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Sempre nel Mitridate ci sono arie diverse “nel sen mi pulpita”. L’orchestra è molto ricca e drammatica ma tra la

prima e la seconda non c’è differenza espressiva.

 “ se di lauri il crine adorno”. Impersonato da Guglielmo d’Ettore che pretese che Mozart riscrisse 5 volte l’aria e

ogni volta Wolfgang lo rifà. La versione finale è una CAVATINA breve aria di presentazione del personaggio.

Aria con uno strumento solista concertante che si aggiunge alla voce es. aria del primo uomo Sifare (Mitridate)

 “Lungi da te ,mio bene”che è interpretato da un castrato. La scena è quella di addio all’amata, Aspasia. Anche

in questo caso il cantante ha fatto riscrivere l’opera a Mozart più volte. Lo strumento solista è il corno che nel 700 è

legato alla caccia ma che in questo caso Mozart usa per dare un ruolo elevato all’aria.

Trombe, corni e tromboni ai tempi di Mozart potevano suonare solo alcune note di una determinata scala tonale. I

pistoni verranno aggiunti nell’800

A Milano nel 700 c’era un’orchestra molto sviluppata, quella che poi sarà usata per il Mitridate.

3° atto, 4^ scena Mozart cerca di superare la frammentazione drammatica e cerca di mettere in fila la continuità

dell’opera con la scena del tentativo di suicidio di Aspasia che è un’aria molto breve ( 1 strofa di 4 versi) = CAVATINA

 i versi vengono ripetuti, il primo distico è intonato con un’ immagine cupa degli inferi mentre i versi ¾ sono una

sorta di invocazione per il rimpianto. Dopo la cavatina parte un altro recitativo.

Mozart dopo Milano non scrive più fino ad “Idomeneo” .

Classicismo (1770-1827 =morte di Beethoven) viene chiamato così a posteriori e presuppone vari aspetti:

1. Idea di classicismo come età aurea che riprendeva i modelli Haydn, Mozart e Beethoven tutti attivi a Vienna;

2. Associata a qualcosa di nobile e grande;

3. Idea di equilibrio e proporzione dell’armonia;

4. Idea di organicità.

In Mozart l’idea di classicismo assume l’idea di sintesi stilistica delle musiche tradizionali europee. L’idea di

classicismo si sviluppa nella musica per orchestra (sinfonie = Haydn). In campo teatrale è Mozart a sviluppare lo stile

classico, mentre Beethoven ha scritto solo il “Fidelio”.

Per la prima volta col classicismo si impone l’idea di opera musicale libera da una funzione celebrativa ma come

qualcosa di estetico (opera d’arte). Nella tradizione dell’opera italiana l’atteggiamento del compositore era

unidirezionale prendere un libretto ed aggiungerci la musica in modo che essa aderisse al testo ma allo stesso

tempo commentarlo e smentirlo (prendendone le distanze).

Nei pezzi d’insieme la musica può livellare punti di vista diversi.

1773 Mozart torna a Salisburgo

1775 “re pastore” + “la finta giardiniera”

1777/78 Viaggio a Parigi

1781 gli arriva la commissione da Monaco per Idomeneo da Carlo Teodoro di Baviera + rottura con Salisburgo.

IDOMENEO (1781)

Soggetto antichissimo di provenienza francese

A Mozart viene mandato un piano con la linea di gusto che l’opera avrebbe dovuto avere con l’ideale riformista di

unione tra opera italiana e tragedie lyrique ma che però si sviluppa indipendentemente dalla riforma di Gluck.

Il LIBRETTISTA è GIAMBATTISTA VARESCO cappellano dell’arcivescovo di Salisburgo quindi una persona conosciuta

a Mozart. Varesco fece un buon punto finché ad un certo punto Mozart deve andare a Monaco per finire l’opera e

poter seguire la sua messa in scena, lasciando Varesco a Salisburgo dove interagisce con Leopold.

Varesco opera uno sfrondamento del libretto precedente di Campra e Danchet ed elimina i personaggi secondari e la

rivalità amorosa tra padre e figlio verso Ilia.

Al centro dell’opera c’è il tema del POTERE e l’ANGOSCIA delle RESPONSABILITA’.

STURM UND DRANG movimento culturale preromantico. 

L’Idomeneo viene ripensato con ideale illuminista. Trama asciutta Idomeneo , re di Creta sta tornando a casa

dopo la guerra di Troia, ma il ritorno a casa è contrastato da una tempesta. Fa voto a Nettuno di sacrificare un uomo

appena sarebbe arrivato sull’isola per ottenere la salvezza sua e dei suoi uomini. Idamante, il figlio, è il primo che

incontra appena sbarcato. All’inizio i due non si riconoscono. Idamante inoltre è innamorato di Ilia, troiana figlia di

Priamo, che è stata portata a Creta come prigioniera. Elettra, figlia di Agamennone è innamorata di Idamante ma

non è corrisposta. Alla fine Idomeneo svela il suo voto e il finale è lieto.

Voto alla base di tutto, pronunciato in un momento di disperazione, è una metafora della tirannide e l’assenza di

un controllo razionale.

L’amore di Ilia e Idamante alla fine riconcilia vincitori e vinti (greci e troiani) in contrapposizione al voto.

Il lieto fine è portato da Nettuno che perdona Idomeneo per l’amore del figlio di Ilia valori positivi ( amore, lealtà

e coraggio)

La figura di Elettra è piuttosto marginale come Arbace (confidente del re) ma dal punto di vista musicale sono diversi

(Elettra è più importante di Arbace) ma la loro presenza era importante nelle opere del secolo (ANTAGONISTA e

AIUTANTE).

PERSONAGGI (mitologici e corrispondono a precise gerarchie):

 Idomeneo = eroe/antieroe che si macchia di una colpa, fatto molto grave per l’ideologia della monarchia

illuminata settecentesca. Ad un certo punto sfida Nettuno (atto eroico) e infatti l’aria della sfida si trova al

centro dell’opera. Vive le conseguenze del suo errore con una grandezza eroica (per questo è considerato un

antieroe) . 4 arie e 2 pezzi d’insieme.

 Ilia = personaggio più sfumato e con maggiore spessore psicologico che ha anche tanti stereotipi. E’ molto

coraggiosa ed è un personaggio circondato da dolce melancolia. Viene considerata un personaggio eroico

perché è disposta a morire per il suo amato.

 Idamante = è l’eroe/vittima dell’opera, destinato al sacrificio ma grazie al suo coraggio scioglierà l’opera

verso il lieto fine. Questo personaggio avendo la parte di soprano era generalmente interpretato da un

castrato. 3 arie e 3 pezzi d’insieme.

 Elettra = Non ha grande importanza drammaturgica e oscilla tra due stati d’animo estremi cioè il furore e la

vendetta. 3 arie e 2 pezzi d’insieme

 Arbace = tenore. 2 arie

 Gran sacerdote di Nettuno = tenore.

 Oracolo di Nettuno = Basso. Idomeneo (tenore)

Eroe che deve espiare il proprio voto di colpa = abdica (se un re non sa governare abdica secondo l’ideale illuminista)

Idamante (soprano/ mezzosoprano )

Eroe /vittima sacrificale che ama Ilia e passa da vittima a re

Ilia (soprano) ama Idamante, Elettra (soprano) Antagonista, ama ma non è

è straniera ed è vittima sostitutiva corrisposta da Idamante

Presenza del coro che canta in molti episodi sia con i solisti che da solo. Ballo alla fine dell’opera per concludere.

Temi Tema principale : Voto + illuminato governo dello Stato

Temi secondari : sacrificio, rapporto padre e figlio , mare (effetti scenici) simbolo sia positivo che negativo,

tempesta.

Tutta la vicenda è collocata in un contesto spettacolare infatti si conclude con l’incoronazione di Idamante. Il coro la

rende un ‘opera collettiva.

Quest’opera è un’opera seria italiana però è particolare perché si colloca in un punto di intersezione di più culture:

francese (tragedie lyrique, balli e coro) e tedesca. E’ un opera italiana ma ibridata che accoglie elementi esterni alla

tradizione italiana e la particolarità si vede nelle condizioni della rappresentazione.

Mozart continua a lavorarci dopo la prima rappresentazione. Nel 3° atto (sacrificio) tra variante e alternative resta

oltre 1.30 h in più di musica. Questo atto presenta 3 momenti decisivi:

1. Consapevolezza di Ilia del suo amore per Idamante;

2. Idamante si convince che il comportamento del padre è strano;

3. Proposta di Ilia di sacrificarsi al posto di Idamante.

Mozart incomincia a tagliare grandi pezzi di arie per esigenze drammaturgiche e per non far si che l’azione si fermasse.

1786 gli si pone l’occasione di rimessa in scena in concerto dell’Idomeneo.

Nell’800 Idomeneo va nel dimenticatoio ma verrà ripromosso da Richard Strauss. Mozart si rende conto che per tenere

vivo il pubblico deve esserci una varietà drammatica e d’azione maggiore rispetto per esempio a “Mitridate”. Inoltre

predilige una continuità drammatica. La realizzazione è possibile se si considera il libretto come campo semantico per

la musica. Mozart pensa che la recitazione musicale deve essere più naturale possibile.

Anton Raaff era il tenore che doveva fare Idomeneo ma non sapeva recitare come voleva Mozart, pur essendo un

ottimo cantante. Vincenzo Del Prato invece era il castrato che faceva Idamante. Dorothea Wendling era invece Ilia,

considerata molto brava come attrice e infine Elettra era interpretata dalla cognata Elisabeth Wendling.

Mozart era insoddisfatto perché c’erano dei problemi di equilibrio nella drammaturgia. Nel corso della composizione

si trova ad affrontare 3 problemi:

1. Alto livello di concentrazione drammatica;

2. Rendere naturale la riproduzione;

3. Valorizzare gli attori.

Mozart chiede delle modifiche al librettista: es. L’aria di Ilia del secondo atto viene modificata e quella di Idomeneo

viene eliminata. Ma le modifiche più importanti vengono fatte nel 3° atto.

TECNICHE:

 Accorpare vari componenti musicali per non avere interruzioni (applausi) nell’opera e questo lo fa accostando

delle forme musicali diverse.

 Ritrovare all’interno della struttura delle arie per rendere drammatiche forme vocali che sennò rischierebbero

di essere statiche.

 Ruolo determinante dell’orchestra che alla prima era l’orchestra di Mannheim, quindi un’orchestra molto

preparata che sa eseguire pezzi difficili. L’importanza dell’orchestra è uguale a quella delle voci cantanti.

All’orchestra vengono affidati una serie di motivi musicali che ritornano in particolare quello del “sacrificio”

 OVERTURE iniziale = pezzo orchestrale che preannuncia il punto dell’azione.

Struttura : AA’ = forma di sonata con un primo gruppo di idee con un secondo tema in tonalità della dominante minore.

ESPOSIZIONE

+

1° tema RE (con motivo di Idamante)

-

2° tema LA

SVILUPPO

RIPRESA

1° tema

2° tema

SVILUPPO

Ha un tono festorso per arpire l’opera ma allo stesso tempo ha una velatura di temi minori che fanno capire che la

vicenda è lieta ma anche drammatica. La conclusione dell’Overture non conduce da nessuna parte ma è come se la

musica si afflosciasse introducendo il tema successivo di Idamante. La musica finisce con un gesto di forte

drammaticità. C’è una linea cromatica tortuosa della conclusione aperta che porta all’opera.

ATTO I

1^ SCENA: Ilia recitativo accompagnato (dall’orchestra) che si modella su na recitazione naturale.

2 temi: Distruzione di Troia e amore per Idamante. Forma sonata vocale

RECITATIVO + ARIA : Ilia è divisa tra odio e amore. L’aria arriva dal recitativo precedente senza il ritornello

orchestrale (passaggio naturale). Dopo L’aria ritorno il recitativo dove Ilia si accorge dell’arrivo di Idamante.

2^ SCENA: Idamante+Ilia : Idamante riceve la notizia che Idomeneo è vivo. Idamante si presenta come principe

generoso e libera i prigionieri troiani ma Ilia è sospettosa.

ARIA di Idamante scritta per Vincenzo da Prato (che a Mozart non piaceva) sempre ABA’B’. E’ un’aria

tradizionale caratterizzata da cambiamenti i tempi e situazioni musicali. Nella prima strofa viene espresso il

sentimento di idamante e nella seconda invece c’è una caratteristica espositiva/gnomica. Presenza di vari stati

d’animo.

3^ SCENA : presentazione del coro (i prigionieri) e La loro liberazione

4^ SCENA :entra Elettra agitata, furente e e gelosa ma anche innamorata.

5^ SCENA : entra in scena Arbace

6^ SCENA : Elettra si presenta , Mozart apprezzava l’interprete di Elettra.

-

RECITATIVO + ARIA (RE ) L’aria ha un ritornello iniziale e una struttura binaria che annulla qualsiasi

differenziazione espressiva concentrata sull’idea di gelosia e furore. Questa aria è un’estremizzazione di stili

tragici del teatro musicale di Gluck. L’orchestra fa da cassa di risonanza ai suoi sentimenti. L’aria è collegata al

-

recitativo precedente mentre la ripresa è in DO per un motivo preciso, Mozart può collegare l’aria di Elettra

-

all’intervento successivo del coro in DO dove la tempesta emotiva di Elettra si onde con la tempesta naturale

che accoglie il ritorno delle navi cretesi.

7^ SCENA : 2 cori, uno vicino e l’altro lontano

8^ SCENA: presenza di Nettuno PANTOMIMA+ RECITATIVO accompagnato di Idomeneo che implora Nettuno che

scompare

9^ SCENA : Idomeneo medita sul voto che ha fatto

ARIA di Idomeneo: Mozart scrive pezzi concentrati sulla musica perché Raaff non era bravo a recitare ma era

bravo a cantare cosi preferisce fare le arie in modo tradizionale per lui ARIA D’OMBRA = il personaggio vede

uno spettro e Idomeneo si vede dopo aver compiuto il sacrificio. Aria in 2 tempi :1^ parte in andantino

sostenuto (prime 2 strofe) e la 2^ parte in allegro di molto (idea di terrore).

10^ SCENA : Arrivo di Idamante che dovrebbe essere la vittima del sacrificio secondo il voto di Idomeneo. Padre e figlio

si incontrano e il recitativo da secco diventa accompagnato quando i due si riconoscono.

+

2^ ARIA di Idamante (FA ) incentrata sulle reazioni di dolore del personaggio

Il primo atto si conclude e segue un INTERMEZZO articolato in 3 momenti di natura cerimoniale:

1. MARCIA. Segue lo sbarco dei guerrieri di Idomeneo

2. BALLO. Fatto dalle donne cretesi 

3. CORO. Sono i guerrieri sbarcati che rendono grazie a Nettuno CIACCONA = pezzo corale accompagnato da

danza in ¾ con episodi corali solistici tipico dell’opera francese.

ATTO II

1^ SCENA : Si apre con il dialogo tra Idomeneo e Idamante.

ARIA di Arbace dice che l’importante è che il popolo non scopra e che Idamante deve partire. Nelle edizioni

successive Mozart apporta delle modifiche a quest’aria. Arbace rimane fedele ad Idomeneo. Il carattere

tradizionale della situazione drammatica contrasta in maniera forte con la scena seguente.

2^ SCENA : ARIA di Ilia particolarmente complessa con 4 strumenti concertanti (flauto, oboe, fagotto e corno). In

una lettera al padre Mozart dice che quest’aria è una delle più importanti dell’opera e non deve essere molto legata

alle parole, ma devono emergere le risonanze affettive del personaggio affidato agli strumenti a fiato cosicché ci sia

un’interazione di 3 livelli diversi:

1. TESTO;

2. CANTO;

3. ORCHESTRA.

TESTO STRUTTURA FORMALE STRUTTURA TEMATICA STRUTTURA ARMONICA

1 ° capoverso A 1 Mib

2° capoverso 2

3° capoverso B 3 SIb

4° capoverso 4

3^ SCENA : Dopo l’aria di Ilia c’è la grande aria di Idomeno. Idomeneo si interroga su quello che sta succedendo e sul

suo futuro. 

ARIA di TEMPESTA di Idomeneo immagine di una tempesta del mare= tempesta di sentimenti. È intonata

come una grande aria regale. La parte orchestrale è molto ricca con l’organico al completo. Quest’aria si trova

al centro dell’opera ed è in forte contrasto con quella precedente di Ilia per forma e contenuto (meno

psicologicamente sviluppato). Per le edizioni successive Mozart fa delle versioni più semplificate.

4^ SCENA : entra in scena Elettra che è felice perché deve tornare ad Argo con Idamante e la sua intenzione è quella

di conquistare Idamante. 

2^ ARIA di Elettra aria tradizionale di soli archi. L’aria inoltre viene conclusa con una marcia che accompagna

Idamante e Elettra all’imbarco. La marcia ha lo scopo di produrre un crescendo e l’avvicinarsi dei soldati, gli

strumenti suonano inizialmente con la sordina e poi pian piano crescono. Quando però i due stanno partendo

Nettuno scatena una tempesta per non fare scappare Idamante.

5^ SCENA : dopo l’aria di Elettra e la marcia d’imbarco, incomincia un ampio blocco di scene e numeri musicali sul

tema della TEMPESTA (naturalista e simbolica). Il coro dei marinai che invocano la calma prima di mettersi in viaggio

= quadro d’ambiente = momento estatico dove il tempo si stende e nel mezzo c’è l’assolo di Elettra.

6^ SCENA : 3 sezioni (terzetto) dove i personaggi esprimono i loro sentimenti e non agiscono :

1. COMMIATO : ha la struttura di un dialogo concertato;

2. INVOCAZIONE : le voci cantano tutte insieme accompagnate dall’orchestra (ripreso successivamente da

Rossini);

3. SCOPPIO DELLA TEMPESTA : aumento della drammaticità e apparizione del mostro, il coro si spaventa.

Conducono ad un nuovo coro e appare un mostro marino. I cretesi scappano impauriti = grande crescendo

drammatico. Il mostro marino era un modo per mettere in scena grandi scenografie.

Dopo l’apparizione del mostro il coro si chiede perché Nettuno è cosi arrabbiato e soprattutto chi è il colpevole,

ripetendo la domanda 4 volte. Mozart non mette l’aria che Varesco aveva proposto (una cavatina).

La sfida di Idomeneo a Nettuno riprende la tempesta ( però più forte di prima) con l’apparizione di un nuovo coro

“Corriamo, fuggiamo”. La conclusione del secondo atto fa capire che Mozart supera la struttura frammentata e

andava verso le idee riformiste di metà 700 (Gluck). ATTO III

Luogo in cui si concentra il massimo dell’azione = SACRIFICIO DI IDAMANTE.

Il terzo atto era un po’ l’accumulo di quello che non ci stava nei primi due atti. Inoltre contiene le svolte decisive:

 Ilia dichiara il suo amore;

 Idamante si convince che la pazzia del padre è una tragica finzione;

 Decisione di Ilia di offrirsi come vittima sostitutiva del sacrificio al posto di Idamante.

Vengono tagliate molte arie tra cui una di Elettra e una di Idamante. Gli interventi sul terzo atto non si possono dire

però con certezza. In genere queste arie ora sono rappresentate lo stesso. Dopo un primo libretto bilingue fu

stampato uno solo in Italiano con una serie di ritocchi.

1^ SCENA : Inizia con Ilia che nel secondo atto era rimasta in disparte. È una scena metastasiana, cioè con il

personaggio dell’opera che in solitudine riflette sulla sua condizione. Canta un ‘ARIA tradizionale che si limita a

ribadire i connotati di Ilia.

2^ SCENA : Ilia + Idamante. Recitativo semplice che diventa accompagnato. Idamante confessa che non capisce il

comportamento del padre e vuole uccidere il mostro. Ilia gli dice di stare attento

DUETTO che viene poi eliminato dato che non aggiungeva nulla ai personaggi.

3^ SCENA : Elettra e Idomeneo vedono Ilia e Idamante insieme e Idomeneo inizia a dire parte della verità.

Si ha un QUARTETTO dei personaggi principali. È un pezzo d’insieme nel quale Mozart interpreta la

situazione conflittuale tra i personaggi. Questo è uno di quei pezzi che configurerà il periodo successivo di

Mozart a Vienna con pezzi di non sola musica ma che mettono in scena delle azioni. Il quartetto è formato da

una prima parte (sorta d’esposizione) e una seconda parte (sorta di ripresa). Queste due parti sono

contornate da una frase di Idamante “Andrò ramingo e solo”. Alla fine tutti e 4 i personaggi si trovano

d’accordo si conclude il pezzo.

Gallarati dice che in questo pezzo ci sono dei livelli sfasati tra i diversi personaggi e la struttura dei periodi

Il testo è in 17 versi, di cui i primi 12 sono dialogati e gli ultimi 5 costituiscono un commento a 4. L’orchestra

è portatrice di un livello semantico nella prima breve introduzione orchestrale fa capire che è un labirinto

di sentimenti angoscianti. Quando vengono rimessi in musica nella ripresa, la musica è diversa rispetto alla

prima parte creando un effetto “labirinto”. Il quartetto si tronca con la frase di Idamante.

4^ SCENA : Dopo la scena intensa se ne ha una molto meno intensa con l’entrata in scena di Arbace.

5^ SCENA : Arbace rimane da solo.

RECITATIVO ACCOMPAGNATO + ARIA (che spesso viene omessa nei dvd)

6^ SCENA : Si avvicina il momento del sacrificio. Idomeneo incontra il gran sacerdote + ritorna il coro che commenta

il voto confessato da Idomeneo. 

7^ SCENA : Mozart prende il modello di “Alceste” di Gluck. Scena del sacrificio marcia dei sacerdoti con Idomeneo

che si prepara al sacrificio e un coro interviene.

ARIA BREVE (cavatina) di Idomeneo.

A Idomeneo

X coro (g. sacerdote)

B Idomeneo

A’ Idomeneo

X coro (g. sacerdote)

Dalla 6^/7^ scena compare la figura del gran Sacerdote che rappresenta una figura di cambiamento e segue il

modello gluckiano (Alceste) con l’idea di creare un gesto rituale solenne in un teatro fuori dal tempo. Questa idea si

scontra con le nuove idee di Mozart. C’è inoltre un coro “di spavento” con un intervento solistico del grand

sacerdote e richiama il coro del secondo atto. Mozart imprime a questo coro un andamento ritmico bloccato di

terzine.

8^ SCENA : Arbace annuncia che Idamante ha ucciso il mostro. Idomeneo pensa che Nettuno sia ancora più irato. Da

questa scena in poi il libretto blocca l’azione a favore di tanti recitativi. In questa scena nascono problemi

drammaturgici che culminano con la notizia di Idamante che ha sconfitto il mostro. Da questo momento il filo

dell’azione di ferma con lunghi recitativi e arie tradizionali con coro finale. Mozart aggiunge dei dettagli:

ARIE : Idamante, Elettra e Idomeneo. Non si sa quali di queste siano stato usate per la prima messa in scena,

perché Mozart doveva mediare con il fatto di aver dato poche arie negli atti precedenti ai cantanti che si

lamentavano.

9^ SCENA : Idamante si prepara ad essere ucciso. Idamante si riappacifica col padre e si esprime con un linguaggio

plastico e mantiene un tono composto ed equilibrato.

RECITATIVO attraversa vari stati d’animo (Stile Gluckiano)

 

ARIA di Idamante inizialmente era quella in cui Idamante diceva di non temer la morte ARIA COL DA

CAPO blocca l’azione e si incatena al recitativo seguente.

La voce viene proposta in più versioni e man mano le battute diminuiscono. Mozart scrive al padre e fa un

riferimento allo spettro di Amleto. Diminuisce il discorso per renderlo di impatto più diretto. Leopold gli propone di

vedere l’Alceste di Gluck e gli consiglia di usare bene gli strumenti a fiato gravi (corni e tromboni) perché

rappresentano al meglio la voce dell’aldilà. Cosa che accadrà anche per il “Don Giovanni”.

Furore di Elettra vocalità spianate = declamazione del testo è importante. I versi finali sono come il ghigno di un

personaggio delirante. Tiratura discendente di viole.

SCENA ULTIMA recitativo di Idomeneo serve per seguire l’azione. Idomeneo che abdica. Il voto = superstizione del

re che viene classificato come “cattivo re” (secondo l’assolutismo illuminato degli Asburgo)

ARIA “Torna la pace al core” Varesco prima dell’aria aveva pensato ad un quartetto. Mozart è perplesso e

toglie anche l’aria perché non serve all’azione e l’opera diventerebbe troppo lunga.

No flauti e oboe ma Clarinetto = cantabilità intima e soffusa.

CORO FINALE scena cruenta.

Il recitativo accompagnato inoltre diventa struttura portante dell’opera

Lo spettacolo risultò pesante e lungo , e la prima fu rimandata perché le prove erano indietro e Mozart continuava

ad apportare cambiamenti.

L’opera viene accolta dal pubblico bene perché viene replicata molte volte (12-15). Mozart comunque rimane

insoddisfatto tant’è che ha il desiderio di rifare l’opera negli anni seguenti, come dice al padre:

1. Puntando su una maggiore influenza dall’opera francese, dando maggior importanza ai recitativi

accompagnati;

2. Usando un libretto tedesco;

3. Il ruolo di Idomeneo doveva passare da Tenore a Basso = la figura di Idomeneo come tenore non

corrispondeva più a quei tempi.

Nel 1786 mentre sta lavorando alle nozze di Figaro, Mozart riprende Idomeneo e lo modifica. L’occasione si presenta

grazie alla rappresentazione in concerto di “Idomeneo” in questo anno, da dilettanti (non è più l’orchestra della

prima) per il principe Auersperg. In questa occasione Idamante è affidato ad un tenore (voce maschile).

Idomeneo finisce nel dimenticatoio fino al 1931,quando venne ripreso da Richard Strauss ed Ermanno Wolf-Ferrari.

Idomeneo = opera aperta che può essere eseguita in varie versioni.

Le arie finali del terzo atto, di Idamante e Idomeneo non sono quasi mai utilizzate mentre quella di Elettra si. A

seguito dei tagli di Mozart Idamante ed Elettra avrebbero solo due arie.

Sembra impossibile che nella prima versione dell’opera dopo la nona scena non si avessero più arie.

EPISODIO DELL’ORACOLO :

Esistono 4 versioni :

1. Nella prima versione (28c) ci sono 70 battute (3 min circa) , questo la rende troppo lunga e quindi Mozart fa

fare un taglio a Varesco.

2. Nella seconda le battute diminuiscono a 44 ed aumentano gli strumenti (2,30 min circa).

3. Nella terza versione le battute sono 31 ed è quella più usata. Sono usati 3 tromboni e 2 corni (1,54 min)

4. Nell’ultima versione le battute sono solo 9 e quindi essendo troppo breve viene utilizzata poco.

Il libretto di Varesco non è così pessimo, però è un libretto piuttosto convenzionale e guarda alle suggestioni del

teatro francese. Nella sua interpretazione musicale, Mozart riesce ad imprimere delle direttrici musicali-

drammaturgiche indipendenti dal testo.

Nel maggio 1791, Mozart rompe con Salisburgo, va a Vienna e intraprende la carriera di libero professionista perché i

posti di prestigio a corte erano già tutti occupati. A Vienna pensa al teatro e scrive concerti per pianoforte che lui

stesso poi suona. Nei primi anni a Vienna viene considerato parecchio dall’aristocrazia, che lo porterà ad avere una

commissione “Il ratto del serraglio”, no Singspiel scritto in tedesco (opera tedesca nata ad Amburgo). L’opera

tedesca aveva una differenza sostanziale rispetto a quella italiana o francese, cioè che non era musicata fino in fondo.

Può essere classificata come un’opera di teatro in prosa con numeri musicali, corrispondente in Europa alla Opera

Comique (Francia), alla Zarzuela (Spagna) e alla Ballad Opera (Inghilterra).

Anche “il flauto magico” è uno singspiel.

OVERTURE de “Il ratto del serraglio” (1782) : usa le percussioni per alludere alla musica turca e dell’impero ottomano.

Questa rappresenta un’altra tappa di sperimentazione di Mozart che si trova davanti ad un’altra prospettiva.

TRAMA: Costanza è prigioniera del Pascià, che però la rispetta. Con l’aiuto del servo Perillo e dell’amato Belmonte,

nonostante le insidie del pazzo Selim, tenta la fuga. Scoperti, tutti sono graziati dal misericordioso Pascià.

Giuseppe II aveva un buon rapporto con Mozart ma ad un certo punto decide di interrompere lo Singspiel perché non

c’erano compositori all’altezza a parte Mozart. Mozart tornerà allo Singspiel 10 anni dopo con il flauto magico. Nel

1791 le circostanze sono diverse, Mozart è in disgrazia e il contesto non è più quello della corte ma un piccolo teatro

di periferia con una compagnia capitanata da Shikaneder. IL flauto magico è un’opera complessa con retroscena di

ideali massonici di uguaglianza e fraternità ma che può essere letta come una fiaba per bambini.

1791 “LA CLEMENZA DI TITO” : commissionata dalla corte per l’incoronazione di Leopoldo a re di Boemia. Il libretto

è di Metastasio e l’opera è seria in stile italiano, per questo Mozart è costretto a fare un passo indietro dal punto di

vista drammaturgico.

Trilogia sui libretti di Da Ponte:

 1786 = LE NOZZE DI FIGARO;

 1787 = DON GIOVANNI;

 1790 = COSI FAN TUTTE.

Tra il 1782 e il 1786, Mozart pensa all’opera e fa passare centinaia di libretti e progetta alcune opere come “L’oca del

Cairo” (1783) oppure “Lo sposo deluso” (1783), entrambe opere comiche. Ad un certo punto si imbatte nel libretto

delle nozze di Figaro di Beaumarchais e se ne entusiasma decidendo di scriverne un’opera che fu criticata perché era

contro l’Ancient regime e l’aristocrazia in generale, e cosi venne censurata a Vienna.

EVOLUZIONE GENERALE di Mozart e del suo stile (1780-1786):

 

“Ratto dal serraglio” 1782 SINGSPIEL, prima opera a Vienna. Idea di teatro di realismo psicologico.

Dopo Idomeneo il suo stile non sarà più come prima. Dato che l’opera italiana infatti era poco flessibile decide di

accogliere elementi dell’opera francese. Il divenire dell’azione e della drammaticità viene espresso dal

considerare il libretto come un campo semantico. Mozart vuole rappresentare la totalità della vita umana.

Idomeneo è un’opera di compromesso ed equilibrio che però manca e quindi rimane incompiuta.

Idea di genere nel 700 era molto importante la diversità fra i generi. L’idea di Mozart era quella di

SUPERAMENTO di questi generi per rappresentare meglio la vita reale (unione commedia e tragedia).

Funzionava bene per i generi più duttili come gli singspiel e l’opera comica. Il duttile formato dell’opera comica

diventa il quadri del teatro musicale di Mozart a Vienna con realismo psicologico che mira a raggiungere una

verità umana.

L’argomento principale delle opere di Mozart è l’AMORE visto in modo diverso nelle opere:

 “le nozze di Figaro”(1786) comporta, oltre all’attenzione sull’amore, un accento forte sulle trasformazioni

sociali e politiche in quegli anni in Europa. Figaro e Susanna son equiparati al Conte e alla Contessa a livello

di dignità (come succedeva nelle opere comiche).

 “Don Giovanni”Include il metafisico/soprannaturale che richiama il religioso. Questo era un soggetto di

basso livello che veniva rappresentato sulle strade. Il peccato più grande di Don Giovanni è che non rispetta i

morti e sfida Dio, uccide il commendatore e poi va a schernirlo invitandolo a cena. Il commendatore si

presenta (in forma di statua) e dice a Don Giovanni di pentirsi e lui non lo fa. Presenza di tragico in una

cornice comica.

 “Cosi fan tutte” opera enigmatica, dove il segno distintivo è l’ironia. Quando Mozart tratta i personaggi

non si capisce se fa sul serio o scherza, per questo l’opera fu considerata scandalosa e immorale

DON GIOVANNI

Scena delle 3 danze nel finale dell’ atto I Don Giovanni ha fatto una festa nel suo palazzo. In questa scena Mozat fa

ballare 3 danze diverse simultaneamente:

1. MINUETTO: ballato da donna Anna e Don Ottavio.

2. CONTRADDANZA : ballato da Zerlina e Don Giovanni (danza borghese).

3. DANZA POPOLARE : Leporello, su ordine di Don Giovanni , distrae Masetto ballando con lui (comico)

Mozart usa più livelli per rappresentare la società feudale del tempo. Nelle nozze di Figaro ad esempio i servitori sono

allo stesso livello dei loro padroni aristocratici.

PERSONAGGI:

 DONNA ANNA e DON OTTAVIO sono personaggi seri

 DONNA ELVIRA, è la donna abbandonata da Don Giovanni ed è un personaggio “ambiguo” che ama D.Giovanni

e cerca di salvarlo. È cosi un personaggio serio ma contaminato da aspetti comici.

 LEPORELLO,MASETTO e ZERLINA fanno parte del mondo basso.

 Il COMMENDATORE è la voce oracolare dell’opera seria.

 DON GIOVANNI, non ha un volto perché si esprime con un linguaggio mimetico a seconda di chi ha di fronte.

L’unica parte dove è se stesso è nell’ARIA nella quale dà il via alla festa “Fin ch’han del vino” che è

velocissima e basata su una sillabazione veloce.

COSÌ FAN TUTTE

PERSONAGGI:

 DESPINA è l’ultima esponente di servetta astuta e parla il linguaggio dell’opera comica.

 Coppie FIORDILIGI-GUGLIELMO e DORABELLA-FERRANDO

 DON ALFONSO è un vecchio filosofo.

TRAMA:

La trama si basa su una scommessa. I due ufficiali (Guglielmo e Ferrando ) fanno una scommessa con Don Alfonso,

scommettendo sulla fedeltà delle loro donne. Don Alfonso vuole fare un esperimento e li fa travestire da nobili

albanesi e dà la notizia alle donne che gli ufficiali sono stati chiamati al fronte. Don Alfonso poi fa corteggiare ad un

ufficiale la fidanzata dell’altro e le due donne cedono. I due ufficiali tornano nelle fattezze iniziali e le ragazze sono

sconvolte e i due uomini sono furibondi, Don Alfonso nel frattempo ha vinto la scommessa e dice che il Mondo va

cosi e l’uomo è debole. Quest’ opera ha dei retroscena: le coppie incrociate sono meglio di quelle di prima.

Mozart fa capire che Fiordiligi e Ferrando siano i personaggi più seri e meno comici degli altri e quelli più

psicologicamente realistici.

Da Ponte comunque è parte fondamentale della collaborazione con Mozart e in questi 3 libretti c’è la sintesi

dell’opera comica italiana.

CONTRAPPUNTO TRIPLO tipico della musica religiosa.

 

“Tutto, tutto o vita mia” c’è l’idea di sintesi di livelli stilistici e letterali. Nel rapporto tra testo e musica,

Mozart intraprende una rivoluzione. Nell’opera tradizionale italaina il compositore doveva far aderire la musica al

testo del librettista. Mozart fa si che la musica aderisca al testo che diventa un campo semantico. Il compito della

musica è quello di smentire o relativizzare il testo, interpretando al meglio lo sviluppo drammatico.

LE NOZZE DI FIGARO

Beaumarchais scrive la “trilogia di Figaro”:

1. “Il barbiere di Siviglia” ( Paesiello e Rossini);

2. “Le nozze di Figaro”;

3. “ La madre colpevole”.

Mozart legge le nozze di Figaro, di cui fu proibita la rappresentazione perché è un attacco potente verso l’aristocrazia

ma non fu proibita la lettura.

Barbiere di Siviglia (1772) rappresentata nel 1775.

Le marriage de Figaro (1778/81) rappresentata nel 1784. Nel 1783 viene organizzata una rappresentazione di corte.

Le radici del teatro di Beaumarchais mette in scena personaggi contemporanei ma si riprende le tradizioni del teatro

comico francese e ne formalizza le rappresentazioni (su modello di Goldoni). I personaggi sono derivati dalla

commedia dell’arte : Figaro per esempio è il tipico servo scaltro che diventa imprenditore di se stesso.

Questi personaggi si scambiano e si mascherano basandosi su equivoci comici. Il teatro di Beaumarchais è razionale,

con giochi di parole ,doppi sensi e allusioni. Uno dei punti di forza del suo teatro è il dialogo sofisticato e dialettico.

Quando Mozart lesse le nozze di Figaro volle mettere in scena l’opera e divenne un successo scandaloso per la forte

critica all’Ancient regime. Napoleone infatti disse che l’opera era simbolo della rivoluzione. Figaro rappresenta quindi

il rivoluzionario Beaumarchais.

Lo stesso Beaumarchais infatti attacca la struttura sociale dell’Ancient regime, subendo poi delle ripercussioni nel

periodo del terrore, anche perché era un personaggio che da umile si era arricchito.

Lettera di Mozart al padre (1783) : dice che l’imperatore era ritornato all’opera buffa e lui si era letto molti libretti

prima di scegliere “le Nozze di Figaro” e cosi incontra Lorenzo Da Ponte.

Da Ponte dice di voler creare qualcosa di nuovo secondo nuove regole:

 Ampiezza del formato, ridotto a 4 atti;

 Intreccio molto vario e imprevedibile;

 Complessità dei numeri musicali.

Dall’originale di Beaumarchais in 5 atti Da Ponte e Mozart avevano fatto una riduzione sia di atti (4) che di

personaggi (da 16 a 11). Tolgono le polemiche politiche e sociali del testo originale per poter rappresentare l’opera.

Ci sono tanti pezzi musicali e Da Ponte cerca di mantenere più possibile la sostanza dell’originale.

PERSONAGGI:

 CONTE D’ALMAVIVA è il cattivo dell’opera, ma in realtà finge di essere buono e pensa ai suoi interessi-,

 CONTESSA

 FIGARO, è un personaggio astuto che nel corso dell’opera ha un punto debole cioè la gelosia;

 SUSANNA;

 CHERUBINO si innamora di tutte le donne.

TRAMA :

L'opera ruota attorno alle trame del Conte d'Almaviva, invaghito di Susanna, la cameriera della Contessa, sulla quale

vorrebbe imporre lo "ius primae noctis". La vicenda si svolge in un intreccio serrato e folle, in cui donne e uomini si

contrappongono nel corso di una giornata di passione travolgente, piena di eventi drammatici e comici. Alla fine di

questa "folle giornata" i "servi" si dimostrano più nobili e intelligenti dei loro padroni. L'intera vicenda può anche

essere letta come una metafora delle diverse fasi dell'amore: Cherubino e Barbarina rappresentano l'amore acerbo,

Susanna e Figaro l'amore che sboccia, il Conte e la Contessa l'amore logorato e senza più alcuna passione, Marcellina

e don Bartolo l'amore maturo.

L’intento di Mozart consiste nell’affidare alla musica gli snodi dell’intreccio, come responsabile dello svolgimento

drammatico. Ribalta il punto della riforma di Gluck e Calzabigi dove la musica deve servire la parola ed essergli

funzionale. Per Mozart è la musica che detta il dramma e determina la struttura. Mozart non giudica mai , ma ha una

posizione equidistante e i suoi personaggi sono mossi dall’amore. La maschera è il simbolo del pregiudizio. Mozart

voleva mantenere il ritmo dell’azione: es. uno dei brani più famosi “Non ti andrai..” è un’aria che Figaro canta a

Cherubino. Il III e IV atto erano grandi finali. Il primo atto invece si chiude con quest’aria usata come arie d’azione.

Cherubino è stato scoperto dal conte che lo manda via a fare il soldato e allora Figaro scherza Cherubino.

Nel secondo atto c’è un DUETTINO tra la Contessa e Susanna che travestono Cherubino da Susanna per attirare il

conte (questa scena verrà poi scartata). Mozart mette in scena attraverso la musica questa scena di travestimento.

Finale del secondo atto : Inizia con le parole del Conte rivolte a Cherubino. La struttura del finale è in sezioni che

seguono lo svolgimento dell’azione (20 minuti di musica ininterrotta). Ci sono tutti i personaggi che entrano pian

piano, all’inizio ci sono solo il Conte e la Contessa. Man mano che entrano i personaggi aumenta anche la

drammaticità.

8 scene:

1. Il conte intima Cherubino ad uscire allo scoperto ma è già scappato;

2. Esce Susanna accompagnata da una musica differente che prende in giro il conte (MINUETTO);


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fedecp

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze dei beni culturali
SSD:
Università: Milano - Unimi
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher fedecp di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della musica moderna e contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano - Unimi o del prof Fertonani Cesare.

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