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Appunti riguardanti tutti i tessuti (epiteliale, connettivo, muscolare, nervoso) basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni della prof.ssa Rasotto dell’università degli Studi di Padova - Unipd, Facoltà di Scienze matematiche fisiche e naturali, Corso di laurea in biologia. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Fondamenti di biologia docente Prof. M. Rasotto

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possono essere allontanate.

Microvilli: estroflessioni digitiformi citoplasmatiche sorrette da un citoscheletro di microfilamenti di

• actina. Sono presenti sulla superficie di cellule assorbenti (epitelio intestinale) o secernenti (tubuli

renali).

Stereociglia: sono dei lunghi microvilli localizzati sulla superficie delle cellule dell'epididimo e del

• dotto deferente.

2) Una superficie laterale, a contatto con altre cellule epiteliali. Sono presenti numerose giunzioni

cellulari: sistemi di connessione intercellulare di tipo meccanico o funzionale. Tre tipi di giunzioni:

Giunzioni strette o occludenti: garantiscono il controllo della permeabilità tessutale e impediscono

• la diffusione di sostanze extracellulari e la migrazione di proteine di membrana.

Giunzioni ancoranti: favoriscono l'adesione delle cellule vicine.

• Giunzioni comunicanti: consentono il passaggio di molecole di segnale e nutritive.

3) Una superficie basale rivolta verso la membrana basale. Le uniche giunzioni presenti sono gli

emidesmosomi che garantiscono l'adesione delle cellule epiteliali alla lamina basale.

La lamina basale è una lamina di materiale amorfo extracellulare. È interposta tra il tessuto connettivo e altre

tipologie cellulari come le cellule muscolari, le cellule di Schwann, gli adipociti e le cellule endoteliali.

È costituita da tre strati:

Lamina lucida: a contatto con la membrana plasmatica delle cellule epiteliali.

– Lamina densa: formata da molecole della matrice extracellulare.

– Lamina reticolare: che si connette con la matrice del connettivo ed è composta da fibre reticolari di

– collagene.

Epiteli di rivestimento

Agli epiteli di rivestimento spettano le funzioni di protezione, scambio e trasporto di sostanze. La

classificazione è fatta in base a due criteri:

1) Il numero di strati di cellule.

2) La morfologia cellulare.

Si parla di epiteli semplici o monostratificati se le cellule sono disposte in un unico strato.

Si parla di epiteli composti o pluristratificati quando le cellule sono disposte su più strati.

Per quanto riguarda la morfologia gli epiteli vengono detti pavimentosi o squamosi quando sono costituiti

da cellule appiatite; cubici quando altezza e larghezza sono simili; cilindrici o colonnari con cellule più alte

che larghe.

La corretta descrizione di qualsiasi epiteli prevede la valutazione di entrambi i criteri di classificazione.

Gli epiteli pavimentosi semplici sono formati da un singolo strato di cellule appiattite. Sono epiteli sottili e

delicati, comprendono i mesoteli, gli endoteli, l'epitelio alveolare, l'epitelio della capsula di Bowmann.

Gli epiteli pavimentosi stratificati sono robusti ed esposti a sollecitazioni meccaniche. Possono essere di

due tipi: cheratinizzati o non cheratinizzati.

L'epitelio pavimentoso stratificato cheratinizzato costituisce l'epidermide ed è caratterizzato dalla presenza,

negli strati più superficiali, di cellule prive di nucleo e organuli citoplasmatici, trasformate in vere e proprie

squame cornee per la presenza di filamenti di cheratina che le induriscono e le rendono impermeabili

all'acqua.

L'epitelio pavimentoso stratificato non cheratinizzato è costituito da cellule dello strato superficiale dotate

di nucleo, quindi il processo di cheratinizzazione non è completo.

Gli epiteli cubici e cilindrici semplici sono costituiti da un singolo strato di cellule cubiche o cilindriche, sono

relativamente sottili e fragili, rivestono organi e condotti escretori, sono ottimi per l'assorbimento e per la

secrezione.

L'epitelio cubico stratificato possiede solo un paio di strati cellulari e riveste i dotti di alcune ghiandole

esocrine.

L'epitelio cilindrico o colonnare stratificato è composto da più strati di cellule, di cui quelle superficiali

sono di forma cilindrica.

Epiteli con caratteristiche peculiari sono l'epitelio di transizione e l'epitelio pseudo stratificato.

Nell'epitelio di transizione sia la morfologia cellulare sia il numero degli strati variano al variare del grado

di riempimento dell'organo di appartenenza.

Nel secondo tipo si osservano più file di nuclei a diversa altezza. Tutte le cellule sono a contatto con la

membrana basale ma non tutte arrivano a contatto con il lume, essendo di diversa altezza. Quindi i nuclei

sono in posizione sfalsata.

L'epitelio pseudostratificato contribuisce a formare le tonache mucose dell'apparato respiratorio.

Epiteli ghiandolari

Si distinguono due tipi di ghiandole:

ESOCRINE: il secreto è riversato in un dotto (o in una serie di dotti che portano ad un dotto

– principale) che è collegato all'epitelio di rivestimento di una cavità o di una superficie, dal quale

epitelio la ghiandola si era originata nello sviluppo embrionale. Il secreto di solito è riversato a poca

distanza dalla ghiandola.

ENDOCRINE: il secreto (ormone) è riversato nei capillari sanguigni, ed entra quindi nel circolo

– generale e agisce a livello di tessuti o organi bersaglio anche lontani dalla ghiandola.

Embriologicamente, le cellule epiteliali che costituiscono le ghiandole endocrine hanno perso la

connessione con l'epitelio superficiale di rivestimento dal quale si sono originate.

La classificazione delle ghiandole esocrine può essere effettuata in base a diversi criteri morfo-funzionali:

1) Numero di cellule: le ghiandole esocrine unicellulari rappresentano l'esempio più semplice di

ghiandola esocrina e sono costituite da cellule isolate; ghiandole esocrine pluricellulari, costituite da

più elementi secernenti, queste ghiandole vengono dette intraparietali quando sono comprese

nella parete dell'organo all'interno del quale riversano il secreto o extraparietali se si sviluppano al

di fuori dell'organo cavo a cui sono connesse.

2) Forma dell'adenomero (porzione secernente della ghiandola): le ghiandole pluricellulari si dividono

in tubulari, le cellule secernenti sono disposte lungo un tubulo dentro il quale versano il secreto,

acinose o alveolari, sono disposte entro una formazione rotondeggiante entro la quale vi riversano

il secreto.

3) Tipo di dotti: le ghiandole si differenziano in semplici (in un unico dotto), ramificate (unico dotto

che fa capo a più adenomeri), composte (più adeomeri e più dotti escretori).

4) Modalità di secrezione: le ghiandole si suddividono in: merocrine quando il secreto è rilasciato

mediante esocitosi; apocrine quando la parte apicale del citoplasma viene rilasciata insieme alle

vescicole di secrezione; olocrine, quando le cellule secernenti maturano e muoiono, diventando esse

stesse il prodotto di secrezione.

5) Tipo di secreto: si definiscono: sierose se elaborano un secreto acquoso fluido, ricco di enzimi;

mucose se elaborano un secreto denso, ricco di glicoproteine; miste siero-mucose se costituite da

adenomeri che producono muco e adenomeri che producono materiale sieroso.

La classificazione delle ghiandole endocrine può essere effettuata in base a diversi criteri morfo-funzionali:

1) Numero di elementi secernenti: le ghiandole unicellulari sono disperse in tessuti epiteliali di

rivestimento o ghiandolari esocrini localizzati negli apparati digerente, respiratorio ed urogenitale; le

ghiandole pluricellulari sono dei veri e propri organi facenti parte del sistema endocrino. Esse

comprendono ipofisi ed epifisi, tiroide, 4 paratiroidi, il timo, surrene e pancreas, ovaie, testicoli,

placenta.

2) Struttura: a nidi sono degli aggregati cellulari di forma circolare; i cordoni sono costituiti da file di

cellule endocrine intervallate a capillari sottili e dilatati chiamati sinusoidi; nelle ghiandole di tipo

follicolare le cellule costituiscono la parete di strutture rotondeggianti chiamate follicoli, contenenti

una cavità all'interno della quale si riversa e si accumula il prodotto di secrezione; tra le ghiandole

organizzate ad isolotti va citato il pancreas endocrino, in cui le cellule secernenti ormoni si

dispongono in cordoni raggruppati in strutture circolari; ghiandole di tipo intestiziale sono invece

rappresentate dalle gonadi maschili e femminili.

3) Caratteristiche chimiche degli ormoni prodotti: le ghiandole endocrine possono dirsi a

secrezione steroidea o non steroidea. Le uniche ghiandole secernenti ormoni steroidei, derivati dal

colesterolo, sono il surrene e le gonadi. Tutte le altre ghiandole secernono ormoni non steroidei,

quali amine, peptidi, glicoproteine.

4) Derivazione embriologica: in base alla loro natura chimica gli ormoni hanno diversi meccanismi

d'azione. Gli ormoni peptidici e/o proteici si legano a recettori proteici di membrana. Gli ormoni

steroidei, essendo solubili nei fosfolipidi di membrana, attraversano con facilità la membrana

cellulare, ma per espletare la loro azione richiedono la presenza di un recettore proteico

citoplasmatico che veicoli l'ormone nel nucleo.

TESSUTO CONNETTIVO

Il tessuto connettivo è costituito da cellule piccole e poco numerose, di forma varia, disperse in

un'abbondante matrice extracellulare che le cellule stesse sintetizzano e secernono.

Il tessuto connettivo è ricco di nervi e vasi e a differenza dell'epitelio, occupa una posizione più profonda.

La capacità di crescita e rigenerazione è, inoltre, minore rispetto a quella degli epiteli.

Le principali funzioni dei tessuti connettivi si possono così riassumere:

Collegamento tra tessuti.

– Demarcazione e separazione.

– Sostegno.

– Riserva/trofismo.

– Isolamento/ammortizzamento.

– Trasporto/trofismo.

– Difesa/protezione.

– Riparazione.

Le cellule del connettivo sono:

1) Fibroblasti: cellule fusiformi ma anche stellate e piatte con processi allungati, disposte lungo fasci di

fibre collagene. Nucleo ellittico e centrale. Producono tute le componenti della matrice extracellulare.

2) Adipociti: responsabili della sintesi, deposito e metabolismo dei lipidi (sono tipici del tes. Adiposo).

Cellule fisse, possono essere presenti come singoli elementi nel tessuto connettivo. Sono disposte a

gruppi lungo il decorso dei vasi sanguigni. Possono essere così numerose da formare un tessuto vero

e proprio (ad esempio il pannicolo adiposo.

3) Cellule immuni e della difesa, per esempio linfociti, macrofagi, granulociti ecc.

I tessuti connettivi risultano risultano costituiti da due componenti strutturali:

• La sostanza fondamentale del connettivo è costituita da tre gruppi: glicosaminoglicani (GAG),

lunghe molecole polisaccaridiche con gruppi carichi (idrossile, carbossile e solfato), che le rendono

molto idrofile e conferiscono alla sostanza fondamentale le caratteristiche di gel acquoso. I GAG

possono essere presenti nella sostanza fondamentale in forma monomerica o associati a un core

proteico a formare proteoglicani. Questi, a loro volta, sono macromolecole ad elevato peso

molecolare che possono associarsi all'acido ialuronico. Un altro componente della sostanza

fondamentale è rappresentato dalle glicoproteine. Si tratta di proteine adesive che possiedono dei

siti di legame per facilitare l'attacco delle cellule alla matrice extracellulare.

• Le fibre del connettivo possono essere costituite da:

- collagene, è il tipo più abbondante ed è secreto sotto forma di tropocollagene, che consiste in tre catene

che si associano a formare una struttura elicoidale lunga 260 nm. Le catene di tropocollagene polimerizzano

a formare collagene di 5 tipi diversi, in base alla morfologia, composizione aminoacidica e proprietà fisiche.

Tipo I: 90% del totale (connettivo fibroso da lasso a denso, pelle, tendini, legamenti e osso). Tipo II:

cartilagine ialina. Tipo III: fibre reticolari (argirofile) di organi parenchimatosi come fegato e linfonoidi. Tipo

IV: (non forma fibre): membrane basali. Tipo V (non forma fibre): in diversi tessuti, ma con proprietà poco

note.

- elastina; materiale gommoso disposto in fibre e lamine soprattutto nella matrice di pelle, polmoni e vasi.

Sintetizzata come precursore (tropoelastina).

glicoproteine strutturali, comprendono la fibronectina e la laminina, importanti per l'adesione

– cellue-substrato.


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AUTORE

Olgap01

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in biologia
SSD:
Università: Padova - Unipd
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Olgap01 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Fondamenti di biologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Padova - Unipd o del prof Rasotto Maria Berica.

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