Segni e simboli
Introduzione: tre temi
1. Disordine-ordine
Anche la più semplice traccia o il più elementare scarabocchio non possono esistere per un puro caso e senza un significato, ma è l’osservatore che probabilmente non riconosce chiaramente la causa, l’origine e l’occasione di quel segno. Se provassimo a riempire un quadrato vuoto con 16 punti neri ci renderemmo conto che è praticamente impossibile disporre i punti in modo che sembrino realmente messi a caso; al contrario, è più facile disporre i punti in una disposizione regolare. Questo perché la produzione di una forma ordinata è più facile della produzione di disordine. La ragione può essere trovata nel fatto che, nel nostro subconscio, siamo cresciuti sotto l’impressione di immagini primarie e di schemi che hanno da sempre influenzato la nostra visione e la nostra immaginazione.
La memoria di un’immagine
Prendiamo ora in esempio un classico dado da gioco, la cui immagine è sicuramente nota e ben impressa nella mente di chiunque. Osservando un dado, il riconoscimento delle facce è immediato perché le configurazioni si adattano a una forma nota, uno schema mentale appreso e sperimentato nel tempo. Uno spostamento dei punti nelle facce del dado genera immediatamente nella faccia con il numero 1, la sensazione di centro è legata all’idea di disagio. Ad esempio, simmetria, che richiama alla struttura del nostro corpo ed è quindi più accessibile e più facile da comprendere.
Luce e ombra bianco e nero
La superficie bianca della carta è assunta come vuota. Con il primo apparire di un punto o di un segno qualunque, la superficie vuota viene attivata. In questo processo, il vuoto diventa bianco, diventa luce e fornisce contrasto al nero. La luce è riconoscibile soltanto per contrasto con l’ombra. Disegnare o scrivere, in realtà, è la rimozione della luce, più che l’aggiunta di nero.
Parte prima: gli elementi di un segno
Il punto
In termini scientifici il punto è un concetto astratto che indica con precisione un'intersezione, un incontro ecc. In termini grafici il punto è un elemento materiale, individuabile dall’occhio umano. È la più piccola unità grafica.
La linea
- La linea immaginaria: L’osservatore traccia una linea immaginaria da un punto ad un altro. Ad esempio, anticamente gli esseri umani tracciavano linee immaginarie tra le stelle e le figure così ottenute hanno dato luogo ai segni dello zodiaco. L’occhio tende sempre a tracciare una linea per rappresentare la via più breve tra due punti.
- La linea in sé: Ogni espressione lineare consiste in un punto messo in movimento. Il tracciamento di una linea è condizionato dalla natura della spalla, del gomito e del polso, che porta a un movimento curvilineo. Il disegno di una linea verticale, inoltre, non segue le stesse leggi meccaniche del disegno di una linea orizzontale. La forza di gravità aiuta la mano a disegnare una linea verticale con più sicurezza di una linea orizzontale. Gli scalpellini, i muratori e gli architetti sanno che l’unica linea retta sicura è quella fornita dal filo a piombo.
- Orizzontale e verticale: L’uomo si muove sul piano orizzontale. Perciò il campo visivo è molto più esteso nella dimensione orizzontale che in quella verticale e quindi percepiamo le dimensioni orizzontali in modo diverso da quelle verticali. È necessario avere ben chiaro quanto differenti siano le reazioni subconscie ai movimenti orizzontali e verticali. L’orizzontale è dato, il verticale deve essere fatto (es. scriviamo su linee orizzontali prestampate).
- La linea obliqua: Sulle linee oblique abbiamo sempre qualche incertezza, salvo per l’angolo di 45 gradi. Una linea obliqua è sempre valutata in rapporto alla verticale e all’orizzontale più vicina.
Morfologia dei segni
Ci sentiamo più tranquilli quando guardiamo una figura simmetrica e gli esseri umani hanno sempre a che fare con l’opposizione della simmetria esterna del corpo con l’asimmetria interna degli organi. Sebbene la scrittura degli occidentali sia del tutto asimmetrica, notiamo che molte lettere sono simmetriche e che i segni isolati, i marchi, i segnali stradali sono quasi sempre simmetrici. L’atteggiamento di un osservatore verso le figure è molto complesso. Ogni figura può infatti trasmetterci una particolare emozione a seconda dei concetti che richiamano (in genere i segni che non hanno spazi al proprio interno evocano concetti astratti, le superfici chiuse richiamano oggetti). Tutti i segni che somigliano a delle lettere sono difficilmente percepibili come figure escludendo ogni possibile interpretazione.
Topologia dei segni
C’è una teoria matematica per il calcolo delle superfici e dei volumi che classifica in gruppi tutte le forme. Un corpo la cui superficie può essere deformata per formare una superficie continua è classificato nel gruppo zero (cubi, sfere, palle). Una ciambella o una tazzina con il manico, invece, fanno parte del gruppo 1 perché posseggono un foro che interrompe la superficie. Gli oggetti con due fori fanno parte del gruppo 2 e così via.
Il quadrato
Nella Preistoria identificava la terra e gli angoli i punti cardinali. Appena il quadrato diventa un rettangolo, l’osservatore si concentra sulla differenza tra larghezza e lunghezza e quando questa è elevata i rettangoli vengono percepiti come tronchi o pilastri.
Il triangolo
I triangoli con un lato orizzontale sono perfetti per la segnaletica stradale, per la loro simmetria. Comunicano un senso di stabilità, come le piramidi. Il triangolo rovesciato, invece, è il simbolo di un’azione, di qualcosa di attivo. Questa posizione, a lungo andare, finisce per essere percepita come un limite (non si può stare per molto tempo su un piede solo).
Il cerchio
Per i primi esseri umani il cerchio aveva una forte importanza simbolica, dovuta all’associazione con il sole, la luna e le stelle. Oggi lo associamo per lo più alle ruote o a meccanismi di tutti i tipi. Le sensazioni sono indirizzate più fortemente dal cerchio che dagli altri segni. A seconda del proprio carattere, ogni osservatore si mette dentro o fuori il cerchio. Fin dall’invenzione della ruota il cerchio è diventato anche simbolo di movimento, ma per il fatto che non ha né inizio né fine dà a questo movimento circolare un senso di insicurezza, associato agli eterni ricorsi.
La freccia
Quando due linee oblique si incontrano formando un angolo, l’immagine di un movimento o di una direzione viene in qualche modo prodotta. Angoli che puntano a destra o sinistra hanno movimenti più forti di quelli che puntano in alto o in basso. Un angolo maggiore di 45 gradi viene visto come una resistenza a qualcosa, un angolo di 45 gradi viene riconosciuto come un segno di movimento e solo sotto i 20 gradi l’angolo diventa una freccia. Questo è uno dei segni più antichi (associato alla caccia) e risveglia sentimenti di aggressività e allarme, entrambi primari per il nostro assetto psicologico.
La croce
Il segno più neutro non risveglia nulla nell’osservatore, ma quando uno dei bracci viene allungato il segno perde la sua neutralità. L’allungamento del tratto verticale fa apparire il segno della fede cristiana. La croce diagonale può avere valore matematico, può essere usata per firmare, per cancellare o mettere in evidenza.
Relazioni tra i segni
Due cerchi adiacenti sono visti distinti quando l’area tra loro è grande almeno quanto l’area interna di ciascuno di essi. La questione dello spazio fra i segni è uno degli aspetti più importanti della tipografia. Due cerchi che si toccano orizzontalmente danno l’idea di eguaglianza; due cerchi posti uno sopra l’altro danno l’idea di gerarchia mentre nella connessione obliqua verticalmente l’immagine che si percepisce è quella di spingere o tirare. Due quadrati con un lato in comune danno origine ad un rettangolo. Quando due figure vengono sovrapposte, la luminosità di uno dei segni viene ridotta. In secondo luogo, se le figure sovrapposte sono uguali e una di esse viene ruotata, altri nuovi segni appaiono.
L’immagine dello spazio interno
Un segno chiuso (in particolare nel caso del quadrato) è percepito come una chiusura o il contorno di una superficie. Questo è più chiaro quando un secondo segno viene messo al suo interno. Ciò genera automaticamente una situazione che possiamo definire geografica, perché genera concetti come sopra, sotto, centrale ecc.
Segno nella decorazione
Se usato nelle decorazioni il segno perde la sua identità diventando parte di una struttura. È spesso difficilmente riconoscibile, ma la sua misteriosa presenza incoraggia la ricerca di un significato che corre negli intervalli della tessitura come una presenza misteriosa. Anche nelle decorazioni gli spazi bianchi, lo sfondo, sono di fondamentale importanza.
Segni del dualismo
Abbiamo perennemente il senso di appartenere a insiemi di dualità, il più importante dei quali è quello dei principi maschile e femminile. Il segno per eccellenza della dualità è il Tao. Due gocce complementari sono unite in un cerchio. All’interno di ciascuna goccia vi è un punto del colore opposto, che ne stabilisce completezza ed eguaglianza. Va anche menzionato il mito platonico dell’androgino, che dice che ciascuno di noi è la metà di un essere che è stato diviso in due parti complementari.
Dalla linea alla superficie
Il fatto che una linea sia prodotta da un punto in movimento può essere esteso alla superficie, che è prodotta da una linea che si muove trasversalmente. Prendiamo come esempio una croce in un quadrato. Definiamo una linea sottile “filo”, una un po’ più spessa “barra”. Il terzo livello di larghezza è definito “trave” ed è lo spessore tipico dei nostri caratteri di stampa. Un tratto ancor più spesso è “tronco” e corrisponde allo spessore del grassetto. Una linea la cui larghezza superi la metà della lunghezza perde la sua espressione dinamica di un tratto per assumere quella statica di un rettangolo.
Il segno bianco su fondo nero
Un segno posizionato su uno sfondo nero accentua il contrasto, enfatizzando visivamente la sua presenza e il suo significato simbolico. Questo tipo di rappresentazione è spesso utilizzato per creare un impatto visivo forte e immediato.
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