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Appunti sull'evoluzione umana, Giorgio Manzi Appunti scolastici Premium

Appunti sull'evoluzione umana di Giorgio Manzi. Università La Sapienza di Roma. Scienze Naturali. Appunti di antropologia basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. dell’università degli Studi La Sapienza - Uniroma1. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Antropologia docente Prof. G. Manzi

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Antropologia

L’antropologia studia l’essere umano da diversi punti di vista. Quello culturale e

quello morfologico/fisico.

antropologia culturale

-L’ studia l’essere umano in società e prende in esame

le varie forme di vita umana dal punto di vista sociale e culturale.

antropologia fisica

-L’ è una scienza di tipo biologico, studia l’uomo nella sua

qualità di specie zoologica e fornisce concetti di base delle nostre origini

animali. Inquadra l’uomo nell’ambito dei vertebrati superiori e cerca di studiare

la posizione della nostra specie nella sistematica naturale e di ricostruire il

corso dell’evoluzione umana.

paleoantropologia

Nella questi due campi convergono, cioè antropologo e

archeologo lavorano a stretto contatto.

Storia della paleoantropologia: panoramica storica

-Prima metà del 1800 con rinvenimenti di fossili

• Cranio infantile fossile allungato anteroposteriormente in Belgio (1829)

• Cranio allungato anteroposteriormente e con toro orbitale a gilbilterra

(1848)

• Scheletro di uomo con calotta cranica simile alle precedenti in una grotta

presso il fiume Neander in Germania (1856)

Ci sono state varie ipotesi su questi reperti ad esempio quella del cosacco. Ma

Homo neanderthalensis

nel 1864 William King li classificò come

• Rinvenimento a Cromagnon (Dorgogna) con neurocranio tondo, fronte dritta

e faccia piccola e no toro sopraorbitario (Homo sapiens fossile)

• Ulteriori scoperte in Belgio (1876)

Nel 1871 Darwin ipotizzò che i primi antenati dell’uomo provenissero dall’Africa

in quanto i parenti più prossimi (antropomorfe) sono africani. Per Haeckel

doveva esistere un anello di congiunzione tra uomo e scimmia (Pitecantropo).

-A Java (1891) Du Bois rinviene in un sito una calotta cranica platicefala,

allungata anteroposteriormente e con toro sopraorbitale e capacità cranica di 1

litro (uomo 1,5 litri) e un femore con adattamento al bipedismo, ritiene di aver

trovato l’anello mancante e lo chiama “Pitecantropus erectus” che poi viene

chiamato Homo erectus.

-A Taung in Sud Africa (1924) viene rinvenuto il cranio di un bambino con

pragmatismo, carattere scimmiesco, ma con morfologia dentale (canini piccoli

e molari grandi) in posizione del forame occipitale lo rendono simile all’uomo.

Australopitecus africanus adattatosi a una vita di foresta (caratteri

scimmieschi) a una di savana.

• Ulteriori scoperte nei decenni successivi portano ad assimilarlo alle

Australopitecine gracili. Contrapposto a Parantropi “robusti” con cresta

sagittale mediana, grandi molari ed enorme arcata zigomatica (specializzazione

alimentare)

-A Olduvai in Tanzania (1959) si hanno delle gole le cui pareti presentano

sequenze stratigrafiche di un bacino lacustre in cui sono rinvenuti: manufatti

litici e resti di Parantropus boisei (trovati da Leaky)

-Scoperta di un ulteriore specie ad Olduvai (1964) più simile alle

Australopitecine gracili ma con capacità cranica maggiore di quella dei

Parantropi sia di Australopitecine

• forma ritenuta (correttamente) l’artefice dei manufatti e classificata come

Homo habilis

• Ipotesi dell’esistenza di un antenato comune a Parantropi e Australopitecine

gracili

-Scoperta presso Afar in Etiopia (1974) di Lucy e altre forme in Tanzania/Kenya

con braccia più lunghe rispetto alle gambe in confronto ad Australopitecine e

Parantropi (carattere di antropomorfe)

Australopitecus afarensis come antenato comune di Australopitecine e

Parantropi

• Cambiamento prospettiva evolutiva: prima si riteneva che l’evoluzione

umana fosse lineare con: Austrolopitecus H.habilis H.erectus H.sapiens.

Ora biforcazione con A.afarensis in Parantropi e altre Australopitecine (poi

habilis) vissute coevamente quindi le varie forme non discendono le une dalle

altre.

Primati

Sono mammiferi placentati molto poco specializzati caratterizzati da

pentadattilia con pollice e alluce opponibili, unghie laminari al posto degli

artigli e orbite circolari con progressiva frontalizzazione. Presentano grande

mobilità di cinto pelvico e scapolare. Distribuzione quasi esclusivamente

tropicale (tranne macachi giapponesi e bertucce). Progressiva encefalizzazione

per socialità. Esistono circa 400/500 specie di scimmie.

Classificazione

Strepsirrine

- : lemuri, lori e galagoni con rhinarium (conosciuto anche come

tartufo) tipico muso dei mammiferi, con mucosa estroflessa e labbro superiore

diviso in 2 (proscimmie).

Aplorrine

- : tarsi e anthropoidea costituite da platirrine (scimmie del nuovo

mondo) con narici laterali e catarrine (scimmie del vecchio mondo) con narici

rivolte verso il basso. Prive di rhinarium. Catarrine costituite da

cercopithecoidea (mandrilli) e hominoidea (Hominidae, Hylobatidae, Pongidae).

Locomozione

Ci sono 4 modelli di locomozione generali ma secondo gli esperti ogni specie ha

un proprio modello (combinazioni variabili da specie a specie).

Salto con sostegno verticale

• corpo mantenuto verticalmente

abbracciato a un albero e salto a molla con colonna vertebrale flessibile e arti

posteriori più lunghi usati come molla. Movimento al suolo con salti a piedi uniti

o quadrupedalismo (lento). Tarsio, galagoni e alcuni lemuri.

Quadrupedalismo

• arti della stessa lunghezza e scapole disposte

lateralmente.

- Arboreo dita lunghe e grande coda usata per mantenere l’equilibrio

- Terricolo dita corte coda speso ridotta e muso allungato, quasi

galoppo.

Brachiazione

• spostamento in cui il corpo viene “lanciato” utilizzando solo

gli arti anteriori, molto lunghi, come motore trainante (estesi sopra la testa).

Scapole disposte all’indietro per permettere all’altro di ruotare a 360°.

Hylobatidae e Atele (anche arti pelvici come appoggio e coda).

Mano

Forte sensibilità tattile e pollice opponibile. Proscimmie solo con movimento di

convergenza (presa bimanuale per il cibo). Platirrine hanno pollice

pseudopponibile e più corto. Catarrine hanno opponibilità vera e propria ma

molte hanno ancora falangi curve e pollice che non si ravvicina con tutte le dita

quindi hanno ancora presa di forza e la mano è usata prevalentemente come

piede.

• Brachiatrici con 4 dita lunghe e pollice corto • Knuckle walking con

appoggio su falange mediana • Aye-Aye con 3° dito lunghissimo

Vista

-Originariamente notturna in quanto le strepsirrine (più basali) hanno il tappeto

lucido, andato perso nell’antenato delle aplorrine. Infatti le aplorrine notturne

non hanno tappeto lucido ma grandi orbite.

-Percezione della profondità di campo grazie alla progressiva frontalizzazione

(incompleta nelle strepsirrine) delle orbite con sovrapposizione dei campi visivi.

Si ipotizza che fosse un carattere antecedente a locomozione arboricola ma

sviluppato per la caccia agli insetti volanti.

-Diversità nella visione dei colori per i coni (cellule per la visione dei colori).

Bastoncelli permettono la visione crepuscolare (occhi che sono così sensibili

alla luce che possono vedere al doppio della normale distanza in condizioni di

luce scarsa).

Denti

Da 44 dei mammiferi primitivi i primati attuali presentano 36 denti (platirrine) o

32 con un premolare in meno. Mandibola da “V” (Strepsirrine e Platirrine) a “U”

nelle catarrine.

• incisivi ruolo secondario nella masticazione; in alcune proscimmie gli

incisivi inferiori hanno una conformazione a pettine per il grooming (“rito”

sociale durante il quale gli individui appartenenti a un gruppo si puliscono in

modo reciproco).

• canini secondari alla masticazione ma in alcune specie hanno ancora

funzione di minaccia e sono piuttosto grandi e con dimorfismo sessuale.

Diastema per l’occlusione del 1° premolare inferiore da parte del canino

superiore.

• premolari forma conica in alcune specie molarizzate

• molari catarrine con cuspidi più sporgenti; bilofodonti con entrambe le

arcate dotate di 4 cuspidi a dente (inferiori originariamente 5 con solco a “Y”

ancora presente).

-Bulla otica formata dall’estensione dell’osso petroso.

Filogenesi

L’uomo è più imparentato con le scimmie antropomorfe in base ai dati

morfologici. Stando ad analisi molecolari sulla parte non codificante del DNA

l’uomo è più vicino allo scimpanzé. In base al numero di mutazioni (assumendo

il tasso di mutazioni come costante) si può ricavare il tempo di divergenza tra

uomo e altre antropomorfe. – Scimpanzé 2-4 Mya – Gorilla 6-8 Mya

- Orango 8-10 Mya. Come si è arrivati ad Homo sapiens?

I primi primati compaiono circa 70 Mya inizialmente in Eurasia, poi migrate in

Africa e da lì in sud America (tramite rafting). Presentano adattamenti alla vita

arboricola per spostamento delle nicchie ecologiche (arboreo), in quanto, in

quel periodo il mondo aveva più foreste e un clima più tropicale, a suo tempo vi

erano:

Adapidae

• Lemur-like con morfologia simile a quella dei lemuri per salto

in posizione verticale (instauratisi in Madagascar che hanno dato origine ai

lemuri e, migrati in Asia, ai lori.

Omomyidae

• Tarsius-like con orbite frontalizzate e ampie; muso più

piccolo, neurocranio più espanso e privi del primo premolare.

Dati molecolari indicano che la divisione tra Strepsirrine e Aplorrine è avvenuta

circa 60 Mya.

Alla fine dell’Eocene/ inizio Oligocene (≈ 35 Mya) si ha un crollo delle

temperature con un inaridimento del clima e una riduzione delle foreste. Si ha

Anthropoidea

una riduzione di Adapidae e Omomyidae e le (posizione

filogenetica incerta) subiscono una radiazione. [dati molecolari indicano che

Platirrine e Catarrine si sono separate circa 43 Mya quindi le “protoscimmie”

africane sono migrate in sud America tramite rafting (parallelismo con platirrine

monofiletiche)].


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4 mesi fa


DETTAGLI
Esame: Antropologia
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze naturali
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher AlteredBeast95 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Antropologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Manzi Giorgio.

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