Storia della loso a
MODULO 1 - DANIELA STEILA
10/02/2020
➣ Perché occuparsi di loso a?
«la psicologia ha un lungo passato ma soltanto una breve storia. È esistita per millenni, ma ha
appena raggiunto un progresso stabile e continuo verso una forma più ricca e matura»
(H. Ebbinghaus, 1907)
La psicologia è diventata una scienza autonoma nei primi decenni del Novecento, ma la psicologia
nasce da millenni di ri essioni affrontate dalla loso a.
La loso a è la culla in cui la psicologia nasce.
Le cornici loso che generali entro le quali si sono sviluppate le teorie scienti che riguardo la vita
mentale dell’uomo sono rimaste relativamente costanti, sia nella formulazione dei problemi, sia
nella proposta di soluzioni.
La tradizione ci offre un repertorio di soluzioni che sono state elaborate nei millenni e ci forniscono
il linguaggio, i temi, i problemi, gli strumenti .
➣ Problemi della loso a della mente :
La natura della mente : che cos'è la mente? Cosa si intende per ‘mente'?
• Il funzionamento della mente : come la mente conosce, sente , come si rapporta con il mondo
• esterno tramite il corpo
Le conseguenze loso che ulteriori : dalla natura della mente conseguono altri problemi che si
• concretizzano in comportamenti e interpretazioni del mondo
OMERO
Grazie alle sue opere è possibile comprendere il pensiero loso co del suo tempo.
Nell'Iliade:
- Psyché ( anima ) = forza vitale, ciò che anima il corpo, non sede dei pensieri e delle
emozioni
( Testo 1: Jaynes, Il crollo della mente bicamerale e l’origine della coscienza (1976) )
- «Non c’è (...) un concetto di volontà né una parola per designarlo (...). Gli uomini dell’Iliade non
hanno (...) una propria volontà e certamente non hanno alcuna nozione di libero arbitrio.» - Jaynes
→
All'inizio dell'Iliade avviene un litigio tra gli Achei tra Achille e Agamennone Dea della discordia
→
ha provocato il litigio ai tempi i comportamenti venivano spiegati con gli dei, non vi è
alcuno spazio interiore psicologico
Infatti
Achille : «Non io fui la causa di tale atto ma Zeus e la mia parte e le Erinni che camminano nel
buio: furono loro che nell'assemblea gettarono la furiosa ate su di me il giorno che io tolsi
arbitrariamente ad Achille la sua preda. Che cosa dunque potevo fare? Gli dei la vincono sempre»
(XIX, 86-90)
1 Lucrezia Saia
fi fi fi fi fi fi fl fi fi
fi fi fi fi fi
fi fi fi fi
FILOSOFI PRESOCRATICI : Aristotele
Testo 2: Aristotele, De anima
«La ricerca sull'anima richiede che, insieme all'esame delle dif coltà che si devono risolvere nel
corso della trattazione, si raccolgano le opinioni dei predecessori che si espressero in qualche
modo intorno ad essa, e ciò per accogliere quanto hanno detto correttamente ed evitare i loro
eventuali errori.»
[A 2, 403b 25]
Prima di qualunque argomento analizza lo stato dell'arte, cioè andando a vedere cosa è già stato
scritto su quel determinato argomento
Aristotele : « pare che l'essere animato si distingua dall'inanimato specialmente per due proprietà:
il movimento e la sensazione. Ed in verità anche dai nostri predecessori, riguardo all'anima, si può
dire che abbiano appreso queste due sole caratteristiche. »
L'anima ha a che fare con due questioni fondamentali:
essere animato
• essere inanimato
•
L'essere animato si muove da sé rispetto all'essere inanimato
Anima ( psychè ) = principio di movimento e sensazione ( diverso dal periodo di Omero )
→ ci sono enti nel mondo che sono in movimento da sé e che provano delle sensazioni
Movimento
Anima quindi è principalmente la causa del movimento. Per causare il movimento però il soggetto
deve essere per forza in movimento, ciò che sta fermo non può causare movimento, per questo
l'anima è un essere in movimento.
Infatti alcuni affermano che l'anima è principalmente e fondamentalmente la causa del movimento.
Ritenendo però che ciò che non è esso stesso in movimento non può muovere un'altra cosa,
sostengono che l'anima è un essere in movimento. (...)
Sensazione
Essere animato = percepisce e si rapporta con gli altri oggetti a livello di sensazione e conoscenza
« quelli invece che si sono soffermati sul fatto che l'essere animato conosce e percepisce gli enti,
affermano che l'anima è identica ai principi; se ne ammettono molti, la identi cano con questi; se
uno solo, con questo.»
Si cercava di spiegare il mondo senza fondamenta, senza basi ( es. anima è acqua, fuoco ... )
quindi Aristotele diceva che l'anima è uguale ai principi che si utilizzano per spiegare il mondo
2 Lucrezia Saia
fi fi
PLATONE (427-347 a. C.)
Testo 3: Fedro - Platone
«ogni corpo, che riceva dall'esterno il movimento, è inanimato, mentre ogni corpo, che lo riceva
dall'interno, da se stesso, è animato, in quanto è questa la natura dell'anima. Ma se le cose stanno
così, ossia che ciò che muove se stesso non è altro che l'anima, necessariamente l'anima deve
essere ingenerata e immortale.»
(Fedro, 245c-e)
Quindi se l'anima è il principio del movimento è per forza ( necessariamente = non può non
accadere ) ingenerata è immortale, cioè non ha mai avuto né inizio né ne perché se l'anima fosse
stata mossa ( l'inizio ), questo implicava che venisse mossa da qualcos'altro ma se fosse così
l'anima non sarebbe l'origine del movimento, il principio del movimento. Inoltre essendo il principio
del movimento non può smettere di muoversi.
L'anima è eterna ed è un'entità complessa.
Platone scrive dei dialoghi per raccontare la sua loso a : Socrate è uno dei personaggi ed ha
sempre ragione in genere. Gli interlocutori pongono problemi e Socrate ( Platone ) risponde
esprimendo la sua loso a. Teoria dell'anima
L'anima è tripartita :
razionale : sa usare concetti astratti, si distacca dalla realtà sica per spiegare i concetti. ( parte
• più alta )
irascibile : anima delle passioni forti, ma anche altri movimenti dell'animo. Legata al corpo ma
• spinge verso azioni o gesti che possono anche essere governati dall'anima razionale. L'anima
razionale in questo caso diventa azione ( es. è importante salvare Roma, combatto - coraggio - )
concupiscibile : più legata ai piaceri e ai dolori del corpo ( fame, sete, desideri sessuali ) ( parte
• più bassa )
Per spiegare ciò Platone racconta una storia :
«Poniamo che essa sia simile ad una potenza congenita di una pariglia alata e di un auriga. (...)
In primo luogo, nel caso nostro, è la guida che conduce la pariglia; in secondo luogo, dei due
cavalli ne ha uno eccellente e di razza eccellente, mentre l'altro è l'opposto e di razza opposta. È
dunque necessariamente dif cile e ingrato il compito dell'auriga nel nostro caso.»
(Fedro, 246 a - b)
L’anima è un carro trainato dai due cavalli e un auriga.
→
La ragione è la guida ( auriga guidata dalla ragione ) anima guidata dalla ragione per andare
verso l’alto.
- Cavallo bianco = razza eccellente, è alato e segue la ragione ( anima irascibile )
- Cavallo nero = razza poco eccellente, senza ali e porta l’anima verso il corpo, verso il basso
( concupiscibile )
La realtà è una copia dell'idea. Ciò vale per tutti gli oggetti, per tutte le cose del mondo.
Esiste sempre un archetipo , un'idea perfetta a cui l'oggetto assomiglia ma in modo imperfetto.
L’immagine del mondo delle idee e dei corpi utilizza in termini di alto e basso.
3 Lucrezia Saia
⬇︎ fi fi fi fi fi fi fi
Iperuranio : mondo delle idee , si trova sopra il cielo
Gli oggetti che scopriamo erano già esistenti prima di conoscerli.
Anima = legame tra corpo e mondo delle idee ( ascensore che ci porta su nel mondo delle idee e
giù nel mondo dei corpi )
L’anima è eterna ( ingenerata e immortale ) quindi è stata nell'iperuranio , perciò ha visto le idee
conservandole in memoria . Poi incarnandosi le dimentica , ma quando incontra l'oggetto attiva
l'immagine sepolta nel ricordo ed è in grado di interpretare quell'oggetto sulla base di ciò che
conosce. Lo riconosce perché lo ha già visto nell'iperuranio, se lo ricorda.
L'amore fa sollevare le idee: io mi innamoro perché quella persona fa ricordare all'anima l'idea del
bello e quindi essa si eleva nel mondo delle idee.
Anche l'arte e aiuta l'anima ad avvicinarsi al mondo delle idee, così come la conoscenza.
«Il potere naturale dell'ala consiste nel portare in alto ciò che è pesante, innalzandolo là dove
risiede la stirpe degli dei, e in qualche modo più delle altre cose relative al corpo si trova a
partecipare del divino e il divino è bello, sapiente, buono e dotato di ogni qualità simile. Proprio di
queste si nutre e si accresce particolarmente l'apparato alato dell'anima, mentre per ciò che è
brutto e malvagio e per le altre qualità contrarie si rovina e perisce.»
(Fedro, 246 d-e)
Quando l'anima va a contatto con le idee, con ciò che è puro va verso l'alto , mentre quando si
avvicina ai desideri del corpo scende . Corpo = prigione dell'anima, impuro
«Questo luogo sopraceleste nessuno dei poeti di quaggiù ha mai cantato né mai canterà
degnamente. Ma è così, perché bisogna ben avere il coraggio di dire la verità, soprattutto quando
si parla della verità. Infatti è la sostanza che è realmente, priva di colore, senza gura e intangibile,
e che può essere contemplata solo dal pilota dell'anima, dall'intelletto, ed è l'oggetto proprio del
genere della vera scienza, che occupa questo luogo.»
(Fedro, 247 c)
Non c'è nulla nel mondo dei corpi che può farci conoscere le idee, i concetti. Solo la ragione arriva
a conoscere il mondo del puro concetto , delle idee.
Dualismo mente e corpo = anima mette in comunicazione un sopra ( mondo delle idee ) e un sotto
( mondo dei corpi ) . Anima mescolata con sostanza delle idee e corpo.
Testo 4: Fedone
«ciascun piacere e ciascun dolore, come se avesse un chiodo, inchioda [ l’anima] al corpo,
l'allaccia e la rende corporea, facendole credere che siano vere le cose che il corpo dice tali.
Avendo la stessa opinione del corpo e godendo delle stesse cose, essa è costretta, credo, ad
assumere lo stesso carattere e modo di vita del corpo e perciò non arriva mai pura all'Ade »
Quindi quando abbiamo un forte dolore esso inchioda l'anima al corpo.
Quando il corpo muore l'anima sopravvive e va nel regno dei morti portandosi le tracce di ciò che
ha vissuto: se l'anima ha vissuto più a contatto con il corpo scende subito in un altro corpo perché
essa conserva un po' del corpo a cui si è maggiormente mescolata. L’anima legata al corpo
desidera un corpo, è pesante, ha bisogno del corpo e torna subito in un corpo.
Un'anima maggiormente mescolata con la sostanza delle idee rimane più nell'iperuranio quindi
→
sarà più ricca di conoscenze anima del losofo , il quale non vede l'ora di morire poiché sa
che il corpo è una prigione dell'anima . La loso a non permette di liberare l'anima dal corpo, ma
da maggiore conoscenza. ↓
« ma esce sempre dal corpo contaminata da esso, sicché ricade subito in un altro corpo e vi
germoglia come un seme: per questo non è partecipe della compagnia di ciò che è divino, puro e
uniforme.» (Fedone, 83d)
4 Lucrezia Saia
fi fi fi fi
« L’anima di un losofo ragionerebbe così e non crederebbe che la loso a debba liberarla, ma,
dopo che è stata liberata, debba abbandonarsi ai piaceri e ai dolori e incatenare nuovamente se
stessa e compiere il lavoro interminabile di Penelope, che tesse a ritroso la sua tela. »
« Essa, invece, rasserenando le passioni, seguendo il ragionamento ed attenendosi sempre ad
esso, contemplando il vero, il divino e il non opinabile e nutrita da esso, crede di dover vivere così,
nché vive e, dopo la morte, giunta presso ciò che le è congenere e simile, di liberarsi dai mali
umani.»
(Fedone, 84a-b) 11/02/2020
L'anima del losofo torna ad incarnarsi un'altra volta anche se non lo desidera perché ha un
compito pedagogico: il losofo è la leva che consente anche agli altri di elevarsi.
L'anima quindi si reincarna per sua natura. Le anime pesanti, legate al corpo, non si elevano
senza il losofo, il quale fa ricordare loro la verità e quindi anche le anime 'corporee' si elevano.
( mito della caverna ) ARISTOTELE (384-322 a. C.)
Testo 1: De anima
«Sembra che anche le affezioni dell’anima abbiano tutte un legame con il corpo: l’ira, la tenerezza,
la paura, la pietà, il coraggio, e inoltre la gioia, l’amore e l’odio. Infatti non appena esse si
producono, il corpo subisce una modi cazione.»
(A 1 403a)
Aristotele, a differenza di Platone, era dif cile da tradurre perché erano appunti o note anche di
suoi allievi, non testi destinati alla pubblicazione.
Osservazione che mette in discussione dualismo di Platone : per Platone l’anima è imprigionata
nel corpo→ Aristotele osserva che ciò che chiamiamo anima ( pensiero e passioni ) è in realtà
molto legato al corpo, non è qualcosa di astratto come pensa Platone.
Le emozioni sono legate al corpo poiché quando esse si attivano, il corpo subisce modi cazioni.
Esperienze che noi facciamo e passioni che noi sentiamo sono legate alla nostra anima, di
conseguenza sono legate anche al corpo ( es. ansia - cuore che batte in modo accelerato;
tristezza - pianto ).
Aristotele conia due soluzioni :
«Il sico e il dialettico de nirebbero (...) ciascuna di queste affezioni in modo diverso. Ad esempio:
che cos’è la collera? Mentre il dialettico la de nirebbe “desiderio di molestare a propria volta” (o
qualcosa di simile), il sico la de nirà “ebollizione del sangue e del calore intorno al cuore”. Di
costoro il sico indica la materia, il dialettico la forma e l’essenza. »
Soluzione del sico : materialista ( atomismo ), crede in ciò che esiste in quanto corpo, quindi
• anche emozioni e sensazioni sono fatti sici. Il sico indica la materia.
Soluzione del dialettico : emozione e sensazione sono qualcosa di psicologico, interiore. Il
• dialettico indica la forma e l’essenza, cioè ciò che de nisce l'emozione in base all'intenzione che
essa ha nello spazio psico sico.
Aristotele pensa che abbiano ragione entrambi.
5 Lucrezia Saia
fi fi fi fi fi fi fi fi fi fi fi fi fi fi fi fi fi fi fi fi fi
→
Materia e forma sono concetti importanti nella sua materia ilomor smo = tutto ciò che è, è
composto di materia e forma, cioè è qualcosa di materiale il quale prende una forma
La forma permette all'ente di essere ciò che è, è essenziale ( non si può fare a meno ) per de nire
l'essere dell'ente ( ovvero la sua funzione ).
Ma la forma non esiste senza la materia; forma e materia sono entrambe importanti perché
ci sia l'oggetto.
« L’essenza della cosa in questione è infatti determinata, ma, se deve esistere, è necessario che si
realizzi in una determinata materia. Analogamente la de nizione di casa può essere la seguente:
“riparo che difende contro la distruzione causata da venti, piogge e caldo”, ma uno dirà ( sico )
che è pietre, mattoni e legno, e un altro ( dialettico ) che è la forma presente in questi materiali per
un determinato scopo. »
(De anima, A 403b)
L'anima è forma o materia? Cos'è l'anima?
«l’anima è sostanza, nel senso che è forma di un corpo naturale che ha la vita in potenza. Ora tale
sostanza è atto, e pertanto l’anima è atto del corpo che s’è detto. (...) Ma tale corpo è quello che è
dotato di organi. (...) Se dunque si deve indicare una caratteristica comune ad ogni specie di
anima, si dirà che essa è l’atto primo di un corpo naturale dotato di organi. »
La sostanza è un altro concetto fondamentale per Aristotele. Essa è:
un insieme di materia e forma che fa di qualcosa ciò che è quindi sostanza è anche essenza
• ( perché ciò che è, è forma )
Ciò che sta sotto ( sub-stante ) le proprietà accidenti ( ciò che può esserci come no. Contrario al
• necessario ) perché sono proprietà che possono esserci e non esserci, mentre la sostanza li
regge e li supporta; ciò però è necessario. La sostanza è necessaria ( materia ) .
La sostanza quindi può essere sia solo forma che solo materia o entrambe.
L’anima spiega movimento e sensazione. I corpi con movimento e sensazioni sono viventi, quindi i
corpi viventi hanno l'anima. E l'anima dà forma al corpo.
Vita = caratteristica di ciò che nasce, cresce, si sviluppa, muore
Anima dei vegetali : compiono il percorso di vita. L'anima si chiama vegetativa, compie funzioni
• basilari della vita .
Anima degli animali : a differenza dei vegetali, gli animali sono molto mobili. L'anima sensitiva
• dell'animale
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