cui stavano giocando, dopo essere stati sottoposti a questa

frustrazione:

 I bambini del 1° gruppo picchiano la BOBO DOLL

 I bambini del 2° e del 3° gruppo si mostrano significativamente meno aggressivi

Quindi osservare un comportamento aggressivo determina un’aggressione solo in

presenza di altre variabili.

Bandura definisce anche il rinforzo vicariante, come un rinforzo positivo che arriva dalla

condivisione sociale.

Sempre teorici del comportamentismo, dimostrano l’esisten

Anteprima
Vedrai una selezione di 10 pagine su 52
Appunti esame Prof. Toni, Psicologia Sociale Pag. 1 Appunti esame Prof. Toni, Psicologia Sociale Pag. 2
Anteprima di 10 pagg. su 52.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti esame Prof. Toni, Psicologia Sociale Pag. 6
Anteprima di 10 pagg. su 52.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti esame Prof. Toni, Psicologia Sociale Pag. 11
Anteprima di 10 pagg. su 52.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti esame Prof. Toni, Psicologia Sociale Pag. 16
Anteprima di 10 pagg. su 52.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti esame Prof. Toni, Psicologia Sociale Pag. 21
Anteprima di 10 pagg. su 52.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti esame Prof. Toni, Psicologia Sociale Pag. 26
Anteprima di 10 pagg. su 52.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti esame Prof. Toni, Psicologia Sociale Pag. 31
Anteprima di 10 pagg. su 52.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti esame Prof. Toni, Psicologia Sociale Pag. 36
Anteprima di 10 pagg. su 52.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti esame Prof. Toni, Psicologia Sociale Pag. 41
1 su 52
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/05 Psicologia sociale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Cristianabusatti di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia Sociale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Toni Alessandro.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community