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DIRITTO DELLA COMUNICAZIONE

Diviso a metà con la prof.essa Brogi, una domanda a testa, il prof si

attiene a ciò che spiega nelle videolezioni.

Reti di comunicazione elettronica e di contenuti

TESTI DA STUDIARE:

Saggio Milenarismo 2.0 INTRODUZIONE

Internet non è una rete di comunicazione elettronica ma utilizza le

reti di comunicazione elettronica, infatti per navigare su internet

abbiamo bisogno di una connessione a internet, ad esempio una

rete fissa o una rete mobile. Internet viaggia sopra le reti di

comunicazione elettronica ma in sé stessa non è una rete. Internet

fu concepito come un sistema di comunicazione fortemente

decentrato che doveva consentire di sopravvivere anche a forti

alterazioni nei sistemi della rete ordinaria, nel senso che internet fu

inventato dai militari americani come un sistema di comunicazione

che potesse consentire al messaggio di arrivare a destinazione

anche se alcuni di quei canali di comunicazione che il pacchetto di

comunicazione avrebbero dovuto utilizzare fossero stati bloccati dal

nemico.

Internet necessita: -una serie di dispositivi intelligenti decentrati es:

i computer, gli smartphone – un livello logico rappresentato da un

codice, il codice di riconoscimento chiamato TCPIP, il quale codifica

il messaggio alla sorgente spacchettandolo es: messaggio IO TI

AMO diviso in tre pacchetti 1-IO 2-TI 3-AMO, assegnando a ciascuno

di questi tre pacchetti un indirizzo e lanciandolo sulla rete. Nel corso

del viaggio i RUTER smistano il traffico, su internet il traffico non

beneficia di canali prioritari: I PCHHETTI VANNO TUTTI COME SE

FOSSERO VAGONI FERROVIARI UNO DOPO L’ALTRO, IL SISTEMA

DELLE RETI ASSICURA CHE I VAGONI ARRIVINO A DESTINAZIONE

NEL MINOR TEMPO POSSIBILE, secondo il principio del Best Effort

(migliore sforzo). Tutti abbiamo sperimentato rallentamenti nella

rete ad esempio con Netflix, perché c’è una congestione i vagoni

aspettano il loro turno, non c’è nessuna forma di gerarchizzazione

del traffico, i vagoni arrivano a destinazione quando possibile.

PRINCIPIO FORTEMENTE DEMOCRATICO, se così non fosse l’accesso

a internet non sarebbe più ispirato dal principio “il primo arriva,

primo viene servito” ma dal principio che chi più paga viene servito

meglio. Per tenere saldo questo principio democratico ugualitario,

sia gli Stati Uniti che l’Unione Europea hanno stabilito delle regole

che si chiamano “Met Neutrality” ovvero Neutralità della rete. Sono

regole che si impongono a li ISP ovvero Internet Serves Probaeves,

che sono quelli che garantistico la connessione internet, es: tim,

fastweb ecc. Questi obblighi consistono nel DIVIETO ASSOLUTO DI

DISCRIMINARE IL TRAFFICO SULLA RETE ovvero non si possono fare

distinzioni con corsie preferenziali. Tutti devono essere trattati nello

stesso modo, con piena trasparenza nel comunicare la quantità

della banda che viene studiata. In Europa non si sono manifestati

problemi per far rispettare la Met Neutrality, perché ci sono molti

Internet Serves Probaeves e quindi c’è molta possibilità di scelta e

non si sono verificati problemi di sovrapposizione. In America le

tensioni sono state molto più forti perché essendoci stata molta

meno offerta di Internet Serves Probaeves, perché moltissimi

americani ricevano tutti i servizi internet attraverso la televisione

via cavo (il quale è molto forte a differenza dell’Europa) e quindi la

scarsa possibilità di scelta da parte degli utenti di fornitori di accessi

a Internet fa così che un sito come Concast in America

importantissimo fosse tentato da discriminare il traffico.

DISCIPLINA DELLE RETI DI COMUNICAZIONE ELETTRONICA IN

EUROPA

Fino agli anni 90, in Europa i servizi di telefonia erano erogati dai

monopoli pubblici, in Italia c’era la SIP, in regime di monopolio

statale gestiva questi servizi (sia le reti di co. Elettronica, l’energia e

il gas es: l’ENEL e l’ENI, ferrovie ecc). L’Unione Europea dalla metà

degli anni 70 ha deciso di liberalizzare tutto, ovvero creare un

mercato unico europeo all’interno del quale vige a essere soltanto

le regole della concorrenza: ovvero non importa che le imprese

siano pubbliche o private, però è importante che per assicurare il

funzionamento del mercato interno, le imprese che erogano questi

servizi siano soggetti solitamente ai principi della concorrenza: tutti

uguali davanti alla legge senza nessun favore o privilegio da parte

dello stato.

Regole della concorrenza ovvero diritto Anti Trust o diritto alla

concorrenza:

[Andava smantellato un monopolio pubblico, le regole della

concorrenza standard non sono state giudicate di per sé sufficienti,

è stata necessaria una cura più forte che si chiama

REGOLAMENTAZIONE EX ANTE cioè l’imposizione di una serie di

obblighi per impedire che le imprese approfittassero della loro

posizione di privilegio economico. La chiave per il passaggio dal

monopolio a un sistema concorrenziale di erogazione di questi

servizi della comunicazione è consentita dall’introduzione di questa

regolazione.]

Il diritto anti Trust si applica in tutti i mercati, del pesce delle

macchine ecc. presenta una differenza enorme con la Regolazione

EX ANTE ovvero la Regolazione si applica prima alle imprese e a

prescindere dal fatto che esse abbiano tenuto regole

anticoncorrenziali. Un’impresa come TIM è stata soggetta

all’imposizione alle regole molto pesanti EX ANTE perché era l’ex

monopolista. Il diritto anti trust ragiona in modo completamente

diverso, a lui non interessa se vi siano sul mercato imprese molto

dominanti, gli interessa che queste imprese non abusino della loro

forza e non praticano dei comportamenti lesivi per il buon

funzionamento del mercato. Il diritto anti trust non interviene

per PREVENIRLO ma dopo che è stato commesso. Il diritto anti

trust nasce nel 1890 in America con una legge famosissima: LEGGE

SHERMEN per contrastare i monopoli, a quell’epoca c’erano i

monopoli molto invadenti ovvero quelli del petrolio Rock Feller, si

ritenne necessario di intervenire con la legge per evitare il completo

monopolio delle imprese sui mercati (che accadevano quando le

imprese impongono il prezzo del prodotto, se ci sono dei concorrenti

si mettono d’accordo per dividersi le quote di mercato, se vi sono

dei concorrenti che non vogliono collaborare faccio una guerra di

prezzi per mandarli fuori gioco, se vi sono delle imprese che

distribuiscono il prodotto io impongo a quelle imprese il prezzo al

quale devono distribuire il prodotto e la quantità del prodotto che

devono acquistare). Con la legge Shermen aboliscono questo

comportamento. Negli Stati Uniti dal 1890in poi il diritto anti trust

ha conosciuto un andamento molto oscillante: si è passati a fasi in

cui è stato attuato con grande vigore da parte delle autorità

pubbliche, a periodi nei quali un’ideologia più liberale ha detto che

lo stato non ha diritto a interferire nell’andamento dei mercati. Negli

anni 30 a causa della Grande Depressione, l’amministrazione

Roosvelt fece il contrario, assecondò gli accordi tra le imprese per

far ripartire l’economia. Con la ripresa verso gli anni 50, il boom

economico ha fatto sì che la lotta ai monopoli ricominciasse a

essere presa sul serio. A livello teorico prevalesse la concezione

dell’università di Harvard, secondo la quale lo scopo del diritto anti

trust era mantenere una struttura del mercato competitiva. Ovvero

tante imprese che offrono in competizione fra loro lo stesso servizio,

quindi ostilità a concentrazioni (imprese che comprano altre

imprese). Caso famoso Brown Shoes. Questa dottrina è stata

contestata con la svolta degli anni 70, da una concezione sviluppata

in un’università di Chicago la quale ha sostenuto che l’anti trust non

si deve preoccupare dell’andamento del mercato ma si deve

preoccupare soltanto del benessere dei consumatori in base al

parametro: i prezzi. Secondo l’università di Chicago, capiamo se

siamo in presenza di un mercato concorrenziale se i prezzi

aumentano o diminuiscono. Se diminuiscono va tutto bene ovvero

la concorrenza funziona, il sistema della domanda e dell’offerta è

operativo. Questo ha determinato un declino fortissimo del diritto

anti trust in America e un forte incremento delle concentrazioni

(facebook, google, apple, micresoft).

In Europa se smetti di utilizzare la leva degli Anti trust per tenere a

bada i comportamenti monopolistici delle imprese, corri il rischio di

mandare in frantumi il mercato interno europeo, ovvero crei

barriere fra i mercati interni. Articoli decisivi sul trattato dell’Unione

Europea sull’Anti trust:

ART. 101 comportamenti concordati fra imprese:Sono incompatibili

con il mercato interno e vietati tutti gli accordi fra imprese, tutte le

decisioni di associazione delle imprese e tutte le pratiche

concordate che possono pregiudicare il commercio tra stati membri

e che abbiano per oggetto o per effetto di impedire, restringere o

falsare il gioco della concorrenza del mercato interno e in

particolare quelli consistenti nell’ a: fissare direttamente o

indirettamente i prezzi di acquisto o di vendita b: limitare o

controllare la produzione, gli sbocchi, lo sviluppo tecnico o gli

investimenti (se si limita la produzione, il prezzo aumenta), c:

ripartire i mercati (ovvero dividerseli in collaborazione per non darsi

fastidio) d: applicare nei rapporti commerciali con gli altri contraenti

condizioni dissimili per prestazioni equivalenti (es: sono un’impresa

farmaceutica e ho come clienti altre imprese, all’impresa A faccio

un trattamento di favore, all’impresa B faccio pagare di più) e:

subordinare la conclusione di contatti all’accettazione degli altri

concorrenti di prestazioni supplementari (io ti vendo il prodotto A ha

concezione che mi compri il prodotto B), f: questi accordi illegali,

quando scoperti sono nulli.

ART 102 abusi unilaterali di una singola impresa: Riguarda l’abuso

delle posizioni dominante, lo Stato esige una speciale

responsabilità, è vietato lo sfruttamento abusivo da parte di una o

più imprese di una posizione dominante da parte del mercato

interno o su una parte sostanziale di esso. ES: A- imporre

direttamente o indirettamente prezzi di acquisto B-limitare la

produzione C- nell’applicare rapporti commerciali condizioni

dissimili E- legare i prodotti, ti vendo questo se compri quest’altro.

I principi fondamentali della disciplina della concorrenza consistono

essenzialmente nel vietare:

intese pregiudizievoli al commercio restrittive

— tra gli Stati membri e

della concorrenza all’interno del mercato interno (art. 101 TFUE);

posizione dominante

— alle imprese che hanno una nel mercato interno, di

esercizio abusivo Abuso di posizione

farne un (art. 102 TFUE) [vedi

dominante].

Il diritto anti trust viene applicato in Europa da autorità

amministrative nazionale o se sono talmente importanti da

influenzare il mercato europeo dall’autorità amministrativa Europea

(a Bruxelles). Sono previste sanzioni molto importanti.

Le fusioni tra imprese devono essere approvate dall’anti trust,

ovvero se la fusione mina o no il mercato concorrenziale.

1)PRODOTTO: Banana

Domanda: è facilmente sostituibile con l’acquisto di un altro

prodotto? Se la risposta è sì allora il prezzo può aumentare. Se il

rapporto è inelastico ovvero il consumatore vuole solo le banane e

non le ritiene sostituibili con un altro frutto, VUOL DIRE CHE LA

BANANA E’ UN MERCATO A SE’.

2)PRODOTTO: Tetrapac (fa i contenitori asettici per il latte)

Ha una posizione di dominanza fortissima, se tetrapac aumenta i

prezzi dei cartoni per l’imballaggio del latte, le imprese che

riforniscono il latte potrebbero avvalersi di contenitori diversi ad

esempio il vetro. Non funziona così perché per consumatore che va

al supermercato la bottiglia di vetro è scomoda, non è sostituibile

con il contenitore di tetrapa. COSI’ IL TETRAPAC E’ UN MERCATO A

SE STANTE DIVERSO DA QUELLO DEL VERTO. Quindi è insostituibile

con un altro prodotto.

MERCATO: si valuta se il prodotto e sostituibile con altri prodotti, se

sì i prodotti interscambiabili fanno parte dello stesso mercato,

sennò occupano mercati diversi. Valutare questo rapporto è

essenziale per il procedimento anti trust perché più il mercato è

stretto più si esalta la dominanza di un’impresa.

Nel settore della comunicazione elettronico vale sia la

REGOLAZIONE EX ANTE che non è in sostituzione con l’anti trust

ovvero le imprese sottostanno a entrambi.

L’anti trust è giudicato antiquato perché fino alla metà degli anni 90

le imprese di telecomunicazione (e imprese energie e gas e

trasporti) erano tutte esercitate in regime di monopolio pubblico

(quindi ogni stato come Italia, Francia hanno un azienda che si

occupava di questi servizi). Nel caso della telecomunicazione è

stato necessario ricorrere a un diritto più invasivo dell’antitrust che

è la REGOLAZIONE perché lo stato ha investito per decenni e

decenni miliardi per consentire alle aziende nazionali statali di

costruire la rete. Quindi quando alla seconda metà degli anni 90 si è

deciso di liberalizzare questo settore si sono trovate tutte le aziende

ex statali costrette ad aprirsi ai concorrenti. Es: se tu hai 100% un

settore (es:telecom italia, antenata della tim) è impossibile che

un’azienda che vuole entrare in quel settore sia in grado di fare

investimenti comparabili. Si trattava di disciplinare questo

monopolio, così si pensa alla REGOLARIZZAZIONE, la quale è

al 100% sottratta agli stati nazion

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Scienze giuridiche IUS/09 Istituzioni di diritto pubblico

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher RebeccaMichelotti di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto della comunicazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Mannoni Stefano.
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