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Ruolo dell'Advisor

L'Advisor ha un ruolo di consulenza dell'imprenditore, soprattutto a livello informativo. Accompagna l'imprenditore durante la crisi, individua il percorso più profittevole per il debitore salvaguardando il suo patrimonio, ed evita che il debitore attui comportamenti scorretti e contrari alla legge.

Compiti e Attività dell'Advisor: valuta l'esistenza di parametri propedeutici al processo di ristrutturazione, quali la continuità aziendale e l'esistenza di un PN rettificato positivo. Inoltre, si occupa di progettare e disegnare la nuova struttura finanziaria. Quindi, l'attività dell'Advisor si sostanzia nell'assistenza del debitore nell'elaborare un piano di risanamento affinché esso sia fattibile e attuabile coerente con la nuova struttura finanziaria ipotizzata, ma anche economica.

NB: l'Advisor può decidere di non accettare l'incarico, ad esempio per assenza di informazioni.

(contabilità non aggiornata...) che possono compromettere l'elaborazione del nuovo piano di risanamento. Gli obiettivi: per prima cosa deve definire lo stato della crisi e di riflesso la portata dell'intervento in modo rapido e tempestivo (velocità), lungo 5 fasi (non necessariamente sequenziali); ricognizione della struttura attuale (verifica dei risultati economici, patrimoniali e finanziari, al fine di comprendere la natura dei deficit e che strategie di risanamento attuare, focalizzandosi sugli elementi di criticità come i fondi rischio, svalutazioni crediti...), definire la situazione prospettica a breve (definire i flussi di cassa settimanali per i primi sei mesi, spesso giorni o settimane, così da capire il fabbisogno finanziario di breve da coprire e quindi che tipo di continuità si ha e se le strategie di risanamento ipotizzate sono idonee, se c'è correlazione, il tempo è poco essendo in crisi), comprendere le

Ragioni/motivi della crisi (al fine di determinare le azioni di discontinuità necessarie per cambiare rotta), individuare e proporre lo strumento legislativo più idoneo (correlato con la ricognizione della situazione attuale), stabilizzazione della situazione finanziaria (attuare azioni che garantiscono continuità, cercando di conservare liquidità tramite: smobilizzo di crediti o magazzino, riduzione o sospensione pagamento fornitori, mantenimento delle linee di credito in essere cioè lo Stand Still, periodo di moratoria degli impegni finanziari nei confronti di terze parti finanziatrici fondamentale la credibilità di chi propone ciò, cioè l'Advisor).

Natura dell'incarico dell'Advisor: meramente contrattuale. Particolare attenzione: lettera d'incarico, checklist dei documenti, procedure di circolazione ai creditori e fornitori e modalità di pagamento (di solito vi è un acconto al rimborso spese).

  1. Responsabilità dell'Advisor:
    • Responsabilità civili:
      • Contrattuali come la negligenza
      • Extracontrattuali come dolo o colpa
    • Responsabilità penali:
      • Falso in bilancio
    • Responsabilità contrattuali da mandato:
      • Non come l'attestatore e il commissario giudiziale
  2. Rapporti dell'Advisor con gli altri soggetti della crisi:
    • Con l'impresa debitrice/committente
    • Istituti di credito
    • Organi della procedura concorsuale e attestatore
    • Sindacati
    • Management
    • Soci (se hanno finanziamenti)
    • Collegio sindacale (organo deputato ai controlli)
    • Lavoratori (rischio posto di lavoro)
    • Creditori (sia commerciali che tributari)
    • In generale stakeholders
  3. Analisi della crisi e scelta degli strumenti più idonei:
    • Tecniche di analisi e di indagine
    • Diagramma di Gauss del PN rispetto al tempo
    • Soluzioni per risolvere la crisi
    • Gli effetti protettivi di tali strumenti
    • Piano di risanamento (presupposti e redazione in funzione della situazione emersa)
  4. Esame dei segnali di crisi e scelta
degli strumenti più idonei con il termine "crisi" si intende uno status comprensivo di diverse situazioni che possono andare dalla insolvenza irreversibile ad uno status di squilibrio economico finanziario (ad esempio di breve periodo) che pone l'impresa al rischio di insolvenza che non riesce a superare anche con l'aiuto di crediti o ristrutturazioni del debito. Una crisi finanziaria si manifesta quando c'è uno squilibrio tra flussi di cassa e fabbisogno monetario (se non dipende da fattori strutturali non è insolvenza, si può intervenire). Uno squilibrio patrimoniale non vuol dire che vi sia assenza di liquidità, in quel caso l'impresa ha ancora aperte le sue linee di credito. Quindi la crisi può essere sia quando è conclamata e quindi vi è un'insolvenza certa (manifestazione del trigger event) oppure anche prima vi possono essere segnali di squilibrio da captare (prima del trigger event equindi della sua manifestazione). Obiettivi da percepire da parte dell'Advisor nell'individuazione dei segnali di crisi in base ai segnali l'Advisor deciderà quale sia la strada giusta tra: Liquidare (far uscire l'azienda dal mercato perché mancano i presupposti per restare), Risanare (restare sul mercato e salvare l'azienda), Ottenere Protezione (mantenere integro il PN dell'impresa o quanto più possibile). Qualora si decida di restare e risanare l'azienda che abbia un forte squilibrio finanziario con forte indebitamento bancario o voglia ipotizzare un piano di ristrutturazione in continuità, si procede ad una ristrutturazione del debito e creare nuova finanza (nuove linee di credito, sospensione di alcuni pagamenti, smobilizzo di crediti, aumento volume di affari...). Risanamento come rispristino dell'equilibrio finanziario (stabilità tra entrate e uscite), economico (garantire una certareddittività al fine di remunerare il capitale proprio tramite gli utili), patrimoniale (capacità di mantenere con continuità un'eccedenza delle attività rispetto alle passività). Individuazione dello stato di crisi: le fasi si suddividono in: Incubazione, Maturazione (manifestazione, trigger event, non riesco a pagare i fornitori, decreti ingiuntivi...), Crisi Conclamata (reversibile), Insolvenza (reversibile) e Insolvenza (irreversibile). La reversibilità è importante perché si può uscire dalla crisi con un piano di risanamento; mentre oltre, e quindi irreversibile, si attua la procedura concorsuale. Le variabili sono il valore corrente del PN e il tempo. È importante capire se la crisi è reversibile o irreversibile, per capire gli strumenti da adottare e quindi i procedimenti da attuare. In ogni fase, comunque, c'è l'attestatore. Il piano di ristrutturazione si applica tral’incubazione e la manifestazione, mentre se irreversibile si procede al concordato fallimentare. Nelle situazioni di crisi e insolvenza reversibili si attua un piano di concordato (al fine di dare continuità e sicurezza agli stakeholders, specie i creditori). NB il concordato liquidatorio è votato e approvato dai creditori stessi e non è una procedura dovuta all’insolvenza. Se l’Advisor valuta la possibilità di attuare un piano di risanamento si deve prevedere alternativamente due previsioni/situazioni di continuità (prosecuzione da parte del debitore della sua attività), e di discontinuità (cessione di azienda o ramo di essa comprensivi anche di affitto, costituzione di una NewCo, affitto di un ramo di azienda, più la liquidazione dei beni non funzionali nell’esercizio d’impresa, il fine è utilizzare quello che c’è di buono per creare nuovo valore in altri modi). La decisione deve

essere presasempre con l'aiuto dei legali (civili e penali), date le sue responsabilità, al fine di scegliere lo strumentogiuridico più idoneo. Inoltre, il vantaggio è che il piano non è pubblico ed è finalizzato all'esenzionedell'azione revocatoria. Prededucibilità, protezione e agevolazioni fiscali sono prerogative per agevolare ilconcordato.

NB la normalizzazione del reddito serve ad eliminare componenti positive e negative di reddito che nonsiano inerenti alla gestione caratteristica dell'impresa.

Presupposti per predisporre il piano di risanamento è articolato in fasi: raccolta dati e info, causedella crisi e riclassificazione dei bilanci, predisporre il piano industriale/gestione, predisporre il pianoeconomico, predisporre il piano finanziario, prospetto dei flussi di cassa totali. L'Advisor deve controllaretramite un'analisi preventiva la veridicità dei dati del piano, sia contabili.

che extracontabili (numerodipendenti, commesse…), ovvero non deve essere assoluta ma relativa, cioè essere i funzione del piano edella sua fattibilità, non si deve fare una revisione dei bilanci per intenderci. Fare particolare attenzione allearee di rischio del piano (crediti e fornitori ed il loro ciclo, banche e i loro interessi, cespiti e offerte diacquisto o il loro mercato, erario correlato alla fiscalità, fondi rischi tra privilegi e chirografari…). Verificarela fattibilità del piano (verificare l’attivo: l’oggetto come azienda o ramo di essa, se le fidejussioni egaranzie bancarie sono irrevocabili e garantite, una giusta perizia di stima sul possibile valore di realizzo deicespiti e sulla congruità del prezzo di acquisto/vendita; verificare il passivo cioè determinare la correttadeterminazione delle singole poste, determinare la corretta determinazione dei fondi rischi e degli eventualidati.

extracontabili). Nella predisposizione del piano di risanamento l'Advisor ha un ruolo di: partecipa alla sua definizione oppure no, ma lo deve comprendere e capire quali siano le cause della crisi, come si modificano le determinanti del reddito a seguito della strategia, come si copre il fabbisogno e se la manovra finanziaria è sostenibile. Inoltre, il piano deve essere credibile dal punto di vista dei 3 equilibri (eco, finanziario e patrimoniale) e si deve essere di tipo qualitativo ancor prima che quantitativo (sono stime future, precedenza alla qualità e sostenibilità, credibilità del piano come ragionevolezza). In caso di fallimento il giudice nell'assegnare la responsabilità ai creditori dovrà constatare la corretta informazione. Infine, il piano deve essere affidabile. Il piano dovrà contenere: presentazione (obiettivi, informazioni sulla ristrutturazione, sintesi dati finanziari...), analisi della struttura societaria

  1. Organi amministrativi, di controllo…
  2. Analisi della situazione attuale (mercato, settore, punti di forza e debolezza…)
  3. Cause della crisi
  4. Passivo e attivo della società
  5. Ricapitalizzazione della società
  6. Operazioni di dismissione (se ci sono)
  7. Il piano industriale
Dettagli
Publisher
A.A. 2020-2021
5 pagine
SSD Scienze economiche e statistiche SECS-P/10 Organizzazione aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ChrisB92 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Consulenza direzionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Ciampi Francesco.