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Appunti di Letteratura spagnola II su Bécquer basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Arquez dell’università degli Studi Gabriele D'Annunzio - Unich, Facoltà di Lingue e letterature straniere. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Letteratura spagnola II docente Prof. R. Arquez

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La tecnica compositiva è cinematografica. Il linguaggio non diventa mai pedante, non ci si ferma sui dettagli.

Ritorna il concetto di cuento, degli exemplum del mondo orientale ed infatti una delle leggende è ambientata nel

mondo indiano.

Ritornando a spazio e tempo, Soia e Toledo sono le maggiori usate ambientazioni che creano una scena minimal.

Si sottolineano gli avvenimenti storici in quanto veniamo dal romanzo storico di Walter Scott.

Non ci vengono date coordinate dirette ma riusciamo a comprenderle indirettamente. Abbiamo spesso delle

ambientazioni imprecise per esempio ci sono sospensioni come nel Don Quijote de la Mancha. Ci riporta a dare

importanza al passato per la creazione delle antiguas historias (Walter Scott: tappe storiche).

C'è molta intertestualità che ci fa notare la fase di indeterminatezza ambientale e strutturale in Becquer.

Le ambientazioni non vogliono essere l'immagine dello stato d'animo dell'autore servono invece a suscitare gli

elementi del passato, il ricordo.

Così come faceva Scott, Becquer ripresenta tutte le tradizioni del mondo medievale (saudade brasiliana).

Molte delle leggende fanno apparire la tecnica teatrale, la descrizione non è diretta. Spesso ci sono dialoghi e

monologhi. Da importanza > all'azione più che all'approfondimento psicologico.

Il cromatismo tende a creare ambientazioni lugubri, privilegiando un aspetto magico.

Il linguaggio è quindi essenziale ma con componente armonica-espressiva.

Tutto ciò che l'ambientazione riusciva ad offrire si associava al linguaggio.

ANALISI DELLE CINQUE LEGGENDE

La prima leggenda è quella del RAYO DE LUNA. Affronta la tematica deldisinganno e della follia. El Rayo de

Luna già nel titolo ha un elemento simbolico cioè la Luna, che è elemento di morte. E’ elemento reale dal quale

è possibile alzarsi ad un livello atemporale/irreale.

L'argomento è la storia di un certo Manrique, un cavaliere di Soria (ambientazione medievale) che è un amante

della poesia e colui che incarna il concetto di armas y letras.

La poesia che egli ama fa trasparire aspetti di malinconia e così come Quijote viene preso dagli amici per pazzo.

Una notte però all'interno di un bosco vede uno spettro che era una bella donna e per ben 2 mesi insegue la

donna per tutte le strade di Soria ma non riesce ad incontrarla. Un giorno ci riesce e si rende conto che non era

però una donna ma il riflesso della Luna, un'allucinazione del protagonista.(Trasposizione da piano realistico a

irrazionale).

Si presenta così:

- prologo

- svolgimento

- piccolo epilogo

La struttura narrativa è lineare. C'è una breve descrizione, poi l'allucinazione, la ricerca e il disinganno.

Il prologo e l'epilogo introducono un io narrativo come se ci fosse un piano reale per poi trasportarsi a un piano

irreale.

Si da molta importanza a las LETRAS perchè la donna che egli vede non è da considerarsi come donna carnale.

E’ alla ricerca di un ideale nel concetto platonico che la bellezza educa. Ansia di ricerca presente in Larra ed

Espronceda (Nichilismo).

L'ansia di ricerca è quindi ricerca di ideale, valori in ambito estetico.

Notiamo che il percorso che intraprende Manrique è uno da vero e proprio sognatore.

La realtà viene reinterpretata come fosse qualcosa di sognato con aspetti romantici, musicali.

Becquer ci comunica che tutto è un'illusione (NICHILISMO ESISTENZIALE) e che non si concretizza nulla : la

gloria, l'amore, i sentimenti non esistono. L'amore non è altro che ansia di inseguire un sentimento che poi è

frustrazione.

La presa di coscienza dell'individuo non impedisce alla società di vincere.

Le coordinate spazio e tempo all'interno di tale leggenda sono definite perfettamente. Topograficamente c'è

determinismo in Soria e sulla riva del fiume Duero che si identifica col concetto del Castellano per antonomasia.

Il tempo: fine medioevo e lo notiamo dai personaggi e il costumbrismo è anche presente. L'azione si svolge di

notte poichè c'è la Luna.

LOS OJOS VERDES

Anche in questo caso si fa riferimento nel titolo ad un elemento simbolico, una parte per il tutto. Los Ojos Verdes

rappresentano la tematica dell'amore che conduce verso la morte.

Pubblicato il 15 Dicembre del 1861 nella rivista El Contemporaneo (come per Larra pubblicava sui quotidiani

quindi le leyendas sono frammentarie).

Ogni leggenda è fine a se stessa, come i trattati del Lazarillo. Il messaggio è che tutto è illusione.

Los ojos verde è ambientata nel Moncayo, zona montagnosa tra Aragona e Castiglia. Questa zona viene definita

come il monte di S Michele in quanto nell'iconografia religiosa S. Michele è rappresentata con una figura

demoniaca ai piedi e quindi la scelta non è causale. Gli occhi verdi sono quelli tentatori delle donne.

L'argomento è la storia di Fernando, nobile che insegue un cervo in una battuta di caccia e nella Fuente de los

Alamos (dei pioppi) si specchia e nota occhi verdi nell'acqua che gli fanno perdere la ragione (così come

Manrique davanti alla figura spettrale). Nei giorni seguenti cerca di rivedere quegli occhi e lo comunica al servo

In.igo che gli dice di lasciar perdere in quanto sono occhi demoniaci.

Ritrova gli occhi e dichiara il proprio amore per la figura femminile che si crea lui (immagina che gli occhi

appaiono a una donna). Lei gli appare e gli dice che solo se la segue verso il bacino d'acqua il loro amore sarà

vero. Lui la segue e muore.

Non manca il ritmo cinematografico. Elemento medievale è la caccia.

Fernando è presentato come colui che vive in modo ansioso la ricerca del mistero degli occhi. Possiamo

compararlo a Don Félix. Lo sviluppo dell'azione avviene in ora crepuscolare e man mano che il finale si avvicina

ci discostiamo dal piano reale. C'è quindi una involuzione dal mondo reale a quello della morte che viene

liquidata in solo due righe finali.

Il tema è della donna tentatrice che causa la morte all'uomo. Si giunge poi al castigo e poi l'uomo muore.

Anche in questo caso il motivo di perseguire una tentazione va visto comericerca dell'ideale e non appagamento

carnale. Gli occhi verdi sono protagonisti. Hanno potere calamitoso, componente magico/stregonico.

Come nella leggenda precedente rappresentano l'emozione estetica.L'elemento ideale nasce attraverso un

elemento reale in questo caso gli occhi verdi.

I personaggi principali nella leggenda:

Fernando: personaggio orgoglioso che non da retta a nessuno. Impulsivo.

Don In.igo: associabile a Catalinon. Razionale. I due sono anche associabili a Sancho e Quijote.

EL BESO

Anche in questo caso si affronta il tema dell'orrore. La leggenda è di Toledo pubblicata nel 1863 nella rivista La

America (frammentarietà). Si svolge durante la guerra di indipendenza (conflitto delle guerre napoleoniche tra

Spagna e Francia in quanto Napoleone voleva che il fratello Giuseppe governasse la Spagna).

L'argomento è l’arrivo di 1 truppa di soldati francesi che non trovando alcuna sistemazione a Toledo passerà

la notte in un convento malridotto.

Il giorni seguente il comandante dice ai soldati d'aver notato una donna inginocchiata davanti ad un altare ma si

tratta di una figura marmorea. Affianco ad essa non manca un guerriero, il marito. I soldati non ci credono e

allora ilComandante li porta a vedere. Durante un banchetto poi prendono in giro le statue. Il Capitano cerca

di baciare la statua della donna. La statua del guerriero si sveglia e lo colpisce. Il Capitano stramazza a terra

col naso rotto. Ci ricorda Don Juan che prende in giro don Gonzalo.

L'ipertestualità è presente quindi nell'elemento degli spiriti.

L'aspetto temporale: preciso, vicino al narratore. Vuol fare trasparire l'importanza dell'azione.

Nel primo capitolo c'è il rumore. In quello successivo il dialogo. L'ultima parte fa trasparire l'orrore. (come in

un'opera teatrale).

I personaggi sono tutti reali e definiti. Le statue creano una situazione d’orrore, finzionale. Il tema

principale che traspare è l'animazione. La personificazione di alimenti inanimati.

Anche questa leggenda rientra in quella che seguono lo schematentazione/peccato/castigo. Il tutto non va

interpretato in maniera semplicistica in quanto c'è ricerca di bellezza, dell'ideale.

Il capitano francesce: orgoglioso e valente, impulsivo. Non arriva a baciare la statua, si solo avvicina prima che

venga colpito dalla statua del guerriero.

La statua detta Doña Elvira (Espronceda): la bellezza, la purezza, l'irraggiungibile.

Il guerriero: è una figura non molto sviluppata poichè serve a creare il contrasto. Sposo fedele e protettore e

figura che consente di prendere le parti della donna oltraggiata. (Don Gonzalo de Ulloa).

I personaggi terminano tutti con la frustrazione.

Lo spazio è Toledo, l'interno di una chiesa. Lo spazio viene rispettato per le 3 unità aristoteliche.

MESE PERE EL ORGANISTA

La perfezione artistica qui si trova nella musica.

Perez ogni giorno suona in chiesa ma nella notte di Natale siccome è malato e sta x morire non vorrebbe andarci.

Poi però ci va e poi il suono dell’organo si affievolisce man mano e lui muore sull'organo. L'anno dopo viene un

nuovo organista che però non vuole suonare quell'organo. Il terzo anno la figlia di Perez viene chiamata a suonare

ma anche lei non vuol più suonarlo poichè vede che l'organo suona da solo o meglio lo suona lo spirito di

Perez.

Il prologo ci da le coordinate spazio temporali. Siamo in una chiesa nel regno di Federico II.

Anche in questo caso ci troviamo di fronte ad una leggenda di tipo teatrale che si apre con due donne che

commentano il fatto che Perez avrebbe suonato l'organo nella notte di natale.

Il cromatismo è qui usatissimo, predomina la luce e i colori sono rappresentati attraverso il luccichio dei

gioielli come simbolo dello sfarzo borghese che tende a sottolineare il sedicesimo secolo.

Il secondo capitolo offre una visione della società sivigliana ed il capitolo sottolinea il rumore, è pieno di caos e di

suoni.

Ci sono due piani. Il mondo interno della chiesa e esterno fuori dalla Chiesa.

- Piano costumbrista-descrittivo basato sulla descrizione dei rumori e il dinamismo.

- Piano artistico che rappresenta il mondo estetico, la prosa lirica. Il piano artistico proviene proprio

dall'organo, dalla musica.

La figura femminile è sostituita dall'organo.

Dal punto di vista linguistico:

- piano poetico che si associa alla musica

- piano colloquiale (associabile al borgo, al di fuori della chiesa) che si associa al rumore.

Dal punto di vista spaziale abbiamo:

- esterno: del volgo, pieno di rumore, società.

- interno: quello della chiesa, manifestazione artistica, individualità

C'è quindi un parallelismo antiteticno basato su spazio esterno, rumore e volgo, linguaggio controquialle vs spazio

interno, musicale, artistico, linguaggio poetico.

Rientra nel concetto dell'opposizione, della presa di coscienza società-individuo.

Il messaggio è che per fare in modo che la perfezione estetica predomini sulla società razionale, l'arte deve

sempre avere la meglio sulle barbarie. Bisogna ricorrere ad un artista vero come Mese Perez e non il

secondo organista che era andato che lasciò subito il suo dovere poichè non incarnava l'ideale di perfezione..

Solo così si può avere la vittoria dell'irrazionalità. I mediocri come il secondo organista verranno esposti nei loro

limiti.

Non si parla di Nichilismo poichè c'è un limite dentro il xsonaggio stesso.

LA CRUZ DEL DIABLO

Riprende il tema della religione che viene associata al demoniaco già dal titolo.

Un gruppo d'escursionisti arrivano in un paesino e vedono una croce di ferro e pietra. Alla guida turistica

viene chiesto di spiegare la leggenda dietro la pietra. Un signore feudale aveva seminato panico nel paese dopo


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AUTORE

daphnem

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in lingue e letterature straniere
SSD:
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher daphnem di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura spagnola II e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Gabriele D'Annunzio - Unich o del prof Arquez Rubio.

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