Teologia
Teologia: teos = Dio, locos = discorso/ragionamento/parola (la teologia è quindi un discorso, un ragionamento, una parola su Dio).
Esame di teologia
L'esame di teologia è un insegnamento culturale, non si tratta di un corso di catechesi. Si vuole guardare il fatto cristiano con l’occhio di un non credente.
Modernità e postmodernità
I giovani si trovano tra indifferenza religiosa e ritorno alla religione. Nel nostro stile di vita, nella maggior parte dei casi, la fede è piuttosto marginale. La fede appare più come una decisione personale dell’uomo, tuttavia presenta altre caratteristiche, ossia è una scelta di libertà e una scelta di consapevolezza. La fede deve essere meditata, attenta, approfondita; oggi abbiamo bisogno di una fede radicata e custodita nelle persone.
Fino a qualche decennio fa, la fede, a differenza di oggi, era un aspetto comune che segnava un legame sociale. Oggi, invece, si assiste a un sentimento di tolleranza nei confronti di chi crede, specialmente nei giovani. Spesso, chi ha fede ha quasi paura di parlare, ha paura di essere preso a bersaglio. La fede oggi è vista più come qualcosa vissuto essenzialmente solo nella sfera personale.
Ateismo e indifferenza religiosa
Ateismo: era una scelta, chi diceva che non credeva più, arrivava a questa decisione attraverso una riflessione personale molto profonda. Oggi, invece, è più comune parlare di indifferenza religiosa (la fede non ci interessa, non ci poniamo neanche il dubbio).
Religione civile
Spesso, quando ci sono delle ricorrenze civili, si desidera sempre la presenza del prete per una benedizione o per un momento di preghiera per custodire il ricordo.
Forme religiose alternative
Spesso arrivano dal mondo orientale o statunitense con una forte capacità di attrazione perché rispondono a esigenze che sono sentite particolarmente nel mondo attuale (esigenze di consolazione, sicurezza, trasmissione di valori semplici).
Tutte le fedi storiche, specialmente il cattolicesimo, sono sottoposte a un processo di erosione e depotenziamento. Il cattolicesimo, appunto, è sempre meno praticato, non è più un fenomeno di massa; il credente si trova in una situazione paralizzante di incertezza, essendo in minoranza, infatti, si trova in una posizione più rinunciataria rispetto a una posizione propositiva. La religione è ormai un oggetto di preferenza, si parla di individualismo religioso. ("la mia fede" che non voglio condividere con gli altri, è una fede intima).
La fede e i credenti
La fede necessita di due componenti:
- Dimensione di libertà (di professare o di non professare) → in molte nazioni del mondo, soprattutto la libertà religiosa è molto limitata rispetto all'Italia
- Dimensione pubblica (di essere mostrata, ritrovarsi insieme per dei momenti comunitari per non crearsi un Dio personale a propria immagine e somiglianza, se ci fosse sempre e solo un dialogo personale solo con Dio stesso)
La fede e i credenti devono assolutamente saper dialogare, anzitutto tra di loro e anche con coloro che fanno fatica a credere o che hanno smarrito la fede.
Pericoli nella religione
Pericolo di possedere Dio → conseguenza dell'intimità del fatto religioso che porta a costruirsi un "Mio Dio" (si parla di idolatria, è un dio che non ha mai parlato con gli uomini, ma parla solo con me, un dio a mia immagine e somiglianza).
Ateismo
Specialmente nell'era moderna, rifiuto di accettare Dio, "Dio è morto" come affermava Nietzsche. L'uomo è al centro del mondo, non Dio. L'epoca moderna ha conosciuto questo fenomeno a differenza dell'epoca antica, un Dio che era prettamente cristiano. Questo cambiamento si ebbe a causa della rivoluzione francese che ha portato la ragione a essere sempre più influente nella vita degli uomini. Da ricordare a questo proposito i maestri del sospetto, con un pensiero filosofico totalmente sganciato da Dio (es. Feuerbach, Freud, Nietzsche → teorie basate sulla situazione religiosa della seconda metà dell'Ottocento dove Dio poteva benissimo essere posto a margine). Dio viene considerato come un'illusione, non ci si può illudere, bisogna pensare razionalmente.
Indifferenza religiosa
Specialmente oggi, religione come atto consolatorio. Religione che si limita alla sfera privata delle persone. Non serve partecipare alla vita della comunità o andare in Chiesa. Ciò che importa è un dialogo diretto con Dio.
Religione civile
Religiosità nella quale ogni riferimento confessionale è stato depurato, staccato. Processo culturale con cui, all'interno di una comunità, si crea e si elabora un patrimonio condiviso di pratiche rituali collettive, valori, lessici, simboli, credenze ideologiche, attraverso cui uno stato, nazione, regime o potere costruisce e conferisce un'aura di sacralità alla propria sfera politica. Si dice che il cristianesimo sia una religione civile (es. valore della fraternità della rivoluzione francese. La fraternità è di per sé un valore religioso). La ragione diventa sostituto di Dio e di Gesù Cristo.
Integralismo religioso
Facendo riferimento a una religione e in particolare ai suoi testi sacri e dogmi, mira ad applicarne i principi nella vita politica, economica e sociale della collettività (usato spesso per arrecare violenza, tuttavia la fede deve volere in realtà solo la pace).
La religione in Italia
In età contemporanea c'è un conflitto tra fede e ragione. La religione è stata sottoposta a un esame critico, specialmente di alcuni esponenti religiosi che hanno arrecato offesa alle persone e non si sono comportati in maniera adeguata. Nel secolo scorso, uno dei fenomeni macroscopici è stato il secolarismo (riduzione dell’uomo). Slogan del secolarismo “Dio non mi interessa” oppure “Dio sì, la Chiesa no”. È più facile oggi astenersi al credo religioso, sia nella sfera giovanile che adulta.
Alla base dell’indifferenza religiosa, però, spesso vi è una scelta razionale, non motivata, dettata solo per convenienza, per non farsi troppe domande, per non avere problemi. Questo fenomeno non sta riguardando solo il cristianesimo, ma anche tutte le altre religioni presenti in Italia (forme di ebraismo, mondo musulmano), in quanto dopo un momento di entusiasmo iniziale, si sta comprendendo che praticare una fede è molto difficile. Una fede deve essere fonte di riflessione, altrimenti sarebbe una fede rivolta solo al passato, senza futuro.
Oggi parliamo di “religioni alla carta” → uno sceglie la religione che maggiormente la soddisfa in quel momento (è un fenomeno vissuto in realtà specialmente negli Stati Uniti, molto diverso rispetto all’Italia dove il 70% della popolazione è cattolica).
I giovani e l'indifferenza religiosa
- Paragone dei giovani come dei viandanti senza meta, alla ricerca di un senso per la loro vita (cit. Umberto Galimberti).
- Nel libro “Dio a modo mio”, una ricerca universitaria promossa dal nostro ateneo, i giovani intervistati hanno mostrato un atteggiamento piuttosto positivo nei confronti dell’esperienza religiosa. Anche chi non è credente afferma che la fede può dare speranza, aiuto, amore.
- Anche per i non credenti esiste una forma di preghiera (secondo gli incontri promossi dal Cardin Carlo Maria Martini).
- Viene preso in esame il mondo degli adolescenti dal libro “Generazione Z” → un mondo che appare privo di risorse e competenze, corrisponde al vero oppure gli adolescenti hanno delle capacità e possibilità di guardare al futuro e iniziare a costruire la loro esistenza?
- “Futuro della fede” libro frutto di una ricerca promossa dal nostro ateneo. “Come oggi si diventa cristiani adulti, quali devono essere gli stili e gli obiettivi degli educatori, quali atteggiamenti hanno i giovani nei confronti della Chiesa di intendere la fede stessa?”
- “La prima generazione incredula” → tesi: corriamo il rischio di avere tra qualche anno una generazione di giovani che non conoscerà per niente la fede, vede nel ruolo femminile una cinghia di trasmissione della fede, se quindi viene a mancare la trasmissione della fede da parte delle donne si avrà una generazione senza conoscenze riguardo la religione → fece molto scalpore (fenomeno che sta già avvenendo nel Nord-Europa).
- “Piccoli atei crescono” → cresce l’insieme dei giovani che non soltanto vivono e si comportano come se Dio non esistesse, ma che dichiarano in modo esplicito di non essere credenti. 1/3 dei giovani tra i 18 e i 29 anni dice di non essere più credente o di vivere benissimo senza Dio (indifferenza religiosa). Questo fenomeno tocca anche tutte le altre confessioni religiose presenti in Italia. La maggior parte dei giovani che professa una religione si ritrova nelle confessioni tradizionalmente presenti nel nostro Paese (soprattutto il cattolicesimo).
Oggigiorno si pensa che la Chiesa non sia utile, “Dio sì, la Chiesa no”, le cause sono molteplici:
- In particolar modo incidono molto gli scandali della Chiesa come la pedofilia, gli abusi sessuali.
- Sentire autonomo e soggettivo (meno riferimento a una Chiesa storica, si preferisce una forma religiosa privata) → spesso si prega, ma non si partecipa alle funzioni religiose.
I giovani che si definiscono atei o agnostici non hanno più difficoltà ad ammetterlo (è cambiato il costume).
- I giovani senza religione dal 12,9% del 2007 al 18,5% del 2015. Oggi avrà superato il 20%.
- I giovani invece cristiani convinti rappresentano il 10%.
- I giovani cattolici selettivi che optano per una religione “fai da te” rappresentano il 10%.
- I giovani cattolici per educazione e tradizione rappresentano ormai circa il 40%.
Il mondo giovanile che segue da vicino il mondo della Chiesa è una percentuale oggi al 10%, ancora più bassa è la percentuale dei giovani che partecipano alla vita della Chiesa o che fruiscono dei sacramenti.
Ostacoli a credere oggi per i giovani:
- Complessità della nostra epoca (tendenza alla paura che genera interrogativi e angoscia)
- Continuo sviluppo delle scienze e tecnologia (completa fiducia)
- Difficoltà di modi di pensare Dio (difficoltà di pensare l’interazione di Dio con il mondo. È entrato in difficoltà il rapporto tra Dio e la scienza). Talvolta però la psicologia riesce a rendere i personaggi biblici moderni.
- Cultura che non favorisce uno sviluppo del discorso religioso (quando lo fa, lo fa sempre con un po’ di confusione). Bisogna distinguere il Papa, da un vescovo, da un parroco.
- Difficoltà a conciliare la vita e la fede (molte persone sono costrette a fare turni difficoltosi di 12h ore, di domenica. Studenti che lavorano e intanto studiano → difficile partecipare alla vita ecclesiale).
Occorre che la vita di oggi fatta di stimoli, esperienze, che si rincorrano, si arricchisca anche di silenzio, costanza, perseveranza. Se manca questo rimarremo per sempre legati a una superficialità.
Ottobre del 2018 → Sinodo dei Giovani a Roma dedicato al tema del vissuto del mondo giovanile e il tema della vocazione (Papa Francesco ha coinvolto non solo i Vescovi ma anche i giovani alla preparazione di una grande assemblea in cui si sono ritrovati i giovani di tutto il mondo per discutere del tema della fede e il discernimento del sistema vocazionale).
A volte si pensa che la Chiesa sia costituita solo da persone anziane, tuttavia la Chiesa ha bisogno di giovani, con le loro risorse, con la voglia di costruire. La fede ha bisogno di libertà, in quanto è conoscenza della verità. La teologia stessa nasce dalla fede. Fare teologia è impossibile senza avere fede. Dobbiamo aprire la nostra ragione al divino. Occorre essere prima ancora che credenti pensanti, avere una capacità di pensare, ossia essere anche capace di dialogo con tutti, con chi crede e chi non crede.
Slides: come si presenta la fede oggi?
- Come oggetto di preferenza
- L’individualismo del credere è il tratto culturale più diffuso
- Si afferma una ricerca spirituale indipendente dalle Chiese e dai gruppi religiosi
Quali sono i rischi oggi presenti attorno al nuovo concetto di fede?
Il pericolo di possedere Dio e rinchiuderlo nella propria rete di conoscenze e il pericolo di idolatria, di un dio costruito a propria immagine e secondo i propri desideri.
Ateismo
Si impone nella storia con l’avvento della modernità, dove l’elemento fondante è ormai la ragione e con il XVIII secolo in cui la religione spesso è divenuta morale, religione civile e il XIX secolo in cui pensatori come Feuerbach, Marx, Freud e Nietzsche hanno affermato che per essere uomini bisogna negare Dio. L’ateismo conosce una seconda fase, l’ateismo debole o nichilistico secondo il quale Dio non c’è e neppure vi si può sostituire qualcosa, coincide con la crisi della modernità e della fiducia del progresso a causa delle due guerre mondiali. L’ultima fase dell’ateismo invece coincide con il rifiuto di ogni illusione, con la privatizzazione del fatto religioso, con l’indifferenza religiosa e la religione civile.
Indifferenza religiosa
Agnosticismo religioso → Dio non interessa.
Ritorno alla religione → una religione nemica della ragione, della pratica religiosa e della istituzione ecclesiale, una religione disponibile senza riferimenti dogmatici fondanti, una religione “alla carta”.
Astensione da ogni credo religioso e dalla pratica religiosa → esistenza senza nessun riferimento a Dio, una scelta non razionalmente motivata ma per ragioni di convenienza, di indifferenza.
L'uomo, immagine e somiglianza di Dio
In un dialogo a sfondo religioso ci sono sempre due interlocutori: Dio e l’uomo. L’uomo è un interlocutore privilegiato di Dio, tuttavia attorno all’uomo si addensano molti fattori negativi che lo rendono più che soggetto, un oggetto → è una difficoltà della nostra epoca. Tuttavia l’uomo è circondato anche da fattori positivi, l’uomo è in grado di costruire dal punto di vista tecnologico, biomedico affinché vengano risolti gravi problemi dell’umanità. L’uomo si dice immagine e somiglianza di Dio significa dire che l’uomo è un essere creato a immagine di Dio, quasi come se fosse la sua rappresentanza nella storia. Un uomo appassionato della ricerca della verità e dotato di libertà. L’uomo appartiene al mondo fisico-biologico ma è anche dotato di razionalità e coscienza. L’uomo ha la capacità di riflettere sul suo vissuto, sulle sue scelte, ed è in grado di correggersi.
Dove si parla della creazione dell’uomo da parte di Dio?
Nel primo libro della Bibbia, il libro della Genesi, dove si racconta della creazione. Il libro della Genesi è proprio l’apertura della Bibbia.
- Primo racconto: creazione in 7 giorni
- Secondo racconto: l’uomo come prima creazione di Dio
L’uomo è la creatura più importante fatta da Dio, nella quale Dio immette il suo spirito, ecco perché si dice che l’uomo è immagine di Dio, perché Dio lo plasma con il fango. Dopodiché immette il suo spirito facendolo diventare un essere vivente, quindi l’uomo è somiglianza di Dio, perché l’uomo è proprio la rappresentanza di Dio. L’uomo è capace di parlare, rivolgersi a Dio, è capace di ascoltare le parole di Dio, ed è chiamato a completare l’opera di creazione, un’opera che deve essere gestita unicamente per i propri fini, ma che deve essere consegnata alle generazioni future integra, così che anche quest’ultima ne possa godere i benefici. (L’uomo ha quindi il compito di custodire il creato).
Salmo ottavo → l’uomo è stato fatto poco meno di un Dio e Dio si compiace di aver fatto l’uomo. L’uomo è aperto all’infinito, alla ricerca sconfinata della verità. Una libertà che può portarlo a chiudersi (racconto Genesi 3 → l’uomo non vuole una relazione con Dio). La grandezza di Dio si rileva proprio nel fatto che accetta la presa di posizione dell’uomo, anche quando si chiude al dialogo.
I primi capitoli del libro della Genesi sono un elenco del MALE. (come nel peccato originale dell’uomo o l’omicidio di Caino e Abele). Quello del mare resterà per sempre un enigma. (tema della sofferenza, del lutto). L’uomo è chiamato all’atto del credere, ossia dare fiducia a Dio, come si fida di un amico.
Slides: quali sono i fattori negativi emergenti dal contesto sociale e culturale contemporaneo?
- L’autonomia del soggetto, autore della propria storia e del proprio destino
- La rottura dell’unità del sapere
- Il moltiplicarsi delle componenti sociali e delle relazioni di interdipendenza
- La complessità del sistema politico e sociale
- La brevità delle relazioni tra le persone e la liquidità dei rapporti
- La riduzione dello spazio della memoria, incapace di generare storia
Quali sono invece i fattori positivi?
- Costruzioni di reti di relazione e di comunicazione, di un senso nuovo di comunità
- Recupero del tema religioso
- Recupero del senso di identità
- Lentissimo miglioramento della situazione economica e sociale
- Speranza nel futuro, il desiderio dei giovani di costruire una famiglia
Nel primo racconto della Genesi → l’uomo viene fatto a immagine e somiglianza di Dio, un uomo capace di entrare in relazione con Dio (descrive la creazione di Dio in 7 giorni). Nel secondo racconto della Genesi → l’uomo è chiamato a coltivare e custodire la terra.
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