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Strategie e tecniche di negoziazione di borsa

Spread differenza di rendimento tra i titoli di Stato tedeschi e italiani. Che

titoli? Titoli decennali con cedole semestrali al 6%.

Quando si cerca di fare analisi di mercato faccio la cosiddetta analisi integrata,

cioè analisi macroeconomica + fondamentale + tecnica + dei volumi.

I Fondi di investimento nell’85% dei casi non battono i benchmark, perché?

- Investitori tolgono cash dai fondi e il gestore deve svendere per ripagare

le uscite (causando perdite)

- Costi di gestione troppo alti. Costi che possono essere costi reali o occulti.

Perché l’Analisi Integrata?

• Gli scenari economici sono complessi

• Le diverse metodologie sono integrabili

• Più variabili “attendibili” considero, più ho possibilità di successo

• Un portafoglio (no trading) deve essere gestito con ottiche di medio/lungo

periodo

• Permette di avere uno “sguardo” sul futuro e sulla più probabile evoluzione

degli scenari e dei mercati

L’analisi macroeconomica può essere fatta in vari modi (più o meno

approfondita).

L’analisi macroeconomica studia l’evoluzione delle principali variabili

economiche aggregate in cui si riflette lo stato di salute del sistema economico

e le conseguenze sui mercati finanziari della loro evoluzione.

L’ obiettivo principale è la costruzione di scenari di medio/lungo termine in

grado di interpretare i movimenti più ampi dei mercati.

L’analisi fondamentale analizza l’insieme dei dati di bilancio, le prospettiva di

crescita e l’ambito in cui opera la società col fine di delineare la più probabile

evoluzione del titolo/società

L’analisi tecnica: studio dell'andamento dei prezzi dei mercati finanziari nel

tempo, allo scopo di prevederne le tendenze future, mediante principalmente

metodi grafici e statistici.

L’analisi dei volumi: studio dell’andamento dei volumi negoziati sui mercati

regolamentati con particolare focus su azioni e futures attraverso l’uso degli

Istogrammi prezzo-volume e delle barre a volume costante.

Ci sono soggetti che utilizzano solo una di queste analisi in modo molto

approfondito, mentre c’è chi fa integrazione di queste analisi (chiaramente in

modo più semplicistico e meno approfondito).

Excursus le Banche centrali influenzano moltissimo l’economia degli stati.

Ultimamente è aumentato talmente tanto il benessere sociale che le Banche

Centrali non vogliono entrare in recessione (in passato si andava in recessione

e poi si ripartiva) e tentano di influenzare l’economia reale. Per molti tale

metodologia non aiuta l’economia reale (il modo migliore per aiutare

l’economia reale è abbassare le tasse). Però se tutto il resto del mondo stampa

moneta è necessario stampare moneta perché si rischia di essere surclassati.

Analisi Tecnica 1

L’obiettiva dell’analisi tecnica è guardare al passato e capire se ciò si potrà

ripetere nel futuro.

Serve come supporto all’analisi degli scenari, serve per aiutare nell’asset

allocation e poi per implementare strategie di trading di breve, medio e lungo

periodo che si dividono in:

✓Discrezionali (analista che interpreta l’andamento di un grafico)

✓Automatiche (linguaggio di programmazione che analizza i prezzi e in

maniera automatica avvisa quando comprare/vendere).

L’ analisi tecnica si basa sul concetto che i prezzi scontino tutte la variabili. Il

vero valore aggiunto nasce dal fatto di capire quando non è così; l’obiettivo è

quello di lavorare sulle inefficienze di mercato.

L’analisi tecnica, presa da sola, non è sempre sufficiente.

Nasce così la necessità di integrare l’analisi tecnica con altre tipologie di Analisi

(Macroeconomica, Fondamentale e dei Volumi).

Ciclo economico e di borsa

Normalmente il ciclo di mercato azionario (linea blu) anticipa di 6 mesi quello

reale (linea rosa).

Vi è questo anticipo perché il mercato azionario è influenzato moltissimo dalle

aspettative.

Una volta vi era il collegamento tra mercato azionario e obbligazionario (uno

scendeva e l’altro saliva). Oggi non è più così perché vi è tantissima liquidità

sui mercati e quindi è difficile che si sposta denaro fa azionario a

obbligazionario e viceversa (se si tolgono soldi da azionario li si tiene liquidi). 2

3

Le ipotesi dell’analisi tecnica sono:

- Il mercato sconta ogni cosa ed il prezzo ne è la sintesi:

Il prezzo riflette ogni cosa il mercato conosce di quel titolo e quindi seguire

l’andamento nel tempo del prezzo è tutto quanto occorre per sapere come va e

dove andrà

- I prezzi si muovono secondo precise tendenze:

I prezzi seguono dei movimenti in cui si possono riconoscere delle precise

tendenze; le tendenze proseguono “per inerzia” fino a quando non si presenta

un’inversione

- Il passato si ripete :

Il comportamento del mercato è ciclico con il ritorno periodico di figure che

ricalcano andamenti già visti nel passato, di fatto sostanzialmente legati alla

psicologia degli investitori

LA Teoria di Dow sta alla base dell’analisi tecnica.

I principi di tale teoria sono:

• la natura trending dei prezzi

• i prezzi scontano tutta l’informazione disponibile

• i principi di conferma e divergenza

• i volumi rispecchiano i cambiamenti nei prezzi

• supporti e resistenze

Tale teoria in sintesi:

- I prezzi scontano tutto: sono l’effetto congiunto di tutti gli operatori che

nel loro complesso posseggono tutta l’informazione disponibile.

- Il mercato si muove seguendo 3 tipi di trend: primario secondario e di

breve periodo

- La relazione tra prezzi e volumi: questi ultimi generalmente crescono

nelle fasi espansive e decrescono nei declini

- Tendenze, massimi e minimi: i rialzi sono segnalati da massimi crescenti

mentre i ribassi da massimi e minimi decrescenti 4

- Principio di conferma: utilizzare diversi indici azionari/indicatori che

devono andare nella stessa direzione per segnalare una tendenza

- Il trend rimane in atto finché non ci sono segnali di inversione: il mercato

si muove seguendo dei trend che rimangono validi fino al sopraggiungere

di segnali in senso opposto

Limiti dell'Analisi Tecnica

• Mancanza di una teoria formale

• Il passato non sempre si ripete nello stesso modo perché cambiano le

variabili

• Indicatori, forme e tecniche si sono dimostrati validi in contesti specifici ed in

momenti specifici

• L’analisi tecnica come supporto al trading discrezionale ad un alto livello di

conoscenza lotta contro la psicologia personale che ha un ruolo fondamentale

nella scelta dell’investimento.

• Caso del cigno nero: esempio di cigno nero è l’11 settembre/Brexit/esplosione

centrale nucleare Giappone.

Evoluzione dell'Analisi Tecnica

• L’obiettivo diventa allora quello di creare algoritmi descrittivi di forme e

selezionarli per ottimizzare specifiche funzioni obiettivo dando origine a

tecniche di trading automatiche dette “TRADING SYSTEM” che eliminano gli

aspetti emozionali (eliminazione della soggettività e componenti psicologiche)

• Sviluppare metodologia che vanno ad INTEGRARE l’analisi tecnica come

l’ANALISI DEI VOLUMI, in modo da studiare i flussi di denaro e capire in quale

direzioni le “mani forti” stanno indirizzando il mercato.

Le variabili dell'Analisi Tecnica

I Prezzi

• Rappresentano il valore che il mercato attribuisce al bene o al gruppo di beni

e attività legati ad un titolo o indice

• Nelle rappresentazioni grafiche si distinguono il massimo, il minimo,

l’apertura e la chiusura.

• Il massimo e il minimo sono riferiti al time frame utilizzato; possono riferirsi a

5 minuti di contrattazione come ad un mese. Analogamente l’apertura e la

chiusura (il primo e l’ultimo dato dell’intervallo)

I Volumi

• Il volume è il numero di compravendite effettuate nell’unità di tempo

• I volumi vengono rappresentati con delle barre verticali poste generalmente

alla base dei grafici su una scala separata

• L’open interest, utilizzato solo per i derivati, rappresenta il numero di

contratti aperti (un contratto aperto significa una posizione long + una short)

Le tipologie di investitori

• Mani forti: ci sono i grandi investitori che comprendono tutti gli operatori che

muovono ingenti capitali (grandi banche)

• Mani intermedie: trader con ingenti capitali, Sim, Sgr ecc..

• Mani deboli: piccoli trader e retail 5

L’operatività di queste categorie cambia a seconda dell’orizzonte temporale:

lungo, medio, breve termine e intraday

I grafici possono essere di due tipi:

Tipi di grafici 6

Tiene conto solo del valoro della chiusura delle contrattazioni in un giorno. Non

tiene conto dell’andamento della giornata di borsa.

Grafico a barre contiene apertura, chiusura, massimo e minimo. 7

Contiene informazioni sia su apertura, chiusura, massimo e minimo. E’ il grafico

più utilizzato dai trader.

Le candele ci danno informazioni molto importanti, difatti se un giorno la borsa

ha fatto +1%, noi con le candele possiamo comprendere come è andata la

giornata di contrattazione; difatti è diverso se la borsa ha aperto a +5% e

chiuso a +1%, rispetto a se abbia aperto a +0,5% e chiuso a +1%.

Le candele sono colorate di nero quando l’apertura è più alta della chiusura e

bianca viceversa. 8

Tale segnale (hammer) genera delle strategie ben precise.

[excursus. Si possono aprire posizioni long o short. Ma si può andare short solo

per titoli grandi perché sono i titoli che le banche devono avere in portafoglio (e

fanno prestito titoli ai clienti).

In più a volte la Borsa, in determinate situazioni particolari, vieta gli scambi

short.

Poi la finanza ha inventato tanti altri strumenti come: i certificati a leva non

short che replicano l’andamento di un titolo (long o short), i cfd che son

contratti che anch’essi replicano l’andamento di un sottostante].

1° strategia con hammer. 9

Dopo un trend decrescente vi è un hammer. Solitamente tale hammer è

accompagnato da volumi molto alti e tale candela mi dice che c’è potenziale

inversione di tendenza del movimento principale.

Quindi in tal caso c’è trend decrescente e mi aspetto inversione di tale

movimento e quindi andrò long.

L’analisi tecnica ci dice che se il giorno dopo i prezzi aprono o salgono sopra il

massimo dell’hammer, io apro a tale prezzo una posizione long.

Poi devo impostare uno stop-loss pari al minimo dell’hammer.

Il target classico da impostare è 1:1 rispetto allo stop loss.

Es.se azione vale 10 (massimo hammer), stop loss 7 (minimo hammer) e target

13.

Se invece il giorno dopo l’hammer non si supera il massimo dell’hammer (in

tale caso 10) allora non si apre nessuna posizione long.

13

10

Esso è una candela ribassista e se preceduta da trend crescente allora dà

segnare ribassista. Se il minimo è 10 e il massimo è 13 allora se il giorno dopo

il prezzo scende sotto il 10 allora apro posizione short con stop loss a 13 e

target 7.

Se l’hammer avviene dopo una ampia fase laterale e ciò avviene solitamente

con volumi bassi/nella media allora non ha significato operativo. Ciò perché non

essendoci tendenze del mercato, l’hammer non ha significato di cambio di

tendenza.

Le candele vengono fatte in base al tempo, ma è possibile farle anche in base

al numero di transazioni (barre a volumi costanti). Es. candela fatta ogni 1000

azioni.

Ciò viene molto utilizzato nelle operazioni intraday. Usato tanto perché elimina

il fattore tempo.

Un classica strategia è la TRAILING STOP.

Cioè pongo un primo target con rapporto rischio/rendimento 1:1. Ciò solo per il

50% della posizione.

Il restante 50% lascio, metto stop loss = costo ingresso e stop profit con

rapporto rischio rendimento 1:2.

Es.

Compro a 10

Stop loss: 9 10

Stop profit: 11

Se arrivo a 11, ritiro 50% dei titoli e metto il restante 50%:

stop loss: 10

stop profit: 13.

L’hammer che segue un trend ribassista deve avere:

• La shadowdeve essere almeno doppia rispetto al corpo;

• Il corpo si deve trovare alla sommità della shadow. Il colore della candela non

è rilevante ma un corpo positivo rivela una tendenza più bullish;

• Il pattern ideale è privo di shadow superiore che, se è presente, deve

comunque essere di ridotte dimensioni;

• Una successiva candela molto positiva confermare in via definitiva il pattern.

L’hammer ha maggior rilevanza quando:

• Un forte incremento del volume durante la formazione dell’hammer;

• Più lunga è la shadowpiù è potente il segnale di inversione.

Come detto prima, perchè l’hammer generi un segnale operativo vi deve

essere un trend ben preciso prima dell’hammer.

I mercati si muovono secondo trend ascendenti e discendenti che si alternano

con lunghi periodi di assenza di direzionalità dette fase laterali.

Tutti gli strumenti di analisi hanno lo scopo fondamentale di individuarlo e/o

anticiparne le inversioni.

Ci sono i trend primari, secondari e di breve termine (teoria di Dow).

L'individuazione del trend è il primo passo da implementare nell’analisi di un

grafico.

Tipi di trend:

CrescenteQuando le quotazioni, rispetto al time frame considerato, si

muovono in direzione rialzista

Decrescente Quando le quotazioni si muovono in maniera discendente

Fasi laterali Fasi di mercato nelle quali crescite temporanee si alternano alle

correzioni

Per individuare i trend devo vedere se i massimo/minimi delle candele sono

crescenti/decrescenti.

Per vedere ciò uso le trendline, esse nascono dall’unione di massimi

decrescenti o di minimi crescenti o dall’unione di aperture crescenti o chiusure

decrescenti (trendline positivi uso i minimo mentre trendline negativi uso i

massimi).

Le trendline generano supporti e resistenze dinamiche che “guidano" le

quotazioni nella direzione della tendenza.

Le trendline non sono sufficienti da sole, ma rappresentano il punto di

partenza.

Dalla Trendeline si può generare la parallela detta “return line” che definisce un

canale contenitivo dei movimenti dei prezzi. 11

Temporanee correzioni del trend dovrebbero fermarsi in prossimità del

“pavimento del canale”.

La rottura della return line indica invece un’accelerazione della tendenza in

atto e/o la necessità di tracciarne una nuova più inclinata.

Nella trendline blu la return line non è parallela perché la scala è logaritmica

(utilizzata per le analisi di medio/lungo periodo) e quindi la linea parallela è

calcolata in modo logaritmico e quindi non è lineare.

L’analisi del trend prosegue con la ricerca e l’inserimento di strumenti come:

1) Supporti e resistenze

2) Figure di inversione

3) Figure di continuazione

1) Supporti e resistenze

Possono essere statici o dinamici.

Rappresentano i livelli di prezzo che fungono da barriera all’aumento o

diminuzione di prezzo

Le rotture indicano invece la forza della tendenza che riesce a superare la

pressione di acquisto/vendita in senso opposto.

Una volta violata una resistenza questa diventa un supporto.

Viceversa un supporto perforato assume la funzione di resistenza.

Supporti statici Sono tracciabili qualora si verifichino 2 o più minimi in

prossimità dello stesso livello di prezzo. Sono costituiti da linee orizzontali.

Dal punto di vista psicologico se nel passato un determinato prezzo è stato

considerato conveniente è probabile che anche nel futuro sia associato ad

una pressione in acquisto. Se non "tiene" cioè se viene perforato, si presume

una consistente forza dei venditori e le prospettive peggiorano

Resistenze statiche Sono tracciabili qualora si verifichino 2 o più massimi

in prossimità dello stesso livello di prezzo. Sono costituite dal linee

orizzontali che si oppongono ai prezzi in caso di movimenti ascendenti. Dal

punto di vista psicologico se nel passato un determinato prezzo è stato

considerato troppo elevato dalla generalità degli operatori è probabile che lo

12

stesso atteggiamento si verifichi nel futuro. Se non “tiene" si presume una

consistente forza dei compratori e le prospettive migliorano ulteriormente

Supporti dinamici Una serie di minimi crescenti può essere unita da una

linea obliqua che costituisce un supporto dinamico. L’ipotesi è che i prezzi

seguano, nel loro movimento ascendente, tale supporto appoggiandosi di

tanto in tanto in corrispondenza di correzioni temporanee. Servono per

definire i trend e assumono la funzione di linee di tendenza rialziste.

Resistenze dinamiche Una linea che unisce una serie di massimi

decrescenti costituisce una resistenza dinamica. Il movimento discendente

dei prezzi dovrebbe seguire tale resistenza testandola di tanto in tanto in

corrispondenza di rimbalzi temporanei del trend. Servono per definire i trend

e assumono la funzione di linee di tendenza ribassiste.

2) Figure di inversione

Sono configurazioni grafiche che, quando si verificano, possono dare origine

ad inversioni di trend.

E’ importante che siano accompagnate da altri segnali di conferma come i

volumi o gli indicatori.

- Doppio massimi e doppi minimi

- Testa e Spalle

- Spikes o movimenti a V

- Diamante

DOPPI MASSIMI E DOPPI MINIMI

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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Marcotullo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Strategie e tecniche di negoziazione in borsa e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Cuniberti Giovanni.
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