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È l'offerta che crea la domanda o viceversa?

Fino alla grande crisi del 1929 gli economisti classici e neoclassici credevano che l'offerta generasse la domanda, per questo i produttori potevano produrre quanto volevano in quanto sarebbe comunque stato assorbito dal mercato. In realtà, con la crisi del 1929 venne dimostrato l'esatto contrario con il mercato che era andato in tilt. Questa convinzione derivava dal fatto che prima del 1929 vi era stato un periodo di congiuntura economica positiva. Con la crisi si dimostrò invece che nel mercato è la domanda a generare l'offerta e non viceversa.

Domanda

La domanda è influenzata da 3 variabili principali:

  • Popolazione
  • Bisogni
  • Reddito reale

Popolazione

La popolazione influenza la domanda in relazione all'entità, cioè al numero di persone anche in relazione alla sua struttura (donne/uomini/età). I primi censimenti della storia sono stati fatti a partire dalla fine del 18º secolo. Prima di questa data si cerca di reperire informazioni circa la definizione della popolazione attraverso l'utilizzo di diversi strumenti:

  • Testimonianze: poco attendibili in quanto non basate su dati certi
  • Dati catastali: “fuochi” - famiglie presenti nella comunità, punti non del tutto attendibili
  • Dati parrocchiali: la parrocchia svolgeva la procedura di anagrafe, fonte molto attendibile

Il mondo preindustriale era basato su società numericamente piccole, causato da diversi fattori:

  • Natalità: relativamente alta soprattutto perché molte persone non si sposavano a causa del fatto che entravano nel mondo ecclesiastico per due motivi principali:
    • La chiesa aveva un ruolo forte nella società
    • Veniva vista come luogo di rifugio per le persone in difficoltà ad esempio bambini abbandonati
  • Matrimonio ritardato: ci si sposava tra i 25 e i 30 anni, molto in avanti se si considera che l'età media era di 50 anni. Nelle campagne ci si sposava prima perché era più facile; una volta sposati si rimaneva nella casa paterna. Nelle città si doveva acquistare una nuova casa.
  • Limitato ricorso a pratiche anticoncezionali: questo portava a nascite illegittime. Quindi i bambini venivano uccisi o lasciati nei conventi.

Mortalità

Si distingue in:

  • Ordinaria: causata da malattie o età ad esempio
  • Catastrofica: causata da carestie, epidemie o guerra:
    • Epidemie frequenti per due cause principali:
      • Popolazione molto denutrita
      • Scarsa igiene
    • Carestie: frequenti perché:
      • Non venivano selezionate le piante, oggi in relazione a un territorio si prendono le piante più adatte
      • Sistema di trasporti deficitario
    • Guerre: meno devastanti rispetto alle carestie e alle pestilenze perché in questo periodo la guerra interessava in minima parte civili causando meno devastazioni

NB: In questo periodo i flussi migratori influiscono in minima parte sul numero di abitanti di un paese in quanto sono flussi ridotti a causa del poco sviluppato sistema di trasporti. Elevati tassi di natalità e mortalità fanno sì che in questo periodo la società risulti giovane, proprio per questo si parla di piramide dell’età.

Thomas Malthus

Malthus dice che la causa principale del verificarsi di carestie è rappresentata dalla scarsità di risorse alimentari. Nel momento in cui le risorse risultano quindi insufficienti, si generano queste crisi. Carestie ed epidemie quindi, secondo Malthus, sono necessarie al fine di ristabilire l’equilibrio nel sistema demografico. Malthus quindi dice che al fine di poter scongiurare questi eventi sia necessario:

  • Aumentare le risorse (non è sempre possibile): questo presuppone la presenza di nuove terre da coltivare e braccia che lavorano
  • Controllare le nascite: dice questo anche perché lui era protestante

Durante i periodi di carestie ed epidemie (ad esempio la peste nera), si avvia una crisi demografica, aumenta la mortalità e diminuisce la natalità. Questo è dovuto a:

  • Impossibilità di fare figli durante la crisi
  • Anche una volta superata la crisi, è viva nelle persone la possibilità che quest’ultima non sia finita

Inoltre, Malthus ritiene che a seguito di una crisi i sopravvissuti abbiano la possibilità di vivere meglio rispetto al periodo precedente la crisi, questo in quanto:

  • Il sistema demografico si è ristabilito
  • I morti liberano le terre migliori, che danno quindi migliori risultati

Cambiamenti dal 18º secolo

A partire dal 18º secolo, in Europa cambia in quanto si riduce il tasso di mortalità, questo perché:

  • Si fanno progressi nell’igiene e nella medicina
  • Ci sono aumenti di reddito (sia complessivo che pro-capite)
  • Miglioramento del sistema dei trasporti (navali e stradali)

NB: Questo comporta un miglioramento della vita, così cambia la fisionomia della piramide dell’età.

Riduzione del tasso di natalità dal 19º secolo

Dal 19º secolo si inizia a ridurre anche il tasso di natalità perché:

  • Processo di industrializzazione si passa dal settore agricolo (in cui i figli erano una risorsa) a quello industriale (dove i figli sono un peso fino a quando non lavorano)
  • Urbanizzazione: trasferimento nelle città
  • Individualismo: ci si concentra sulla propria carriera e non sui figli o la famiglia
  • Maggiore attenzione dedicata ai figli: vengono fatti pochi figli in modo tale da poter loro dedicare le giuste attenzioni

In questo modo si viene quindi a creare una situazione in cui la popolazione aumenta ma in modo meno che proporzionale rispetto alla crescita delle risorse alimentari. In questo modo quindi si scongiura il rischio di crisi demografiche. Questo periodo viene detto di transizione demografica e il suo andamento è così rappresentato:

Bisogni

Altro fattore che influenza l’andamento della domanda. Difficile da definire. Il totale dei bisogni è dato da:

  • Consistenza numerica della popolazione
  • Struttura della popolazione
  • Preferenze individuali
  • Fattori geofisici e socioculturali

Reddito

Altro fattore che influenza la domanda. In assenza di reddito i bisogni non possono essere trasformati in domanda effettiva. Il reddito è dato da:

  • Reddito corrente + patrimonio
  • Reddito reale
  • Livello generale dei prezzi

Il reddito è la remunerazione dell’attività produttiva. È definita popolazione attiva quella che percepisce il reddito. Viene invece definita popolazione dipendente quella che viene sostenuta dalla parte attiva per il soddisfacimento dei loro bisogni.

Tipi di reddito

  • Salario: remunera il lavoro dipendente percepito dal salariato
  • Profitto o interesse: remunera l’attività imprenditoriale o l’attività finanziaria
  • Rendita: remunera il proprietario delle materie prime

NB: La distribuzione del reddito nell’Europa preindustriale era molto iniqua (Curva di Lorenz). Oltre alla distribuzione vi è anche una redistribuzione del reddito; l’autorità politica può prelevare dalle tasche dei cittadini del denaro (imposte o tasse) per poi redistribuirlo verso altre persone. Tutto questo rientra nell’ambito dei trasferimenti di reddito che si distinguono in:

  • Volontari (donazioni)
  • Coatti (fiscalità, saccheggi…)

Tipologie di domanda

Esistono varie tipologie di domanda che possono per questo essere distinte in base a:

  • Oggetto:
    • Beni di consumo: oggetti che non possono produrne altri e si possono utilizzare una sola volta
    • Servizi: prestazioni d’opera immateriali
    • Capitali: macchinari, materie prime ecc., che possono produrre altri beni. Il capitale oltre a poter essere fisico può essere anche finanziario.
  • Soggetto:
    • Domanda interna privata
    • Domanda interna pubblica: derivante dal governo della città
    • Domanda della chiesa: rilevante soprattutto in età preindustriale
    • Esterna

Domanda interna privata

La legge di Engel ci dice che la quota di reddito spesa da una famiglia per beni di prima necessità è inversamente proporzionale al reddito (anche se la quota destinata ai bisogni primari rimane costante, questa incide maggiormente se il reddito è più basso, viceversa se il reddito è più alto). Questa legge è valida sia nelle città che nelle campagne, ma nelle città la quota di reddito destinata ai consumi primari era più bassa per il fatto che era più alto il reddito.

Generalmente nell’Europa preindustriale il reddito era medio-basso, questo scendeva sotto i livelli di sussistenza nel momento in cui si avevano delle crisi che erano frequenti in quanto:

  • C’era instabilità nei raccolti
  • Carenza del sistema di trasporto

Tutto questo causava delle oscillazioni nei prezzi. Molte persone quindi erano costrette a patire la fame che era il primo segno distintivo tra i ceti poveri e quelli più abbienti.

Anche nei ceti abbienti la gran parte del reddito era destinata ai beni primari ma oltre a questi potevano anche permettersi di acquistare beni voluttuari (che comunque avevano una certa importanza). Veblen definisce questi acquisti “consumo vistoso” in quanto con questi acquisti i ricchi volevano definire il proprio status all’interno della società. Contro questo consumo vistoso le autorità pubbliche e la chiesa si mobilitarono e vennero approvate le leggi suntuarie; leggi contro il lusso, le quali vennero però criticate dai nobili i quali invece volevano esprimere le proprie ricchezze.

Oltre ai bisogni in beni voluttuari e non, i ceti abbienti esprimevano un’elevata domanda di servizi quali:

  • Domestici
  • Ludici: feste
  • Medici: molto costosi
  • Religiosi: i sacramenti si pagavano
  • Di istruzione: molto scarsa e a disposizione solo dei figli dei ricchi o dei ragazzi allevati dalle strutture del clero
  • Legali e notarili: nell’Europa del nord i contratti avevano bisogno dell’avvallo regio mentre nel sud viene istituita la figura del notaio che fa da tramite tra il privato e lo stato per la legalizzazione dei contratti

Un altro elemento fondamentale che distingue i poveri dai ceti abbienti è il risparmio. I ricchi riescono a risparmiare grazie al fatto che dispongono di redditi molto elevati. Nonostante tutto il povero in Europa è una risorsa in quanto è percettore di carità e questo permette ai ricchi di salvare la propria anima donando ai poveri. Questa utilità svanisce a seguito della riforma protestante che vanifica l’importanza delle buone azioni per ottenere la salvezza. A questo punto i poveri diventano quindi un problema.

Teoria sul consumo polarizzato

Si sostiene che con la polarizzazione del reddito si hanno maggiori risparmi che quindi vanno a generare investimenti che realizzano una crescita economica. Critiche a questa teoria: prima di tutto non è sempre vero che i risparmi prodotti vengono poi investiti in attività economiche, questo perché:

  • Vi è scarsità di strumenti ed intermediari finanziari; non si sapeva dove investire
  • Tendenza al tesoreggiamento di moneta a pieno valore intrinseco

Il tesoreggiamento inizia a ridursi dal 10º/11º secolo grazie a:

  • Esplosione della simonia: vendita delle cariche ecclesiastiche
  • Sviluppo dell’edilizia religiosa e laica: consumi vistosi, manifestazioni di potere
  • Comparsa di nuovi strumenti finanziari: nuovi modi di fare impresa

Domanda interna pubblica

Questo tipo di domanda è difficile da definire e distinguere fino alla nascita dei comuni. All’interno del bilancio pubblico venivano messe in evidenza le entrate e le uscite pubbliche.

  • Entrate:
    • Trasferimenti
      • Debito pubblico: trasferimento di ricchezza dalla comunità all’amministrazione centrale la quale mette in vendita dei titoli, cioè impegni da parte dell’amministrazione pubblica a restituire il capitale che gli è stato prestato con l’aggiunta di un interesse (cedola). Inizialmente, in età medievale, il debito pubblico veniva chiamato prestanza dove la principale voce di spesa era per l’esercito. Nel 1526 anche la chiesa fece ricorso al prestito e fu un fatto eclatante in quanto fino a quel momento essa aveva definito l’attività creditizia “demoniaca”. Consolidamento del debito pubblico: atto attraverso il quale l’ente pubblico dichiara che per il momento non procederà al rimborso dei titoli di credito dei suoi debitori, ma questi titoli rimangono comunque validi. Questa attività fu attuata per la prima volta a Genova nel 1274. Il debito pubblico si diffonde in tutti gli stati europei, in particolare in Spagna dove i titoli (juros) venivano gestiti dai genovesi che, grazie all’attività di cambia valuto svolta quando Genova era un importante porto commerciale, permise ai genovesi di diventare abili banchieri.
      • Prelievo fiscale: aumenta con la nascita dei comuni in quanto da quel momento lo stato ha bisogno di maggiori fondi per finanziare l’attività amministrativa e la spesa pubblica.
        • Prelievo diretto sul reddito: scarso fino alla prima rivoluzione industriale in quanto:
          • Facile occultamento della ricchezza, molte persone nascondevano i propri redditi
          • Presenza di soggetti immuni (la chiesa)
        • Prelievo indiretto: maggiormente utilizzata per generare introiti. Questa è iniqua in quanto non prende in considerazione il reddito personale. Questo generava proteste tra il popolo.
      • Sfruttamento del demanio
      • Signoraggio (presente soprattutto in età preindustriale); tassa sulla monetazione (coniazione di moneta)
  • Uscite: derivano dalla domanda pubblica che nel medioevo riguardava:
    • Soldati e armi
    • Amministrazione centrale e periferica
    • Istruzione ed assistenza medica (dall’11º secolo lo stato iniziò a farsene carico)
    • Corti (balli e feste)
    • Festività; molto importanti, utilizzate dal popolo per mangiare
    • Opere pubbliche
    • Edilizia e scorte annonarie (annona = abbondanza), gli uffici dell’annona avevano il compito di raccogliere scorte (soprattutto di cereali) per scongiurare le carestie
    • Investimenti in attività manifatturiere; i comuni realizzavano politiche economiche. Ad esempio, il comune di Bologna investì nell’industria serica (seta) di cui non disponeva fino a quel momento. Il comune concedeva incentivi (ad esempio l’uso gratuito di impianti ed acque) agli artigiani della seta che si spostavano a Bologna.

Domanda della chiesa

La chiesa in questo periodo era molto importante anche dal punto di vista economico/politico. Essa era basata su una struttura piramidale rispettando quindi quella della società. Per questo quindi anche nella chiesa si svilupparono vari tipi di domanda.

  • Reddito ecclesiastico, formato da:
    • Patrimonio: fino alla riforma protestante molto ampio. Si era formato soprattutto nel periodo delle invasioni barbariche che costrinsero molte persone a fuggire sui monti abbandonando molti terreni che vengono acquisiti dalla chiesa.
    • Trasferimenti, distinguibili in:
      • Volontari; carità, lasciti
      • Coatti; (decime), tassa imposta ai contadini che devono donare 1/10 del raccolto. Le persone che vivono sulla proprietà ecclesiastica devono invece donare 1/10 del loro reddito.

Domanda estera

Il sistema economico è sempre stato basato sugli scambi in quanto non vi è mai stato un sistema autarchico. Gli scambi riguardavano:

  • Beni e servizi
  • Trasferimenti gratuiti di ricchezza
  • Movimenti di capitale e metalli preziosi; corrispettivo da pagare per gli scambi

In generale non conosciamo la quantità degli scambi effettuati.

I fattori produttivi

Offerta: è la quantità di beni o servizi che i produttori sono disposti a vendere ad un certo prezzo in un certo momento. L’attività di produzione quindi si distingue in:

  • Positiva: aggiunge al mercato, si realizza qualcosa che si offre sul mercato
  • Negativa: si sottrae al mercato, danni ambientali ad esempio, o distruzione di uomini e ricchezza (guerra)

Gli input dell’offerta sono: (fattori della produzione)

  • Terra: risorse naturali e materie prime
  • Capitale: beni finiti o intermedi, macchinari, impianti ecc. permettono di aggiungere al sistema economico
  • Lavoro

Appartenenza dei fattori produttivi in relazione al ceto sociale

  • Lavoro: è di competenza dei lavoratori, genera il salario
  • Capitale: imprenditori e banchieri, genera il profitto o interesse
  • Terra: proprietari fondiari (latifondisti), genera la rendita

Lavoro

Questo può essere distinto in vari modi:

  • Dipendente/indipendente
  • Specializzato (nasce con la catena di montaggio) / non specializzato

Offerta di lavoro: dipende dalla popolazione attiva (coloro che possono lavorare). Nel mercato del lavoro, l’offerta di lavoro cerca di incontrare la domanda di lavoro (ricerca di manodopera). Prima della prima rivoluzione industriale, anche i minori e gli anziani erano costretti a lavorare a causa dell’elevata povertà. In questo periodo anche il lavoro delle donne è molto importante per generare reddito. Dopo il 1800 la donna è più attenta alla casa e ai figli. L’attività principale delle donne era il lavoro a domicilio, le donne dovevano svolgere dei lavori (ad esempio tessili) per conto dei mercanti e imprenditori i quali ne traevano due vantaggi principali:

  • I controlli nelle case erano molto scarsi
  • Il costo del lavoro era ridotto

Agricoltura: settore dominante in età preindustriale, importante anche l’allevamento che permette di lavorare i campi e grazie al letame prodotto anche di concimarli. Nonostante questo, però, l’agricoltura era un settore con scarsa produttività in quanto richiedeva molta manodopera.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/12 Storia economica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher carlo.pert1998 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia economica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Politecnica delle Marche - Ancona o del prof Giulianelli Roberto.
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