Storia delle idee costituzionali e formazione delle tradizioni costituzionali in Francia
Concetto giuridico e politico della costituzione
La parola costituzione è una parola polisemica che non sempre ha avuto il senso politico e giuridico che oggi conosciamo. Oggi il concetto si è formato gradualmente a partire dalla fine del XVII secolo, prendendo il nome di costituzione nella seconda metà del XVIII secolo. Ha sempre avuto diversi significati: il lato più ampio è la costituzione del corpo, che non ha un senso giuridico e politico alla fine dell’Antico Regime. Oggi abbiamo la costituzione formale, per cui essa è un testo, un atto del sovrano (oggi democratico) per cui sono gli organi costituzionali ad esercitare il potere politico con cui sono protetti tutti i diritti dei cittadini. Oggi i diritti si proteggono con i tribunali, soprattutto con quelli costituzionali.
La lingua tedesca distingue due visioni di costituzioni: verfassung si riferisce alla forma di governo, konstitution si riferisce, invece, allo standard o a tutti gli standard legali. La prima visione è stata lasciata dopo la Seconda Guerra Mondiale grazie alla giurisprudenza costituzionale. Ora il diritto costituzionale dipende dal diritto internazionale ma anche sovranazionale (Corte di Strasburgo). Per integrare l’unione europea ci sono degli standard protetti per entrare nell’unione europea.
Il costituzionalismo nel diciannovesimo secolo avviene con autori liberali: la costituzione si definisce con un aspetto ideologico, in quanto ci sono degli stati con costituzione e altri che non hanno nessuna costituzione. Al tempo stesso ci sono due maniere di parlare di costituzionalismo: la prima pensando in senso scritto, costituzionalismo sono tutte le tecniche di protezione dei diritti costituzionali mediante la giurisprudenza; è possibile pensare un costituzionalismo prima di questo secolo, con tutte le tecniche per limitare il potere assoluto privo della divisione dei poteri e della distinzione fra il diritto pubblico e privato.
Nascita del concetto della nascita del costituzionalismo
Poco a poco si è fatta un’evoluzione dell’uso della parola costituzione, nell’uso dei concetti sopra il potere politico che non hanno da subito prodotto effetti: la rivoluzione è lenta, in relazione alle attuali dottrine di governo e la sua acquisizione di un significato politico e giuridico sempre più preciso. Non c’è una sola definizione, ma tante che coincidono nel tempo e possono essere in contraddizione: possiamo parlare di autori che usano la parola costituzione ma che non vogliono dire la stessa cosa. C’è uno che dice che esiste una costituzione e altri che negano l’esistenza, perché la definizione di costituzione non è la stessa. Questo dipende anche dall’eredità del pensiero politico: vengono recuperate tre idee, la politeia, la res publica e la lois fondamentales.
Politeia è una parola greca che viene da Aristotele, e ha un senso generale per parlare della conformazione della società, della città. La composizione della città di Atene è la cultura, le istituzioni e la storia anche mitologica. La politeia è qualcosa di più che il politico e le istituzioni. Nel XVI secolo c’è una traduzione in francese di Aristotele, in cui viene tradotta con repubblica o polizia, la forma di organizzare la vita nella città. La parola costituzione quindi non significa niente per loro. La politeia tiene l’idea che ci sia un insieme, un corpo della città.
La res publica viene da Cicerone, che riutilizza l’idea greca di Polibio, il cui dà una descrizione delle istituzioni romane due secoli prima di Cristo, come se Roma fosse greca: c’è un’importazione del concetto greco nel pensiero romano e Cicerone quando definisce la res publica la definisce come governo misto, perché c’è il senato, il potere del popolo e i due consoli. Questa è la soluzione di Aristotele per finire il circolo della degradazione dei regimi politici: il governo misto è la soluzione per porre fine alle guerre civile e alla violenza. Questa romana è l’idea di governo misto di governo stabile che non conosce la guerra civile perché ha quell’equilibrio per cui nessuno può prendere tutto il potere: questa è l’idea di res publica.
Con Tommaso d’Aquino il pensiero si cristianizza, dunque tutta la politica e la città è governata per l’amore, perché questo è il modo per governare un popolo cristiano. Invece, quello delle leggi fondamentali è un altro concetto: le leggi fondamentali si formano alla fine delle guerre di religione del sedicesimo secolo. Si formano nel Medioevo, come legge del Regno che il re non può cambiare, perché sono sopra di lui. È una maniera di pensare diverse regole che non hanno niente da fare insieme a una codificazione, a una raccolta di un testo giuridico di tutte queste regole che ha un proprio senso. Le regole danno una soluzione a un problema, ma l’idea di legge fondamentale è che è sempre possibile trovare una soluzione conforme alla legge fondamentale.
Con le guerre di religione il potere del re di Francia è molto indebolito e il re non può svolgere il proprio ruolo fondamentale, ovvero garantire la pace. Quindi il re ha bisogno di trovare una soluzione per garantirla senza distruggere i partiti religiosi che sono nel Regno, dato che è impossibile ridurre il numero dei protestanti. Il re deve essere al di sopra del conflitto religioso, così le leggi fondamentali appaiono nella formazione dello stato moderno, stato sovrano perché al di sopra della lotta religiosa fra i sudditi del re.
Questi tre concetti si utilizzano poco a poco per formare il senso della costituzione: la prima apparizione avviene nella rivoluzione inglese. Come si può costruire un governo legittimo senza il re che è fuggito? Il parlamento dice che il re volontariamente ha violato la costituzione del Regno, quindi si è rotto il patto fra il Regno e il re e il parlamento può con legittimità di diritto chiamare un nuovo re. Per la prima volta si parla di costituzione del Regno, che utilizza l’idea di politeia, perché si parla di costituzione come il corpo di tutto il Regno, tutto il congiunto delle regole di vita. Se si viola questa costituzione entra in ballo anche la nozione di legge fondamentale, perché si viola una legge: la costituzione così ha un senso giuridico. questa definizione utilizza dunque queste due idee.
Dopo il nuovo governo va a utilizzare la nuova idea di res publica come governo misto, in quanto in Inghilterra il potere non è solo del re ma è condiviso con il parlamento (Blackstone: “Il sovrano è re nel suo parlamento”). Bolinbroke dà il senso vero e il senso falso di costituzione: ogni volta che parliamo con correttezza di costituzione parliamo di insieme di leggi fondamentali e di costumi; la comunità ha accettato di essere governata, dunque vi è un accordo: il potere non deriva da Dio, ma viene dalla comunità politica e sociale, quindi vi è il patto con il quale i futuri sudditi hanno dato il potere al principe con la limitazione di rispettare determinate regole, così il principe non ha altra naturalezza sino che ha la stessa naturalezza dei sudditi, eccetto che è una persona che per molteplici ragioni storiche ha avuto il potere pubblico, ma sempre mediante un patto pubblico. Questo patto non è il patto sociale di Rousseau.
C’è una separazione fra buon governo, quello costituzionale, e mal governo, il governo despotico (tipicamente orientale). Montesquieu nel suo libro dello spirito della legge del 1748 afferma che nelle leggi pubbliche sta la libertà della comunità, così traspare nella costituzione una dimensione ideologica: se c’è libertà è perché c’è una costituzione. Lui lo afferma in una Francia in un cui il governo reale non ha alcun contropotere, quindi scrive in un paese che non ha alcuna libertà. Lui si riferisce alla costituzione inglese, che dispone la divisione dei poteri fra re e parlamento.
Vattel è uno svizzero protestante e adatta il diritto naturale della scuola protestante a un mondo cristiano: ciò vuol dire che un cattolico può leggere le leggi naturali secondo Vattel senza avere un pensiero eretico che la Chiesa possa condannare. La nazione agisce come corpo politico: è una delle prime definizioni di questo genere, perché prima la nazione non aveva alcuna definizione politica. Se la nazione non ha fatto nessun atto, se non c’è nella documentazione storia un documento nel quale la nazione ha creato un governo, significa che non c’è nessuna definizione. La costituzione può essere un atto solo della nazione. Vattel è il grande fondatore del diritto pubblico generale nel mondo fino agli anni Settanta del Novecento; è il vero fondatore dell’idea che il diritto è il corpo della nazione. Oggi si pensa che questa idea nasca con i fondamenti del diritto pubblico di Vattel.
Rousseau va a dare una nuova definizione del patto politico: pensa l’uomo come soggetto di diritti sia nato libero, ma che in nessun paese gli individui siano liberi e bisogna dunque trovare una soluzione che permetta la libertà degli individui con l’esistenza di un potere politico. Ognuno vuole solo obbedire alle leggi liberamente. Come fare? La costituzione non è solo l’atto con il quale i sudditi danno il potere al principe, perché non c’è nessuna società senza governo e nessun governo senza società: gli individui possono creare sia il governo sia la società. Alla vigilia della Rivoluzione Sieyès dice che se non c’è nessun atto nella storia che costituisce la società e il governo, allora non c’è nessuna costituzione. La nazione si costituisce quando forma la società e dà a sé stessa il suo governo: ciò vuol dire che la società già è sopra il governo e non è sua suddita, perché il governo dipende dalla società. Ci sono idee distinte nello stesso tempo e la Rivoluzione francese cambia tutto, ma non tutto per sempre: durante la Rivoluzione si ha una sola idea di costituzione, ma dopo la Rivoluzione si recupereranno altre idee antiche di costituzione.
Paolo Comanducci nel 1994 propone tre metamodelli di costituzione, affermando che la nuova idea di costituzione è lenta in Francia. Metamodelli significa famiglia di pensieri politici, famiglia di modelli costituzionali. Nel modello assiologico la costituzione è concepita come ordine, molto importante nella cosmologia nel mondo cristiano, per cui il mondo è stato dato da Dio e gli uomini possono solo fare alcune cose e la giustizia viene data da Dio, la quale viene solo gestita e non creata dagli uomini. La costituzione in quest’ottica è sopra il governo perché voluta da Dio.
Nel modello descrittivo della costituzione essa è concepita come ordine artificiale, come norma: le cose artificiali possono essere modificate, quelle fatte da Dio no. Ci sono quattro modelli di Comanducci: la costituzione tradizionale della monarchia francese; la costituzione dei privilegi dell’antica nobiltà; la costituzione della monarchia temperata o governo misto dei Robins; la nuova idea di atto della costituzione.
Formazione delle idee costituzionali
Come capire la formazione di queste idee? Per prima cosa la costruzione dello stato assoluto sovrano come soluzione alle guerre di religione in Francia ha determinato il costituzionalismo medievale. Prima quando si discuteva se la legge fosse conforme alla ragione di Dio il re era assoluto nel senso che aveva l’ultima parola per decidere, ma prima bisognava discutere la proposta legale del re con il suo Consiglio (c’era il Consiglio reale, più piccolo, vicino al re e le Corti di giustizia, più importanti, come dei parlamenti parte del Consiglio parte per trattare gli assunti in un territorio). Il potere assoluto si converte, cambia dall’idea dell’ultima parola all’idea della sola parola: il re è sovrano nel senso che può cambiare le leggi secondo la propria volontà, senza il bisogno di alcun Consiglio.
Quello della sovranità dello Stato ha distrutto tutte le idee classiche di imitazione del governo reale: tutto il governo è nella stessa persona del re. Il re doveva rispondere solo a Dio delle sue azioni, dunque la condanna avverrà dopo la morte. La salvezza per quella società era fondamentale e questo era il limite al potere del re. Questo ha reso deboli i contropoteri sociali, che condividevano il potere con il re dal punto di vista sociale: queste persone non hanno accettato di perdere il proprio potere politico nella società, quindi dal momento della creazione dello stato sovrano ci sono dottrine contro la sovranità del re e tutte le idee di costituzione aiutano a cambiare e a trasformare queste idee di limitazione del potere con nuovi strumenti.
Quando il potere reale è fragile portano a momenti di sviluppo delle dottrine contro la sovranità assoluta del re. Questa rivoluzione nel Diciottesimo secolo ha nuovi strumenti intellettuali. La guerra dei sette anni è stata la prima guerra mondiale: si è fatta in Canada, a Cuba, in India, nelle colonie. Quando i coloni americani decidono di fare la guerra la Francia aiuta gli americani, ma questo costa moltissimo e la monarchia deve trovare soldi, che venivano soprattutto dal dominio della terra, però i proprietari erano i nobili, che non pagavano tasse: la monarchia deve dunque trovare una soluzione. Il governo fa una legge sulle imposte, ma i parlamenti utilizzano il potere di registrazione delle leggi per opporsi alle leggi reali: i parlamenti, dicendo che la legge non è conforme alle leggi fondamentali, non trascrivono le leggi e il sistema si blocca. Il re non può fare altro e si apre così un dibattito per cui si decide che se il re vuole fare nuove tasse allora deve riunire l’Asse...
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