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Storia moderna 30 settembre 2014

I grandi temi: il '500

Asburgo di Spagna da Carlo Filippo V a II

  • Scoperte geografiche;
  • Guerre d’Italia;
  • Riforma luterana e controriforma;
  • Chiesa anglicana (da Enrico VIII a Elisabetta);
  • L’impero di Carlo V;
  • La Spagna di Filippo II;
  • Guerre di religione in Francia;
  • La formazione delle sette Province Unite (Olanda);

Nel primo cinquecento vi sono i due eventi politico-militari più importanti della storia europea: Spagna e Francia combattono per l’egemonia di alcune zone italiche; Carlo V fa fronte alla riforma luterana, divisione cristologica, e contrasta il re di Francia nel predominio della penisola italica.

NB: differenza tra monarchia e impero. La carica di imperatore è per via elettiva: sette grandi elettori sono tenuti a votare (principi laici e principi ecclesiastici).

L’impero degli Asburgo è frammentato in piccole e varie realtà territoriali che riconoscono l’imperatore come la loro autorità, molto diverso dall’antico regime. Il progetto di Carlo V è di creare un impero universale: Italia e Germania hanno uno sviluppo simile ed entrambe raggiungeranno l’unità durante l’ottocento.

Filippo II è il protagonista del secondo cinquecento, ma viene meno l’unità già precaria tenuta in mano dal padre. Anche l’unità religiosa viene meno in Inghilterra nel 1534 con la decisione di Enrico VIII di rendersi indipendente dal pontefice: all’origine il motivo è la mancata concessione da parte del pontefice del permesso di risposarsi. La chiesa anglicana ha una struttura gerarchica simile a quella romana ed in origine non è protestante.

La riforma luterana ha degli esiti sociali come:

  • Le guerre in Francia: guerra civile dovuta anche alla debolezza della monarchia causata dalla lunga reggenza di Caterina de’ Medici, la regina vedova regge le sorti della monarchia, scissa tra calvinisti e cattolici;
  • Formazione delle Province unite: i Paesi Bassi sono un dominio di Filippo II, la diffusione del calvinismo innesca movimento di ribellione per indipendenza. A capo della province è posta l’Olanda;
  • Guerre dei contadini nel Sacro Romano Impero: i contadini legano il vangelo in forma letterale e si sentono giustificati nella ribellione verso i feudatari;

I grandi temi: il '600

  • La crisi del '600: guerre, rivoluzioni e rivolte;
  • La Francia di Richelieu;
  • La guerra dei trent’anni 1618-1648 (Brandeburgo-Prussia);
  • La rivoluzioni inglesi;
  • La Francia di Luigi XIV;
  • La crisi spagnola;
  • Secolo d’oro dell’Olanda;

Crisi del '600 declinazioni:

  • Politica: rivoluzione inglese, il sovrano per la prima volta viene mandato a morte, si passa così da una monarchia alla repubblica di Cornwell;
  • Sociale: le ribellioni contadine diffuse in Francia, Germania e Italia (1648-Massaniello);
  • Economica: l’Italia perde il primato economico commerciale che passa dal mediterraneo all’atlantico ed entra in crisi il modo di produrre. Tale crisi riguarda anche le corporazioni e la manifattura è dislocata nelle compagne;
  • Demografica: guerre, epidemie e carestie provocano un calo demografico;
  • Religiosa: diffusione del calvinismo che non viene accettato da Ferdinando e provoca uno scontro tra protestanti e cattolici (guerra dei trent’anni);

La svolta si ha con l’intervento della Francia, alleata con le potenze protestanti. Nasce così il principato dei Brandeburgo-Prussia. Richelieu è un cardinale che affianca Luigi XIII che è artefice della scelta dell’alleanza protestante.

Parallelismo tra Francia e Italia:

  • Dopo la rivoluzione inglese: monarchia moderata;
  • Dopo l’alleanza protestante: stato assoluto con Luigi XIV che decide di esiliare i calvinisti.

La Spagna vede un aumento dei problemi finanziari legati alla configurazione militare: crisi a fine secolo con l’estinzione degli Asburgo; conflitto militare per il successore;

I grandi temi: il '700

  • Guerre di successione (Spagna, Polonia e Austria);
  • L’Italia nel '700;
  • L’Illuminismo;
  • La riforma settecentesca;
  • Le colonie inglesi in America e la nascita degli USA;
  • La rivoluzione industriale;
  • La rivoluzione francese;
  • L’età napoleonica;

Maria Teresa d’Austria è la protagonista di un problema di successione che riguarda l’Austria, nonostante l’emanazione della Prammatica Sanzione, è necessario un conflitto per regolamentare l’area austriaca. Le guerre di successione modificano il quadro delle monarchie europee. Il Duca di Savoia diventa re in conseguenza dei trattati di pace della guerra spagnola.

L’Illuminismo è caratterizzato dal cambiamento del sistema dei valori, tramite la rivoluzione scientifica e le nuove conoscenze, il sapere fondato sul testo sacro viene scardinato. È un grande laboratorio di idee che ha conseguenze sugli assetti politici: le riforme settecentesche sono poste in atto dai sovrani anche su sollecitazione degli intellettuali. Esse riguardano anche il campo dei rapporti tra stato e chiesa:

  • I tribunali dell’inquisizione scompaiono;
  • Il clima è tale per cui la chiesa subisce le conseguenze;

Le colonie inglesi: nel 1776 con la Dichiarazione di Indipendenza nasce un processo che porta all’organizzazione di una federazione.

La globalizzazione

Non è solo la scoperta dell’America a favorire gli scambi, già nel medioevo esistevano degli scambi tra Europa ed Asia.

I tre grandi imperi asiatici sono:

  • Ottomano (Anatolia);
  • Safavide (Iran);
  • Mughal (India);

Sorti dal 1400 dopo la crisi dell’impero mongolo (Gengis Khan) e di quello turco della dinastia timuride (Tamerlano).

La Spagna

Nel '400 la Spagna è frammentaria, ciò mette in evidenza il costituirsi del mondo spagnolo a partire dal matrimonio di Ferdinando ed Isabella D’Aragona. Però permangono regni in cui si gode di determinate autonomie che non sempre vanno d’accordo con gli interventi del monarca.

  • Sono esempi di zone di frontiera tra la Francia e il Paesi Bassi;
  • Sacro romano impero di La franca contea;
  • Predominio spagnolo.

Anche la Boemia entra a far parte del Sacro romano impero e sarà il centro delle scoperte geografiche del '300. L'Inghilterra è invece divisa in due zone, quella scozzese e quella inglese, ma alla morte dei Tudor, con la dinastia degli Stuart, abbiamo l’unificazione;

La Francia

A partire dal '500 sembra godere della massima unitarietà ma ci sono regioni che hanno particolari autonomie e limitano il potere del sovrano. Le aree di confine necessitano secoli per diventare di fatto territori di dominio francese.

Le regioni ad autonomia parziale sono dette paesi di stato, mentre i paesi d’elezione si trovano vicino a Parigi e sono controllati dal Re. Nei paesi di stato vi è un regime fiscale privilegiato in quanto possono riunire gli stati generali.

Le esplorazioni europee nel XV secolo

Il Portogallo e la Spagna si affermano come grandi imperi coloniali: fin dal '400 avviano l’esplorazione delle coste e doppiano il capo di Buona Speranza. Emerge uno spirito intellettuale e mosso dalla curiositas. All’origine di questa esplorazione abbiamo le spezie: prodotti di largo consumo che per arrivare in Europa passano attraverso le vie carovaniere sotto il monopolio islamico che convergono nell’area mediterranea sotto quello veneziano.

Vi è però l’obiettivo di trovare una via delle spezie che possa superare il monopolio islamico. Il percorso è: le spezie arrivano dall’Indonesia presso il porto sul golfo Persico, sono trasferite a Baghdad e in Asia Minore (presso il porto di Alessandria). I centri commerciali europei sottoscrivevano dei trattati che andassero a garantire la loro autonomia giuridica, esistevano inoltre i fondaci, zone di libero scambio simili a quelle moderne.

Un problema serio è però quello dei prezzi: le spezie davano grandi profitti, per esempio:

  • I chiodi di garofano a Venezia venivano venduti ad un prezzo cento volte superiore a quello d’origine;
  • La noce moscata dava un profitto del 400%;
  • Presso il porto di Venezia arrivarono fino a 400 tonnellate di pepe da Alessandria;
  • A fine del '400 avremo 2000 tonnellate di spezie e 900 di pepe;

Non vi erano inoltre problemi di conservazione. Esse erano utilizzate in cucina ma anche come farmaci, contribuivano al benessere fisico, e servivano anche come incensi.

Nel '400 è centrale il ruolo del pontefice: quando portoghesi e spagnoli mettono a punto scoperte geografiche, ricevono dal papa una delega di conversazione a livello giuridico delle popolazioni sottomesse. Il papa Alessandro VI Borgia nel 1493 emette una bolla che è massima espressione di tali riconoscimenti: viene delineata una linea ipotetica per i territori da conquistare ed esplorare, a ovest dall’equatore è dominio esplorativo spagnolo, mentre ad est portoghese. Nel 1494 rivede la bolla con il Trattato di Tordesillas, il Brasile diventa così area di influenza portoghese.

L'Ecumene di Tolomeo

Le conoscenze geografiche nel corso del '400 sono delle reinterpretazioni di quanto conosciuto dai greci.

  • Mappe, portolani, cartine;
  • Timone, tipo di vele (andatura controvento), agilità delle imbarcazioni;
  • Strumenti di bordo nuovi come bussola, sestante, perfezionamento dell’astrolabio;
  • Calcolo della latitudine non problematico a differenza di quello della longitudine;

Il calcolo della longitudine viene messo a punto all’inizio del '700:

  • La terra viene suddivisa in 360°;
  • Ogni grado varia sulla base dell’equatore;
  • La possibilità di trasformare tempo in distanza avviene tramite la creazione di un orologio: un orologio è regolato al punto di partenza (porto), mentre un altro viene posto sulla nave e misura l’ora in un dato momento. È così possibile fare la differenza temporale.

Dava Soba, una scienziata, nel testo “Longitudine”, racconta la storia di come misurare la longitudine. Durante un concorso inglese viene proposta una bizzarra soluzione: gli opuscoli presentano le soluzioni più strane come la teoria del cane ferito. Essa è una terapia ciarlatanesca che usava la polvere simpatica, si applicava su un oggetto appartenente ad una persona malata e lo guariva a distanza. Come si utilizzava? Si portava a bordo un cane ferito sulla nave, si lasciava una persona a terra che ogni giorno intingeva una benda nella polvera a mezzogiorno. Il cane così avrebbe emesso dei guaiti e il capitano avrebbe così saputo l’orario.

Gli errori all’origine dell’esplorazione di Colombo

Tolomeo commette errori anche a partire dall’interpretazione delle conoscenze ellenistiche.

  • Circonferenza ridotta della terra;
  • Estensione dell’Asia maggiore rispetto alla realtà;
  • Misurazione dei gradi calcolati a 45 miglia dall’equatore invece che 45;
  • Idea che tra Europa e Asia vi sia Atlantide;
  • Ipparco, noto critico del II secolo, approva i dati ricavati da Eratostene sullo stadio della terra; Tolomeo invece li travisa.

L’America dimenticata, Lucio Russo

Secondo Lucio Russo i romani ebbero contatti con l’America, per esempio troviamo delle raffigurazioni romane in cui è presente l’ananas. Le isole che sono identificate con il termine “isole fortunate” da Tolomeo, sono in realtà le Antille; inoltre si pensa che nel II secolo a.C alcune navi abbiano raggiunto i caraibi, Ipparco conosce latitudine e longitudine delle terre scoperte, perciò si presume vi siano stati dei viaggio ripetuti.

Clima socio-culturale delle scoperte

Ricerca di spezie e oro; Bartolomé de Las Casas sottolinea la violenza degli spagnoli sugli indigeni; Nel 1492 la Spagna conclude l’opera di Reconquista con la cacciata dei Mori da Granada, ultimo avamposto arabo; Clima di crociata: regni protestanti e cristiani cacciano l’invasore arabo di religione islamico; la presenza ebraica pone a rischio l’unità della penisola iberica.

La cacciata degli ebrei si riassume nell’espressione “limpieza de sangre”:

  • Marrani: ebrei convertiti;
  • Moriscos: musulmani convertiti;

Spirito millenaristico di attesa messianica che si arricchisce con le conquiste: Savonarola, frate domenicano che si ribella ai Medici, ravviva tale clima tramite una retorica quasi profetica. Questa idea di fine del mondo è legata a calcoli effettuati sulla base della Bibbia, giustifica in parte il fenomeno delle conversioni di massa. Per esempio gli indigeni vengono convertiti in modo forzato dai missionari. L’attesa messianica si riscontra nella produzione diaristica anche dello stesso Colombo che coincide con i calcoli sulla fine del mondo: 1656/1657. Egli afferma che la sua missione sia guidata da Isaia, il viaggio è inteso come miracolo. Anche Newton a fine '600 si appassiona all’Apocalisse e scrive dei testi che dimostrano interesse verso la cronologia biblica.

L’uomo che scoprì il tempo, Jack Repcheck

Terremoto di Lisbona (1755).

  • Sintesi rispetto ad un percorso che fa superare la posizione provvidenzialistica, dopo questo evento catastrofico:
  • L’uomo si interroga su Dio e sul destino;
  • Pone la cultura europea su qualcosa di nuovo, il terremoto non è dovuto a colpa/peccato ma a rischio/catastrofe.
  • Ci si discosta dalle logiche apocalittiche, poggiandosi su apparati empirici;
  • Nel 1749 Buffon, un sovrintendente parigino, scrive che la terra è nata da una cometa e i frammenti uniti hanno portato poi alla formazione di montagne etc. Verrà censurato dalla Sorbona e costretto all’abiura.

Civiltà pre-colombiane: maya, aztechi e inca

I conquistadores sconfissero gli indigeni: si parla di genocidio e decremento demografico enorme. Le civiltà pre-colombiane sono caratterizzate da:

  • Imperi fiorenti aventi una storia plurisecolare, Todorov, ne “La conquista dell’America”, afferma che l’impero maya fosse in crisi dal VIII secolo, mentre di formazione recente la civiltà azteca (America centrale) e inca (America meridionale);
  • Società divisa in caste: centralità della casta sacerdotale, i sacerdoti hanno funzioni predittive, titolari di conoscenze astronomiche, considerano il tempo come ciclico (ritorno ad una condizione già vissuta) e sono dediti a sacrifici umani.

Quando i maya incontrano gli spagnoli li credono delle divinità, uomini a cavallo che possiedono armi mai viste. Quadro di Hieronymus Bosch in cui emergono animali/creature tra l’umano e il bestiale, ci fanno pensare alla meraviglia dell’indigeno di fronte allo spagnolo conquistatore.

Ne il “Saggio sui cannibali” di Montaigne, emerge il concetto però di relativismo culturale: la violenza dei maya ha valore sacrale, ma quella spagnola è gratuita. Todorov afferma che il sacrificio nell’ottica indigena è un delitto religioso compiuto in nome dell’ideologia ufficiale, l’identità del sacrificato segue regole: non estraneo alla comunità, non deve vivere lontano e appartenere alla comunità ma a paesi limitrofi. Una volta catturati gli uomini vengono tenuti in prigione e il sacrificio è poi effettuato sul posto. Gli spagnoli, invece, sterminano gli stranieri senza rimorsi e li identificano con le bestie: lontani dall’autorità regia i divieti cadono. Si rivela “la belva assopita in ciascuno di noi”: la barbaria spagnola è umana e preannuncia l’avvento dei tempi moderni (contrasto tra metropoli e colonie).

Desiderio di padronanza: gli indigeni sono esseri inferiori, creature a mezza strada tra uomini e animali. Las Casas e Sepulveda si contrappongo sulla discussione teologica “gli indigeni sono uomini o animali?”: si giunge alla conclusione che siano esseri umani, ciò favorisce una produzione legislativa da parte di Carlo V contro i maltrattamenti, che però non viene rispettata. Un altro tema analizzato è quello del diritto di conquista spagnola: i capi inca si sono appropriati illegittimamente del potere ed essendo tiranni, gli spagnoli hanno il dovere di conquistare questi territori. Una delle idee è che ci siano due creazioni divine, è inconcepibile per gli europei la civiltà maya, troppo diversa rispetto alla loro. Società agricola: costruzione terrapieni, capacità sviluppo canali e strutture idriche efficienti, ma assenza dell’aratro, metalli e ruota.

La conquista dell’America, il problema dell’altro Todorov; Lo scambio colombiano, conseguenze biologiche e culturali Crosby; Della distruzione delle indie Bartolomeo de Las Casas;

Gli imperi coloniali

Portoghesi: costruiscono piazze forti, empori commerciali e allacciano rapporti coi regnanti lungo le coste dell’Africa e avviano la tratta degli schiavi, non arrivando mai ad un’organizzazione territoriale, come accade per l’area spagnola.

Spagnoli: conquistano i territori e li organizzano attraverso viceregni e città. La tipica città coloniale è a forma quadrata con chiesa, edificio pubblico e collegi. Inoltre gli spagnoli organizzano il lavoro indigeno attraverso:

  • L’istituto dell’encomienda: conferisce dei poteri allo spagnolo che permettono il lavoro servile degli indigeni in un sistema di tipo feudale (anche se non c’è l’eredità del feudo);
  • La mita: organizzazione che sfrutta il lavoro degli indigeni nelle miniere, in particolare di argento e oro.

Vi è un’assoluta autonomia riconosciuta da Roma ai sovrani spagnoli.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/02 Storia moderna

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Erichto di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia Moderna e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Udine o del prof Rurale Flavio.
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