Arte, architettura, natura
Bibliografia
Il cricco di Teodoro, itinerario nell’arte edizione gialla
Elisa Boeri, l’utopia dell’antico
Il tempo delle scoperte: Giotto
Nel caso di Giotto, la rivoluzione è quella che egli ristabilisce la centralità dell’individuo, cosa scomparsa da circa 1000 anni. Rivoluzione molto profonda visibile nell’arte ma anche nella società, è la radice dell’occidente così come lo conosciamo oggi. Fino al 1300 le persone transitavano sulla terra, erano una massa indistinta in attesa di un aldilà. La rappresentazione della vita era affidata alla ciclicità dei fatti che non dipendevano dall’individuo. Giotto si insinua nella frattura tra ciclo del mondo e individuo.
Trasformazioni del 1200
Tutto parte nel 1200 quando per una serie di motivi naturali (glaciazione), questo periodo di condizioni climatiche impervie ribalta gli equilibri del mondo. La popolazione più invidiata dell’epoca era quella araba perché si stavano espandendo con i califfati nell’Africa settentrionale. Poi torna la normalità e l’individuo inizia ad assumere una forza senza precedenti. Città e potere individuale che ha ripercussioni anche nell’arte.
L'arte di Giotto
Natività di Giotto di Bondone, Cappella degli Scrovegni. Pittura ad affresco, e Maria, 200 x 185 cm, affresco, pittura su tavola sono i generi principali del 1300. C’è 1303-1305 circa, Padova, anche il mosaico ma meno. Il primo è una tecnica Cappella degli Scrovegni molto fragile nonostante venga inventato come pittura forte, eseguita sulla base dei principi della chimica (la calce si secca in una giornata, per esempio), la fragilità dell’affresco sta nei problemi della muratura.
Pittura su tavola
La pittura su tavola è una pittura luminosa, la presenza dell’oro spesso costituisce il fondo della tavola, richiamo all’arte bizantina, pittura molto lussureggiante. La pittura su tavola è una tecnica brillante, luminosa, carica di oro, con ricchi pigmenti (pietre preziose sminuzzate all’interno di pigmenti colorati), avviene l’utilizzo di materiali pregiati come la cocciniglia; l’oro non manca mai (non pittura color oro, ma l’oro vero e proprio).
La pala di Ognissanti
La pala di Ognissanti è una pala d’altare (tavola a soggetto religioso posta sull’altare o sospesa sul fondo del presbiterio) commissionata dai frati Umiliati. La foglia d’oro è una lamina sottilissima che veniva applicata con una tecnica molto raffinata. Il prezzo dell’opera variava sulla base del prezzo dell’oro. Pala dipinta a tempera dove si mischiavano i pigmenti con il tuorlo d’uovo. Questa raffigurazione deriva dalle raffigurazioni bizantine. Inizia però ad allontanarsi dalla staticità dei corpi tipica bizantina (Duccio di Buoninsegna, Madonna col bambino).
Giotto e l'umanesimo
Giotto sancisce il passaggio tra medioevo e umanesimo. L’arte si interroga sull’estetica del bello. La figura della Madonna nella Madonna di Ognissanti ha uno sguardo frontale. Come mantenere lo splendore sacrale pur dipingendo al naturale? La natura è quanto c’è di più lontano dalla perfezione, è piena di accidenti. Questa pala d’altare ha un accenno prospettico, inoltre i vestiti iniziano a comporre dei volumi.
Caratteristiche del dipinto
Questi elementi si inseriscono in un’immagine statica simmetrica di linee verticali e orizzontali; inoltre i volti sono posti in una simmetria speculare quasi perfetta. È un compromesso storico. Nel 300 era però visto come una novità assoluta. I visitatori erano colpiti dal naturalismo dei volti, le facce si sovrappongono a delle aureole stilizzate in contrapposizione ai volti estremamente naturali. Le aureole coprono anche in parte alcuni volti.
Innovazioni di Giotto
Viene studiato il metodo con cui Giotto intreccia il naturalismo con la staticità e la perfezione bizantina. Nella stessa pala dipinge la stessa persona con espressioni differenti in modo da mantenere la ritmicità e la simmetria ma inserendo caratteri naturali. I volti degli angeli introducono un’epoca nuova, anticipa la pittura di Masaccio. Al contrario, il volto della Madonna è diverso; lo è per accentuare l’individualità. È anche molto più grande e decisamente sproporzionata, unico volto frontale per l’individualità. Non si era mai visto un dipinto in cui si vedessero i denti.
Colori e luce nel dipinto
I colori di questa tavola sono in perfetto equilibrio. Crea una rete di tensioni basate sui colori. C’è armonia perfetta tra colori freddi e caldi. La luce arriva dappertutto. Il quadro emette luce propria. Non ci sono ombre né chiaroscuri.
Autonomia dell'individuo
Dall’autonomia dell’individuo si passa pian piano ad un’autonomia tra stati (1500 le arti in comunicazione tra loro). Di questo ci parlerà l’Autoritratto, olio su tavola, 1566-68 di Giorgio Vasari, circa, Galleria degli Uffizi, Firenze.
Giorgio Vasari
Giorgio Vasari nasce ad Arezzo il 30 luglio 1551 e muore a Firenze il 27 giugno 1574. Egli scrive “Le vite dei più eccellenti pittori, scultori e architetti”, trattato che stabilisce la divisione tra arti maggiori (pittura, scultura, architettura) e arti minori (es: ceramica, oreficeria e arazzi). In teoria ora non è più molto valida questa classificazione poiché le arti si mischiano tra loro (es: Benvenuto Cellini, Saliera di Francesco I; Giardino all’italiana di Villa Lante).
Opera di Benvenuto Cellini
Se Vasari fosse vissuto oggi ovviamente avrebbe dato classificazioni diverse. Benvenuto Cellini, Saliera di Francesco I, 1540-1543, oro, ebano e smalti, h cm 26, Vienna, Kunsthistoriches Museum. Dall’incrocio delle gambe dei due uomini nasce il sale, inoltre, questo è tra le più grandi testimonianze del Manierismo Europeo.
Arnold Hauser
Arnold Hauser, Storia sociale dell’Arte, Einaudi, Torino 1951: Al lato estremo possiamo trovare delle concezioni della storia dell’arte, ossia il libro “storia sociale dell’arte”, opera dello storico ungherese di stampo marxista, cioè Arnold Hauser; esso disse che gli artisti sono il braccio armato che interpretano un contesto; studiò le grandi correnti e disse che non esiste arte senza contesto.
Gestione dello spazio pittorico
Com’è gestito lo spazio pittorico? È la prima cosa che bisogna guardare, poi i dettagli.
La situazione in Italia nel 500
Nei primi anni del 500 cambia tutto, infatti in 4 anni muore mezza storia dell’arte europea:
- 1516 – Morte Giovanni Bellini
- 1519 – Morte di Leonardo
- 1520 – Morte di Raffaello
L’Italia godeva di un periodo fiorente con tante autonomie locali. I primi 30 anni del 500 sono stati devastanti, il rinascimento non fu completamente un periodo florido. Nel 400 sì, nel 500 no. Nuova considerazione del paesaggio e dello spazio che ci circonda (spazio geografico).
Influenza del contesto storico
Esempio di Venezia, regina del Mediterraneo. Firenze città mercantile. Milano la città più moderna esplendente. A Roma c’era stato il ritorno della sede papale, e si stava ricostituendo come sede del mondo spirituale. Napoli viveva una fase meravigliosa dal punto di vista artistico. Questo equilibrio si rompe a inizio 500. Nella politica si instaurano le potenze degli stati nazionali e addirittura delle potenze sovrannazionali, da una parte gli Asburgo, i turchi a oriente e i francesi. Italia schiacciata in una morsa. L’Italia perde la propria indipendenza nazionale che riprenderà solo a metà 1800. Nelle corti questo clima influenzava gli artisti che trasferivano questa situazione in pittura con cambi repentini di stile.
Orlando Furioso di Ariosto
1516, Prima edizione dell’Orlando Furioso di Ariosto. Egli aveva capito che il mondo delle corti medioevali era finito. Celebrazione di un universo femminile che fino ad allora era considerato come una mera decorazione di corte.
Eraclito e Democrito
Donato Bramante, Un filosofo piange, l’altro ride. L’Africa non era ancora circumnavigata così è attaccata all’Antartide. Questa è la concezione geografica. Dietro non c’è nulla perché non si conosce. La linea di disegno dei volti è netta e le ombre sono scandite. Dimostra il debito dell’artista verso l’antico. Lo spazio è in equilibrio perfetto.
I tre filosofi di Giorgione
I tre filosofi di Giorgione, 1508-09. Tre figure: un vecchio che tiene in mano uno strumento per la misurazione delle stelle, accanto a lui un uomo di mezza età con abbigliamento mediorientale, accanto un giovane che ha in mano una squadra e un compasso. Rappresentano le tre età dell’uomo. Incarnano anche tre culture e tre religioni differenti. Egli toglie di mezzo completamente la simmetria e l’equilibrio di prima. Questo quadro si costruisce tramite i diversi toni del colore che dà l’illusione di una profondità.
Influenza di Leonardo Da Vinci
Prende a modello i dipinti di Leonardo che usava i colori freddi per dare lontananza mentre per il primo piano usa colori caldi. La linea è completamente diversa si perde la precisione del contorno quattrocentesco e lo si sostituisce con un effetto sfumato. Il presente viene osservato sempre in divenire e questo è reso con l’effetto sfumato, è impossibile fermare il presente tramite una linea. Pittura tonale. È il primo che poi sarà ripreso anche da Tintoretto. Giorgione spesso trascura il disegno e disegna direttamente sulla tela, nessun disegno preparatorio. Questa concezione del presente in divenire deriva da una frase di Leonardo.
Tra l’affresco del Bramante e il quadro del Giorgione c’è una differenza di 15 anni. Il Giorgione predispone le figure sul lato, abbandonando la simmetria quattrocentesca, il quadro è costruito mediante la spazialità sul colore, con passaggio graduale del colore in modo da dare una profondità.
Concezione del presente in divenire
Giorgione per dare lontananza prende come modello i dipinti di Leonardo Da Vinci (i colori freddi impiegati per la parte in lontananza e colori caldi per ciò che è posizionato davanti). La differenza della stesura pittorica tra il Bramante e Giorgione: si perde con Giorgione l’utilizzo del contorno, essa sembra una pittura imprecisa, dando un effetto sfumato come se natura e realtà non venissero fissate, come un bassorilievo dell’antico, ma nel presente viene osservato nel divenire (il presente non esiste ed è sempre nel divenire, quindi io pittore non posso fermare il tempo nella pittura con una linea ben precisa).
Pittori veneziani e tonalismo
Questa tecnica viene utilizzata da altri pittori veneziani come Tiziano e Tintoretto. Per Giorgione questo tipo di pittura si può definire Tonalismo. Citazione di Leonardo Da Vinci (1452-1519) «L’acqua che tu tocchi dei fiumi, è l’ultima di quella che viene e la prima di quella che va; tale è il tempo presente». Così Da Vinci vuole dire che il presente non esiste, ma esiste solo il passato e il futuro. Frase di Da Vinci: se io sono seduta sulla riva di un fiume e metto la mano sull’acqua, la prima mano che mi tocca la mano è passato. Momento di stacco tra presente e passato = il presente non esiste, esiste solo il passato e il futuro.
Pala di Brera di Piero della Francesca
Pala di Brera di Piero della Francesca, 1472. La concezione del presente in divenire è inconcepibile per lui. In questo quadro il soggetto è la sacra conversazione. Con questo nome vengono indicati i quadri che contengono la Madonna col bambino e i santi. C’è anche un uomo inginocchiato che è Federico da Montefeltro, committente della pala. La posizione dei santi rispetta una precisa gerarchia: la Madonna è l’unica seduta, i santi ai lati in piedi, i comuni davanti inginocchiati. Quadro perfettamente speculare divisibile a metà sia in verticale che in orizzontale. Quadro basato sul razionalismo e sulla razionalità matematica.
Scoperte e nuova mentalità
Inoltre in questi anni vi sono diverse scoperte che portano alla nascita di questa nuova mentalità:
- 1492 Colombo sbarca a San Salvador
- 1494 Trattato di Tordesillas (stabilito un meridiano a ovest del quale tutti i territori sarebbero appartenuti alla Spagna e quelli ad est al Portogallo)
- 1497 Giovanni Caboto a Terranova e in Canada
- 1498 Vasco de Gama raggiunge l’India
- 1500 Pedro Alvares Cabral raggiunge il Brasile
- 1507 il Nuovo Mondo viene battezzato America
- 1513 Vasco Nunez de Bilboa vede il Pacifico
- 1518 inizio della conquista del Messico con Hernan Cortez
- 1520 viaggio di Magellano intorno al globo
Mappa del Cantino
Mappa del Cantino, 1501, Biblioteca estense di Modena. La mappa dei Cantino (1501, realizzata in Portogallo, ma portata a Ferrara), conservata nella biblioteca estense di Modena. Essa è una mappa ad uso marittimo che mostrava tutti gli approdi. Si può osservare il meridiano istituito nel trattato di Tordesillas. Qui l’Africa inizia a prendere forma, mentre il Brasile ed altri stati sono totalmente sbagliati.
Lorenzo de' Medici e Girolamo Savonarola
Lorenzo di Piero de' Medici, detto Fra Bartolomeo, Ritratto di Girolamo Savonarola, 1490-95 circa, olio su tavola, 64,5×32,5 cm. Firenze, Museo di San Marco. Nel 1492 muore anche Lorenzo il Magnifico, esempio tipico del Principe quattrocentesco. Alla sua morte Firenze diventa una teocrazia dove il potere viene assunto da Girolamo Savonarola che predica la fine del mondo. Mette alcune vanità al rogo tra cui ci sono ritratti divini (libri, iconografie, quadri di botticelli). Superficialità della bellezza che deve essere in tutti i modi condannata.
La primavera di Sandro Botticelli
Sandro Botticelli, La Primavera, 1480 circa, tempera su tavola, 207 x 319 cm. Uffizi, Firenze. Le virtù erano presenti nei suoi dipinti. Natura casta ed equilibrata. 138 specie arboree reali. I quadri di Botticelli erano il centro della filosofia neoplatonica del 400. La cultura però ha sempre fatto molta paura alle potenze, gli dei antichi qui sono rappresentati come virtù e Savonarola non l’aveva capito tanto che poi sarà bruciato dal papa perché condannato come eretico.
Beato Angelico e Luca Signorelli ad Orvieto
Duomo di Orvieto: monaci orvietani avevano commissionato a Beato Angelico le opere della cappella. Realizza poche opere, tra cui il Cristo Giudice e il Coro dei Profeti. Nel 1449 finisce la collaborazione, viene chiamato un anno dopo Luca Signorelli, famoso per gli abili dettagli in prospettiva, la ripresa dell’antico ecc. Quando arriva alla cappella Brizio nel 1450 c.a. si trova davanti a una grande sfida pittorica. Grande valore artistico in un periodo un po’ sfortunato, quando il potere politico si sta spostando da Firenze a Roma.
Opere di Luca Signorelli
Inizialmente completa le altre due vele basandosi sulla pittura a sfondo dorato. Il secondo compito è quello di rappresentare il tema escatologico apocalittico degli ultimi giorni dell’umanità con scene ispirate al giudizio universale. In totale 7 scene sono disposte sulle pareti della volta. Tema atipico per affrescare una cappella, anche difficile da spiegare come scelta se non in connessione con la fine del ‘400 (500 numero tondo, di passaggio, simbolico) e il rogo di Savonarola.
Dettagli delle opere di Signorelli
- Martirio di San Sebastiano
- Predica e morte dell’anticristo: Figure si dispongono in uno spazio aperto. La misura è data solo dal tempio sullo sfondo. Soggetto l’anticristo mosso dal demone. È un dipinto narrativo. Vi è infatti anche un malato che viene resuscitato dall’anticristo, a destra c’è un gruppetto di personaggi che scoprono l’inganno dell’anticristo e pregano. Sulla sinistra compare la conclusione in cui l’arcangelo Michele stermina i seguaci dell’anticristo.
- Finimondo, 1499-1502: Si legge da destra poi in alto e sinistra. A destra troviamo dei fedeli con la sibilla eritrea e il profeta Davide che leggono la profezia della fine del mondo. Arrivano poi dei diavoli alati e al di sotto di essi ci sono 7 giovani con abiti sgargianti con una folla di gente che cerca di mettersi in salvo dalla fine del mondo.
- Resurrezione della Carne, 1499-1502: Separazione assiale del quadro. Nella parte alta cielo dorato cosparso di pasticche di cera con foglia d’oro. La resurrezione avviene in un non-luogo, irriconoscibile la distinzione tra cielo e terra. Non c’è profondità però vi sono ombre. Le distanze sono indefinibili. Conclude il 400, il secolo della misura in cui l’uomo è misura di tutte le cose.
- Salita al paradiso e chiamata all’inferno, 1499-1502
- Dannati all’Inferno, 1499-1502: Nei Dannati all’Inferno di Luca Signorelli si può osservare un groviglio di corpi che ci ricorda Michelangelo. È presente il demone con il corno (è Signorelli) che molesta una donna. Il demone con il corno in testa è il pittore stesso, scelta bizzarra.
- Beati in Paradiso, 1499-1502
Confronto con l'Oriente
Tra il 400 e il 500 diventa inevitabile il confronto con l’oriente. Il sultano ottomano, Maometto il Conquistatore, aveva conquistato Costantinopoli (era impero Romano d’Oriente), che diventerà Istanbul. Vogliono espandersi nel centro Europa, conquisterà la Grecia, Rodi, attaccò i Balcani, sfrattò il re di Ungheria (il suo successore si insedierà a Vienna).
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