Secondo periodo dal 1880-82 alla crisi di fine secolo
La maggioranza parlamentare era omogenea, priva di un programma ben identificato. Momento di caos finito negli anni '80. I giornali che erano all'opposizione in pochi casi esibivano un'opposizione sulle politiche: la maggior parte dei fogli si spendeva in un'opposizione molto generica, toni aggressivi generici, progetti molto generici.
Un esempio di opposizione generica venne pubblicata a Roma dall'editore da Angelo Sommaruga. Egli cercò di creare un impero editoriale, puntando sulla vivacità delle sue pubblicazioni. Nel 1881 pubblica un giornale letterario “Cronaca bizantina”, rivista dal punto di vista culturale, letterale. Collaborano i maggiori letterati del tempo come Capuana e Verga. Sulla scia del successo, egli lancia molti fogli tra cui “Le forche caudine” nel 1884: si esprime l'opposizione politica, spicca per la sua forma (estetisticamente molto curati), opposizione non sui programmi ma di tipo moralista, denotava di una superficialità ed usavano la diffamazione personale. Si diffondono a Roma e catturano l'attenzione della piccola borghesia, catturano lo scetticismo di alcuni gruppi sociali. Denunciavano un disimpegno catturato dagli intellettuali. Questo giornale vendeva 150 mila copie, cifra più alta registrata in Italia in quel periodo. Sollecitò altre iniziative simile in tutto il meridione. Il governo non amava questi giornali e riuscì a trovare un modo per incastrare Sommaruga: ci riuscirono e fu condannato a 6 anni di carcere che non fece perché scappò in Argentina.
Negli anni '80 la banca di Roma e di Napoli sostennero alcuni giornali e in quel periodo ci fu molta corruzione, specialmente tra l'esterno e la banca. I primi anni '90 scoppiò lo scandalo della banca romana: riguardava non direttamente i giornali ma banche che avevano un deficit enorme e loro stampavano monete (solo dopo questo è nata la banca d'Italia). Fu reso pubblico nel '93 e da questo rapporto le banche coinvolte avevano dato finanziamenti a decine di giornali in cambio di pubblicità: infatti questi sono gli anni della crisi morale.
Emergere di nuovi gruppi borghesi
Negli anni '80 emergono nuovi gruppi borghesi, moderni e maturi che sono protagonisti nel settore della carta stampata. Inizia ad affacciarsi un altro soggetto, l'industria che inizia ad allacciare rapporti con la stampa. Un esempio è la nascita di ‘Decimonono’, giornale nato su pressioni dai famigliari a Genova. Nasce come giornali di una famiglia a capo di un'industria siderurgica, piccola impresa. Questo giornale è interessato ad una politica protettiva perché era un'impresa piccola e doveva scontrarsi con le grandi aziende europee. Sono rivolti sia al governo sia al popolo.
Bologna
A Bologna c'erano i produttori di zucchero. Viene fondato nel 1885, “Il Resto di carlino”, spostandosi più a destra raccogliendo le opinioni della borghesia e attira con sé gli agricoltori bolognesi. Il direttore Zamorali era un avvocato. Riceve un aiuto generoso da parte dei ceti agrari. Su questo giornale troviamo le firme come quelle di Pascoli e D’Annunzio. Raggiunge una tiratura di 20 mila copie.
Milano
A Milano, nel 1876, nasce “Il Corriere della sera”, un organo politico rappresentante quelli di centrodestra perché erano più avanzati sotto il punto di vista economico, il suo pubblico è quello dell'alta borghesia. Nei primi anni fa 10.000 copie, riesce a vendere tanto perché molti giornali andarono in fallimento. Vi erano dei ceti che si stavano sviluppando, come l'industria tessile. Questi ceti manifatturieri vogliono prendere il corriere della sera come giornali di riferimento. Nel marzo '85 Crespi, cotoniere, viene in soccorso sostituendo il vecchio comitato finanziatore e gli promette di trasformare il giornale in una vera e propria macchina da soldi, una macchina editoriale produttiva. Il corriere della sera divenne più produttivo del cotonificio di Crespi. Spese di corrispondenza, telegrafo. Da 20 mila a 50.000 copie, fino ad arrivare alle 90 mila copie alla fine dell'800. Nel 1895 la sede si trasferì in un moderno stabilimento e ospitava oltre 120 dipendenti. Nel '84 si aggiunsero a Crespi, De Angeli e Pirelli: tutti e tre industriali.
A Milano nella metà degli anni '80 il Secolo è ancora il giornale più moderno grazie alla regolarità dei servizi quotidiani, alla vivacità della cronaca. Tutto ciò costava molto e continua ad essere finanziato dal suo editore di libri, nessun industriale. La pubblicità occupava tutta la quarta pagina e iniziò ad occupare anche altre pagine. Il direttore utilizza molti gli abbonati puntando sulle cucine economiche, consolato operaio, case degli operai. 100 mila copie e agli inizi del '900 vendeva 115 mila copie al giorno. Questo giornale arricchisce in modo culturale. Il secolo puntò sulle firme culturali dei rappresentanti della cultura di fine secolo che si occupavano di economia come Antonio De Viti. Il secolo fu una voce importante per l'opposizione politica, si batté per un progresso di statuti liberali e per il suffragio universale maschile. Il secolo era contro una politica coloniale per motivi di carattere etico perché era un giornale pacifista, per motivi economici perché riteneva che le colonie erano inutili per l'economia della nazione. Questo giornale subisce l'assalto del corriere della sera. Nel 1892 nasce il partito socialista e produce il primo organo moderno di un partito “L'avanti”. Quindi il secolo è soffocato da questi due giornali.
Il gazzettino di Venezia segna una grande novità: nell'1887 fu fondato da Telamini e si occupa non solo della città ma parte dei ceti rurali dell'entroterra veneto. Questo giornale sfonda nelle province, lo fa sulla base di un programma politico, non era un giornale laico, mostrava una forte sensibilità alla società, rinnovamento delle questioni politiche e soprattutto per le terre irredenti (Friuli e Trentino). Ha come principale obiettivo, anche diplomaticamente, riportare le terre irredenti sotto il regno d'Italia. Costava molto poco, 3 lire.
Roma
A Roma nascono due giornali fondamentali:
- Il Messaggero che nasce nell'78. Nasce come giornale democratico radicale e prende come modello il secolo. Viene fondato da Luigi Cesana (milanese di 27 anni) e Baldassar. Ha 4 pagine venduto a 5 centesimi. Nei primi due anni si afferma molto e raggiunge 35 mila copie, grazie all'attenzione della cronaca cittadina. Dal 1880 diventerà il secondo giornale più venduto dell'Italia centrale.
- La Tribuna nasce nell'83. Nasce come organo politico legato a 120 deputati che costituivano un gruppo a sinistra di Depretis, fu fondato da Zanardelli. Sopravvive poco come giornale politico e decidono di venderlo al principe Colonna di Farra. Egli trasforma la tribuna in un giornale di cronaca e non ha una connotazione politica. Viene diretto da Muzzatto e lanciò un supplemento per il quotidiano illustrato, chiamato la tribuna illustrata. La tribuna fu il giornale più venduto nel centro Italia. Questo giornale vive un momento di crisi nel '93 per le banche ma dal '94 al '96 il giornale pone le basi rafforzando delle strutture e riuscì ad arrivare a 160 mila copie: la tribuna sfrutta l'argomento delle imprese coloniali.
A favore di questo nuovo assetto, giocò un ruolo importante l'inizio delle imprese coloniali italiani: accendono un dibattito nel paese sulla politica coloniale, dibattito che coinvolge un grosso numero di cittadini nel paese. La stampa si sente pronta a valorizzare la curiosità dell'opinione pubblica. Le imprese coloniali sono fattore di ampliamento dei giornali. Inizia ad apparire gli inviati speciali per scrivere racconti in cui prevalevano le suggestioni di colori, i sentimenti personali, autobiografie, considerazioni sociologiche. Aura colonialista che fece la fortuna di molti giornali: Roma e Napoli furono più assidue le campagne coloniali. La buona parte dei ceti agrari o quelli che fabbricavano armi erano a favore delle colonie. Tra questi giornali, la tribuna si estinse negli anni '80 perché fece molti articoli sull'Africa Orientale. Nella tribuna non si distingue bene tra l'obiettivo politico delle colonie e usare le colonie per vendere.
Napoli
A Napoli la pressione per l'espansione coloniale era molto forte. Nell'82 era stata fondata a Napoli la società africana che rappresentava commercianti, imprenditori e volevano l'espansione per vendere. Negli anni '80 la classe politica meridionale ha abbandonato la nostalgia dei Borboni e ha riabbracciato le opportunità delle offerte dello stato liberale. Quindi sono diventati dei paladini del nuovo stato, sostenendo prima di tutto l'Italia. Il giornale che si fece portavoce di ciò fu il Mattino, fondato da Edoardo Scarfoglio e Matilde.
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