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Scelte strategiche aziendali

La vita delle aziende è alimentata da decisioni, l’azienda è quindi un sistema decisionale che, se studiato, può portare alla luce tratti fondamentali della struttura e dei processi dell’azienda. Il governo strategico delle aziende è un governo di scelte e tanto più di qualità sono queste scelte tanto più è di qualità il governo. Economia aziendale = disciplina delle scelte di convenienza economica delle aziende e degli aggregati di aziende.

Esigenza del decidere nasce dal continuo dinamismo interno ed esterno all’impresa, quando le mosse dei concorrenti o le richieste dei clienti variano molto velocemente la buona impresa deve saper reagire prontamente o addirittura anticipare le mosse dei concorrenti o le attese dei clienti così da accumulare un vantaggio. I tempi di decisione e il contenuto più o meno originale qualificano fortemente i processi decisionali di ogni impresa. In campo economico le decisioni sono soggette ad un vincolo di scarsità di risorse. Tutte le scelte si svolgono in condizioni di incertezza, comportano dei rischi. Tanto più la decisione è innovativa tanto maggiore è il rischio. Innovazione è sinonimo di grandi vantaggi ma anche di gravi danni.

Le scelte possono condizionare l’impresa, nel bene e nel male, per molti anni consecutivi (es. investimenti nello sviluppo, creazione di un nuovo stabilimento, assunzione di nuovi manager etc…). I due principi che ispirano l’azienda mentre vengono prese le decisioni sono:

  • Flessibilità: possibilità di adattamento a futuri incerti.
  • Rinnovazione della basi per il futuro sviluppo.

Classi delle scelte aziendali

Per un’impresa le scelte si caratterizzano in alcune classi:

  • Configurazione del sistema di prodotto: con quale prodotto presentarsi ai mercati così da sollecitare la domanda dei consumatori e fronteggiare i concorrenti.
  • Dimensionamento delle capacità produttive: dette anche scelte di scala, con queste l’impresa sceglie in che quantità produrre.
  • Esternalizzazione (o estensione verticale): scegliere se e cosa produrre da sé e cosa far produrre da fornitori esterni.
  • Raggio d’azione (o estensione orizzontale): scegliere se svilupparsi in altri campi diversi dalla propria gestione caratteristica (attivare una sola o più combinazioni parziali).
  • Gestione patrimoniale, finanziaria e tributaria: decisioni meno centrali di quelle di gestione caratteristica che possono però avere lo stesso un impatto decisivo.
  • Sviluppo del patrimonio: in che modo investire il proprio patrimonio materiale e immateriale.
  • Assetto organizzativo: come suddividere i compiti, come coordinarli e come retribuire le prestazioni.
  • Assetto istituzionale: che patti stringere con i maggiori portatori d’interesse.

Queste classi sono il fulcro del governo strategico dell’azienda: determinano la performance presente e futura dell’azienda.

Scelte di standardizzazione

Queste scelte portano a produrre grandi volumi di prodotti fortemente standardizzati. Le scelte di standardizzazione sono la base per la realizzazione di economie di scala, economie di saturazione ed economie di apprendimento. Prodotti standardizzati = prodotti aventi caratteristiche molto simili per periodi di tempi abbastanza lunghi. La produzione di prodotti standardizzati porta alla standardizzazione dei processi di produzione che fanno in modo di ottenere grandi riduzioni sui costi unitari di produzione.

Standardizzazione prodotti → standardizzazione produzione → diminuzione costi di produzione.

La riduzione dei costi di produzione è dovuta a due aspetti principalmente:

  • Unica progettazione del processo di produzione per una grande quantità di prodotti.
  • Apprendimento che deriva dalla produzione di prodotti tutti uguali.

Essendo molti prodotti composti da diversi componenti, la standardizzazione dei prodotti necessita anche di una standardizzazione dei componenti (tutti i componenti devono essere uguali tra loro così da combaciare senza altri interventi).

Economie di scala ed economie di saturazione

Le scelte di dimensionamento fanno riferimento alla capacità produttiva: Capacità produttiva = numero massimo di output che si possono produrre in una certa unità di tempo e date certe condizioni operative (output difettosi, condizioni non prevedibili, fermi di produzione etc…). La capacità produttiva non corrisponde sempre alla capacità produttiva massima dell’impianto poiché per varie ragione è possibile che l’impresa non possa utilizzare un impianto al 100%.

Si distinguono:

  • Capacità produttiva nominale: condizioni ideali di funzionamento (no interruzioni o difetti).
  • Capacità produttiva teorica: condizioni realistiche di funzionamento.

Rapportando la produzione effettiva alla capacità produttiva teorica si ottiene, in percentuale, il grado di utilizzo della capacità produttiva. Il grado di utilizzo corrisponde al grado di saturazione dell’impianto.

Economie di scala: riduzione di costo per unità che si ottiene aumentando la propria capacità produttiva. Significa quindi sfruttare le maggiori capacità produttive per mantenere costi più bassi rispetto ad imprese con minori capacità produttive. Per analizzare la convenienza o no di incremento di capacità produttive bisogna confrontare impianti con lo stesso livello di utilizzo.

EDS = costo unitario medio di produzione con impianto X - costo unitario medio di produzione con impianto Y.

Il costo unitario medio di produzione con un determinato impianto si calcola rapportando i costi totali sostenuti e le quantità prodotte. Le condizioni che rendono possibili delle economie di scala sono dette fonti delle economie di scala e sono:

  • Indivisibilità di alcuni componenti.
  • Maggiore produttività degli input per effetto della specializzazione.
  • Proprietà geometriche dei contenitori: aumento del costo di produzione dipendente dalla superficie; aumento della capacità dipendente dal volume.
  • Maggiore efficienza negli impianti di maggiori dimensioni.
  • Minori costi unitari d’acquisto derivanti da una maggiore forza contrattuale.

Economie di saturazione: I costi delle aziende possono essere divisi tra:

  • Costi fissi: costi che l’impresa sostiene anche se non produce.
  • Costi variabili: costi che l’impresa sostiene in base a quanto produce.

All’aumentare della produzione e moderando i costi variabili, poiché i costi fissi rimangono costanti, i costi totalivengono ripartiti su un numero di unità prodotte maggiore e quindi il costo medio unitario diminuisce.

Economie di apprendimento/esperienza

Sono economie legate ai volumi di produzione. Si intende con economia di apprendimento le riduzioni di costo unitario, e miglioramento di qualità dell’output, che si realizzano per effetto dell’accumulo di esperienza ogni volta che si produce un bene. Le economie di esperienza quindi dipendono dai volumi prodotti in un certo tempo t. Replicando man mano più volte la stessa attività di produzione (es. montaggio di un mobile) la produzione si sviluppa in modo da contenere i costi e i tempi di realizzazione migliorando anche la qualità del prodotto.

Economie di esperienza = riduzioni regolari e prevedibili che si realizzano al crescere del volume di produzione. Soprattutto in termini di tempo le economie di esperienza sono prevedibili: ogni volta che raddoppiano i volumi di produzione, le ore per produrre un output si riducono di un tasso costante. Lo stesso funziona per i costi unitari di produzione in generale. Le economie di esperienza sono quindi legate all’apprendimento maturato dalla persone che lavorano nella produzione dell’output. Le fonti/cause delle economie di esperienza sono:

  • Graduale apprendimento dello svolgimento delle azioni: si imparano man mano che si produce nuovi modi per aumentare velocità di produzione e qualità.
  • Migliore scelta dei materiali necessari: si comprende al meglio quali sono le materie prime più adatte alla produzione e convenienti.
  • Coordinamento più efficiente: le persone si conoscono e la produzione ne risente positivamente diventando via via più ordinata, precisa ed efficace.
  • Programmabilità: possibilità di accrescere la prevedibilità degli accadimenti futuri così da poterli anticipare.
  • Semplificazione del procedimento e del prodotto: si comprendono le possibilità di miglioramento in modo da tagliare i costi e i tempi.

Oltre quindi ad abbassare i costi di produzione e migliorare la qualità del prodotto le economie di esperienza consentono fare previsioni e strategie per il futuro.

Economie di raggio d’azione

Si intende sfruttare le competenze acquisiste tramite il proprio patrimonio aziendale per applicarle ad un numero maggiore di combinazioni parziali, così da diversificarsi. L’impresa si estende ad attività diverse simili affinché esse siano fonte di vantaggi economici. Si hanno economie di raggio d’azione quando, producendo due o più beni diversi unitariamente, si realizzano vantaggi economici rispetto alla loro produzione disgiunta.

Le strategie che stanno dietro alle economie di raggio d’azione sono dette strategie di diversificazione: si diversifica l’azienda aggiungendo combinazioni parziali diverse. Le strategie di diversificazione non riguardano unicamente la produzione fisica di nuovi prodotti diversi da quelli già in produzione ma anche la concessione di risorse immateriali (marchi, know-how etc…) da prestare ad altre aziende per altri prodotti diversi dalla gestione caratteristica dell’azienda (es. Disney presta il suo marchio per diversi tipi di prodotto e da ciò ne trae un guadagno).

La concessione del marchio per espandere le proprie combinazioni è limitato e cautelato poiché un utilizzo sconveniente o non coerente del marchio di un’azienda può avere un effetto molto negativo con gli altri prodotti contraddistinti dallo stesso marchio. Le principali fonti dell’economie di raggio d’azione sono:

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher NiccoloMP di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Commerciale Luigi Bocconi di Milano o del prof Misani Nicola.
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