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Sociologia

La sociologia è lo studio scientifico della vita umana, dei gruppi sociali, di intere società e del mondo umano in quanto tale. Un’altra definizione, più restrittiva, definisce la sociologia come lo studio scientifico della società. Per società si intende un gruppo di persone che vivono in un determinato territorio condividendo caratteristiche culturali comuni quali la lingua, i valori e le norme fondamentali di comportamento; ma comprende anche tutta una serie di istituzioni, ad esempio il governo, il sistema educativo, la famiglia e le relazioni relativamente stabili tra esse. Si è iniziato a parlare di sociologia quando i rapporti sociali sono diventati un numero considerevole e tali da rendere possibile l’osservazione dei caratteri tipici, la descrizione e l’analisi delle loro regolarità ed uniformità. La sociologia inizia ad affermarsi a metà del XIX secolo.

Fenomeni che hanno contribuito alla nascita della sociologia

  • Sviluppo della scienza
  • Rivoluzione industriale
  • Rivoluzione francese

In sociologia, per concettualizzazione, si intende che tutta la vita sociale viene ricondotta entro schemi tipici. Ciò significa che l’uomo ha bisogno di costruire dei tipi ideali grazie ai quali analizzare, interpretare e dare significato alla realtà fattuale, ben sapendo che essa non potrà essere racchiusa e schematizzata entro schemi tipici, perché è un fenomeno in continua evoluzione. Tuttavia, non c’è scienza che riesca a rappresentare la realtà senza semplificarla. Quindi, le schematizzazioni, di cui si serve la sociologia per rappresentare la realtà sociale, possono essere classificate in due ordini principali di concetti:

  • Da una parte vi sono i concetti relativi alla persona sociale, allo status, alla stratificazione sociale, alle classi, ai gruppi e alle società.
  • L’altra categoria concettuale è legata ai modelli di comportamento, ai ruoli, alle istituzioni e alla cultura.

Le difficoltà che incontra lo studioso dei fenomeni sociali sono:

  • Complessità dell’oggetto di studio
  • Molteplicità dei fattori di interdipendenza
  • Complessità della ricerca sociologica
  • Il mutamento sociale

Differenziazioni sociali

Concetto di gruppo sociale

Si definisce “gruppo” un insieme di persone che interagiscono le une con le altre. I gruppi sono una parte vitale della struttura sociale, poiché gli esseri umani sono portati a cooperare, competere, analizzare, produrre idee, progettare e decidere in gruppo. I gruppi hanno diverse caratteristiche:

  • I membri del gruppo interagiscono e si influenzano a vicenda (rapporto reciproco).
  • Ogni membro deve rispettare le c.d. norme di comportamento, che caratterizzano un determinato gruppo (modelli di comportamento).
  • Ogni membro in un gruppo gioca dei ruoli (stratificazione).
  • Tutti i membri sono interdipendenti, cioè hanno bisogno l’uno dell’altro per arrivare agli scopi che il gruppo si è prefissato.
  • I gruppi devono rappresentare un’unità sociale identificabile, sia dall’interno che dall’esterno (identificazione).
  • Un gruppo deve avere una certa continuità.

Le forme di ingresso nel gruppo possono essere diverse (per esempio nascita, casualmente, consapevolmente, per cooptazione ecc.). Esistono diverse posizioni del singolo rispetto al gruppo di riferimento:

  • Posizioni esterne del singolo
    • Posizione di indifferenza nei confronti del gruppo
    • Posizione di interesse, ma mantenendo intatta la propria identità (straniero)
    • Posizione di interesse, senza però porre nessun freno (estraneo)
  • Posizioni interne del singolo
    • Posizione di emarginazione (emarginato)
    • Posizione intermedia, ovvero interna e partecipe
    • Posizione di leadership

Alla base della formazione del gruppo ci sono 5 fattori determinanti, che sono:

  • Una comune origine degli individui (es. rapporti di sangue)
  • Una comune convivenza (carattere territoriale)
  • Una comune caratteristica biologica (sesso, età, razza)
  • Comuni interessi
  • Comuni sentimenti e idee

All’interno della società possiamo distinguere:

  • Gruppi familiari
  • Gruppi dell’istruzione
  • Gruppi economici
  • Gruppi politici
  • Gruppi religiosi
  • Gruppi del tempo libero e dello svago

In base al tipo di relazione il gruppo può essere (distinzione fondamentale):

  • Gruppo primario: è composto da almeno 3 persone che interagiscono per un periodo di tempo relativamente lungo, sulla base di rapporti intimi;
  • Gruppo secondario: è composto da un gruppo di persone che interagiscono su basi temporanee, anonime e impersonali.

Grandi differenziazioni sociali

Le grandi differenziazioni sociali comprendono un numeroso insieme di individui, che è caratterizzato da 3 elementi:

  • Un loro particolare modo di essere
  • Una collocazione nello spazio fisico
  • Una loro peculiare creazione dello spazio sociale

Le grandi differenziazioni sociali sono: la categoria, l’aggregato, la casta, il ceto e la classe.

La categoria sociale

La “categoria sociale” può essere definita come una molteplicità di persone che vengono individuate ed analizzate come unità sociale per il fatto di possedere uno o più caratteri comuni. Non importa che i soggetti in questione intrattengano rapporti tra loro, importa invece che la caratteristica che li accomuna sia interessante dal punto di vista sociologico. Per l’indagine sociologica la categoria sociale (forse) più importante è quella di “massa”. Con questo termine si intende un insieme di individui che hanno come caratteristica comune un comportamento uniforme relativamente a determinati stimoli. La definizione di “massa” non va confusa con il concetto di “folla”.

La “folla” è un insieme di individui le cui personalità sono e restano diverse; si caratterizza per la vicinanza fisica, ma mancano i rapporti di interazione e manca un qualunque rapporto gerarchico.

L'aggregato sociale

L’”aggregato sociale” è definito come un insieme di individui caratterizzato dalla pura prossimità fisica e non organizzato secondo strutture e funzioni.

  • Le persone che compongono l’aggregato restano estranee le une alle altre;
  • Le relazioni sociali all’interno dell’aggregato sono, pertanto, molto limitate e per lo più di carattere provvisorio, poiché gli individui possono entrare e uscire senza che ciò modifichi sostanzialmente il loro stile di vita e la loro posizione sociale;
  • L’aggregato si distingue dal gruppo per la sua casualità, per la mancanza di struttura e soprattutto per la differenza qualitativa delle relazioni interpersonali che il gruppo rende possibili;
  • Però all’interno dell’aggregato possono svilupparsi dei gruppi e in molti casi l’aggregato stesso si evolve in gruppo (es. aggregato di studenti).

Le caste

Le “caste” hanno come criterio di differenziazione la nascita ed è l’organizzazione sociale più chiusa nei confronti del mondo esterno.

Il ceto

Il “ceto” indica il rango dell’individuo e dello strato al quale appartiene, evidenziando il suo stile di vita che unisce tutti gli appartenenti allo stesso strato.

La classe

Il concetto di “classe sociale” nella sociologia è di difficile definizione. Abitualmente un gruppo di persone che si trova in una posizione simile nell’ambito della struttura governata dalle relazioni economiche e politiche di una società, viene a formare una classe sociale. Per Auguste Comte “classe” intendiamo un insieme di individui che si trovano nelle stesse condizioni sociali.

Auguste Comte

Auguste Comte (Montpellier, 19 gennaio 1798 – Parigi, 5 settembre 1857) è stato un filosofo e sociologo francese, considerato il padre del positivismo.

Positivismo

Il positivismo è un movimento filosofico e culturale, nato in Francia nella prima metà dell’800 e ispirato ad alcune idee guida fondamentali riferite in genere all’esaltazione del progresso scientifico. Questa corrente di pensiero, trainata dalle rivoluzioni industriali e dalla letteratura ad esso collegata, si diffonde nella seconda metà del secolo a livello europeo e mondiale. Il termine “positivo”, da cui deriva positivismo, designa tutto ciò che è concreto, reale, sperimentale, in contrapposizione a ciò che è astratto e metafisico, ma anche ciò che è utile al miglioramento materiale dell’uomo, in contrapposizione a ciò che appare inutile, infecondo, ozioso (nega la conoscenza di cose non osservabili).

Con il positivismo si tratta allora di fondare una nuova scienza sulle basi delle leggi concrete della natura e non fondata su sterili teorie metafisiche.

Caratteristiche del positivismo

  • Trasferimento del metodo scientifico alle scienze sociali (si crea una scienza sociale positiva: applicare le leggi per avere un miglioramento)
  • Organicismo: la società viene vista a somiglianza di un organismo biologico; in questo modo avremo una condizione naturale della società di collaborazione tra i suoi organi, ovvero una situazione di armonia sociale. Se vi sono conflitti, questi sono patologie sociali (la politica è necessaria per regolamentare questi conflitti).

L’obiettivo è evitare i conflitti e l’eliminazione delle patologie avverrà con l’uso delle leggi che il sociologo/scienziato adotterà per un miglioramento della società.

Cenno biografico

Auguste Comte nel 1817 diventa segretario e amico del conte liberale Saint Simon. Rapporto che durò fino al 1824, quando finì amaramente. Sebbene Comte dichiarò di non aver subito nessuna influenza da Saint Simon, proprio come lui, pensa che “tutte le scienze devono avere alla loro base dei principi comuni”. Giunge, nel 1824, alla conclusione della sua legge più importante: la legge dei 3 stadi.

  • Il primo stadio è quello teologico, ovvero lo stadio in cui l’uomo spiega l’ignota origine dei fenomeni attribuendone le cause a forze divine superiori (esperienza limitata: periodo dell’infanzia dell’umanità).
  • Il secondo stadio è quello metafisico, ovvero lo stadio in cui l’uomo rifiuta la spiegazione divina e cerca nell’essenza astratta dei fenomeni la spiegazione a tutto (astrazioni personificate: adolescenza dell’umanità).
  • Il terzo stadio è quello positivo, ovvero lo stadio che si trova a vivere l’uomo moderno, il quale spiega i fenomeni studiandone le leggi empiriche.

Le tre categorie sono, secondo Comte, applicabili allo sviluppo delle singole branche scientifiche, alle diverse fasi storiche dell’umanità e persino alla vita dei singoli (riguarda ogni branca della conoscenza).

Ai 3 stadi della conoscenza si accompagnano diverse immagini di potere della società:

  • Nel 1° stadio, età (dell’immaginazione) in cui gli uomini sono sottoposti a regimi come il Papato, che detiene il potere spirituale, e la casta militare, che detiene il potere temporale.
  • Nello stadio metafisico il potere è nelle mani dei giuristi, declamatori ecc. (si afferma una mediocrazia).
  • Nel 3° stadio, con l’affermazione dell’industria, il potere arriva nelle mani degli scienziati.

Critica allo stadio metafisico

Comte è critico nei confronti del 2° stadio, perché la concezione metafisica è tipica dell’illuminismo. Secondo Comte, l’illuminismo è portatore di due caratteri, i più negativi per il progresso e l’ordine:

  • Lotta contro la tradizione e l’ordine costituito
  • Individualismo

Infatti, l’illuminismo aveva rivalutato la soggettiva verità; secondo Comte, ciò porterebbe nel caos, perché l’ordine deve essere imposto dall’esterno con le leggi universali (dalla società). Questa è la radice del pensiero di Durkheim (fatti sociali): “è la società che dà senso alla vita dei singoli individui”. La legge dei 3 stadi prevede la realizzazione dell’instaurarsi di una società pienamente funzionante (in armonia sociale). Secondo Comte, infatti, la legge dei 3 stadi è osservabile, perché altre discipline hanno già raggiunto lo stadio positivo. Ogni scienza per poter esser ritenuta tale deve giungere allo stadio positivo. Tale meta viene raggiunta seguendo un criterio preciso: “il principio della complessità crescente e della semplicità decrescente” (più è complessa la disciplina, più tardi si raggiungerà lo stadio positivo).

In base al criterio di semplicità/generalità la classificazione è la seguente:

  • Matematica
  • Astronomia
  • Fisica
  • Chimica
  • Biologia
  • Sociologia

Comte divide la sociologia in:

  • Statica sociale: si occupa di studiare le istituzioni sociali per ciò che sono in un determinato momento storico, al fine di trovare le connessioni che rendono possibile l’equilibrio sociale. In altri termini, concentra la propria attenzione su quegli aspetti della società che sono immutabili nei loro tratti essenziali, anche di fronte a mutamenti storici (es. la famiglia).
  • Dinamica sociale: si occupa di definire le leggi del progresso sociale, ovvero i modi in cui le società si evolvono e i motivi di tale evoluzione. In altri termini, studia le società nei suoi mutamenti (es. la legge dei 3 stadi).

Tema della religione

Nell’ultimo periodo della sua vita, Comte credette di poter diffondere ed affermare una vera e propria religione positivista, la quale avrebbe il compito di tenere uniti gli individui all’interno della società. Infatti, assoggettandosi alle sole leggi tecnico-scientifiche non avrebbe permesso all’umanità di sentire il positivismo come legge morale e vincolante, la passione per la scienza avrebbe dovuto penetrare gli uomini seguendo la strada dell’emotività. Comte fonda così la c.d. religione dell’umanità.

Nota: il motto di Comte “ordine e progresso” figura sulla bandiera del Brasile “Ordem e progresso”. Se da un lato Comte sente la necessità di ristabilire l’ordine, dall’altro è convinto che l’ordine non si contrappone al progresso, anzi, lo deve rendere possibile. La sua opera cerca di mettere insieme i due momenti: ristabilire l’ordine sociale e progresso della scienza.

Cultura

Concetto di cultura

È difficile trovare una definizione univoca del concetto di cultura. Tuttavia, possiamo distinguere due diverse concezioni di cultura:

  • Umanistica - spirituale
  • Antropologica

La sociologia, nello studio della cultura, è influenzata dagli studi dell’antropologia culturale. Per la concezione antropologica, la cultura è un insieme di valori, codici di comportamento condivisi tra persone che hanno in comune uno specifico stile di vita. In altri termini, la cultura è quell’elemento che struttura la vita umana (organizza la vita umana).

Nel 1871 Edward Tylor pubblicò il saggio “Primitive Culture” in cui in apertura presentava la prima e più importante definizione sistematica del concetto di cultura: “la cultura è quell’insieme complesso che include la conoscenza, le credenze, l’arte, la morale, il diritto, il costume e qualsiasi altra capacità ed abitudine acquisita dall’uomo come membro di una società” (Tylor, 1871).

Secondo Tylor, quindi, le componenti essenziali del concetto di cultura sono tre:

  • Quello che gli individui pensano: rientrano la religione, la morale e le norme
  • Quello che gli individui fanno: riferimento ai costumi e abitudini
  • Gli oggetti che producono: riferimento alle op. d’arte, ma anche a tutti gli oggetti di uso quotidiano

I caratteri principali della cultura sono principalmente tre:

  • La cultura è appresa e non è riducibile alla dimensione biologica dell’uomo (ad esempio il colore della pelle non è un tratto culturale, bensì caratteristica genetica)
  • La cultura rappresenta la totalità dell’ambiente sociale e fisico che è opera dell’uomo (esempio, istituzioni come la famiglia, organizzazione politica ecc.)
  • La cultura è condivisa all’interno di un gruppo o di una società

Per la concezione umanistica la definizione di cultura è restrittiva (ovvero solo alcune opere apparterrebbero al concetto di cultura). Al contrario, nella concezione antropologica, il concetto di cultura è ampio. Infatti, l’antropologia parte da un presupposto fondamentale: non vuole escludere nulla di ciò che fosse specifico di una determinata società. Il contributo fondamentale dell’antropologia è mostrare che anche le popolazioni primitive sono dotate di cultura.

All’inizio del ‘900, sulla base della concezione antropologica, si sviluppò il c.d. relativismo culturale. Gli assertori di tale teoria riconoscono che ogni cultura ha una propria validità, coerenza e soprattutto sostengono che ciascuna cultura non può essere giudicata a partire dai criteri prevalenti della cultura a noi familiare. Il relativismo culturale è stato definito come: “la comprensione di un’altra cultura alle sue condizioni in modo abbastanza simpatetico da farla apparire come progetto di vita coerente e significativo” (Greenwood, 1977). Secondo questa definizione, obiettivo del relativismo è comprendere. Si comprende che i bisogni umani fondamentali possono essere...

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Scienze politiche e sociali SPS/07 Sociologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Mattew_90 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi Roma Tre o del prof Rossi Emanuele.
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