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Storia moderna

Desiderare, produrre e godere il bello in età moderna

Febbraio 2016. La professoressa vuole che ci firmiamo col numero di matricola nelle mail, oltre al nome. E 19 aprile due lezioni interamente dedicate alla ricerca bibliografica. Raccoglie le firme.

Lezioni esterne

Si viveva in un palazzo nobiliare in età moderna. Palazzo Morando, Via S. Andrea, 6. Ingresso 3 euro. Si va a gruppi tra le 14.45 e le 16 in queste date: 1-8-15-22/03 e 5/04. Per la partecipazione scrivere a giovanna.tonelli(at)unimi.it. Dal 15 al 23 febbraio.

Oggetto e testo per la partecipazione

Oggetto: BC

Testo: cognome, nome, num. di matricola.

In questi giorni non c’è la lezione al mattino.

Periodizzazione della storia moderna

La storia moderna inizia nel 1492 (indicata convenzionalmente così fino a circa trent’anni fa, data relativa alla scoperta dell’America). L’economia a ridosso di quegli anni acquisisce dimensioni planetarie e si generano dunque grandi scontri politico-militari in Europa. Montaigne (1533-92): prime mediazioni sulla diversità. 1) delle civiltà umane; 2) dei loro valori. Come cambia la vita di tutti i giorni, es. si importano mais, patate, cacao.

Ultimamente l’inizio è stato retrodatato al 1453, cioè alla caduta di Costantinopoli. Dato il blocco di alcune vie d’accesso all’oriente, si cercano nuove vie geografiche. La fine dell’età moderna è indicata diversamente dalla storiografia. Quella anglosassone data 1453/1492-Rivoluzione francese (Early modern history); e poi Rivoluzione francese-prima guerra mondiale (Modern history).

La storiografia italiana data la fine della storia moderna al 1789/1815 (Rivoluzione francese e Congresso di Vienna: dopo queste date si avviava la Storia del Risorgimento). Altra alternativa, il termine ultimo è 1860/70 (Unità d’Italia). Ultima alternativa è la Prima Guerra Mondiale. Noi ci fermiamo al 1848, anno dei moti rivoluzionari in diversi stati europei. In pratica ci fermiamo all’arrivo delle idee della Rivoluzione francese in tutta Europa e al propagarsi della Rivoluzione industriale dall’Inghilterra a tutto il Continente.

Esempi di mutamenti culturali

La professoressa ha messo come esempi di mutamenti culturali "La dama con l’ermellino" di Leonardo (1486-1490; dà importanza alle didascalie, dice di mettere tra parentesi quadra il nostro intervento da storico sui contenuti delle immagini) e "Autoritratto al cavalletto" di Camilla Resta Barbò (1834 ca.). Come momenti centrali mette "La Spinola" di Rubens (1606) e "Ritratto di marchea Visco" di François Gérard (1810).

Per gli uomini mette "Ritratto di uomo" di Antonello da Messina (1475 ca.) e "Ritratto della famiglia Borri Stampa" di Hayez (1822-23). Come momenti centrali "Ritratto di Giovanni Battista Abbati" di un pittore lombardo e "Ritratto di Francesco Pecchio" di un altro pittore lombardo.

Per i bambini parte da "Ritratto di Giovanni I de’ Medici" del Bronzino. Sulla tavola parte da "Ultima cena" di Daniele Crespi e arriva a "Our dining room at New York" di Mary Ellen Best. I luoghi pubblici passano da Brueghel a Van Gogh; così i luoghi pubblici dai "Suonatori di Coffeehouse" di Adries Both a "Prospetto di anonimo" (affine a Guttuso). L’industria passa dai "filari ritratti su enciclopedie" a "filanda di Boffalora".

Le imbarcazioni passano da caravelle a "Battello sul Lago Maggiore". Il teatro passa da quello elisabettiano a tipo La Scala. Anche la musica passa da essere ripetitiva a molto coinvolgente. "Chiusi fuori da scuola" di Emilio Longoni: la scuola è diffusa anche in aree rurali.

Diffusione e fruizione della cultura

Questo avviene in Italia ad esempio per una iniziativa di Maria Teresa, imperatrice d’Austria. Avvia la scuola pubblica. Iniziativa di alcuni imprenditori e mercanti: vengono attivate scuole per togliere i bambini dalla strada. Ad alto livello di questo tipo di iniziative troviamo la Biblioteca Ambrosiana, inaugurata da Federico Borromeo col proprio patrimonio. Manda emissari ad acquistare in giro per l’Europa e per il vicino Oriente un cospicuo numero di codici. Ancora più grande della Biblioteca Vaticana. Ai suoi studiosi fornisce gratuitamente il materiale per studiare.

La popolazione europea in età moderna era strutturata in modo diverso. All’altezza del 1400 in Europa c’erano 65 milioni di abitanti -a qualche anno dalla fine della Peste nera. Nel 1500 erano 84 milioni. Nel 1600 erano 110. Nel 1700 erano 125: ci sono voluti tre secoli per raddoppiare. Nel 1800 si sale a 195 e nel 1850 si è a 288. Anche perché gli ultimi focolai di peste sono negli anni Venti del Settecento a Marsiglia; poi la malattia viene debellata, parte la Rivoluzione industriale e la situazione si assesta.

La mortalità colpiva in età molto più giovane e molto più frequentemente. I fattori di mortalità che accomunavano tutti gli strati sociali erano:

  • Fame. V. Pieter Brueghel il Vecchio, "La mietitura", 1565, Metropolitan New York. Zone così rigogliose si avevano solo vicino a Londra, nelle Fiandre e nella Pianura Padana.
  • V. anche altri quadri di Brueghel o Vincenzo Campi; anonimo, "Il gusto", 1635, i commensali mangiano un carciofo che era un alimento pregiatissimo. Altrettanto le olive: erano così pregiate da servire come elemento conclusivo del pasto.

Rispetto all’età medievale non è ancora cambiato il gusto alimentare. Pregiatissima la carne bovina; più frequente la cacciagione (ma anche di animali come pavoni e cigni); utilizzato per intero il maiale. La carne era conservata sotto spezie, olio, sale e aceto. Manca lezione del 16 febbraio 2016.

Lezioni all’Archivio di Stato

Faremo lezioni all’Archivio di Stato in via Senato, 10. Mondo caratterizzato da un’alta mortalità. I ricchi si procuravano il cibo nelle loro tenute (ricchezza + forza lavoro erano investite, nell’Ancien Régime, quasi interamente nell’agricoltura), oppure al mercato (mercato locale e internazionale). Solo la tavola dei ricchi alimenta i settori economici del trasporto e delle intermediazioni.

I ceti non agiati, ma nemmeno indigenti, vivevano diversamente. In campagna di puntava sull’autoconsumo. Si utilizzavano gli "usi civici", ossia "terres demaniali", della comunità, su cui il popolo residente poteva cacciare senza incorrere in sanzioni -o pena di morte, pensa alla canzone "Geordie". Si procuravano cibo inoltre al mercato settimanale garantito dal sovrano. In questo mercato venivano contrattati ad es. i cereali. Questo mercato però non era competitivo a livello internazionale: serviva alla popolazione e basta.

Le città avevano poco più di diecimila abitanti. Dentro vi lavoravano ad es. artigiani. Al di là della amministrazione pubblica un salario è quasi sempre monetario + alimenti. La città moderna deve essere autonoma rispetto a corsi d’acqua.

Periodi di digiuno e di magra: elementi indispensabili. Hoepli pubblica manuali, tra cui quello "dell’arte statisti". Troviamo elenco di "Calendario perpetuo". Calendario con giorni della settimana dei mesi addietro. Motivi per cui il cibo non si produce: condizioni meteorologiche; lacune di conoscenze tecniche; assenza di prodotti chimici; infine il problema dei trasporti. Le aree fornitrici di cereali si concentravano nel Mediterraneo, nel Baltico e poi in America.

Il fiume Elba demarca il confine tra Europa e territori slavi, dove ancora esiste la servitù della gleba. I signori avevano diritto di vita o morte sui propri sottoposti. Granai europei: Sicilia; Baltico (assediato dai corsari, diversi dai pirati. I corsari sono autorizzati da autorità pubbliche a fare razzie).

Il riso è invece un cereale ricercato, prodotto in poche aree per via dei grossi investimenti che richiedeva l’irrigazione dei campi. Infatti si installavano coltivazioni di riso dove c’erano già terreni paludosi. Il riso era un prodotto richiesto dai ceti più abbienti, merce di scambio e compravendita. Infine il sale viene prodotto in Africa, nelle Baleari.

Si aggiunge nella visione delle traiettorie di queste merci un altro fattore che influenzava la scarsità di cibo: la presenza di contingenti militari. La città assediata ed espugnata da mercenari era sottoposta per almeno sei ore al giorno (inaugurate e concluse da squilli di tromba) a razzie di ogni tipo. "Bivacco di soldati", particolare, Genova, galleria di Palazzo Bianco. Cornelis de Wael (1592-1667). Si vede un gruppo di mercenari. La leva viene istituita soltanto con le coscrizioni napoleoniche: prima non si combatteva certo per senso della patria. Fucina di mercenari era la Svizzera (ancora oggi esistono le guardie svizzere) e l’Irlanda, aree poverissime. Non avevano la divisa, non erano ricchi ma nemmeno straccioni. Il comandante si metteva una fascetta per far riconoscere la fazione; vi attaccava un bastone. Gli altri commilitoni avevano solo la fascetta. Come si capisce era un metodo inaffidabile e pericolosissimo per segnare le fazioni.

Da un lato la presenza dei soldati è, per pochi fortunati, fonte di guadagno. Ad esempio per chi fa rifornimenti militari. Il rifornimento militare era importantissimo anche per evitare che i mercenari arrivassero fino alle case a fare razzia. Spesso erano gli strati più alti a fornire il rifornimento: era un modo per procurarsi il consenso del popolo. Addirittura nella seconda metà del Cinquecento vengono fondate le "casedell’hermae", le Caserme, dove i soldati potevano stare senza disturbare il centro cittadino e in cui arrivava tutto ciò che era necessario a soddisfare le loro esigenze -ad es. anche l’avena per i cavalli. Era importantissimo fare questi rifornimenti, per evitare l’ammutinamento dell’esercito.

Le persone del posto se volevano potevano anche mettere a disposizione carri, buoi e cavalli. Circostanze occasionali e diplomatiche: ad es. i matrimoni potevano essere occasioni d’affari. Lo stuolo di reali e accompagnatori che rimanevano coinvolti in un matrimonio reale permettevano di creare lavoro e soddisfare diverse esigenze di lusso - per l’importanza data ai cerimoniali. La documentazione relativa a questi eventi di alta caratura è amplissima. Si hanno notizie sui menu, sugli abiti, sull’ordine di importanza degli invitati, sulle possibilità economiche di committenze artistiche etc. Si possono ricostruire i percorsi di artisti, che magari presso certi eventi si sono fatti conoscere ad altri mecenati.

Queste cose potevano succedere anche ai funerali e ai "funerali effigie" (quelli praticamente senza cadavere, con la salma sostituita da es un dipinto). Comunque questo discorso sulle cerimonie speciali serve a introdurre che anche queste potevano essere motivo di fame: per un grande evento venivano requisiti al popolo tantissimi generi alimentari.

La dieta in generale era incompleta. Un lieve miglioramento si ha con l’introduzione degli alimenti del Nuovo Mondo (mais per la polenta; patate). Altro alimento molto consumato era il pesce essiccato, conservato appeso e inchiodato. Tante volte, fino alla seconda Guerra Mondiale, si mangiava solo "pane e odor", pane strofinato sul pesce. La mancanza di proteine provocava la pellagra, che a lungo andare causava la pazzia. Tanti mangiavano solo la polenta, ma era fatta senza la parte proteica del mais, quindi poco nutriente. L’assenza di vitamina C (frequente nei marinai) causava lo scorbuto. La mancanza di iodio, presente oggi nel sale, causava il gozzo.

Il popolo affamato poteva fare la Rivoluzione (a Milano succede solo una volta, con la rivolta del pane). Lo Stato doveva in qualche modo prendere provvedimenti. C’era il cosiddetto ufficio dell’Annona, che si preoccupava dell’approvvigionamento. Ospitava sotto-uffici statali e comunali. L’Annona doveva anche controllare la bontà dei prodotti e calmierare i prezzi. In Antico Regime non era obbligatorio accedere a questo tipo di uffici tramite concorsi: bastava potersi permettere di spendere tanto per conquistarsi un posto. In genere era gente che sapeva leggere e scrivere, ma non per questo aveva competenze in materia. Accedere a questo genere di uffici serviva di più per mettersi in mostra come personaggi di rilievo.

Occupare un posto strategico nella amministrazione pubblica, sia statale sia cittadina, garantiva un certo potere socioeconomico. Le conoscenze personali inoltre garantivano favori, riguardo, potere sul mercato. I governi potevano occuparsi di prendere provvedimenti per il problema della fame. Gli organi di governo avevano denominazioni diverse.

Per approfondimenti

V. "La storia d’Italia", diretta da Galasso, UTET. ANNONA: termine ancora in uso, ad es. qui a Milano. I documenti, che nell’Archivio di Stato prima erano divisi per materia o comunque per ente produttore del documento, a Milano sono confluiti in materia comune. La confusione è data anche dal fatto che Milano ha avuto diverse dominazioni straniere (dagli spagnoli agli austriaci): alcuni documenti sono finiti dunque sotto gli archivi dello Stato di competenza (es.: Spagna, Austria). Gli archivi dei territori europei sono dunque a Simancas (nord di Madrid); quelli delle colonie sono a Siviglia. Altri documenti sono alla Biblioteca Nazionale di Vienna. Alcuni documenti si sono persi per il bombardamento angloamericano del 1943. A volte addirittura c’è iconoclastia dei documenti: a Napoli un archivista fece distruggere tutte le pergamene relative al regno degli Aragona. La conservazione di alcuni documenti è compromessa anche dal fatto che in età moderna non si lavorava in ufficio: si producevano e si consultavano i documenti da casa.

Altrove (es Bologna) l’Annona si chiamava "Signori dell’abbondanza". La qualità dei beni alimentari aveva ricadute anche su altri ambiti produttivi e commerciali. Es: l’olio d’oliva serviva ad ammorbidire la lana grezza. Il controllo qualità andava anche a verificare la bontà dei prodotti dei privati. Ogni anno questa autorità pubblica faceva una ricognizione delle esigenze alimentari umane e animali. Si faceva un controllo incrociato con le dichiarazioni dei produttori, per vedere se fossero allineati con le richieste di mercato o se ad es. trattenevano, non dichiarandola, parte della produzione e dovevano dunque essere processati.

Per accertarsi della veridicità delle dichiarazioni si interrogavano anche gli ultimi, i contadini che coltivavano un minimo appezzamento di terra. L’approvvigionamento della città era incoraggiato in questo modo: il produttore doveva vendere a un prezzo concordato all’autorità pubblica parte della produzione; il resto lo poteva rivendere, ma sempre a un prezzo che non entrasse in competizione con il prodotto presente nei magazzini statali. Dunque anche per le esportazioni all’estero o la vendita in loco andavano chieste autorizzazioni, perché anche questo passaggio andava sorvegliato. L’approvvigionamento poteva avvenire per trattative tra pubblico e privato produttore; oppure per trattative diplomatiche. Ad es.: la Svizzera poteva convincere l’Italia a venderle il sale e i cereali a un prezzo iper competitivo, minacciandola altrimenti di chiudere i passi montanari e costringere gli abitanti dei villaggi di confine a commettere rapine. I cereali in età moderna avevano una potenza paragonabile a quella del petrolio adesso.

Un ultimo modo per cui poteva avvenire l’approvvigionamento erano le disposizioni testamentarie. Qualche ricco poteva disporre che alla sua morte il patrimonio fosse speso per aiutare i bisognosi e gli affamati, oppure per organi ecclesiali (specialmente dopo il Concilio di Trento). Il testamento spesso includeva anche la postilla che il povero doveva essere servito con beni di prima qualità. La disposizione doveva continuare anche con gli eredi: se il patrimonio si esauriva, ma l’impegno di sfamare il povero era scritto nero su bianco, l’erede doveva occuparsene lui di comprare beni con cui sfamare i poveri. Alla Chiesa si potevano fare regali alimentari -spesso beni pregiati: formaggi, cioccolata etc.

Un altro contesto che testimonia la potenza del cibo è la corruzione. Se si volevano ottenere donne, ragazzini etc, si poteva corrompere con soldi, beni di lusso, gioielli, tessuti, cera (per fare le candele) e cibo. I processi per reati di questo tipo sono numerosi. Vediamo il tema delle candele: la spesa in fatto di illuminazione testimoniava il potere di spesa di una famiglia. Es.: un funerale molto illuminato poteva sfamare il 5-6% della popolazione di Milano, a parità di spesa. Le candele standard erano fatte di sego, grasso di maiale. Quelle di cera d’api erano importate dall’est attraverso Venezia.

Beni alimentari da corruzione erano la carne fresca (polli, pernici e capponi: v i promessi sposi) o la carne conservata; vino. Ci sono addirittura testimonianze di magistrati corrotti durante processi per omicidio con il vino; frutta; dolci (secchi); conserve (di verdura e di frutta); zucchero; tartufi; frumento. V. Pieter Bruegel il Vecchio, "Paese di Cuccagna", 1567, Monaco, Alte Pinakotek. I protagonisti del dipinto, di ceto diverso, non sognano soldi e gioielli, ma la ricchezza di una tavola imbandita: addirittura sognano le uova.

Il problema delle malattie

Le malattie rappresentavano una paura costante per tutti gli strati sociali. Derivavano da problemi di vario tipo: es. l’approvvigionamento idrico; le condizioni igieniche; l’igiene personale. "Giovane V. Rembrandt, don",

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/02 Storia moderna

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher evycasini di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia moderna e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Tonelli Giovanna.
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