Storia contemporanea
I ciclo - I semestre
Lezione introduttiva
Esame scritto (3 domande aperte) se covid = orale. Un seminario a scelta oltre alle ore di lezione riguardo temi proposti da noi (via mail). Ne organizzeranno 4. Ci saranno 4 lezioni + 1 di discussione ed esposizione. Per bonus 3 punti devi esporre il tuo seminario (anche lavoro di gruppo ma esposto da tutti i singoli).
“Chi controlla il passato controlla il futuro, chi controlla il presente controlla il passato” (George Orwell, «1984»)
Bisogna studiare il passato per cambiare il futuro. Farlo può essere liberante (si può sperare in un cambiamento vedendo i cambiamenti del passato) ma anche rischioso (es: in uno stato totalitario il passato è deformato e succube del presente). Gli storiografi devono partire da una domanda del presente ma rispettando il passato. Chi studia la comunicazione deve tener presente che il cambiamento è possibile e deve saper usare i suoi strumenti culturali per collegare il suo tempo al passato e al futuro. Non deve vivere solo nel presente.
Storia contemporanea: un ossimoro?
L’uomo ha iniziato a pensare che presente = moderno, passato = antico con l’avvento dell’umanesimo. Poi tra antico e moderno hanno collocato il Medioevo. Ma oggi non siamo moderni (400-500), quindi è stato coniato il termine “contemporaneo” (ing: late modern) = indagine sull’origine dei problemi che viviamo nel presente (quando nasce la politica/scienza/economia per come la conosciamo oggi?). La associamo al XX secolo (soprattutto dalla IIWW) e analizziamo il ruolo dell’Italia nel mondo:
- Evoluzione del sistema politico ed economico internazionale (regole, eventi, tendenze, strutture)
- Dinamica economica, sociale e politica dell’Italia contemporanea
- Influenze reciproche internazionale/interno
Italia nel mondo
Europa
Inizio 800 = guerre napoleoniche. Cresce il dominio europeo nel mondo. Dopo il 1815 = no guerre, stabilità, concetto di stato-nazione.
Egemonia europea nel mondo
- Germania
- Francia
- GB
- Impero Asburgico
- Impero Russo (concerto europeo)
In GB la rivoluzione industriale porta alla sua espansione come impero. Epoca degli imperialismi = imperi iniziano a scontrarsi. Inizia un bipolarismo (GB vs Germania, alleanze) e si teme per una futura guerra.
Italia
1861 = la guida dei Savoia porta all’unità d’Italia = crescita lenta e contraddittoria (non c’è ancora la rivoluzione industriale). Emigrazione = segno di arretratezza, ma anche di dinamicità (gente sveglia che va a fare successo altrove e manda i soldi in Italia quindi aiuta lo sviluppo italiano). Il Paese voleva affermarsi come potenza europea. Si forma su un sistema liberale (Statuto albertino modellato sul sistema francese liberale del passato). La vita politica è ancora elitaria (votano solo gli indipendenti che riescono a pagare le tasse). Successivamente lo Statuto viene modificato e si passa a un sistema parlamentare e poi democratico (=allargamento della partecipazione dei singoli nella vita pubblica): il re non è più tenuto a nominare un governo di suo gradimento, ma che ha la fiducia del parlamento —> Giolitti. Si arriva al suffragio universale maschile. Il partito liberale perde voti in favore di partiti nuovi favorevoli al cambiamento e al coinvolgimento delle classi sociali più basse (es: PS).
La grande guerra
1914 = assassinio di Francesco Ferdinando (erede al trono d’Austria) a Sarajevo = minaccia all’impero asburgico che decide di conseguenza di colpire la Serbia. Sa di avere un’alleanza con la Germania quindi non ha paura. Allora la Russia interviene accanto alla Serbia sperando di coinvolgere anche Francia e GB. La guerra prende dimensioni elevate perché non si tratta di una guerra di movimento (le difese sono diventate più forti degli attacchi), ma di trincea = fronte est e ovest. Necessità di rifornimenti (armi, munizioni), mobilitazione sociale (coinvolgimento di tutti i Paesi e di tutti i cittadini per produrre), competizione che cresce sempre più (si vuole indebolire il nemico più che rafforzare se stessi). L’Italia entra dopo un po’ perché non era vincolata dall’alleanza (solo difensiva). C’erano diversi neutralisti.
26/04/15 = Patto di Londra = entra per recuperare le terre irredente (Tunisi occupata dalla Francia), completare l’unità nazionale e diventare una potenza europea.
- Triplice Alleanza (Austria e Germania)
- Logoramento e perdite (anche per febbre spagnola)
- Ma anche crescita (produzione bellica)
- Vittoria mutilata
1917 = paesi stanchi della guerra
- Due rivoluzioni russe (febbraio e ottobre) e caduta dello zarismo
- Lenin applica la lotta di classe ipotizzata da Marx senza considerare come un governo proletario possa reggere
- Nasce il primo stato socialista ma rimane distaccato dagli altri Paesi = Russia abbandona la guerra
- Guerra sottomarina (dopo che i tedeschi affondano le navi inglesi)
- Gli USA (che non volevano immischiarsi negli affari europei) entrano per difendere la GB che è loro principale partner commerciale. Non sono alleati ma associati.
1918 = fine per esaurimento, non vince chi conquista ma chi si arrende per ultimo.
Fine WWII
Il primo dopoguerra
Stabilizzazione mancata
1919 = pace precaria, Trattati di Versailles. Woodrow Wilson (presidente USA 13-20) sostiene che in Europa debba esistere il pluralismo (diverse nazionalità) = fine degli imperi e autodeterminazione dei popoli. Bisogna costruire un’istituzione permanente che consenta la convivenza (Società delle Nazioni = senza stati sconfitti e stato comunista). Si diffonde il timore che il comunismo e la rivoluzione possa travolgere il paese. Lenin voleva una rivoluzione che non coinvolgesse solo la Russia ma che fosse mondiale = nasce un’internazionale che unisce tutti i rivoluzionari. Allora i Paesi per salvarsi seguono l’idea di Wilson.
Congresso di Parigi = ci si interroga su come ridimensionare la Germania sconfitta ma non in modo radicale, cosi da consentirgli comunque una ripresa. I tedeschi si sentivano umiliati. Dividere gli stati sulla base della nazionalità porta scontenti. Le idee di “autodeterminazione” e “società delle nazioni” non possono convivere dunque. Gli stessi USA lasciano la Società delle Nazioni quindi rimangono dentro solo Francia e GB.
- 19-22-33 = clima ostile
- 24-25 = ripresa dell’economia internazionale aperta (nata nell’800) = mercato libero
La situazione italiana
Tentativo di stabilizzazione. 19 = elezione vede una crescita dei voti per i partiti nuovi:
- 30% dei voti al PS (sempre più radicale) = si era mantenuto lontano dal conflitto (torna il dibattito neutralisti-interventisti)
- 20% al Partito Popolare Italiano = nato sull’onda del movimento cattolico (che ora votano)
I liberali temono di risultare in minoranza quindi si coalizzano con i popolari ma è instabile. Biennio rosso 19-20 = il Paese è instabile e agitato. Le masse coinvolte nella WWI ora vogliono qualcosa in cambio e non riescono a tornare alla normalità: proteste operaie e inflazione. Inoltre si parla di “vittoria mutilata” perché l’Italia non ottiene il dominio sui Paesi sperati prima della guerra. I governi faticano a tenere sotto controllo la situazione = reazione fascista.
Fascismo
“Controrivoluzione postuma e preventiva”. Benito Mussolini = direttore PS ma poi sostiene l’intervento in guerra e si allontana. 19 = fonda il movimento dei fasci di combattimento ma alle elezioni non ottiene voti. Iniziano a combattere l’antibellicismo dei socialisti e le proteste operaie in difesa della Nazione.
- 20-22 = acquista notorietà e vuole creare un’Italia forte e determinata. Giolitti vuole sfruttare i fascisti per sconfiggere i socialisti = li fa entrare in Parlamento (30/200 deputati).
1922 = Marcia su Roma dei quadrumviri = finge una rivoluzione per intimorire gli avversari e ottenere la guida momentanea del governo da parte del re.
- 22-27 = in realtà Mussolini vuole davvero governare, è abile nella gestione della crisi e rafforza la stretta autoritaria in Parlamento
- 24 = Giacomo Matteotti denuncia le violenze fasciste e viene assassinato. Le colpe ricadono sui fascisti = punto a sfavore del partito = Mussolini lascia che il re decida se deve dimettersi o no ma lui ha bisogno dei fascisti quindi non lo fa dimettere. Mussolini si prende le responsabilità e limita le libertà
Evoluzione totalitaria del fascismo: vuole avere il potere per cambiare la società (oltre che per mantenere l’ordine).
- Duce (guida le folle che considera pelandrone)
- 25 = Leggi Fascistissime che limitano la libertà
- Comunicazione di massa (es: EIAR ‘24)
- Patti Lateranensi 29 chiudono la questione romana = lo Stato riconosce la Chiesa (associazioni, sacramenti…) e in cambio ottiene voti
Primi anni 30 = anni del consenso, migliori del regime, stabilità. Mussolini continua a dire che l’Italia necessita un revisionismo degli assetti del 19 per correggere la vittoria mutilata ma non fa una guerra perché il paese non ha gli strumenti (fino a 35-36).
Resto del mondo
La politica aveva provato a stabilizzarsi con il progetto wilsoniano e c’è un momento di ripresa fino agli anni 20.
1929 = crisi, scoppio bolla speculativa di Wall Street e disoccupazione. Aumenta la produzione ma non corrisponde un aumento dell’offerta. Iniziano a vendere i titoli azionari per non andare in perdita. Le banche concedevano prestiti senza garanzie e le famiglie che vogliono ritirare i risparmi rimangono inculate. Fordismo = capitalismo di Henry Ford = pensa che dando ai dipendenti uno stipendio sufficiente, essi potranno partecipare al consumo e acquistare facendo circolare l’economia. La crisi ha effetti anche sull’Europa perché gli USA (i privati) avevano investito capitali nel paese. Grande depressione anni 30 = Perturbazione politica con questioni economiche alla base.
- Franklin Delano Roosevelt e i suoi consigli
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