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romanzo naturalista e sa bene che in Europa sta assumendo sempre più significato il

romanzo psicologico, un romanzo con non è verista o realista e non ha come esigenza

primaria quello del racconto di eventi ma quello della narrazione di condizioni

psicologiche, di stati d’animo, di confessioni che portino alla luce sensibilità, modi di

pensare e costumi. Testi importanti per lui sono anche gli scritti dei De Goncourt. Egli

si faceva addirittura invitare a feste nobiliari per poterle raccontare negli articoli. Si

tratta di pagine che poi egli riutilizza anche in altre opere come poi anche le sue

lettere d’amore. Nell’intervista di Ojetti gli viene chiesto quale sia la situazione del

romanzo odierno ed egli afferma che gli umili cercano di uscire dalla realtà mediocre

per vivere una realtà superiore e il romanzo deve essere lo strumento letterario per

fare ciò. Il romanzo moderno deve inventare i miti di oggi, deve trasmettere una realtà

altra a chi legge il quale può trascendere la mediocrità della sua esistenza e spaziare

in una vita differente. Il romanzo del 1889 Il Piacere è pubblicato nello stesso anno di

Mastro Don Gesualdo. Le prime prove di D’Annunzio sono proprio veriste ma

successivamente ci sarà in lui uno spostamento verso il romanzo psicologico. Andrea

Sperelli, protagonista di Il Piacere, nella prima parte incontra una vecchia amante

Elena Muti e in seguito al suo rifiuto si getta nella dissolutezza: avrà relazioni con altre

donne, condurrà una vita sregolata caratterizzata anche da duelli durante uno dei

quali sarà ferito. Nella seconda parte del romanzo va in convalescenza nella villa della

cugina Francesca e conosce una donna, Maria, sublime da corteggiare. Andrea

desidera continuamente questa donna, ma vorrebbe possedere anche Elena, ma le

vorrebbe assieme in una sorta di perversione ossessiva. Quando Maria si concede a lui

egli la chiama per sbaglia Elena e Maria lo lascia. I nodi del romanzo sono tutti questi,

tutto il resto sono racconti di corteggiamenti, discorsi, descrizioni di salotti, …

Quell’ossessione perversa di voler unire Maria ed Elena implica anche qualcosa di più

complesso. L’onomastica infatti ha anche un forte valore: Elena rappresenta l’eros

mentre Maria rappresenta la purezza. Queste due figure rimandano ad Elena di Troia e

a Maria. Come per Jean anche per Sperelli vita e arte devono sovrapporsi, devono

coincidere. L’arte deve essere l’espressione più alta della vita. Il verso è tutto contro la

storia, contro la società degli uguali che la borghesia imprenditoriale e la classe

operaia che si sta organizzando con il socialismo propongono e cercano di imporre. Nel

Piacere tutto ciò è molto chiaro. Andrea è cresciuto con la massima del poeta

decadente: bisogna fare la vita come l’opera d’arte. È evidente il rifiuto di tutto ciò che

egualitario e massificato. In un romanzo di poco successivo “Le vergini delle rocce” del

1885 l’autore scrive pagine contro la speculazione edilizia che sta mutando la Roma

che tanto piaceva a Sperelli, la Roma barocca. Ci mostra episodi realmente traumatici

perché nel giro di vent’anni la città viene sottoposta ad un’edilizia ben differente,

necessaria per ospitare l’amministrazione della capitale. È un romanzo particolare che

segna l’abbandono definitivo di ogni legame con il naturalismo e in qualche misura

con il romanzo psicologico e rappresenta il manifesto del superomismo dannunziano, è

un lettura del superuomo di Nietzsche maturo, il protagonista di quella che dovrebbe

essere una gigantesca operazione di smantellamento di tutti i pregiudizi, di tutte le

trascendenze religiose che suppongono l’esistenza di un ordine razionale e religioso

che dovrebbe guidar nella vita umana. Il superuomo dovrebbe essere colui che con la

vita libera da questi condizionamenti smaschera i valori che formano l’impalcatura

ideologica dell’uomo che lo rendono non libero. Anche D’annunzio è un interprete

precoce di questo pensiero. Il romanzo parla di Claudio, un giovane deluso dalla

modernità della Roma che si sta spogliando della sua bellezza, che è convinto di dover

difendere la bellezza ideologicamente poiché la bellezza è di pochi, è quello che si

oppone alla modernità. Claudio ha una missione: sa di poter dar vita all’eletto, colui

che può incaricarsi di ribadire i valori che si stanno perdendo. Per questo ha bisogno di

un figlio e quindi di una donna che egli va a cercare in una famiglia borbonica di

altissima nobiltà ma decaduta (la follia della madre pervade in tutta la discendenza) di

cui fanno parte delle giovani tra cui Claudio dovrà scegliere anche se queste lo

rifiuteranno. Quindi sostanzialmente Claudio non può portare a termine il suo progetto.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in lingue e culture europee
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher valentinaorbacchi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Teoria e storia della letteratura italiana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Modena e Reggio Emilia - Unimore o del prof Tongiorgi Duccio.

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