Contenuti del corso:
- contestualizzazione disciplina
- concetto di istituzione ed alcuni esempi
- analisi delle politiche sociali
LEZIONI
Cos ‘è la sociologia economica? C’è una difficoltà generale per definire la
materia, in generale si dice: Studio scientifico della società, delle sue istituzioni
e dei rapporti sociali. Da questa definizioni sorgono altre domande, esempio
cosa significa studio scientifico, in che senso società? Ci sono tante cose che
possiamo definire società, ma in sociologia è definita come insieme degli
individui che si relazionano nella vita umana e condividono interessi, scopi e
principi comuni. Di società si occupano altre scienze sociali, e che cosa
Un approccio storico-teorico,
distingue la sociologia da queste discipline? che
ci permette di ricostruire la storia di questa disciplina e quanto la società
emerge come campo di analisi ma anche come luogo della spiegazione.
Due operazioni fondamentali in merito all’affermarsi della disciplina:
caduta delle spiegazioni presociali e meta-sociali dell’origine della società
1) :
presociale intendiamo prima della società, si dava un approccio teologico. La
sociologia si afferma come disciplina quando queste spiegazioni cadono e si
afferma che la società è qualcosa creato artificialmente dall’uomo, una
costruzione sociale dell’uomo, allora ha senso parlare di sociologia. Non si dà
più scontato che la società esiste a prescindere, processo di disincanto. L’uomo
interviene e crea la società. LAICIZZAZIONE
differenziazione sociologia dalle altre scienze:
2) quando si separa la società
dallo stato e dal mercato, diverse istituzioni comunque interconnesse alla
società. SEPARAZIONE
Questo doppio processo ( laicizzazione e separazione) è favorito dai grandi
cambiamenti delle società occidentali dal 18 secolo:
- rivoluzione scientifica: si diffonde l’idea che il metodo scientifico può
essere esteso anche allo studio dell’uomo e della società. La scienza diventa la
via maestra alla conoscenza del mondo. Introduce nuove prospettive di analisi.
Estensione del metodo scientifico all’uomo e alla società.
- Rivoluzione industriale: seconda metà 1700, si introducono le macchine
nel processo produttivo, viene modificato il sistema economico precedente.
Questo genera grandi cambiamenti sociali: spopolamento delle campagne, le
città ospitano le industrie e diventano sovraffollate, ciò porta a malattie e
scarsa igiene, si sviluppa la disoccupazione. L’avvento della società industriale
veniva interpretata come sostituzione di ciò che è naturale e organico con ciò
che è artificiale e meccanico.Riflettendo su trasformazioni economiche ci si
rende conto che esistono dipendenze con il sistema sociale.
ES. Smith è un economista ma anche un sociologo, perché legge queste
interdipendenze tra le due materie. La sociologia nasce anche in questo
contesto, per rispondere agli interrogativi che la più radicale rivoluzione sociale
ha portato con sé.
- Rivoluzione francese: 1789, tutto il movimento di masse che la rivoluzione
francese ha spostato è un fenomeno che va studiato. Il riconoscimento
dell’uguaglianza, dei diritti del cittadino e dell’uomo, danno la spinta alla nuova
esigenza di una vera e propria scienza della società, facendo cadere
progressivamente le istanze trascendenti.
Possiamo dire che la sociologia è quindi figlia del mutamento, la società va
studiata a se stante e ciò è possibile grazie ai grandi mutamenti, come i 3
momenti sopraillustrati. Dopo questi tre momenti chiave, e dopo che si
muoveranno diversi autori, la sociologia si diffonderà ben presto in tutti gli stati
occidentali.
Affinché la sociologia nasca veramente è necessario che si muovano alcuni
autori classici, padri fondatori della sociologia:
Comte(1798-1857)
- Durkheim
- (1858-1917)
Marx
- (1818-1883)
-Weber (1864-1920)
23/02 La sociologia diventa scienza solo nel momento in cui,sulla base di una
generale presa di coscienza della natura artificiale dell’ordine morale e politico
che regge le nostre società, si appresteranno gli strumenti concettuali e
metodologici necessario per lo studio di una realtà così sfuggente.
La sociologia si suddivide in tante branche di studio.
La sociologia economica è l’insieme degli studi che mettono in relazione
fenomeni economici con quelli sociali. Lo facciamo da una prospettiva
sociologica. I fenomeni economici vengono spiegati attraverso l’analisi di una o
più variabili, che non considerano solo l’economia ma considerano campi
sociali. Ad esempio Weber, studia il capitalismo, ma si sofferma sulle variabili
contestuali, spesso extra economiche, che vanno ad influenzare
significativamente il modello economico. Studia la connessione dell’etica
protestante e il capitalismo, e si rende conto che le regole imposte dal
protestantesimo incidono positivamente sullo sviluppo capitalista. Il contesto
è una variabile fondamentale. L’ambito sociale e l’ambito economico sono
interconnessi e non possono essere scissi, economia e società sono divenuti un
tutt’uno in seguito alle grandi trasformazioni (Polanyi). Non c’è un insieme di
oggetti che definiscono il campo di studio della sociologia economica.
Occorre chiarire 3 concetti fondamentali per la sociologia economica:
- concetto di mercato: considerato come una tra le altre istituzioni, non la
principale come nell’economia.
-istituzioni: complesso di norme sociali che orientano e regolano il
comportamento e si basano su sanzioni che tendono a garantirne il rispetto da
parte dei singoli soggetti. ES. compravendita di una casa, si firma un atto, che
implica una serie di regole, imposte dallo stato tramite leggi.
- organizzazioni: non tutte le organizzazioni sono istituzioni. Sono collettività
concrete che coordinano un insieme di risorse umane materiali per il
raggiungimento di un determinato fine. Gruppi sociali che nascono per
raggiungere determinati scopi.
Il paradigma classico e neoclassico economici considerano che l’individuo
massimizzare l’utile, razionalità assoluta,
intraprende azioni volte a con avendo
un quadro completo del contesto e delle risorse a disposizione, con
consapevolezza.
Secondo la concezione dell’uomo nel paradigma classico, messo di fronte un
fenomeno sociale l’economista lo spiega attraverso 4 passaggi:
1) imputando ai singoli soggetti un sistema di preferenze dotato di
caratteristiche molto restrittive.
2) imputando loro conoscenze certe circa le conseguenze di tutti i corsi di
azioni rilevanti;
3) modellando un contesto che consenta al singolo agente di basarsi sui
segnali che non dipendano dalle sue azioni.
4) ipotizzando che le azioni adottate dai singoli siano quelle che massimizzano
l’utilità.
La sociologia economica rifiuta questo paradigma.
Questo perché: chi intraprende un azione economica non può conoscere tutti
gli elementi che compongono il contesto d’azione, e non è detto che la
massimizzazione dell’utile sia lo scopo.
“homo oeconomicus”
Questa immagine dell’ è distante della realtà, ed è ciò
che la sociologia vuole negare tenendo conto di fattori come irrazionalità,
illogicità, scarsità di informazioni e contestualità.
DI COSA SI OCCUPA LA SOCIOLOGIA ECONOMICA?
Si distingue dall’economia non per l’oggetto di studio, bensì per l’approccio
teorico e il metodo utilizzato.
Economia formale (economizzare) attività che hanno a che fare con la
scelta individuale di impiego di risorse scarse, di uso alternativo, al fine di
ottenere il massimo dai propri mezzi. Individuo solo, razionalità assoluta.
IPOSOCIALIZZATO
economia sostanziale insieme attività svolte dai membri di una società per
produrre e scambiare beni e servizi. Individuo immerso in una collettività e ha
IPERSOCIALIZZATO.
bisogno degli altri per soddisfare i propri bisogni, La
sociologia economica si occupa di quest’ultima.
Tratti della sociologia economica:
- Azione economica come azione sociale: azione economica non è guidata
soltanto dalla massimizzazione dell’utilità e della scarsità;
-ruolo delle istituzioni sociali: non solo il mercato è rilevante, ma anche le altre,
stato e comunità;
- metodologia: la sociologia economica non prevede( a differenza
dell’economia), ma descrive e spiega i fenomeni sociali, orientamento +
empirico.
La sociologia economica non si sviluppa in modo omogeneo, sia in relazioni ai
temi micro-macro, che in relazione agli approcci teorici-metodologici( teorie
strutturaliste e dell’azione) teoria dell’azione: primato dell’individuo sulla
società, e dall’interazione con gli altri si crei la società, viceversa nella
prima.****
Tappe fondamentali nella storia della sociologia economica.
fino al 1870
1) scarsa differenziazione fra sociologia ed economia, principale
esponente Marx
1890-1920
2) prima differenziazione fra sociologia ed economia, la sociologia
si focalizza sul capitalismo, che non è influenzato soltanto da fattori economici
ma anche sociali, religiosi, culturali. Qui nasce la prospettiva di sociologia
economica.
1930-1980:
3) differenziazione più consistente tra le 2 discipline anche grazie
teoria
all’approccio funzionalista (Parsons), che sviluppa il modello AGIL. La
funzionalista vede la società come un organo vivente, e ogni organo ha una
funzione. Secondo il modello AGIL la società ha delle funzioni diverse (4):
funzione di adattamento:
1- svolta dal sottosistema economico che si
occupa di approvvigionarsi
funzione di raggiungimento dei fini:
2- ripartizione e impiego di risorse in modo
che tutti gli individui possano raggiungere i propri obiettivi ( sottosistema
politico)
funzione di integrazione:
3- coordinamento fra le strutture sociale attraverso
norme leggi sanzioni( sottosistema giuridico)
funzione di mantenimento di modelli latenti:
4- tutti i membri del sistema
sociale devono interiorizzare le norme, la cultura ecc. ( quindi lo devono fare le
famiglie, la scuola).
in questo modello l’economia non è il sistema , ma è contenuto all’interno di un
sistema sociale più grande.
4)1980-oggi rinascita della sociologia economica grazie alla nuova sociologia
political economy.
economica e la comparative
Lo status scientifico della disciplina:
la sociologia economica rifiuta l’approccio dell’economia di creare leggi
generali di connessione fra fenomeni ( se A allora B …), e non tende alla
generalizzazione. L’economia privilegia comportamenti deduttivi, con l’intento
di prevedere, mentre la sociologia economica tende a privilegiare
comportamenti induttivi, non ponendosi di prevedere, ma studiare e
comprendere il fenomeno.
In sociologia economica si formulano modelli, ricostruzioni ideali di situazioni
particolari definite da specifiche condizioni che ne limitano la validità nello
spazio e nel tempo. due modelli interpretativi:
Nelle scienze sociali si individuano
- individualismo metodologico: cerca di spiegare i fenomeni sociali
partendo dalle motivazioni dei singoli attori che agiscono.
- olismo metodologico: i fenomeni sociali non sono visti come la somma delle
azioni individuali, attenzione non sul singolo ma sul fenomeno nella sua
globalità.(gruppo, sistema, struttura…)
pluralismo interpretativo,
Questa linea di frattura alimenta il cioè la coesistenza
di diversi modelli interpretativi in concorrenza tra loro. Questo pluralismo ci
sarebbe comunque stato, perché deriva da diversi approcci che si rifanno
comunque all’individualismo. In entrambi i modelli ci sono doversi metodi e
approcci. L’obiettivo dello studio dei fenomeni sociali è quello di ricostruire
l’interazione tra condizioni esterne dell’azione e motivazioni . Ma tale obiettivo
è difficile da raggiungere e si presta a diverse soluzioni, perché:
- il ricercatore seleziona discrezionalmente condizioni e motivazioni che
influenzano l’azione. assumono uno spazio rilevante i
- Ampliandosi il margine di discrezionalità,
valori del ricercatore, che è egli stesso parte della società che studia, e ha a
sua volta le sue preferenze, i suoi criteri di orientamento che lo guideranno
anche nel lavoro scientifico.
La sociologia economica può essere utile per modificare l’andamento dei
fenomeni sociali e sono necessarie due condizioni:
libertà di ricerca e discussione
- società aperta e democratica
-
L’azione economica come azione sociale:
L’attore non è isolato ma è influenzato da soggetti con cui condivide la
quotidianità, quindi il suo comportamento fa riferimento anche al
comportamento altrui. (ad esempio la moda, condiziona il nostro agire, nella
collettività). L’azione economica quindi, come quasi tutte le altre azioni che
facciamo, è legata all’azione sociale, è un sottogruppo.
Weber, individua in ciascuno di noi un modo di agire influenzato dagli altri e
attribuisce un senso soggettivo all’agire. Quattro tipi di agire:
razionale rispetto allo scopo
1) che si ha
razionale rispetto al valore
2) ( valori morali, etici di ognuno di noi): si agisce
seguendo le proprie convinzioni indipendentemente delle conseguenze che
potrebbe avere.
3) Affettivo: segue l’istinto, l’impulso e le passioni.
4) tradizionale: conforme alle consuetudini e ai costumi consolidati.
Questi tipi di agire fanno pensare che il concetto di razionalità è ben più
articolato di quello che l’economia propone.
Secondo Simon,(premio Nobel per l’economia), che parla di razionalità
cognitive limitate,
limitata: ogni individuo ha capacità quindi ogni volta che si
compie un azione non sempre si agisce secondo la massimizzazione di utilità,
ma secondo le informazioni che si hanno a disposizione si cerca l’azione più
soddisfacente. L’azione economica è quindi un azione sociale, perché si
agisce in un contesto condizionato da altri individui, perché si ha una
razionalità limitata, e il profitto non è sempre il fine ultimo del nostro agire ( es
economia domestica). Quindi il comportamento economico di un soggetto è
condizionato da altri aspetti (politici, istituzionali, culturali).
Per Durkheim, l’economia commette l’errore di considerare la società come il
prodotto dell’interazione tra gli individui, a prescindere dal contesto sociale in
cui l’azione avviene.
Critica l’homo oeconomicus ( che nella realtà non esiste) perché è un soggetto
che vive in una bolla completamente estranea da contesti sociali ma guidato
solo da considerazioni individualistiche, legate al proprio interesse.
Embeddednes (Granovetter, 1985) radicamento del comportamento
economico in reti di relazioni interpersonali. L’azione economica è radicata, va
contestualizzata nel contesto sociale in cui si agisce. Critica il concetto di homo
oeconomicus, un soggetto non può decidere sempre autonomamente, perché
si vive in contesti sociali dove azioni e pensieri degli altri contano.
L’azione economica è radicata nelle relazioni interpersonali: ogni volta che
devo fare un azione economica, questa è condizionata dal contesto sociale in
cui si è inseriti. ( es. se vendo la macchina a un parente, non è uguale se la
vendessi al mercato, applico degli sconti che non farei ecc.)
Tale concetto rimanda al concetto di capitale sociale, inteso come bagaglio di
relazioni e di valori a disposizione di ognuno di noi. È una risorsa molto
importante. Può essere inteso come:
una proprietà della collettività
- (Putnam)
una risorsa dell’individuo
- ( Coleman) : Questa definizione ci permette di
stabilire un legame tra capitale sociale a embeddednes: quest’ultimo è il
radicamento nel tessuto sociale, il capitale sociale è la rete di relazioni. Tanto
più è grande questa rete tanto più si è radicati nel tessuto sociale.
Zukin e DiMaggio considerano restrittiva la definizione di Granovetter e
individuano 4 tipi di radicamento:
- cognitivo: riferimento all’assunzione delle decisioni e i limiti che incontriamo
nei processi decisionali
culturale:
- l’insieme di valori nostri definisce attorno a noi un riferimento, che
delimita il nostro interesse individuale, ricercato all’interno della nostra cornice.
La cultura condiziona le nostre strategie d’azione.
strutturale:
- riferimento alle reti di relazioni a cui ciascuno di noi è inserito
politico:
- condizionamenti posti alla nostra azione dall’azione politica( leggi
dello stato, ecc)
Il concetto di embestocazzo consente di definire in modo più preciso il
rapporto tra economia e società, e offre le basi per una critica al paradigma di
mercato, fondato sull’asocialità. L’analisi di un fenomeno economico non può
prescindere dal fenomeno sociale in cui esso avviene.
Lo scambio, ad esempio, necessita di regole sociali e di condizioni che lo
rendono possibile, non solo prodotte dal mercato stesso. Questo è il
radicamento sociale dei rapporti di mercato.
Il mercato:
In sociologia economica parlare di mercato significa far riferimento ad aspetti
di natura sociale.
Polanyi considera l’economia di mercato come un fenomeno contingente,
l’economia esiste da prima e lo
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