Capitolo 7 attenzione e coscienza
Agnosia visiva
L'agnosia visiva consiste nell’incapacità di riconoscere visivamente gli oggetti, ma non ha nulla a che vedere con la cecità.
Coscienza
La coscienza è la consapevolezza momento per momento di noi stessi e del nostro ambiente. La coscienza è:
- Soggettiva e privata. Gli altri non possono sapere direttamente cos’è la realtà per voi e voi non potete entrare direttamente nelle loro esperienze.
- Dinamica. Noi passiamo in continuazione da uno stato mentale all’altro. Inoltre, benché gli stimoli di cui siamo consapevoli si modifichino costantemente, consideriamo quasi sempre la coscienza un flusso continuo di attività mentale, anziché una serie di percezioni e di pensieri disgiunti.
- Autoriflessiva e centrale per il nostro senso del sé. La mente è consapevole della sua coscienza. Perciò, qualsiasi sia l’oggetto della vostra consapevolezza, potete riflettere sul fatto che siete gli unici ad averne coscienza.
- Interamente connessa con il processo di attenzione selettiva. L’attenzione selettiva è il processo che focalizza la consapevolezza su alcuni stimoli escludendone altri.
Misurare gli stati di coscienza
Le misure di autovalutazione o self-reports chiedono alle persone di descrivere le proprie esperienze interiori. Offrono le indicazioni più dirette sulle esperienze soggettive di una persona, ma non sono sempre verificabili o facili da ottenere.
Le misure comportamentali registrano la performance su determinate attività e sono oggettive, ma ci obbligano a desumere lo stato mentale della persona.
Le misure fisiologiche stabiliscono la corrispondenza tra processi fisici e stati mentali. Con degli elettrodi attaccati al cuoio capelluto, l’elettroencefalogramma misura le onde cerebrali che riflettono l’attività elettrica continuativa di vasti gruppi di neuroni. I diversi andamenti corrispondono a diversi stati di coscienza come la vigilanza. Le tecniche di imaging cerebrale permettono di esaminare più approfonditamente le regioni del cervello e l’attività che supporta i vari stati psichici. Le misure fisiologiche non possono dirci cosa prova soggettivamente una persona, ma sono state oltremodo preziose per indagare i meccanismi interni della mente.
I livelli di coscienza
Il punto di vista freudiano
Nel 1900 Freud ipotizzò che nella mente umana esistessero tre livelli di consapevolezza:
- La mente conscia contiene i pensieri e le percezioni di cui siamo attualmente consapevoli.
- Gli eventi mentali preconsci stanno al di fuori della consapevolezza attuale, ma si possono ricordare facilmente in certe condizioni.
- Gli eventi mentali inconsci non si possono portare a livello di consapevolezza nelle situazioni ordinarie.
Il punto di vista cognitivo
Il punto di vista cognitivo rifiuta l’idea di una mente inconscia guidata da bisogni istintivi e conflitti repressi. Considera invece la vita mentale conscia e la vita mentale inconscia come due forme complementari di elaborazione delle informazioni, che operano in armonia.
Molte attività richiedono un’elaborazione controllata (conscia o esplicita), ossia l’uso consapevole dell’attenzione e dell’impegno. Altre attività richiedono un’elaborazione automatica (inconscia o implicita) e si possono svolgere senza l’uso consapevole dell’attenzione o dell’impegno. L’elaborazione automatica avviene il più delle volte quando compiamo azioni routinarie e svogliamo compiti già ben noti. Essa ha un grandissimo svantaggio perché può ridurre la probabilità di scoprire nuovi approcci alla soluzione dei problemi. Essa facilita anche l’attenzione divisa, ossia la capacità di seguire e di svolgere più di un’attività contemporaneamente. L’elaborazione controllata è più lenta, ma più flessibile e più aperta al cambiamento.
Altre condizioni di coscienza
Ci sono tanti tipi di agnosia visiva. Per esempio, quelli che soffrono di “prosopagnosia”, possono riconoscere visivamente gli oggetti ma non le facce. Nonostante ciò, durante i test in laboratorio, i pazienti mostrano diverse forme di attività cerebrale, attivazione fisiologica e movimento degli occhi quando vedono dei volti familiari. In altre parole, il loro cervello riconosce e reagisce alle differenze tra stimoli familiari e non familiari, ma questo riconoscimento non raggiunge il livello della consapevolezza conscia.
La visione cieca
I pazienti affetti da questa patologia non riescono più a vedere una parte del loro campo visivo eppure, in appositi test, rispondono agli stimoli introdotti in quella parte del campo visivo, pur però riferendo di non riuscire a vederli.
Il priming
Secondo il priming, l’esposizione a uno stimolo influenza la reazione successiva a quello stesso stimolo o a un altro.
L'inconscio emotivo
Anche i processi emotivi e motivazionali operano inconsciamente e influenzano il comportamento.
Perché abbiamo la coscienza
Christof Koch sostiene che gli organismi provano sensazioni soggettive e queste sensazioni offrono vantaggi significativi per la sopravvivenza, perché la coscienza va a braccetto con la capacità di pianificare, di riflettere su tanti possibili piani d’azione e sceglierne uno. Lui ipotizza che la coscienza abbia una funzione sintetizzatrice. In qualunque istante il nostro cervello sta elaborando numerosi stimoli interni e la consapevolezza mette a disposizione una sintesi di ciò che accade in ogni momento nel nostro mondo, e la mette a disposizione di regioni cerebrali coinvolte nella pianificazione e nel processo decisionale. Su un altro fronte, la mancanza di autoconsapevolezza comprometterebbe la capacità di reprimere comportamenti potenzialmente pericolosi governati dagli impulsi o dall’elaborazione automatica.
Le basi neurali della coscienza
I neuroni e le sinapsi si formano molto presto e aumentano progressivamente dopo la nascita fino ad arrivare al numero massimo intorno all’età di sei mesi. Da questo punto in poi avviene la “potatura della sinapsi” in cui le connessioni non utilizzate vengono eliminate e rimangono solo quelle necessarie (Darwinismo neurale).
Masking
Il masking è una procedura utilizzata per stabilire se le persone percepiscono uno stimolo consapevolmente o no. I partecipanti vengono sottoposti all’imaging cerebrale mentre ricevono stimoli mascherati e non mascherati. Questo permette di stabilire come differisce l’attività cerebrale se gli stessi stimoli vengono percepiti consciamente o no.
La coscienza come spazio operativo globale
Non esiste un punto specifico del cervello che dà origine alla coscienza. La mente si può rappresentare come un insieme di moduli di processazione delle informazioni sostanzialmente separati ma interconnessi.
-
Psichiatria - Appunti
-
Appunti su Italo Svevo e sulla Coscienza di Zeno, esame Letteratura Italiana Contemporanea
-
Appunti di Geopolitica
-
Appunti di fisiologia umana