Appunti di storia della fotografia
Teorie della fotografia
Le teorie sulla fotografia sono state influenzate da diversi pensatori e critici nel corso del tempo. Tra questi:
- Kracauer, sociologo tedesco
- Walter Benjamin (si legge "Valter Beniamin"), ha scritto L'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità tecnica
- André Bazin, critico cinematografico e tra i fondatori della rivista Cahiers du cinéma. Nel suo saggio Che cos'è il cinema, Bazin afferma che la riproduzione di ciò che è assolutamente unico, come la morte e l'atto sessuale, può essere considerata un'oscenità.
- Roland Barthes, critico letterario e teorico della letteratura, noto per il suo lavoro La camera chiara
- Alberto Lattuada, autore de L'occhio quadrato, in cui alcune inquadrature di documentari come Gente del Po', N.U. (Nettezza Urbana), iniziato nel '43, e L'amorosa menzogna di Antonioni sono molto simili a foto.
Analisi di "La camera chiara" di Barthes
Nel libro La camera chiara, Barthes propone due livelli di analisi fotografica:
- Operator (fotografo):
- Studium: il piano del valore documentario, il contesto e l'evento rappresentato dalla foto.
- Spectator (spettatore): il coinvolgimento personale dell'osservatore in base ai suoi ricordi.
- Spectrum (oggetto/tema/contenuto della fotografia): l'informazione di qualcosa che è stato davanti all'obiettivo della macchina da presa.
- Punctum: dettagli che colpiscono e richiamano l'attenzione dello spettatore.
Una volta filmato, il soggetto diventa un fantasma, diverso da se stesso; nel momento in cui è inquadrato dalla macchina, esso diventa un oggetto consapevole di star diventando oggetto.
Analisi delle immagini
Nel libro La camera chiara, Barthes analizza varie immagini:
- Contrasto suore-militari
- Contrasto bianco lenzuolo, fazzoletto-morte
- Famiglia di colore che imita pose dei bianchi
- Foto dell'esploratore Savorgnan
- Foto di metà corpo uomo: cerca il fuori campo
- Foto del condannato a morte: per Barthes, il punctum sta nel sapere che sta per morire
Fotografia: centripeta vs centrifuga
Barthes descrive la fotografia come centripeta, mentre Bazin la considera centrifuga, in quanto ciò che vediamo rinvia a ciò che non vediamo. La pittura tradizionale, non avanguardistica, teatro e forse fumetto sono considerati sistemi centripeti.
Barthes si domanda Cos'è la fotografia? Essa rappresenta l'esser stato là del soggetto/oggetto ritratto dalla foto. La posa è ciò che fonda la natura della fotografia, un referente che è passato davanti all'obiettivo ed è stato fissato, con una dimensione atemporale.
Barthes afferma: "La fotografia di un essere morto/scomparso mi tocca come i raggi di luce differiti da una stella". Egli preferisce le foto in bianco e nero, ritenendole più coerenti con la dimensione spettrale della fotografia.
"L'occhio quadrato" di Alberto Lattuada
Il titolo L'occhio quadrato, del 1941, è stato suggerito dal regista Mario Soldati, per cui Lattuada fu anche aiuto regista. Si tratta di un reportage urbano nella città di Milano durante la gestazione del neorealismo, che contrappone la periferia degradata alla Milano trionfalistica.
Caratteristiche tecniche generali:
- Stretta relazione tra primo piano e sfondo
- Stretta relazione tra personaggi e paesaggio
- Nessuna gerarchizzazione tra personaggi secondari e primari
Secondo l'introduzione dell'autore, Lattuada non trova amore negli uomini né i valori che trova nella sua coscienza, bensì indifferenza; gli uomini brancolano nel buio, in contrasto con l'idea di umanesimo come misura delle cose e unità dell'umanità.
Lo scopo del reportage è ritornare a vedere gli uomini con gli occhi dell'amore e la relazione tra l'uomo e le cose. Tuttavia, le foto mostrano freddezza, indifferenza, degrado e distanza, non richiamando la partecipazione emotiva dello spettatore.
Esempio: una foto di una bambina in cui il punctum può essere il fatto che abbia una calza sola, simbolo di asimmetria e povertà.
Il contesto storico
La rivista Cinema, diretta da Vittorio Mussolini, figlio di Mussolini, offriva una relativa libertà sotto il regime. Corrente, una rivista milanese attiva tra il '38 e il '40, si occupava di poesia, critica d'arte e letteraria, con artisti e pittori protagonisti dell'Italia post-bellica.
Il neorealismo è stato una scelta culturale opposta alla retorica e spettacolo del regime precedente, ma anche una riscoperta dell'Italia.
Storia della fotografia: le origini
Prima della fotografia, un uomo mediamente acculturato del '700 vedeva 500/600 immagini in tutta la sua vita, rivedendo sempre le stesse fino a memorizzarle. Gli studi sulla camera oscura (o obscura o ottica) risalgono al Rinascimento e venivano usati da pittori per realizzare vedute, come i vedutisti.
Ad esempio, nel 1760, Tiffaen (?) in un libello su viaggio in Africa, parlava di una sorta di camera oscura naturale.
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