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Palermo - Moneta, credito e banca

Nel Medioevo, la moneta non circolava ovunque nello stesso modo e nella stessa quantità, ma comunque circolava. L'autoconsumo come sistema economico medievale non bastava, tantomeno il baratto. La circolazione monetaria è stata sempre organizzata e regolamentata dalle autorità. In un sistema di scambi, le monete hanno tre funzioni:

  • Misura il valore dei beni destinati allo scambio.
  • Conserva il valore, mantenendo inalterata nel tempo la capacità d'acquisto.
  • Permette di trasferire il valore in modo semplice e rapido, agevolando il sistema del pagamento.

Tutto ciò permise di espandere il potere economico inventando il mercato. La moneta, quando è presente in un sistema economico, può sviluppare e far crescere il sistema economico attraverso le innovazioni tecnologiche o organizzative, che a loro volta portano alla crescita della produttività umana. Con la moneta aumenta la velocità degli scambi e, perciò, anche il numero degli scambi.

Il sistema del credito

Venne poi a crearsi il sistema del credito, che può anche essere visto come un prestito, ossia una persona cede temporaneamente un suo bene a un altro individuo con il patto di averlo indietro in un futuro prestabilito. Per chi riceve il prestito è tutto un guadagno, potendo utilizzare risorse non sue per arricchirsi, mentre chi dà in prestito deve applicare dei tassi d'interesse, ovvero la restituzione della merce data accresciuta di una certa cifra. Deve anche essere sicuro che il debitore sia in grado di onorare questo impegno.

La moneta quindi nel Medioevo pareva una moneta fiduciaria. Attraverso questa operazione di prestito si:

  • Espandeva artificialmente l'offerta e l'uso della moneta.
  • Si dava al creditore un vero e proprio titolo di credito che aveva la funzione di moneta.
  • Si riusciva ad aumentare il numero degli scambi, in modo sicuramente maggiore di quanto il numero effettivo delle monete circolanti avrebbe permesso.

La nascita della banca

Il credito e la moneta nel tempo crebbero a tal punto la loro importanza che portarono alla creazione di una nuova struttura aziendale che avrebbe gestito la loro presenza nel mercato: la banca. L'offerta di moneta coincideva con la quantità di metalli preziosi presenti sul dato territorio moltiplicato per la velocità di circolazione.

La capacità di acquisto di moneta era uguale alla capacità di acquisto del metallo, ma non sempre potevano essere reperiti in quantità necessarie per le coniazioni. L'offerta di moneta non è mai bassa o alta in sé, ma dipende dalla domanda di moneta, ossia il bisogno che gli operatori economici hanno di moneta per produrre beni o accedere ai mercati. La situazione ideale per la crescita economica è l'equilibrio fra domanda e offerta. Se fosse sovrabbondante l'offerta, ci sarebbe l'inflazione (valore del denaro diminuisce e il prezzo delle merci sale), se invece cresce la domanda, c'è la deflazione (il valore del denaro aumenta e il prezzo delle merci diminuisce).

Moneta nel Medioevo

Nell'alto medioevo circolava maggiormente l'argento, mentre l'oro e le sue miniere erano rare. In Europa scarseggiavano le miniere ed erano costretti a esportare i metalli preziosi in Oriente per le merci pregiate che non vi erano internamente e perciò quei pochi metalli che c'erano dovevano essere trasferiti all'estero. Carlo Magno a un certo punto introdusse il Denarius, che conteneva un grammo e mezzo d'argento puro, i cui multipli erano il soldo (12 denari) e la lira (240 denari).

L'Europa aveva due fasce monetarie: quella meridionale/mediterranea, in cui circolavano monete d'argento ma anche d'oro bizantine e dell'impero Arabo, e poi c'era una fascia continentale/settentrionale.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/01 Storia medievale

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