Storia del diritto romano
Lezione 1
Esame 9 cfu: termine lunedì 10/12
Esame: 13/12
Svolgimento della Costituzione romana. Diritto pubblico romano.
Manuale: Manuale di storia del diritto romano (Scherillo – Dell'Oro) anno: 2010.
La cittadinanza romana in età imperiale.
Esame scritto: 6 domande
Introduzione
Nel mondo antico in epoca romana, ma anche in epoca preromana, esistevano 2 forme principali di organizzazione politica:
- Stato a grande estensione territoriale, retto dalla monarchia assoluta: è stata una forma di governo pre-romana ad esempio degli antichi Egizi, Assiri, Babilonesi, Persiani e nella prima parte dell'età romana è stata la forma di governo anche della Grecia, nel periodo di Alessandro Magno. Con il 323 si considera terminata la storia greca e inizia l'età ellenistica, che è appunto il periodo di Alessandro Magno e dei suoi successori, dura fino al 146 a.C., anno in cui Roma conquista la Grecia. Con la presa di Corinto, la Grecia diventa provincia romana ed inizia l'età ellenistica-romana, che si fa terminare con la morte di Giustiniano nel 565, anzi per essere più precisi nel 529, anno in cui Giustiniano ordinò la chiusura dell'accademia di Atene. Anche i romani hanno conosciuto questa modalità di organizzazione politica, a partire dall'impero nel 27 a.C con Augusto e con Augusto Roma si trasforma in Stato a grande estensione territoriale, retta dalla monarchia assoluta. La forma di Stato è molto semplice: vi è un monarca che è esclusivo titolare della sovranità, sovranità nella somma dei poteri legislativo, esecutivo e giudiziario. Vi è sempre un monarca assoluto che accentra in sé tutti i poteri. Non esisteva una concettualizzazione di questi poteri (divisione dei poteri a partire dall'illuminismo).
- Città – Stato: lo Stato ha i suoi confini racchiusi entro quelli di una Città, lo Stato coincide con la Città. In alcuni casi è possibile che il territorio di una Città – Stato diventi molto ampio. Esistevano numerose città-stato anche in Grecia (700). In Italia, fino a che non è esistito l'impero romano, erano quasi tutte città-stato.
Esistevano diverse forme costituzionali:
- Monarchica: Roma nella sua prima fase è stata una monarchia.
- Aristocratica: Roma nella fase repubblicana con la cacciata dei Re.
- Democratica: forma che Roma non ha mai avuto. Tipica città democratica Atene.
Quando anche esiste la forma monarchica nelle Città-Stato non parliamo di monarchia assoluta perché il Re non è esclusivo detentore della sovranità, ma nelle città Stato normalmente, anche quando vi è un re, questo riceve la sovranità dalla comunità (differenza sostanziale con la monarchia assoluta dello stato a grande estensione territoriale).
C'è una differenza sociale tra Stato ad estensione territoriale e Città-Stato perché normalmente nello Stato a grande estensione territoriale retto dalla monarchia assoluta, gli abitanti dello Stato non hanno la libertà, ma l'uguaglianza: sono tutti uguali, ma tutti al contempo sudditi del monarca assoluto, viceversa nella Città – Stato esiste la libertà ma non l'uguaglianza, perché c'è la divisione in classi sociali: Roma divisione patrizi e plebei; Atene divisione meno visibile, ma esistente.
Esiste poi una situazione di alcuni popoli che si trovano in una fase della loro civiltà più arretrata, che non presenta nessuna di queste 2 forme di Stato, ma presentano dei tentativi di arrivare ad una di queste 2 forme di organizzazione, si parla di popoli che si trovano in fasi pre-cittadine o pre-monarchiche:
- Orda, se si trovano in uno stato estremamente arretrato;
- Tribù, forma arretrata ma più avanzata della precedente. A Roma, prima di diventare città-stato, gli abitanti erano organizzati in tribù. Le tribù sono delle organizzazioni rudimentali, con un diritto rudimentale e non sono ancora diventate città, stanno per trasformarsi in città. Organizzati in tribù erano anche gli ebrei. Anche i Galli erano organizzati in tribù, sono stati un grande popolo che hanno occupato per molto tempo non solo l'Italia centrale e settentrionale, ma anche l'Europa centrale. I Galli rientrano nel più grande popolo dei Celti e occupavano regioni vastissime dell'Europa, prima dell'occupazione romana.
La Città – Stato ha 3 elementi necessari:
- Magistrati: coloro che esercitano la sovranità per il popolo. Possono essere vitalizio temporanei; elettivi o non elettivi; può esserci il magistrato unico o i magistrati plurimi. Se è vitalizio, non elettivo e se è unico allora abbiamo il Re, siamo nella monarchia (non assoluta). Nella Città-Stato il Re riceve la sua sovranità dalla comunità.
- Consiglio degli Anziani: complesso delle persone che assistono i magistrati. In origine erano i capi dei gruppi politici minori di cui si componeva la città, possiamo dire i capi delle famiglie più importanti. A Roma il consiglio degli anziani si chiamava Senato.
- Assemblea o Assemblee: ci si organizza il popolo, si riuniscono i membri della comunità (cittadini). I cittadini sono coloro che godono di diritti civili, sono il gruppo titolare della sovranità. Il monarca o i magistrati ricevono la sovranità dal popolo. Non tutti i cittadini partecipano in misura eguale allo Stato: per esempio in un regime aristocratico come quello di Sparta, sono gli spartiati a partecipare.
Nella Roma originaria abbiamo il Re, il Senato, il popolo che si riuniva nei comizi e nei comizi non ci sono stati tutti gli abitanti di Roma, solo quelli che erano nella classe patrizia, quindi non c'è uguaglianza, ma libertà. Quando si supererà la distinzione tra patrizi e plebei, a quel punto tutti entrano nei comizi, però non sono tutti uguali nei comizi. A Roma il nome che indica l'assemblea è comizio. Ad Atene l'assemblea si chiamava ecclesìa, che vuol dire luogo dove sono chiamati a raccolta i cittadini. A Sparta si chiamava atella.
Lezione 2
Iniziamo a parlare delle forme costituzionali che si possono avere nelle Città-Stato. Abbiamo detto che si possono avere 3 forme costituzionali: monarchia, aristocrazia e democrazia.
È Erodoto che tratta per primo queste forme di governo. Erodoto tratta di un dibattito che sorse dopo la deposizione del Re persiano e si occupa di stabilire quale sia la forma di governo migliore. Ci sono 3 interlocutori che sono sostenitori delle 3 forme:
- Monarchia: governo di uno solo
- Oligarchia: governo dei pochi
- Democrazia: governo del popolo
Erodoto dà della democrazia una connotazione positiva, ma non tutti gli ateniesi erano d'accordo sul fatto che la democrazia fosse la miglior forma di governo, per esempio Platone dà della democrazia una connotazione negativa.
Aristotele vive nel IV secolo, allievo di Platone. Aristotele tenta a sua volta un'elaborazione dottrinale delle forme statuali, lui considera le 3 forme e per ciascuna delle 3 indica la degenerazione:
- Per la monarchia la degenerazione è la tirannide, cioè abbiamo sempre il governo di uno solo, ma al di là delle garanzie che sono offerte dalla dialettica dei 3 organi. Il tiranno è un monarca che ha il potere assoluto. La tirannide spinge nella direzione della monarchia assoluta.
- L'aristocrazia ha la sua degenerazione nell'oligarchia, cioè governo dei pochi e dei migliori.
- La democrazia ha la sua degenerazione nell'anarchia militare.
Demetrio del Faleo, allievo di Aristotele, prese il potere ad Atene nel 317, introducendo un regime oligarchico, in luogo della tradizionale aristocrazia. Lui dei vari regimi dice che:
- Nella monarchia, esistono tutti e 3 gli organi, ma il massimo potere c'è l'ha il Re.
- Nell'oligarchia invece di questi 3 organi il massimo potere c'è l'ha il Consiglio degli Anziani.
- Nella democrazia il massimo potere c'è l'ha l'Assemblea, il popolo.
Un carattere generale delle Città-Stato è che hanno tutti attraversato una fase monarchica. Qual'è il regime di Roma? Ce lo dice Polibio, che ha vissuto nel II secolo a.C., dove nel 146 succede la Presa di Corinto e la Grecia che viene presa da Roma. I romani prendevano i notabili della regione e li portavano a Roma, li coinvolgevano nella società nobiliare romana, e questo fu quello che capitò a Polibio. Polibio venne portato a Roma e incluso nel circolo degli Scipioni, che era un circolo culturale che aveva il suo più importante esponente in Scipione Emiliano.
Teodorico, re degli Ostrogoti in Italia, verso la fine dell'Impero di Occidente, mentre l'occidente stava cadendo nelle mani degli ostrogoti e dei longobardi, Teodorico fu portato a Costantinopoli e a Bisanzio e lì fu istruito secondo i criteri della società romana.
Polibio scrisse una storia del mondo antico e abbiamo la parte che riguarda Roma. Polibio ci dice qual è secondo lui il regime di Roma e dice che secondo lui il regime romano è misto, non è né monarchico, né oligarchico e né democratico, in quanto vi sono sia degli elementi monarchici, che sono i consoli, che sono dei magistrati molto importanti, perché hanno l'imperium, il quale è una somma di poteri civili e militari, cioè esercitano quello che noi chiamiamo potere esecutivo, hanno la competenza giurisdizionale e hanno poteri militari, cioè il potere di guidare l'esercito. Altri magistrati che hanno l'imperium sono i pretori e il dittatore, che è un magistrato nominato per un periodo di 6 mesi dai consoli, quando questi si dichiarano incapaci per qualche motivo.
Polibio esamina questa situazione e dice che a Roma abbiamo degli elementi monarchici che sono i magistrati che hanno l'imperium. Poi c'è l'elemento oligarchico, che è il Senato, i senatori durano a vita, sono il censo elevato. Vitalizi, ricchi, nominano i magistrati insieme all'Assemblea. Poi abbiamo l'elemento democratico che è l'Assemblea, la quale approva le leggi ed elegge il magistrato. Questa è l'opinione di Polibio, la quale non ha avuto seguito.
Roma attraversò 3 periodi e 3 forme costituzionali: nella prima fase della sua storia Roma fu una monarchia, nella quale abbiamo i Re; ad un certo punto Roma divenne una repubblica e la forma costituzionale di questa repubblica fu quella dell'oligarchia. E poi quando finisce la repubblica e inizia l'impero, con Augusto siamo nel 27, abbiamo il collasso della città-stato ed il passaggio allo Stato a grande estensione territoriale, retto dalla monarchia assoluta, cioè dall'imperatore.
Come nasce la Città-Stato? La Città-Stato si forma in una data convenzionale, che è il 21 Aprile del 753, però è una data convenzionale, non sappiamo quando si forma, sappiamo che ad un certo punto iniziano delle invasioni in Italia da parte di popoli chiamati indoeuropei, invasioni che iniziano intorno al 3000 a.C., ma continuato fino almeno al 1500 a.C. Prima di allora l'Italia era abitata da popoli che possiamo chiamare pre-indoeuropei, popoli che esistevano in Italia ed in Europa prima di queste invasioni. Popoli pre-indoeuropei sono i Sardi, Corsi, Liguri …
A partire dal 3000 arrivano i popoli indoeuropei, i quali non hanno una comune appartenenza etnica, ma hanno delle radici linguistiche comuni, sono dei popoli che dal 3000 iniziano ad emigrare e dal centro dell'Asia arrivano in Europa, ad esempio i Micenei, i Celti, che sciamano in tutta la regione nord-orientale dell'Europa, i Siculi, e poi tutti gli altri popoli italici, che sono i popoli che soprattutto a partire dal 1500 arrivano in Italia e tra questi ci sono i latini, i quali sono un popolo indoeuropeo che si va a stanziare nel Lazio, gli umbri nell'Umbria, i marsi in Abruzzo, i sabini in Sabina (regione che è nell'odierna provincia di Rieti), i sanniti in Campania, gli equi popolazione del centro Italia, i volsci tra Lazio e Campania, i lucani in Basilicata, i bruzi in Calabria, i veneti in Veneto. Questi sono i popoli indoeuropei che si stanziano in Italia. Tutti questi popoli erano organizzati in città-stato. Le città-stato diventeranno dei municipi all'interno dello stato romano e i municipi romani sono alla base dei nostri comuni.
Prima di Roma noi abbiamo un popolo importante che sono gli Etruschi, i quali hanno avuto un periodo di grande espansione, avevano il loro centro nella tuscia toscana, ma nel 7° secolo ebbero un periodo di grande espansione, estesero il loro dominio dapprima sulla pianura padana e poi si espandono verso sud, conquistano Roma, la quale era una piccola città-stato, e arrivano fino in Campania. In origine quando Roma nasce, prima della città-stato ci sono le tribù ed esistevano a Roma 3 tribù: i ramnes; i tities; i luceres. Queste 3 tribù si uniscono e formano una città-stato retta da un Re. Non per questo le tribù scomparvero, ma continuarono ad esistere, erano dei distretti amministrativi dell'antica Roma. Le 3 tribù si stanziano sul Tevere, nel luogo in cui il Tevere forma un'isola, che si chiama Isola Tiberina, perché era il punto in cui era più facile l'attraversamento da nord a sud, quindi probabilmente si vanno a stanziare lì perché in quel punto devono controllare che non arrivino nemici da nord. Per il resto si stanzia su una zona in cui si trovano 7 colli, perché il resto era acquitrinoso. Sembra che questo stanziamento verso nord, sia stata un'emanazione di un'altra città, che è Albalonga, una città che si trovava più a sud, dalla quale un'emigrazione porta verso un nord un gruppo di persone per fondare una città. Albalonga città-stato latina, fondata secondo la tradizione da Ascanio, che era il figlio di Enea. Roma fondata probabilmente come avamposto militare da Albalonga per proteggersi dalle invasioni degli Etruschi che provenivano da nord. Il primo Re di Roma fu Romolo, probabilmente un principe Albano, inviato da Albalonga per riunire queste tribù.
Certamente i romani sono un popolo di stirpe latina, ma è certo che Roma ricevette presto una contaminazione dal di fuori, che sono i Sabini, popolo confinante che sta poco più ad est del Lazio. Cosa ci simboleggia l'unità tra romani e sabini: il ratto delle Sabine. Evidentemente c'è stata una fusione tra romani e sabini, un mescolamento. C'è una cosa che non tutti sanno: Romolo non rimase solo per tutta la vita, ma ad un certo momento Romolo si trova un altro Re affianco a lui, ci furono 2 Re: Romolo e Tito Tazio, il quale era sabino. A Romolo succede Numa Pompilio, che era sabino, e questo dimostra che noi abbiamo un'alternanza tra romani e sabini.
Gli abitanti originari di Roma erano dunque raggruppati nelle 3 tribù e all'interno delle Tribù le persone erano organizzati in gentes, che erano delle comunità di individui che ritenevano di discendere da un preteso capostipite comune e portavano lo stesso nome, che era il gentilizio. Ogni gens aveva un capo, che si chiamava pater gentis, che poi scomparirà. La gens ha natura politica, l'appartenenza alla gens dà un appartenenza politica. Sotto la gens ci sono le famiglie, che sono dei raggruppamenti più piccoli, ma più estesi della famiglia nucleare attuale, dove vi era un capo chiamato pater familias. Le famiglie sono comunità necessarie, nel senso che gli individui ne fanno parte necessariamente, indipendentemente dalla propria volontà, e devono sottostare al loro pater familias, uno non può andarsene dalla famiglia. Uno ne fa parte o per vincoli di sangue, un quanto discende da quel pater, oppure perché sono per qualche ragione entrate nella famiglia (ad esempio per matrimonio). I membri della famiglia sottostanno al potere di uno solo, che è il pater familias. Noi abbiamo le famiglie, che sono raggruppati in gentes, le gentes che sono raggruppate in tribù e questo poi porterà ad un raggruppamento maggiore che è quello della città-stato.
Il regno
Abbiamo due fasi:
- Periodo della monarchia Romano-Sabina: 753 – 617: abbiamo la popolazione di Roma, nasce la città-stato e abbiamo i cittadini. Chi sono i cittadini? Solo alcuni erano cittadini. I cittadini erano i patrizi. I non cittadini, abitanti di Roma ma non cittadini, cioè non avevano diritti civili, non facevano parte dell'assemblea, non votavano, erano i plebei.
- I patrizi erano gli appartenenti alle gentes. L'appartenenza alle gentes era fondamentale, le famiglie fuori dalle gentes erano i plebei, i quali erano fuori dall'amministrazione della civitas, fuori dalla magistratura, dal Senato, dal controllo della giurisdizione. Il diritto privato era creato da un gruppo di persone, che erano i pontefici, i quali erano rigorosamente patrizi.
Perché c'è questa distinzione? Non si sa, non è nota. Ci sono però delle ipotesi: un'ipotesi dice che i plebei sarebbero gli indigeni e i patrizi gli albalongani che arrivano a colonizzare, un'altra dice che i patrizi sarebbero i latini e i plebei i sabini. I patrizi adoravano le divinità come Giove, i plebei adoravano delle divinità legate alla terra cioè Cerere, Libero... Era diverso anche il luogo dove vivevano: i plebei non stavano sugli alti colli, ma sull'Aventino. I plebei non erano nell'esercito, in quanto non avevano la possibilità di comprare l'armatura, l'esercito era generalmente composto da patrizi.
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