Tecnica e finanza delle assicurazioni 20/21
(Prof. Paolo De Angelis, a cura di Rinaldi Lorenzo)
Lezione 02/03/2021:
Finalità del corso :
Il corso ha lo scopo di fornire allo studente i fondamenti teorici e gli strumenti quantitativi per la valutazione
delle passività di una impresa di assicurazione vita e conseguenti misure di risk capital in logica Solvency II.
E’ suddiviso nei seguenti moduli:
1° modulo: Fondamenti Normativi e il modello attuariale per la gestione delle forme
assicurative rivalutabili
Fonti normative di riferimento:
Decreto Legislativo del 7 Settembre 2005, n. 209 [conosciuto come Codice delle assicurazioni
<<
private>>] e il Decreto Legislativo n. 74/2015 che introduce nel nostro ordinamento la Direttiva
Comunitaria 2009/138/CE (conosciuta anche come Solvency II);
Regolamento n. 21 del 28 Marzo 2008 [Ramo vita- Emanato da IVASS e dunque di rango
secondario];
Regolamento concernente i principi attuariali e le regole applicative per la determinazione delle
tariffe e delle riserve tecniche dei rami vita di cui agli art. 32,33 e 36 36 del d.lgs. 209/2005 Codice
delle assicurazioni (come sopra).
TU delle assicurazioni ed implicazioni tecniche per la valutazione delle poste del Bilancio dell’impresa di
assicurazione vita. I criteri per la valutazione delle riserve matematiche e delle riserve integrative per rischio
demografico e rischio finanziario. Il modello attuariale e i criteri di valutazione per le forme assicurative di
tipo rivalutabile; le regole contabili per la valutazione degli attivi a copertura degli impegni assicurativi:
criterio del costo storico vs criterio mark to market.
2° modulo: Forme assicurative Index e Unit linked: modelli e strategie
Richiami di teoria delle opzioni e processi valutativi: modelli analitici vs modelli simulativi. Il modello
attuariale market consistent per la valutazione del premio, della riserva matematica e della riserva
aggiuntiva per rischio demografico e rischio finanziario. La stima dei parametri del modello di valutazione e
caricamento di sicurezza. Applicazioni.
3° modulo: Valutazione dei portafogli assicurativi
Embedded value e Appraisal value di un portafoglio assicurativo vita tra approccio deterministico e
approccio stocastico. Profit testing e redditività dei contratti. Introduzione al Fair Value di un contratto
assicurativo vita. Un modello attuariale market consistent per la valutazione al Fair Value della riserva
matematica di una forma assicurativa di tipo rivalutabile: analisi delle componenti del valore. La stima dei
parametri ed i processi aleatori implicati nella valutazione.
4° modulo: Introduzione al progetto Solvency II
Best Estimate Liability, Risk Margin Value e Risk Capital: Quantile Approach vs Costo f Capital. Metodi per la
definizione dei requisiti patrimoniali minimi e di solvibilità. Modello Standard vs Modello Interno. La
definizione di un modello di Rating per l’impresa di assicurazione sulla vita
5°+6° modulo: Le riserve tecniche dei rami danni & Riassicurazione
Regolamento n. 16 e definizione delle riserve sinistri e riserve premi: la riserva per frazioni di premio e la
riserva rischi in corso. Metodi attuariali per la stima della riserva sinistri: approccio deterministico e
approccio stocastico.
Le assicurazioni legate alla vita dell’assicurato si distinguono secondo un criterio tecnico in:
(1) forme attuariali in caso di vita;
(2) forme attuariali in caso di premorienza;
(3) forme attuariali miste.
Mentre secondo un criterio giuridico [vedi regolamento IVASS n°28 del 2009] le polizze assicurative sono
distinte nei seguenti 6 rami:
I°: Assicurazioni sulla durata della vita umana (Es. Rendita Vitalizia, ma anche forme assicurative a
prestazioni flessibili, ovvero che le prestazioni e/o i premi non sono costanti, bensì variabili perché legati
alle performaces di gestione di particolari investimenti (Vedi definizioni di fondi interni e di Gestione
Separata);
II°: Assicurazioni di nuzialità e di natalità (Predispongono degli importi monetari a favore degli assicurati,
nel caso di loro matrimonio o di nascita di un figlio);
III°: Assicurazioni di cui ai rami I e II le cui prestazioni principali sono direttamente collegate al valore di
OICVM o di fondi interni ovvero a indici o ad altri valori di riferimento (Es. Index e Unit linked, che
prevedono un’indicizzazione delle prestazioni secondo un determinato parametro, quale un indice di borsa
ad esempio (le prime), oppure al valore delle quote di un fondo d’investimento interno od esterno alla
compagnia (le seconde))
IV°: assicurazione malattia e assicurazione contro il rischio di non autosufficienza che siano garantite
mediante contratti di lunga durata, non rescindibili, per il rischio di invalidità grave dovuta a malattia, o a
infortunio, o a longevità;
V°: operazioni di capitalizzazione (Es. forme assicurative che prevedono che a fronte del pagamento di un
premio, solitamente unico, la compagnia ad una determinata scadenza effettui una prestazione. Non sono
previste, nel calcolo del premio, l’uso di alcuna variabile demografica e hanno una struttura simile ad
un’obbligazione Zero Coupon Bond)
VI°: operazioni di gestione di fondi collettivi costituiti per l’erogazione di prestazioni in caso di morte, in
caso di vita o in caso di cessazione o riduzione dell’attività lavorativa. (Es. contratti siglati con fondi
pensione, aperti o PIP(=Piani Individuali Previdenziali) , che prevedono una gestione finanziaria del
patrimonio affinché sia garantita una rendita previdenziale in caso di morte, in caso di vita o in caso di
cessazione o riduzione dell’attività lavorativa)
Il ciclo di vita di un contratto assicurativo prevede le seguenti 5 fasi:
Progettazione: fase in cui la compagnia disegna sia i rapporti contrattuali che legano assicurato e
assicuratore e sia la valutazione ex ante della profittabilità del contratto stesso (“profit testing”),
tenendo conto sia del target di consumatori a cui si dovrà rivolgere il prodotto , sia delle prestazioni
delle parti coinvolte , sia della presenza e /o l’utilizzo di eventuali opzioni , sia la presenza di
variabili finanziarie e sia dei costi che esso genera affinché sia rispettato il requisito patrimoniale di
solvibilità.
Emissione: fase in cui la compagnia stabilisce il valore del premio lordo, nelle sue costituenti
premio equo + caricamenti impliciti di sicurezza ed espliciti (caricamento per spese di acquisizione,
d’incasso e di gestione del contratto).
Valutazione a bilancio: le compagnie di assicurazione redigono sia un bilancio annuale (completo)
che uno semestrale (parziale). I bilanci redatti sono comunque 3: uno secondo criteri contabili del
codice civile, per mere finalità fiscali, un secondo tramite i principi contabili internazionali (in
particolare IAS 39 & IFRS 17, dove è spesso utilizzato il criterio del “fair value” per valorizzare i
cespiti dell’attivo e del passivo) ed infine un bilancio di solvibilità, dove quest’ultimo ha il compito
di monitorare la stabilità economico-finanziaria dell’impresa assicurativa (vi prevale anche qua
l’utilizzo del “fair value” ) nel breve termine. In tale fase la compagnia valuta, tramite i suoi
strumenti attuariali (riserve matematiche/tecniche), il debito che essa ha nei confronti dei suoi
assicurati.
Valutazione di Solvibilità e di contributo alla solvibilità: rientra in tale fase il calcolo del Risk
Margin Value.
Valutazione in sede di estinzione anticipata del contratto rispetto alla sua naturale scadenza
(Riscatto)
Il bilancio civilistico di un’impresa assicurativa vita si scompone nel seguente modo:
(PASSIVO)
Tale lato costituisce le fonti di finanziamento dell’attivo.
Capitale sociale + riserve patrimoniali.
Costituiscono il patrimonio netto della compagnia d’assicurazione. Le riserve patrimoniali
comprendono sia la riserva utili ordinaria o legale, che quelle costituite sempre da utili non
distribuiti.
Il valore del capitale sociale è stabilito dalla legge e maggiorato di quella parte necessaria alla
copertura del requisito patrimoniali minimo di solvibilità.
Riserve matematiche.
Esse rappresentano in media il patrimonio di cui dispone la compagnia per far fronte ai propri
impegni contrattuali.
Essa è calcolata come differenza tra il valore attuale medio delle prestazioni residue
dell’assicuratore e il valore attuale medio dei premi che debbono ancora essere pagati dal
contraente-assicurato.
Altre riserve tecniche.
1. Riserva aggiuntiva rischio tasso d’interesse.
Costituisce il fondo a cui attinge la compagnia per coprire l’eventuale fabbisogno
prospettico d’integrazione dovuto a dei risultati, realizzati dalla gestione finanziaria delle
riserve matematiche, che non garantiscono la copertura degli impegni al tasso minimo
garantito contrattualmente (N.B: ovvero il tasso d’interesse con cui è stato calcolato il
premio equo).
Ha il medesimo valore di un’opzione put che l’impresa lascia a favore del
contraente/assicurato.
2. Riserva decrescenza tassi.
La presenza di tale di tale accantonamento si nota soprattutto in presenza di forme
assicurative rivalutabili, in quanto occorre correggere gli effetti del “mismatching” tra
periodo di osservazione e registrazione del tasso di rendimento e quello di assegnazione al
contratto (quest’ultimo coincidente con l’intervallo temporale tra due anniversari
contrattuali)
Esempio in aula 1:
01/06/ t 01/06/t+1
|______________________________________________|
anniversario contrattuale
Il tasso di rivalutazione del capitale assicurato osservato non è quello che fa riferimento ai 12 mesi
successivi alla sottoscrizione del contratto, ma quello registrato nei 12 mesi antecedenti al mese di
Marzo, o Aprile, dell’anno t+1.
3. Riserva spese future.
Costituisce il fondo a cui attinge la compagnia per coprire le spese di gestione di un
contratto che prevede il pagamento di un premio unico. Nel corso del tempo tale riserva si
depaupera della quota di quel caricamento annuale necessario a coprire le spese di
gestione di quello specifico anno.
4. Riserva aggiuntiva spese.
Presente in particolari contratti assicurativi e costituisce un fondo che integra la precedente
riserva, nel caso in cui il relativo caricamento non è più in grado di coprire le effettive spese
di gestione che gravano sull’assicuratore.
5. Riserva aggiuntiva rischio demografico.
Costituisce il fondo a cui attinge la compagnia per integrare le riserve matematiche nei
contratti che prevedono la sopravvivenza dell’assicurato, specie nelle rendite vitalizie, nel
caso in cui il rischio di longevità non sia stato valutato correttamente, in fase di costruzione
del premio. L’eventuale scostamento tra basi tecniche demografiche e fenomeno
assicurato deve essere evidenziato nell’apposito modulo di vigilanza, il modulo n°41.
L’analisi deve anche tener conto della tipologia del prodotto e se il contratto è inserito in
un qualche portafoglio oppure no, in quanto, se risultasse la prima circostanza, si
potrebbero considerare gli effetti di mutualità e solidarietà dello stesso.
6. Riserva per somme da pagare.
Fondo di natura non attuariale, a differenza delle precedenti citate, ma contabile. E’
costituito da somme che devono essere ancora liquidate a favore degli assicurati nella fase
di chiusura del bilancio, nonostante il sinistro o l’evento assicurato si sia già concretizzato.
7. Riserva per provvigioni d’acquisto non ammortizzate.
Rappresenta il valore attuale medio delle rate ancora d’ammortizzare della provvigione
d’acquisto, quest’ultima corrisposta in un’unica soluzione dall’assicuratore al distributore
(Es. agente, broker,etc.) nel momento in cui è stato sottoscritto un contratto
d’assicurazione, e recuperate dalla compagnia sui premi pagati dal contrante nel corso del
tempo.
Eventuale Utile.
(ATTIVO)
Liquidità.
Obbligazioni.
Azioni.
Crediti diversi.
Eventuale perdita.
Lezione 03/03/2021 & Lezione 04/03/2021
Normativa primaria.
Emessa dal legislatore e delinea i principi generali in tema di tecnica, di organizzazione e di solvibilità in
ambito di assicurazione vita e danni.
Gerarchicamente superiore a quella di rango secondario.
Vi appartengono il Decreto Legislativo del 7 Settembre 2005, n. 209 [conosciuto come Codice delle
<<
assicurazioni private>>] e il Decreto Legislativo n. 74/2015 che introduce nel nostro ordinamento la
Direttiva Comunitaria 2009/138/CE (conosciuta anche come Solvency II).
Normativa secondaria.
Emessa dal regolatore del settore assicurativo che traduce in effettiva operatività i principi generali del
legislatore. Vi appartiene il Regolamento n. 21 del 28 Marzo 2008, che delinea in linee guida e regole
tecniche i criteri stabiliti dal codice delle assicurazioni in tema di costruzione delle riserve tecniche, assieme
2
*
al Regolamento 7 [ che introduce le attività di controllo sulle riserve tecniche ] , 19 [che definisce il
margine di solvibilità, ma abrogato dalla direttiva Solvency II] ,20[che introduce e definisce la funzione di
1 4
* *
Risk Management ] e 22 [ che definisce lo schema di bilancio civilistico italiano ] , e di calcolo dei premi,
3
*
sempre assieme al regolamento 20 e 29 [che provvede alla classificazione dei rischi ].
In merito a quest’ultimo calcolo, il regolamento citato delinea anche delle specifiche linee guida da
rispettare quando la compagnia deve effettuare analisi interne, in fase di progettazione ed emissione del
contratto assicurativo, sulle basi tecniche che sono state utilizzate per la costruzione della tariffa,
sull’esposizione che la compagnia ha in base alle garanzie finanziarie descritte in contratto e sulla
redditività dello stesso. Se inoltre si tratta di un prodotto nuovo vi sono anche delle regole che impongono
una comunicazione sistematica all’autorità di vigilanza, tramite la compilazione di un’apposita modulistica
standardizzata.
L’art.5 impone, sempre in merito alla costruzione della tariffa, che le basi tecniche utilizzate permettano un
necessario equilibrio tra premi e prestazioni delle parti, anche tenendo conto dei redditi generati dalla
gestione finanziaria delle riserve matematiche. L’equilibrio non deve sussistere solo nella fase di
progettazione ed emissione del contratto ma deve sussistere per tutto il ciclo di vita dello stesso e se la basi
tecniche non risultino più adeguate per questo fine debbono essere modificate.
E’ previsto l’utilizzo dei fondi propri per il ritorno all’equilibrio, ma il loro uso deve non essere sistematico.
L’art.7 delinea che le basi tecniche demografiche possano essere basate sull’esperienza della compagnia
(Basi tecniche demografiche del II° ordine) oppure desunte da fonti informative provenienti dal mercato
(Es. Tavole ISTAT) e, dal comma 4, esse devono essere sottoposte ad un monitoraggio periodico, anche
utilizzando appositi test statistici, affinché risultino ancora adeguate e non si incorra in una qualche forma
di sottovalutazione del fenomeno assicurato.
Gli art.11-12, la cui disciplina è ripresa anche da Solvency II, discutono invece della base tecnica finanziaria.
In particolare il secondo declina operativamente come si ricerca il tasso di (interesse) minimo (o massimo,
dipende se si sceglie il punto di vista della compagnia o dell’assicurato) garantito contrattualmente. Ogni
mese, in base alle rilevazioni effettuate da Banca d’Italia, si calcola il seguente tasso:
1
() (), ()
∑
= = min [. ⋅ . ]
12 =−11
|______________________|
(Media aritmetica dei rendimenti
osservati nei 12 mesi precedenti al
momento di rilevazione t.)
Tale regola è utilizzata per ridurre la possibilità di variazione improvvise dei tassi nel momento di emissione,
e successivamente, di valutazione del contratto vita (vedi Esempio in aula 2).
E successivamente lo si usa nella seguente funzione lineare:
() ( ))=
= / = φ(a ∗ −
s
1 3=1 ( − )
∑ a ⋅
= s
3
Con:
= 1,2,3 (sono i mesi precedenti la data di osservazione t);
0,6 ≤ a ≤ 1;
s
a identifica lo stile e la strategia finanziaria adottata dall’impresa nei confronti dell’attivo posto a
s
copertura delle riserve matematiche di un particolare contratto e rappresenta dunque un
coefficiente di mitigazione del rischio.
Il livello più basso è in 0,6 (la strategia è definita come “generica provvista di attivi”, ovvero il
portafoglio finanziario presenta un basso coefficiente di replicazione della distribuzione per importi
monetari e per scadenza delle obbligazioni contrattuali (la duration/convexity gap tra passivo e
attivo è elevata) mentre il suo valore più elevato è 1 (la strategia finanziaria applicata minimizza già
il rischio tasso d’interesse in quanto vi è un matching perfetto ,o quasi perfetto, della distribuzione
degli importi e delle scadenze tra attivo e obbligazioni contrattuali del passivo: la strategia è quindi
delineata come “specifica provvista degli attivi”[ la duration tra attivo e passivo è identica mentre
la convexity, o convessità, è anch’essa identica se non superiore a quella del passivo]).
a = 0,75
Se la strategia è classificata come “idonea provvista di attivi”, nel caso in cui siano
s
rispettate in approssimazione le condizioni di
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