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Appunti Storia Moderna

Titolo del corso: Vivere in età moderna: cercare il bello, fuggire il brutto fra storia, cultura e arte.

Unità didattica A: L’inizio e la fine.
Unità didattica B: Guardare avanti: volere il meglio, cercare il bello.
Unità didattica C: Guardarsi indietro: fuggire il brutto e il bello viene da sé.

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Esame di Storia moderna docente Prof. G. Tonelli

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Storia Moderna

La diffusione massiccia di malattie era legata al problema di approvvigionamento idrico, non solo acqua

da bere, ma anche per lavarsi.

Per igiene si considerava: l’asciugatura del sudore, il frizionamento della pelle con panni profumati e

aspersione di ciprie.

La biancheria doveva essere sempre pulita, per contrastare la continua presenza dei parassiti.

Vestiario comune a tutti era la camicia, e per le signore – fatta eccezione per le prostitute – era l’unico

capo intimo.

Il bucato diviene un mestiere, che diviene di genere, ma ci sono anche uomini perché alcuni tessuti erano

molto pesanti da lavare. Il bucato veniva fatto con la cenere: si mettono i panni in un mastello, coperto

con un panno di lino sul quale viene gettata l’acqua; per sgrassare si utilizzava l’urina o il letame sciolto

con l’urina.

Alcuni tessuti erano molto preziosi e non era possibile lavarli con l’acqua; in alcune case nobiliari vi sono

degli appositi locali dove si vaporizzano questi abiti, a secco o con vapore.

Quando si sgrassa un abito ci possono essere parti più lise di altre, per via di ciò che utilizzavano

all’epoca per sgrassare: sali di ammonio, olio o crusca per le macchie di grasso, il succo di limone o

allume per le macchie di inchiostro. Gli abiti bianchi vengono puliti con la biacca, stesso pigmento

utilizzato dai pittori, fra cui anche Michelangelo.

Altra causa dell’alta mortalità è il freddo. Alla fine del Seicento abbiamo una testimonianza che a

Versailles l’acqua e il vino gelarono nei bicchieri, anche sulla tavola del re; da immaginarsi il freddo nelle

case più povere.

Il freddo impedisce ulteriormente l’igiene e comporta l’indebolimento del corpo.

Per contrastare il freddo da sempre l’uomo ha avuto un rapporto di promiscuità con gli animali – volatili e

suini. Le persone vivono e dormono in una stanza posta sopra la stalla oppure direttamente nella stessa

stanza dove sono ospitati gli animali.

Ci si scaldava anche con scaldini dove venivano messe le braci. Il pericolo era cadere nei camini, altra

causa di morte.

Faceva freddo anche nelle sale da ballo dei grandi palazzi, in genere grandi sale con finestroni il cui

obiettivo era di illuminare il più possibile, e non erano isolate come oggi, quindi il freddo si faceva

sentire.

Per capire se un palazzo veniva utilizzato per tutto l’anno dal signore, si deve guardare la presenza del

camino, che determina appunto la possibilità di poter soggiornare anche nei periodi freddi dell’anno.

Altro modo per cercare di obliare al freddo è utilizzare un vestiario notturno che preveda il capo coperto;

copertura di pannelli di legno all’interno delle stanze; gli arazzi, che inizialmente vengono trasportati da

una corte all’altra, poi vengono applicate delle bordature; la tappezzeria.

La tappezzeria veniva fissata su un’intelaiatura di legno. Originariamente veniva fissata sul bordo

superiore, in modo da essere staccata durante l’estate.

Quando pensiamo al tessuto pensiamo a quello per l’abbigliamento, ma quando la moda impone anche il

tessuto per la tappezzeria l’economia ha uno slancio, perché si vuole ostentare una ricchezza che va

mantenuta. Con l’affermazione della stampa si produce anche una carta utilizzata inizialmente per

foderare i cassetti dei mobili, non ben levigati e che quindi potevano causare il tetano. La manutenzione

quindi è continua: le camere da letto, quelle dei sovrani, sono anche luoghi di ricevimento delle persone

più intime.

Vi era anche la tappezzeria in cuoio – Sacrestia ?, a Bologna – con le decorazioni in rilievo, e anche

queste potevano essere riposte con l’arrivo dell’estate.

Igiene in casa: si spazzava il pavimento, ma per chi abitava con gli animali si faceva il possibile. Caso

differente era l’Olanda dove le pulizie casalinghe erano proprie della cultura.

I servizi igienici non erano in casa. Ancora a Milano negli anni’80 vi erano case a ringhiera che

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Storia Moderna

utilizzavano lo stesso bagno per gli appartamenti di ringhiera situati sullo stesso piano.

Promiscuità uomini e animali fortissima, è causa di diffusione di malattie e mortalità infantile: i bambini

venivano messi in culle rasenti la terra, poiché con una culla alta vi era un rischio maggiore che il

bambino si ribaltasse, inoltre le madri che lavoravano riuscivano a continuare le proprie attività legando il

bambino nella culla e portandosi la culla appresso. Altro grosso rischio per i bambini in queste culle è

rappresentato dai maiali, i quali affamati minacciavano di azzannare il neonato nella culla.

Altra diffusione di malattia è legato alla mancanza di sistema fognari – Briançon, Francia. I più comuni

erano scarichi aperti che attraversavano le strade. Alcuni pozzi neri di alcune case venivano scaricati dalle

bonze, apposite manifatture.

In Olanda era presente la pavimentazione nelle strade.

Sepolture: i primi cimiteri posti fuori le mura cittadine sono di età napoleonica; prima il defunto veniva

sepolto e coperto con della calce, che serviva a isolare e igienizzare la salma, ma alcuni germi potevano

comunque scappare.

Malattie:

– peste: si diffonde tramite i topi e gli eserciti in cammino per l’Europa. Il bacillo della peste viene

ISOLATO per la prima volta nel 1894. L’ultimo focolaio di peste in Nord Europa si circoscrive a

Marsiglia nel 1720, ma la paura che la malattia si presenti di nuovo è ancora molto forte.

- vaiolo: il vaccino viene conosciuto molto presto, a metà del XVIII secolo; la malattia viene debellata a

livello mondiale nel 1979. Oggi ancora si conserva a scopo scientifico il bacillo.

- tubercolosi: viene scoperto l’antidoto ( la tubercolina) solo nel 1905 da Robert Koch, premio Nobel per

la medicina.

- influenza: cera un malanno all’ordine del giorno, e date le condizioni igieniche e la promiscuità uomo-

animale tipica dell’epoca, banali raffreddori potevano facilmente peggiorare.

- mal di denti: i denti venivano cavati con pinze non sterilizzate, mani non lavate e in piazza all’aperto; il

cavadenti è una professione girovaga.

Incidenti – cadere dalle scale: le case erano poco illuminate e a volte senza ringhiera

- caduta nel camino

- caduta di acqua bollente

- cadute dal muretto e cedimento di ringhiere

- esplosioni causate dall’illuminazione con candele, sistemate vicino a sostanze pericolose

Violenza domestica nei confronti delle donne: fenomeno che ci accomuna con tutte le ere del passato e

che ancora in un paese industrializzato come il nostro non è debellato.

Il divorzio in Italia viene concesso nel 1975. Le disposizioni sul delitto d’onore vengono abrogate nel

1981 (film: Divorzio all’italiana).

Forte diviene il culto di Santa Rita, patrona di tutte le donne che soffrono per cause di problemi

famigliari.

Vita di Santa Rita: ragazza mite, rispettosa ed obbediente, desiderava in giovane età di farsi suora, ma i

genitori indirizzano Rita al matrimonio. Si sposò a quindici anni con un ufficiale comandante della

guarnigione di Collagiacone, uomo molto orgoglioso e autoritario. La donna si dedicò alla religione e alla

cura della sua famiglia. Quando il matrimonio sembrava andare per il meglio, il marito di Rita fu

assassinato: mentre la donna credente perdonò gli assassini, i figli cercavano vendetta. Allora Rita pregò

di volerli vedere morti piuttosto che con l’anima macchiata; poco tempo dopo si ammalarono e morirono,

rimasta sola, Rita volle entrare nel convento di Cascia; riuscì inoltre a far conciliare e a far perdonare gli

assassini anche dai propri famigliari, portando la calma in famiglia.

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Storia Moderna

Incidenti sul lavoro: non esistevano vere e proprie norme, e quindi gli incidenti erano frequenti.

All’ordine del giorno erano gli incidenti sulle donne nelle manifatturiere, quando il moto era dato da fasce

di cuoio, che potevano strappare il capello con la parte di cuoio capelluto, da qui l’obbligo di utilizzare le

cuffiette, anche non sempre osservato.

Incidenti sulle vie di trasporto: le carrozze non erano dotate di freni e quindi si rischiava di finire sotto le

ruote, inoltre il carro si poteva muore al minimo movimento dell’animale, per paura o altro.

Anche con le prime macchine vi erano spesso incidenti, poiché mancavano limiti di velocità e cartelli,

inoltre alzavano un polverone più grande rispetto ai cavalli, quindi veniva meno la visibilità e capitava di

non riuscire a vedere chi stava camminando sul ciglio della strada.

Difesa personale: chi viaggiava aveva sempre il pericolo di essere attaccato da briganti, che in alcuni

paesi essere un brigante diviene una vera e propria professione.

Inoltre le pistole non avevano la sicura, quindi poteva capitare di spararsi da soli.

I soldati fino al XVIII non vestivano con un’uniforme, quindi ci si uccideva anche fra soldati della stessa

fazione.

Paura della guerra: durante la guerra vi partecipavano anche mercenari, che si portavano appresso la

famiglia. Quando una città cadeva, veniva suonata una tromba, e per sei ore ai soldati era lecito il

saccheggio della città e la violenza su chiunque avessero incontrato.

L’usanza nelle liturgie di scambiarsi un gesto di pace e un lascito di questo periodo, quando era legale per

i soldato che avevano vinto su una città metterla “a ferro e fuoco”.

24 Febbraio 2014

Fino alla metà degli anni 50 del 900 c'è il problema della fame, dieta incompleta, carenza di cibo,

mortalità infantile, malattie x condizioni igieniche x la cura del corpo e l'abbigliamento, il freddo che

indebolisce il corpo.

Promiscuità con gli animali.

Rimedi contro il freddo, uso delle braci, le decorazioni rimedio contro il freddo, tapezzeria, utilizzo dei

tessuti non solo x l'abbigliamento e arredamento, tapezzeria in cuoio, igiene domestica veicolo di

diffusione era la vicinanza con gli animali, causa della mortalità infantile era la condizione delle culle per

terra che potevano essere a contatto con gli animali.

Fogne a cielo aperto e problemi dei rifiuti, Olanda eccezione era già pulita.

Sepolture all'interno delle mura cittadine dentro le chiese, fosse comuni, diffusioni di malattie dovuto a

questo, fino all'età napoleonica.

1894 isolato il bacillo della peste ma non viene trovato l'antidoto, 1979 debellato a livello mondiale il

vaiolo. Tubercolosi vaccino nel 1905, una influenza bastava x uccidere. La spagnola, mal di denti, non

c'era sterilizzazione dei denti.

Incidenti domestici, scale senza protezioni, materiali scadenti e niente manutenzione. Incendi.

Violenza domestica sulle donne, costante del tempo. Delitto d'onore abrogato nel 1981, divorzio nel 1975.

Le leggi garantivano riscatto onore, maria teresa seconda metà del 700 normativa x assistenza al lavoro.

Incidenti sul lavoro, casistica che si evolvono col tempo, con l'industria incidenti con ruote e cinture in

cuoio, sopratutto con le donne.

Incidenti stradali, mare e terra.

Difesa personale, predoni di professione, serviva la licenza x portare gli armi, richiesta all'ordine. Non

hanno sistemi di sicurezza.

Guerra, paura della guerra perché vuol dire carestie, vuol dire fare i conti con i soldati che lo fanno di

professione, predoni, faceva parte delle regole, x sei ore si poteva fare quello che si voleva e la violenza

sulle donne era lecita. 6

Storia Moderna

Prima dell'età francese, quindi costrizione obbligatoria aveva paura la popolazione civile.

Con l'età francese la popolazione civile e i soldati. Diserzione.

Seconda metà del settecento, uniformi, prima x individuare il grado era la fascia, fascette, e con la

bandiera.

"Te deum" cantato nelle chiese cattoliche l'ultimo giorno dell'anno. Ringraziamento x la fine di una

guerra.

Le malattie, paura, causa di morte, la chirurgia, avanzamento è dovuto alla chirurgia di guerra, di

emegenza, differenza fino alla seconda metà del 700 con il chirurgo e il medico, chirurgo secondo ruolo.

Medico sul teorico, che nobilitano l'uomo, la chirurgia fatta dai norcini colui che seziona il maiale, x

ragioni legate alla cultura.

La pratica dell'amputazione scoperta x caso. Protesi, atta al recupero, x le mani era atta alla guerra, di

solito sono gli orologiai, si inizia a far acquisire mobilità a un arto amputato.

Anestesie, di solito con l'alcool.

Forcipe, fino agli anni 70 del 900. Ricucite senza anestesia, conseguenze , morte x nascita e anche x le

madri.

Interruzione volontaria della gravidanza, 1978.

Semmelweis, 1847, era un ceco che operava a Vienna, medico in due ospedali, uno x le gestanti, anche in

un ospedale pubblico. Osserva che nella clinica con le signore non si regista la febbre dopo il parto che

portava alla morte, mentre ne erano colpite nell'altra.

Una delle cause: microorganismi che passano da un corpo all'altro. Perché i suoi assistenti non si

lavavano le mani.

Pasteur 40 anni più tardi gli dà ragione, fine ottocento 1885, perché scopre microorganismi che non era

stato finanziato x scopo medico, ma x il vino. Le terapie veranno attuate pochi anni dopo.

La forma di un braccio o gamba x ringraziare la guarigione.

Indice di una mentalità, ci si affida a questo perché non ci sono le conoscenze mediche adeguate. Questi

sono i rimedi x i poveri, i ricchi scaramantici sono le pietre con l'opale, aveva le virtù contro le malattie.

Fame, malattie, freddo, buio.

Buio costante della storia, fantasmi e malocchio, la norma nella città. Gli incidenti dovuti al buio.

In città e campagna a norma, la prima illuminazione a gas è del 1813, ed è il cuore di Londra. X il resto si

circola al buio.

Perché delle luminarie delle feste, trionfo del santo o del protettore del posto, festa della luce e con la

simbologia legata alla luce, il perché delle finestre che sfruttavano la luce, più doppia porta x ripararsi dal

freddo, grandi finestre, doppia finestra nei paesi privi di luce.

Luce artificiale, la lampada a olio epoca romana, all'interno delle stanze, esterni la torcia.

Candele, grasso di maiale meno pregiate, le più pregiate quella bianca della cera d'api. Arrivava da

Venezia dalla Moldavia, attraverso candelieri con uno o più braccia, d'appoggio o da muro, materiali

diversi. Maiolica materiale più utilizzato ed economico, la porcellana solo dopo il secondo decennio del

700, resistente perché più economico, e poi metalli dai più o meno nobili.

Il lampadario si diffonde prima complemento d'arredamento riservato ai ricchi, nord europa e poi più in

basso.

Raggio di luce limitato.

Torcia a petrolio, mestieri. A Milano c'era il signore con la carrozza e i due fanali con i lumini.

A Venezia c'erano i servi, non era dispregiativa, a privato o servizio pubblico.

Diffusione della luminaria pubblica, e poi il gas.

La diffusione dell'energia elettrica, il mondo che cambia.

Disposizione degli arredi in base alla luce, x lavorare vicino alla finestra.

Le sepolture fino alla seconda metà del 700 lo facevano o al calar del sole o alla sera, x ordine pubblico

poi durante il pomeriggio.

Letteratura, paura, spiriti maligni e iettature, rimedi dei poveri, sacchetto di prezzemolo sotto il materasso,

candele benedette. Aglio rimedio contro il malocchio, l'acqua benedetta.

Rimedi dei ricchi sempre pietre preziose, zaffiro contro i nemici. Bambini con il corallo, cornetto

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Storia Moderna

portafortuna.

25 Febbraio 2014

PERMANENZE E DISCONTINUITA’: l’età moderna vede un mondo caratterizzato da una elevata

mortalità, sia ceti elevati, sia gente comune. Non si può parlare di classe, che è caratterizzata da una

visione economica, e si utilizzerà dopo il 1848 e dopo gli scritti di Marx.

Età in cui persiste in Europa e nella parte industrializzata del mondo problemi quali fame, malattie, freddo

e incidenti sul lavoro e domestici, violenze domestiche.

Paura della guerra, prima dell’età francese e quindi prima della coscrizione obbligatoria, è una paura che

si ha presso la sola popolazione civile; con la coscrizione obbligatoria, in vigore con l’età napoleonica,

hanno paura della guerra anche i soldati, intendendo coloro arruolabili alla guerra.

Legato ai disastri della guerra vi è un forte sviluppo della chirurgia, senza l’utilizzo di anestesia. Una

procedura semplice come quella di lavarsi le mani per combattere i batteri è scoperta solo negli anni ’60

dell’Ottocento, ma solo con Pasteur si capisce che questi batteri si diffondono anche attraverso il contatto

e quindi bisogna lavarsi.

La luce era un problema e una paura, che fa nascere una serie di superstizioni, sia tra la popolazione

povera, sia tra gli aristocratici: ad esempio lo zaffiro viene usato come simbolo contro i nemici e il corallo

come simbolo di buona fortuna.

Sono fenomeni e fattori che ci rivelano permanenze nella cultura europea che travalica le ere, fino all’età

contemporanea, e che accomunano tutti i ceti sociali.

La fame può anche essere forviante, quando si studiano quadri con soggetti nature morte che in verità

mostrano un’abbondanza e cibi non così diffusi: sono tavole di nobiltà. Le nobiltà costituiscono di media

l’1% della popolazione.

La diffusione dei germi scoperta da Pasteur, scoperta casuale, perché in origine stava studiando la

fermentazione del vino.

Il delitto d’onore: per salvare l’onore proprio e quello della famiglia era permesso l’omicidio del coniuge.

Per salvare l’onore di una donna veniva concesso il matrimonio riparatore: occasione per i giovani non

ancora maggiorenni – la maggior età si raggiungeva con il compimento dei 21 anni - di sposarsi e di

andare fuori di casa, anche con i parenti contrari.

Non era punito dalla legge il rapimento della donna: se un signore organizzava il rapimento di una donna

non era punito dalla legge, salvo che poi non la sposasse.

Non è l’onore della donna a essere colpito, ma quello della famiglia, quindi deve porvi rimedio un uomo

della famiglia, anche se un parente lontano.

Il senso dell’onore era molto forte e diverso da oggi, iniziato a cambiare a partire dagli anni ’80 del

Novecento.

Nel 1981 viene abrogato l’articolo di legge in base al quale il matrimonio riparatore cancellava il reato di

violenza sessuale. In un’Italia già industrializzata, ma senza che sia cambiata la mentalità.

1975: divorzio (dallo Stato Italiano)

1981: abrogazione norme in materia di delitto d’onore

1981: abrogazione norme del matrimonio riparatore

Contraccezione: da sempre sono stati cercati tentativi per interrompere le gravidanze indesiderate. Per

ovviare alle gravidanze arrivano nel 1961 dall’America in Europa le pillole contraccettive, e nel 1965 in

Italia, ma solo a scopo terapeutico contro determinate patologie. Solo nel 1971 viene abrogato l’articolo

del codice penale che vietava la propaganda e l’utilizzo di qualsiasi mezzo contraccettivo. Nel 1976 viene

abrogato il divieto di vendita della pillola, e viene permesso di scrivere sulla scatola che si tratta di una

pillola contraccettiva. 8

Storia Moderna

Fino agli inizi del novecento gli studi di fisiologia e anatomia non erano arrivati a capire i giorni giusti di

fertilità delle donne.

Amore e ruolo femminile: i bambini venivano abbandonati sia da laici sia da ecclesiastici; negli ospedali

ecclesiastici vi erano reparti dedicati alle velate, suore il cui viso veniva coperto per garantirle

l’anonimato della donna, per tutto il periodo di gestazione fino al momento del parto.

Il contesto sociale vuole ad ogni costo salvare le apparenze.

La donna ha sempre lavorato, in un mondo contadino contrassegnato da condizione di lavoro in pessimo

stato. Si lavorava finché si poteva, non esistevano servizi sociali che garantissero un termine di lavoro.

Inoltre non vi erano periodi di maternità, la donna usciva per lavorare e poi rientrava a casa per l’ora di

pranzo – tutto il lavoro andava fatto prima che il sole fosse troppo caldo.

In situazione di guerra lo stupro di una donna era, ed è, considerato l’umiliazione verso la popolazione

vinta.

CONCENTRAZIONE DEI CETI: ci vogliono due secoli dopo la peste nera, perché la popolazioni

raddoppi.

Dove vivono queste persone? In campagna o in città? A inizio Cinquecento sono solo le grandi città ad

ospitare una popolazione compresa fra i 100.000 e i 200.000 abitanti, e sono Milano, Venezia, Napoli,

Parigi, Costantinopoli. Tra la fine Cinquecento e l’inizio Seicento si aggiungono altre città: Roma,

Palermo, Londra, Amsterdam, Anversa, Lisbona, Siviglia, e contemporaneamente altre città duplicano la

popolazione – Napoli, Parigi, Costantinopoli. Alla fine del XVII secolo si aggiungono altre città, come

Madrid.

Quindi la maggioranza della popolazione vive nelle campagne.

Le aree più fertili d’Europa sono le Fiandre – grazie al lavoro dell’uomo che “estirpa” terra dal mare – i

terreni che sono investiti dal clima mediterraneo, e la zona padana – in particolare la zona milanese fra

Ticino e Adda.

Le monete sono sempre state uno strumento di rappresentazione del potere: chi è a capo di uno stato o di

un territorio vuole farsi riconoscere e ricordare, in un mondo dove sono poche le occasioni per fare sapere

alla popolazione il volto di chi li governa direttamente, e dove la stessa popolazione non sempre era in

grado di leggere.

L’Italia ancora nel 1951 aveva una forte percentuale, pari al 43.9%, addetta alla lavorazione nel settore

agricolo, contro il 29.5% dedito all’industria; un paese che quindi non ha ancora beneficiato appieno degli

aiuti del piano Marshall. Solo alla fine degli anni ’60 abbiamo un ribaltamento delle percentuali: il 19% è

dedito all’agricoltura, contro il 42.2% degli addetti all’industria.

In Europa in età moderna vi erano tre zone fertili: il sud est inglese, circostante la zona di Londra, le

Fiandre e la Valle Padana, in particolare la zona a sud di Milano fra Adda e Ticino. Tutte le altre zone oggi

fertilissime, come i territori toscani, in età moderna erano zone paludose, poste a bonifica solo durante il

Novecento (periodo fascista).

In particolare i territori venivano resi coltivabili attraverso un processo di canalizzazione, tramite strutture

a rogge, che permettono la coltivazione nei campi. Inoltre la rotazione della coltivazione permetteva il

mantenimento della fertilità, nonché la disponibilità di foraggio per gli animali, e quindi una produzione

casearia – il grana, grazie alla sua ottima conservazione, era molto richiesto anche a livello internazionale;

era molto usato sulle navi, in un epoca che fa fatica a conservare il cibo, per garantire ai marinai

l’approvvigionamento di vitamine e proteine, contro lo scorbuto.

Nell’Europa Occidentale in età moderna NON ESISTE la servitù della gleba: il signore non fornisce

lavoro coatto, e non può imporre a chi risiede sulla sua proprietà azioni umilianti, come il bacio del piede.

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Storia Moderna

Per Europa Occidentale si intendono i territori europei a occidente del fiume Elba.

Ovunque si cerca di vivere e di trasformare i prodotto del suolo (bisogni primari dell’uomo sono il

mangiare e il ripararsi dal freddo).

La comunità contadina aveva a disposizione un territorio appartenente al comune di appartenenza, i

terreni comuni: nei paesi cattolici e protestanti si riconosce l’appartenenza a una comunità attraverso il

battesimo, e quindi con la conseguente iscrizione nel registro parrocchiale. Nei terreni comunitari la

popolazione poteva raccogliere legna, andare a caccia o raccogliere castagne.

Ancora più difficile era la vita in montagna: il contadino coltiva il proprio piccolo appezzamento di terra,

il quale non essendo molto fertile, aveva poche possibilità di ricevere aiuti economici per la propria

attività.

27 Febbraio 2014

Non ci sarà lezione il 4-11-18-27 marzo e 3 aprile.

Zone più fiorenti la Fiandra e l'entroterra della pianura padana.

Sfruttamento degli "usi civici" delle terre demaniali, possibilità di cacciarvi e prendere legna.

Montagna suolo poco fertile e piccola proprietà.

Sfruttamento delle risorse locali, sfruttamento dei pascoli, sfruttamento del lavoro femminile, i

collegamenti sono lenti quindi commercializzazione con gli spazi limitrofi.

Sfruttamento dei boschi x il riscaldamento, edilizia (ponteggi), cantieristica (imbarcazioni), arte.

Problema legato ai trasporti, animali da soma, sopratutto x la cantieristica e il riscaldamento, si sfruttano

le slitte, anche x le pietre, trasporto anche su acqua, sfruttando la risorsa, formando una zattera.

Estrazione e lavorazione dei metalli, sopratutto Lovere e Brescia, Repubblica di Venezia.

Specializzata nelle armi da fuoco, di pregio venivano smontate, cesellate da artigiani abilissimi.

Zona di Lecco specializzata nella produzioni di archi.

Villadossola, Pestarena e Alagna x i metalli preziosi.

Cave x estrazione delle pietre.

Coltivazione e lavorazione di fibre x l'autoconsumo o x il mercato.

Canapa vegetale, anche in montagna, utilizzata x l'autoconsumo, cordame sorpatutto.

X integrare il reddito, seta, pregiata, lana ruvida, pascoli, usata x l'autoconsumo Bergamo. I grande

mercante è anche un grande finanziere, relazioni con il vecchio continente, si riforniscono di lana

pregiata, spagnole, procurate anche dall'Inghilterra, molto raffinati.

Lana comperata allo stato grezzo, trasportati in sacchi con il logo del mercante, potevano essere simboli,

che individuano l'appartenenza su scala internazionale.

Prodotti di pasticceria, logo.

La si lascia sporca come è stata tosata, trasporto sporco, luogo in cui viene tessuta, serie di lavorazioni,

lavata con sapone (caro anche quello), asciugata, battuta, scelta, scardassatura cioè viene ridotta alla fase

precedente alla filatura, operazione condotta dalle donne x la manodopera contadina, il lavoro non è

corporati perché non si può esercitare una professione liberamente, fino alla fine del 900 è corporato nelle

città. Il filato può essere esportato oppure tessuto.

Poli di trasformazione/produzione specializzati, con una manodopera che da secoli fa quel lavoro, dando

un prodotto raffinato. Bergamo e Milano, importo da Genova o dalle Alpi, filare in val Seriana, la importa

di nuovo e il filato viene poi tessuto.

Bergamo città ricchissima, specializzata nella produzione di tessuti in lana, x il clero, tipicamente

maschile la tessitura.

Tintura, colore uniforme, rifinitura, mestiere che si trasmette di generazione in generazione, rammendare

il tessuto e renderlo uniforme, questa parte della lavorazione, ultima fase viene fatta a mano, x tessuti più

pregiati.

Emigrazione, facchini manodopera non qualificata, marronaio, cioccolatai, spazzacamini.

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Storia Moderna

Valli Vigezzo e Cannobina raduno di spazzacamini, uso dei bambini, mancanza della tutela dei minori,

primi tutela nell'era industriale ma nella manifattura, non nei servizi, 800, tumori.

Addetti all'edilizia, solo con il bel tempo, architetti (Domenico e Carlo Fontana, Maderno, Borromini),

esperienza sul campo, sapevano come fare e che pietre usare.

Emigrazione femminile x i servizi domestici, la maggior parte degli emigranti è personale di servizio.

Nutrice, balia.

Emigrazione = scambi culturali

Attività illecite come il contrabbando, sale x il sapore e x conservare, spezie, olio e aceto, servivano x

conservare il cibo. Nei periodi di guerra o di blocchi.

Frigoriferi x conservare il cibo solo negli anni 60.

Vantaggi fiscali delle terre di confine, terre povere, ma a livello strategico importanti, privilegi fiscali

importanti, non incide sul bilancio della famiglia.

Terra montagna vita molto difficile, molto importanti x le arti, legno x gli strumenti musicali, il marmo x

la scultura, cornici, x gioielli e supporto pittura.

Cioccolato usato anche x la corruzione.

Collina, vivono di agricoltura, aratorio e colture arboree, gelsicoltura, seme dei bachi, prodotto di

importazione, il bachetto mangia il gelso, in casa in una determinata temperatura.

Malattie professionali, invalidità dell'avanbraccio, preso il baco, messa in acqua bollente, e con le mani

scioglievano i bachi senza rompere il filo.

Italia perde primato prima metà del 600, dalla metà del XVII secolo centri sono Lione xk verso Parigi e

Ginevra, e Londra.

Italia paese seconda industrializzazione, prima Inghilterra. La base dei capitali iniziali è la produzione

della seta.

Necessario x l'abbigliamento.

X tutto l'arredo e suppellettili del clero, con la necessità legata alla liturgia.

Alcune rilegature di volumi, e x tutto l'arredo.

Maggior spesa x il mantenimento di un palazzo sono le spese x i tessuti, ricchissimi e non lisi. Tutti i

tessuti preziosissimi x le tappezzerie, le tende e le mantovane (pezzo che copre gli anelli) e l'arredo del

letto tutto abbinato, con colori diversi x uomo e donna.

Como e Milano esportazione mondiale.

Cotone e lino, preziosissimo, importazione a busto artizio, legnano, gallarate.

Venezia e Genova il cotone.

Lino coltivato nelle campagne, e filato a Salò manodopera femminile abilissima e poi trasformato in

merletti a Cantù, arredo costosissimo.

Collina area di emigrazione verso i centri cittadini x il servizio domestico.

Pianura e la "grande proprietà" del cittadino.

Cereali più pregiati: frumento e riso.

Riso manodopera femminile, mondine.

Equilibrio agricolo commerciale. Stabulazione permanente del bestiame, produzione lattiero-casearia.

Integrazione di reddito a servizio del grande proprietario.

Produzione manifatturiero, casaro, latte pesato, registrato, pagato, lavorazione, necessità di investimento

di capitali x la produzione, formaggio pesato e messo a stagionare.

Terra di forte immigrazione di manodopera stagionale, il grande proprietario si avvale di un impreditore x

la gestione dei propri terreni che li affitta x un determinato arco di tempo.

Fonti di contaminazione culturale.

Tenore di vita dei contadini, arredamento molto ridotto, un armadio nelle camere da letto, peltriera,

tavolo, sgabelli, cassoni.

3 Marzo 2014

Fin dall’età moderna la monarchia spagnola ha conservato la propria documentazione archivistica a

Simancas, archivio di concentrazione. 11

Storia Moderna

Processi ai funzionari pubblici: all’epoca per corrompere un funzionario bastava danaro e cibo di pregio,

come il marzapane, vini di pregio, funghi, pesce; si corrompeva anche con le candele e, a livelli alti,

tessuti di pregio, come seta impreziosita con fili d’oro o argento.

Il processo finiva generalmente con l’assoluzione, mancavano le prove decisive e spesso la denuncia era

anonima.

Le zone che oggi sono fertili, come le pianure pugliesi e toscane, in età moderna erano zone paludosi e

quindi fortemente infestate dalla malaria.

Contratto di mezzadria: contratto che prevede clausole di manutenzione del fondo, in cambio dell’affitto,

e la produzione va metà al padrone e l’altra metà alla famiglia del contadino; quest’ultimo non può

scegliere cosa coltivare, senza il permesso del padrone. Più si produceva e più si guadagnava: in questo

modo si hanno terreni che si mantengono particolarmente fertili.

La pianura è la zona della grande proprietà: il proprietario terriero affitta le proprie terre per coltivarle.

Come grande proprietario si intende uomini d’affari di prim’ordine: se non controllano i conti e non

danno direttive al proprio gran affittuario, non possono permettersi tenori di vita propri del loro ceto.

La pianura è anche zona di immigrazione stagionale, in particolare per lavoro di braccianti.

CHI VIVEVA IN CITTA’? Chi sta meglio, appartenente a qualsiasi ceto, vive nelle città, dove la

popolazione è molto bassa. Chi poteva permetterselo, in determinati periodi dell’anno soggiornava al di

fuori delle città.

Siamo nel periodo in cui le corti divengono stanziali, mentre nel medioevo continuavano ad essere

spostate.

Il mondo dei mercanti e della finanza sono strettamente connessi e inscindibili. Importanti sono i

cambiavalute, in quanto non esistevano uniche monete, ma più coni anche nello stesso stato.

In città oltre ai nobili viveva il ceto ecclesiastico, il mondo delle professioni (come i notai), la

popolazione addetta ai servizi: più vi era personale lavorante presso una casa, più questa denotava potere

e pregio. Inoltre vi era tutto il mondo dell’artigianato, che produce suppellettili di prestigio, poveri e

mendicanti: in un Europa di contadini in condizioni misere, vi sono poveri strutturali, ovvero inabili al

lavoro, a cui si affiancano poveri congiunturali, che possono vivere per un breve periodo di ciò che ha

guadagnato, ma che una volta finito si ritrova sul lastrico, oltre alle vedove.

Differenza fra “classe sociale” e “ceto sociale”:

Classe sociale → connotazione esclusivamente economica, quanti esercitano la stessa funzione

economica e godono di un certo tipo di reddito.

Ceto sociale → vi si appartiene per nascita; ruolo ricoperto nella vita pubblica (mobilità sociale, molto

difficile e lenta); hanno privilegi e prestigio. I ceti che detengono il potere sono in genere anche i ceti

capaci di maggiore spesa – committenti, proprietari e fruitori di beni artistici.

Per antico regime noi parliamo DELLE nobiltà, non si tratta di un ceto uniforme. Come fare a

quantificarla? La nobiltà costituisce in Antico Regime l’1% della popolazione, anche se varia a seconda

della situazione geopolitica:

- Francia !%

- Svezia 0,5%

- Spagna 7/8 %

Origine delle nobiltà: l’origine è strettamente legata alle richieste che questi facevano agli artisti a cui si

rivolgevano. L’inizio della nobiltà è da ricercare alle prestazioni militari di origine feudale ; la

particolarità dell’Italia è che la nobilitazione viene riconosciuta anche all’interno della città, ovvero si può

12

Storia Moderna

essere riconosciuti patrizi. Il patrizio può essere nobile, ma non necessariamente, così come il nobile può

essere patrizio, ma non necessariamente.

Nobile: è uno status conferito dal sovrano a un suddito per particolari meriti – originariamente servizio

militare.

Patrizio: status riconosciuto dai ceti cittadini a un residente di quella città.

SOVRANO

Ernesto Indaco, Giovanni Rossi,

conte di Località A marchese di Località B

Città 1 – Patrizi: Città 2 – Patrizi:

Eugenio Bianchi Pietro Galli

Giovanni Rossi Paolo Manelli

Filippo Verdi Armando Secondi

Un nobile poteva essere blasonato dal sovrano, con riferimento a una determinata località (marchese di località B), ma risiedere

in una determinata città (città 1) da diverso tempo, e quindi può essere riconosciuto patrizio dai propri cittadini.

La distinzione risale all’età medievale: la società europea prima dell’anno mille è formata da guerrieri e

contadini; fra XI e XIII secolo si hanno grandi progressi e profonde trasformazioni sociali, dopo le

invasioni barbariche gli scambi commerciali si fanno sempre più intensi, tanto da portare alla formazione

di città, che vogliono il riconoscimento del diritto pieni di autodecisione e di autogoverno del comune,

come organismo politico vero e proprio nell’ambito di signorie territoriali. Vuol dire che all’interno di una

signoria vi sono diverse città, ognuna delle quali, per motivi diversi, vuole avere il potere di prendere da

sola le proprie decisioni.

Il comune è un soggetto politico titolare di autonomi poteri di giurisdizione, con una sua legge,

magistratura. L’Italia è il territorio caratterizzato dai comuni.

Per far parte del patriziato milanese bisogna essere da tempo residenti in città e si devono possedere

determinati requisiti – ad esempio devono dimostrare di essere bravi amministratori.

Il titolo nobiliare deve essere sempre appoggiato a una località.

I requisiti per essere riconosciuti nobili o patrizi sono diversi e indipendenti. Il titolo nobiliare è

riconosciuto sempre dall’autorità suprema. Gian Galeazzo Visconti, dietro il pagamento di 100.000

fiorini, fu insignito del titolo di Duca di Milano dall’imperatore Venceslao nel 1395, in questo modo il

ducato diviene un feudo imperiale, il che comporta che alla fine della dinastia di governo il territorio

tornerà sotto l’impero → Milano passa sotto il governo spagnolo.

La Repubblica: è indipendente dalla figura dell’imperatore, figura sovranazionale europea. Le

repubbliche sono guidate dal ceto patrizio e non da un sovrano.

Repubblica Di Genova: i patrizi non hanno dovuto accettare la sovranità di un principe locale o di un

monarca straniero; nessuno è riuscito a sovrastare gli altri, conquistando così il potere.

Sono un ceto di governo formalmente paritetico – anche se vi è sempre una famiglia più influente.

Formalmente, al di là delle alleanze, ognuno ha diritto al proprio voto.

Si reggono in base alle Leges Novae del 1576 che:

1. Dettano regole precise

2. Escludono ogni arbitrio di potere

Formalmente sono tutti uguali fra loro.

Genova non ha una corte, ma ha feudi in altri stati, ad esempio possiedono Garbagna, Pietrabissaria e

Montaldeo nel Tortonese, che si trovano all’interno del Ducato di Milano, per cui sono feudatari.

Stati guidati da sovrani: in questi stati i nobili hanno compiti principali quali esercito e burocrazia,

poiché sono fra i pochi a saper leggere e scrivere. Per esercito si deve tener presente che i soldati sono

mercenari, mentre i comandanti sono nobili, o aspiranti tali. Il comandante deve sempre pagare e

controllare l’approvvigionamento del suo esercito. 13

Storia Moderna

Istruzione e denaro sono premesse per la nobilitazione. La nobiltà è un ceto che ha sempre bisogno di

forze nuove, poiché le famiglie si estinguono. Chi appartiene a un ceto sociale non può sposare

un’esponente di un altro ceto sociale. La casa regnante ha bisogno di un apparato amministrativo, e in età

moderna questi posti sono occupati da coloro che possono comprarsi la carica in ufficio, che quindi

diviene entrata finanziaria per lo stato; solo alla metà del Settecento si potrà accedere agli uffici per

merito.

In Antico Regime – fino alla rivoluzione francese – la formula per la concessione della nobilitazione è

spesso “servigi resi alla corona”, che possono essere i più disparati, ma principalmente è il denaro: chi

non è nobile per nascita può diventarlo per aver prestato denaro alla corte, per poi condonare il prestito,

poiché il sovrano, non essendo in grado di restituirlo, nobilita colui che gli ha concesso il prestito. Oppure

può mettersi a capo dell’esercito in nome del sovrano.

Restaurazione: dopo il 1815 le armate francesi diffondono anche le idee e le concezioni di pubblico bene,

oltre alla cancellazione dei titoli nobiliari. Quando a Milano rientrano gli Asburgo è cambiata la mentalità

e ci sono valori più alti, come il consenso del popolo. In molti vengono nobilitati perché hanno fatto

qualcosa per gli altri, ad esempio hanno dato il lavoro alla gente di una determinata zona, togliendola

dalla fame.

Cultura delle nobiltà: come si affaccia il mondo nobiliare europeo all’età moderna?

- virtù

- onore

- servizio alla donna

- canzone cavalleresca

Esiste una trattatistica su ciò che compone i valori nobiliari.

Primo Cinquecento in Italia - città e territori italiani nell’età del Rinascimento. L’Italia è percorsa da

eserciti stranieri. Baldassare Castiglione scrive Il Cortegiano nel 1528, anno del Sacco di Roma, in cui

l’autorità sovranazionale religiosa, ovvero il Papa, viene assediato e la città viene messa a ferro e fuoco

con l’autorizzazione di un imperatore cattolico. Era qualcosa di impensabile e inimmaginabile che un

imperatore del Sacro Romano Impero potesse dare un’autorizzazione del genere: era segno che era

cambiata la mentalità in Europa, è uno strappo di mentalità fra i ceti di maggiori spesa.

10 Marzo 2014

Mancante

13 Marzo 2014

LE NOBILTA’: ceto sociale di punta dell’età moderna, nonostante costituiscano l’1% della popolazione,

sono i maggiori contribuenti e committenti delle opere d’arte.

L’origine dell’età moderna ha inizio con una nobiltà europea qualificata dalla prestazione militare di

origine feudale; eccezione fa l’Italia, dove nelle città vengono riconosciuti anche i patrizi. Un patrizio

viene riconosciuto dai suoi stessi concittadini.

Durante il Cinquecento e il Seicento c’è una lunga trattatistica che discute sulle caratteristiche che devono

avere delle nobiltà. Primo trattato è Il Cortegiano di Baldassare Castiglione: il perfetto cortigiano è un

cavaliere, ma non esercita la professione delle armi, deve possedere altre qualità, bisogna ricordare che

alla base di questo pensiero vi è l’umanesimo; si deve possedere la grazia e ostentarla come se fosse la

cosa più normale e facile del mondo. Avevano un senso dell’onore molto diverso: il duello è la risposta

all’ingiuria più “civile” rispetto allo scontro.

Altra trattatistica importante del periodo riguarda “il governo della casa”, il cui scopo è rendere e

conservare felice la casa, l’amministrazione della casa e l’educazione dei figli.

Ci sono nobili ricchi e nobili poveri.

Veri poveri = hanno veramente fame e sono nel disagio.

14

Storia Moderna

Poveri vergognosi = non sono poveri per quanto bisogna al vivere, ma per l’ostentazione della propria

ricchezza.

I secoli del Cinquecento e del Seicento sono caratterizzati dalla necessità dell’apparire, poiché lo stato e

il grado sociale sono “stampati” nell’aspetto esteriore.

Cultura: alla fine del Cinquecento troviamo in Italia una nobiltà che ha origine anche nel patriziato e che

si basa sulle virtù che devono essere proprie del cortigiano.

Austria e Inghilterra tra la fine del Cinquecento e l’inizio del Seicento iniziano il proprio processo

culturale: l’educazione dei bambini nobili verte sulle tre abilità basilari – rudimenti di lettura, scrittura e

religione – oltre alle lezioni di ballo, di spada, di equitazione e caccia – già da bambini ci si abituava a

scene di caccia e di lotta.

Francia tardo Cinquecento: gli studi compiuti finora sono maggiori rispetto ai nostri, in quanto i

numerosi castelli presenti nella Loira sono stati acquistati e ristrutturati da grandissimi negozianti –

significa uomini di negozio, uomini che trattano affari ad altissimo livello, è un grandissimo finanziere in

grado di prestare il soldo anche ai regnanti; sono anche cambiavalute e i negozianti della Loira

continuavano a riscuotere le tasse – quindi uomini ricchi che aspiravano alla nobilitazione.

Sale: per la tassazione veniva presa la comunità, di cui si censiva i numeri dei capi famiglia e, grosso

modo, anche i capi di bestiame, dopodiché si obbligava a pagare il sale, materiale ricercatissimo per la

conservazione del cibo. Da questo dazio erano esonerati coloro che erano inabili al lavoro, il clero e le

nobiltà. Il monopolio era dello Stato, che doveva avere corrispondenti laddove si produceva il sale,

nonché organizzare il trasporto a proprie spese, e doveva avere una serie di ufficiali che portavano il sale,

riscuotendo il dovuto.

In Italia lo studio delle biblioteche private è più tardo perché difficile è trovare un archivio integro e

continuato da poter studiare.

Nel corso del Seicento si solidifica il legame fra cultura letteraria e scientifica e i ceti nobiliari europei: se

si è nobili bisogna essere in grado di confrontarsi con un esponente del proprio grado, anche sull’ultima

scoperta scientifica; inizia a delinearsi la società raffinata che avremo nel Settecento.

I nobili hanno luoghi di aggregazione, importantissime diventano le relazioni.

Le opere d’arte diventano oggetto di desiderio, in particolare per coloro che aspiravano alla nobilitazione

e per i nobili che volevano esibire le proprie ricchezze. Si forma una sorta di civiltà sovranazionale.

Le corti delle grandi monarchie sono Roma, Madrid, Londra e Vienna, ma soprattutto Versailles, che

utilizza l’arte come “volano” dell’economia. Quindi il Settecento, punto di arrivo ma anche nuovo punto

di partenza, è un Settecento di nobili. Fino agli anni Settanta del Novecento la lingua internazionale è il

Francese.

L’aggregazione nobiliare internazionale: quando vediamo nei dipinti le croci sugli abiti, sugli stemmi

araldici o come ciondoli sta a simboleggiare l’appartenenza all’altissima nobiltà internazionale, fra cui

passono le informazioni. Le croci sono retaggio del periodo medievale, risalente all’Ordine degli

Ospedalieri o di Gerusalemme.

Ordine del Santo Sepolcro oppure l’Ordine di Malta – detto anche di San Giovanni, il luogo più

importante di integrazione delle nobiltà europee cattoliche di antico lignaggio. Ancora oggi è un ordine

riconosciuto in 90 paesi e la loro sede è considerata come un’ambasciata in un altro stato. I membri sono

ammessi all’Onu come spettatori per le riunioni di aiuto umanitario.

Era vietato avere il padre notaio o mercante, e la nobiltà doveva essere certificata da 200 anni (per gli

italiani), quindi si parla di altissima nobiltà.

Altra fonte è costituita dall’Ordine dei Gesuiti – assieme ai Domenicani sono fra i più nobili ancora oggi.

Hanno un ruolo importante nel rendere omogenee le nobiltà dell’Europa cattolica. Dirigono i Collegi di

Educazione riservati ai nobili – Seminaria nobilium. Ci si poteva istruire anche con il precettore a casa,

ma era più significativo inviare il figlio in questi collegi, da cui possiamo capire le relazione, poiché come

15

Storia Moderna

avviene oggi le amicizie “dei banchi di scuola” rimanevano per anni.

I gesuiti si occupano di:

1. trasmissione dei valori e delle caratteristiche proprie dell’ideologia del gentiluomo. Il grande finanziere

deve avere ideologie comuni, perché per i propri affari deve riuscire a dialogare con uomini di corte e con

uomini nobili, quindi deve essere in grado di parlare in un certo modo e deve conoscere le lingue

straniere. I caratteri sono: culto dell’onore, passione per la genealogia per l’araldica - Non bisogna mai

fidarsi degli alberi genealogici conservati negli archivi di una famiglia nobile, perché era molto facile

falsificare gli antenati e quindi è facile imbattersi in un falso. Fino al periodo napoleonico, non esisteva

l’anagrafe e non vi erano mezzi per controllare le genealogie, quindi un signore poteva andare in un altro

paese e cambiare vita.

2. addestramento al comportamento nobiliare. L’uomo nobile oltre a dover avere l’amore per arte e

letteratura deve essere capace nelle arti mondane del ballo, della musica, della cavallerizza, della scherma.

Sono elementi che vengono insegnati anche a coloro che vogliono essere nobilitati, presso i precetti o

presso i collegi minori, che non richiedono la nobilitazione per accedervi.

→ Ricorda: si tratta di collegi maschili.

Trasmissione del titolo e del patrimonio familiare: importantissimo è il contesto giuridico, bisogna

sempre capire il rapporto giuridico riguardo alla trasmissione del patrimonio. In genere vige la

primogenitura (maggiorasco) ovvero il patrimonio viene passato al primogenito.

Vi è anche il fedecommesso (tutto o parte del patrimonio), chiunque, non solo il nobile, può vincolare il

patrimonio in parte o in toto: con un atto notarile viene detto a chi cedere ogni pezzo del patrimonio, se il

primogenito non rispetta il testamento o la suddivisione con i propri fratelli, i quali possono impugnare il

testamento, di modo che il patrimonio venga suddiviso tra i fratelli.

Il fedecommesso viene abolito nel Settecento, ma fino a questo momento le opere passano per tutta la

famiglia, per questo motivo possiamo trovare opere in altre città o addirittura altri paesi.

Sulle decisioni riguardanti il patrimonio interviene un collegio di specialisti, non era un solo magistrato a

prendersi la responsabilità.

La Francia non aveva il fedecommesso, per questo le collezioni erano unite.

Il primogenito deve conservare nello splendore la famiglia; se non svolge questo compito il figlio cadetto

può fargli causa.

Guai era per chi ereditava, se il padre sul punto di morte riconosceva un figlio illegittimo; per

quest’ultimo spesso veniva previsto dal testamento un vitalizio.

Il primogenito deve provvedere al mantenimento di:

- fratelli celibi

- madre vedova se non risposata (la moglie rimane comunque la donna prediletta, anche se si erano

cornificati a vicenda). Spesso le rimaneva l’usufrutto della casa. Si trattava di donne provenienti da

famiglie molto ricche; i signori spesso chiedevano un prestito non alle famiglie della moglie, ma alla

donna stessa.

- sorelle, per le donne valeva il principio dello splendore della casa.

- zii e zie dal lato paterno

- fratelli e sorelle illegittimi, ma riconosciuti dal padre.

Fratelli: il primogenito si sposa con un parigrado; i fratelli cadetti vengono in genere indirizzati alla

carriera militare, con costi molto elevati, oppure alla carriera ecclesiastica. Anche quest’ultima richiedeva

un costo elevato, perché ovviamente non sarebbero andati a svolgere funzioni di basso livello, come fare

il prete di campagna.

Mentre il primogenito sposa una nobile, il fratello cadetto può sposare una donna che possa arricchire le

casse familiari. Il matrimonio con la figlia di nobile o di ricco mercante, significa avere un ramo di

“sangue blu” nonché un giro di relazioni importante.

16

Storia Moderna

Se il fratello intraprendeva la carriera militare, il primogenito doveva mantenere anche l’esercito che il

fratello sarebbe andato a comandare; se invece intraprendeva la carriera ecclesiastica, doveva pagare per

l’attestato per divenire prelato, nonché gli studi – coloro che volevano arrivare a questi ruoli dovevano

avere una certa cultura.

Sorelle: la figlia già maritata non compare mai sul testamento, perché considerata già risarcita, e vi

appaiono solo le figlie minorenni, per le quali vengono stabilite delle doti matrimoniali (una quantità che

potrà aumentare fino al momento del matrimonio), oppure la dote “spirituale” (monastica) per poter

entrare in monastero – come badesse. Quest’ultima in genere era inferiore rispetto alla dote matrimoniale.

Il padre in genere lascia qualcosa alle figlie e al monastero.

Le donne vedove potevano scegliere di ritirarsi in convento, scrivendo prima un testamento e decidendo

se lasciare i propri beni a qualcuno o portarli con sé in convento.

Donne nobili laiche: sono istruite si e no, ci sono diverse variabili. Sicuramente sono più istruite rispetto

alle appartenenti agli altri ceti sociali. Gli uomini sapevano che erano sottoposti a censura, quindi non

parlavano mai del sovrano, mentre le donne non erano poste a censura, perché si pensava che facessero

solo ciarle, invece si scopre che sono bravissime nell’analizzare le situazioni politiche. Sono inoltre

abilissime nell’economia.

Vedove: possono rimanere in famiglia allo stato vedovile, possono risposarsi oppure ritirarsi in convento.

PRIVILEGI DEL CETO NOBILIARE: gode di diverse esenzioni fiscali. Vi è una ripartizione fiscale

che li privilegia: maggiore possibilità di investire in un determinato settore.

Ceto parassitario o operoso? Si tratta di un ceto molto acuto nella gestione economica e molto operoso,

banalmente hanno bisogno di soldi per mantenere il proprio status.

17 Marzo 2014

INTRODUZIONE ALLA RICERCA BIBLIOGRAFICA:

bibliografia: elenco di testi o contributi relativi a un determinato argomento.

Esempio: Daniele Crespi e la Milano del suo tempo → in una bibliografia si possono avere diverse

tipologie di documentazione.

Elementi della monografia = Nome autore, titolo completo, editore, luogo, anno.

Elementi dall’articolo di periodico = nome autore, titolo dell’articolo, in “testata periodico”, serie,

volume, anno.

Elementi del saggio in monografia = nome autore, titolo del capitolo (a cura di), in “titolo del libro”, data,

pagine,

Elementi delle voci da enciclopedia = autore, titolo della voce in, editore, volume, anno [enciclopedia

cartacea]

= titolo della voce (online) in nome enciclopedia <url di riferimento>, (ultimo accesso)..

Citare...

-cosa: qualunque materiale consultato, letto i utilizzato direttamente o indirettamente

-dove: all’interno del testo, dove il concetto viene utilizzato; in bibliografia, per documentare il percorso

di ricerca

-perché: per permetterei risalire alle fonti utilizzate e per riconoscere la proprietà intellettuale altrui

-come: diversi modelli e stili citazionali possibili

Quando si cita o riprende il passo da un testo altrui va posto sempre tra virgolette e messo chi viene citato.

Ricerca bibliografica: complesso di attività volte ad accertare l’esistenza, descrivere efficacemente e

accedere al contenuto informativo di un insieme di documenti pubblici che rispondono a determinate

caratteristiche, dettate di volta in volta dagli interessi e dagli obiettivi del ricercatore stesso.

17

Storia Moderna

Come procedere:

1. identificare l’argomento di interesse

2. scegliere i termini idonei per la ricerca

3. scegliere gli strumenti da utilizzare

4. verifica risultati ottenuti

In biblioteca si possono reperire fonti primarie (documentazione risalente al periodo preso in questione) e

fonti secondarie (articoli e saggi che prendono in considerazione un determinato periodo o si concentrano

su un determinato argomento.

Del materiale trovato bisogna sempre valutare che siano pertinenti, appropriati; se materiale tratto da sito

web, bisogna capire la fonte e sapere se è autorevole, inoltre le informazioni devono essere aggiornate.

Usare sempre un occhio critico per i siti web, bisogna preferire i siti istituzionali.

20 Marzo 2014

Il fiume Elba funge da sparti acque per ciò che riguarda la cultura e la condizione dei contadini : i servi

della gleba sono il frutto di una situazione giuridica presente solo a Oriente del fiume, mentre nel resto

d’Europa non esistono, nonostante le condizioni non felici.

LE NOBILTA’: con la scelta di attuare il fedecommesso il patrimonio viene in tutto o in parte vincolato,

e quindi non può essere alienato e deve essere trasmesso secondo le volontà testamentarie; si possono

avere deroghe, su giusta causa, che viene rilasciata da apposite autorità.

Nobiltà parassitaria o operaria? Esempio da le spese di Gian Mario Andreani del 1813, proprietario

nell’odierno Palazzo Sormani - prende il nome del nipote, suo erede in mancanza di figli, dopo la morte

avvenuta nell’anno in considerazione.

Di fianco alla nobiltà di lunga data milanese – Carlo Archinto, Pompeo Giulio Litta Visconti Arese,

Giorgio Trivulzio – si affianca una nobiltà che vede la propria nobilitazione grazie agli affari e alle

ricchezze – Antonio Greppi, Giovanni Battista Mellerio.

La famiglia presa in considerazione è una media nobiltà, ma le spese sono ingenti.

Dal 1771, anno della riforma degli uffici a Milano, i dipendenti non possono prendere più le onoranze

(mancia legale che si dava a chi era preposto a creare un atto).

La partita doppia – registrazione di dare e avere, inventata in Italia, da subito il totale di quanto si spende

– ci possono fornire tutte le spese, ma mai i nomi dei fornitori. Inoltre non si ha mai distinta.

I grandi signori investono il proprio denaro, un terzo è destinato alla sola gestione delle proprietà situate

fuori Milano – non solo l’abitazione in campagna, ma anche le terre coltivabili, che costituiscono

un’ulteriore fonte di reddito.

Le spese vanno a finire nel mantenimento del patrimonio immobiliare, sia che si tratti delle abitazioni sia

che si tratti dei terreni da coltivare, su cui ci possono essere le abitazioni dei massai e i luoghi di culto.

Deve occuparsi della manutenzione di tutto e del pagamento delle tasse su queste – i nobili iniziano a

pagare le tasse a partire dal Catasto Teresiano, nonché dell’eventuale ampliamento dell’appezzamento di

terra.

Il proprietario deve interessarsi anche della gestione dell’attività agricola:

- acquisto di bestiame (sia per lavori agricoli sia per la produzione casearia)

- seme dei bachi (per la produzione della seta)

- piantoni per il sostegno delle viti (vanno periodicamente sostituiti)

- manutenzione di stalle e rogge

- attrezzi per i contadini 18

Storia Moderna

Possono pagare i fittavoli, veri e propri imprenditori a cui si affida la coltivazione della terra, oppure il

signore si può rivolgere ai braccianti.

Voce di spesa importante è Ammortamenti di mutui e oneri passivi (interessi e vitalizi); gli interessi sono

derivanti dal prestito che la moglie concede al marito. I vitalizi sono molto importanti per la ricerca,

perché si può risalire alle relazioni del signore.

Ménage della Famiglia: ne fanno parte le voci tavola, salariati, residenza di Milano, Scuderia di Milano,

vestiarie e parziali della contessa (che già riceve una sorta di vitalizio basato sulla sua dote), guardaroba

(biancheria casa, vestiario per il personale di servizio, che non può far sfigurare la famiglia per cui

lavora), vestiario e parziale del conte, arredamento residenza milanese.

La residenza è il palazzo: le spese sono di manutenzione e di modifiche. Nella manutenzione è compreso

il riscaldamento, nonché la manutenzione del giardino e dell’edificio, che richiedono mano d’opera e

materiali da utilizzare. È importante capire quali sono i materiali utilizzati per la conservazione e il

possibile restauro, a volte erano segreti del capomastro. Vi rientrano anche le “opere di pittura”, ovvero il

decoro delle pareti e dei soffitti, quindi intagliatori, pittori, etc.

L’intervento su un grande camino di marmo riguarda la manutenzione del palazzo, quindi non si può

capire chi vi lavora, ma dalla documentazione si può carpire se un artista era in quella casa in un dato

periodo.

L’arredamento può essere nuovo, usato o adattato. Dato che erano prodotti con materiali molto buoni, non

si buttava mai niente, piuttosto si passavano in eredità, anche fra le classi sociali. Se l’arredamento veniva

adattato, si può ricavare dalla contabilità il nome degli artigiani che vi hanno lavorato.

La maggior spesa è quella dei tessuti: i tessuti sono il maggiore costo, assieme ad arazzi e gioielli.

Nella residenza di città doveva esserci il personale di servizio, che corrisponde alla voce dei salariati, e si

avvicinano come spesa ai pagamenti della tavola.

La retribuzione poteva essere mensile o settimanale – si capisce che vi era una gerarchia – inoltre vi era

personale che veniva pagato ogni 4/6 mesi o anche alla fine dell’anno.

È rarissimo trovare lo scorporo del personale di servizio. Al personale di servizio fisso veniva dato anche

vitto e alloggio. Coloro che sono pagati mensilmente sono maggiordomo (ha funzione amministrativa,

non presta servizio solo presso una famiglia), cuochi (ricorda: i migliori accordi si fanno a tavola),

contabile, giardiniere (personale che era fisso), generico (factotum) e le signore (sono di livello più alto

rispetto alle donne che pulivano la casa).

Nelle spese di palazzo Sormani troviamo il pagamento settimanale di 6 uomini e una signora, ci indica

che è personale che viene chiamato a lavorare solo in caso di bisogno.

Pagati ogni 4/6 mesi sono le persone che hanno il profilo più alto: ragioniere (controlla il contabile e

consiglia sulle spese, prima di proporre al signore), segretario, architetto (lavora per altri e viene chiamato

quando se ne ha bisogno).

Il guardaroba: prevede la biancheria per la casa e per il personale, e il vestiario per il personale di

servizio. Al personale di servizio viene fornito un guardaroba – in genere dismesso dal signore – in modo

che tenessero un certo ordine e dessero l’immagine giusta della famiglia per cui lavorano.

Il personale di servizio aveva in contratto il mantenimento della riservatezza, e in caso di infrazione della

clausola si poteva essere licenziati per giusta ragione.

Occorre il materiale e il lavoro per la lavorazione del guardaroba, compresi i telai.

La tavola: altra voce importante delle spese della casa dei ceti altolocati e per tutto l’Ancién Régim. Il

cibo veniva in parte acquistato e in parte proveniva dalle tenute di campagna. Da quest’ultime sappiamo

cosa viene portato, perché nella contabilità troviamo le spese di trasporto e le spese del dazio.

Si acquista:

- pane (se non si ha un forno interno alla casa). 19

Storia Moderna

- carne e insaccati (area più pregiata era il bolognese).

- condimenti (molto usati sono lardo e strutto, che possono venire dagli animali di famiglia, mentre l’olio

di oliva, più pregiato, proveniva dalla Liguria e spesso veniva importato da altri nobili, con cui magari si

hanno rapporti di amicizia, contraccambiando con prodotti locali).

- frutta fresca (Milano è ricca d’acqua quindi ha la possibilità di coltivare all’interno dei frutteti).

- frutta secca (alimentazione legata al culto e al rispetto dei precetti religiosi, poiché permessa nei periodi

di quaresima, assieme al cioccolato).

- droghe (intendendo spezie e aromatizzanti).

- dolci (ciambelle, cioccolato in tavoletta o in praline, panettone per Natale).

- vini e distillati.

- caffè (bene al quale una volta affermato difficilmente si è rinunciato) e tè.

Da chi e dove si acquistano questi prodotti? Se il prodotto è di una località che vi si è specializzata, non si

badano a spese.

I fornitori possono essere molti: droghieri, bottegai, negozianti. Il grande negoziante poteva organizzare i

viaggi e gli affari per importare tessuti e cibi richiesti.

Il pagamento avviene in contanti o dilazioni di pagamento, e ancora avveniva il baratto, il grandissimo

banchiere, i nobili fra loro.

24 Marzo 2014

LE NOBILTA’ – spese di Gian Mario Andreani: le spese per il vestiario e parziali del conte sono

separati dalle spese delle vestiarie della contessa.

Alla contessa per contratto dotale – non ci si sposa senza contratto prematrimoniale - viene dato all’anno,

in genere ogni sei mesi, 3000 lire all’anno. Con questi la contessa può comprare ciò che vuole: risparmia,

impresta, acquista libri, carte geografiche, abiti, gioie.

I parziali, a carico del marito, riguardano tutto ciò che correlato all’igiene e alla cosmesi, le visite del

medico, i biglietti per il teatro, il posto alla Scala, le offerte per la chiesa.

Il conte paga il proprio vestiario, l’igiene e cosmesi, abbonamenti e riviste, libri – è il capo famiglia che si

occupa di aggiornare la biblioteca – biglietti per il teatro, posto alla Scala, associazioni culturali.

Abbigliamento e accessori: siamo in età napoleonica e la spada diviene un accessorio da esibire dei

nobili. Nello stesso periodo i capi più importanti sono acquistati all’estero, in particolare dalla Francia.

Trasporti: le spese della scuderia occupano una voce particolarmente importante. I cavalli e le carrozze

hanno bisogno di continue cure.

Elemosine e mance, e mantenimento: le relazioni con il mondo monastico o prelati si possono ricavare

dalle spese delle famiglie, dove viene indicato il mantenimento.

Il giorno del santo patrono della località dove la famiglia possiede una proprietà, questa deve recarsi in

luogo alla messa, nel proprio posto riservato; inoltre il signore dovrà fare un’offerta alla chiesa e un

regalino per i ragazzi della parrocchia, si deve comportare proprio da signore.

La sorella del Conte nel mantenimento deve pagare il servizio di lavanderia e ciò che vuole , il che

comprende (come in questo caso) fili di perle, nastro di seta rosa, scarpe ricamate, tutti elementi che

caratterizzano la suora quale nobile.

(??): la famiglia deve occuparsi degli arredi sacri e del personale della chiesa che ha acquistato, in questo

caso la chiesa di San Barnaba. Ma la famiglia è anche benefattrice delle chiese che circondano la propria

residenza, e anche delle chiese a cui sono legate per voto o per tradizione.

Si può anche donare un oggetto prezioso a una chiesa, stabilendo che l’oggetto rimanga comunque di

proprietà della famiglia: vuol dire che in caso di soppressione della chiesa o dell’ordine, il bene non

rientra nel patrimonio da sopprimere, ma torna alla famiglia, la quale in genere la ridona a un’altra chiesa.

Si tratta di una famiglia nobiliare che spende molto; si tratta quindi di nobiltà operosa o nobiltà

parassitaria?

Diversificazione degli investimenti: non si punta mai solo su un investimento. Le nobiltà sono proprietarie

20

Storia Moderna

immobiliari: posseggono terreni, palazzi e attività connesse, anche manifatturiere. Il signore la

manifattura la affitta o la da in gestione; ad esempio le cave di argilla, situate in campagna, sono proprietà

immobiliari che devono rendere. Il signore controlla i conti.

Stipendi da attività nell’amministrazione pubblica: lo stato riesce a far cassa vendendo l’ufficio, da cui si

chiede commissioni per il certificato e si chiede anche la trasmissione ai figli.

Quando lo stato deve far cassa li ricava da pedaggi, attracchi e ponti, e una famiglia nobile acquisisce i

diritti, che cerca sempre di far mantenere e tramandare ai propri figli.

I nobili fanno da intermediazione finanziaria, possono prestare denaro e fare consulenza in investimenti.

Hanno una rete di relazioni tale, anche con contatti all’estero, che possono permettere e permettersi degli

investimenti sicuri; le informazioni non sono gratuite, si pretendono degli interessi. Coloro che sono sulle

piazze all’estero si occupano anche di intermediazione commerciale, quindi diventano anche intermediari

del gusto. I lavori per la commissione vengono seguiti direttamente dal nobile a cui viene richiesto di

procurarsi un determinato bene di lusso.

Doti di esponenti di altro ceto: i fratelli cadetti devono rendere alla famiglia e mantenere lo splendore

della famiglia. Il grande finanziere tenterà sempre il matrimonio con un’esponente di alto profilo,

ricavando lignaggio e relazioni importanti per la famiglia.

Ricerca documenti eterogenei: la ricerca su queste famiglie può essere condotta solo su documentazione

eterogenea, pluralità di fonti e documenti.

La soluzione migliore è data dall’archivio di famiglia, anche se non sempre c’è e non sempre può

rispondere alle nostre esigenze:

- araldica, dimostrazione dell’origine di nobiltà. Sono sempre fatte su pergamena, miniate e con sigillo.

In genere si trova anche negli archivi di stato o archivi civili, dove viene conservata una parte di archivio,

poiché le famiglie nel tempo potrebbero aver venduto una parte dei propri archivi.

Verifica se era o non era nobile: periodicamente bisognava dimostrare al Tribunale araldico la propria

discendenza e che si è nobili. Il tribunale è di competenza dello stato, quindi se la documentazione è

rimasta la si può trovare nell’archivio di stato.

- motivazione della concessione.

- notizie biografiche qualora ci fosse allegata la documentazione di istruzione della pratica.

- documentazione recente.

- documenti fiscali di sintesi. In antico regime il nobile gode di esenzioni fiscali, quindi la rilevazione non

viene fatta; quando inizierà a pagare, si avranno dei documenti fiscali di sintesi, in particolare durante

l’età napoleonica.

Fino all’inizio del XVIII secolo si considerano ancora le concessioni di feudi “camerali”. Il titolo feudale

deve sempre essere appoggiato a un luogo.

Vi sono feudi imperiali e feudi camerali, questi ultimi sono concessi dal sovrano. Si parla di investitura

feudale e non c’è cessione del territorio.

Se si desidera, in Lombardia, essere insignito del titolo feudale bisogna possedere un feudo, anche

piccolo, per appoggiare il titolo. Quando si estingue il casato, ovvero la famiglia a cui il sovrano aveva

concesso il feudo, questo viene devoluto all’autorità competente; il Ducato di Milano era stato concesso

dall’imperatore alla famiglia Sforza, e quando questa si esaurisce, il territorio torna sotto il controllo

imperiale.

- documenti relativi a cariche e uffici pubblici.

- alberi genealogici già a disposizione. Si possono trovare degli alberi genealogici, che però non

corrispondono alla verità; bisogna controllare le relazioni che la famiglia ha con monasteri e prelati.

Bisogna sempre indicare le fonti delle proprie informazioni.

- documenti relativi alle esenzioni fiscali. Se si ha un’esenzione fiscale – sia per nobili che per monasteri

– l’onere della prova spetta al nobile – o al monastero – portando la documentazione, da cui si deduce che

21

Storia Moderna

la famiglia è blasonata, avendo un’esenzione, e si può arrivare all’origine della ricchezza della famiglia

stessa.

- documenti relativi all’acquisto di “rendite”.

- dati anagrafici. Quando le persone sono nate, dove abitavano, quando sono morti e di conseguenza a chi

sono andati i loro beni. Oggi all’anagrafe non si può accedere a tutti i campi di informazione dei dati

personali, per il diritto alla privacy.

Prima dell’età napoleonica, e partendo anche dal concilio di Trento, le fonti anagrafiche sono gli archivi

parrocchiali, in Italia sono conservate presso le chiese, mentre in altre realtà sono conservati in Archivio

di Stato, come ad esempio ad Anversa. In questo caso gli archivi sono consultabili e accessibili.

Accordi fra stato italiano e chiesa, per l’accesso agli archivi per lo studio : la consultazione dovrebbe

essere gratuita, ma in verità non sempre lo è, e non sempre facile, ma osteggiata dai parroci.

Non sempre l’archivio di famiglia ha questa documentazione anagrafica, quindi bisogna fare affidamento

agli archivi parrocchiali della chiesa del palazzo di città e del palazzo di campagna. Il bambino doveva

essere battezzato subito, perché la morte infantile era molto comune e senza il battesimo l’anima del

neonato sarebbe rimasta nel limbo. Il bambino poteva nascere anche presso la residenza delle campagne.

Negli archivi delle parrocchie venivano registrati nome e cognome del padre e nome della madre – una

volta sposata la donna prendeva il cognome del marito, e nei registri non sempre compare il proprio

cognome – e le relazioni. Viene segnato anche il compare o la comare (padrino e madrina), che si

dovevano occupare del bambino in caso in cui i genitori venissero a mancare, ma segnavano anche delle

relazioni.

Quando si ricercano dei cognomi, bisogna sempre dare le possibili varianti, perché nel corso del tempo

potrebbe aver subìto adattamenti, ad esempio perché pronunciato da qualcuno di lingua straniera.

Per trovare informazioni sul matrimonio, occorre recarsi nella parrocchia di residenza della sposa. I ricchi

mercanti se possono fanno mettere a battesimo tramite procura.

Sempre prima dell’età napoleonica si può fare riferimento allo Stato delle Anime, presso l’archivio della

curia: un aiutante del parroco si reca in visita presso tutta la parrocchia e fa il censimento delle famiglie.

25 Marzo 2014

Le doti in genere sono volontarie. Ci può essere la Scherpa – come viene chiamata nel milanese -, parte

della dote in beni materiali, che possono essere qualsiasi cosa, come ad esempio gioielli, che vengono

descritti nei minimi dettagli; in particolare i gioielli potremmo non averli più materialmente, perché

rimessi a modello nel corso del tempo, ma le descrizioni dettagliate ci possono dare l’idea per una

possibile ricostruzione.

Dobbiamo sapere chi dirige in un determinato periodo una congregazione religiosa piuttosto che un’altra

istituzione come il conservatorio di Milano, in modo da capire dove sia finita la documentazione.

La famiglia ritiene che sia utile dimostrare di essere nobili attraverso l’araldica: in questa documentazione

possiamo trovare dei documenti di delega di alcune zone verso la famiglia di rappresentanza, si rilascia un

documento che permette al signore di passare per una scorciatoia, e questo documento diviene talmente

importante per il riconoscimento della nobiltà da entrare a far parte dell’araldica.

Le informazioni sulla vita attiva possiamo recuperarle dai carteggi e i mandati di pagamento, dove

vengono segnate le attività economiche, attività culturali e le relazioni; da questo possiamo capire il

gusto e la mentalità, attraverso ad esempio i giudizi su opere d’arte e libri.

Molto diffuso era l’usanza di “utilizzare” i signori presenti su altre piazze, che possono fornire

informazioni e consigli su possibili investimenti e su possibili acquisti, quindi rete di scambi.

Nella ricerca scientifica non ci si deve arrende mai; deve essere effettuata in diversi sedi archivistiche e

su fonti di diversa natura.

FONTI PER LA RICERCA IN MANCANZA DELL’ARCHIVIO DÌ FAMIGLIA: se non troviamo

delle informazioni su una famiglia nel proprio archivio, possiamo trovarne nell’archivio di un altro

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Storia Moderna

nobile, erano pettegoli: si passano informazione sulla moda, sul cambiamento politico o economico, chi

c’era quella sera in teatro e come erano vestiti, etc.

Dal Settecento in poi viene avviato il catasto, fonte particolarmente ricca di informazione: possiamo

ricostruire le proprietà e le attività. Inoltre il catasto, per funzionare, deve essere continuamente

aggiornato, quindi in caso di compravendita viene preso subito nota.

Il catasto di Milano deve passare diversi scontri con i patrizi e impiega circa 40 anni per formarsi e

iniziare la propria attività; i funzionari del governo si recavano sui terreni per intervistare i contadini,

chiedendo chi fosse il maggior proprietario e cosa si coltivasse.

Fedecommessi: ulteriore fonte importante in caso di mancanza di archivio di famiglia. All’interno della

magistratura che si occupava dei fedecommessi – Milano, Senato dei Fedecommessi – possiamo ritrovare

la documentazione; il conflitto è sempre fonte di informazioni.

Atti dei notai: da sempre studiati. Fanno i passaggi di proprietà, il prestito di denaro (il prestito era fra

privati quindi il banchiere stipulava un contratto in cui si riportano anche gli interessi dovuti), procure

(legame di fiducia, poiché viene chiesto di essere rappresentati da una determinata persona), mutui,

confessiones (dichiaro di aver ricevuto una determinata somma da una persona e di aver ricevuto da

un’altra dei quadri; si confessa qualcosa al notaio ovunque, non solo presso il notaio, ma anche presso

l’ente competente a cui si trasmette la confessione), atti dotali, trasmissione del patrimonio, testamenti

(raramente sappiamo la consistenza del patrimonio, se non grazie ai dettagli; si lascia sempre qualcosa ai

servitori e alla chiesa, anche se si è all’estero si lascia qualcosa alla chiesa di provenienza, qualcosa alle

figlie e ai figli, e poi si nomina ugualmente un erede universale. Si dice che i figli maschi debbano

occuparsi delle figlie femmine, qualsiasi strada intraprendano. In caso di minorenni si nomina sempre il

tutore.

n fondo al testamento possiamo trovare inventari, redatti anche post mortem, che specificano ogni

elemento del patrimonio).

1. Orfani minorenni: bisogna garantire che all’atto della maggiore età arrivino in possesso del patrimonio,

allora lo stimatore stipula un inventario del patrimonio, chiedendo anche il giudizio di pittore, gioiellieri,

maniscalchi, cocchieri; lo scopo è l’integrità del patrimonio, non il valore. In genere lo stimatore è in

relazione con i notai (consulente di fiducia). Lo stimatore fa una descrizione precisa. In caso di mancanza

di un oggetto, il minore ricevuta la maggiore età può ricorrere al tribunale, il quale convoca il tutore che

ne deve rispondere.

Lo stimatore mette la descrizione di ciò che vede in un preciso momento. I quadri bisogna dire se sono

con o senza cornice. I quadri, i gioielli, i cavalli sono beni molto preziosi, quindi sono segnati a parte.

Nell’inventario viene messo ciò che apparteneva a chi è morto, quindi se il testamento è del padre, non ci

saranno i vestiti della madre.

2. Divisione del patrimonio: se il testamento indica che il patrimonio venga suddiviso in parti uguali, non

sarà presente solo lo stimatore, ma anche stimatori di parte e periti.

Atti di confisca dei beni: quando ci si macchia di un reato e viene provato, i beni vengono confiscati,

quindi si fa un elenco dei beni confiscati. Chi sottrae un bene posto sotto confisca a sua volta commette

un reato, ma chi può dire chi ha preso questi beni?

Contava o non contava questo nobile? Possiamo studiare la documentazione relativa al cerimoniale laico

e religioso. Se muore il sovrano spagnolo, anche se si è a Milano si può svolgere un’orazione funebre:

non può partecipare chiunque, dovrà avere un determinato abbigliamento e si siederà al posto assegnatoli.

In caso non si partecipasse – lo stesso vale anche per inviti a feste e altro – bisogna giustificare la propria

assenza.

Guide delle città: sono fatte per amministrazione, in particolare per i turisti stranieri.

23

Storia Moderna

VI ERA MOBILITA’ SOCIALE NEI CETI PIU’ ELEVATI? La nobiltà non può essere un ceto

chiuso, perché altrimenti le famiglie col tempo si estinguerebbero. Mercanti, negozianti e finanzieri di

altissimo profilo aspirano a divenire nobili.

In età moderna la mercatura di altissimo livello e l’attività bancaria sono inscindibili. La compravendita

di merce e la finanza.

Il grande mercante dispone di una forte liquidità, e a volte possono organizzare la produzione di beni di

lusso e il loro trasporto. Il grande mercante può investire il proprio capitale e di conseguenza da lavoro a

una serie di persone; acquista la lana, da lavoro a chi si occupa di lavarla, di filarla, di tingerla, etc.

Quando si parla di tessuto, deve essere prodotto nei luoghi dove vi è manovalanza specializzata, che

quindi non la consuma e svolge lavori di pregio. Il materiale di lavoro pregiato viene lavorato nelle città.

Gli artigiani di altissimo profilo lavorano seguendo le indicazioni delle Corporazioni: fino alla seconda

metà del Settecento non si può parlare di libero mercato. Nella documentazione possono essere chiamate

arti, università o paratici. Venivano chiamate gilde all’estero.

La corporazione NON è la “madre” dell’odierno sindacato. La corporazione è un’organizzazione della

produzione e del lavoro, con tutto ciò che compete e comporta.

L’odierno sindacato tutela il lavoratore, mentre la corporazione tutela la produzione e il prodotto. Per

esercitare occorre essere iscritti alla corporazione cittadina.

Principio: i beni di lusso esportati devono sopportare i costi della distanza; solo il bene di alto pregio può

percorre lunghe distanze, perché può pagare i vari dazi e pedaggi. Quali prodotti sopportano i costi della

distanza? Ad esempio le armature da parata, la gioielleria, reliquari, tessuti di pregio, suppellettili e arredi

per il clero, tessuto per arredamento, etc.

Fiore all’occhiello della produzione milanese era il filato aurosetici, filo di seta arrotolato in un metallo

prezioso, in genere argento, che andava a impreziosire i tessuti. Quindi gli artigiani di Milano che si

occupano di questa produzione devono essere abili nel produrre lo stesso bene.

300 gr. di filato di seta con oro e argento fino nel 1778 vale quanto 63 giornate di lavoro di un muratore,

intendendo un capomastro.

31 marzo 2014

MERCANTI, NEGOZIANTI E FINANZIERI: sono le nuove figure che aspirano alla nobilitazione.

La mercatura è la compravendita di un bene; i mercanti a volte organizzano la stessa produzione dei beni,

in particolare per i target di lusso.

L’organizzazione della produzione e del lavoro in città è appannaggio delle corporazioni. Non è la madre

dell’odierno sindacato, perché è l’organizzazione della produzione e del lavoro e non si occupa della

tutela del lavoratore.

Corporazione: tutela la produzione del prodotto, l’intera piazza: anche una sola partita di prodotto fallace,

sta a significare che il prodotto su quella piazza non è più prodotto a dovere, quindi ne comporta una

perdita sul mercato, perché ci si rivolge ad altre piazze.

La corporazione agisce in base a precisi statuti scritti, pubblicati e resi pubblici. Gli statuti contengono:

l’organizzazione interna della corporazione, le regole per l’ammissione e la tutela del prodotto.

Organizzazione di una corporazione: il vertice è composto dai consiglieri, sono coloro che sono tenuti a

governare la corporazione, ad aggiornare corporati e statuti, a produrre enti, che a rotazione fungeranno

da abati. A rotazione perché nel momento in cui si è eletti abati non ci si può dedicare ad altro. Fra i

membri del consiglio erano le figure del maggior spicco. Sono aiutati da notai, che svolgono la loro

professione e sono anche a servizio della corporazione, su votazione segreta.

Come si entra nella corporazione: il mercato del lavoro non è libero, quindi gli artigiani non possono

svolgere il proprio lavoro in proprio, ma devono recarsi a bottega: devono effettuare un apprendistato

della durata minima di tre anni. 24

Storia Moderna

Per imparare la lavorazione di materiali importanti servono anni presso un maestro di bottega; spesso si

stipulavano contratti fra il maestro e la famiglia del giovane.

Dopo l’apprendistato, gli abati sottopongono il candidato all’esame: il candidato deve essere in grado di

produrre un pezzo che gli viene richiesto. Se non si supera si continua ad andare in bottega da altri, e non

si può diventare imprenditore; se invece l’esame viene superato si diviene maestri e si può aprire una

bottega propria.

Per aprire la bottega occorre chiedere di essere iscritti alla corporazione.

Consilium: talvolta suddivide le materie prime e il lavoro fra i corporati, perché un eccesso di produzione

comporta una diminuzione del prezzo.

Valuta la qualità del prodotto finito, sarà uno dei problemi che si troverà a risolvere il legislatore nel

momento della soppressione delle corporazioni: se la qualità è inferiore al target del bene, si rischia di

perdere la piazza.

Ripartisce le tasse fra gli iscritti, perché la città stabilisce le tasse che devono pagare i maestri, l’autorità

cittadina non provvede a inviare le cartelle per i pagamenti, quindi si demanda alla corporazione. Modo

per ovviare alla mancanza di burocrazia.

Il vertice è giudice nelle controversie, sia fra corporati sia verso esterni (fornitori e clienti), e

aggiornamento della normativa. La legge deve adeguarsi ai cambiamenti del tempo. Solo con l’età

napoleonica avremo un codice di commercio valido per tutti. L’ultimo grado di giudizio, che comporta il

bando o la pena di morte, è competenza del senato, che non essendo competente in determinate materie

richiamava dei tecnici.

Ogni corporazione ha il proprio santo protettore.

Su quali documentazioni studiare le corporazioni degli artigiani? Fondamentali sono gli archivi privati,

dove si possono trovare documenti riguardanti le lavorazioni dei singoli artigiani, oltre a corrispondenze

su consigli e proposte fra nobile con un altro nobile, che contatta per le commissioni.

Inoltre tramite la contabilità e i carteggi possiamo ricostruire la moda che si impone in quegli anni.

Altri archivi importantissimi sono quelli delle istituzioni laiche, come comuni e ospedali; si fanno

affrescare le pareti e le volte delle sale comunali. Gli ospedali basano la loro sussistenza economica grazie

alle beneficenze e ai lasciti, quindi è in sé un’opera d’arte. Anche archivi di enti e istituzioni religiose:

parrocchie, diocesi o enti religiosi; per lo studio di questo periodo bisogna tener conto delle soppressioni

periodiche degli ordini religiosi.

Da questi archivi possiamo studiare le delibere, che ci danno le varie fasi della realizzazione di un’opera:

prima si decide cosa si vuole fare e il soggetto; nella successiva delibera avremo i progetti degli artisti e

magari anche il bozzetto per il concorso e la decisione a verbale del collegio, l’anticipazione, etc.; il

collaudo viene stabilito dal perito che deve controllare che l’artigiano sia stato fedele al contratto, e solo

in quel caso verrà pagato.

Infine vi sono gli archivi delle corporazioni, rimasti in pochissimi. Per Milano questi archivi sono stati per

la maggior parte distrutti. Allora bisogna rivolgersi agli enti con cui più erano in contatto: gli archivi

comunali. Possiamo studiare le petizioni firmate dagli abati e dai consiglieri, e quindi possiamo risalire a

coloro che erano al vertice, risalendo anche al nome del notaio.

Documenti sottoscritti dai membri più in vista della corporazione + il notaio che certifica.

Dal nominativo del notaio possiamo risalire all’archivio del signore – sono i vertici che nominano i notai

– e quindi possiamo ricostruire parzialmente l’archivio della corporazione.

I notai conservavano le minute della documentazione, che devono essere conservate per legge e possiamo

anche trovare clausole e studiare quanto si sia lavorato.

Il singolo corporato in genere forma una società con un altro corporato – in genere uno finanza e uno

lavora: quindi avremo presso gli atti notarili documentazione riguardante la costituzione e lo scioglimento

delle società.

La giacenza delle merci è patrimonio che appartiene a tutti i soci, va quindi censito e suddiviso.

25

Storia Moderna

Attraverso la descrizione dei laboratori – tutto ciò che è contenuto all’interno - possiamo sapere il livello

tecnologico di quel laboratorio.

L’elenco di debitori e di creditori ci può dare il raggio geografico di smercio e della domanda dei beni,

inoltre a seconda del prezzo che doveva essere pagato possiamo capire cosa si chiede da una piazza

all’altra – su una piazza vi è una richiesta di bracciali in oro con smeraldi, mentre un’altra richiede

bracciali in oro con topazi.

Negli archivi privati possiamo studiare le procure, le confessiones, le polizze e gli arbitrati. Le polizze

sono atti di dilazione di pagamento, dichiarazioni di prossimi pagamenti ingenti.

Quando si costituiscono delle società i signori nominano degli arbitri, coloro che dietro pagamento funge

da arbitro nel caso i soci litighino; con questa figura il litigio rimane “segreto” e agli occhi del cliente non

trapela nulla – rimane unna procedura meno costosa dell’udienza presso il foro competente. La

composizione della lite deve essere poi scritta e firmata da un notai, tutto deve essere sempre messo “nero

su bianco”.

Sempre negli atti notarili possiamo trovare la richiesta, l’ammissione o il rifiuto dei muti; anche

testamenti.

I documenti prodotti dai tribunali sono ulteriore fonte importantissima, poiché ricchissimi di

informazioni.

Alcuni notai hanno poi, in alcuni casi in cartelle separate, i processi degli atti: il tribunale della

corporazione formula un questionario per capire come siano andate effettivamente le cose fra i due

litiganti, compresi quesiti ai testimoni; si cerca di capire come ci si regola in un determinato settore. Si

viene messo a verbale le risposte alle domande poste.

COMMERCIO INTERNAZIONALE: chi aspira a divenire nobile sono coloro che si occupano di

mercatura di alto livello.

Nelle singole città i vertici della produzione sono:

- auroserici (seta arrotolato al fino di oro zecchino)

- negozianti di tessuti in seta

- negozianti di tessuti in lana (che avevano tenuto il monopolio nel periodo medioevale)

- filatori

- gioiellieri (non producono solo gioie, ma anche suppellettili d’arredo)

- importatori di generi alimentari

- fondegari (erano chiamati così a Milano, sono i mercanti di spezie).

Sopra tutti questi vi erano i negozianti despecializzati, sono talmente abili e potenti che a livello

internazionale trattano qualsiasi tipologia di bene.

Università dei mercanti: hanno anche loro degli statuti come le corporazioni. Hanno un vertice formato

anche loro da consiglieri e abati, e sono loro a nominare i notai.

A questo vertice si arriva per cooptazione fra i mercanti affermati.

Nel Consilium avviene la ripartizione delle tasse per gli iscritti.

Le camere di commercio devono vigilare sulle contrattazioni internazionali, in particolare su:

- pesi e misure

- sensali = intermediari, al servizio della camera dei mercanti.

Tutti coloro che si occupano di questi controlli non devono essere truffatori: se sgarra uno si rovina

l’intera piazza.

Anche il fatto di non pagare i fornitori può rovinare la piazza di un bene.

L’importanza del vertice:

1. Sono intermediari nel reperimento di prodotti di lusso artistici, e ne organizzano il trasporto.

26

Storia Moderna

2. Talvolta sono proprietari di beni artistici pregiatissimi.

3. Committenti di opere, oggi, pubbliche.

4. Procurano materie prime per la realizzazione di prodotti artistici (pietre preziose, oro, etc.)

5. Lavorano nella compravendita dei prodotti per loro stessi o per terzi.

Il negoziante di questo periodo è differente da quello medievale, non ci sono le filiali, ma si lavora per

procura: si agisce su procura come se si fosse noi stessi oppure tramite procura speciale, ovvero per la

finalità di un solo lavoro.

Con le procure si amplia il raggio d’azione e si dimezza il finanziamento, rispetto all’apertura e al

mantenimento delle filiali.

Gestione della commissione alla partenza:

1. Cercare lo spedizioniere, che cambia ogni 30 km circa, e organizza tutto il percorso, inoltre deve

essere affidabile e deve avere un buon rapporto qualità/prezzo. I negozianti di più alto profilo sono

anche spedizionieri, poiché serve molto capitale.

2. Accordi con il negoziante corrispondente sulla piazza di destinazione. Bisogna piazzare la merce

con il massimo profitto. Ovviamente il costo di “ricerca di acquirente” va ad aumentare il costo del

bene per l’acquirente ultimo.

3. Viaggio.

4. Imballaggio. Ci deve essere un logo per riconoscere il negoziante di riferimento.

Dove possibile si cerca sempre di utilizzare percorsi via acqua, quindi l’imballaggio deve sempre essere

ben fatto, per resistere alle temperie, in particolare all’umidità.

A Milano i navigli erano dentro le mura, fino a quando non sono stati interrati, quindi le merci si cercava

di farle arrivare con zattere fino al cuore della città.

Appena usciti dalle città ci si trova di fronte alle dogane, che spesso si pagano per impedire che aprissero

gli imballaggi e che li rovinassero.

1 aprile 2014

[cap. 14 – storia interna dell’Asia – non è da fare. Bisogna studiare i paesi extraeuropei solo in relazione

con i paesi Europei, ad esempio la Rivoluzione Americana].

VIAGGIO DELLE MERCI: partendo da Milano e dirigendosi verso nord si utilizzeranno all’inizio le

strade e poi, appena possibile, le vie d’acqua.

Fuori dalle città vi sono le dogane, che rimangono operose finché il governo non costituisce una propria

burocrazia capillare per la riscossione delle tasse di dogana. Per evitare che la dogana apra l’imballaggio,

con il rischio di rovinare i beni, si corrompe l’ufficiale.

Le merci inoltre rischiavano di rovinarsi, poiché si spostava con carri tirati da buoi o da muli – mano a

mano che ci si inerpica sulle montagne si utilizzano cavalli, buoi, muli e persone. L’attività di trasporti

non è di genere, se ne occupano sia donne sia uomini.

Le città di confine si riconoscono per i portici, dove ci si può riparare con le merci mentre si cambiano i

cavalli per il viaggio. Ai piedi delle Alpi vi erano villaggi, dove viaggiatori e trasportatori si potevano

riposare.

Pericoli sulle montagne alpine:

- animali feroci. Per proteggere il bestiame venivano messi appositi collari con spuntoni per evitare che i

lupi azzannassero, e molto usata era anche la tagliola.

- predoni. Vi erano alcune comunità dedite al furto ed erano ferocissime. Ad esempio i Pozzolaschi, nei

dintorni di Alessandria, in cambio di pagamento non torcevano un capello ai mercanti (pizzo odierno).

- soldati.

Mezzi di pagamento:

- baratto. Ancora diffuso, in particolare nell’Europa dell’est, specie per i beni di lusso.

27

Storia Moderna

- lettera di cambio. Lettera con cui un mercante demanda il pagamento a chi si presenta assieme al

documento su una determinata piazza, e il pagamento viene effettuato da un banchiere o da un mercante

di fiducia. Verrà indicato di preciso quando pagare, e vengono calcolati gli interessi. Dietro il banchiere

poteva “girare” il pagamento su altra piazza. Questo se il pagamento andava a buon fine.

Se non andava a buon fine le Camere mercantili – ente che si occupa della vigilanza – inviavano il notaio,

chiedendo il perché dell’insolvenza. Le motivazioni potevano essere varie, che non ricevevano la lettera

di cambio, oppure i signori non erano in casa (per percorrere la tratta Milano - Pavia occorreva un

giorno); serie di motivazioni.

Mercanti/negozianti/finanzieri: conoscono il mercato, anche quello straniero, quindi sono in grado di

organizzare le aste di privati, perché sono capaci di fissare un prezzo di base. Gli inventari di aste

possiamo trovarli nell’archivio privato.

Prestavano denaro, anche agli stati e ai sovrani, chiedendo un pegno, una garanzia, che possono essere

immobili ma anche beni preziosi, in particolare tessuti preziosi. I pegni venivano restituiti una volta che

era stato assolto il proprio impegno.

Diversificavano gli investimenti per aumentare la rendita, secondo gli stessi settori della nobiltà: nelle

proprie società, terreni e attività connesse alle proprietà immobiliari, attività manifatturiere.

Gli interessi erano sempre scritti nero su bianco, ed era sempre meno del 10% - cifra considerata usura. In

particolare si investiva nei titoli del debito pubblico.

Le doti delle figlie sono uno strumento per l’ampliamento delle relazioni d’affari fra le figure di vertice,

sono veri e propri investimenti: si cerca di mandarle in convento oppure di investire con una relazione con

un nobile; diviene quindi uno strumento per l’avanzamento sociale.

NOBILTA’ E NEGOZIANTI/FINANZIERI: tutti vogliono nobilitarsi. Ci si può nobilitare dopo il

conferimento del titolo nobiliare o per l’acquisizione di un feudo di epoca medievale. Si viene nobilitati

per servigi resi alla corona, in particolare al prestito di denaro al sovrano per finanziare le guerre – l’età

moderna è un periodo pieno di guerre.

Stile di vita dei negozianti: difficile da stabilire, perché nella maggioranza dei casi non è rimasto un

archivio da studiare.

Il Seicento: mentre l’abitazione del negoziante in genere vede dai 10 ai 16 vani dislocati su due piani, il

nobile ne vede 30/45 dislocati su 2-3 piani. Quando il negoziante si nobilita come prima cosa acquista un

nuovo palazzo più grande.

Dal Seicento all’Ottocento l’abitazione della famiglia comprende anche uno studio per il mercante.

Vi è la sala di rappresentanza, dove la famiglia ospita persone di riguardo, è la stanza meglio arredata. Il

negoziante l’ha al pian terreno, il nobile ha un piano superiore adibito. La sala di rappresentanza ha arredi

più preziosi – sono sempre le tappezzerie – e dalla seconda metà del secolo appaiono i quadri, anche

pittura di genere.

A pianterreno dell’abitazione del negoziante troviamo la sala di rappresentanza, lo studio e il fondaco,

dove si conservano i beni dati in pegno. Troviamo anche delle stanze ben arredate, ma povere di bei

suppellettili, perché investono di più nei propri affari. Inoltre sempre a pian terreno troviamo cucine e

soggiorno. Al primo piano vi sono le camere e il soggiorno.

Investimento simile alla nobiltà è l’acquisto dell’abitazione in campagna, utilizzata anche per controllare

la produzione dei poderi.

Hanno un interesse nella cultura e nel collezionismo? I grandi mercanti e finanzieri sapevano leggere,

scrivere e fare di conto. Abbiamo un trattato sulla figura del negoziante in cui si spiegano le tecniche

bancarie del tempo e alla sua formazione, quindi si ha una percezione della propria professione, di chi sa

che è una figura di alto livello.

Conoscevano il latino, necessario per poter capire e poter firmare gli atti notarili, i quali per essere capiti a

livello internazionale erano redatti in latino. Inoltre conoscevano alcune lingue straniere, per essere in

grado di trattare con piazze internazionali. Chi era destinato a mandare avanti la professione famigliare,

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Storia Moderna

già dall’età di 10 anni veniva mandato all’estero per essere istruito nelle pratiche, in cui poi si

specializzerà e per imparare la lingua.

Con il principio dell’Ottocento si inizierà a fargli istruire presso qualche piccolo collegio e solo

successivamente mandati all’estero per imparare a studiare la piazza.

Nel Seicento avevano pochissimi libri e pochissimi strumenti musicali.

Quanto al collezionismo da parte di queste figure, dobbiamo valutare caso per caso: in alcuni casi vi è una

“filosofia” nell’acquisto e nel possedere determinati beni, in altri casi i beni provenivano da un

incameramento.

Entro gli anni ’30 del Seicento i soggetti dei dipinti sono religioso, ritratti e paesaggi, mentre dai decenni

centrali abbiamo anche soggetti e scene storiche.

Con la nobilitazione si deve fare “il salto di qualità” e quindi comportarsi da nobili: acquistano collezioni,

subito dopo l’acquisto di un nuovo palazzo. Il nobile ha diverse stanze di rappresentanza, situate nel piano

nobile a cui si accede tramite scalone, sono tutte pareti decorate con quadri.

Vivere more nomibilum non vuol dire che abbandonano la propria attività: continuano per lo meno

nell’attività di prestito di denaro (come i nobili).

Quando gli alti “borghesi” diventano nobili DEVONO avere delle belle collezioni oltre al bel palazzo.

Devono apparire, le signore devono avere gioielli e devono essere quasi sempre diversi. Devono avere la

galleria; pagano per il titolo nobiliare, l’ufficio, il mantenimento e collocamento dei fratelli, quindi non

rimane molto per l’investimento per l’acquisto di quadri: i cinque quadri più costosi valgono ¼ del valore

totale delle tappezzerie e degli arazzi.

I soggetti dei dipinti sono sacri, ritratti (in maggioranza sono dei sovrani), paesi, nature morte, profano,

genere.

Il grande mercante e finanziere è sempre mezzo del gusto.

Il Settecento: si tende all’uniformità della cultura del nobile; per il grande finanziere si ha un

cambiamento di relazione con la cultura. Formano anche loro una sorta di civiltà internazionale, vige

anche per loro l’imperativo di diventare gentiluomo.

In questo periodo i giovani vengono mandati ancora all’estero per la propria formazione, devono sapere la

lingua straniera, ma ora devono anche saper ballare, parlare e far di spada come i nobili, devono essere

pari agli altri, perché i loro affari devono svolgersi presso le corti.

Denaro e cultura bastano per essere accettati da chi appartiene a un ceto più elevato? Ha denaro più

degli altri, è garbato e ha le maniere dei nobili, ma non è comunque uno di loro; i nobili non considerano

propri pari le famiglie di nuova nobilitazione. “Riluttanza” che si supera solo dopo un matrimonio, che

porta doti cospicue, e un paio di generazioni.

Il primo Ottocento: a inizio secolo arrivano ovunque le armate francesi, che diffondono l’uso di ripagare

la capacità lavorativa e non il rango. Milano è di nuovo capitale del regno.

L’abitazione del negoziante è di 8-50 vani disposti su 2-3 piani, ha sempre la funzione di ostensione della

propria ricchezza.

Nel milanese la “saletta” è la sala di rappresentanza, quindi bisogna fare attenzione alla cultura locale.

7 aprile 2014

CETI EMERGENTI: ceti ricchissimi che aspirano allo status nobiliare.

La casa è sempre uno strumento di ostentazione, ma dall’Ottocento si ha una maggiore attenzione al

comfort.

Bisogna stare molto attenti all’uso della lingua locale: ad esempio a Milano la denominazione “saletta”,

corrisponde alla sala di rappresentanza, quindi non sono vani piccoli, ma grandi; in milanese si tende a

utilizzare il diminutivo.

Il negoziante e il finanziere hanno solo una “saletta”, ma rimane sempre quella con il mobilio più pregiato

e costoso; spesso vi si trovano le tappezzerie, per l’appunto pezzo di gran pregio.

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DESCRIZIONE APPUNTO

Titolo del corso: Vivere in età moderna: cercare il bello, fuggire il brutto fra storia, cultura e arte.

Unità didattica A: L’inizio e la fine.
Unità didattica B: Guardare avanti: volere il meglio, cercare il bello.
Unità didattica C: Guardarsi indietro: fuggire il brutto e il bello viene da sé.

Aggiunta delle domande che ha fatto di più durante l'esame


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze dei beni culturali
SSD:
Università: Milano - Unimi
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher elis.santoro di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia moderna e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano - Unimi o del prof Tonelli Giovanna.

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