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STORIA DELL’ARTE

LEZIONE I

La nuova concezione dell’arte e il tema del brutto.

L’arte contemporanea inizia tra la fine dell’800 e l’inizio del 900.

Assistiamo ad una trasformazione radicale in campo artistico; si ampliano i confini del rappresentabile, e si

portano in luce nuovi temi e nuovi aspetti della vita moderna. Le conseguenze dunque, furono la funzione

estetizzante, l’emancipazione dell’arte dalla vita e la tecnicizzazione.

Si cambia anche il modo di guardare l’arte, che ora non riveste più il ruolo di verità assoluta sul mondo.

impressionisti.

Questa “rivoluzione” si apre con gli

L’impressionismo rifiutò i soggetti mitologici, storici, religiosi, letterari ed erano invece comuni soggetti come la

donna in abiti contemporanei, vista nei momenti di lavoro o come creatura evocatrice di atmosfere suggestive, in

simbiosi col paesaggio in mezzo al quale cammina cogliendo un mazzo di fiori o fermandosi a guardare verso il

pittore. Abbastanza frequenti sono i nudi: il corpo di una donna sembrava una forma classica e pura, utile per

esercitare l’abilità del pittore in fatto di forma, luce e colore.

L’impressionismo adottò temi nuovi, desunti dall’osservazione della natura o dei tanti aspetti della vita moderna,

in particolare lo spettacolo della città con i suoi locali sfavillanti di luci e l’animazione della folla nelle strade.

Rifiutò l’impianto tradizionale del quadro basato sul disegno preparatorio e sulla prospettiva.

Si dipingeva all’aria aperta, en-plain-air, e la stesura è realizzata attraverso una pennellata a piccoli tocchi che

accostano colori puri senza mescolarli.

Lo scopo era cogliere un preciso attimo passeggero; costante è, quindi, lo studio dei fenomeni della luce.

Tale nuovo modo di guardare la realtà non sarebbe stato possibile senza l’utilizzo della fotografia e della teoria

dei colori di Chevreul.

tema del brutto

Il è un tema che avvolge tutta l’arte del primo 900.

Il concetto di brutto nasce applicato alla poesia e poi adattato anche alla pittura e all’architettura. In pittura “il

brutto” si riferisce a ciò che non è proporzionato, che non è rappresentabile, che è imperfetto. Non ci sono più i

valori tipici dell’arte, non ci sono più legami con la religione, non si realizzano opere oggettive.

“Brutto ha a che fare con il gesto stesso dell’artista, offre strumenti per individuare e analizzare zone della realtà

che altrimenti sfuggirebbero, e permette all’arte di misurarsi con gli aspetti più conturbanti della realtà della

nostra epoca (Disarmonia prestabilita , 1971)“.

Anche Schlegel parla del brutto come nuova forma di rappresentazione. Il brutto è il reale nel suo disordine e

nella sua disperazione. Klimt,

Nel 1900 Wickhoff tenne una conferenza su questo tema, nella quale difendeva l’operato di in cui il tema

del brutto è centrale.

Diverse sono le simbologie che si ritrovano all’interno delle opere di Klimt; i fiori che con un soffio di vento si

spargono ovunque sono metafora della diffusione delle nuove idee, lo specchio è la rivelazione dell’io segreto che

non indossa nessuna maschera sociale, mentre il serpente è simbolo di saggezza e desiderio. La nuova arte è

dunque quella che mette in luce i temi che la società tenta di reprimere

Le tre età della donna è ritenuto il capolavoro di Klimt. Il dipinto è una rivisitazione simbolica delle fasi della

vita della donna: l'infanzia, la maternità e il declino della vecchiaia. Il diverso sentimento della vita è suggerito

dalle posizioni assunte dalle figure e dalla scelta di rappresentarle nude, sui diversi piani di un fondo privo di

dati naturalistici. Il pittore ritrae la donna anziana di profilo, per evidenziare, attraverso un forte realismo del

modellato, la deformazione provocata dal tempo sul corpo. La giovane madre, in contrasto con questa figura, si

offre frontalmente alla visione: il nudo risulta piatto nel rilievo e luminoso nella colorazione quasi ad evocare una

dimensione sacra. La bambina, infine, assorbita totalmente nella figura materna, è ritratta di tre quarti con il

corpo arrotondato, abbandonata in un sonno tranquillo.

pannelli per l’università viennese

Klimt nei suoi aveva messo in luce temi quali la medicina, la filosofia e la

giurisprudenza, accentuando però il limite delle persone che svolgevano lavori connessi a questi ambiti del

sapere (tema quasi provocatorio). Klimt è solito utilizzare la personificazione nelle sue opere.

Il pannello riguardante la filosofia aveva come soggetto una serie di corpi avviluppati e un volto al centro che è

avvolto in una nebbia che emerge dalla profondità, ma non riesce del tutto.

L’allegoria della Medicina mostrava una donna sopraffatta dalla malattia, mentre l’allegoria della Giustizia

affermava l’impossibilità di ogni legge. I fondali si arricchirono di motivi decorativi che si legavano alle

ambientazioni e agli abiti. Le figure maschili scomparvero in favore di figure femminili.

Risultando la sua arte fallimentare, torna a fare ritratti realistici con olio su tela. Per questi ritratti si ispira alla

ritrattistica romana, che indaga molto l’aspetto della personalità, tralasciando però il sentimento.

In epoca più matura adotterà per i suoi dipinti lo sfondo oro, che elimina completamente la spazialità. L’opera

diventa quindi un misto di realismo e astrattismo.

Il palazzo Secessione è sede di un’esposizione di arte contemporanea. L’edificio è concepito come un’opera

d’arte totale, unità inscindibile di pittura, architettura e decorazione, secondo la concezione secessionista.

Esso è un’armonica modulazione di parallelepipedi senza decorazione, su cui sono incisi motivi vegetali e floreali

dorati. Sull’articolazione compatta dell’edificio si erge la cupola dorata, frutto dell’intreccio elegantissimo di

motivi a foglie d’alloro in ferro battuto ottonato. Le

Klimt dipinse all’interno il fregio inneggiante alle capacità salvifiche dell’arte. Il primo pannello descrive

suppliche del genere umano, Forza:

in cui tre figure nude implorano un cavaliere dall’armatura dorata, la Klimt vi

Compassione e Ambizione,

ha raffigurato lo stesso Mahler, sovrastato da che lo sostengono nella lotta per la

conquista della felicità.

Forze ostili Gigante Tifeo

Nel secondo pannello, attendono in agguato il con la sua progenie di infelicità.

L’Anelito alla felicità trova compimento nella poesia Poesia

Il terzo pannello porta verso la conclusione in cui e la è

struggimenti degli uomini

raffigurata come suonatrice di lira, mentre gli sono fanciulle attirate dalla lira. L’ultimo

fregio chiude il ciclo ideale con l’apoteosi della felicità. Klimt ci trasporta in una ideale terra della gioia, dove ogni

desiderio è pacificato e il bacio finale lo suggella definitivamente.

STORIA DELL’ARTE

LEZIONE II

Il tema del brutto e della denuncia sociale nei quadri.

Tra la fine del Settecento e l'inizio dell'Ottocento, la rivoluzione industriale in Inghilterra, la rivoluzione

americana e quella francese ed infine il periodo napoleonico, avevano profondamente trasformato la situazione

economica, politica e sociale dell'Europa occidentale e dell'America settentrionale. L'Ottocento fu caratterizzato

dalla diffusione in tutta l'Europa e negli Stati Uniti delle industrie, che imposero nuove forme di produzione,

accelerarono lo sviluppo economico e mutarono i rapporti tra le classi sociali.

Parigi

Durante questo secolo acquista importanza l’arte francese; era infatti la meta prescelta per gli artisti, in

quanto si presentava come polo culturale in cui si ambiva ad esporre le proprie opere nei Salon, luoghi in cui

venivano presentati i quadri che dovevano fungere da guida agli altri artisti.

Gericault. Scena di naufragio (titolo originale) - Zattera della Medusa (nuovo titolo)

SALON 1819:

Va sviluppandosi una nuova concezione dell’arte, in contrasto con lo stile accademico che aveva come modello

l’arte del 400.

Egli rappresenta una scena di cronaca, non di storia, perché l’evento che

racconta risale a tre anni prima.

In esso è rappresentato il momento in cui la zattera viene staccata dalla

scialuppa. Le persone sulla zattera vengono abbandonate in mare aperto

e solo 10 di esse sopravvivono (e vengono salvati solo dopo diversi

giorni). Per essere più fedele possibile all’accaduto, intervista i superstiti.

Questo evento viene “nascosto” dalla società francese, quindi questo

quadro è una vera e propria denuncia di un fatto che voleva essere

dimenticato (solo alcuni sono interessati a scoprire la verità, tra cui

diversi medici).

I corpi sono realistici perché va in un obitorio a copiare i corpi veri (all’accademia si studiavano i gessi, quindi il

corpo umano non si copiava da modelli reali. I modelli arrivano solo nel 19° secolo).

Ovviamente, questo dipinto non viene accolto bene dai critici, in quanto desta scalpore.

1824 il pittore muore e il quadro viene messo all’asta; viene comprato dallo stato francese per essere esposto al

Museo del Lussemburgo di arte contemporanea, dove però non verrà mai esposto.

Anche la composizione del quadro è nuova:

- In primo piano vediamo dei cadaveri

- Vi sono comunque rimandi al passato e all’accademia, visibili nel modo di

dipingere e nella costruzione dei corpi alla maniera michelangiolesca.

- Dimensioni non consone al soggetto che sta dipingendo

- Nuova composizione sociale

- Uomini africani (dimostrazione della società che si sta creando con

l’imperialismo)

- Composizione triangolare (nuovo)

- Con questo quadro si può parlare dell’inizio dell’arte contemporanea: arte

che provoca disagio. Quest’arte è un genere che propone dei soggetti che non sono quelli che la critica (o

il pubblico) vuole vedere.

Altri tra il 1920-1930 tentano nuovi generi di arte: basta pensare a Turner.

Nel 1824 viene presentato al Salon un dipinto con un formato diverso, quasi quadrato.

Delacroix. Le Massacre de Scio.

Anche questo quadro è assolutamente sconvolgente.

Viene rappresentato il popolo greco: qui però non prevale l’armonia della Grecia

classica; essi vengono rappresentati come degli orientali.

Ovviamente, anche in questo dipinto si parla di “brutto”. Delacroix inizia così a

rappresentare il “bello moderno”: non esiste più la bellezza ideale, ma quella realistica.

Ciò che non piace al pubblico non viene eliminato, ma viene esaltato.

La composizione viene scardinata sempre di più.

In primo piano si nota una donna anziana che guarda al di fuori del dipinto (sguardo al

futuro: cosa succederà?); accanto a lei c’è una donna morta con un bambino vivo sul

suo ventre. La linea prosegue verso sx, verso l’uomo mulatto nudo, che si poggia su una donna semi svestita. La

fine di questo ciclo è un uomo con i baffi.

Abbiamo quindi una linea direzionale e una linea verticale che va verso il cavallo; il nodo della composizione è

quello dove vi è l’abbraccio tra due persone (significato: resilienza dell’umanità): noi però non vediamo i loro

volti.

Secondo piano: tutto è molto lontano e perde sostanza.

I colori vengono ispirati dalla terra (grigio: polvere alzata dai cavalli); risaltano poi il rosso, l’azzurro e il bianco.

La libertà che guida il popolo,

Porterà avanti questo discorso con dove riprende la stessa composizione e gli stessi

colori.

Vengono rappresentati i vari stadi della salute dell’uomo.

ESTETICA DI HEGEL: nuova concezione dell’arte e della rappresentazione del mondo.

L’arte è la portatrice dello spirito del tempo.

L’arte però non vuole più essere lo strumento di verità sul mondo: non esiste un’unica verità esprimibile con la

pittura ma, come dice Hegel, gli artisti rappresentano la realtà del loro tempo!

Conseguenze dell’arte per Hegel:

Estetizzazione:

1) l’arte è fine a se stessa; diventa meta-arte, fino a trasformarsi in astrattismo.

Ingres 1914. La grande odalisca

Concezione dell’arte non più neoclassica; il tema del nudo

permane, ma qui la schiena è troppo lunga, i critici contano

tre vertebre in più. Ingres risponde che l’anatomia è noiosa.

Egli ammicca alla realtà ma disegna nudi sproporzionati: non

è né un bello ideale né un bello reale (inizio estetizzazione).

Pianta del piede sporca: tentativo di attirare il pubblico con il

nudo e la seta, ma respingendolo con questi dettagli.

Si ispira alla Venere rinascimentale ma la rilegge in una

nuova chiave.

Ampliamento dei confini del rappresentabile:

2) ne è esempio la

Funerale a Ornans

Zattera della Medusa, ma anche il (città

Courbet);

d’origine dell’artista, questa è una tela senza eroi:

non è la celebrazione di nessuno, il morto è ignoto al

pubblico.

Vediamo anche dei popolani all’interno del quadro: si

rappresenta un’intera popolazione, composta da diversi ceti

e diverse età.

Ancora una volta ci sono pochissime linee e pochissimi colori. Questo fregio si ispira all’antichità: tutti i

personaggi sono rappresentati sullo stesso piano.

Importante: il tema è la meditazione sulla morte.

1855: apertura Pavillion du realism. Courbet riesce a far esporre questo dipinto, perché aveva già

presentato la “Cena a Ornans”, esposta qualche anno prima; in questo modo aveva il “permesso” di

esporre altri suoi quadri negli anni successivi.

Emancipazione dell’arte e tecnicizzazione.

3) Arte come decorazione,

piacevole per gli occhi e per l’ambiente (concezione ripresa da

Matisse).

Cabanel. La nascita di Venere 1863

Tema mitologico; non tocca nessun aspetto/scandalo della vita

contemporanea. Ritorno del concetto di “bello ideale” (torniamo al

“bello” dell’accademia).

Manet. Dejeuner sur l’herbe 1863 (non si ritiene impressionista, ma

è tra il realismo e l’impressionismo)

Troppi rifiutati quest’anno al Salone. Nasce il Salon de refuses. Nelle

prime sale sono esposti quadri che oggettivamente non meritano

attenzione. Era importante il Salon perché era il modo più efficace per

arrivare al “grande pubblico”.

I suoi quadri al Salon non venivano messi in buona luce, ma messi in posizioni tali per cui non venivano

visti. Si sente frustrato.

Il dipinto non piace per il modo in cui è colorato: la tempera è stesa in modo piatto e con un forte

contrasto coloristico. Il bianco della donna contrasta col nero allo stato puro degli abiti; inoltre, in

secondo piano usa una “tecnica veloce” molto apprezzata dagli impressionisti.

Il quadro desta poi scalpore per il fatto che vengono rappresentate due prostitute, le cui modelle sono

ragazze vere, riconoscibili nel quadro.

La donna che guarda fuori dal quadro, sta ammiccando al pubblico, invitandolo a passare del tempo con

lei. Non vengono apprezzati questi richiami, perché chi le guarda si sente chiamato in causa ed è portato

a farsi un esame di coscienza.

Tiziano - Concerto campestre

Ispirazioni: (stessi personaggi, ma questi letti in modo allegorico), e

Raffaello Giudizio di Paride

– un quadro andato perso il cui soggetto era il – incisione di Raimondi (Manet

riprende le posizioni di tre personaggi e il pettirosso). Haussmann,

I quadri di Manet parlano della Parigi dell’epoca: si trasforma urbanisticamente con con il

cui progetto si realizzano due parchi, uno per i borghesi e uno per gli operai. (Tema: evasione dalla

città). Pertanto, la scena è rappresentata in uno di questi parchi.

STORIA DELL’ARTE

LEZIONE III

La prostituzione e la vita moderna.

Bar delle Folies-Bergère – Manet (1881-1882)

Racconto della Parigi del secondo impero, che si presenta con un nuovo

volto grazie alle modifiche di Napoleone III.

1882: viene esposto il quadro al Salon.

Esso viene criticato per la tecnica e per il soggetto: la cameriera viene

identificata come “commerciante di consolazione” (prostituta).

Questo giudizio delude Manet (e il dipinto rimane nel suo studio finchè

muore) seppur alla fine del Salon la sua opera era stata premiata da

Proust, che era il “ministro delle belle arti”.

La figura femminile è un tema cardinale dell’opera di Manet.

Qui dipinge uno dei luoghi più tipici della vita notturna parigina, il bar di un locale alla moda, in cui sceglie di

rappresentare una delle due cameriere.

La figura della giovane donna, Suzon, domina la composizione e riceve tanta attenzione dal pittore che il

contrasto tra le sue proporzioni e lo sfondo assume un significato preciso, fino a suggerire il senso di distacco

dalla vivacità della folla. La grande specchiera dietro al bancone, oltre a riflettere l’animazione del locale, sdoppia

la figura della giovane, quasi ad accentuarne la complessità psicologica: essa deve svolgere un lavoro monotono e

snervante, che in qualche modo contrasta con la sua sensibilità e con la sua ricchezza interiore.

Il messaggio dell’artista non è positivo: basti notare l’espressione malinconica che prevale sul volto della

cameriera.

La luce (elettrica, novità!) svolge un ruolo fondamentale, poiché esalta innumerevoli particolari dell’ambiente

(acrobata sullo sfondo) e fa risaltare la protagonista della scena.

La ragazza è l’unico personaggio vero del dipinto (tema solitudine), perché il resto è solamente riflesso.

Il bancone impone uno stacco netto tra noi e lei; in questo Manet viene ispirato dall&rs

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/02 Storia dell'arte moderna

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher brambi.simo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'arte e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Politecnico di Milano o del prof Panzeri Miriam.
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