Lezione 16
Apologia della storia - Il mestiere di storico di Marc Bloch
La fine dello Stato di E.J. Hobsbawn
Perché Hobsbawn parla di un secolo breve per il 900 ('800 è definito invece “secolo lungo”)? Età plasmata dal capitalismo che finisce con il 1914. Hobsbawn è un ottocentista, il Novecento è per lui un argomento di riflessione. Riprende l'idea di Karl Polanyi che definisce l'Ottocento la ''pace dei cent'anni'', ovvero un lungo periodo di guerre ma che non hanno messo in crisi gli equilibri europei.
Il Congresso di Vienna fu fallimentare, nemmeno i sovrani assoluti restaurati credevano a un ritorno all'antico regime. Diversamente funzionò per il mantenimento dell'ordine tra le nazioni, in quanto il capitalismo stava consolidando rapporti commerciali importanti e gli stati cercavano quindi il primato attraverso il progresso economico e industriale.
In questi equilibri si inserisce l'abilità diplomatica di Bismarck, un uomo di antico regime, che conduce una politica di appesament e dispone che se uno stato vuole espandersi territorialmente lo faccia fuori dall'Europa colonialismo. Società che avevano varie sfaccettature, soprattutto etniche (come l'Impero Ottomano), elaborazione del nazionalismo moderno che vedrà la sua esplosione nella I Guerra Mondiale.
In molti stati il motore dello sviluppo capitalistico erano le minoranze (ebrei emancipati, protestanti, calvinisti, mercanti svizzeri, francesi). Si impone una cultura dell'intolleranza. Si pensa alla nazione come a una razza e non più come a una costruzione culturale. Hobsbawn vede la I Guerra Mondiale come la fine di un mondo con queste caratteristiche. Polanyi dice che molti stati dopo la I WW pensavano che il vecchio mondo con un mercato auto-regolato possa essere ancora possibile.
Per Polanyi la nuova epoca (anni '30) è caratterizzata da una ''situazione fascista'' non in senso di una situazione di governi autoritari e totalitari, bensì un periodo in cui il proletariato vede un miglioramento della propria condizione ed entra quindi in conflitto con il capitale. Altro conflitto era sempre tra il proletariato e la piccola borghesia, intimorita che questo potesse raggiungere il suo status era in pratica una situazione caratterizzata dal conflitto sociale.
Prima che si arrivi a un controllo dell'economia bisogna arrivare alla fine della I Guerra Mondiale e alla Rivoluzione in Europa, ancora di più dopo la II Guerra Mondiale: la cosiddetta Età dell'Oro che dura fino al 1973 quando si ritorna a un liberismo utopico. Nel Novecento si afferma nel capitalismo l'idea di investire nella finanza e non nell'economia reale. All'alba della I Guerra Mondiale si ha la speranza che la guerra e l'iniziativa popolare pongano fine a quel tipo di mondo.
Lezione 17
Il cambiamento decisivo: la I Guerra Mondiale
Hobsbwan definisce il periodo tra 1914 e 1945 ''periodo delle catastrofi''. Sempre Hobsbawn non dà alla I Guerra Mondiale un carattere ideologico come invece fecero molti altri storici moderni. Questo scontro di ideologie, che fu caratteristico della II Guerra Mondiale, nella Prima iniziò a emergere attorno al 1916. Alcuni storici precisano piuttosto che fu uno scontro tra nazionalismi molto diversi tra loro (alcuni di stampo liberale-imperialista altre di carattere quasi razziale). Quello che fu uno scontro di civiltà, uno scontro tra due blocchi:
- Quello prussiano tedesco - gli imperi centrali
- Formalmente liberale ma autoritario e iper-disciplinatore, con popolazioni ancora suddite all'autorità dell'imperatore
- Quello liberale composto da Francia e Gran Bretagna
Il movimento operaio è favorevole a una guerra perché si diffonde la concezione che il proprio paese sia o possa essere aggredito da un altro, questa presa di posizioni contraddice quella precedentemente assunta durante l'Internazionale. Si pensava che sarebbe stata una guerra breve e per ridefinire gli equilibri europei, si rivelò invece lunga e caratterizzata dall'annientamento del nemico.
Le capacità distruttive portate dalle rivoluzioni industriali erano immense e molti paesi si erano industrializzati per far fronte a una possibilità di scontro. Oltre al moderno apparato industriale per sostenere questo tipo di guerra bisognava possedere anche un'organizzazione interna che sopportasse una guerra di ''logoramento'' come viene definita (cosa che non ebbe la Russia e si credeva non avesse l'Impero Ottomano che però nella battaglia di Gallipoli, supportato da consiglieri di guerra tedeschi, costrinse i britannici a virare su altre strategie, come quella di fomentare l'indipendenza delle popolazioni non-turche, per vincere sul Sultanato).
Altra caratteristica fu che la diplomazia non soppesò a sufficienza la situazione che si stava creando e in definitiva non fece nulla per evitare la guerra.
Attentato di Sarajevo > Vienna invia un ultimatum alla Serbia imponendo il disarmo dell'esercito e di assumere una posizione di sottomissione; Belgrado, forte del rapporto che aveva con la Russia nell'ottica del panslavismo e accumunati dalla religione cristiano ortodossa rifiuta > dichiarazioni di guerra austriaca alla Serbia > dichiarazioni reciproca di guerra tra Russia e Vienna. L'impero tedesco sostiene l'Impero austro-ungarico > la Germania dichiara guerra alla Francia (sciovinismo).
Guglielmo II aveva inoltre assunto un'aggressiva politica coloniale, a differenza del predecessore Bismarck, allestendo una flotta imponente che andava a insediare la superiorità marittima della Gran Bretagna, la quale flotta però era impegnata a sorvegliare tutti i mari del pianeta (a esclusione del Pacifico) mentre quella tedesca era concentrata nei mari del nord.
La guerra sottomarina, figlia delle innovazioni tecnologiche delle rivoluzioni industriali, assumeva una posizione nello scontro navale, non direttamente però, ma come azione di sabotaggio del nemico attraverso il siluramento delle navi mercantili che rifornivano Francia e GB. La forza dell'Intesa fu il fatto di riuscire ad approvvigionarsi altrove (dagli Usa e dalle colonie) a differenza della Germania che era, di fatto, assediata.
Le zone industrializzate dell'Impero austro-ungarico erano solo l'area attorno a Vienna e la Boemia, una produzione non sufficiente a sostenere una guerra come lo fu la I WW. Ancora peggio stava messa la Russia per cui la guerra fu un disastro. Attrezzatissima era invece la Germania.
I britannici hanno una forza di mobilitazione enorme ma non un esercito forte. Non avevano una leva militare, l'esercito era composto da volontari, il cui reclutamento non fu un problema fino al 1916. Tornando allo sviluppo del conflitto > l'esercito tedesco aggira le fortificazioni francesi al confine passando per il Belgio neutrale. A est però erano schiacciati dall'esercito russo che tenta un'invasione della Prussia orientale doppio fronte.
Gli austroungarici invadono facilmente la Serbia e si espandono nei Balcani ma mal sopportano l'offensiva russa che viene placata solo dagli aiuti tedeschi. Si stabilizzano i fronti e la guerra cessa di essere una guerra di movimento diventando una guerra di logoramento, dove cadrà per primo chi esaurirà le risorse umane ed economiche crollando al proprio interno (Russia). Nelle trincee si utilizzava il telefono e c'era l'elettricità. Per scardinare le prime e seconde linee si fa un massiccio uso dell'artiglieria, sia giornalmente che prima di una grande offensiva le quali prevedevano l'individuazione di un punto debole dove sfondare per poi con una manovra a cuneo sbaragliare le linee e accerchiare il nemico. L'aereo nella I WW viene utilizzato quasi esclusivamente a scopo ricognitivo, in altri casi per individuare e sabotare le linee di rifornimento nemiche. Altri utilizzi sono il bombardamento (con bombe che fanno pochissime vittime) e la propaganda (volantinaggio sulle città nemiche incitando alla diserzione i soldati, sottolineando le condizioni che il ''loro'' governo aveva creato, spaventando).
Lezione 18
Necessità di apportare risorse e mezzi in un fronte che ormai è immobile, a eccezione di quello orientale. Qui l'esercito russo è continuamente soccombente e la loro linea continua ad arretrare anche a causa della difficoltà di approvvigionamento. I tedeschi conquistano la Polonia (serbatoio di manodopera a basso costo), entrano...
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