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società cooperative: le cooperative hanno uno scopo mutualistico, che consiste – a

 seconda del tipo di cooperativa - nell'assicurare ai soci il lavoro, o beni di consumo, o

servizi, a condizioni migliori di quelle che otterrebbero dal libero mercato.

Come si costruisce una società: Quando due o più soggetti decidono di condividere un progetto

industriale attraverso un patto sociale, mettono insieme una società che nasce con un atto

costitutivo (il certificato di nascita) fatto da un notaio e da uno statuto (le regole che stabiliscono

come l’azienda funziona e agisce: ragione sociale, sede, durata, organi e funzionamento, voto e

maggioranza, cause di scioglimento, pattuizioni particolari). Tutto va infine inserito nell’atto

pubblico che viene depositato al registro delle imprese e i vari soci versano le rispettive quote. La

ragione sociale è il nome che si sceglie per rappresentare quella società.

Un atto costitutivo in genere presenta:

sede: luogo geografico dove si trova la società

 oggetto sociale: tipo di attività svolta

 durata: a tempo determinato o indeterminato

 ragione sociale o nome che si sceglie per la società. Le sigle sono importanti. Bisogna

 intestare le cose alla società e non al solo nome della persona. Nel caso di s.a.s. bisogna

indicare non solo il nome della società ma anche quello di un accomandatario.

Organi sociali e funzionamento: chi lavora nella società e quale compito ha

Come funziona una società: esiste un’assemblea costituita dai soci iscritti, la quale nomina gli

amministratori e gli organi di controllo, approva il bilancio consultivo e preventivo, delibera sulle

materie alla stessa riservate dallo statuto o a lei sottoposte dagli amministratori.

L’assemblea nasce solo su convocazione è può essere di prima, seconda o terza convocazione.

La prima e la seconda sono assemblee ordinarie mentre la terza è straordinaria e va ad incidere

su aspetti importanti, per esempio per modificare lo statuto interno, o per aumentare il capitale o

risanare delle perdite.

Il consiglio di amministrazione o amministratore unico che hanno funzione esecutiva e di

gestione e infine il collegio sindacale che ha funzione di controllo.

A seconda della figura dell’imprenditore, le aziende possono essere: pubbliche, private, miste.

L’azienda può agire nel mercato come ditta individuale se è una persona, mentre se è una società

si parla di ragione sociale (per la società di persone) o denominazione sociale (per società di

capitali)

Una società giuridicamente capiente è una società solida che mi può pagare lo stipendio. Come

faccio a sapere se la società è solida? Dove ricerco le informazioni commerciali su una società?

Banche dati pubbliche consultabili da chiunque come per esempio la camera di

 commercio che ha archivi su tutte le società iscritte. Posso chiedere di vedere una visura

ordinaria di oggi o storica del passato, vedendo com’è messa l’azienda, quali sono i soci

ecc. Inoltre grazie alle banche dati ottengo molte informazioni e posso vedere ad esempio

chi sono i soci, dove ha sede legale (Italia o all’estero);

Visura protesti: procedimento tra banca e notaio. Situazione per cui, nel momento in cui

 emettiamo un titolo scoperto, il notaio leva il protesto, cioè vede che è scoperto e ti

segnalala alla centrale rischi. Esiste un archivio di tutti quelli che hanno emesso assegni

scoperti. Il protesto è sintomo di insolvenza.

bilanci

 portale fallimenti: indica l’insieme delle aziende fallite, è utile capire se una società è già

 fallita oppure no (li troviamo nel portale dei fallimenti di una certa città).

Segni distintivi:

quando una persona fisica o giuridica sceglie di opera nel mercato deve scegliere un segno

distintivo. Ditta, insegna e marchio non sono la stessa cosa.

Ditta: è il nome con cui un’azienda agisce nel mercato. Nella ditta individuale si riferisce

 all’imprenditore, nella società di persone si chiama ragione sociale, nella società di capitali

so chiama denominazione sociale, in caso di libero professionista corrisponde a nome e

cognome del professionista. La ditta è il centro di imputazione di interessi. La fattura va

intestata alla ditta. Per esempio MediaWord è l’insegna, ma la dittà e media market s.p.a. e

le fatture vanno tutte a media market, non media world.

Insegna: è il segno distintivo di un negozio, stabilimento, locale dove la società svolge la

 propria attività commerciale o industriale. Es. Il Bar di Lucia Mondella ci chiama “Caffè

Dolcezze”. In questo esempio l’insegna è Caffè Dolcezze,ma quando la proprietaria

compra le forniture per il bar, queste saranno intestate a Lucia Mondella con partita iva

(ditta)… Se sempre lei apre un altro bar e lo chiama “Caffè dei bravi” (insegna), le fatture

vanno sempre intestate a Lucia Mondella, è lei il soggetto giuridico.

Marchio: segno protetto con cui l’azienda distingue i suoi prodotti/servizi da quelli di altre

 imprese. Per esempio il marchio Fiat appartiene alla ditta FCA.

Il marchio può essere registra o meno: Posso inventarmi un marchio e operare nel mercato

e posso decidere se registrarlo o no. L‘utilità di registrarlo è il diritto di esclusiva, cioè se

viene usato da altri io sono tutelato (se è depositato nessun altro può copiarlo/usarlo).

Perciò una modifica del marchio significa che il marchio stesso perde la tutela del deposito

(cioè non più protetto), mi privo della garanzia.Il soggetto acquista il titolo di sfruttare

economicamente la propria invenzione, con limite temporale e territoriale. Deposita il

brevetto e quindi nessun altro può fare la stessa tecnologia. Solitamente dura 20 anni e

non può essere rinnovato. Marchio registrato: segno che distingue un prodotto o impresa

che può essere usato in via esclusiva. Ha durata illimitata ma deve essere rinnovato ogni

10 anni. Dal deposito marchio o brevetto, mi nasce un diritto a favore mio e ad esclusione

degli altri. È garantito con il deposito.

LEZIONE 3

Il contratto è un accordo con cui due o più persone danno vita ad una relazione di natura

patrimoniale. È un accordo per costituire, regolare o estinguere un rapporto giuridico patrimoniale

(cioè valutato in termini economici). È un rapporto giuridico, il regolamento giuridico più diffuso per

la regolamentazione dei rapporti e delle intese tra i privati.

Il contratto si conclude nel momento in cui chi ha fatto la proposta riceve notizia dell’accettazione

dell’altra parte. Prima di concludere il contratto bisogna avere chiaro chi sono i soggetti coinvolti.

Persona fisica o giuridica?

Il contratto è formato dai patti decidi dalle parti, dette clausole. Una serie di clausole costituiscono

il regolamento contrattuale. Le parti hanno la libertà di concludere dei contratti atipici.

Gli elementi essenziali del contratto sono:

l’accordo delle parti è il consenso di entrambe le parti sui termini dell’affare. Può essere

 tacito o espresso; simultaneo o per fasi successive, isolato o in serie. Nei contratti per fasi

successive, il contratto è concluso quando chi ha fatto una certa proposta viene a

conoscenza dell'accettazione dell'altra parte (prima di questo momento la proposta può

essere revocata). Il contratto in serie è quando il contratto è già preconfezionato e non

modificabile, isolato invece quando può essere modificato da entrambe le parti.

Le trattative non sono vincolanti ma c’è un obbligo di buona fede, cioè di condotta corretta

e leale. C’è violazione della buona fede, ad esempio, nel caso i cui una parte receda

ingiustificatamente dalle trattative ledendo il ragionevole affidamento dell’altra parte.

la causa cioè la funzione economico sociale dell’atto di volontà. Per esempio la causa può

 essere lo scambio di una cosa contro un prezzo. Deve essere lecita (non contraria a

norme imperative, all'ordine pubblico o al buon costume).

l’oggetto deve essere possibile (possibilità materiale o giuridica), lecito, determinato o

 determinabile (non ancora venuto all’esistenza). Se non ci sono queste caratteristiche, il

contratto è nullo.

la forma, ma solo se richiesta dalla legge a pena di nullità. Vige la regola della libertà delle

 forme contrattuali. È sufficiente che sia manifestata la volontà delle parti. La forma non

serve nei contratti immobiliari.

La forma scritta può essere un atto pubblico o una scrittura privata: l’atto pubblico è il

documento formato, con le richieste formalità, da un notaio (rogito) o da altro pubblico

ufficiale, nel quale il pubblico ufficiale che lo redige riceve le dichiarazioni delle parti e

attesta atti o fatti che siano avvenuti in sua presenza. La scrittura privata è invece un

documento interamente formato e sottoscritto dalle parti, in assenza di un pubblico ufficiale.

In certi casi il contratto è valido anche se non stipulato con particolari formalità, ma può

essere provato/dimostrato solo se scritto.

I contratti per adesione sono destinati ad una massa di consumatori, il Contenuto è predisposto

in tutto o in parte, non ci sono trattative ma solo condizioni generali di contratto valide solo se, nel

momento della conclusione del contratto, l’altra parte le ha conosciute o avrebbe potuto conoscerle

con l’ordinaria diligenza. Si sono clausole vessatorie.

Dopo la conclusione, il contratto ha forza di legge tra le persone che lo hanno stipulato. Può

essere sciolto o da un accordo in tal senso o per ragioni espressamente ammesse dalla legge.

Esiste quindi una risoluzione del contratto o un recesso o un mutuo dissenso.

Il recesso può essere convenzionalmente stabilito dalle parti stesse, in previsione di futuri

disaccordi. Le parti, quando si accordano perché a una di esse sia attribuita la facoltà di recedere,

possono convenire che questa consegni all'altra una caparra penitenziale, che in caso di recesso

funge da corrispettivo per la parte che lo subisce.

Ma nei contratti con i consumatori le cose cambiano. Il contraente debole ovvero il consumatore ha

tutela maggiore, per poter riequilibrare le posizioni. Il recesso in questo caso è la facoltà di

cambiare idea rispetto ad un contratto già concluso. Non è necessario esternate i motivi ed è

gratuito. Bisogna fare attenzione quando il consumatore ha stipulato il contratto fuori dai locali

commerciali o a distanza.

Fuori dai locali commerciali, se il consumatore acquista un bene, può esercitare il recesso entro 14

giorni dal ricevimento del prodotto (se è un bene) o dalla conclusione del contratto (se è un

servizio); oppure 12 mesi dopo il periodo di recesso se non sono state fornite le informazioni

previste per la legge.

In cosa consiste il diritto di recesso: io consumatore mando una dichiarazione esplicita al fornitore

(ci vuole la conferma di ricevimento da parte del professionista). Restituisco il bene secondo le

modalità del contratto entro 14 giorni, le spese di spedizione sono a mio carico e il prodotto deve

essere tale quale a come l’ho acquistato. Entro 14 giorni il fornitore deve rimborsarmi.

Sono nulle le clausole contrattuali volte a limitare il rimborso.

Effetti del recesso sul contratto: il recesso pone fine a tutti gli obblighi contrattuali, quelli del

venditore e quelli del consumatore. Col recesso sono risolti di conseguenza anche eventuali

contratti accessori collegati al contratto principale, per esempio i contratti di finanziamento (credito

al consumo) sottoscritti al fine di rateizzare il prezzo dovuto.

Il diritto di recesso non si applica a (articolo 59 del decreto legislativo sul codice di consumo)

contratti per servizi già completamente eseguiti (con accordo espresso dal consumatore) e

 iniziati prima del decorso del termine dei 14 giorni per il recesso. Occorre in questo caso

anche l’accettazione da parte del consumatore della perdita del diritto.

Beni il cui mezzo è legato a fluttuazioni dei tassi non controllabili dal professionista

 Beni confezionai su misura o personalizzati o che possono deteriorarsi rapidamente.

 Forniture per alloggi, trasporto, ristorazione

 Forniture di beni sigillati che non si presentano ad essere restituiti per motivi igienici e sono

 sati aperti dopo la consegna

Fornitura di beni che dopo la consegna risultano per la loro natura, inscindibilmente

 mescolati non altri beni.

Forniture di bevande alcoliche il cui prezzo è stato concordato al momento della

 conclusione del contratto di vendita

Audiovisivi e software aperti dal consumatore (con licenza)

 Giornali e riviste

 Contratti conclusi ad un’asta pubblica

La risoluzione invece è lo scioglimento del contratto dovuto a inadempimento di una delle parti.

Se una parte non adempie le sue obbligazioni l'altra può, a scelta, agire in giudizio per ottenere

l'adempimento o risolvere il contratto per inadempimento (è salvo, in entrambi i casi, il suo

diritto al risarcimento del danno).

Il giudice davanti al quale l'azione è proposta dichiara lo scioglimento del contratto (se accerta che

effettivamente la parte si è resa responsabile di un inadempimento di una certa rilevanza nei

confronti dell'altra). il contratto quindi non vincola più le parti e le prestazioni eventualmente già

effettuate devono essere restituite.

In tre casi non è necessaria una sentenza dell'autorità giudiziaria per dichiarare risolto un contratto

(che si risolve, quindi, “di diritto”):

Se c’è una specifica clausola che lo prevede (se non fai questo il contratto si scioglie)

 Se una parte invia all'altra una diffida ad adempiere la propria obbligazione entro un certo

 termine (non inferiore, di regola, ai 15 giorni), trascorso il quale il contratto dovrà intendersi

risolto;

Se il contratto presenta un termine essenziale, cioè trascorso il quale la prestazione

 diventa inutile per la controparte.

LEZIONE 4

Diritto d’autore – proprietà intellettuale in rete

Oggi anche i documenti informatici hanno valore giuridico. Ma prima non era così e molti si

chiedevano se avesse senso tutelare dei contenuti creati solamente da codice 0 e 1.

Molti contenuti presenti in rete, seppur copie informatiche, hanno una tutela.

Che contenuti posso trovare online? Documenti, testi, banche dati, codici sorgente, font, immagini,

foto, video.

In internet valgono le stesse regole del diritto d’autore offline? Si!

Non tutti i contenuti presenti online sono tutelati dal diritto d’autore.

La fonte del diritto d’autore è la legge 633 del 1941 (modificata oggi).

L’idea che un soggetto possa vantare dei diritti sulle proprie opere nasce solo con l’illuminismo.

Nasce la necessità di attribuire le opere ai legittimi proprietari e tutelarli per questo. Questo perché

prima le opere creative erano poche, ed erano possedute dal legittimo proprietario, ora che le

opere sono infinite, c’è la necessità di dare una tutela. Inoltre prima non vi era distinzione tra

corpus mysticum (idea) e corpus mecchanicum (supporto che contiene l’idea), ora invece che

c’è distinzione tra i due, le cose cambiano.

Con l’arrivo della stampa, l’idea rimane una, ma il supporto può essere vastissimo. Prima un’idea

aveva un libro, adesso un’idea ha mille libri e questi mille libri possono essere legali o illegali.

Nasce così prima di tutto la tutela dell’editore, un privilegio permesso a pochi di poter stampare i

libri. Poi nascerà anche il diritto d’autore.

Nella civil law si parla di diritti d’autore sull’opera, nella common law si parla invece di

copyright o diritto di copia. Nel civil law la tutela nasce quando nasce l’opera, nella common law

invece il diritto nasce con il deposito dell’opera ovvero quando ho adempito certe formalità. Quindi

nella civil law l’idea è tutelata quando è percepita da un soggetto diverso dall’autore (viene tutelata

l’idea, non l’opera creta) mentre nella common law l’idea deve essere incorporata in un supporto

materiale che la renda trasferibile.

Il diritto d’autore nasce da:

convenzione di Berna per la protezione delle opere letterarie e artistiche del 1886

 convenzione universale sul diritto d’autore del 1951 di Ginevra

 World Intellectual Property Organization (Wipo, organizzazione mondiale per la proprietà

 intellettuale)

Le fonti nazionali del diritto d’autore sono gli articoli 2575-2583 del codice civile, legge 633/1941 e

indirettamente anche la Costituzione.

Il diritto d’autore cosa tutela? Sono protette le opere d’ingegno di carattere creativo che

appartengono a letteratura, musica, arti figurative, coreografia e pantomimiche, architettura, teatro,

cinematografia, programmi per elaboratore informatico, le banche dati (che sono una creazione

intellettuale per la scelta o la disposizione del materiale contenuto), qualunque ne sia il modo o la

forma di espressione (art 2575)

Il diritto d’autore è la possibilità del soggetto di essere considerato autore della propria opera. È un

bene immateriale perché è il diritto solo sull’idea, non sul supporto. È anche un diritto della

personalità perché fanno parte dell’individuo stesso. È un diritto intrasmissibile (solo io ne sono

autore) e assoluto (vale nei confronti di tutti).

L’oggetto del diritto d’autore non è tutto. Deve anche essere socialmente rilevante ma anche

personalmente rilevante.

Socialmente: perché contribuiscono alla creazione dell’ambiente culturale

 Personalmente: perché in essi trova espressione la capacità umana di rielaborare e

 interpretare la realtà

Creazioni intellettuali: se è un’opera d’ingegno (creata nel campo culturale) allora viene tutelata

dal diritto d’autore, se invece è un’invenzione industriale (creata nel campo della tecnica) allora

viene tutelata dai brevetti per modelli d’utilità, per disegni ornamentali e brevetti per invenzioni

industriali. Le invenzioni industriali ottengono la tutela quando vengono depositiate mentre le opere

d’ingegno la ottengono quando l’idea viene esternalizzata.

Non tutte le opere d’ingegno sono tutelate ma solo quelle che hanno 4 caratteri:

Originali: non banale e non ripetitivo rispetto a quello che c’è già

 nuove: non deve riprodurre in modo diretto un’altra opera altrimenti è plagio

 disinteressante: non deve essere concepita per un’immediata applicazione pratica

 esteriorizzate: deve essere conosciuta anche da altri al di fuori di te

Soggetto dell’opera: chi è in essa indicato come tale nelle forme d’uso o è annunciato come tale

nella recitazione, esecuzione, rappresentazione e radiodiffusione dell’opera stessa.

Chi contesta tale qualità e assume che l'opera non è stata

creata da chi si è qualificato come autore deve dare la prova del proprio assunto.

Vale come nome del proprietario del diritto anche uno pseudonimo, notoriamente conosciuto

Come ufficializzare la data di creazione di un’opera: ci si può far mettere un timbro di data certa

dalle Poste oppure si fa un piego raccomandato.

Per fare cause per un diritto d’autore sbagliato si cita in tribunale. Nel tribunale il giudice emette

una sentenza di primo grado. Se, una volta conclusa la sentenza, uno dei soggetti non ritiene il

risultato giusto, può impugnare la sentenza di primo grado e rivolgersi alla corte d’appello (ce n’è

una per gruppo di tribunali) in cui verrò aperta la sentenza di secondo grado. Qui si riesamina la

stessa situazione, non si possono portare nuove testimonianze. In caso ultimo c’è la corte di

cassazione a Roma che fa un giudizio di puro diritto basandosi sui principi giuridici che stanno alla

base della società. La corte di cassazione quindi da indirizzi sulla via corretta intesa dal diritto

dello stato.

Esistono tanti plagi che non arrivano in tribunale per vari motivi.

LEZIONE 5

Articolo 5: tutti gli articoli non sono applicati ai testi degli atti ufficiali dello Stato e delle

Amministrazioni pubbliche, sia italiane che straniere.

Opera anonima: senza autore. Il diritto d’autore va a chi rappresenta l’opera, esegue o

 pubblica l’opera (impresario, editore, produttore)

Opera collettiva: quando più soggetti hanno creato l’opera ma è individuabile la

 collaborazione di ogni singola persona all’interno dell’opera. L’autore dell’opera collettiva è

chi dirige e organizza la creazione dell’opera stessa.

Opera in comunione: anche qui ci sono più soggetti che lavorano ma non si può

 comprendere chi ha fatto cosa perché c’è un contributo inscindibile di tutti. Quindi il diritto

d’autore va a tutti i partecipanti. Co-proprietari del diritto.

Chi ha il diritto d’autore è chi crea il prodotto. Ma esistono casi in cui chi crea non ha il diritto:

nel caso in cui si è assunti da un’azienda, io lavoro per l’azienda e non per me, sono subordinato

all’azienda. Se vengo assunto per creare un’opera d’ingegno, non posso esercitare il diritto su di

essa perché il diritto va all’azienda.

Anche se lavoro per enti no profit o organizzazione dell’amministrazione dello stato come:

autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AGCOM), Agenzia delle Entrate, ANCI,

UNIONCAMERE, Associazione italiana della Croce rossa (CRI) Comitato olimpico nazionale

italiano (CONI), Consiglio nazionale delle ricerche (CNR).

Quando nascono i diritti sulle opere? Quando nasce l’idea e viene esteriorizzata. Quindi la siae in

questo caso non centra. La siae ha solo un fine di pubblicità legale nel caso qualcuno riproducesse

l’opera (articolo 6 della legge sul diritto d’autore).

Diritto d’autore: quando viene creata un’opera d’ingegno, il diritto viene sdoppiato in 2 parti, 2 diritti

che partono dalla stessa opera ma sono indipendenti. Il diritto patrimoniale che può essere

ceduto, mentre il diritto morale che non può essere ceduto.

Diritto patrimoniale: diritto a sfruttare economicamente l’opera. È cedibile ad altri. Questo diritto si

estingue dopo 70 anni dalla morte dell’autore. Esempi:

Diritto di riproduzione ovvero moltiplicare l’opera con qualsiasi mezzo. Posso per

 esempio cedere il diritto ad una casa editrice

Diritto di trascrizione: possibilità di trasportare un contenuto da un supporto ad un altro,

 come trascrivere un discorso orale

Diritto di diffusione a distanza: usare uno dei mezzi di diffusione a distanza.

 Diritto di distribuzione: mettere in commercio o in circolazione l’opera, a disposizione del

 pubblico, con qualsiasi mezzo e a qualsiasi titolo

Diritto di traduzione ed elaborazione

 Diritto di noleggio e di dare prestito

 Diritto di modificazione

 Diritto di esecuzione, rappresentazione, recitazione in pubblico: L'autore ha il diritto

 esclusivo di eseguire, rappresentare o recitare in qualsiasi maniera, sia gratuitamente che

a pagamento, l'opera musicale, drammatica, cinematografica o qualsiasi altra opera di

pubblico spettacolo e dell'opera orale. Attenzione però non è considerata pubblica

l’esecuzione o rappresentazione dell’opera entro la cerchia della famiglia, convitto, scuola,

istituto di ricovero a meno che non sia fatta per scopo di lucro.

I contratti per il diritto patrimoniale devono essere critti, possono essere disciplinati dal codice

civile o da contatti specificatamente previsti dalla legge sul diritto d’autore.

Contratto di edizione: contratto con il quale l’autore concede ad un editore l’esecuzione del diritto

di pubblicare per via stampa, l’opera. Il contratto può essere per edizione (diritto dell’opera di

eseguire una o più edizioni entro 20 anni dalla consegna del manoscritto completo) o a termine

(devono essere indicati il numero delle edizioni e degli esemplari di ogni edizione, se non viene

indicato nulla, il contratto si intende per una sola edizione per un massimo di 2000 copie).

Diritto morale: è incedibile e perpetuo, indipendenti dai diritti di utilizzare l’opera. È il diritto

esclusivo di essere riconosciuto come autore dell’opera. È incedibile quindi l’autore rimarrà sempre

lo stesso ed è irrinunciabile.

Diritto di rivendicazione della paternità, essere considerato autore dell’opera

 Diritto di opporsi a qualsiasi deformazione, mutilazione o altra modificazione, ad ogni

 danno dell’opera che possa essere di pregiudizio al suo onore reputazione

Diritto di ritirare l’opera o pentimento

 Diritto di identificazione, per esempio decidere di usare uno pseudonimo

 Diritto di inedito ovvero la possibilità di decidere quando e se pubblicare l’opera

Il diritto morale è personale, irrinunciabile, inalienabile (incedibile), indisponibile, imprescrittibile

(anche se non lo utilizzi, non sparisce)

Quindi è vietato: Riprodurre parzialmente o temporaneamente un’opera, Affittare un’opera,

Distribuirla gratuitamente, Caricarla temporaneamente sulla memoria RAM con l’attività di

browsing, Trasmetterla e memorizzarla

LEZIONE 6

Il diritto patrimoniale/ di sfruttamento economico dell’opera non ha durata illimitata ma si esaurisce

in un certo periodo di tempo trascorso il quale l’opera diventa di pubblico dominio e può essere

liberamente utilizzata e sfruttata da tutti ma l’autore mantiene comunque il suo diritto morale

eterno.

Il diritto patrimoniale dura tutta la vita dell’autore e fino a 70 anni dolo la sua morte.

Le opere postume hanno diritto di utilizzazione economica fino a 70 anni dopo la morte dell’autore,

le opere cinematografiche fino a 70 anni dopo la morte dell’ultimo coautore (no attori protagonisti),

le opere collettive fino a 70 anni dopo la morte di ciascuno degli autori, le opere in comunione fino

a 70 anni dopo la morte dell’ultimo coautore; le opere fotografiche fino a 70 anni dalla morte

dell’autore, le opere musicali, coreografiche e pantomimiche fino a 70 anni dalla morte dell’ultimo

coautore, le opere anonime fino a 70 anni dalla prima pubblicazione, le edizioni critiche e

scientifiche di opere di pubblico dominio fino a 20 anni dalla prima pubblicazione.

Utilizzazioni libere: senza il consenso dell’autore. Posso riprodurre:

articoli di attualità in altre riviste solo se c’è uno scopo informativo (quindi è illecita

 l’utilizzazione libera che persegue scopi di documentazione) purché si indichino autore,

rivista o giornale da cui sono tratti, numero e data della rivista. Questo solo se la

riproduzione dell’opera non è stata espressamente riservata con la formula “tutti i diritti

riservati”.

Discorsi su argomenti di interesse politico o amministrativo tenuti in pubblico

 Riproduzioni di opere nelle procedure giudiziarie o amministrative

 Riproduzioni di opere per uso personale del lettore purché fatti a mano o con mezzi che

 non ne consentano lo spaccio

Prestito di opere eseguito da biblioteche e discoteche pubbliche

 Riassunto, citazione o riproduzione di brandi o parti dell’opera per scopi di critica,

 discussione o insegnamento

Il riassunto se effettuato a fini di insegnamento o di ricerca scientifica deve inoltre avvenire per

finalità illustrative e per fini non commerciali.

Per le riviste elettroniche valgono i principi generali previsti dalla legge sul diritto d'autore, che

comportano la necessità di autorizzazione per la riproduzione e la messa a disposizione del

pubblico (Per esse non si applica l’autorizzazione prevista per l’uso personale entro il limite del

15% del volume o del fascicolo di periodico effettuata mediante fotocopia, xerocopia o sistema

simile, in quanto non è lecita la riproduzione da file a carta).

Effrazione della legge

Plagio: quando qualcuno si appropri dell’opera altrui o di una parte di essa, usufruendone della

paternità (quindi mi dichiaro autore dell’opera e ne faccio un furto.)

A tutt'oggi, la giurisprudenza è incerta se siano sufficienti 4 o 8 battute per definire un plagio.

Spesso, per classificare come plagio una canzone, basta che nell'ascoltatore susciti il

riconoscimento di un pezzo antecedente.

L’articolo 171 della legge sul diritto d’autore punisce il plagio con multa da 51 a 2065 euro.

È punito chi mette a disposizione del pubblico, immettendola in un sistema di reti telematiche,

mediante connessioni di qualsiasi genere, un’opera dell’ingegno protetta, o parte di essa.

La pena è della reclusione fino ad un anno o della multa non inferiore a euro 516 se i reati sono

commessi sopra un'opera altrui non destinata alla pubblicità ovvero con usurpazione della

paternità dell'opera, ovvero con deformazione, mutilazione o altra modificazione dell'opera

medesima, qualora ne risulti offesa all'onere od alla reputazione dell'autore.

Contraffazione: sfruttamento economico dell'opera che avviene senza il consenso dell'autore (p.e.

la pirateria discografica: qualcuno pone in commercio copie abusive delle mie composizioni).

Nella contraffazione non è sufficiente che una o più idee sviluppate in un testo trovino collocazione

nell’altro, ma deve potersi cogliere una vera e propria trasposizione ovvero riproduzione di quel

nucleo individualizzante che caratterizza l’opera come originale, frutto dell’attività creativa

dell’autore.

È plagio:

la riproduzione non autorizzata su capi di abbigliamento, ancorché «in negativo»

 dell’immagine di un personaggio dei fumetti se ne vengono imitate sia la fisionomia, sia la

particolare posizione e l’espressione del viso, frequentemente utilizzati dall’autore ed

espressivi del particolare carattere del personaggio.

La riproduzione letterale di interi passi del lavoro di un autore; nel caso di specie ne è prova

 inconfutabile l’esistenza di quattordici periodi identici per struttura, contenuto e lessico,

senza alcuna citazione delle fonti.

l’utilizzazione, senza l’autorizzazione dell’autore, del titolo e dei versi iniziali costituenti la

 parte saliente di una canzone nota al pubblico (nella specie, «prendi questa mano

zingara») per una nuova composizione musicale, ancorché diversa per musica e ritmo.

Non è plagio:

la ripresa virgolettata di alcune brevi parti di una tesi di laurea, consistenti in valutazioni e

 giudizi espressi da terzi intervistati ovvero in considerazioni personali dell’autore della tesi

di Laurea ed allo stesso correttamente attribuite.

tra due composizioni musicali ove la parte musicale ripresa dalla precedente composizione

 nella composizione successiva sia priva di originalità e creatività e, come tale, non

tutelabile in base alla legge sul diritto di autore.

Quanto alla parte letteraria delle due composizioni, deve parimenti escludersi il plagio ove il

 richiamo al precedente testo si riduca ad una minima espressione (nella specie, le parole

«estate dimenticate»), tema poetico riferibile ad un comune patrimonio, come tale

insuscettibile di appropriazione.

Vi è una tendenziale impossibilità di verificare con algoritmi od altre procedure “automatiche” il

plagio, occorrendo un’analisi sia qualitativa sia quantitativa – non sempre univoca.

Tutela del dritto d’autore:

Azioni di accertamento e intermediazione (art 156): Con l’azione di accertamento il

 titolare del diritto d'autore che teme una violazione da parte di un terzo, può ottenere una

pronunzia di accertamento della titolarità medesima. Con l'azione di interdizione il titolare

del diritto d'autore mira a precludere la continuazione o la ripetizione di un illecito.

Azioni a tutela del diritto di rappresentazione o esecuzione dell’opera: intervento

 amministrativo per ottenere la proibizione della rappresentazione o esecuzione ogni qual

volta manchi la prova scritta del consenso prestato dall'autore.

Azioni per la distribuzione o rimozione del risultato del comportamento illecito: Il

 danneggiato può sempre chiedere che gli esemplari, le copie e gli apparecchi soggetti alla

distruzione gli siano aggiudicati per un determinato prezzo in conto del risarcimento

dovutogli.

Azione per il risarcimento del danno: In aggiunta o in alternativa alla rimozione e

 distruzione si può anche richiedere il risarcimento del danno sofferto a causa del

comportamento illecito.

Azioni strumentali all’esecuzione delle difese civili (misure cautelari): sono la

 descrizione, l’accertamento, la perizia o il sequestro di ciò che si ritenga costituire

violazione del diritto di utilizzazione, la pubblicazione della sentenza

La siae: è un ente pubblico a base associativa che tiene i pubblici registri cinematografici. In base

all’articolo 180 della legge sul diritto d’autore, applica

la concessione di licenze e autorizzazioni per l'utilizzazione economica di opere tutelate;

 la percezione dei proventi derivanti da dette licenze ed autorizzazioni;

 la ripartizione dei proventi medesimi tra gli aventi diritto.

LEZIONE 7

Il diritto d’autore/proprietà intellettuale su internet

Anche in rete valgono tutti i diritti detti finora

Link testuali o grafici con logotipo: Non è il link a creare problemi, ma l’utilizzo del logo

 altrui, magari di una grossa società, che potrebbe determinare confusione (e se il

proprietario della grande azienda non gradisse affatto di comparire nel piccolo sito?). Inoltre

se linko un sito con contenuti che violano il diritto d’autore, sono complice.

Surface linking è il link che manda alla home page di un altro sito, è lecito ma è sempre

 meglio avere l’autorizzazione. Il deep linking invece è il rimando ad una data pagina

interna al sito, è illecito, salvo accordi specifici e priva il sito puntato dei vantaggi derivati

dalle inserzioni pubblicitarie che sono presente nell’home page

Links su nuova pagina del browser e framing: quando si fa apparire il sito linkato non in

 una nuova finestra ma all’interno della cornice creata dal nostro sito. È azione illecita

perché crea confusione, l’utente non capisce in quale dei due siti si trova. Inoltre sfrutta

prodotti e informazioni di altri pur rimanendo nel proprio sito e quindi viola le

sponsorizzazioni. È ammessa solo dove si voglia sottolineare un effettivo legame tra i due

siti come una partnership

Quale comportamento assumere online:

Quando si effettua un link, bisogna sempre informare il web master del sito puntato, a

 meno che si tratti di un sito istituzionale che svolge una sorta de servizio pubblico;

È opportuno inserire un disclaimer (togliersi la responsabilità) circa le responsabilità dei

 contenuti presenti nel sito puntato;

Evitare del tutto deep linking e framing, salvo siano esplicitamente concordati;

 È importante inserire nella propria home page (meglio anche nelle altre pagine)

 un’indicazione (disclaimer) relativa al copyright in cui si specifica se sono accettati links,

deep links e, qualora l’accettazione sia soggetta a particolari regole, si suggerisce di

inserire una procedura software che consenta di dimostrare che l’utente ha preso visione di

tali indicazioni.

La tutela dei testi online

Quale tutela esiste per un autore che decide di pubblicare le proprie opere su internet?

Se un libro è già stato pubblicato da una casa editrice, io autore non posso pubblicarlo anche su

internet perché sarebbe un atto di concorrenza sleale; se invece non è mai stato pubblicato, io

posso farne quello che voglio

Si può invece pubblicare solo parti di un testo o estratti (esempio Google books), rielaborazione

(riassunto) dell’opera pubblicata, oppure testi non più disponibili nell’edizione cartacea

Internet non attenua i diritti d’autore. L’autore non può decidere di pubblicare online il suo libro se è

già stato pubblicato da una casa editrice poiché ha ceduto i diritti alla casa editrice e quindi deve

garantire il pacifico godimento dei diritti ceduti.

È illecito pubblicare online testi già pubblicati in edizioni cartacee che siano ancora tutelati dal

diritto d’autore, è illecito pubblicare un testo già pubblicato da un giornale cartaceo e scritto da un

freelancer, o da un terzo. È illecito pubblicare un testo già pubblicato in un sito e in cui vi sia

specificato il divieto al riutilizzo.

È invece possibile e quindi lecito:

Distribuire on line solo parte dei propri testi o pubblicare in estratti parte di un libro o giornale

(esempio Google books), rielaborazione (riassunto) dell’opera pubblicata (purché se ne indichi

l'opera collettiva dalla quale è tratto e la data di pubblicazione (art. 42). Distribuire (sempre da

parte dell’autore) una rielaborazione dell’opera pubblicata in forma tradizionale, Pubblicare col

consenso dell’autore testi non più disponibili in cartaceo perché non più pubblicati. E' consentita la

libera pubblicazione attraverso la rete internet, a titolo gratuito, di immagini e musiche a bassa

risoluzione o degradate, per uso didattico o scientifico e solo nel caso in cui tale utilizzo non sia a

scopo di lucro.

Come si tutela una persona su internet?

Materiali grafici: quando si crea un sito web solitamente vengono inserite foto digitali,

elaborazioni bitmap, disegni vettoriali, animazioni, filmanti, font particolari. Tutti questi sono tutelati

dal diritto d’autore.

In base all’articolo 2 del codice su diritto d’autore, sono tutelate le opere fotografiche e quelle

espresse con procedimento analogo a quello della fotografia. Quindi anche immagini digitali e

istantanee video.

Quando trovo una foto, devo intanto capire se è tutelata o meno perché in tal caso posso usarla.

Devo quindi capire a che categoria appartiene (art 87):

Riproduzioni fotografiche. Quando faccio la foto ad un disegno, ad un attestato, ad uno

 scritto. Non è tutelata poiché non c’è creatività. Sono liberamente utilizzabile senza pagare

alcun compenso. Ma il fatto che non sia tutelata non mi da il diritto di farne quello che

voglio, devo stare attento allo scopo che ho.

Semplici fotografie: immagini di persone o fatti della vita naturale e sociale. Hanno la

 tutela di riproduzione per 20 anni. Se la foto presenta nome dell’autore, per pubblicarle

devo avere il consenso dell’autore pagando un consenso. Se invece non c’è il nome e non

si conosce l’autore, si possono usare liberamente.

Opere fotografiche e fotografie artistiche: hanno determinate caratteristiche che le

 differenziano dalle semplici foto, presentano creatività e quindi sono tutelate per 70 anni

oltre la vita dell’autore. È quindi vietata la riproduzione totale o parziale. Sono foto vendute

a caro prezzo e deve essere sempre citato il nome dell’autore.

La riproduzione mediante dipinti ad olio di opere fotografiche costituisce violazione del

diritto di autore sull’opera fotografica. La distinzione tra opera fotografica e fotografia

oggetto di diritti connessi al diritto d'autore ex art. 87 ss. l. aut., è affidata alla valutazione

dell'opera del fotografo: se abbia o meno la stessa le caratteristiche dell’opera creativa.

Una stessa foto può avere diversi diritti:

può essere vista come opera d’arte quindi senza guardare il contenuto ma guardando che il

 fotografo ha espresso un concetto attraverso la foto

se nella foto è presente una persona volontariamente, non è tutelata solo la foto ma anche

 la persona. (diritto al ritratto)

persona ritratta involontariamente (diritto alla privacy)

Se uno fa foto da autodidatta, la tutela va a lui, se invece fai foto in quanto lavoratore per un datore

di lavoro, tu sei solo l’esecutore ma il diritto va al datore di lavoro

I diritti nei materiali grafici vanno al fotografo, al datore di lavoro (se l’opera è stata prodotta nel

corso e nell’adempimento di un contratto di impiego nei limiti del contratto), al committente (salvo

pagamento indennizzo al fotografo).

La cessione del negativo o altro mezzo riproduttivo, comporta la cessione dei diritti, salvo patto

contrario. La riproduzione in antologie o siti web di foto già pubblicate su giornali, periodici è lecita

dietro compenso.

Bitmap: rientrano in parte nelle opere fotografiche in parte nell’arte del disegno. Sono

 tutelate sia le componenti che l’opera nuova e originale che viene riprodotta. Consideriamo

nuova opera solo il bitmap che è concepita come sufficientemente creativa dagli utenti (più

le immagini sono note, meno vi è creatività). Bisogna verificare sempre se l’immagine

utilizzata faccia parte di un archivio e controllarne i limiti d’uso. Non utilizzare mai

l’immagine in uso come unico elemento caratterizzante la nuova opera. Non utilizzare mai

immagini di terzi, nemmeno dietro compenso, in modo da rendere nocumento al prestigio o

all’onore dei titolari del diritto o al fotografo. Non utilizzare mai ritratti fotografici di soggetti

senza il loro permesso, soprattutto nel caso di fotomontaggi. Non utilizzare mai loghi,

marchi … nella creazione di immagini complesse.

Animazioni: sono files animati come avi, mov o gif. La legge tutela i singoli fotogrammi

 delle opere cinematografiche e di programmazione

Font: Sono i caratteri che talvolta debbono essere scaricati on line per visualizzare

 correttamente i contenuti di un sito. Quando i font risolvono problemi tecnici specifici della

scrittura, sono considerati un’invenzione e non un prodotto grafico. Quindi tutelati e per

questo non è possibile mettere a disposizione nel proprio sito il download di font creati da

terzi, senza il preventivo consenso e pagamento.

Authoring: Sono le opere multimediali (tra cui i siti internet) che assemblano immagini,

 disegni, animazioni, filmati, ecc. Sono tutelati: i contenuti testuali, l’aspetto dell’ordine, Il

direttore del progetto e l’originalità globale. È pertanto illecita ogni copiatura e riproduzione

delle stesse in un altro sito come pure il loro mirroring e la distribuzione off line. Qualsiasi

attività di copiatura necessita del permesso non solo del web master ma anche degli autori

delle singole opere che compongono la pagina.

Posso pubblicare su un sito internet o blog una foto che ritrae una persona?

Qui entrano in gioco varie tutele: diritto d’autore per chi ha scattato la foto, legge sulla privacy

per il soggetto rappresentato e codice civile.

L’articolo 96 della legge sul diritto d’autore dice che il ritratto di una persona non può essere

esposto, riprodotto e messo in commercio senza il consenso di questa persona raffigurata.

Ma non serve il consenso della persona ritratta se l’immagine è giustificata da (art 97):

notorietà della persona

 necessitò di giustizia

 scopi scientifica, didattici o culturali

 quando la riproduzione è collegata ad avvenimenti, cerimonie di interesse pubblico svolti in

 pubblico.

Anche se la foto ricade in una di tutte le ipotesi citate, non posso comunque pubblicare foto se

esse recano pregiudizio all’onore, alla reputazione o anche al decoro della persona trattata.

L’articolo 10 del codice civile dice che qualora l'immagine di una persona o dei genitori, del

coniuge o dei figli sia stata esposta o pubblicata fuori dei casi in cui l'esposizione o la

pubblicazione è consentita dalla legge, ovvero con pregiudizio al decoro o alla reputazione della

persona stessa o dei detti congiunti, l'autorità giudiziaria, su richiesta dell'interessato, può disporre

che cessi l'abuso, salvo il risarcimento dei danni.

Codice della privacy: dice che il volto di una persona è un dato personale e ogni volta che c’è

trattamento di un dato personale, va applicato tutto il codice della privacy. Il dato personale è

qualsiasi elemento riferibile alla persona fisica (volto). Se è presente un dato sensibile (di salute),

ci vuole l’autorizzazione oltre al consenso. Nel caso in cui venga omessa l’informativa privacy,

viene applicata una sanzione da 3.000 a 18.000 euro oppure in caso di dati sensibili (foto con

soggetto condizioni di salute della persona ritratta) da 5.000 a 30.000 euro.

La regola è ottenere il consenso della persona ritratta (pubblicare sul web è come pubblicare su un

giornale), in casi particolari l’immagine potrebbe diventare un dato sensibile e quindi ci vuole il

consenso scritto. Il consenso alla pubblicazione è sempre revocabile salvo il diritto dell’altra parte

al risarcimento del danno eventualmente occorsogli a seguito della revoca.

Se la foto ritrae un minore, l’autorizzazione deve essere data dai genitori o tutori. Comunque è

preferibile non pubblicare mai foto di minori a meno che il volto non sia reso irriconoscibile.

Ritratto su commissione: se il committente è la persona ritratta, questa ha il diritto di riprodurre la

foto anche senza il consenso del fotografo a meno che non vi sia un patto contrario. Spetta

comunque al fotografo un equo corrispettivo se il ritratto è utilizzato per fini commerciali.

Personaggio non famoso ritratto in luogo pubblico:

se la foto riguarda un luogo o evento pubblico, e i personaggi vengono ritratti

 accidentalmente ma non sono l’oro il soggetto della foto, allora la pubblicazione è possibile

anche senza autorizzazione (l’importante è che sia una foto del luogo o evento pubblico e

non delle persone).

Se invece le persone appaiono come protagoniste e in evidenza, allora si tratta di ritratto e

 occorre il consenso delle persone per poterla pubblicare (indipendentemente dalla

dimensione del personaggio nella foto).

Se il volto non è riconoscibile, non c’è problema di privacy e la foto può essere pubblicata

 senza autorizzazione.

Immagini pubblicate per finalità culturale o didattiche:

È sempre possibile la pubblicazione essendo tale caso previsto espressamente dalla legge. È il

caso previsto espressamente dalla legge. È il caso specifico dei trattai medici. Ovviamente la

fotografia non deve ledere il alcun modo la dignità della persona ritratta.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di Laurea in Web marketing & digital communication
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher stc.iusve di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto della comunicazione per le imprese e i media e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Istituto Universitario Salesiano Venezia - IUSVE o del prof Brunazzetto Carolina.

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