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I rapporti produzione-popolazione prima della rivoluzione industriale

Caratteristiche delle economie agrarie

Tutte le economie agrarie hanno tre caratteristiche comuni:

  • Scarsità: è il risultato della crescita della popolazione; la crescita demografica costringe l'uomo a trasformarsi in produttore, migliorando la riproduzione di certi alimenti. L'uomo predatore si produce con meno sforzo prodotti alimentari migliori e diversificati, ma tali comunità necessitano di uno spazio vitale molto ampio.
  • Diseguaglianza: le società agrarie richiedono inoltre la sedentarizzazione che ha diversi effetti: divisione del lavoro e quindi la comparsa dei primi mestieri specializzati e delle società strutturate. Questo comportò però la formazione di una classe dirigente che si appropriava di una parte importante della produzione.
    • Società tributarie, in cui la popolazione paga determinate quantità ai dirigenti.
    • Società schiavistiche, in cui la diseguaglianza tra uomini arriva al possesso di alcuni uomini, gli schiavi, da parte di altri uomini, i padroni, che ne hanno il possesso.
    • Società feudali, in cui la diseguaglianza e lo sfruttamento si producono per il dominio dei signori sulle terre e sugli uomini.

Crescita della popolazione

Tutta la storia dell'umanità si può inquadrare in due modelli demografici: l'antico e il moderno con un periodo di transizione tra l'uno e l'altro.

Il modello antico ha tassi di natalità alti (=35%) e tassi di mortalità ugualmente elevati ma inferiori (=30%) e una speranza di vita alla nascita bassa. La mortalità era inoltre molto irregolare, a causa di epidemie, fame e guerre. La popolazione cresceva a denti di sega: l'eccedenza dei nati sui decessi accumulata negli anni spariva di colpo. La popolazione cresceva a breve termine ma si stabilizzava lentamente e poteva registrare riduzioni importanti (es. peste del 1348 in cui morì un terzo della popolazione europea).

  • Vitalità naturale (= differenza nati e morti)
  • Saldo migratorio, che può essere positivo o negativo
  • Fattori culturali (= matrimoni, singletudine)
  • Fattori economici (= lavoro disponibile)

Il tetto malthusiano

La popolazione di un'area è limitata dalla quantità di alimenti di cui può disporre: tale limite è detto tetto malthusiano. Qualsiasi popolazione si avvicina a questo tetto perché la produzione di alimenti procede più lentamente rispetto al numero delle bocche da sfamare. Due critiche:

  • Le crisi demografiche si manifestano prima di arrivare al tetto malthusiano a causa della diseguale ripartizione del reddito.
  • Le rivoluzioni agraria e industriale che erano contemporanee a Malthus stavano producendo un aumento dei mezzi di sussistenza disponibili, facendo svanire il limite alla crescita demografica.

Le tesi di Malthus hanno un secondo aspetto: le società umane tendono al tetto malthusiano ma non lo raggiungono mai per una serie di freni che decelerano la crescita della popolazione. Esistono i:

  • Freni compulsivi, che funzionano automaticamente. L'alimentazione insufficiente aumenta la mortalità, limitando la popolazione. → Società a bassa pressione demografica.
  • Freni preventivi, riducono il tasso di natalità (= ritardo età del matrimonio, aumento singletudine). Si tratta di scelte personali nelle quali hanno un peso importante la situazione economica e i costumi. → Società ad alta pressione demografica.

I due freni operano congiuntamente, ma i freni preventivi incominciano ad operare prima di quelli compulsivi.

Tappe di crescita della popolazione

La crescita della popolazione umana non è stata costante né interrotta. Dalla caduta dell'impero romano si distinguono tre cicli di crescita demografica:

  • (650) La popolazione cresce ininterrottamente fino al 1300; poi con l'avvento della Peste Nera (1348) si riduce fino a un terzo. Questo periodo di crescita si spiega con un rapporto terra-popolazione favorevole e migliori tecniche ed organizzative.
  • (1400) Stagnazione della popolazione nei paesi mediterranei dove riapparvero le epidemie e poi guerre, come quella dei Trenta Anni.
  • (1700) Ciclo di crescita più rapido, che non fu interrotto da una nuova crisi, perché le trasformazioni economiche (= Rivoluzione Industriale) insieme alle migliorie alimentarie e igieniche diedero luogo a un cambiamento qualitativo.

Caratteristiche dell'agricoltura tradizionale

Lavoro e produzione: per tutto il periodo preindustriale il capitale impiegato in agricoltura era scarso per cui il raccolto dipendeva dai fattori terra-lavoro e tecniche. La terra è limitata e non omogenea, ovvero il suo valore cambia a seconda della qualità e dell'ubicazione. Il lavoro è indispensabile dalle tecniche, intese come utilizzo di attrezzi sia come conoscenze. Come detto nell'economia tradizionale gli investimenti si riducono all'acquisto di attrezzi/animali da lavoro; questo accadeva perché di soldi ce ne erano pochi e perché tali investimenti comportavano rischi elevati, che i contadini non volevano correre. La principale differenza tra l'agricoltura tradizionale e quella moderna è l'utilizzazione massiccia di capitale.

Organizzazione della produzione: l'aumento di popolazione provocò due effetti: l'emigrazione verso il sud e il passaggio dall'agricoltura itinerante alla coltivazione in campi permanenti. La caratteristica comune al mondo mediterraneo e quello nordico sta nell'isolamento: si trattava di economie chiuse, di autosussistenza e non di produzione di profitti. La principale differenza tra il mondo mediterraneo e quello nordico risiede nell'organizzazione della produzione: nel mediterraneo i campi erano sfruttati in maniera individuale, mentre nell'Europa del nord l'organizzazione del lavoro era comunitaria; infatti la comunità determinava quali terre si dovevano lavorare e con cosa.

Differenziazione: a partire dal momento in cui i contadini poterono disporre di fondi in concessione cominciò un processo di differenziazione dovuto in primo luogo a morti di familiari che impoverivano le famiglie e provocavano formazioni di tenute insufficienti, ma anche di contro grandi concentrazioni di terreni.

Proprietà e possesso della terra: in seguito al processo di differenziazione molti contadini si ritrovarono con grandi terreni, o lontani tra loro. Per questo si assistette alla cessione di terreni ad altri contadini, mediante contratti a breve termine. La cessione temporanee poteva essere in affitto, ovvero l'affittuario pagava una certa somma per un dato periodo e i prodotti della terra erano di sua proprietà, oppure in colonia, ossia il proprietario apporta la terra e il capitale mentre il coltivatore apporta il lavoro, poi si accordano per le divisioni della rendita.

La crescita agraria

Le economie agrarie erano incapaci di generare uno sviluppo autosostenuto: se in un primo tempo riuscivano a creare produttività, l'aumento di popolazione ne bloccava la crescita e quindi si registravano picchi alternati di crescita e stagnazione. Solo con la rivoluzione agraria inglese permetterà una crescita agraria autosostenuta; le basi di tale crescita furono migliorie tecniche e degli strumenti nonché l'introduzione di specializzazione e nuove tecniche di coltivazione (= Persson).

Rivoluzione agraria: un focus sul caso inglese

La rivoluzione agraria consiste nella specializzazione e nella intensificazione dell'uso dei fattori produttivi quali terra, lavoro e capitale. In Inghilterra, i cambiamenti più importanti consistettero:

  • Introduzione di rotazioni delle coltivazioni, non impoverendo il terreno ed evitando di lasciare le terra a maggese (= incolte per un anno). L'innovazione principale risiede nello sfruttamento del concime che, oltre ad essere utilizzato per restituire la capacità produttiva del suolo, può migliorare la terra aumentando le rese.
  • Investimento di capitale nelle migliorie dei campi.

Quindi la grande innovazione fu il passaggio da un'agricoltura di autoconsumo a un'agricoltura di mercato. Infine uno dei principali episodi di questa concentrazione della produzione è il fenomeno dei enclosures, di chiusura delle terre, ossia la distribuzione dell'agricoltura tradizionale o comunitaria di open fields e la sua sostituzione con l'agricoltura capitalistica di fondi chiusi, di proprietà. Il decreto legge degli enclosures permetteva ai signori di recintare i terreni, favorendo la creazione di fondi compatti rendendo più grandi le differenze nella struttura della proprietà. Tale chiusura permetteva al proprietario di investire nelle proprie terre, aumentandone i profitti; dall'altro molti piccoli proprietari finirono per vendere o perdere le proprie terre.

L'economia urbana preindustriale

Le economie preindustriali erano società rurali. Poi verso l'anno 1000 si produsse in Europa la rinascita della vita urbana, determinata dalla crescita della popolazione e dalle rese agrarie. Questa rinascita delle città è dovuta all'avvento del sistema feudale, che concentrava il capitale nelle mani dei signori feudali, i quali destinavano la quota che non necessitavano per il loro consumo al mercato, recuperando il mercato a lunga distanza.

Città e campagna

La città mantiene un forte legame con la campagna, che era un mercato a corto raggio (flussi di entrata e uscita tra le due) essenzialmente per due motivi:

  • Demografico: l'aumento della popolazione nella città proviene dalla campagna.
  • Economico: la città si mantiene con le derrate della campagna, lavorando le sue materie prime.

Più eccedenza produce il mondo rurale, maggiore sarà l'attività artigianale (vendere di più, comprare alimenti a buon mercato) e in più la città cresce per il fenomeno della specializzazione, che ne aumenta quindi la produzione. Il punto di incontro tra città e campagna è il mercato, spazio di interscambio regolato da leggi, dove i commercianti portano i propri prodotti: di fatto al mercato affluiscono i contadini e i piccoli commercianti. Gli artigiani lavorano per la maggior parte su ordinazioni nelle loro botteghe. Quando si raggiunge il limite delle eccedenze di alimenti, rendite e materie prime dalla campagna, la città cessa di crescere o decade.

Produzione artigianale e attività commerciale

La produzione artigianale e l'attività commerciale sono i due grandi aspetti dell’economia urbana.

Commercio a lunga distanza

Se il rapporto con la campagna è importante, per alcune realtà lo fu più quello del commercio a lunga distanza. Era un commercio scarso pericoloso e caro, destinato a una piccola fetta della popolazione, essendo per lo più un mercato di lusso (= spezie, tessuti di seta, profumi e gioielli), proveniente dal mondo mussulmano e bizantino. (per ripagare dall'Europa arrivavano pelli, metalli e schiavi). Tale commercio dipendeva da molti fattori, molti dei quali legati all'ambiente: sia il commercio marittimo che quello terrestre erano influenzati dalle condizioni climatiche; altri pericoli e disagi erano rappresentati dal brigantaggio e dalle condizioni delle strade: questo comportava un trasporto lento e un prezzo finale elevato. Nel trasporto marittimo era necessario trasportare merci di minor valore, ma non meno necessarie e con un grande valore aggiunto (sono le merci di poco peso ma di alto valore aggiunto potevano giustificare le spedizioni commerciali). La crescita che si sperimentò fu grazie al miglioramento di strade, ponti e creazioni di locande (a livello marittimo con la costruzione di navi più grandi).

Nel medioevo l'asse commerciale Fiandre-Italia-Medio Oriente (dovuta alla produzione di panni delle Fiandre che attraverso i porti italiani erano i primi prodotti di scambio con il Medio Oriente) era il più importante, in seguito alla peste nera, il dominio commerciale si spostò nelle mani dei tedeschi e degli inglesi. Il Portogallo aveva la funzione di trasportare i prodotti indiani in Europa. Dopo il 17esimo secolo, il dominio commerciale passò nelle mani di Olanda Francia ed Inghilterra, allorché l'Olanda occupò le colonie portoghesi. L'Inghilterra riuscì a sfruttare questa situazione tramite il Navigation Act che non permetteva l'introduzione di merci provenienti dagli altri paesi e, allo stesso tempo, sfruttando ed organizzando le colonie come fonti di materie prime. Ci fu grande competizione tra le potenze, con conseguenti guerre commerciali e Navigation Act. Si verranno poi a formare delle compagnie commerciali privilegiate.

Moneta

All'inizio del 1200 si incominciò alla produzione di moneta (= oro e argento), al posto di beni di scambio, anche da parte dell'Italia. Il loro valore si basava sul valore del materiale con cui erano state prodotte. Col passare del tempo e con la costante affermazione del commercio europeo, le monete coniate dalle principali città commerciali italiane (venivano stampate le facce del re per garanzia, per contrastare la limatura) quali Venezia Genova e Firenze acquisirono sempre più potere a discapito di quelle bizantine (erano necessari dei cambia valuta tra le monete dei vari regni). Il prezzo adesso non variano più a seconda della domanda e dell'offerta, ma dalla disponibilità monetaria. Se però i commerci erano abbondanti, l'oro e l'argento non erano più sufficienti per lo scambio, quindi viene introdotta la "carta-moneta". Inizialmente non era molto sviluppato perché c'era la titubanza della convertibilità della carta moneta in oro. La carta doveva quindi essere garantita per accertare la validità. Venivano usate le Cambiali, ovvero: tra due persone uno indebito con l'altro, quello in debito firmava una Cambiale di tot valore in base al debito. L'altro poteva utilizzare la Cambiata senza riscuoterlo in soldi per comprare prodotti del valore della Cambiata.

Mercati e fiere

Sono punti di incontro prestabiliti tra compratori e venditori. I primi erano ritrovi fissi mentre i secondi erano eventi meno frequenti, e per questo più importanti. Il vantaggio delle fiere era la concentrazione della domanda e dell'offerta in zone ristrette che consentiva il superamento dell'incertezza. Esse non sono come quelle moderne, dove viene mostrato il campione raccogliendo ordini. Le fiere di allora sono delle vere e proprio fiere di merci. Le fiere dipendono dall'offerta e se interessati i compratori possono direttamente comprare le merci in loco. I prodotto esposti in fiera arrivano a seconda della domanda, dalla disponibilità del prodotto e anche dalla possibilità del prodotto di raggiungere la fiera. Questi luoghi sono dei luoghi tutelati, dove ci sono dei giudici che, in caso di necessità, intervengono riportando la giustizia. Chi vende e chi compra è tutelato. Ci sono anche dei servizi logistici (luoghi per depositare merci, luoghi per contrattare, …). La fiera è anche un luogo di servizi finanziari, dove se non dispongo di soldi posso ottener un prestito, oppure attraverso cambiali posso pagare con monete di altri regni. Le fiere "finanziarie" vengono definite tali perché i debitori o commercianti si incontrano per eguagliare i conti. Nelle fiere ci sono delle case bancarie che regolano i conti, senza far aspettare colui che sta aspettando il pagamento. Si creano quindi delle piazze finanziarie, quindi luoghi dove l’attività economica si lega a quella finanziaria/bancaria.

Credito e banca

La crescita dell'attività mercantile non sarebbe stata possibile senza il credito delle banche. Le banche nacquero come istituto di cambio monete: a quel tempo ogni stato batteva moneta e quindi era necessario un istituto che permettesse di cambiarli; poi con il tempo si specializzarono nel deposito di merci/moneta e in seguito, grazie alle disponibilità di soldi in cassaforte da parte dei depositari anche nel prestito, guadagnandoci sull'interesse. Dal cambio della moneta al deposito fino al prestito a interesse (problema usura). Si va contro la chiesa, in quanto l'uomo che guadagna in un prestito a interesse, guadagna con il tempo, ovvero un qualcosa che non appartiene all'uomo. L'uomo dopo il peccato originale è condannato a vivere con i prodotti creati da sé.

Sviluppo di strumenti per il trasferimento di denaro (tratta). Attraverso lettere firmate dal commerciante, l'usuraio si presenta in una sede per riscuotere merci con la promessa di un futuro pagamento. 1694 c'è la fondazione della Banca D’Inghilterra, prima banca centrale. C'è il bisogno di creare un ente che regoli tutta economia dello stato. Si occupa quindi di regolare il prestito dello stato. Lo stato spendeva particolarmente per la corte e l'ambito militare, ma così facendo, non avendo una somma tale da compensare tutte le spese, lo stato era obbligato a richiedere un prestito. Il privato prestava quindi una somma di denaro allo stato, contrattando un prestito con degli interessi. Lo stato poi ripagava i creditori con dei titoli di stato. Con la banca nacque anche la borsa, la prima delle quali fu quella di Anversa nel 1487. Borsa = logge di contrattazione delle merci e titoli di mercato, più tardi logge di contrattazione delle azioni.

Forme di associazione e assicurazione

L'attività mercantile favorì alcune forme di associazione, forme in cui per esempio un socio si impegnava ad apportare il denaro, mentre il secondo era incaricato di trasportarle e di ritornare con il guadagno. Altre forme che hanno come scopo principale quello di risolvere i problemi della distanza sono la filiale, l'impresa succursale, il credito reciproco. Si diffuse anche un'altra forma, l'assicurazione: gli assicuratori ricevevano in anticipo un premio e in contropartita si impegnavano a pagare il valore delle merci nel caso della loro perdita.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/12 Storia economica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher emma.r8 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia economica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Besana Claudio.
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