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USA.

Gli USA sono il paese simbolo, insieme alla Germania, della SRI.

Il modello industriale di sviluppo statunitense appare molto

simile, almeno in alcuni tratti, a quello inglese; infatti, gli USA

così come l’Inghilterra a partire dagli anni 40 dell’800 sono un

paese liberista, cioè un paese che promuove il libero mercato e

la libera concorrenza in economia, tuttavia al di là di questo, i

tempi e le modalità di realizzazione dell’industria statunitense

sono diverse da quelli dell’industria inglese.

Fino agli anni 70 dell’800, gli USA sono un paese agricolo e che

ha relazioni con il resto del mondo dal punto di vista

commerciale piuttosto limitate; infatti, soltanto dagli anni 70

dell’800 vivono in maniera impetuosa il loro decollo industriale.

Gli elementi che caratterizzano l’industrializzazione degli USA

sono vari:

• Abbondanza di terra: garantisce loro la disponibilità di

risorse naturali enormi; infatti, gli USA sono ricchissimi di

materie prime, non solo agricole, ma anche industriali (ferro,

carbone);

• Relativa scarsità e dispersione della forza lavoro: gli USA

nell’800 hanno una densità demografica piuttosto bassa,

questo fa sì che le imprese industriali statunitensi abbiano a

disposizione una forza lavoro non così abbondante e ciò spinge

gli imprenditori americani a votarsi molto presto alla

meccanizzazione dei processi produttivi (se la forza lavoro è

scarsa, vuol dire che è un bene prezioso, allora gli imprenditori

cercano di sostituirla con le macchine, portando l’industria ad

un avanzamento della modernizzazione tecnologica);

• Alta mobilità degli input produttivi: gli USA sono un apese

di emigrati e questi non si spaventano se una volta sbarcato

viene loro detto che non ci sono opportunità di lavoro, ma

devono spostarsi e trasferirsi, anzi sono disposti a farlo (in

Europa invece accade il contrario, perché la manodopera è

stanziale, cioè tende s rimanere dove si trova), questo è un

vantaggio, perché gli imprenditori possono accogliere forza

lavoro chiamandola a centinaia di km di distanza, perché

questa è disposta ad arrivare nel luogo in cui c’è domanda di

lavoro ed ad essere impiegata nelle condizioni richieste;

• Assenza di vincoli storici, sia legislativi sia manifatturieri:

gli USA sono un paese giovane, quindi non ha un’eredità da

portarsi dietro, delle situazioni pregresse, ad esempio non c’è

un ceto agrario conservatore, cioè non ci sono latifondisti che

stanno lì da secoli e che dunque non hanno intenzione di

modificare il loro modello di produzione, al contrario gli USA

sono un paese che si adatta subito al nuovo processo e lo

facilita, perché non si porta dietro dei retaggi, che in Europa,

invece, sono vincolanti rispetto alla modernizzazione.

L’industrializzazione nella sua prima fase (prima parte dell’800)

fa leva su alcuni settori, che sono a metà strada tra la PRI,

come il settore cotoniero (è stato uno ei settori trainati

l’industrializzazione inglese tra 700 e 800), soprattutto nelle

piantagioni del sud, dove vengono impiegati gli schiavi, ma

anche settori moderni, come quello delle armi, che non è un

settore innovativo, ma lo diviene nel momento in cui la

diffusione delle armi aumenta esponenzialmente in

corrispondenza della guerra di secessione a cui gli USA vanno

incontro egli anni 60 dell’800, ce favorisce la diffusione delle

armi. Altro settore importante è quello dei trasporti, infatti a

partire dagli anni 40 dell’800, gli USA attrezzano una rete

ferroviaria straordinariamente grande, che supera per

estensione quella europea (questo dà l’idea dell’espansione

infrastrutturale e industriale del paese), le ferrovie sono

importanti per lo sviluppo economico, perché collegano

territori spesso molto vasti e questo riduce i costi e i tempi di

trasporto, facilitando gli scambi, poi la costruzione della rete

ferroviaria attiva tutta una serie di settori industriali

(siderurgia, meccanica, falegnameria e settore edile), inoltre le

ferrovie fungono da settore principale della grande impresa,

perché le ferrovie costituiscono un comparto molto ampio, ma

anche perché richiedono una gestione articolata, cioè sono un

esempio di organizzazione complessa, infatti per dirigere

un’impresa ferroviaria servono competenze molto diverse fra

loro, che riguardano per esempio la meccanica, la gestione

della forza lavoro e la capacità di mettersi on rete con le altre

imprese che lavorano nello stesso comparto.

A partire dalla fine dell’800 gli USA superano economicamente

l’Inghilterra, anche se fino al termine della WWI questa

percezione non c’è, infatti ancora nei primi anni del 900 tutto il

mondo occidentale continua a credere che l’Inghilterra abbia

un ruolo trainante l’economia mondiale, quando ormai è stato

assunto dagli USA (solo al termine del conflitto è chiaro che gli

USA sono il paese dominante, anche se gli USA decidono di

esercitare solo in parte questo primato, cioè non si assumono

le loro responsabilità, come quelle politico-diplomatiche e che

invece avrebbero dovuto assumere per garantire il

mantenimento della pace mondiale e questo errore crea le

condizioni per lo scoppio della WWII).

Gli elementi che contraddistinguono l’industrializzazione

statunitense sono:

• Settori ad alta intensità di k: si tratta di

un’industrializzazione caratterizzata da settori ad alta intensità

di capitale, cioè settoti ce ospitano il modello della grande

impresa;

• Market oriented: industrializzazione market oriented, cioè

che non si orienta alle banche, ma al mercato, in particolare

quello azionario (le risorse finanziarie delle imprese vengono

dal mercato e non dalle banche);

• American system of manufacturing e mass production:

industrializzazione fa leva su macchinari modrni, chiamati così

perché sono capaci di fornire componenti che poi assemblati

danno luogo al prodotto finale, questo sistema all’inizio del 900

congiunto con il taylorismo ( controllo puntuale dei tempi di

lavoro) dà origine al fordismo, cioè alla produzione di massa

che è rivolta ad un mercato ampio e l’ampiezza del mercato

americano è data dalla numerosità delle persone, ma

soprattutto si tratta di una produzione che, sfruttando le

economie di scala, è in grado di offrire i propri prodotti a prezzi

bassi, che aprono il mercato, cioè fanno sì che quei beni siano

accessibili anche a quella parte della popolazione che ha

disponibilità economiche limitate;

• Stato minimale: lo Stato può intervenire in economia

seguendo 3 modelli, perché c’è lo Stato minimale, l’economia

mista ( lo stato interviene in alcuni settori dell’economia, e

lascia gli altri settori alla gestione da parte del mercato) e lo

Stato massimale (gestisce completamente l’economia del

paese), in particolare lo Stato minimale è quella condizioni in

cui l’operatore pubblico interviene non per orientare il mercato

ma solo per permettere di mettere a profitto le caratteristiche

proprie di un mercato libero (il mercato agisce liberamente e lo

Stato si preoccupa solo di rimuovere gli ostacoli al libero agire

del mercato)

Settori ad alta intensità di k: infatti a partire dalla seconda

metà dell’800 negli USA si sviluppa ad esempio la siderurgia,

che è anche orientata verso la produzione dell’acciaio, la

meccanica pesante, come il settore dei trasporti ferroviari e

marittimi, l’elettricità, la chimica (tutti settori protagonisti

della SRI, che non a caso trainano lo sviluppo industriale

americano); sono tutti settori ad alta intensità di k, perché

l’input produttivo dominate, cioè quello dove si concentrano i

maggiori investimenti è il k fisso, cioè gli impianti e i

macchinari.

Market oriented: si tratta di un industrializzazione market

oriented, perché le imprese attingono le risorse finanziarie non

tanto dalle banche, ma dal mercato e si tratta per lo più di

imprese che si quotano in borsa e quotandosi in borsa e

mettendo periodicamente in vendita quote della propria

proprietà raccolgono i capitali necessari per realizzare gli

investimenti produttivi richiesti, questo è uno degli elementi

distintivi dell’industrializzazione americana da quello europeo,

ma questo non vuol dire che siano estranee al processo di

sviluppo statunitense, ma fra banche e mercato le imprese si

appoggiano preferibilmente da quest’ultimo, anche se fino alla

fine dell’800 alcune banche finanziano lo sviluppo di imprese.

Il fatto che il sistema bancario statunitense sia meno

protagnonista nel processo di industrializzazione dipende

anche dalla natura delle banche americane fra 800 e 900,

perché gli USA sono uno stato federale, cioè ciascuno gode di

un’ampia autonomia, anche a livello finanziario e bancario, per

cui ci sono stati dove le banche sono gestite dai governi, altri

in cui la libera attività bancaria non è nemmeno riconosciuta e

in altri stati le banche sono lasciate ai privati, quindi ci sono

una serie di modelli bancari differenti e dunque la possibilità

delle banche di fare credito alle imprese è differente e ricorrere

alle banche per le imprese industriali è difficile.

Un aspetto interessante riguarda la federal reserve (banca

centrale americana), che nasce nel 1913 (mentre in Inghilterra

era nata alla fine del 600) e l’assenza perdurante di una banca

centrale mina l’efficacia del sistema bancario americano,

perché la banca centrale ha una funzione di controllo ed

eventualmente di sanzione del sistema bancario nazionale (è

una sorta di supervisore di quello che accade all’interno del

mondo finanziario del paese considerato).

Stato minimale: lo stato deve rimuovere solo gli ostacoli allo

svolgimento della libera concorrenza, ad esempio vengono

varate le leggi antitrust, che vanno a penalizzare i cartelli

industriali, che sono accordi siglati da imprese che vogliono

aggirare la concorrenza e dunque vanno eliminati (con le leggi

antitrust l’amministrazione americana non vuole orientare il

mercato, ma liberarlo).

La prima globalizzazione.

I processi di sviluppo industriale che nell’800 coinvolgono i

paesi occidentali, sull’esempio di quanto accaduto in

Inghilterra, avvengono all’interno di un periodo, che gli storici

hanno chiamato pri

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/12 Storia economica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Simone34534544 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia economica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Politecnica delle Marche - Ancona o del prof Giulianelli Roberto.
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