Antropologia
L’antropologia studia l’essere umano da diversi punti di vista. Quello culturale e quello morfologico/fisico.
Antropologia culturale
L'antropologia culturale studia l’essere umano in società e prende in esame le varie forme di vita umana dal punto di vista sociale e culturale.
Antropologia fisica
L'antropologia fisica è una scienza di tipo biologico che studia l’uomo nella sua qualità di specie zoologica e fornisce concetti di base delle nostre origini animali. Inquadra l’uomo nell’ambito dei vertebrati superiori e cerca di studiare la posizione della nostra specie nella sistematica naturale e di ricostruire il corso dell’evoluzione umana.
Paleoantropologia
Nella paleoantropologia, questi due campi convergono, cioè antropologo e archeologo lavorano a stretto contatto.
Storia della paleoantropologia: panoramica storica
- Prima metà del 1800 con rinvenimenti di fossili
- Cranio infantile fossile allungato anteroposteriormente in Belgio (1829)
- Cranio allungato anteroposteriormente e con toro orbitale a Gibilterra (1848)
- Scheletro di uomo con calotta cranica simile alle precedenti in una grotta presso il fiume Neander in Germania (1856)
Ci sono state varie ipotesi su questi reperti, ad esempio quella del cosacco. Ma Homo neanderthalensis nel 1864 William King li classificò come tali.
- Rinvenimento a Cromagnon (Dordogna) con neurocranio tondo, fronte dritta e faccia piccola e no toro sopraorbitario (Homo sapiens fossile)
- Ulteriori scoperte in Belgio (1876)
Nel 1871 Darwin ipotizzò che i primi antenati dell’uomo provenissero dall’Africa in quanto i parenti più prossimi (antropomorfe) sono africani. Per Haeckel doveva esistere un anello di congiunzione tra uomo e scimmia (Pitecantropo).
- A Java (1891) Du Bois rinviene in un sito una calotta cranica platicefala, allungata anteroposteriormente e con toro sopraorbitale e capacità cranica di 1 litro (uomo 1,5 litri) e un femore con adattamento al bipedismo, ritiene di aver trovato l’anello mancante e lo chiama “Pitecantropus erectus” che poi viene chiamato Homo erectus.
- A Taung in Sud Africa (1924) viene rinvenuto il cranio di un bambino con pragmatismo, carattere scimmiesco, ma con morfologia dentale (canini piccoli e molari grandi) in posizione del forame occipitale lo rendono simile all’uomo. Australopithecus africanus adattatosi a una vita di foresta (caratteri scimmieschi) a una di savana.
- Ulteriori scoperte nei decenni successivi portano ad assimilarlo alle Australopitecine gracili. Contrapposto a Parantropi “robusti” con cresta sagittale mediana, grandi molari ed enorme arcata zigomatica (specializzazione alimentare).
- A Olduvai in Tanzania (1959) si hanno delle gole le cui pareti presentano sequenze stratigrafiche di un bacino lacustre in cui sono rinvenuti: manufatti litici e resti di Parantropus boisei (trovati da Leaky).
- Scoperta di un ulteriore specie ad Olduvai (1964) più simile alle Australopitecine gracili ma con capacità cranica maggiore di quella dei Parantropi sia di Australopitecine.
- Forma ritenuta (correttamente) l’artefice dei manufatti e classificata come Homo habilis.
- Ipotesi dell’esistenza di un antenato comune a Parantropi e Australopitecine gracili.
- Scoperta presso Afar in Etiopia (1974) di Lucy e altre forme in Tanzania/Kenya con braccia più lunghe rispetto alle gambe in confronto ad Australopitecine e Parantropi (carattere di antropomorfe) Australopithecus afarensis come antenato comune di Australopitecine e Parantropi.
Cambiamento prospettiva evolutiva: prima si riteneva che l’evoluzione umana fosse lineare con: Australopithecus → H.habilis → H.erectus → H.sapiens. Ora biforcazione con A.afarensis in Parantropi e altre Australopitecine (poi habilis) vissute coevamente quindi le varie forme non discendono le une dalle altre.
Primati
Sono mammiferi placentati molto poco specializzati caratterizzati da pentadattilia con pollice e alluce opponibili, unghie laminari al posto degli artigli e orbite circolari con progressiva frontalizzazione. Presentano grande mobilità di cinto pelvico e scapolare. Distribuzione quasi esclusivamente tropicale (tranne macachi giapponesi e bertucce). Progressiva encefalizzazione per socialità. Esistono circa 400/500 specie di scimmie.
Classificazione
- Strepsirrine: lemuri, lori e galagoni con rhinarium (conosciuto anche come tartufo) tipico muso dei mammiferi, con mucosa estroflessa e labbro superiore diviso in due (proscimmie).
- Aplorrine: tarsi e anthropoidea costituite da platirrine (scimmie del nuovo mondo) con narici laterali e catarrine (scimmie del vecchio mondo) con narici rivolte verso il basso. Prive di rhinarium. Catarrine costituite da cercopithecoidea (mandrilli) e hominoidea (Hominidae, Hylobatidae, Pongidae).
Locomozione
Ci sono quattro modelli di locomozione generali ma secondo gli esperti ogni specie ha un proprio modello (combinazioni variabili da specie a specie).
- Salto con sostegno verticale: corpo mantenuto verticalmente abbracciato a un albero e salto a molla con colonna vertebrale flessibile e arti posteriori più lunghi usati come molla. Movimento al suolo con salti a piedi uniti o quadrupedalismo (lento). Tarsio, galagoni e alcuni lemuri.
- Quadrupedalismo: arti della stessa lunghezza e scapole disposte lateralmente.
- Arboreo: dita lunghe e grande coda usata per mantenere l’equilibrio.
- Terricolo: dita corte, coda spesso ridotta e muso allungato, quasi galoppo.
- Brachiazione: spostamento in cui il corpo viene "lanciato" utilizzando solo gli arti anteriori, molto lunghi, come motore trainante (estesi sopra la testa). Scapole disposte all’indietro per permettere all’arto di ruotare a 360°. Hylobatidae e Atele.
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