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Età dell'oro dell'economia/Trenta gloriosi

Con il termine “età dell'oro” o “Trenta gloriosi” si fa riferimento al periodo che va dalla fine degli anni ’40 al 1971-73 (la fine di questo periodo di sviluppo ininterrotto dell’Occidente capitalista coincide o con il 1971, ossia con la fine del sistema di Bretton Woods, o nel 1973, ossia con l’anno della guerra del Kippur/Quarta guerra arabo-israeliano, cui fece seguito la crisi petrolifera).

Crescita economica e indicatori

Questa fase di sviluppo pressoché ininterrotto dell’Occidente capitalista è testimoniata da alcuni dati:

  • Tra il 1950 e il 1973, il reddito a disposizione di ciascun cittadino dell’Europa occidentale crebbe mediamente del 4,1% all’anno. In nessun’altra epoca della storia europea si era ottenuto (e si otterrà) un risultato paragonabile. Nello stesso periodo, l’Italia crebbe ad un tasso medio del 5% annuo, inferiore allo straordinario risultato giapponese (8%), ma molto più alto del risultato degli Stati Uniti (2,4%). Questi dati assolutamente straordinari, tanto più se paragonati ai tristi risultati odierni, dimostrano che nell’età dell’oro è entrato in campo un recupero dell’economia occidentale e dell’Asia nei confronti degli Stati Uniti.
  • Questa stessa direzione è dimostrata da numerosi altri indicatori, uno di questi è il tasso di inflazione, cioè il ritmo al quale crescono i prezzi da un anno all’altro, e la moneta perde dunque potere d’acquisto. Nell’età dell’oro, l’inflazione (sempre nei paesi dell’Occidente capitalistico) è stata molto contenuta. Difatti, per l’insieme di questi paesi, si è aggirata intorno al 4% anno, nulla nei confronti del tasso di inflazione dei paesi negli anni 20, ma neanche molto più basso rispetto agli anni successivi (anni 70), dove, in Italia e in Inghilterra arrivavano al 20% annuo.
  • Uno dei segnali più evidenti della fine dell’età dell’oro nella seconda metà degli anni 70 è testimoniato dalla forte spinta che si verificò con il rialzo dei prezzi anche come conseguenza dello shock petrolifero, ossia del drastico e improvviso aumento dei prezzi del petrolio imposto dai paesi arabi produttori di petrolio come ritorsione all’appoggio dato dai paesi occidentali ad Israele.
  • Anche i dati sulla disoccupazione indicano anch’essi che questi trent’anni costituirono un periodo eccezionale per lo sviluppo dell’economia nei suoi vari aspetti. Il tasso di disoccupazione medio risulta intorno al 2%, e in Italia il 5,5% (media tra la piena occupazione del nord e i dati non così positivi del sud).
  • Tra i risultati positivi va menzionata la riduzione in Europa occidentale del grado di diseguaglianza nella distribuzione dei redditi per vari motivi: il primo è il miglioramento delle condizioni economiche e sociali di strati consistenti di popolazione ex-contadina che si trasferiva al nord per lavorare nelle industrie e migliorando così le proprie condizioni economiche; il secondo la diffusione delle politiche di Welfare di costruzione dello stato sociale che, grazie alla propria azione ridistributiva, riusciva a proteggere i più deboli e a far pagare tramite la leva fiscale della tassazione soprattutto ai più ricchi.

Relazioni internazionali e Bretton Woods

Nella spiegazione di questi vari fattori che concorrono a determinare l’età dell’oro, un ruolo importante è costituito dall’andamento delle relazioni internazionali che, imboccarono alla fine della Seconda guerra mondiale una strada diversa rispetto a quello che era avvenuto nel primo dopoguerra. Essenzialmente si tentò con un certo successo di evitare gli errori che erano stati compiuti alla fine della Prima guerra mondiale e che erano stati causa non ultima soltanto vent’anni dopo dalla fine del primo conflitto mondiale di un’altra guerra.

Alla fine della Prima guerra mondiale si cercò di punire la Germania, che aveva prevalso nel 1919 a Versailles e che aveva spinto gli statisti occidentali, soprattutto quelli francesi, ad adottare nei confronti della Germania una serie di misure, in primo luogo quelle relative al pagamento delle riparazioni, che aveva contribuito a creare quel clima di malcontento nella Repubblica di Weimar anche a seguito delle condizioni in cui si era trovata la Germania nel primo dopoguerra, e che era stata poi una delle cause principali dell’ascesa del nazismo in Germania con le sue conseguenze. Che le misure di Versailles fossero misure che da lì a poco erano destinate a rivelarsi dannose erano state previste dall’economista Keynes che presenta a Versailles come economista inglese e che scrisse l’opera “Le conseguenze economiche della pace”.

Lo stesso Keynes è a capo della delegazione inglese che si riunisce, insieme alle delegazioni di altri paesi alleati contro il nazifascismo, nel luglio del 1944 nella località del New Hampshire Bretton Woods. Questa conferenza aveva lo scopo di ridisegnare l’ordine economico e monetario internazionale del secondo dopoguerra, senza ovviamente ripetere gli errori di Versailles che, seguendo le indicazioni dello stesso Keynes, in molti vedevano come una delle cause principali dell’ascesa al potere del nazismo prima e dello scoppio della Seconda guerra mondiale dopo.

Le decisioni che furono prese a Bretton Woods videro dapprima il tentativo di Keynes di mantenere la sterlina, la moneta del proprio paese, sullo stesso piano del dollaro come moneta che godeva della convertibilità aurea e quindi al centro degli scambi economici internazionali. Nonostante questo iniziale obiettivo, la prima decisione presa a Bretton Woods fu che il solo dollaro godesse della convertibilità aurea, e che quindi doveva essere il dollaro la moneta di riferimento di tutti gli scambi monetari ed economici internazionali e rispetto alla quale, attraverso un sistema di scambi fissi, le altre monete ruotavano.

Al di là di questa sconfitta di Keynes, la conferenza di Bretton Woods raggiunse gli scopi che si era prefissato, ossia di garantire un equilibrio e una stabilità delle monete degli scambi economici universali, che durarono fino al 1971, quando gli Stati Uniti decisero di porre fine al sistema di Bretton Woods sotto la presidenza Nixon. Questo equilibrio e stabilità si ottennero attraverso un sistema di scambi fissi al cui centro vi era il dollaro, e poi grazie anche all’istituzione di due nuovi organismi internazionali: il fondo monetario internazionale e la banca mondiale.

Ruolo del Fondo monetario internazionale e della Banca mondiale

Il fondo monetario internazionale aveva il compito di assicurare la stabilità dei cambi delle diverse valute, stabilite attraverso il ruolo centrale del dollaro, usando risorse che i singoli paesi avrebbero messo a disposizione del fondo stesso. E poi avrebbe dovuto anche operare per favorire l’allargamento del commercio internazionale, cosa che avvenne dal 1947 attraverso il GATT (General Agreement on Trade and Tariffs), ossia una serie di conferenze che venivano convocate periodicamente per discutere i principali problemi del commercio internazionale. Con la fine della Guerra Fredda negli anni 90, il GATT è stata sostituita da una vera e propria organizzazione internazionale, ossia la WTO (Organizzazione del Commercio Mondiale).

La banca mondiale aveva il compito di favorire lo sviluppo delle aree più arretrate del mondo predisponendo le risorse finanziarie necessarie. Il suo operato nel corso degli anni, e soprattutto negli anni 90, è stato soggetto di molte critiche. In effetti la distanza tra i paesi più sviluppati e quelli meno sviluppati non sembra essersi accorciata nemmeno nell’età dell’oro.

In ogni caso però gli accordi di Bretton Woods hanno dato stabilità per 30 anni al sistema economico internazionale. Non è un caso che, secondo molti studiosi, il vero anno di fine dell’età dell’oro non sia il 1973, ossia l’anno dell’esplosione della guerra del Kippur che portarono le ritorsioni dei paesi arabi produttori di petrolio nei confronti dei paesi occidentali, ma il 1971. Il 15 agosto del 1971, il presidente americano Nixon prese una decisione che corrisponde... (testo interrotto).

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/04 Storia contemporanea

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