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Rinascimento

Periodo dal Trecento al Cinquecento. Rottura con il Medioevo in cui era tutto subordinato alla religione. Pensiero umanistico, che ha come oggetto l’uomo e non più Dio. Centralità dell’uomo e della sua ragione.

Arti figurative

Nascita a Firenze

Con commissioni pubbliche e un richiamo all’antico, inizia a formarsi la professione dell’artista. La famiglia dei Medici come committenti.

Filippo Brunelleschi, Donatello e Masaccio

Riduzione delle parti ornamentali a favore di una semplice essenzialità, utilizzo della prospettiva, attenzione all’uomo sia nel corpo, sia nelle emozioni. La prospettiva è un sistema preciso per rappresentare uno spazio tridimensionale. L’ideatore è Filippo Brunelleschi. In un disegno prospettico la superficie del foglio è chiamata piano di proiezione, l’orizzonte è la linea orizzontale che divide il piano individuando l’altezza del punto di vista, cioè la posizione in cui si collocano gli occhi dell’osservatore. Il punto di fuga, collocato sull’orizzonte, è il punto in cui convergono tutte le linee. Applicando i teoremi sulla similitudine dei triangoli, era possibile stabilire le diminuzioni della dimensione degli oggetti in modo proporzionale alla distanza dello spettatore.

Brunelleschi

Solitamente Brunelleschi ricava le dimensioni dei suoi edifici a partire da multipli e sottomultipli di alcune misure di base. Il portico dello Spedale degli Innocenti, un orfanotrofio commissionato dall’Arte della Seta. Un porticato rettilineo dà accesso a un cortile quadrato e a due edifici rettangolari di uguali dimensioni, la chiesa e la sala dove si trovano i letti dei fanciulli. La facciata, sollevata come un antico tempio su di un basamento di nove gradini, è scandita da un porticato di archi a tutto sesto retti da colonne corinzie. Anche qui ritorna il numero nove perché tante sono le campate di pianta quadrata coperte da una volta a vela. A ogni arcata corrisponde una finestra sormontata da un timpano. Compare un’alternanza di due colori che distinguono chiaramente le strutture portanti in pietra serena grigia, dai supporti murari chiari.

La cupola di Santa Maria del Fiore, già iniziata prima di Brunelleschi, successivamente affidata a lui tramite un concorso. Il Duomo era Gotico, la cupola doveva rispondere a un gusto che era ormai cambiato. La soluzione ideata da Brunelleschi consiste in una cupola ottagonale a sesto acuto. Costituita da due calotte sorrette da otto costoloni visibili all’esterno, tra i quali si tendono vele a sezione orizzontale rettilinea, che permette di assorbire le spinte dei costoloni. Sulla cima è impostata la lanterna, che contribuisce a far scaricare a terra le forze. Finita nel 1436, rappresentava la corona della Vergine, cui era dedicato il Duomo.

La chiesa di Santo Spirito, progettata da Brunelleschi ma costruita successivamente. La pianta è a croce latina, articolata intorno a una cupola posta all’incrocio dei bracci. Gli spazi appaiono definiti da multipli e sottomultipli della metà del lato delle campate. La luce invade la navata centrale, mentre quelle laterali sono immerse in una graduale penombra, il punto di massima luminosità è la cupola.

La sacrestia Vecchia, per la Basilica di San Lorenzo, commissionatagli da Giovanni de Medici come cappella mortuaria di famiglia, è l’unica opera di cui Brunelleschi poté vederne la conclusione. All’ambiente si accede dal braccio sinistro del transetto della Basilica di San Lorenzo. La struttura è costituita da un parallelepipedo in muratura, sormontato da un tetto conico appoggiato su di un tamburo circolare. Ripetizione del modulo quadrato, tanto per la pianta, quanto per l’alzato e all’interno di questo quadrato può essere inscritto un cerchio da cui si deducono le misure dell’attacco della cupola, oculi ed elementi circolari.

Donatello

Lo scultore più importante del Rinascimento.

San Giovanni Evangelista, scultura destinata a una nicchia a lato della porta centrale di Santa Maria del Fiore, ancora una scultura tardogotica. San Giorgio, scultura destinata a una nicchia esterna di Orsanmichele. La figura è apparentemente fissata in una posa statica, salda sulle gambe aperte e il busto leggermente ruotato rispetto all’asse, costituito dallo scudo. Così lo scatto della testa in direzione opposta acquista per contrasto la massima evidenza.

San Giorgio che libera la principessa, uno stiacciato, cioè un rilievo di minimo spessore che restituisce la profondità spaziale. Egli concentra l’attenzione sul gruppo formato dal cavaliere e dal drago, il nucleo centrale della narrazione. Abacuc come affermazione della psicologia individuale, infatti appare come soggetto spirituale e non eroico.

David in bronzo, commissionatogli da Cosimo il Vecchio. Il giovane eroe biblico che vince contro un avversario apparentemente più forte di lui è un tema che a Firenze si copre di significato civile, in quanto i Fiorentini scacciarono i Medici e instaurarono la Repubblica. Amore Attys, un putto ridente alato. Forse si tratta di Attys, venerato in Grecia con culti che ricordavano la sua fine cruenta (morì dissanguato dopo essersi evirato).

Cantoria, sorta di cassa sopraelevata destinata ai cantori. Esprime un forte rigore geometrico, appare come un rettangolo. A ogni mensola, sul piano di sotto corrisponde, sul piano di sopra una coppia di colonne che sostengono l’architrave. Si crea così una sorta di finto portico al cui interno corrono putti, i quali formano diagonali con braccia e gambe che contrastano con le colonne verticali.

Monumento equestre a Erasmo da Narni detto il Gattamelata, a Padova, si tratta di un monumento equestre che sorge vicino la Basilica di Sant’Antonio. Indica la direzione da seguire con un leggero scatto della testa e con la mazza da comando tenuta in diagonale.

Pala d’Altare a tutto tondo per la Basilica di Sant’Antonio. Le statue della Vergine e dei sei santi erano collocate sotto un baldacchino, retto da colonne poggiate su una base, con rilievi sulla vita di Sant’Antonio. Elemento centrale è la Madonna col Bambino.

Masaccio

Principale pittore del Rinascimento. Soltanto otto opere sicure, quattro eseguite in collaborazione con Masolino, forse suo maestro. Si pone l’obiettivo di raffigurare l’uomo come individuo reale, dotato di sentimenti.

Trittico di San Giovenale, ora nella Chiesa di San Pietro a Cascia. Le figure sono solide, scalate in profondità. Nel pannello di destra San Giovenale legge un salmo domenicale, il bambino è intento a ficcarsi in bocca gli acini d’uva portati dalla madre.

Sant’Anna con la Madonna, il Bambino e gli Angeli (Sant’Anna Metterza), destinata a un altare nella Chiesa di Sant’Ambrogio, intervengono Masaccio e Masolino. Il dipinto raffigura la Madonna con il Bambino e Sant’Anna, madre della Vergine, in trono, circondate da Angeli. In genere a Masolino sono attribuiti Sant’Anna e gli angeli, tranne quello che regge la cortina a destra, il quale, insieme alla Madonna con il Bambino spetta al giovane Masaccio. La Vergine è solida, il suo volto, lontano dagli stereotipi graziosi, ha un’espressione seria, le sue mani stringono con forza la gamba sinistra del robusto bambino.

Polittico, destinato alla Chiesa del Carmino di Pisa. Nella tavola centrale, la Madonna si incurva come a formare un bozzolo protettivo intorno al figlio. È appoggiata su un trono che si inspira all’antico ed è ripreso da un punto di vista ribassato. Crocifissione, in cui ogni particolare è abolito per non distrarre l’attenzione dello spettatore dall’evento drammatico, sono i volumi delle figure a fare la profondità. La Vergine a sinistra, San Giovanni a destra e la Maddalena, rappresentata di spalle. Il punto di vista è dal basso.

La decorazione della Cappella Brancacci nella Chiesa di Santa Maria del Carmine, con la collaborazione di Masolino, il quale poi abbandonò l’incarico. I due, consapevoli della loro diversità, si alternarono nella decorazione. La Cacciata dei progenitori sono resi sinteticamente ma con una precisa conoscenza anatomica. Eva ha vergogna di mostrare la propria nudità, Adamo si copre soltanto il volto come gesto di vergogna. Le figure sono pervase da una forte drammaticità. Il Tributo, un episodio raro, narrato nel Vangelo, dove si racconta come uno chiedesse a Cristo e agli Apostoli un’offerta per il tempio di Gerusalemme. Gesù ordina a Pietro di pescare un pesce nella bocca del quale troverà miracolosamente la moneta da dare al gabelliere. San Pietro compare tre volte, mentre indica il fiume, mentre pesca il pesce e mentre consegna la moneta al gabelliere. I gesti collegano le figure tra loro.

La Trinità, dipinta da Masaccio nella navata laterale della Chiesa di Santa Maria Novella, una sorta di manifesto sull’uso quattrocentesco della prospettiva. A partire dal basso vediamo uno scheletro accompagnato di una scritta, disteso su un sepolcro ai lati del quale stanno due colonnine. Sopra Berto di Bartolomeo e la moglie. Su di un successivo gradino posano la Vergine, San Giovanni e la base della croce su cui è crocifisso Gesù. Il braccio orizzontale della croce è retto da Dio. Tutto il gruppo è collocato in un’architettura delimitata da due pilastri che reggono un architrave, che circondano un arco che poggia su colonne.

Fiamminghi

Opere fiamminghe giunsero in Italia riscuotendo grande interesse, con le loro pitture trasparenti.

Quattrocento: Firenze

I Medici, Cosimo il Vecchio, Lorenzo il Magnifico.

Ghiberti

Due porte in bronzo realizzate per il Battistero di San Giovanni. La porta settentrionale composta da ventotto formelle, disposte su sette file, le superiori raffiguranti il Nuovo Testamento, le inferiori dedicati agli evangelisti. Le immagini sono inquadrate in un fregio a motivi vegetali, agli angoli del quale sporgono testine di profeti. La terza porta, detta del Paradiso, composta da ventotto formelle, con episodi biblici e profeti. I due battenti sono divisi ciascuno in cinque scomparti quadrati, racchiusi da un’incorniciatura dove personaggi biblici a figura intera si alternano a testine, tra le quali ha ritratto anche se stesso e il figlio. L’intera porta è poi circondata da un fregio di bronzo.

Masolino

Commistione tra caratteri tipici del Gotico e passioni umanistiche.

Michelozzo

Fu allievo di Ghiberti.

Palazzo Medici-Riccardi, chiamato così in quanto i Riccardi lo acquistarono modificandolo anche parzialmente. L’esterno è in pietra, diviso in tre piani, due dei quali presentano ordini di bifore. L’intera struttura è chiusa in alto da un monumentale cornicione e in basso da una panca in pietra usata per sedersi. Il cortile è diviso anch’esso in tre livelli, la parte di sotto è composta da colonne in pietra serena su cui poggiano archi a tutto sesto, sormontati da architrave e fregio decorato con festoni che collegano medaglioni in pietra al cui interno si alternano stemmi medicei ed episodi mitologici. Nel secondo ordine si aprono bifore, simili a quelle sulla facciata.

Beato Angelico

Esprime una religiosità profonda. Pittura simile a quella dei fiamminghi.

Giudizio Universale, in cui compare al centro Cristo, circondato dalle schiere angeliche e dai santi, l’inferno è una sorta di condominio in cui si scontano le pene tradizionali, il paradiso come un giardino fiorito. Annunciazione, una pala quadrata, dotata di una cornice con colonne corinzie. Il nucleo principale è l’annunciazione dell’Angelo a Maria, sullo sfondo è possibile vedere la cacciata dall’Eden. Deposizione, eseguita per la cappella sepolcrale della famiglia Strozzi. Le figure sono divise in tre gruppi legate tra loro dalle diagonali corrispondenti al corpo e alle braccia di Cristo e alla Maddalena e al donatore inginocchiati. I volti sono particolarmente espressivi, la luce è chiara. Incoronazione della Vergine, in cui vi è una costruzione prospettica, un punto di vista dal basso, immersi in una luce trasparente.

Jacopo Della Quercia

Utilizzava materiali diversi da quelli canonici, come il legno e la terracotta.

Monumento Sepolcrale di Ilaria del Carretto, nella Cattedrale di San Martino a Lucca, di estrema semplicità. La giovane defunta è adagiata con le mani incrociate sul ventre, l’abito leggerissimo segue le forme del corpo. Ai suoi piedi è disteso un cane, simbolo di fedeltà coniugale. Il volto è così sereno da parere addormentato. Le fiancate del sarcofago sono decorate con putti che reggono un festone.

Portale maggiore per la Basilica bolognese di San Petronio, ornato da rilievi con profeti e storie dell’Antico Testamento e storie dell’infanzia di Cristo nell’architrave. Fonte Gaia nella Piazza del Campo a Siena, fu ricostruita perché malridotta. La forma è trapezoidale, la decorazione alterna rilievi e figure a tuttotondo. Al centro sta la Vergine circondata da due angeli e dalle personificazioni delle virtù teologali e cardinali, cui si aggiunge la Sapienza.

Leon Battista Alberti

Sistemò teoricamente le innovazioni di quel periodo. Palazzo Rucellai per Giovanni Rucellai, ripartito in tre piani. Facciata della Chiesa di Santa Maria Novella, rimasta interrotta e commissionatagli da Giovanni Rucellai. La parte bassa è composta al centro da un portale inquadrato da semicolonne. In alto vi è un frontone triangolare. Chiesa di Sant’Andrea, commissionatagli da Ludovico Gonzaga, signore di Mantova. L’intenzione era quella di creare uno spazio ampio, per questo utilizza una navata unica, coperta da una volta a botte, e affiancata da cappelle alternativamente grandi e piccole. Chiesa di San Francesco, commissionatagli da Pandolfo Malatesta, signore di Rimini. La morte di Malatesta costrinse a interrompere i lavori. Avvolse l’edificio precedente in un guscio marmoreo, la facciata era divisa in tre archi inquadrati da un ordine di semicolonne.

Luca Della Robbia

Utilizzò soprattutto la terracotta invetriata, in cui l’alternanza del bianco sull’azzurro rimanda a un ideale di purezza.

Paolo Uccello

Tre tavole rappresentanti la battaglia di San Romano, combattuta tra le truppe fiorentine e quelle alleate ai Visconti, disperse ora fra tre musei diversi. La battaglia viene privata di ogni contenuto drammatico e anche delle connotazioni realistiche. Tutte le figure e gli oggetti sono raffigurati secondo precisi criteri geometrici. Caccia notturna, le figure convergono tutte verso il cervo catturato. Le figure non interagiscono tra di loro e si propongono piuttosto come un campionario di pose.

Filippo Lippi

Madonna dell’Umiltà, in cui la Vergine col bambino è seduta su un prato circondata da tre santi e sei angeli senza ali. I corpi sono robusti ed espansi nello spazio, come se fossero intagliate a rilievo, con un’espressività che arriva quasi alla caricatura. Madonna di Tarquinia, che indica un’attenzione alla pittura fiamminga, sia per quanto riguarda la luce, sia per gli spazi sullo sfondo, per il cartellino in basso con la firma e il modo in cui gli oggetti vengono investiti da significato simbolico. Incoronazione della Vergine, per la Chiesa di Sant’Ambrogio, in cui vi è un fantasioso trono su più livelli, che impone un ordine alla composizione.

Domenico Veneziano

Tabernacolo dei Carnesecchi, i cui tratti principali sono la solidità dei corpi, l’imponenza spaziale del grande trono. Pala di Santa Lucia dei Magnoli, concepita secondo un punto di vista ribassato e secondo un complesso schema prospettico a tre punti di fuga. I Santi Battista e Francesco si affacciano su un limitare di un vano coperto da una volta a botte.

Andrea Del Castagno

Un carattere principale della sua pittura è la sperimentazione prospettica applicata a figure solide.

Ultima cena, nel Convento di Sant’Apollonia, in cui immagina un edificio coperto da un tetto a spioventi in cui è stata tolta la parete frontale. Nessun interesse è rivolto alla coralità dell’azione e all’espressione dei sentimenti.

Quattrocento: Resto dell’Italia

Padova, Mantova, Ferrara, Urbino e Roma sono i principali luoghi di elaborazione artistica, dopo Firenze. La diffusione avviene quando Donatello si reca a Padova.

Padova

Andrea Mantegna, capace di mescolare antico e innovazioni moderne.

Decorazione della Cappella Orvetari, con le Storie di San Giacomo e le ultime scene delle Storie di San Cristoforo. In San Giacomo in giudizio vi è un confronto tra il giudice romano, alzato su un trono, e il santo. Pala di San Zeno, in cui inventa una sorta di loggia aperta, vista dal basso, dove si trovano i santi insieme alla Vergine in trono. In basso episodi della passione, come l’Orazione nell’orto, in cui ogni figura assume un valore simbolico, per esempio l’albero spoglio in primo piano, che ha però i grappoli maturi.

Mantova

Andrea Mantegna, rimase a Mantova fino alla morte.

Decorazione della Cappella del Castello, tra cui la Casa degli sposi, una piccola sala collocata al piano nobile. Nelle lunette e nelle vele triangolari del soffitto dipinse emblemi di casa Gonzaga e soggetti mitologici. San Sebastiano, in cui notiamo tre piani diversi: quella dei due carnefici, quella del santo in primo piano e quella delle pareti rocciose sullo sfondo. L’attenzione si focalizza però sul corpo atletico di San Sebastiano, che rappresenta l’idea dell’eroe saldo fisicamente e moralmente. Trionfo di Cesare in Gallia, tele iniziate e mai finite, che mostravano ciascuna una porzione del corteo trionfale, chiuso dal Carro di Cesare. Vi è un’attenzione rivolta alla figura umana, colta nei suoi atteggiamenti più vari. Il Cristo morto, con un particolare scorcio prospettico. Il campo pittorico è letteralmente dominato dal corpo di Cristo, appena coperto da un lenzuolo e steso su di una lastra rosata. Sono tagliati in modo brutal.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/02 Storia dell'arte moderna

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher katia.damb di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'arte e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Salerno o del prof Pavone Mario Alberto.
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