STORIA DELLO
SPETTACOLO
Prof. Alberto Ausoni
A.A. 2018/2019
Appunti di Lucrezia Cusato
Sommario
L’opera ..................................................... 16
GLOSSARIO .............................. 0 Trama....................................................... 16
IL TEATRO ................................ 0 Nora alla prova | Luca Ronconi ................ 17
Elementi strutturali ....................................... 0 G | A S .................... 18
IROTONDO RTHUR CHNITZLER
Componenti ................................................ 1 Trama....................................................... 18
L .................................... 1 La Ronde | Max Ophulus .......................... 20
A FIGURA DELLA DONNA
L D .............................................. 2 LA NASCITA DELLA REGIA .......... 21
E FESTE IONISIE
Svolgimento ................................................. 2 Konstantin Stanislavskij ............................. 21
TRAGEDIA E COMMEDIA .............. 3 I G | A C ........................ 21
L ABBIANO NTON HECOV
S ........................................ 3 L’autore .................................................... 21
TRUTTURA DEI GENERI
La tragedia .................................................. 3 L’opera ..................................................... 21
La commedia ............................................... 4 Adattamenti .............................................. 22
Differenze .................................................... 6 Personaggi................................................ 22
Trama....................................................... 23
E | S .......................................... 6
DIPO RE OFOCLE
Trama ......................................................... 6 P | M B ................... 24
INOCCHIO NERO ARCO ALIANI
Adattamento di Pasolini ............................... 8 Pièce ......................................................... 24
M | E ............................................. 9 IL TEATRO DELL’ASSUR DO ......... 25
EDEA URIPIDE
L’autore ....................................................... 9 Il saggio di Esslin ...................................... 25
Premessa ................................................... 10 La corrente filosofica ................................. 26
Trama ....................................................... 10
Medea | Lars Von Trier .............................. 11 E I ........................................... 26
UGENE ONESCO
Le songe de Médée | Angelin Preljocaj ....... 11 L’autore .................................................... 26
La Cantatrice Calva .................................. 26
L | A ................................... 12
ISISTRATA RISTOFANE La lezione ................................................. 27
L’autore ..................................................... 12
Trama ....................................................... 12 IL TEATRO AMERICANO ............. 29
L Z V
M .................................................... 13 | T W ............ 29
O OO DI ETRO
ENANDRO ENNESSEE ILLIAMS
L’opera ..................................................... 30
IL TEATRO ELISABETTIANO ......... 13 Trama....................................................... 31
E II | C M ............... 14
DOARDO HRISTOPHER ARLOWE M | A
ORTE DI UN COMMESSO VIAGGIATORE RTHUR
L’autore ..................................................... 14 M ........................................................... 32
ILLER
Adattamento di Derek Jarman ................... 14 L’autore .................................................... 32
IL DRAMMA BORGHESE .............. 15 L’opera ..................................................... 33
Trama....................................................... 33
Temi .......................................................... 15
Luoghi ....................................................... 15
Personaggi ................................................ 16
C B | H I .................... 16
ASA DI AMBOLA ENRICK BSEN
L’autore ..................................................... 16 1
Glossario
Antilabé Forma di sticomitia: un verso viene spezzettato tra i personaggi.
Catabasi La discesa di una persona viva nell'Ade (il termine contrario è anabasi). Viene impiegato,
Casa di Bambola
ad esempio, per descrivere l’andamento della storia di .
Colonna Essa “sorregge” la narrazione proprio come in un tempio, creando una particolare atmo-
sonora sfera. Il cinema italiano possiede in genere un esubero di musica, la cui funzione solita-
mente è di ribadire quello che accade nella diegesi.
Shining
Se si pensa al nome dell’hotel di , “Overlook”, la scelta del protagonista di recarvisi
per trovare l’ispirazione appare ancora più sensata. La colonna sonora in questo caso è un
Requiem del 1200 sintetizzato al computer, che mentre Jack Torrence sale le scale si pone
in maniera contrappuntistica, visto che di fatto sta scendendo negli inferi.
Dramma In greco significa “azione”, per cui non va confuso con il termine “tragedia”.
Diegesi Tutto ciò che riguarda l’universo narrativo. Al contrario, si parla di extra-diegesi.
Kommós Percuotersi il petto o la testa come manifestazione del lutto.
Praticabile È una piattaforma su cui possono salire gli attori.
Sticomitia Quando i personaggi dibattono diminuendo progressivamente la lunghezza della frase,
per mantenere un ritmo costante.
trao
Trama Da , “azione”; è un pre-testo, per poter parlare di qualcosa di completamente diverso.
La trama organizza nella prima parte il nodo della vicenda tragica, cui dovrà seguire il suo
scioglimento. Aristotele distingue la trama semplice da quella complessa, dove il passaggio
Edipo
da una condizione all'altra avviene attraverso un rovesciamento (ad es. quando nell’
re il messo di Corinto, credendo di liberare Edipo dal timore dell'incesto, finisce invece per
confermargliene la fondatezza).
Il teatro
Dopo il crollo delle tribune allestite nell'Agorà, sembra che le rappresentazioni si spostarono alle
pendici dell'acropoli. La gioventù veniva educata a teatro, dove i comportamenti che normalmente
sarebbero stati repressi trovavano sulla scena piena espressione.
Vi sono delle analogie strutturali tra i teatri e gli edifici a destinazione assembleare e si conoscono
casi di interfungibilità. Si stima che il teatro potesse ospitare tra i 14.000 e i 17.000 spettatori.
Elementi strutturali
• Orchestra
Di forma circolare, con le due entrate poste ai lati. Entrare da destra simboleggiava la provenienza
parodoi
dalla città, mentre da sinistra dalla campagna. Le porte da cui accede il coro si chiamano .
skené
• Sfondo ( )
Inizialmente era una semplice tenda dove depositare le attrezzature, ma in breve tempo divenne
parte integrante della scena. Alcune erano dotate di due o tre porte, altre solo di una. Aristotele
skenographía
attribuisce a Sofocle l'invenzione della scenografia ( ), ovvero “l'arte di dipingere la
scena”. Resta però problematico precisare cosa si intendesse all'epoca, poiché forse si trattava
semplicemente dell'immagine dell'edificio dipinta sopra.
• Attrezzature
mechané ekkyklema
La era un attrezzo con cui si simulava il volo. L’ , invece, era una piattaforma
che veniva fatta uscire per rendere visibile al pubblico quello che si compiva all'interno dell'edificio.
Componenti
• Coreghi
Erano i privati cittadini più facoltosi che dovevano sostenere le spese per l'allestimento dei cori.
L'avarizia o la generosità con cui lavoravano influivano sull'opinione pubblica del corego.
• Maschere
Nel mondo greco, differentemente dal quello romano, gli attori godevano di grandissimo rispetto.
A Tespi si deve l'invenzione della maschera, mentre a Frinico di quella femminile, che consentì di
ricoprire nel corso dello stesso dramma parti diverse. Fino ad Eschilo, infatti, vi era soltanto un
attore che interpretava tutti i ruoli. In età imperiale avevano tratti fortemente espressivi, mentre in
epoca classica si orientarono verso il realismo.
• Costumi
Gli eroi e i figli delle divinità avevano i costumi più maestosi nelle rappresentazioni di Eschilo,
mentre a Euripide sono attribuiti personaggi coperti di stracci. Tipico era poi l'utilizzo di un enorme
fallo di cuoio nella commedia antica, insieme a imbottiture sul ventre e sui glutei.
• Coro
Può cantare e danzare all'unisono, oppure suddividersi in due semicori. Interagisce con i perso-
Edipo re
naggi per mezzo del corifeo. Generalmente rappresenta gli abitanti del luogo (in , i vecchi
tebani). A volte esercita un'influenza sul corso dell'azione, ma più spesso appare impotente, con-
Medea
tinuando però a esprimere il suo dissenso rispetto alle posizioni più estreme (come in ).
Col tempo, le parole divennero sempre più subordinate alla musica e successivamente a Euripide
i canti corali persero definitivamente ogni rapporto con la storia. Per questo motivo, dal III secolo
a.C. alcuni brani tragici vennero riproposti in forma di canto.
La figura della donna
Per molti secoli (in alcuni casi addirittura fino al ‘900) le donne sono state completamente escluse dai
1
teatri, sia in veste di attrici sia di spettatrici . La donna si occupava esclusivamente di curare la casa
doums domestica
( , la ) e della prima educazione dei figli, che poi passava ai padri.
La saldezza di questi valori viene però messa in crisi nei drammi. Si narra di regine adultere e assas-
sine (Clitemnestra), oppure di madri infanticide (Medea): la destabilizzazione passa attraverso il fem-
minile, senza tuttavia che ciò porti a un reale confronto sulle strutture del potere.
La morte virile è solitamente data dal ferro, mentre quella femminile dal laccio, anche se esistono
eccezioni (Deianira, moglie di Eracle, si uccide con una lama, mentre Ippolito si impicca). A interpre-
tare ruoli femminili furono anche dei giovinetti dell’Epoca vittoriana, con le opere di Shakespeare,
creando una forte contraddizione quando impersonavano ruoli di coppia.
Se quindi nelle arti visive si è andati verso un sempre maggiore realismo, nel teatro questo non è
avvenuto. Allo spettatore interessava la parola di Medea e non avvertiva la necessità di una sua
rappresentazione accurata.
L’attore era solo un portavoce del personaggio, quindi non sforzava l’intonazione per sembrare una
donna: parlava normalmente, cambiando soltanto la maschera.
Vi sono alcune teorie che vedono tra il pubblico antico anche le donne; in alcune commedie di Aristofane
1
sembra che il coro si rivolga agli ultimi spalti, dove erano seduti schiavi e donne.
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Le feste Dionisie
il popolo di Atene celebrava tante feste quante
L'autore della costituzione ateniese sottolinea che
nessun’altra delle città greche . L'appuntamento più importante per il teatro era quello delle Grandi
Dionisie o Dionisie Urbane, che si tenevano dal 9 al 14 del mese di Elfabolione (marzo – aprile),
quando le giornate diventavano più tiepide e gli stranieri riprendevano a frequentare la città. La
2
stagione della rigenerazione, della fertilità: non a caso, si svolgevano anche le falloforie .
Tra dicembre e gennaio invece vi erano le Dionisie Rurali, mentre tra gennaio e febbraio si svolgeva
la festa delle Lenee, dedicata anch'essa a Dioniso ma rivolta prevalentemente agli ateniesi.
theorikón
Con Pericle si introdusse l’elargizione del , ovvero un sussidio che consentiva anche ai più
poveri di assistere alle performance teatrali. Atene continuò ad andare a teatro persino quando le
forze spartane la stavano sconfiggendo definitivamente.
Svolgimento
I mesi che precedevano le rappresentazioni erano di intenso lavoro: si stima che solo per i cori erano
previste ben 1200 persone ogni anno. Qualche giorno prima della gara, i poeti si presentavano
nell’Odeon, un edificio edificato da Pericle per offrire al pubblico una sorta di anticipazione.
I poeti inizialmente curavano anche la messa in scena, ma con il passare del tempo questi compiti
necessitarono di una maggiore differenziazione. Aristofane preferiva delegare ad altri la regia, perché
a suo giudizio si trattava dell'attività più difficile per una commedia.
Programma delle giornate
9. Processione con l'arrivo di Dioniso, ovvero colui che giunge inatteso per colonizzare uno spazio.
10. La mattina vi era una processione ancora più solenne, in cui le fanciulle di nobili origini sfilavano
3
con offerte e raffigurazioni falliche. Il pomeriggio aveva luogo la gara del ditirambo .
11. Alle prime luci del mattino iniziavano gli spettacoli teatrali, scanditi da una tromba. L'araldo pre-
sentava al pubblico gli orfani dei caduti in battaglia, seduti nei posti d'onore. Venivano poi pro-
clamati coloro che meritavano una corona. Si iniziava con le rappresentazioni comiche, cui era
dedicata l'intera giornata, con 5 commediografi che presentavano una loro opera.
12 – 14. È la volta del genere tragico, con una tetralogia (ovvero tre tragedie seguite da un dramma
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satiresco ) proposta da tre poeti, ogni giorno .
Alla fine, si assegnavano i premi: la giuria, composta da 10 giudici, estraevano a sorte cinque delle
tavolette su cui avevano votato, determinando l'esito delle gare. I poeti erano premiati con una corona
di edera e, probabilmente, del denaro. Questa modalità di voto fece però sì che un autore come
Euripide vinse solo cinque volte, pur avendo partecipato a 22 concorsi.
Infine, si riuniva un'assemblea che valutava il corretto svolgimento della festa.
La figura del Dio
I drammi sembrano non avere alcun evidente aggancio con la figura di Dioniso: solo in due delle
Baccanti Rane
opere che ci sono pervenute Dioniso si mostra sulla scena ( di Euripide, di Aristofane).
Cerimonia in cui veniva portato in processione il simulacro fallico, simbolo di fecondità.
2 Una forma di canto.
3 Inizialmente era prima delle tragedie, ma fu poi spostato alla fine come forma di distensione. Si tratta in una
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“tragedia scherzosa”, in cui il riso deriva solitamente dalla sguaiataggine dei satiri. È più breve, ma gli aspetti
strutturali sono gli stessi e vi sono più elementi connessi alla realtà quotidiana.
Nel corso del tempo, le commedie sarebbero scese a tre e il dramma satiresco sarebbe stato eliminato.
5 2
A fornire un collegamento è il carattere di metamorfosi di questo personaggio, che si veste in costumi
diversi o li impone agli altri. Infatti, accanto alle immagini che lo mostrano in sembianze umane, ve
ne sono altre con il fallo eretto e con una maschera dallo sguardo fisso.
Si racconta inoltre che Dioniso, quando fece il suo primo ingresso in Attica, si fermò a Icaria per
introdurre la coltivazione della vite, proprio dove nacque Tespi.
Dioniso rappresenta l’opposto e il complemento di Apollo: l’uno il protettore del bello, della ragione,
della melodia; l’altro della sregolatezza, del disordine, del ritmo, dell’ebbrezza.
Se le compagne di Apollo sono le Muse, quelle di Dioniso sono le baccanti (o menadi), ovvero donne
che salivano sul monte Citerone in preda all’euforia e si strappavano le vesti per danzare. È il dio
dell’estasi (dal greco, “vengo fuori da”), non solo mistica, ma anche sessuale.
Tragedia e Commedia
Le relazioni tra i personaggi sono date dalla parola: senza di essa, i personaggi scompaiono. Medea
non esiste se non attraverso i dialoghi, e dunque i sostantivi. Gli aggettivi sono i colori della nostra
lingua: tingono, come in musica le “tonalità”, la scrittura. La lingua italiana, purtroppo, non si rinnova
frequentemente, se non per assorbire termini di altre nazioni, ma in realtà è estremamente ricca.
A differenza delle opere moderne, i drammi antichi non hanno particolari didascalie e alcune infor-
mazioni sono ricavabili dai testi stessi. Alle parole è anche affidato il compito di creare le situazioni
irrealizzabili della meteorologia, nonché di descrivere gli spazi extra/retroscenici.
Il trimetro giambico si avvicinava all'andamento naturale del parlato e si distanziava dal recitativo, ed
il primo ad abbandonarlo fu Cratete, secondo Aristotele.
Struttura dei generi
La tragedia
Nascita
L'invenzione del genere tragico è da far risalire al legislatore Tespi (V secolo a.C.). Tra il pubblico
della sua prima rappresentazione vi sarebbe stato anche Solone, che avrebbe chiesto al poeta-attore
prodursi in tale in menzogne al cospetto di tanta gente
se non si vergognava a , perché se si fosse
nelle cose serie
apprezzato lo spettacolo si sarebbe corso il rischio di trovare quel divertimento .
Se infatti nella narrazione colui che interpreta è rigorosamente distinto dal personaggio, nella finzione
teatrale lo sforzo è invece incentrato sull’incarnarlo il più possibile. Uno sconfinamento tra realtà e
finzione si ebbe quando Pisistrato presentò una donna più bella della media come la dea Atena. Il
popolo, credendo che godesse di favori divini, confermò in quell’occasione il timore di Solone.
Quando Pisistrato raggiunse l’agognata tirannide di Atene istituì i concorsi teatrali e diede un impulso
a un'intensa attività culturale. Promosse inoltre la prima competizione tra poeti tragici, vinta proprio
da Tespi. A distanza di un secolo dalle proteste di Solone, la tragedia era divenuta “uno spettacolo
mirabile da vedere e da udire”. Il poeta migliore, era dunque colui che meglio ingannava.
È comunque difficile ricostruire i dettagli della nascita del teatro tragico, ma una sua peculiarità con-
siste nella contrapposizione della voce attoriale e dell'unità del coro. Quest’ultimo fu progressi
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