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Il Quattrocento fiammingo

Movimento fondamentale per lo sviluppo dell’arte italiana. In alcuni centri nordici di cultura e tradizione tardo-gotiche, alcuni pittori sviluppano una stretta adesione al realismo. I fiamminghi, artisti delle Fiandre, nelle loro opere non presentano riferimenti all’antico né ripresa dei classici (che sono alla base della ricerca degli italiani, contribuendo alla composizione, alle scelte spaziali e alla definizione dei contenuti).

Caratteristiche e differenze tra fiorentini e fiamminghi

  • Fiorentini: Rendono illuministicamente, con essenzialità e certezza matematica, lo spazio grazie alla prospettiva lineare centrica.
  • Fiamminghi: Studiano ogni elemento, in modo che tutto venga analizzato e precisato nei minimi particolari, che nella realtà sfuggirebbero anche all’occhio più attento.
  • Fiorentini: C’è un solo punto di fuga.
  • Fiamminghi: Più punti di fuga, cosicché architetture, oggetti e le figure possono essere mostrati secondo il loro lato più comunicativo e rappresentativo.
  • Fiorentini: L’uomo occupa sempre una posizione centrale essendone il protagonista.
  • Fiamminghi: L’uomo non è che una delle infinite presenze.
  • Masaccio: Evidenzia con forza la struttura dei suoi personaggi e finalizza il colore alla resa dei volumi.
  • Fiamminghi: Si soffermano su ogni particolare anatomico o di panneggio e nulla viene dimenticato.
  • Fiorentini: Luce originata da un’unica sorgente, è sempre funzionale alla ricerca prospettica.
  • Fiamminghi: Essa proviene da più fonti e illumina con precisione ogni oggetto ponendolo come se fosse protagonista della storia.

Realismo fiammingo

A partire dalla fine del ‘300 si era diffusa nei paesi nordici la ricerca di un più stretto e personale rapporto tra Dio e l’uomo, che implicava una quasi fisica identificazione, centrata sulla Passione di Cristo o sulla figura di Maria. Si osservava la diffusione dei libri di preghiere per laici e la proliferazione di immagini devozionali, destinate a fornire spunti e motivi che favorissero la partecipazione al fatto sacro. Per questo l’immagine doveva essere concreta, ricca di dettagli minuti e precisi. Questo realismo potrebbe rapportarsi alla filosofia nominalistica, dove la sostanza della realtà perviene a noi attraverso i singoli oggetti percepiti.

Jan Van Eyck (1390-1441)

Opera cronologicamente parallela a quella di Masaccio. La tecnica della pittura ad olio permette, al contrario della tempera, di realizzare sfumature e trasparenze, consente il ritocco e la cura nei dettagli.

Ore di Torino, Jan Van Eyck, 1417 - Forte legame che lo unisce al tardo-gotico: le sue prime opere sono delle miniature.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/02 Storia dell'arte moderna

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