STRATEGIA
Cosa è la strategia?
2.1)
La strategia è lo strumento usato da individui e organizzazioni per raggiungere i propri obiettivi nel
lungo termine. Le azioni fondamentali che costituiscono una strategia comportano l’allocazione di
risorse e la strategia implica un certo grado di coerenza, integrazione e di coesione. Al crescere
dell’instabilità̀ dell’imprevedibilità̀
e del contesto economico, la strategia ha smesso di
concentrarsi sulla formulazione di piani di sviluppo dettagliati, per focalizzarsi invece sulla ricerca
del successo e quindi per le imprese una ricerca di maggiore profittabilità.
TATTICA: insieme di azioni per raggiungere un obiettivo (a breve termine).
STRATEGIA: è il piano generale di allocazione delle risorse per raggiungere una posizione
favorevole.
Le decisioni strategiche:
- Impegno notevole di risorse
- Non sono facilmente reversibili.
Le decisioni strategiche richiedono una continua e profonda conoscenza dell’ambiente
competitivo(minacce/opportunità) e una valutazione oggettiva delle risorse e delle competenze
dell’impresa(forze/debolezze). Questo perché l’azienda deve essere flessibile e adattarsi ai
cambiamenti esterni, ma per farlo deve conoscere prima sé stessa.
Devono essere inoltre individuati obiettivi di lungo termine chiari e consistenti fra loro.
La strategia deve fare da collegamento fra le risorse dell’impresa e il settore di riferimento.
Il processo di gestione della strategia prevede in partenza la dichiarazione di una mission e di una
vision da parte dell’azienda. La VISION è la guida che consente di tracciare la rotta, è il futuro
desiderato, è ciò che l’azienda vuole diventare e dove vuole andare. La VISION, per essere efficace,
sono fondamentali alcuni requisiti come:
• Deve creare energia ed entusiasmo.
• Deve essere associata ad ipotesi concrete e tuttavia difficili e straordinarie (più sono
difficili, più sono motivanti). Ipotesi di BHAG, che significa “big, hairy, ambitious goals”
“grandi, emozionanti, ambiziosi obiettivi.
• Deve essere semplice e facile da comprendere e ricordare.
• Deve essere il punto di riferimento per tutti.
La vision dunque rafforza l'identità dell'azienda, allinea gli obiettivi, fa sì che le persone si
comunità̀
identifichino nella in cui lavorano e ne siano orgogliose.
EXAMPLE -> B. Gates:“Un computer su ogni scrivania”.
La MISSION invece definisce il ruolo specifico dell'azienda per la realizzazione della vision; Traccia il
cammino, le tappe per avvicinarsi alla realizzazione della vision, definendo le risorse e come
impiegarle e spesso descrive le aree di business nelle quali competere: in sostanza definisce ciò
che è un'azienda, ciò che la contraddistingue, ciò che fa e perchè lo fa.
Successivamente si fa una valutazione dell’ambiente competitivo e delle risorse e capacità interne.
A questo punto si passa a definire le tattiche per l’implementazione e formulazione della strategia.
Infine vengono analizzati i risultati di questa scelta strategica, per capire se ho creato ricchezza e
se sono riuscito ad appropriarmene.
Esistono 3 livelli di decisione strategica:
• La strategia di gruppo (CORPORATE STRATEGY) - definisce il campo di azione (WHERE)
dell’impresa attraverso:
- Scelta dei settori e dei mercati nei quali competere (DOVE COMPETO?).
- Investimenti per la DIVERSIFICAZIONE (quanto è ampia la mia gamma di prodotti).
- Integrazione verticale (decisioni di make or buy).
• La strategia di business (BUSINESS STRATEGY): è volta a definire il modo di competere
(HOW) all’interno di un determinato settore o mercato. Se l’impresa vuole avere successo
in un settore, deve conseguire un vantaggio competitivo sui suoi rivali. Ma in che modo
compete? Attraverso un sistema di costo (es. Huawei entrata nel mercato puntando sul
basso costo), o attraverso un sistema di differenziazione (es. Apple punta su design e
qualità)?
• Strategie a livello operativo (FUNZIONALI): considerando le scelte prese ai livelli superiori,
quali azioni operative deve assegnare a HR, Marketing, sviluppo prodotto per
implementare la strategia?
La differenza tra corporate e business corrisponde alla struttura organizzativa della maggior parte
responsabilità̀
delle grandi imprese. La strategia di gruppo è degli alti dirigenti e degli organi dello
staff. La responsabilità della strategia di business è principalmente del management delle divisioni.
La chiave del successo di un’impresa è la capacità di acquisire un vantaggio competitivo rispetto ai
suoi competitor.
Le strategie hanno una visione dinamica e una statica, in quanto ci sono elementi che guardano al
presente (come competo, dove competo) e altri al futuro (vision, mission, obiettivi di lungo
periodo, investimenti in R&D).
Porter dice che una buona strategia non coincide con l’efficienza operativa. Essa è importante, ma
non basta, cioè non è sufficiente per creare un vantaggio competitivo.
Quando un’azienda introduce miglioramenti, le altre la copiano, spostando la frontiera di
produttività. Quindi, migliorando solo l’efficienza produttiva le aziende pian piano si uniformeranno
andando verso la concorrenza perfetta. Questa situazione in termini di profitti non conviene
all’impresa, in quanto la concorrenza perfetta a lungo termine porta profitti a 0. Questo è uno dei
motivi per cui strategia è diverso da efficienza operativa.
Inoltre, la concorrenza perfetta genera un basso regime di appropriabilità. Le differenti strategie
evitano alle imprese di infilarsi in una concorrenza perfetta.
Cosa è quindi la strategia? Porter dice “Strategia è scegliere di sviluppare le attività diversamente
dai propri competitors”. La cosa più importante è capire come porsi per non essere copiati.
Attributi di una buona strategia sono:
- Consistenza esterna: allineamento con l’ambiente competitivo e i fattori critici di successo
del mercato
- Consistenza interna: consistenza fra strategie corporate business e funzionali.
- Dinamica: Adattarsi ai cambiamenti esterni dovuti al periodo.
L’azienda ha un vantaggio competitivo sostenibile se riesce a mantenerlo nel tempo e ad adattarsi
al cambiamento esterno.
Quindi se l’azienda ha risorse rare, di valore e che generano un ritorno ha un vantaggio competitivo.
Se queste risorse sono anche inimitabili e non sostituibili il vantaggio è sostenibile nel lungo periodo.
2.2) CREAZIONE DI VALORE E VANTAGGIO COMPETITIVO
Un’impresa che ha un vantaggio competitivo sui competitors quando è in grado di creare maggior
valore economico. Il valore economico è una differenza fra la disponibilità a pagare del cliente e il
costo opportunità del fornitore (ovvero la minima somma che il fornitore accetta per il servizio).
VE= WTP - CO
Questo valore si dividerà fra gli attori in base al loro potere contrattuale.
WTP Prezzo Costo CO
Buyer FIRM Supplier
La parte dell’impresa dipende da quanto essa riesce a spostare a sinistra WTP e PREZZO o a destra
il costo e il costo opportunità. Questi parametri dipendono dal potere contrattuale dell’impresa,
quanto più è elevato più valore economico riesce ad accaparrarsi. Ad esempio, un’impresa
monopolista ha forte potere contrattuale in quanto i fornitori possono vendere solo a me.
Il vantaggio competitivo ricorda il concetto di valore aggiunto, ovvero il valore che sarebbe perso
se la mia impresa scomparisse dal mercato.
Ad esempio, se ci sono due imprese che creano un valore economico (WTP-CO) pari a 5.5 mln, il
valore aggiunto della mia impresa sarebbe pari a 0, in quanto se la mia impresa scomparisse
qualcun altro farebbe la stessa cosa.
Nel caso in cui il valore economico creato da me fosse di 6 milioni ottenuto da un aumento del
costo opportunità compensato piu che proporzionalmente da un aumento del prezzo e
l’avversario continuasse a creare valore per 5.5 mln, il valore aggiunto della mia impresa sarebbe
di 0.5 mln, in quanto se la mia azienda sparisse si avrebbe una perdita di valore aggiunto del 0.5
mln, questo provoca un vantaggio competitivo.
Ci sono due modi per crearsi un vantaggio competitivo :
- Differenziazione: si alza disponibilità a pagare dei clienti
- Cost leadership: si abbassano i costi del fornitore
- Mix fra le due: il più efficace
2.3) IL PROCESSO DI PIANIFICAZIONE STRATEGICA
Qual è la propensione di un’impresa nel creare strategie?
• Proattive: aziende “first mover”, i primi a muoversi con nuove tecnologie , ingressi in nuovi
mercati, nuovi prodotti (es. Apple, Google Toyota)
• Defensive: aziende eternamente “follower”, aspettano di vedere le mosse del first mover
per poi muoversi.
• Analyzer: è un ibrido, si tratta sempre di follower, ma cercano comunque di esplorare per
cercare innovazione, in modo molto più cauto.
• Reactor: non hanno una strategia chiara, reagiscono all’ambiente esterno (non di
successo).
Come si è evoluta la pianificazione strategica?
100 anni fa Oggi
- Alta integrazione verticale - Saturazione della domanda
- Prodotti standardizzati - Bassa integrazione
- Alta importanza all’innovazione verticale(outsourcing)
finalizzata alla riduzione dei costi - Incremento complessità dei prodotti
- Ciclo di vita dei prodotti piu breve
Le strategie possono essere pianificate, ma durante il cammino ci sono sempre degli eventi che
non sono presi in considerazione inizialmente (caso Honda in US), e così nascono le “emergent
strategies”, che sono appunto delle decisioni prese a causa di una moltitudine di cause emergenti
interne ed esterne.
La strategia realizzata è l’insieme della strategia programmata e delle strategie emergenti.
Ad esempio, una startup deve utilizzare delle strategie di tipo emergent, in quanto molto spesso
non si hanno le informazioni necessarie, quindi ci si deve riadattare in base alle circostanze.
La strategia occupa una molteplicità di ruoli all’interno dell’impresa.
• LA STRATEGIA COME SUPPORTO ALLE DECISIONI
La strategia migliora il processo decisionale in diversi modi. In primo luogo, essa semplifica il
processo decisionale vincolando il numero delle decisioni alternative considerate e operando
come una regola che si affida all’intuito che restringe l’indagine per ottenere una soluzione
accettabile a un problema decisionale. In secondo luogo, un processo di definizione di una
strategia consente di condividere e di integrare le conoscenze di diverse persone. In terzo luogo, la
strategia facilita l’applicazione di strumenti analitici. MIGLIORA LA QUALITA’ DELLE DECISIONI.
• LA STRATEGIA COME STRUMENTO DI COORDINAMENTO
Promuove il coordinamento in vari modi. In primo luogo, è uno strumento di comunicazione.
Secondo è essenziale il coinvolgimento dei vari gruppi presenti all’interno dell’organizzazione.
Affinchè ci possa essere la cooperazione è essenziale il coinvolgimento di tutti i gruppi presenti
all’interno dell’organizzazione. CREA CONSISTENZA E UNITA’.
• LA STRATEGIA COME OBIETTIVO
Lo scopo fondamentale di una strategia volta al futuro non è solo imprimere una direzione allo
sviluppo dell’impresa, ma anche definire aspirazioni che possono motivare e ispirare i membri
dell’organizzazione. Si usa il termine “intento strategico” per descrivere l’esplicitazione del
desiderio di raggiungere una posizione di leadership. La strategia dovrebbe focalizzarsi
maggiormente sulle opportunità di estenderne la portata facendo leva sulle risorse stesse per una
loro più efficace sfruttamento (resource leverage).
2.4)INDICATORI DI PERFORMANCE
Obiettivo delle imprese è massimizzare il profitto. Il profitto è l’eccedenza dei ricavi sui costi per
essere distribuita tra i proprietari dell’impresa.
Andremo ora ad osservare una differenza sostanziale tra:
• PROFITTO CONTABILE è dato dal totale dei ricavi ridotti dei soli costi espliciti (materie
prime, salari, trasporti, interessi, affitti)
• PROFITTO ECONOMICO è dato dal totale dei ricavi ridotti dei soli costi espliciti ed impliciti
(costi opportunità – costi presenti ogni volta che si effettua una scelta economica).
Il PROFITTO ECONOMICO è la misura per comprendere l’abilità di un’impresa nel generare valore
perché migliora l’allocazione delle risorse nelle diverse attività dell’azienda ed è più una rigorosa
metodo per analizzare il lavoro dei manager.
Un metodo molto diffuso per misurare il profitto economico è l’ECONOMIC VALUE ADDED (EVA).
EVA = NOPAT – WACC
• NOPAT (net operating profit after tax) – reddito operative netto dopo le tasse.
• WACC (weighted average cost of capital) – costo del medio del capitale che l’impresa paga
a tutti i suoi investitori, azionisti e creditori.
Se l’EVA > 0 allora vuol dire che l’azienda sta creando ricchezza, invece se l’EVA < 0 vuol dire che la
sta distruggendo, se EVA= 0 vuol dire che impresa ripaga debiti e proprietà ma non genera surplus.
Massimizzare il profitto significa massimizzare il valore attuale netto di tutti i profitti generati
durante l’intera vita dell’impresa. Valore Attualizzato Netto (VAN) è lo studio dei flussi di cassa
generati dall’impresa attualizzati. Il valore delle imprese sarà calcolato usando la metodologia dei
flussi di cassa scontati (Dcf – discounted cash flow).
La formula è data da
= ∑
(1 + )
+
• C (CASH FLOW NETTO) è calcolato come
Reddito operativo netto + ammortamenti – imposte – investimenti in capitale fisso
e in capitale circolante
• r è il costo medio ponderato del capitale calcolato come la media del capitale netto e il
e+d
costo del debito.
Per massimizzare i profitti, l’azienda deve massimizzare i suoi futuri flussi di cassa (C) cercando di
gestire la finanza in modo da minimizzare il suo costo del capitale. Tale approccio di misurare il
valore dell’impresa è quello più soddisfacente, ma solo a condizione di conoscere le previsioni di
flussi di cassa relativi a diversi anni a venire.
INDICATORI DI REDDITIVITA’ -> EBIT (earnings before interest and tax) e EBITDA (earnings before
interest, tax, depreciation and amortization).
Se le previsioni finanziarie non sono disponibili per un lungo arco di tempo, il reddito economico è
un INDICATORE DI PERFORMANCE preferibile rispetto al VAN. Anche perché il reddito economico
indica il surplus dell’azienda di anno in anno, mentre i flussi di cassa no, dato che dipendono dalla
scelta del management per quanto riguarda gli investimenti in capitale. Con un taglio di questi, i
flussi di cassa possono essere gonfiati.
Come abbiamo detto precedentemente, la maggiore difficoltà dell’analisi del Dcf è quello di
stimare correttamente i flussi di cassa futuri in un arco di tempo lungo, addirittura anche la
previsione in un anno dei flussi di cassa può risultare molto difficile.
Si può allora ipotizzare che per un’azienda in crescita e sana, il flusso di cassa dell’anno corrente
può crescere nel futuro ad un tasso costante g.
0
=
( − )
+
Un approccio più complesso consiste nel considerare i flussi di cassa netti nel medio termine (5
anni).
Dfc -> è utile per valutare le differenti strategie alternative attraverso la previsione di flussi di
cassa per ciascuna della strategia, scegliendo quella che ha il più alto valore V. Anche singoli
progetti, singole unità di business, strategie di business.
Misure di performance
La valutazione della strategia corrente viene stimata attraverso dati contabili considerati come
indicatori di performance (il mercato azionario è volatile quindi non ottimo per valutare la
strategia dell’impresa).
Secondo la società McKinsey & company, il Dcf può essere interpretato come una funzione di tre
variabili:
• Rendimento del capitale investito (Roic).
• Il suo costo medio ponderato del capitale.
• Tasso al quale cresce il suo risultato operativo.
Altri indicatori importanti sono il Roce (return on capital employed), Roa (return on assets) e Roe
(return on equity).
Tali indicatori devono comunque essere confrontati con altre aziende o con la media del settore
per effettuare un confronto e comprendere se l’azienda è in linea con i parametri medi degli altri
competitor. Se il profitto dell’azienda considerata
non è in media con quella del settore e
quindi è insoddisfacente, allora bisogna
comprendere le cause così che i manager
possano adottare delle azioni correttive.
A tal fine bisogna effettuare uno studio e
una disgregazione del rendimento del
capitale, attraverso un metodo detto
“formula di Du Pont”.
Comprendendo quei fattori di debolezza
dell’azienda, il management deve essere
in grado di adottare delle azioni che
possono essere di natura STRATEGICA
(concentrate sul medio-lungo termine) o
OPERATIVE (concentrate sul breve periodo).
Se i risultati raggiunti dall’impresa sono soddisfacenti, allora una visione strategica può rafforzare
e proteggere quei fattori chiave dell’azienda che hanno portato un vantaggio competitivo.
L’ANALISI DEL SETTORE
CAP.3
L’ambiente più vicino all’impresa è il settore in cui opera, per questo sarà importante
comprendere il settore di appartenenza ed effettuare una sua analisi.
Bisogna cercare di capire qual è la situazione nel settore in modo da sapere se il settore è
profittevole, se ci possono essere nuovi entranti, se il settore è profittevo
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Appunti di organizzazione aziendale
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Organizzazione Aziendale - Appunti parte 2
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