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Il boom degli anni '60

Contesto internazionale

1947: piano Marshall

1949: Patto Atlantico

La Guerra Fredda e le sue fasi

  • Fino al 1953, anno della morte di Stalin
  • Dal 1953 al 1965, fase di "disgelo" segnata da due crisi gravissime

1959/61: crisi di Berlino

1962: crisi dei missili di Cuba

Dal 1965 in poi si apre la fase della "convivenza pacifica"

1975: accordi di Helsinki; normatizzano lo status quo; si può dire conclusa la Guerra Fredda

Il miracolo italiano

Tra il 1958 e il 1963 → "miracolo italiano"

Sviluppo rapido con risultati eccezionali soprattutto nella produzione industriale, più che raddoppiata; l'Italia riduce il divario storico con i paesi più avanzati.

Settori industriali

  • Industria automobilistica
  • Industria meccanica
  • Industria chimica
  • Industria siderurgica

1963 → apice del BOOM:

  • Scende il tasso di disoccupazione al 2,5%
  • Il PIL aumenta
  • Aumenta il consumo degli elettrodomestici del 40%

Macrocause economiche interne

  • Vero flusso migratorio dal sud alle città industrializzate (1951/1961)
  • Spostamento della forza lavoro dal settore agricolo a quello industriale
  • Aumento delle esportazioni del 15%

Conseguenze

  • Il triangolo industriale Torino – Milano – Genova si espande
  • Inurbamento e aumento della popolazione urbana (Roma, Milano, Torino)
  • Basso impegno nell'agricoltura e abbandono di ettari coltivabili (la città è vista come luogo di nuove possibilità: garantisce redditi stabili e nuove comodità)
  • Cambiamento dei costumi: rimescolamento fra italiani e stili di vita.

Beni di consumo simbolo del cambiamento

L'automobile → FIAT Cinquecento

Conseguenza: aumento del traffico cittadino → costruzione di autostrade (privati): aumento il kilometraggio stradale per favorire il trasporto privato su gomma

1964: Autostrada del Sole; "Nord e Sud si danno la mano" (Milano – Napoli)

Squilibri storici

  • Aumento dei consumi privati e stasi dei consumi pubblici (asili, sanità, trasporti)
  • Stagnazione del settore agricolo
  • Divario fra Nord e Sud, dove questo è trainato dalle altre regioni del paese
  • I profitti aumentano più rapidamente dei salari
  • Aumenta il divario fra le imprese destinate all'esportazione rispetto a quelle che guardano all'economia interna
  • Aumento della speculazione privata soprattutto sull'espansione urbana.

Sviluppo e politica

Lo sviluppo è favorito e assecondato delle scelte dei governi centristi, attraverso una politica fondata su salari bassi e sulla stabilità del lavoro.

Il basso costo della manodopera (condizione primaria per lo sviluppo) unito ad una bassa conflittualità garantisce la "pace sociale", soprattutto sindacale.

Forze politiche che governano il BOOM

→ Italia del centrismo (Bella, Scielba, Segni, Amintore Fanfani)

1953: ritiro di De Gasperi e anno della legge elettorale detta "legge truffa" (premio di maggioranza)

La DC non si fonda su un'ideologia, ma su comuni interessi economici e finanziari.

L'interprete della DC è Fanfani: il suo obiettivo è l'intervento nell'economia pubblica attraverso il controllo degli apparati statali.

Ma la formula del centrismo si fa sempre più precaria: emerge la classe operaia come classe politicamente attiva che si affida ai sindacati socialisti.

Apertura a sinistra

1956: "apertura a sinistra": la DC si mette in contatto con i partiti minori

L'opposizione a questa apertura viene, sul piano internazionale, dagli Stati Uniti di Kennedy, dall'ambiente ecclesiastico e dai conservatori agrari (Padania)

Sbandamento a destra con Tambroni

1960: "sbandamento a destra" con Tambroni: si assicura l'appoggio degli ambienti industriali e chiude i ponti con la sinistra; si avvicina all'Msi.

I fatti di Genova del 30 giugno 1960: corteo indetto dalla Camera del Lavoro e appoggiato dalla sinistra per protestare contro la convocazione del sesto congresso del Msi. Seguono manifestazioni a Roma, a Catania, a Reggio Emilia

Tambroni accusa la sinistra di complotto: è abbandonato dal suo partito e dalle forze industriali. Il suo tentativo di destabilizzazione del paese, per suscitare la richiesta all'ordine, fallisce; si dimette.

Nuove aperture a sinistra

Aumenta il consenso a favore delle forze di sinistra, le uniche che percepiscono le nuove spinte provenienti dalla forze operaie → nuova apertura a sinistra verso il Partito Socialista

Elezioni del 28 aprile 1963: prima forza la DC alleata con il Psi

Esperimento politico

1963/1968: "esperimento politico" (governo Leone 62, 3 governi Moro fino al 68).

Lo stato è chiamato ad organizzare una riforma economica per definire uno sviluppo che non guardi solo agli interessi privati, ma al benessere dell'intera società.

La DC e il Psi sono in disaccordo:

  • Per i socialisti bisogna porre un limite all'industria privata, anzi sostituire l'industria privata con quella statale
  • I cattolici, invece, vogliono accrescere l'efficienza dello stato potenziando le industrie private già presenti

Governo delle occasioni mancate

La programmazione fallisce e il governo di centro sinistra continua la sua opera con altri programmi:

  • Scuola obbligatoria fino ai 14 anni
  • Razionalizzazione dell'energia elettrica
  • Formazione di un governo antimafia.

Questo governo è detto "governo delle occasioni mancate"

Ostacoli e crisi

A rendere più difficile il cammino del centro sinistra è la fase recessiva del 63/64 (crisi petrolifera), breve ma acuta, curata con progetti deflazionistici e restringendo il credito.

1964: Piano Solo: definibile come tentativo di golpe in cui si vuole assegnare il potere all'Arma dei Carabinieri, promosso dal comandante generale Giovanni de Lorenzo. Le indagini furono ostacolate dalla continue omissioni da parte del governo Moro.

Svolta e apertura a sinistra

Svolta moderata del governo Moro: rimanda continuamente la programmazione economica. Questo governo e l'apertura a sinistra si conclude con il dilagare della protesta giovanile del 68.

Evento: strage di Piazza Fontana 12 dicembre 1969.

Relazioni sindacali

Nella fase del centro sinistra i rapporti fra i sindacati e le classi operaie si modificano e si restringono. I sindacati stessi sono detti "cinghie di trasmissione" del Psi.

I fatti di Piazza Statuto

I fatti di Piazza Statuto dell'8 luglio 1962: manifestazione corale di 3 giorni che coinvolge gli operai metalmeccanici, e non solo, in protesta per il rinnovo contrattuale, che termina con lo scontro con le forze dell'ordine. Meridionali, ex braccianti in condizioni misere e di bassa integrazione, senza aspirazioni sociali, affianco all'operaio medio piemontese per formare un'unica massa operaia.

Il Pci e la Cgil sono preoccupati per l'immagine pubblica data dai manifestanti, "giovani scamiciati" e "agitatori di professione". Si comincia a percepire lo scarto fra i messaggi bombardanti del miracolo economico e la possibilità di realizzare tale benessere.

Conclusione

La politica non genera il mutamento, ma lo rincorre. L'ambito che più si trasforma è quello economico: nuovi stili di vita e di percezione del mondo vengono seguiti dall'italiano medio che entra nella società dei consumi. Adesso la maggior parte della popolazione italiana può vestirsi, avere una casa e mangiare in maniera adeguata.

Il consumismo diventa un valore che caratterizza l'individuo e la società; standardizzazione del gusto e solitudine di massa; ogni bisogno diventa fatto privato e la collettività svanisce. I consumi sono un veicolo di emancipazione che creano nuove forme di potere, come processi di emulazione e la socializzazione dei gusti.

Critica di Pasolini. "Nessun centrismo fascista ha fatto ciò che è riuscito a creare il centrismo dei consumi... si confonde lo sviluppo con il progresso: lo sviluppo vuole la creazione di beni superflui, il progresso vuole la creazione di beni necessari… niente è più feroce della banalissima televisione”

I luoghi del consumo

  • L'alimentazione (cibi pronti e veloci comprati al "supermarket")
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/04 Storia contemporanea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ER.REST di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Adorni Daniela.
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