Che materia stai cercando?

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

Gli uomini passavano il loro tempo lontano da casa quindi la donna doveva gestire la casa, aveva un

compito molto importante che doveva gestire solamente in alcune stanze dell’abitazione, nelle quali

molto spesso doveva rimanere chiusa. La donna non poteva praticamente uscire di casa.

La donna veniva quindi cresciuta in casa e poi veniva data in sposa si pensa all’eta di 14 anni, a

Sparta all’età di 18 visto che l’età media della donna era di 25 anni. Il suo unico scopo nella vita era

quello di: gestire la casa, avere un marito e procreare.

Il padre della donna sceglieva per lei un marito e firmava un contratto che dichiarava il passaggio

della figlia al suo sposo, questo avveniva tramite la dote. La donna ovviamente non aveva voce in

capitolo in tutto ciò; ci furono dei così in cui la donna cerco di gestire il matrimonio ma a

quell’epoca non esistevano matrimoni romantici o innamoramenti poiché la donna era sempre

costretta in casa.

La donna, una volta sposata, diventava proprietà del marito e veniva controllata dalla sua nuova

famiglia per accertarsi che i figli procreati fossero legittimi. La dote rimaneva alla donna.

Non era impedito il matrimonio tra familiari, infatti l’unico caso di incesto si otteneva nel momento

in cui erano due figli di stessa madre a sposarsi.

Nel caso in cui nelle famiglia erano presenti solamente figlie femmine, queste venivano richieste

date in sposa agli uomini di modo che il patrimonio andasse a costoro.

Per quanto riguarda il divorzio, potevano richiederlo sia l’uomo che la donna. Ella però doveva

richiederlo senza troppe motivazioni e doveva avere l’aiuto del padre o di un fratello poiché

essendo donna, non poteva partecipare a diritto. Per l’uomo, il divorzio era comunque una nota

negativa poiché perdeva la dote.

Esisteva la concezione del padre padrone finché il figlio non lasciava la famiglia per sistemarsi con

una nuova famiglia: lo schiavo poteva essere liberato e la donna doveva essere sempre sottomessa e

legata al suo padrone, non poteva avere condizione migliore.

L’uomo poteva avere altre donne però non le donne e cittadine libere, poteva avere le schiave o le

donne libere straniere. Era raro che un’uomo sposasse una donna straniera poiché non generava figli

legittimi. La donna straniera era una pallache cioè una concubina, colei che genera figli illegittimi,

che poteva abitare nella casa del suo uomo il quale poteva avere già una moglie. Le donne straniere

non erano per forza delle prostitute (erano rinchiuse nei bordelli ed erano solo delle schiave

sessuali), ma erano donne libere quindi potevano comportarsi come gli uomini normali ma senza

avere diritto politico e civile. Queste potevano partecipare ai banchetti, suonare o cantare ed erano

chiamate Etere. Anche queste potevano essere delle prostitute ma erano ricche e ben trattate.

Le donne a Sparta era diverse, venivano trattate come gli uomini. Dovevano praticare sport, essere

in carne e forti per procreare figli forti. Si sposavano più tardi dato che i nuovi nascituri erano più

forti se la donna era più anziana. Per dare alle luce altri figli, il marito poteva legittimamente

decidere di inserire in casa un’altro uomo e i figli nati sarebbero stati comunque del marito della

donna. Esisteva però anche il caso contrario in cui era il marito che cercava un’altra donna sposata

con la quale procreare altri figli chiedendo il permesso al marito di questa nuova donna. Questi sono

casi regolamentati e controllati dai legislatori.

A Sparta, le donne erano più libere e aveva ancora più importanza nella gestione economica della

casa: l’uomo si occupava dell’attività militare e politica quindi l’intera gestione del patrimonio

familiare era in mano alle donne.

28/11/2016

ATENE E L’ATTICA

La città viene usata come esempio di SINECISMO*

Gli ateniesi si vantano di essere autoctoni cioè popolo originato in certa area.

Le origini di Atene sono date dalla monarchia.

Nel 682 aC INIZIO ARCONTATO ANNUALE (e delle liste arcontali), costituito da un collegio

di 9 arconti che sono suddivisi in:

- EPONIMO: è colui che da il nome all’anno ed e il più rappresentativo; ha altri poteri dal

punto di vista politico;

- POLEMARCO: il suo compito principale è quello di essere il comandate in guerra, ha la

responsabilità del esercito;

- RE (BASILEUS): è un magistrato che si occupa delle questioni religiose della città;

- + 6 TESMOTETI: si occupano di porre e costudire le leggi.

L’anno ateniese è diviso in due spezzoni rispetto alla nostra cronologia; esempio: 406/5

Gli arconti venivano eletti dal popolo, soprattuto dai cittadini che avevano più prestigio.

Gli OPLITI sono coloro che portano le armi e sono cittadini che vanno a combattere per la città in

primavera e in estate; strato medio che vuole salire e farsi riconoscere dalle classi più prestigiose e

per questo si creano le tensioni nella città.

IL PRIMO TENTATIVO DI RISOLVERE LE TENSIONI È TRAMITE I LEGISLATORI; C’è

stato un tentativo tramite la tirannide di CILONE; egli fa un colpo di stato ma i cittadini si ribellano

così Cilone e i suoi seguici si rifugiano in un tempio chiedendo asilo ma si dice che furono uscissi

dagli Alcmeonidi, potente famiglia aristocratica di Atene discendente di Alcmeone. Cilone è molto

importante per lo strascico che lascia per quanto riguarda della tirannide.

Le tensioni della città sono molto forti all’inizio del 6 secolo e serve un personaggio che spicca e

che risolva i problemi: SOLONE, è considerato uno dei 7 saggi della storia.

594/3 -> cioè all’inizio del 6 secolo, Solone diventa l’arconte eponimo poiché è nobile di famiglia

ed è apprezzato dai poveri; egli opera moltissime riforme per la città di Atene infatti con il termine

SEISACHTHEÍA, cioè “scioglimento dei pesi”, ci si può riferire alle molteplici riforme emanate

da Solone ma in particolare alla legge che riguarda l’abolizione dei debiti sulle persone. Le riforme

più importanti furono due:

- ABOLIZIONE SCHIAVITÙ PER DEBITI: il cittadino che non riusciva a pagare i suoi

debiti diveniva schiavo del suo creditore; per Solone essere schiavo era inammissibile perciò

impedí che si contrassero debiti sulle persone e abolí i debiti privati e pubblici già contratti;

quindi gli schiavi vennero liberati e quelli venduti all’estero tornarono in patria. Sorse un

problema: gli schiavi liberi volevano delle terre, il popolo non venne accontentato poiché i

classi povere non ricevettero la terra e gli aristocratici non avevano più i loro schiavi.

- RIORDINO DELLE CLASSI PER BASE CENSITARIA: Solone riconosce nuove forme

di mobilità sociale perciò divide le classi sociali in base al censo cioè il ricavato delle rendite

delle terre possedute:

>PENTAKOSIOMEDIMNI, coloro che producevano all’anno più di 500 MEDIMNI di grano,

olio, cereali e vino ed erano gli arcontati, magistrati;

>CAVALIERI, coloro che ricavavano tra i 500-300 MEDIMNI di grano;

>ZEUGITI, coloro che ricavavano tra i 300-200 MEDIMNI di grano;

>L’ultimo livello era occupato dai TETI, cioè i lavoratori di campo che ricavavano meno di 200

MEDIMNI di grano, non esercitavano alcuna magistratura ma potevano partecipare alle assemblee

e ai tribunali.

(MEDIMNI era l’unita di misura per il grano)

QUESTA DIVISIONE IN CLASSI SERVE PER ACCEDERE ALLA MAGISTRATURA.

Ogni magistratura durava un anno e il magistrato doveva redimere un rendi conto, gestione del

denaro e se erano presenti delle mancanze, il magistrato doveva aggiustare le mancanze con i suoi

soldi per questo che i magistrati dovevano appartenere allo strato sociale più ricco.

Solone si dedica anche alla riforma delle assemblee e dei tribunali: EKKLESÍA è l’assemblea a cui

possono partecipare tutti i cittadini di Atene, l’organo in cui si discute. Questa sii riunisce su una

collinetta chiamata l’APNICE.

A Solone si attribuisce anche l’iniziativa dell’istituzione del TRIBUNALE in cui tutti i cittadini

sono il GIUDICE. Ogni mattina si estraevano i nomi dei cittadini che dovevano partecipare a questa

assemblea. Egli riorganizzò l’AREOPAGO.*

DALLE FONTI:

NELLA SUA ELEGÍA, Solone spiega come i banchetti siano importanti; elogia la giustizia,

descrive i gruppi di schiavi indegni, tutti segni di una guerra civile alle porte. Descrive anche i

pericoli di un cattivo governo e i pregi di un buon governo. Spiega che lo scopo è portare gli uomini

verso la saggezza.

LA STRUTTURA DI ATENE

- ACROPOLI

- AGORÀ ai piedi dell’Acropoli cioè piazza comune della città

- COLLINETTA DELL’AREOPAGO -> luogo in cui si riuniva un collegio aristocratico che

raccoglieva solo gli ex arconti, era un collegio con poteri molti vari che col tempo perse i

suoi poteri.*

Quando Solone concluse il suo anno di arcontanto, i cittadini gli proposero di rimanere ma lui

preferí lasciare il potere e la città evitando di stabilire un regime tirannico.

Dopo Solone, la situazione ad Atene peggiorò, non erano presenti gli arconti poiché il popolo non

era d’accordo quindi emerse una figura per cercare di aggiustare la situazione con la forza, questo

personaggio si chiamava PISISTRATO. Egli si intromise nelle lotte politiche ateniesi e si mise a

capo della popolazione che viveva nella zona montuosa. A quell’epoca la città di Atene era divisa

in: - ZONA COSTIERA con a capo MEGACLE, appartenente alla famiglia aristocratica degli

Alcmenoidi, dove possiamo trovare mercanti e artigiani che fanno parte di una fascia media

e non sono democratici;

- ZONA DELLA PIANURA con a capo LICURGO di Atene; in quest’area troviamo i

grandi proprietari terrieri quindi zona molto ricca, prediligono una politica conservatrice e

aristocratica;

- ZONA MONTUOSA con a capo PISISTRATO, in questa zona abbiamo coloro che

vogliono togliere i privilegi all’aristocrazia.

Nella metà del 6 secolo, le forti tensioni tra queste aree permisero alla figura di Pisistrato di

emergere. Per ottenere l’appoggio del popolo, egli si ferí da solo e mostró le ferite dicendo di aver

subito un’aggressione da parte dei rivali quindi occupò l’Acropoli senza ricevere alcuna resistenza

compiendo un colpo di stato e diventò generale dell’esercito.

Questa presa di potere da parte di Pisistrato generò un’allenza tra Megacle e Licurgo che vide

l’esilio del tiranno. Pisistrato strinse un’allenza con Megacle, la quale fu suggellata con un

matrimonio tra il tiranno e la figlia di Megacle. Pisistrato riuscì a rientrare ad Atene grazie ad uno

stratagemma: fece vestire una donna con gli abiti della dea Atena e la fece sfilare per la città su

carro, questa ragazza travestita doveva diffondere la voce che la stessa dea consigliava ai cittadini di

farlo ritornare in città. Dopodiché ripudiò la moglie e questo gesto non fu accettato da Megacle il

quale si alleò di nuovo con Licurgo e Pisistrato fu esiliato una seconda volta.

Pisistrato controllava un potere illegittimo ma che manteneva in modo molto positivo per la città;

fece moltissimi provvedimenti per le classi sociali basse che sono coloro che lo hanno appoggiato:

diede il via alla costruzione di edifici pubblici, strade, il primo Partenone costruito in legno che

verrà poi bruciato dai Persiani; mandò dei magistrati a dirimere le controversie; istituì le feste

Dionisie, celebrazioni dedicate al dio Dioniso, che raccolgono autori e anche gli stranieri.

Grazie a Pisistrato, Atene conobbe un boom economico e commerciale.

Quando Pisistrato muore, lascia il potere ai due figli, Ippia e Ipparco.

Dopo la morte di Ipparco, fratello del tiranno Ippia, l’aristocrazia non riuscì più a sopportare un

regime tirannico quindi si compì una congiura nei confronti di Ippia che non ebbe però buon fine.

Nel 511/10 aC gli aristocratici ateniesi, capeggiati dagli Alcmeonidi tra cui spicca la figura di

Clistene, figlio di Megacle, insieme all’esercito spartano guidato da re Cleomene I attaccarono

Ippia cacciando via la tirannide e quindi costringendolo all’esilio, in questo modo Atene venne

liberata e costretta però a dotarsi di un nuovo ordinamento politico.

Poco dopo nascono dei contrasti tra Clistene ed un politico ateniese chiamato Isagora che faceva

parte dell’aristocrazia ateniese e che aveva partecipato alla cacciata di Ippia dalla città. Quest'ultimo

si voleva sbarzzare di Clistene e chiese l’aiuto di Sparta, Clistene venne esiliato. Isagora non durò

molto e quando Clistene torna ad Atene, mette in atto delle riforme.

Clistene abolisce le quattro tribù basate sul censo familiare e le sostituisce con dieci tribù. Ogni

tribù comprendeva diversi demi (suddivisione del territorio dell’Attica), i quali erano divisi in

gruppi di tre: una regione costiera, una pianeggiante e una collinare.

Dopo la riforma delle tribù, Clistene sostituisce il consiglio dei 400 di Solone con la Boulé, un

consiglio di 500 membri, 50 per ogni tribù, scelti per sorteggio.

Per finire, introduce l'ostracismo che viene usato per la prima volta nel 487 a.C. Con questo

sistema si poteva esiliare per dieci anni un cittadino ritenuto una minaccia per la democrazia.

Secondo alcuni storici, Clistene fu il primo a subire l'ostracismo.

6/12/2016

RIVOLTA IONICA

In Ionia cioè sulle coste dell’Asia Minore, le città greche si ribellano perché sono insodisfatte dei

tiranni scelti dalla Persia per dominarle e dalle azioni dei due tiranni di Mileto, Istieo ed Aristagora.

Le città della Ionia erano state conquistate dalla Persia nel 540 a.C. e poi messe sotto il controllo dei

tiranni nominati dal satrapo di Sardi.

Nel 499 a.C. Aristagora fece una spedizione insieme al satrapo persiano Artaferne per conquistare

Nasso ma la missione fallisce e capendo che sarebbe stato destituito come tiranno, Aristagora

decide di unirsi alla ribellione delle città greche d’Asia contro il re persiano Dario I detto il Grande.

Aristagora si reca a Sparta per chiedere un’aiuto militare ma il re spartano Cleomene si rifiutò di

dare il suo appoggio. Dopo si reca ad Atene che decide di dare il suo aiuto e così gli ateniesi

possono mostrarsi come i campioni degli Ioni.

Nel 498 a.C. gli Ioni marciano verso Sardi grazie all’aiuto delle truppe di Atene e dell’Eretria,

conquistano la città e poi la incendiano. Ma nel viaggio di ritorno vengono inseguiti dai Persiani e

sconfitti nella BATTAGLIA DI EFESO. Dopo la sconfitta, Atene ed Eretria si ritirarano e nel 497

a.C. i Persiani cominciano a riconquistare le città che si erano ribellate.

Nel 494 a.C. l'esercito e la flotta persiana si recano verso il cuore della ribellione cioè la città di

Mileto. La flotta ionica cerca di difendere Mileto ma viene sconfitta nella BATTAGLIA DI LADE,

dopo la defezione di Samo. Mileto viene conquistata e la sua popolazione ridotta in schiavitù dai

Persiani.

Nel 493 a.C. i Persiani riconquistano le città che ancora resistevano e poi firmano un’accordo di

pace con la Ionia.

Anche se le città greche dell'Asia Minore erano tornate sotto il controllo dei Persiani, Dario decide

di punire Atene ed Eretria per aver sostenuto la rivolta e, secondo Erodoto, di conquistare tutta la

Grecia perché pensava che le città-stato della Grecia fossero una minaccia per il suo impero.

PRIMA GUERRA PERSIANA (492-490)

Nel 492 Dario invia il generale Mardonio in Tracia per sottometterla e in Macedonia per confermare

l’alleanza.

L’anno successivo, Dario manda un ultimatum in Grecia e chiede la sottomissione delle città ma

Atene e Sparta rifiutano così nel 490 aC l’esercito e la flotta persiana guidati da Dati e Artaferne

partono per invadere la Grecia. Conquistano Samo e le isole dell’Egeo, incendiando Nasso. Poi

procedono verso la città di Eretria dove i templi furono saccheggiati e distrutti e la popolazione

ridotta in schiavitù e in parte deportata nella regione di Susa.

Il resto della flotta persiana arriva a Maratona dove si scontra con l’esercito greco composto da

Ateniesi e Platesi guidato dallo stratega ateniese Milziade. Milziade ordinò di attaccare mentre i

Persiani stavano imbarcando la cavalleria per attaccare direttamente Atene costringendoli a ritirarsi

sulle navi. Erodoto ci racconta che gli ateniesi che erano 192 vinsero contro oltre 6000 persiani.

Mentre i Persiani tornavano in Persia, gli Ateniesi marciavano verso Atene.

>Dario muore di malattia durante una campagna in Egitto e lascia il trono al figlio Serse.

Serse, dopo aver represso la rivolta egiziana, riprende i progetti del padre per l'invasione della

Grecia.

Un anno dopo la Battaglia di Maratona, Milziade muore e Temistocle, politico ateniese che

diventerà molto influente nel decennio successivo, ricopre il vuoto politico rimasto. Lui promuove

una politica di espansione navale in funzione anti-persiana mentre Aristide vuole favorire

l'interesse dell'esercito di terra. Aristide fu uno dei dieci strateghi che vinsero l’esercito persiano

nella Battaglia di Maratona del 490 aC e fu arconte nel 489 e 488 aC.

Aristide si oppose alla "Legge navale" proposta da Temistocle: il ricavato delle miniere d'argento di

Laurion sarebbe servito per la costruzione di navi da guerra. Lui non era contrario alla costruzione

di una nuova flotta ma al sistema di finanziamento scelto. Secondo lui, il ricavato delle miniere

doveva essere distribuito agli ateniesi più poveri così che potessero ottenere un’occupazione e un

salario come rematori della flotta. Temistocle riuscì a dimostrare che la creazione di una flotta

avrebbe portato benessere e nuovi affari per tutti quindi nel 482 aC Aristide fu ostracizzato e

Temistocle continuò con la sua politica navale.

SECONDA GUERRA PERSIANA (480-479)

Nell’aprile del 480 aC, l'esercito persiano guidato da Serse attraversa l’Ellesponto e marcia verso la

Grecia. Temistocle suggerisce di bloccare l’avanzata persiana al passo delle Termopili, unico

passaggio tra la Tessaglia e la Beozia. Il passo era molto stretto quindi poteva essere difeso da pochi

soldati e si decide anche di bloccare la flotta persiana a Capo Artemisio, un braccio di mare molto

stretto tra l'Eubea e la Tessaglia. In tanto le città del Peloponneso preparano un’altra linea difensiva

lungo l'Istmo di Corinto.

Le truppe persiane arrivano vicino alle Termopili nell’agosto del 480 aC in contemporanea dei

Giochi Olimpici e della festa spartana della Carneia, durante la quale ogni attività militare era

considerata sacrilega. Gli Spartani decidono comunque di inviare al passo re Leonida I con la sua

guardia del corpo di 300 uomini (di solito formata dai giovani delle famiglie più nobili ma per

l'occasione fu composta da veterani che avevano già avuto figli). L’esercito fu rafforzato da altri

soldati inviati dalle altre città della Grecia.

L’esercito persiano, arrivato al passo delle Termopili attacca l’esercito greco il quale riesce a

difendersi bene per un paio di giorni finchè un residente del luogo rivela a Serse che esiste un passo

di montagna grazie al quale sarebbe riuscito ad aggirare l’esercito greco. Leonida decide di

congedare la maggior parte dell’esercito e di rimanere in difesa con più della metà degli uomini.

L’esercito persiano uccide re Leonida e tutti i soldati greci rimasti.

Lo stesso giorno, la flotta navale greca arriva a capo Artemisio per proteggere il fianco ai soldati

greci ma Serse invia una flotta che si scontra con quella greca.

Dopo la vittoria alle Termopili, Serse conquista la Beozia ed avanza fino ad Atene, rimasta vuota

visto che la popolazione era stata trasferita sull'isola di Salamina con l'aiuto della flotta tornata

dall'Artemisio. I perisani entrano ad Atene e distruggono tutto compreso il Partenone mancando di

rispetto agli dei greci. Dopo aver conquistato la maggior parte della Grecia, Serse voleva

distruggere la flotta alleata ma Temistocle aveva un piano: ordinò alla flotta greca di restare al largo

della costa di Salamina e nel settembre de 480 aC, le due flotte si scontrarono in quello stretto

spazio dove le navi persiane essendo più pesanti e numerose, furono sconfitte dalla flotta greca. I

Persiani furono cacciati dall'Attica e costretti a rifugiarsi a nord, in Tessaglia e Beozia.

Trascorso l’inverno, l’esercito persiano scende verso sud e gli Ateniesi furono costretti ad evacuare

di nuovo la città. L’esercito persiano si ritirò in Beozia nei pressi di Platea attirando l’esercito greco.

Nel 479 a.C. l’esercito greco guidato da PAUSANIA, reggente del figlio minorenne di Leonida I di

Sparta, sconfigge i Persiani guidati da Mardonio, generale incaricato da Serse di sottomettere la

Grecia, nella BATTAGLIA DI PLATEA. I persiani si ritirano di nuovo in Tessaglia. Lo stesso

giorno della Battaglia di Platea, secondo Erodoto, la flotta greca decide di inseguire la flotta

persiana per darle il colpo di grazia a CAPO MICALE con uno scontro definitivo bruciando le

navi nemiche. I greci hanno vinto via mare e via terra, i persiani si sono ritirati. La guerra non è

ancora finita poiché manca la liberazione dei greci d’Asia dal controllo persiano.

>Nel 479 aC comincia l’abbattimento delle coste dell’Asia Minore liberando le città greche.

Nel 478 viene liberata Sesto, il controllo della città era molto importante per controllare il passaggio

delle navi; nello stesso anno gli alleati decisero di inviare una flotta comune sotto il comando di

Pausania il reggente per liberare la città greche a Cipro; la flotta greca arriva fino a Bisanzio che

viene assediata e poi conquistata. Grazie al controllo di Sesto e Bisanzio, Atene può accedere al

commercio mercantile del Mar Nero.

L’assedio di Bisanzio porta dei problemi a Pausania ma questo passaggio non è molto chiaro dato

che Tucidide ci da pochi dettagli: Pausania viene accusato dagli alleati di comportamenti tirannici e

di aver avuto dei contatti con i Persiani.

In tanto viene conclusa la liberazione dei greci dall’Asia e la flotta persiana ritorna in Fenicia nel

cuore della Persia. Il risultato delle guerre persine è un risultato positivo per i greci poiché

ottengono la loro autonomia. Le città greche d’Asia però non sono tranquille poiché temono un

nuovo attacco da parte dei persiani e chiedono un aiuto militare ai Greci per rimanere indipendenti.

In tanto Pausania viene richiamato a Sparta lasciando ad Atene la responsabilità della liberazione

dei greci d’Asia. Viene messo sotto processo per tradimento, in seguito fu assolto ma la sua

reputazione fu macchiata e venne rimosso dal comando. Fa ritorno come comune cittadino a

Bisanzio ma poi viene richiamato a Sparta e viene condannato a morte per medismo. Scappò e si

nascose in un tempio, gli Spartani lo sigillarono all’interno.

LA LEGA DELIO-ATTICA

Sparta, dopo le vittorie di Sesto, Bisanzio ed in Tracia, si ritira dal conflitto e decide di

accontentarsi della sua egemonia all’interno del Peloponneso e di chiamarsi fuori nell’aiutare i greci

d’Asia così l’alleanza tra le città greche entra in crisi.

In tanto Atene richiama tutte le città-stato greche a partecipare alla formazione di una

confederazione che le comprendesse tutte chiamata LEGA DELIO-ATTICA. In questa lega

possono partecipare tutti e si estende moltissimo e vengono inserite anche in tutte le città costiere

dell’Asia minore e tutte le città costiere della Grecia. Nel periodo di massimo splendore sono 400 le

polis che partecipano alla lega.

Ogni città membro della lega si impegna:

- ad avere gli stessi amici e nemici;

- a fornire forze armate o pagare una tassa alla cassa comune, la scelta è libera ma la maggior

parte della città optò per la tassa;

Atene invece scelse di fornire la flotta. Ogni città che decide di non partecipare deve mandare un

tributo misurato in base alla sua capacità economica. Aristide ha un ruolo molto importante

all’interno della lega: ad Atene era conosciuto con il soprannome de “il Giusto” per via della sua

politica troppo tradizionale; introduce il tributo (phoros) misurato in base alla capacità economica

di ogni città che faceva parte della lega.

Nel frattempo in queste città libere cominciano delle guerre civili per decidere quale ordinamento

darsi e rinunciano ad avere una flotta e un esercito perché c’è la città di Atene che le difende e

questo crea problemi in seguito poiché non potranno sottrarsi al controllo di Atene se vorranno.

Atene raggiunge un periodo di massimo splendore chiamato PENTEKONTETÍA che riguarda i 50

anni dopo la fine della Seconda Guerra Persiana fino all’inizio della Guerra del Peloponneso. È un

periodo molto intenso perché Atene si lancia sul l’egemonia. A questo punto la città di Atene vede la

presa del suo potere da parte di queste figure:

- TEMISTOCLE è il protagonista degli anni 70;

- CIMONE è il protagonista degli anni 60;

- PERICLE è il protagonista di tutti gli anni a venire e dove possiamo individuare due fasi:

IMPERIALISMO AGGRESSIVO (462-446) e IMPERIALISMO MODERATO (446-431).

Temistocle voleva avvicinarsi alla Persia per contrastare Sparta; decide di costruire le Lunghe

Mura fortificando la città di Atene, il passaggio all’interno conduceva direttamente al porto più

importante della città, il Pireo. Le mura difendevano dagli attacchi via terra rendendo forte la città.

Temistocle praticava il MEDISMO (da Medi, cioè i persiani che molto spesso venivano chiamati

così dai Greci) cioè quell’atteggiamento politico di favore con i persiani.

Durante l’ascesa di Temistocle su Atene, emerge la figura di Cimone.

Cimone era figlio di Milziade, l’eroe della battaglia di Maratona ed è un sostenitore della doppia

egemonia, dividendola via terra guidata da Atene e via mare guidata da Sparta. Non esiste ostilità

con Sparta ma c’è un’allenza per cercare di sedare i contrasti. Si occupa dello sviluppo della Lega

Delio-Attica. Nel 470 aC la Lega Delio-Attica, guidata da Cimone, concentra i propri sforzi in

Tracia e nell'Egeo eliminando le ultime oppressioni persiane.

Cimone inizia anche una campagna in Ionia per rafforzare le posizioni greche sulle coste dell’Asia

Minore che si è conclusa con la Battaglia dell'Eurimedonte in Panfilia: qui gli Ateniesi e la flotta

alleata sconfiggono sia la flotta persiana che l’esercito di terra di Artaserse I.

In tanto il popolo ateniese smette di seguire Temistocle che nel 471 aC viene ostracizzato perdendo

il consenso del popolo poichè quest’ultimo preferisce una politica più tradizionale praticata e

sostenuta da Cimone che combatteva contro i Persiani. Quindi Cimone si ritiene ostile alla politica

di Temistocle.

Nel 468/7 aC Temistocle viene processato e viene condannato a morte. Egli però scappa in Persia

chiedendo asilo al re.

Intanto Cimone continua la sua opera per la lega Delio-Attica ma all’interno di questa iniziano a

vedersi delle rivolta già alla fine degli anni 60.

Tucidide fu colui che narrò cosa successe durante la PENTEKONTETÍA cioè quel lasso di tempo di

50 anni che va dalla fine della seconda guerra persiana e l’inizio della guerra del Peloponneso. Egli

spiegó le defezioni, portatrici delle rivolte al interno delle città della lega che furono create dagli

alleati.

La prima città della lega che si ribellò fu Nasso che in seguito venne schiavizzata. Un’altra città che

provò a ribellarsi fu Taso. Taso si trovava su un’isola e controllava i boschi della Tracia e le miniere

d’oro nel Pangeo. Cimone assediò Taso ma ci volle del tempo. Ritornando in patria, Cimone venne

messo sotto processo da Pericle accusandolo di essere stato corrotto dal re di Macedonia dicendo di

aver ricevuto da questo del denaro per far cessare il controllo di quell’area da parte della lega Delio-

Attica. Cimone verrà assolto. In questo momento emerge la figura di Pericle che porta con sè una

nuova politica.

Con la scusa della ribellione di Taso, Sparta stava progettando l’invasione dell’Attica ma nel 464 ci

fu un terremoto che mise la città in serie difficoltà. Di queste difficoltà ne approfittarono gli iloti per

ribellarsi. Sparta chiede aiuto agli alleati e ad Atene che inviò un aiuto militare al comando di

Cimone. Secondo alcune fonti, questo contingente fu rimandato indietro ad Atene quindi i cittadini

spartani pensarono che gli ateniesi stessero dalla parte degli iloti. Cimone tornò ad Atene e fu

considerato il responsabile della terza guerra messenica. Nel 462/1 Cimone venne ostracizzato e

perse il favore del popolo.

L’arcontato subì un grave cambiamento e l’areopago perse tutti i suoi poteri tranne la funzione di

tribunale. Efialte, rivale politico di Pericle, diede il potere dell’areopago all’assemblea cittadina.

Dopo aver attuato questa riforma, fu ucciso molto probabilmente dall’emergente Pericle.

Dalla fine degli anni 60, Pericle ebbe la città in mano. Egli istituì e sfruttò il potere per espandere la

lega in modo imperialistico e aggressivo.

La guerra del Peloponneso fu un periodo molto complesso, nel 454 Pericle decise di trasferire il

tesoro della lega da Delo ad Atene. Pericle compì provvedimenti molto forti che però alimentarono

molte tensioni all’interno della città di Atene, infatti gli aristocratici spingevano per avere

indipendenza.

7/12/2016

Il protagonista per eccellenza per quanto riguarda gli anni dopo il 460 è Pericle, il quale era solo al

governo.

Pericle ha bisogno di consenso che permette di rinnovare la carica di stratego e rinnovare le leggi e

farle votare al popolo e trova dei meccanismi che lo aiutano. Sotto Pericle viene istituita la

remunerazione della BOULÈ (organo che aveva il compito di organizzare l’Ekklesía e di

controllare il lavoro dei magistrati e dei 9 arconti) e l’ELIEA, il massimo tribunale popolare, che

permette una retribuzione pubblica di 2-4 oboli a coloro che coprono una carica politica. Con questa

riforma, Pericle vuole incentivare la partecipazione alla vita pubblica anche ai cittadini di classi

sociali più basse. In questo periodo cominciano a crescere i processi e permette alla popolazione di

avere una sovvenzione statale. L’assemblea però non verrà retribuita fino al 4 secolo. Nel 457

l’arcontato viene aperto anche ai zeugiti cioè persone che appartengono allo strato più basso della

popolazione. Pericle riforma la politica pubblica, da il via alla costruzione di edifici pubblici come

il Partenone di modo che si dia lavoro ai cittadini. Questa politica era riservata solamente ai

cittadini ateniesi ma nel 451 Pericle emana una legge per ridurre la cittadinanza. Questa legge

prevedeva che fossero considerati cittadini ateniesi solamente quei cittadini che avevano i genitori

ateniesi. Non erano considerati cittadini nè gli stranieri nè i figli nati da matrimoni misti. Cimone

rientra ad Atene e questo produce un cambiamento all’interno della città e si pensa che questa legge

di cittadinanza sia mirata a Cimone. Egli, nominato stratega, venne mandato in spedizione a Cipro

per liberarla dai persiani ma lì morirà.

Pericle compie una spedizione in Acarnania ma non ha dei grandi risultati. Sono anni in cui si

guarda alla Magna Grecia e in anni 50-40 si comincia a stringere alleanze con la Sicilia e la

Calabria, queste alleanze ateniesi sono significative perché Pericle comincia a guardare a occidente.

Pericle avvia un bando coloniale cioè invita dei Greci a partecipare insieme ad un gruppo di ateniesi

alla fondazione di una città in Italia meridionale chiamata Turi che si è insediata nella zona della

Basilicata in zona achea.

I persiani sono toccati da queste spedizioni in Egitto e a Cipro e sono in difficoltà interne per questo

non sono tanto coinvolti e non si riesce a gestire quest’area e alcune fonti ci narrano che nel 449 aC

si arriva alla PACE DI CALLIA.

Callia è un aristocratico ateniese vicino a Pericle, alcune fonti gli attribuisco una visita di

ambasciatore in Persia alla corte di Artaserse I per stipulare una pace che prevedeva i seguenti

termini:

- Tutte le città greche d'Asia dovevano essere autonome o vivere secondo le proprie leggi;

- I satrapi persiani (e forse anche i loro eserciti) non potevano essere acquartierati a più di tre

giornate di cammino dal Mar Egeo;

- Nessuna nave da guerra persiana doveva navigare vicino la costa meridionale dell'Asia

Minore e nei pressi del Bosforo;

- Se questi termini fossero stati osservati dal re e dai suoi generali, gli Ateniesi non avrebbero

inviato truppe nelle terre governate dalla Persia.

Questa pace segna un grande punto a favore per Atene che impone la lontananza ai persiani. Gli

antichi però nei secoli successivi hanno messo in dubbio questa pace dicendo che la Persia non

avrebbe ottenuto nulla e che fosse solo un mezzo di propaganda per far vedere la grandezza di

Atene. Non ci sono più scontri con i persiani dagli anni 40 quindi non ha più senso la lega Delio-

Attica poiché la minaccia persiana è abolita ma gli ateniesi non intendono scioglierla.

Diventa molto frequente il tentativo di rivolte da parte delle città di sganciarsi, vi furono schiavi e

città rase al suolo.

Sparta ed Atene diventano molto importanti per la vita politica greca. Gli ateniesi diventano anche i

gendarmi del mare e con la flotta ottennero il controllo assoluto;

Tutto ciò crea tensione e difficoltà alla città di Atene ma ebbe lo stesso un boom straordinario e usa

il denaro del tesoro della lega per la sua politica molto aggressiva e per abbellire gli edifici.

Nel 446 aC si arriva alla PACE DEI TRENT’ANNI cioè un trattato firmato tra la città di Atene e

quella di Sparta che riconosce la lega delio-attica e quella peloponnesiaca e stabilisce di non

attaccarsi per 30 anni.

Da quest’anno in poi ci sono ancora ribellioni ma sono meno evidenti rispetto al decennio

precedente. Megara si riavvicina a Sparta ed un punto porterà alla guerra del Peloponneso. Pericle

si dedica all’attività interna, al controllo degli alleati; in questa fase un’altra tappa importante è la

creazione di Anfipoli, una città nella quale viene inviato un contingente ateniese e nel 437 si diede il

via alla sua fondazione, questa zona è importante per l’oro.

Cominciano alcune tensioni interne e anche in ampio raggio in alcune aree della Grecia, in questi

anni Pericle porta la strategia continuativa. Tucidide di Melesia non è lo storico che troviamo nel

manuale quindi da non confondere poiché questo è in contrasto con Pericle.

Durante questi anni di strategia di Pericle, ci sono dei continui focolai di ribellione che porteranno

tutti al via della guerra del Peloponneso.

La guerra ha un motivo vero: la cresciuta del potere di Atene che spaventa il resto della Grecia in

particolare l’area dorica. Le scintille che fecero da innesco furono tre:

- area di CORCIRA, l’attuale Corfù

- area di POTIDEA

- area di MEGARA

Nella FONTE DI TUCIDIDE DI MELESIA: egli comincia con la firma quindi si presenta, descrive

la guerra tra ateniesi e i peloponnesi quindi un blocco tra Sparta e Corinto, Sparta viene trascinata

non molto volentieri alla guerra da parte dei corinzi; immaginava fosse la guerra più importante. IL

bilancio globale lo si può fare solo a guerra conclusa. A lui interessa dire qualcosa di utile per gli

uomini che si troveranno nella stessa difficoltà.

Durante la guerra del Peloponneso si verificarono molte guerre civili (stasis), il male peggiore.

L’area di Corcira, odierna Corfù, nel 435 viene coinvolta in una guerra civile che si sviluppa in

Epidamno, una città sub colonia di Corcira. Corcira era a sua volta colonia di Corinto. In Epidamno

scoppia una guerra civile tra oligarchici e democratici, non si sa quale ma una di queste parti viene

espulsa dalla città. Questi esuli chiedono inizialmente aiuto a Corcira che però si rifiuta di aiutarli.

Si recano a Corinto che accorda l’aiuto e intervengono. Quindi la parte che rimane a Corcira viene

aiutata dai corciresi mentre la parte esule viene aiutata da corinzi. Corinto viene sconfitta da Corcira

e prepara una spedizione per l’offesa ricevuta. Corcira spaventata, chiede aiuto ad Atene che non

potrebbe intervenire in suo aiuto perché Corcira fa parte dell’area dorica. Atene è in difficoltà: se

aiuta Corcira rompe la pace dei 30 anni; se non la aiuta, Atene perde un area cruciale molto

importante per il passaggio verso l’occidente.

Atene non accoglie Corcira nella lega ma stipula un’allenza bilaterale strettamente in funzione

difensiva. Quindi Corcira può avere lo stesso l’aiuto di Atene.

Si arriva ad una grande battaglia navale tra Corciresi e Corinzi, i corinzi vincono la battaglia per

mare ma non possono sbarcare perché ci sono le navi ateniesi in difesa dell’isola e quindi si ritirano.

Tucidide narra che i corinzi cominciano a esprimere odio nei confronti di Atene.

Altra area che crea problemi fu l’area di Potidea, zona che si trova sotto il controllo di Corinto.

Potidea era entrata nella lega Delio-Attica. Nel 433 Atene manda una ultimatum dicendo di

rinunciare al rapporto con Corinto e di abbattere le mura della città. Potidea rifiuta e Atene pone un

assedio alla città. I corinzi protestano per l’ennesima violazione e non inviano delle navi a Potidea

perché questa fa parte della lega.

La terza area che crea tensioni è Megara, solita area combattuta che faceva parte del gruppo

peloponnesiaco, Pericle le impone un embargo proibendo a Megara l’accesso a tutti i porti della

lega delio-attica e al Pireo, il porto centrale di Atene dove si svolgevano gli scambi greci. Corinto si

lamenta e nel 432 a Sparta viene convocata una assemblea generale in cui l'eforo spartano fa un

discorso di pacificazione. Ma furono ascoltati solamente i discorsi più aggressivi che riguardavano

un’eventuale guerra, così la lega si mise ai voti e i voti erano tutti per la guerra. C’è un ultimo atto

di pace: viene inviato ad Atene un ultimatum cioè l’obbligo di allontanare Pericle, se questo non

verrà cacciato poiché è un sacrilego, i peloponnesiaci entreranno in guerra. Atene è in difficoltà.

Pericle ebbe un calo di popolarità tra i cittadini, alcune persone vicine alla sua figura inizieranno ad

essere processate in modo da minarlo. Per esempio la donna ateniese con cui viveva, viene accusata

di gestire un bordello.

13/12/2016

GUERRA DEL PELOPONNESO (431-404)

Prima fase: Archidamica

La guerra scoppia quando i Tebani attaccano Platea, vicina politicamente ad Atene. Questo fu il

primo atto di guerra ufficiale. Nella primavera del 431 si rompe la pace dei 30 anni e si entra in

guerra. Gli spartani guidati dal re Archidamo II invadono la terra del Attica e distruggono i raccolti

ateniesi. Questa tattica viene condotta dagli spartani per tutta la prima fase della guerra, chiamata

fase ARCHIDAMICA (dal re Archidamo II).

Pericle raccoglie tutta la popolazione all’ interno delle mura di Atene e lascia conquistare l’Attica

senza problemi. Pericle risponde con delle navi che fanno degli attacchi veloci (raid navale) che

devastano le coste del Peloponneso. La concentrazione di tanta popolazione crea problemi di igiene

e nel 430/29 si crea una grande peste. Tucidide ci racconta che questa epidemia uccide molti

ateniesi ed uccide anche Pericle. La città senza Pericle entra in crisi e passa in mano ad altri

personaggi che rovinano la città, i DEMAGOGHI che hanno il favore del popolo ma non lo guidano

più per il bene dei cittadini ma lo guidano solamente per il bene di loro stessi. Emerge la figura di

CLEONE, demagogo di strato sociale basso che usa la guerra per arricchirsi e cambia la politica di

Atene. Cleone era deciso a portare avanti la guerra ad ogni costo anche se in opposizione con la

parte aristocratica ateniese capeggiata da Nicia che premeva per avere una tregua con Sparta.

Dopo l’assedio ateniese di Militene, la quale tentò di uscire dalla lega delio-attica, la caduta di

Platea avvenuta a causa di Sparta e dei suoi alleati e i tumulti di Corcira, si apre un nuovo scenario

di guerra in Magna Grecia tra le poleis ioniche capeggiate da Reggio e le poleis doriche capeggiate

da Siracusa. Le città ioniche chiesero l’intervento di Atene e quest’ultima inviò una flotta per

bloccare le esportazioni di grano dalla Sicilia verso il Peloponneso. Ci furono varie battaglie e alla

fine gli ateniesi furono sconfitti da Siracusa. Nel 424 aC ci fu il congresso di Gela dove si

riunirono tutte le città siceliote per stipulare la pace e mettere fine alla guerra.

Nel 425 aC Atene manda una flotta capeggiata dallo stratega ateniese Demostene per placare dei

conflitti in Sicilia ma a causa di una tempesta, Demostene si ferma a Pilo in Messenia. Qui fa

fortificare il porto che diventa un punto di attracco vicino a Sparta molto importante per Atene. In

tanto Sparta, ricevuta la notizia, ritira l’esercito in Attica e decide di assediare Pilo. La flotta

spartana capeggiata dal generale Brasida arriva per prima e trasferisce sull’isola di Sfacteria dei

soldati per bloccare la baia di Pilo e accerchiare gli ateniesi ma Demostene riesce comunque a

inviare delle navi per chiedere aiuto ad Atene. In soccorso degli ateniesi, arriva una nuova flotta

capeggiata da Cleone che attaccò la flotta spartana la quale fu costretta a ritirarsi; gli ateniesi

attaccarono anche gli spartani sull’isola di Sfacteria che furono costretti ad arrendersi e a

consegnarsi come prigionieri, fatto mai accaduto nella storia di Sparta.

Atene continua ad consolidare le sue posizioni all’interno del Peloponneso mentre gli spartani sotto

il comando di Brasida compiono una campagna in Tracia spingendo alla rivolta degli alleati di

Atene. Atene non inviò rinforzi ma decide di riprendere il controllo della Beozia e quindi invia

un’esercito. I due eserciti si scontrarono nella battaglia di Delio in Beozia nel 424 aC dove

l’esercito ateniese viene sconfitto e costretto a ritirarsi in Attica. In tanto Brasida decide di fare una

spedizione ad Anfipoli, piazzaforte ateniese che poco dopo conquista. Atene è indispettita dalla

perdita della città e quindi Cleone nel 422 aC parte per Anfipoli con un esercito per cercare di

riconquistare la città. Qui i due eserciti si scontrano, gli ateniesi furono sconfitti e Cleone e Brasida

morirono.

Seconda fase: Pace di Nicia

La morte dei due generali riuscì a generare un’accordo tra Atene e Sparta e nel 421 aC fu firmata la

PACE DI NICIA (prende il nome da Nicia di Nicerato, aristocratico ateniese) che prevedeva una

tregua di 50 anni e la fine della guerra archidamica, prima fase della guerra del Peloponneso. La

pace prevedeva delle clausole:

- Sparta doveva lasciare il controllo delle città della Calcidica e della Tracia;

- Atene doveva restituire i prigionieri spartani di Sfacteria e abbandonare le sue posizioni nel

Peloponneso;

- Si doveva stipulare un’alleanza strategica tra Atene e Sparta contro i nemici esterni.

La pace si dimostrò fragile perché: molti alleati di Sparta erano contrari all’accordo di pace e si

unirono in alleanza con Argo (Sparta e Argo avevano una tregua di 30 anni che stava per scadere);

ci furono dei problemi tra Atene e Sparta per la restituzione dei territori conquistati, Atene si rifiutò

di restituire Pilo poiché Anfipoli era rimasta agli alleati di Sparta.

In tanto ad Atene gli oppositori di Sparta presero di nuovo piede e furono capeggiati dallo stratega

ateniese Alcibiade. Fu a capo anche della coalizione in funzione anti spartana nella quale entrò

Atene insieme ad Argo, Mantinea ed altri alleati. Nel 418 aC l’esercito spartano guidato dal re

Agide II decide di attaccare l’esercito della coalizione e i due eserciti si scontrarono nella Battaglia

di Mantinea: la vittoria fu degli spartani i quali riuscirono anche a provocare lo scioglimento della

coalizione anti spartana e stipulare un’alleanza di 50 anni con Argo.

Nel 416 aC Atene invia una flotta contro l’isola di Melo, colonia spartana, che si era proclamata

neutrale durante il conflitto. Atene voleva la sua sottomissione. Gli abitanti di Melo ribadiscono la

loro neutralità ma gli ateniesi rifiutano qualunque accordo e assediano l’isola.

In Sicilia, la città di Segesta chiede aiuto ad Atene per sconfiggere Selinunte, città alleata di

Siracusa che era a sua volta alleata di Sparta. Gli ateniesi decidono di inviare una flotta guidata da

Alcibiade e Nicia che partì nel 415 aC. Durante i preparativi per la spedizione, ad Atene furono

distrutte alcune statue e di questo atto sacrilego fu considerato colpevole Alcibiade. Lui chiese di

farsi giudicare subito dal tribunale ma l’assemblea decise di rinviare il processo consentendogli di

partire per la spedizione. Quando la flotta arrivò in Sicilia, Alcibiade decise di scappare a Sparta a

causa dello scandalo delle sculture distrutte ad Atene. L’esercito ateniese sbarca a Siracusa e riesce

a prendere il controllo dei punti strategici dell’area. Sparta e Corinto inviarono dei rinforzi alla città

di Siracusa. L’esercito ateniese riportò varie sconfitte e per questo Atene decide di inviare una

seconda flotta guidata da Demostene. Dopo altre sconfitte, gli ateniesi decidono di ritirarsi ma si

verifica un’eclissi di luna. Considerato un’evento infausto, la flotta ateniese decide di ritardare la

fuga e proseguire verso Catania. Dopo l’eclissi, la flotta siracusana decide di attaccare la flotta

ateniese distruggendola. Gli ateniesi che avevano ancora molte navi, tentarono ancora una volta di

contrattaccare: ci fu una battaglia navale tra le due flotte e la flotta ateniese fu distrutta dai

siracusani. Nicia e Demostene vengono giustiziati e i superstiti ateniesi diventano tutti prigionieri e

sono mandati nelle cave di pietra siracusane, costretti ai lavori forzati.

Terza ed ultima fase: Deceleica o Ionica

Dopo il fallimento della spedizione siciliana, il re Agide II, su consiglio di Alcibiade che si era

rifugiato a Sparta, decide di riprendere la guerra in Attica e nel 413 aC occupa la zona di Decelea

impedendo agli ateniesi di utilizzare le miniere d’argento del Laurio che erano una delle fonti di

reddito più importanti della città.

La situazione ad Atene peggiora perché molte delle città della Lega delio-attica vogliono la loro

indipendenza e quindi cercano di allearsi a Sparta per contrastare Atene che era debole.

Il re di Persia, consigliato da Alcibiade, il quale si era rifugiato presso la sua corte dopo essere stato

sorpreso a letto con la moglie del re reggente spartano, si alleò con Sparta in funzione anti-ateniese:

la Persia avrebbe garantito finanziamenti economici e bellici a Sparta in cambio del rinnovato

controllo sulle città greche d’Asia.

Nel 411 aC ad Atene si compie un colpo di stato: i conservatori prendono il potere e rovesciano il

governo democratico; il potere viene affidato ad un Consiglio di 400 membri scelti dai rivoltosi, i

quali decisero di stipulare una pace con Sparta. Questo consiglio ha vita breve perché a seguito di

un nuovo colpo di stato organizzato da un gruppo di conservatori guidato dall’aristocratico

Teramene, viene sostituito con un Consiglio dei Cinquemila costituito anche da democratici. Alla

fine ad Atene viene restaurata la democrazia, grazie anche all’aiuto di Alcibiade che viene riaccolto

in patria.

La guerra continua e a Sparta emerge il generale Lisandro che si reca in Ionia e stringe amicizia con

Ciro, il figlio del re persiano. Da questa nuova alleanza, Sparta vede arrivare un’ingente flusso di

denaro grazie al quale allestisce una nuova flotta. Nel 407 aC la flotta ateniese attacca la flotta

spartana nella Battaglia di Nozio. La flotta ateniese fu sconfitta e di questo fu incolpato Alcibiade

che fuggì all’estero.

Nel 406 aC gli ateniesi riescono a costruire una nuova flotta e sconfiggono la flotta spartana in una

battaglia navale presso le isole Arginuse. Lisandro si ritira per evitare troppa concentrazione di

potere.

Nel 405 aC la flotta ateniese viene definitivamente sconfitta nella Battaglia di Egospotami e nel

404 aC Atene fu costretta ad arrendersi siccome Lisandro aveva bloccato la città sia per terra che

per mare.

14/12/2016

EGEMONIA SPARTANA

Sparta esce vittoriosa dalla guerra e impone alla sconfitta città di Atene delle condizioni ben

specifiche:

- 1 CLAUSOLA: Atene doveva sciogliere la Lega Delio-Attica ed allearsi con Sparta;

- 2 CLAUSOLA: Atene doveva abbattere le Lunghe Mura;

- 3 CLAUSOLA: la distruzione della la flotta ateniese che nel 404 contava solamente 12 navi;

- 4 CLAUSOLA: Atene doveva fare un cambio di governo, verrà istituito un governo

oligarchico.

In seguito all’istituzione del governo oligarchico, furono scelti 30 ateniesi con una pura fede

oligarchica che si occupassero della gestione del potere; questi però non compirono il loro dovere e

iniziarono a perseguitare i ricchi democratici impadronendosi dei loro beni. Stessa cosa fecero nei

confronti dei meteci (cittadini ateniesi stranieri). Nel 411 ad Atene si instaurò il GOVERNO DEI

30 TIRANNI. Tra costoro spicca per importanza il tiranno CRIZIA, un aristocratico di pura fede

oligarchica; altro nome importante fu quello di TERAMENE. Egli cercò di frenare la questione del

potere aggressivo portata avanti da Crizia ma non ci riuscì. Fu sconfitto da Crizia e in seguito fu

costretto a bere un veleno. Le fonti descrivono Teramene come un santo o come un traditore che

porta il nome di “coturno” cioè un doppiogiochista.

In tanto a Sparta, il generale Lisandro stava prendendo troppo potere infatti voleva fare una

rivoluzione trasformando la monarchia e diventando il re. Gli altri re spartani erano preoccupati

dall’ascesa di Lisandro e per fermarlo, decisero di aiutare Atene a ripristinare la democrazia.

Per contrastare il nuovo governo tirannico, venne organizzata una resistenza da parte dei cittadini di

fede democratica che si rifugiano nella città di File, tra loro spicca la figura di Trasibulo. Egli

guidò la resistenza in una battaglia contro il governo oligarchico durante la quale morì il tiranno

Crizia. In tanto le tensioni all’interno della città di Atene divennero forti; il gruppo dei 30 tiranni

venne deposto e nel giro di pochi mesi fu instituito di nuovo un governo di fede democratica grazie

a Trasibulo. Le tensioni interne di Atene si calmano a seguito di una rappacificazione, venne

stipulata un’amnistia secondo la quale solo i 30 tiranni dovranno essere perseguibili mentre i

cittadini che erano fuggiti dalla città dovranno essere perdonati. Per un secolo, non ci furono

tensioni all’interno della città di Atene.

Nel 404 aC ha inizio L’EGEMONIA SPARTANA. Sparta ha un ruolo di spicco all’interno della

Grecia, è l’unica potenza del momento ma ha dei problemi con l’impero persiano. Infatti Ciro il

Giovane chiese aiuto alla città di Sparta per usurpare il trono di Persia, allora appartenuto al re

Artaserse II. Sparta non poté rifiutarsi di dare appoggio a Ciro poiché la Persia l’aveva aiutata a

vincere la guerra contro Atene durante la Guerra del Peloponneso. Quindi Sparta inviò degli uomini

tra l’esercito persiano che, secondo Senofonte, furono pagati come mercenari da Ciro. Fu una

spedizione composta da 10,000 uomini, questi si riunirono a Sardi marciando poi verso Cunassa nei

pressi di Babilonia dove nel 402 scoppiò una battaglia contro l’esercito persiano di Artaserse. Ciro

combattè in prima linea e venne ferito a morte. L’esercito guidato da Ciro vinse lo stesso la battaglia

ma la parte dell’esercito composta dagli uomini spartani si ritrovò in seguito disperso nel cuore

della Persia senza la guida di Ciro nè quella degli strateghi, che furono uccisi da Artaserse durante

lo scontro. Cercarono di ritirarsi e di nominare dei nuovi strateghi, tra questi spiccò per importanza

Senofonte. Secondo quest’ultimo, durante il viaggio di ritorno, i Greci persero molti uomini ma

arrivarono comunque nella regione di Trapezunte che si trovava già sulla parte della costa d’Asia

appartenente alla Grecia. I rapporti tra Sparta e la Persia si ruppero e Sparta cominciò ad inviare

delle spedizioni in Asia minore per aiutare i Greci che erano minati dall’esercito persiano.

In tanto Sparta si oppone a Tebe e a Corinto che inizieranno ad essere ostili nei suoi confronti.

Sparta ebbe un grande potere in questo periodo ma iniziò anche ad inimicarsi tutte le città vicine.

Nel 396/5 aC la Persia cominciò ad inviare dei contingenti d’oro alle città di Atene, Tebe e Corinto

cercando di convincerle a ribellarsi contro Sparta e ad isolarla dalle attività di aiuto nei confronti dei

Greci d’Asia. Queste città greche accettarono l’oro e si ribellarono contro Sparta e nel 395 scoppiò

una nuova guerra che durò 10 anni (395-386) chiamata Guerra di Corinto poiché la maggior parte

degli scontri avvennero nell’area vicino alla città di Corinto. La prima battaglia si svolse in Beozia

dove ci fu un grande scontro che venne guidato da Lisandro, durante il quale morì.

La guerra contro la Persia continua e nel frattempo spicca la figura del re spartano Agesilao. Egli

ebbe molti successi ma nel 394 l’ateniese Conone, rifugiatosi in Persia diventando il comandante

della flotta persiana, vinse la battaglia di Cnido contro la flotta spartana. Egli ricevette come


ACQUISTATO

5 volte

PAGINE

30

PESO

130.18 KB

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in beni culturali, archeologici e storico-artistici
SSD:
Università: Torino - Unito
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher b_hily994 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della civiltà greca e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Torino - Unito o del prof Bianco Elisabetta.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Storia della civiltà greca

Storia della Civiltà greca - Appunti
Appunto
Storia della Macedonia - Appunti
Appunto
Riassunto esame e appunti esame egittologia, prof P. Gallo
Appunto
Storia della lingua spagnola
Appunto