Appunti sociologia
Capitolo 1. Introduzione
Elemento fondante della sociologia: la realtà è una costruzione sociale. Noi siamo di fronte a dei processi di costruzione sociale e ci collochiamo poi come individui, noi diciamo attori sociali, all'interno di questi contesti. E quello che ci interessa dal punto di vista sociologico, è l'interazione sociale, cioè in che modo la realtà sociale si struttura attraverso interazioni, rapporti, relazioni tra individui che vivono in società, comunità.
La sociologia nasce in un periodo di profonde trasformazioni sociali, in seguito alla rivoluzione industriale, in un momento di profondi movimenti sociali, conflitto, cambiamento. Nasce con un interrogativo, la domanda a cui si rivolge la sociologia è: “Com’è possibile l'ordine sociale?”
È importante questa domanda nei momenti di crisi dell'ordine sociale, in cui l'ordine sociale sembra venir messo in discussione. La sociologia, in quanto studio della società, risente dei cambiamenti sociali in atto cercando di rispondere a questa domanda. Capire com’è possibile in una società differenziata come quella di oggi, stare insieme, avere degli obiettivi comuni.
La sociologia si trasforma nel periodo del dopoguerra perché ha di fronte a sé una società più ordinata, più coesa che ha obiettivi comuni; e si trasforma di nuovo negli anni 70, quando invece esplode il conflitto sociale. La sociologia nasce, almeno inizialmente, come una scienza conservatrice, per mantenere fermo, saldo, riprodurre l’ordine sociale. L’ordine sociale è lo status quo, l’equilibrio dei conflitti, dei poteri. Gli studi sociologici si spostano e cominciano a interessarsi di più del cambiamento sociale. Ma la domanda rimane comunque: come promuovere il cambiamento/trasformazione sociale? Il nostro quadro diventa descrittivo anziché prescrittivo. La sociologia nasce come disciplina conservatrice, ma si trasforma, si sviluppa.
La ricerca empirica nella sociologia
Che cos’è la Sociologia? Oggetto di studio della sociologia è la società. La società è un insieme di individui che interagiscono tra loro. È sufficiente? È sufficiente dire questo e che quindi i rapporti sociali sono fondanti della nostra realtà sociale? Non è sufficiente perché in primis queste relazioni si collocano in un contesto storico, culturale. La società è un insieme di individui ma culturalmente, storicamente, socialmente determinati.
Pensate alle interazioni che avete con le persone che vi circondano: genitori, amici e amiche, docenti ecc. Cos’hanno di diverso tra loro? La società è costituita anche dalle istituzioni sociali: famiglia, lavoro, media, istruzione, religione ecc. ma ciascuna di queste istituzioni, come la società stessa, è guidata da disuguaglianze interne alla struttura sociale. Disuguaglianze basate su classe, genere, «razza», età, sessualità, fisicità, status ecc.
Cosa studia la sociologia?
Studia il nostro essere con gli altri, il nostro vivere in un mondo nel quale ci sono altri individui ai quali in qualche modo ci relazioniamo. Studia fenomeni sociali, ossia fenomeni che prendono forma all’interno di un reticolo di interazioni tra soggetti, istituzioni, costruzioni culturali. Tutto molto bello, ma perché dovremmo interessarci a questo studiando psicologia? A questa domanda ha risposto (in parte) Mills, parlando di immaginazione sociologica (C.W. Mills).
“L’uomo del nostro tempo ha sovente la sensazione che la sua vita privata sia tutta una serie di trabocchetti e che i suoi problemi, le sue difficoltà, trascendano la ristretta cerchia in cui vive. Sensazione il più delle volte esatta [...] Non si può comprendere la vita dei singoli se non si comprende quella della società, e viceversa. Di solito l’uomo non vede i suoi problemi in termini di mutamenti storici o di conflitti istituzionali. Non attribuisce il benessere di cui gode o la miseria di cui soffre ai grandi alti e bassi della società in cui vive. Raramente consapevole degli intricati rapporti fra il suo modo di vita e il corso della storia universale, l’uomo ordinario ignora, di solito, come questi rapporti incidano sul tipo di umanità che va formandosi, sugli eventi storici che maturano e ai quali dovrà forse partecipare. Non possiede la qualità mentale indispensabile per afferrare l’interdipendenza fra uomo e società, biografia e storia, individuo e mondo. […] L’immaginazione sociologica permette a chi la possiede di vedere e valutare il grande contesto dei fatti storici nei suoi riflessi sulla vita interiore e sul comportamento esteriore di tutta una serie di categorie umane. Gli permette di capire perché, nel caos dell’esperienza quotidiana, gli individui si formino un’idea falsa della loro posizione sociale. Gli offre la possibilità di districare, in questo caos, le grandi linee, l’ordito della società moderna, e di seguire su di esso la trama psicologica di tutta una gamma di uomini e di donne. Riconduce in tal modo il disagio personale dei singoli a turbamenti oggettivi della società e trasforma la pubblica indifferenza in interesse per i problemi pubblici”. (C.W. Mills, «L’immaginazione sociologica», pp. 13-15)
Istituzioni sociali
Il modo in cui gli individui interagiscono tra loro dipende da variabili sociali indipendenti dall’individuo stesso: disuguaglianze e struttura sociale: classe, genere, «razza», età, sessualità, fisicità, status ecc. Istituzioni sociali: famiglia, lavoro, media, istruzione, religione ecc.
Le istituzioni sociali sono create da individui in relazione tra loro per organizzare al meglio le proprie vite, e permangono al di là delle interazioni circoscritte durante le quali vengono richiamate e performate. Sono elementi creati dagli attori sociali che a loro volta vanno poi ad influire sulle stesse forme di relazione. Noi costruiamo le istituzioni sociali, e poi le istituzioni sociali costruiscono noi.
Tutte queste istituzioni hanno uno scopo nella vita delle persone comuni, ma ciascuna di loro, come la società stessa, è guidata da disuguaglianze interne alla struttura sociale: disuguaglianze basate su classe, status, "razza" ed etnicità, genere, età, sessualità, fisicità. I sociologi si interessano a tutte queste istituzioni e disuguaglianze, e alle loro intersezioni.
Non ci sono dubbi sul fatto che il "senso comune" rappresenti la fonte originaria dello sguardo sociologico. Ma questo vale anche per altre discipline. Possiamo essere tutti storici dilettanti, noi tutti abbiamo un corpo, che quindi, in un modo o in un altro, conosciamo. Anche le scienze esatte sono in qualche misura guidate dal senso comune: quanti miracoli scientifici sono stati immaginati dagli scrittori di fantascienza prima che avvenissero?
La sociologia ne risente di più perché fornisce giudizi sulle realtà che noi, come persone, sperimentiamo e nelle quali viviamo, ogni giorno della nostra vita. Ma lo studio scientifico della società non coincide con la comprensione quotidiana che abbiamo di essa più di quanto lo studio scientifico del corpo coincida con la realtà fisica di vivere con esso.
La sociologia risponde a una serie di domande complesse; come funziona la società, come si sviluppa, quali sono le parti che la costituiscono, e come si relazionano le une alle altre, quale ruolo svolgono gli individui nella sua costituzione e via dicendo. Per capire il significato della sociologia come disciplina, bisogna prima comprendere che cosa si intende con il suo oggetto di studio: la società, il sociale.
Capitolo 2. I precursori e classici della sociologia
Il Positivismo
Periodo di profonda trasformazione sociale, fine ‘700 Rivoluzione francese, rivolgimento e disintegrazione rispetto a come la società si conosceva precedentemente, rivendicazioni rispetto alla collocazione delle gerarchie sociali e fenomeni di inurbamento, spostamento di grandi masse della popolazione nelle città e cambiamento nell’organizzazione delle pratiche lavorative. Nuova necessità per quello che riguarda il controllo delle popolazioni, sia dal punto di vista istituzionale (cioè come gestire queste grandi masse di popolazione, come catalogarle), sia dal punto di vista del controllo sociale perché ovviamente gli elementi che si realizzano a fianco di queste trasformazioni sociali riguardano enorme povertà delle popolazioni, sradicamento delle situazioni in cui le popolazioni vivevano precedentemente, problemi legati alla sussistenza. È in questo periodo che, non a caso, si immagina di poter utilizzare l’approccio scientifico per osservare la realtà sociale e i suoi cambiamenti.
Il positivismo si sviluppa in Europa nella metà XIX secolo, in un periodo di grandi processi di industrializzazione e di urbanizzazione, oltre che di profondi cambiamenti politici. La questione centrale che attraversa tutto l’interrogativo della sociologia, è non solo com’è possibile l’ordine sociale? Ma in particolare com’è possibile un "nuovo ordine sociale”? Com’è possibile l’ordine sociale in una società in continua trasformazione, in una società sempre più differenziata, in una società che progressivamente si differenzia sempre di più?
In un periodo di grandi processi di industrializzazione e urbanizzazione, di profondi cambiamenti politici, come fare in modo che la società non si disintegri? Questo è un intento prescrittivo, cioè come riprodurre e mantenere l’ordine sociale. Altri autori con intento descrittivo “come è possibile l’ordine sociale?” nel senso di come mai questa società non si disintegra.
Il rappresentante più significativo in Francia è Auguste Comte e in Inghilterra Herbert Spencer, luoghi dove si stavano realizzando questi processi di trasformazione sociale: rivoluzione industriale, urbanizzazione. Questi autori quindi condividono ottimismo e fiducia nella scienza e nella razionalità umana, con radici nell’illuminismo francese e nell’empirismo inglese. L’approccio in cui si collocano questi autori è quello della scienza dell’epoca, cioè quello positivista. Un approccio che pretendebbe la possibilità di applicare il metodo scientifico delle scienze dure, cioè il metodo delle scienze naturali (causa-effetto, quantificare fenomeni). L’idea è quella di applicare lo stesso tipo di strumenti, approccio, anche alle scienze che riguardano i fatti sociali.
Perché ogni autore si colloca nel suo tempo, sviluppa il proprio modo di pensare collocandosi all'interno di filosofie e prospettive del suo tempo. Tale movimento rivendica il primato della scienza: l'unico metodo di conoscenza è quello rappresentato dalle scienze naturali ed è valido anche per lo studio della società: i fatti empirici come unica base della conoscenza. La scienza viene vista come l'unico mezzo per risolvere i problemi umani e sociali. L'era del positivismo è pervasa da un ottimismo generale (fiducia nella scienza e nella razionalità umana), che scaturisce dalla certezza di un progresso inarrestabile, in vista di un benessere generalizzato.
Caratteristiche del positivismo
- Primato della scienza: applicazione del metodo delle scienze naturali per lo studio dei fatti sociali.
- Approccio positivista: la possibilità di quantificare i fenomeni sociali e naturali (l’idea di un’analisi della società simile a quella delle scienze ‘dure’).
- Temi trasversali: interesse per l’ordine sociale, differenziazione sociale, concetto di istituzione sociale (= complesso di norme che si solidificano nel tempo).
La scienza viene vista come l’unico mezzo per risolvere i problemi umani e sociali.
Auguste Comte
Primo a coniare il termine “sociologia”, intesa come “scienza della società”, “fisica sociale”. La sociologia sarebbe in grado di scoprire le leggi sottostanti al comportamento sociale per poi risolvere i problemi della società. E queste leggi, analizzando in una prospettiva descrittiva (cioè descriviamo come funziona), in realtà poi andranno a essere utilizzate (secondo Comte) in una prospettiva prescrittiva (cioè per andare a risolvere i problemi della società).
Comte vedeva che le trasformazioni sociali apportate dalla rivoluzione industriale stavano mettendo in seria difficoltà l’ordine sociale precedente, quindi il suo problema era quello di riuscire a mantenere o eventualmente ricostruire l’ordine sociale che riportasse in ordine la società. L'ordine sociale è una descrizione di uno stato di fatto; l’ordine sociale in una prospettiva descrittiva è l’equilibrio del rapporto dei poteri che strutturano una società in un determinato momento storico e in un determinato contesto. Ma i precursori della sociologia considerano l’ordine sociale in una prospettiva valutativa, cioè che l’ordine sociale è un bene.
Definisce la sociologia come disciplina autonoma, l'idea di società come entità autonoma, come oggetto di studio che può essere spiegato in questo modo. Egli si pone l’obiettivo di stabilire una scienza positiva della società, credeva che fosse possibile trattare il mondo sociale in maniera molto simile a come i fisici trattano del mondo naturale. L’obiettivo è sviluppare un’analisi scientifica rigorosa della società in trasformazione e per Comte solo la sociologia è in grado di scoprire le leggi del comportamento sociale e, di conseguenza, contribuire a risolvere i problemi della società. Tale nuova disciplina è la più evoluta di tutte le scienze in quanto comporta lo studio di un sistema complesso e mutevole come la società.
Proprio sull’impronta positivista secondo Comte la sociologia avrebbe utilizzato il metodo scientifico, usando procedimenti sperimentali e sviluppando leggi generalizzabili, per arrivare a leggi proprie. I metodi per studiare il mondo sociale infatti, sono i medesimi che fisica, chimica e biologia applicano allo studio del mondo fisico (tanto che Comte parla anche di «fisica sociale»).
Comte arriva a formulare la legge dei tre stadi formulata del Corso di filosofia positiva (il suo volume), secondo cui la conoscenza umana passa attraverso tre stadi teorici diversi: teologico (passaggio natura-cultura), metafisico (stadio critico e costruttivo: individualismo, egoismo, utilitarismo), positivo (osservazione e rispetto dei fatti).
- Il primo stadio caratterizza il passaggio dell'uomo dalla natura alla cultura. L'uomo interpreta il mondo attraverso categorie antropomorfiche e predomina la fantasia.
- Il secondo stadio è critico e distruttivo: si affermano l'individualismo, l'egoismo, l'utilitarismo.
- Il terzo stadio sostituisce alla fantasia e al ragionamento astratto l'osservazione e il rispetto dei fatti.
Il compito della filosofia positiva è quello di sancire il passaggio allo stadio positivo di tutte le attività umane. Essa, infatti, deve unificare tutti i risultati delle scienze particolari e indirizzarli alla realizzazione di una scienza della società: la sociologia o fisica sociale. Secondo Comte la sociologia costituisce l'ultimo prodotto dello sviluppo scientifico ed è la scienza più importante e complessa, in quanto restituisce all'uomo, nello stadio positivo, la certezza e l'ordine nella società e nelle istituzioni: «Soltanto la politica positiva potrà, stabilendo veri princìpi sociali, impedire infine questo deplorevole sviamento, e sostituire sempre più il dominio delle convinzioni reali a quello delle volontà arbitrarie» (1967: 149).
L’idea dell'organicismo nasce da Comte. Organicism: parallelismo tra organismo umano e «organismo sociale». Distingue nella sociologia la dinamica sociale (progresso), che studia la società delle sue trasformazioni e nel suo divenire, e la statica sociale (ordine), che studia gli elementi presenti in ogni società, destinati a rimanere stabili. L’ordine nella società positivistica deve garantire il progresso e renderlo possibile. Egli enuncia alcuni principi base del funzionalismo: l’interdipendenza del sistema sociale e il concetto di equilibrio, ossia l’armonia tra le parti del sistema. Nella sua opera sono frequenti le comparazioni tra gli organismi sociali e quelli biologici, sostiene che l’uomo non ha bisogno soltanto di certezze scientifiche ma anche di qualcosa che tenga uniti l’individuo della società attraverso la condivisione di valori comuni (esigenze affettive, ad esempio la religione).
Herbert Spencer
La sociologia positivista francese traeva origine dai problemi posti dalla Rivoluzione e da quelli correlati alla Restaurazione; l'organizzazione industriale e capitalistica della società era in fase di avvio ed era in parte ostacolata dal vecchio sistema feudale. Al contrario in Inghilterra l'industrializzazione e l'organizzazione del sistema capitalistico di produzione rappresentavano una realtà consolidata e dal punto di vista politico il sistema parlamentare e democratico garantiva l'uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge. Il problema era rappresentato dal proletariato urbano che rivendicava i propri diritti sulla classe borghese dominante. Anche Spencer ha cercato di mettere in primo piano le credenziali scientifiche, sfruttando gli sviluppi della teoria biologica evoluzionistica e applicabili alla tematica del cambiamento sociale.
Introduce per primo il concetto di analisi della società come sociologia.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.