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Storia delle relazioni internazionali

Lezione 24/02

È diversa dalla storia contemporanea. Non ci soffermiamo sui fatti interni ai singoli paesi a meno che non abbiano rilevanza a livello internazionale (ad esempio: rivoluzione bolscevica, uccisione di J.F. Kennedy: fatti interni con rilevanza internazionale). Non sarà solo una ricostruzione della politica estera. Analisi delle relazioni internazionali (non solo politiche, ma economiche, commerciali, culturali, ecc…).

Non ci limitiamo solo alla storia dei conflitti, perché la storia internazionale ha anche una dimensione di scambio e di relazioni continue al di sotto delle guerre. Fasi di non conflitto: anch’esse ricche di relazioni internazionali. Storia delle relazioni: politiche, economiche, commerciali, finanziarie, culturali, umane.

All’interno del percorso SECI: spazio alla dimensione Nord-Sud (rispetto a quella Est-Ovest); spazio all’affermarsi del principio di autodeterminazione dei popoli; spazio alla nascita delle Nazioni Unite (grazie alla quale molti paesi del sud hanno avuto una possibilità) e allo sviluppo del diritto internazionale.

Fondamentale è la conoscenza della geografia. Nuove conoscenze geografiche sono state un prerequisito che ha permesso all’Europa di predominare sul mondo. Conoscenza della sfericità della terra, del fatto che ci fosse altro al di là dello stretto di Gibilterra (colonne d’Ercole). Una delle chiavi del successo dell’espansione europea è stata quella della superiore conoscenza geografica.

Altra essenziale invenzione: bussola. In antichità ci si orientava con le stelle nel cielo (limite: nuvole). Questo nuovo strumento ha abbattuto gli ostacoli atmosferici. Bussola: invenzione cinese, applicata alla navigazione oceanica dagli europei. La conoscenza della superficie della terra: arriva in un’età tarda dello sviluppo umano.

Terzo elemento di vantaggio europeo: armi da fuoco. Gli europei si convincono a esplorare contrade molto lontane perché hanno il monopolio della tecnologia delle armi da fuoco. Tecnologia a cui nessuno si sarebbe potuto opporre. È stato un elemento fondamentale per “infondere coraggio” negli europei e convincerli ad esplorare. Fino a quando non hanno avuto armi da fuoco portatili non sono partiti.

Elementi che hanno favorito la superiorità europea

  • Nuove conoscenze geografiche
  • Bussola
  • Armi da fuoco

Dai mercanti ai conquistadores: Marco Polo (1254-1324), mercanti veneziani, Cristoforo Colombo (1451-1506), conquistadores spagnoli e portoghesi. Si trasforma l’approccio degli europei al resto del mondo. Non più scambio commerciale, ma rapporti di assoggettamento, conquista, dominio. Con il passaggio da Marco Polo a Cristoforo Colombo cambia anche l’approccio europeo: da mercanti a conquistadores.

Dal dominio delle terre al dominio dei mari

Venezia, Genova, Olanda, Gran Bretagna. Si indirizzano verso terre lontane (non più vicine). Si affidano alle navi, non più agli eserciti. Genova e Venezia non si preoccupano di conquistare il resto dell’Italia. Non viene più perseguita la strada della conquista terrestre ma quella del dominio sui mari. Venezia è un caso esemplare: città piccola, Repubblica di Venezia: territorio limitato (odierno Veneto e Trentino). Venezia non aveva mura: le aveva solo attorno all’arsenale, per proteggere e mantenere segreta la propria flotta.

Vantaggi del dominio sui mari

  • Minori costi di sostentamento delle truppe
  • Minori rischi di ribellione dei militari (gli equipaggi delle navi non potevano scendere a terra e prendere il potere)
  • Sinergie fra collegamenti commerciali e azioni di conquista territoriale oltremare
  • Minore conflittualità con le altre potenze europee.

Imperi terrestri

  • Romano, Persiano, Arabo, Ottomano
  • La conquista si giustifica con l’obiettivo di allontanare le minacce esterne

Imperi marittimi

  • Spagna, Portogallo, Gran Bretagna, Francia
  • La conquista si giustifica con la missione civilizzatrice. Hanno conformazioni territoriali diverse.

Esempio più significativo: Gran Bretagna, impero coloniale più esteso di tutta l’Europa.

Come si giustifica il dominio su altri popoli?

Spagna e Portogallo chiedono e ottengono legittimazione dell’autorità pontificia. Questa gli viene data a patto che convertano i prigionieri al cattolicesimo. Inghilterra e Olanda si riferiscono al diritto di occupazione. Diritto esercitato in assenza di un’autorità centrale.

Colonie di popolamento

(Algeria, Sudafrica, Australia, Libia). Elemento centrale: terra da assegnare ai coloni europei.

Colonie di sfruttamento

(Africa equatoriale). L’elemento centrale sono le ricchezze naturali, da sfruttare utilizzando la manodopera locale: estrazione di minerali per sostenere lo sforzo dell’industrializzazione.

Diverse modalità di amministrazione delle colonie

  1. Fino alla fine del ‘700: Politica di assoggettamento. Lo stato colonizzatore opera solamente nel suo esclusivo interesse.
  2. Dopo la Rivoluzione francese: Politica dell’assimilazione. Valori della rivoluzione: superiori e validi per tutti. Tutti i popoli sotto il dominio francese devono essere omologati a tali valori. Le colonie devono essere un prolungamento (appendice) della madrepatria. Si partiva dalla convinzione che i valori europei fossero superiori a quelli del resto del mondo. Missioni civilizzatrici: responsabilità dell’uomo bianco nei confronti degli altri popoli (inferiori). Rapporto iniziale: sfruttamento a senso unico. Si trasforma poi in un rapporto diverso. Sfruttamento sempre presente, ma coperto da un’idea civilizzatrice. I popoli diventano parte della comunità francese nel mondo. Tentativo di avvicinamento, di assimilazione: tentativo di modellare le altre civiltà e trasmissione della lingua, della quale viene imposta la conoscenza. Non tutti i paesi europei seguono l’esempio della Francia. La Gran Bretagna preferisce l’approccio dell’indirect rule.
  3. Nel corso dell’800: Politica di indirect rule. Verso le colonie abitate da popolazione di origine europea (Stati Uniti, Canada, Australia). Poi estesa a tutte le colonie britanniche. Ingloba il sistema di controllo precedente, appoggiandosi ai leader già esistenti che governano adesso a nome della Gran Bretagna. Indirect rule: l’assimilazione non è un obiettivo, riduzione rischi di ribellione, le autorità locali vengono mantenute e divengono un tramite, tributi, forze armate, distribuzione terre e risorse naturali: governate dalla Gran Bretagna.

Lezione 27/02

Napoleone - Egitto

Esempio di come l’Europa crescendo ha sottratto spazio e risorse ad altri soggetti. Crescita dell’Europa nel ‘700 e ‘800 non è stata priva di costi. Egitto: provincia dell’impero ottomano. Territori esposti a questa nuova realtà: serie di stati europei che acquisiscono capacità tali da agire al di fuori del continente, deviando il corso degli eventi dell’impero ottomano (massima espansione alla fine del 1600) e dell’Egitto.

L’impero ottomano controllava gran parte dell’Europa britannica, quasi tutte le coste del Mar Nero, l’attuale Turchia e Iraq (Mesopotamia), gran parte dell’Africa settentrionale e altri territori tra cui l’attuale Siria. Controllava 2/3 delle coste del Mediterraneo. Nasce nel 1400 sconfiggendo l’impero bizantino (Turchia e Grecia) e l’impero arabo (Iraq e Siria). Questo nuovo impero è guidato dai Turchi: importante anche per gli sviluppi successivi della politica internazionale.

Non sono originari del medio oriente, venivano dall’Asia centrale (Cina e Mongolia), poi si sono spostati verso occidente alla ricerca di migliori condizioni di vita. Hanno raggiunto il Caucaso (tra Mar Nero e Mar Caspio) fino ad incontrare l’impero bizantino e quello arabo. Epoca ottomana: realtà politica e istituzionale guidata dai Turchi (arabi sottomessi). Dura per quasi cinque secoli. In Europa alla fine del ‘700 comincia ad affermarsi un processo forte di rivoluzione industriale (soprattutto in Gran Bretagna).

Questo ha dei riflessi su tutto il Mediterraneo e sull’impero ottomano. Con la meccanizzazione dell’industria tessile (forza motrice del vapore) aumenta estremamente la capacità produttiva delle fabbriche. Macchine in funzione 24h al giorno a ritmi forzati. La Gran Bretagna diventa una grande consumatrice di lana e cotone. Fino a quel momento utilizzavano la lana di produzione interna e il cotone statunitense (al tempo gli Stati Uniti erano una colonia della GB). Questa fornitura diventa insufficiente dopo la meccanizzazione. La Gran Bretagna deve cercare cotone altrove.

Inoltre, alla fine del ‘700 con la guerra d’indipendenza gli Stati Uniti si sottraggono al controllo coloniale e il cotone statunitense comincia a costare molto di più. La Gran Bretagna va a cercare altre regioni nel mondo dove produrre cotone a prezzi vantaggiosi. L’India: già colonia inglese, vengono piantate enormi piantagioni di cotone. L’Egitto: anche questo territorio era molto favorevole alla produzione del cotone, intensità molto alta: il Nilo era una risorsa idrica fondamentale, per 3 volte l’anno esondava e allagava i territori (sistema di fertilizzazione naturale ed efficiente), ciò portava a un doppio/triplo raccolto ogni anno. Le piantagioni in Egitto e in India vanno a sostituire quelle del Nord America.

Questo “cambio di fornitore” ha significato la presa di importanza dell’Egitto e dell’India. Essenziali elementi di sostegno per l’industria britannica. Quando Napoleone si scontra con l’Inghilterra si rende conto della sua inaspettata forza di resistenza dovuta alla sua capacità economica. Non riuscendo a sconfiggere la Gran Bretagna sul territorio europeo, decise di colpire le fonti di approvvigionamento. Parte quindi la spedizione di Napoleone in Egitto per bloccare i trasferimenti di ricchezza e indebolire la Gran Bretagna.

Nel 1798, con decine di migliaia di soldati francesi, parte da Marsiglia e occupa Alessandria d’Egitto. Questo evento ha inciso sulla storia dell’Egitto e dell’impero ottomano. Quando Napoleone arriva in Egitto ha con sé, oltre ai soldati, del personale di supporto (medici, fabbri, carpentieri, …), per assicurare che i militari siano in grado di esercitare un reale controllo in Egitto. Questo porta al ritrovamento della Stele di Rosetta (località sulle coste dell’Egitto dove fu rinvenuta). Questo ritrovamento ha significato un avanzamento enorme nella conoscenza dell’Egitto (ha permesso di decifrare i geroglifici).

Fatta di 3 parti con lo stesso testo scritto in geroglifico egiziano, nella lingua demotica egiziana (quella parlata dal popolo) e in greco antico. Gli studiosi francesi partendo dal greco sono stati capaci di interpretare i geroglifici. Esempio di come una sezione militare abbia avuto dei risultati anche sullo sviluppo delle conoscenze storiche. Napoleone rimane in Egitto per tre anni, poi preoccupato per le notizie che arrivano dalla Francia, nel 1801 torna in patria per assicurarsi il mantenimento del potere. Mentre lui torna in Francia, alcune migliaia di francesi rimangono in Egitto, poiché nei 3 anni passati erano nate famiglie ed i francesi erano stati inseriti nella società egiziana. Erano francesi cresciuti in un clima condizionato dai valori della rivoluzione francese (libertà, uguaglianza, fratellanza).

Nasce un confronto su come tali principi possano essere applicati al contesto sociale egiziano: accelerazione culturale che altre regioni dell’impero ottomano non hanno vissuto. In seguito all’occupazione francese, l’impero ottomano cerca di difendere l’Egitto, con un corpo di ispezione guidato da Mehmet Ali (di origine albanese). Guida le truppe fino in Egitto, convince Napoleone a ripartire, e a sua volta decide di rimanere in Egitto, e si autoproclama governatore dell’Egitto per conto del sultano (capo dell’impero ottomano).

Qui si avviano una serie di riforme e azioni volute da Mehmet Ali e in parte sostenute dai francesi. Le sue prime riforme sono in ambito militare, in Egitto viene introdotto il servizio militare obbligatorio, ciò richiede un’organizzazione dell’amministrazione pubblica molto avanzata rispetto ai livelli medi del tempo. Serve un’anagrafe efficiente (data di nascita, famiglia e residenza). Ciò ha costretto a creare delle strutture pubbliche di controllo dei dati anagrafici. Oltre a questo, Mehmet Ali è convinto che un esercito forte dipenda anche dalla presenza di generali ben preparati. Per questo motivo nel 1811 propone la nascita di un’accademia militare, con lo scopo di istruire i quadri superiori dell’esercito.

L’accademia militare è stata per quasi un secolo l’unica scuola accessibile NON religiosa. L’apertura di tale accademia ha rappresentato per un secolo la sola alternativa alle scuole coraniche. Ciò ha fatto sì che i generali acquisissero uno status sociale prestigioso, poiché avevano una formazione molto superiore a tutti gli altri. È anche per questo che i militari in Egitto ancora oggi sono centrali, anche a livello economico e politico. Risultato dei 200 anni di influenza e prevalenza dei militari sugli altri settori del corpo sociale, la classe militare è leader in Egitto. In presidente stesso è un militare.

Mehmet Ali, sempre con l’obiettivo di rendere l’Egitto più forte, si convince di non poter fare a meno di una flotta, il dominio dei mari era ormai la chiave del successo. Promuove la nascita di cantieri militari per la costruzione di navi da guerra. Rimase al potere per quasi 50 anni. Dopo l’ambito militare, riesce a spostare la sua attenzione in altri ambiti. Decide di realizzare una riforma agraria, sottraendo terra ai grandi proprietari e distribuendola a tanti piccoli proprietari. Questo serve ad aumentare la produttività poiché ogni piccolo proprietario ha un interesse alla produttività massima decisamente superiore rispetto ad un latifondista.

L’Egitto però ha una carenza di risorse idriche (poche precipitazioni), per questo avvia un’opera infrastrutturale di canali di irrigazione che portino l’acqua del Nilo anche in posti geograficamente molto distanti. Fu un’operazione assolutamente non banale per il tempo: conoscenze di ingegneria e geologia. Introduce una scuola di lingue europee, altro elemento di crescita della professionalità in Egitto. Questi sforzi sono premiati dal sultano che nel 1841 gli riconosce la possibilità di passare la sua carica di governatore per via ereditaria.

Mentre questo accadeva in Egitto, i paesi europei stavano conquistando capacità di ingerenza e influenza nel Mediterraneo. La crescita della Gran Bretagna e dell’Egitto si scontrano/incontrano. La Gran Bretagna nel 1704 aveva occupato la Rocca di Gibilterra (ancora oggi inglese). Punto geografico fondamentale per il controllo del commercio. Nel 1802 prende Malta e poco dopo prende il porto di Aden (attuale Yemen), passaggio obbligato.

Inserisce la vicenda del canale di Suez (in Egitto, ma voluto da forze esterne all’Egitto). Fino a metà dell’800 la Gran Bretagna le merci venivano portate via mare dai loro mariti, via terra fino al canale di Suez, per poi essere ricaricate su navi che le portavano in India: enorme perdita di tempo. Il governo inglese a metà ‘800 chiede il permesso al figlio di Mehmet Ali di costruire una ferrovia. Ciò velocizza il trasporto, ma negli stessi anni l’ingegnere francese Lesseps sta lavorando a un progetto alternativo, quello del canale di Suez.

Gli inglesi erano scettici, erano convinti che il livello dei due mari (Rosso e Mediterraneo) fosse diverso e che ci fosse bisogno di un sistema di chiuse. Lesseps, aiutato da Negrelli, è convinto che tale dislivello non ci sia. Cominciano dunque i lavori di scavo, 160 chilometri di canale, impresa complicatissima. I contadini egiziani furono costretti a lavorare gratuitamente. Il canale viene inaugurato nel 1869. La Gran Bretagna si rende conto del proprio errore e vuole cercare di riprendere il controllo.

Giuseppe Verdi viene incaricato di scrivere un’opera di celebrazione. Non fa in tempo a finirla per il 1869 e verrà messa in scena per la prima volta a Il Cairo nel 1871 (l’Aida). La Gran Bretagna vede la possibilità di rientrare nella vicenda del canale di Suez. Il nipote di Mehmet Ali non è altrettanto accorto e chiede ingenti somme di denaro alle banche europee (francesi e inglesi), ma gradualmente comincia ad apparire evidente che l’Egitto non sia in grado di rendere i soldi.

I rappresentanti dei governi di Francia e Gran Bretagna impongono al governatore un organo di amministrazione del debito pubblico (formato però da francesi e inglesi), similmente alla Troika di qualche anno fa per la Grecia. Questo organo impone delle tasse sulle esportazioni che hanno drenato risorse a favore delle banche europee, questo ha avuto forti conseguenze sull’Egitto, lo sforzo di modernizzazione trova un ostacolo che lo priva per lungo tempo dei guadagni delle proprie attività.

Nel 1882 si verificarono degli scontri, delle manifestazioni in piazza. Gli egiziani si ribellano, occupano strade e città. La Gran Bretagna risponde duramente. La flotta militare inglese viene mandata lungo le coste di Alessandria d’Egitto e bombarda la città. La Gran Bretagna istituisce un protettorato in Egitto, sottratto all’impero ottomano e amministrato da un governatore inglese. Il nipote di Mehmet Ali nel frattempo decide di vendere il suo pacchetto azionario della compagnia del canale, per cercare di far fronte alla crisi debitoria. Il pacchetto viene comprato dal governo inglese che finalmente riesce a mettere un piede sul canale di Suez.

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Scienze politiche e sociali SPS/06 Storia delle relazioni internazionali

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