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Appunti, Sociologia delle Organizzazioni progredito

Riassunto per l'esame di Sociologia delle organizzazioni progredito, basato su appunti personali e studio autonomo. Tra gli argomenti trattati: prospettiva modernista, simbolico-interpretativa e post-modernista, potere e conflitto, scena e retroscena, modello toyotista, estetica organizzativa, cultura organizzativa, imprese come culture, cultura e simbolismo organizzativo, trappole dell'etnografia... Vedi di più

Esame di Sociologia delle Organizzazioni progredito docente Prof. A. Bruni

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

CULTURA ORGANIZZATIVA

MAD MEN

Telefilm ambientato in una New York degli anni 50 con storia di un’azienda pubblicitaria e suoi lavoratori.

SCENA INIZIALE FUMO

Problema in discussione è che su una rivista è stata pubblicata ricerca che dice che il fumo fa male con

nuova legge che proibisce di parlare positivamente del fumare come avveniva in precedenza.

Organizzazioni sono sottoposte a PRESSIONI DI CARATTERE NORMATIVO: per un pubblicitario diventa

rilevante perché non può più scrivere quello che diceva prima perché esiste nuova legge.

 Provvedimento legislativo che condiziona l’organizzazione

Organizzazioni devono MEDIARE CON QUESTI ELEMENTI

SEGRETARIE

Quella più vecchia spiega REGOLE INFORMALI ed elementi che le faranno fare carriera.

FORMALE INFORMALE bisogna andare oltre a questa dicotomia perché sociologia dell’organizzazione ha

usato largamente queste due categorie. Dicotomia NON CI FA COGLIERE CONTINUITA’ tra due elementi

che invece esiste. Tutti gli studi che usano questa dicotomia spesso si trovano con problema di unione tra le

due. Non è spiegazione logica perché non si può dire che in un mondo ci sono determinate condizioni ed in

un altro diverse.

Viene illustrato come si declina il RUOLO DELLA SEGRETARIA in quella determinata organizzazione. È un

procedimento tipico dove quello nuovo viene istruito da un altro membro più esperto. Organizzazioni sono

più interessate a cosa persone possono imparare piuttosto che cosa le persone sanno già fare perché le

organizzazioni hanno identità propria e quindi partono dal presupposto che chi arriva non è esperto e non

sa lavorare bene e quindi bisogna insegnargli come operare.

Altro elemento è fatto che ESSENDO DONNA massima aspirazione è poter sposare uno ricco dell’azienda e

non diventare manager. Elemento della cultura organizzativa subito spiegato è la QUESTIONE DI GENERE e

di relazione tra uomo e donna.

ORGANIZZAZIONE SENZA MURA = non bisogna dare per scontato che lavoro organizzativo finisca tra le

mura dell’organizzazione, lavoro va oltre l’ambito lavorativo (es: lavorare da casa dopo lavoro attraverso

internet).

UFFICIO DIRIGENTE

Stessa relazione tra segretarie dove MANAGER ESPERTO spiega a quello più giovane come i maschi si

comportano in questo tipo di organizzazione. Questione ruota intorno a fatto che quello più giovane potrà

fare carriera e che donne andranno con loro per pietà perché di medio livello. Non viene messa in

discussione la questione di genere ma il MODO DI COMPORTARSI. Quello che ti fa fare carriera è

l’APPROVAZIONE PROVENIENTE DAGLI ALTRI e da come ti amalgami con il contesto organizzativo. Viene

sottolineato il modo in cui fare le cose in questa organizzazione. Specifica cosa fare per interagire

nell’organizzazione.

INTRATTENIMENTO SEGRETARIA della persona che deve entrare nell’ufficio del capo mentre lui si prepara,

segretaria non dice no ma chiede autorizzazione per non farlo. È dinamica classica dove ai ruoli sono

assegnati due misure di potere diversi.

STRATEGIE RETORICHE per inserire persone nelle categorie di genere e non per il ruolo che ha.

CENTRALINISTE

Al di là del potere ridotto che viene attributo alle CENTRALINISTE rinchiuse in una stanza ed isolate dagli

altri lavoratori, esse hanno potere concreto perché materialmente rendono possibile qualcosa. POTERE è

continuamente in circolazione, per POST-MODERNISMO potere è qualcosa che si negozia di continuo e che

viene continuamente esercitato (es: far passare prima o dopo una persona in una chiamata). 3

GAMBE elemento in comune all’interno di tutta l’organizzazione, facendo riferimento al fatto che se

mostra le gambe avrà dei vantaggi, segnale che cultura organizzativa trova in questo elemento del genere

uno dei suoi lati più caratteristici.

Discorso delle centraliniste su segretaria che c’era prima. Diversi modi in cui principi dell’organizzazione

VALUTA LE PERSONE, alcuni vengono espressi attraverso elementi formali altri no. Esistono infatti forme di

valutazione che non per forza sono fatte dalla direzione ma anche tra pari, come le centraliniste che

esprimono giudizio su vecchia segretaria che non sapeva neanche rispondere al telefono.

Studio cultura organizzativa non finisce guardando situazione in maniera superficiale, impressione può

essere che cultura organizzativa è segnata da pratiche di genere occorre anche però saperlo dimostrare e

non solo affermandolo.

RIUNIONE TRA MANAGER

Si vuole sottolineare l’elemento del colpo di genio, dentro alle organizzazioni ci sono PERSONE GENIALI e al

momento del disastro sono capaci di risolvere qualsiasi cosa. Dal punto di vista organizzativo colpo di genio

costituisce un problema in quanto è IRREALISTICO avere a che fare solo con persone geniali. In termini

organizzativi la spiegazione individualista è rassicurante ma bisogna cercare altra spiegazione.

Possibile spiegare situazione come risultato di un’AZIONE COLLABORATIVA. Nelle situazioni in cui si verifica

incidere e sembra che arrivi l’eroe a salvare la situazione ma in realtà ci sono degli attori che rimangono

nell’ombra e che poi intervengono. Persone non agiscono mai del tutto da sole ma legate a dei codici.

In poco tempo tutti sanno cos’è successo.

Nel giro di poco tempo tutti i membri dell’organizzazione sanno cos’è successo durante la riunione.

COMUNICAZIONI girano in maniera molto veloce e sono in circolazione al di là di ciò che organizzazione ha

pianificato perché stanno nei discorsi delle organizzazioni stesse.

Segretaria si sente quasi in obbligo a doverci provare con capo ma lui la rifiuta. Il fatto che lui la RIFIUTA

costituisce una dinamica di potere.

AGGETTIVI ORGANIZZAZIONE

 Asimmetrica

 Competitiva

 Gerarchica

 Maschilista

 Gerontocratica

 Molteplice

Aggettivi validi per molte organizzazioni diverse. Tra organizzazioni diverse come ospedale, militari, partiti

ci sono ELEMENTI ORGANIZZATIVI COMUNI. Il fatto che hanno scopi diversi non vuol dire che i loro

processi siano diversi ma al contrario si ritrovano spesso anche se producono beni e servizi diversi.

Per analizzare il LAVORO in termini di INTERAZIONE ci si chiede quale DIFFERENZA c’è tra PRETE e

PROSTITUTA? Anche se gli obiettivi sono diversi ci sono molti elementi in comune come spazio privato

d’incontro, tempo limitato, ecc.. Se sospendiamo giudizi di valore rispetto a quello che esaminiamo

riusciamo a vedere elementi di SIMILITUDINE INASPETTATI. Guardando solo con occhio del giudizio non

riusciamo però a vederli.

CULTURA ORGANIZZATIVA: DA ESSENZA A PROCESSO

Cambiamento nel tempo della definizione della cultura organizzativa

CULTURA COME ESSENZA

Ouchi 1981 tra i primi definisce concetto di cultura organizzativa.

CO influenza il comportamento attraverso valori, norme e aspettative e trasmette un senso di identità

attraverso simboli, tradizione e usi comuni. La cultura è una variabile da manipolare per aumentare la

probabilità di ottenere certi auspicati livelli di rendimento dagli altri membri dell’organizzazione. 4

Primo interesse deriva da fatto che cultura può essere manipolata per ottenere vantaggi economici. Col

TOYOTISMO cultura viene incorporata come modello importante per favorire l’impresa. Cultura al pari

della tecnologia e risorse umane se opportunamente manipolata porta livelli di rendimento auspicati.

Elemento importante definizione è che CULTURA PUO’ ESSERE MANIPOLATA. Cultura è un qualcosa che

organizzazione prende e modifica come meglio crede. Da qui l’idea di CULTURA COME ESSENZA.

Schein nel 1985 dà definizione considerata la più famosa.

CO lo schema di assunti fondamentali che un certo gruppo ha inventato, scoperto o sviluppato imparando

ad affrontare i suoi problemi di adattamento esterno o di integrazione interna, e che hanno funzionato in

modo tale da essere considerati validi e quindi degni di essere insegnati ai nuovi membri come il modo

corretto di percepire, pensare e sentire in relazione a tali problemi.

Definizione diversa da precedente perché c’è PROCESSO DI ADATTAMENTO che si relaziona ad un

ambiente. Cultura permette a organizzazioni di stare nell’ambiente e di crearne uno al loro interno.

CULTURA organizzativa è QUALCOSA CHE VIENE IMPARATO, non è variabile che viene manipolata ma

schema di assunti fondamentali che un certo gruppo ha inventato. Definizione che restituisce immagine di

cultura inscatolata ma comunque inquadra la questione in modo diverso rispetto a Ouchi.

Schein individua TASSELLI DI COSTRUZIONE DI UNA CULTURA ORGANIZZATIVA

1.ASSUNTI DI BASE spesso dati per scontato (rientrano elementi in cui tutti crediamo):

- relazioni con l’ambiente

- natura della realtà

- natura della natura umana

- natura dell’attività umana

- natura delle relazioni umane

2.VALORI (maggiore consapevolezza):

- ciò che è giusto/sbagliato

- bene/male

- corretto/scorretto

3.ESPRESSIONI E CREAZIONI (visibile, ma non sempre decifrabile):

- tecnologia

- arte

- modelli di comportamento visibili ed udibili

CULTURA COME PROCESSO

Van Maanen non siamo sempre sicuri di aver interpretato il significato esatto e di capire la cultura perché

non sempre si condivide gli assunti di fondo.

CO si riferisce alle conoscenze che si pensa che gli individui di un gruppo condividano in misura minore o

maggiore; è il tipo di conoscenze che si dice informi, incarni, formi e giustifichi le attività, di routine e non,

svolte dai membri dell’organizzazione.

Definizione che vuole sottolineare elemento di AMBIGUITA’ STUDIO CULURA ORGANIZZATIVA. Cultura

organizzativa non è mai visibile in sé ma è ESPRESSA e costituita attraverso le AZIONI e le PAROLE dei

membri dell’organizzazione.

Visione più processuale perché non dice cos’è CO ma dice COME RINTRACCIARLA

Strati 1992 5

La cultura organizzativa si riferisce alle conoscenze che si pensa che gli individui di un gruppo condividano in

misura minore o maggiore; è il tipo di conoscenze che si dice informi, incarni, formi e giustifichi le attività, di

routine e non, svolte dai membri dell’organizzazione.

CO è QUALCOSA CHE PERSONE IMPARANO e che contemporaneamente producono e che ogni tanto si

inventano.

Cultura organizzativa sta nei comportamenti e si riflette in alcune cose:

- DISEGNO DELL’ORGANIZZAZIONE E DEL LAVORO (es: gerarchia orizzontale o verticale) dà traccia

della cultura organizzativa

- ARTEFATTI E SERVIZI CHE ORGANIZZAZIONE PRODUCE (es: Apple non siamo pagando qualcosa di

tecnologico ma troviamo impressa anche una cultura organizzativa)

- ARCHITETTURA E TECNOLOGIE IN USO anche solo guardando disposizione aula è possibile capire

rapporto tra studenti e professore

- CERIMONIALI DI INCONTRO E MEETING modo in cui ci si incontra o saluta

- QUALITA’ E NELLE CONDIZIONI DELLA VITA LAVORATIVA

- FILOSOFIA AZIENDALE, GERCO, STILE DI VITA, MODO DI APPARIRE DEI PARTECIPANTI

DELL’ORGANIZZAZIONE

Gherardi 1994 sostiene esistenza di DIFFICOLTA’ DI DEFINIZIONI derivante da:

- PERVASIVITA’ la cultura è ovunque

- AMBIGUITA’ avendo a che fare con elementi simbolici e quindi interpretazione è ambigua

- ELUSIVITA’ quando diciamo cultura diciamo che non è naturale e viceversa, quindi concetto di

cultura è particolarmente difficile da definire perché si contrappone a natura

IMPRESE COME CULTURE

Pasquale Gagliardi

Libro raccoglie una serie di articoli costituendo un riferimento comune circa l’interesse verso la CULTURA E

SIMBOLISMO ORGANIZZATIVO.

Articolo presentato

REALTA’ DELL’INVENZIONE NELL’ETNOGRAFIA DELLE ORGANIZZAZIONI di Van Maanen

Negli anni 80 il Toyotismo emerge come modello produttivo nuovo e quindi diventa un modello

organizzativo che fa della cultura uno dei suoi assi importanti. Visione di Shein della cultura è essenzialista

(lettura modernista della cultura), Van Maanen dà definizione più processuale (lettura simbolica-

interpretativa). Egli sostiene che CULTURA NON E’ VISIBILE ma prende forma attraverso le RECIPROCHE

RELAZIONI TRA INDIVIDUI. Cultura organizzazione è frutto di ATTRIBUZIONE DA PARTE DEI RICERCATORI e

di chi studia le studia.

Nell’articolo si concentra su QUESTIONE METODOLOGICA su come si fa a studiare la cultura organizzativa.

OGGETTO DEL SAGGIO è presentare e discutere l’ETNOGRAFIA ORGANIZZATIVA alla luce dei suoi principali

concetti e problemi.

DUE TIPOLOGIE DI CONCETTI

1.CONCETTI DI PRIMO LIVELLO sono i fatti dell’indagine etnografica cioè i DATI, essi sono sia le

PROPRIETA’ DESCRITTIVE SIA L’INTERPRETAZIONE DEI MEMBRI su ciò che sta dietro tali proprietà.

Concetti di primo livello sono sia ciò che vediamo fare alle persone sia le interpretazioni che queste

persone adducono rispetto a quello che fanno. 6

2.CONCETTI DI SECONDO LIVELLO sono invece i concetti che studiosi usano per SPIEGARE I FATTI cioè

quello che OSSERVANO. Riguardano più la cultura dell’osservatore rispetto a chi li attua (es: dire che aula è

pulita significa sia dire che lo è ma anche trasmettere propria concezione del pulito). Interpretazioni vanno

sostanziate. Occorre spiegare fatti che ci fanno identificare una situazione come tale (es: c’è polvere), così

chi legge può capire che la mia impressione è stata determinata da quei fattori indicati per poi decidere se

effettivamente anche da parte del lettore è così.

DATI OPERATIVI E DATI PRESENTATI, i primi si riferiscono ai fatti cioè alla REALTA’ OSSERVATA mentre i

secondi riguardano CIO’ CHE ATTORI DICONO QUANDO GIUSTIFICANO L’ATTIVITA’ CHE OSSERVANO. Per

questo l’autore evidenzia che i DATI quando si studia cultura organizzativa vanno interpretati in quanto

TRACCE E NON PROVE. Quando si studia un’organizzazione e si pensa di aver capito ma occorre indagare

veramente. Rischio se no è passare dal vedere per credere al credere per vedere. Se decido che in quella

organizzazione le donne sono discriminate rischio è che andrò a cercare eventi che dimostrano che donne

sono discriminate. Van Maanen invita a dubitare delle supposizioni dei ricercatore.

Miles e Huberman si chiedono chi dà i dati, in realtà spesso si parla di CAPTA non di dati che vengono

raccolti sul campo, sono i ricercatori che trasformano comportamenti e dinamiche in dati.

TRAPPOLE DELL’ETNOGRAFIA ORGANIZZATIVA

Etnografia è costellata di trappole cioè:

- ATTORI POSSONO MENTIRE O SVIARE ATTENZIONE DEL RICERCATORE

- ATTORI POSSONO NON ESSERE PIENAMENTE INFORMATI RISPETTO A CIO’ CHE DICONO

- ATTORI POSSONO ESSERE IGNARI DI ALCUNI ASPETTI SOTTESI ALLA LORO ATTIVITA’

- CECITA’ CULTURALE RICERCATORE E PROVE SU CAMPO

Negli anni 70 l’autore ha fatto ricerca etnografica nella polizia statunitense. Difficile inserirsi nelle

organizzazioni, soprattutto quelle militari dove è difficile entrare per una dimensione istituzionale. Durante

il suo percorso di studio nella polizia scopre che ci sono dei poliziotti corrotti che sono soliti chiedere

mazzette a proprietari di negozi per non avere problemi con la legge e controlli.

Fa indagine tra persone e raccoglie diverse impressioni su stesso problema. Va quindi da negoziante e

chiede mazzetta come poliziotto e quindi ha la prova che c’è corruzione.

Obiettivo però non è capire la verità ma capire per quale motivo alcuni dicono che c’è e altri no. Egli

riflette su risposte ricevute e capisce che quelli chi gli dicevano che non esisteva sono i più giovani cioè

quelli che non sanno perché non inclusi nell’organizzazione. Si parla di ASSIMMETRIA cioè di mancanza di

conoscenza dell’organizzazione in cui lavorano. A volte non significa che non vogliono dare info ma non la

sanno semplicemente. Quelli che invece ammettono corruzione erano quelle gerarchicamente più alte e

quindi egli evidenzia come in quanto capi farebbero figura peggiore se si dimostrassero non informati a

riguardo.

ESEMPIO DI SITUAZIONE ETNOGRAFICA non preso dall’articolo

Si è in un reparto ospedaliero dove c‘è appena stato scambio tra cartelle cliniche cartacee a elettroniche. È

stato deciso che ci sono 33 mila cartelle cliniche cartacee, da domani si usano cartelle elettroniche. Reparto

decide che storico rimane cartaceo e che da domani tutte le cartelle sono informatizzate. Problema sta nel

fatto che azienda non riconosce firme digitalizzate e quindi cartelle elettroniche devono essere stampate.

Quindi ci sono cartelle vecchie, tot cartelle informatizzate e stampe relative nell’archivio cartaceo.

Testo slide

Colore teche cambia con cambio primario e non con informatizzazione, questione associata a cambio

primario, la deduzione era esatta ma non è quello il motivo. Per questo dati sono tracce e non prove. 7

CONCLUSIONE punto finale su questione della scrittura dell’etnografia. Per via degli elementi illustrati

interpretazione dati e scrittura si rincorrono nel senso che descrizione contiene comunque analisi. È

possibile poi adottare forme del racconto e stili narrativi diversi. Le buone etnografie mostrano la mano di

chi le ha scritte cioè spesso nell’etnografia si riversano i preconcetti del ricercatore e spesso i testi

etnografici ci dicono molto anche in relazione ai preconcetti del ricercatore.

COME VALUTARE L’ETNOGRAFIA

Van Maanen risponde dicendo che la tentazione di giungere a conclusioni affrettate è rovina del lavoro

dell’etnografo.

Bontà dell’etnografia andrebbe secondo Hess sempre valutata in relazione a:

- CONOSCENZA APPROFONDITA DELL’AUTORE SU OGGETTO DI STUDIO

- CAPACITA’ DI ATTRIBUIRE AD UN DIBATTITO TEORICO

- PRESENZA DI DATI INATTESI O CONTROINTUITIVI

ESTETICA ORGANIZZATIVA

IL DIAVOLO VESTE PRADA

Inizio: quando una persona entra nell’organizzazione cambia il proprio stile di vita anche al di fuori

dell’ambito lavorativo. Chi cerca lavoro spesso cerca ambiente lavorativo simile al proprio stile di vita.

COLLOQUIO CON MIRANDA

Importanza data da Miranda a rapida capacità di apprendimento della possibile nuova assunta. Conoscenze

sono in continuo rinnovamento e quindi occorre che membri organizzazione imparino cose nuove.

Organizzazioni sono più interessate a quello che può imparare rispetto a quello che sanno.

DOMANDE

1. Che importanza riveste la comunicazione organizzativa?

- Molto importante ma spesso IMPLICITA, dettata da COMPORTAMENTI STANDARDIZZATI che

vanno al di là della parola.

- Determina il funzionamento dell’organizzazione trasmette la GERARCHIA, i ruoli e la CULTURA

DELL’ORGANIZZAZIONE.

2. Come avvengono le comunicazioni?

- Rapida, non si possono chiedere spiegazioni, molte COSE DATE PER SCONTATE, CODICE STRETTO

presente nell’organizzazione. Verbale e non verbale comunicazione avviene anche attraverso il

CORPO E GESTI. Scorrono parallelamente e si accompagnano a vicenda.

- Comunicazione parlata più tra membri dello stesso livello e minore tra direttrice e sottoposti più

concisa e ristretta e per capirla occorre conoscere i codici all’interno dell’organizzazione. Spesso

molti elementi dati per scontati ed è COMUNICAZIONE MIMETICA.

- Oltre al linguaggio presenza rilevanza dei COMPORTAMENTI E RITUALI DATI PER SCONTATI.

- La comunicazione enfatizza la GERARCHIA presente all’interno dell’organizzazione (non solo

linguaggio ma anche gesti es: cappotto e borsa buttati sulla scrivania dell’assistente)

3. Che importanza ha l’estetica?

- FORTE RILEVANZA e modo per rappresentare l’organizzazione sia dentro che al di fuori dell’azienda

8

- Occorre ADATTARSI all’estetica dell’organizzazione per essere ben visti ed accettati, fin da subito

anche se non imposto viene fatto capire alla nuova arrivata che deve adattarsi (es: scarpe e stile di

vita legato al fisico ed alla dieta)

- Modo per AVERE SUCCESSO nell’organizzazione.

- Elemento chiave dell’organizzazione

4. Cosa lega estetica e comunicazione organizzativa?

- Attraverso l’estetica (es: abbigliamento) comunichi l’APPARTENENZA ad una organizzazione e

l’essenza della stessa cioè le sue caratteristiche, valori, principi, credenze (e viceversa)

- Presenza e rilevanza del CORPO che è coinvolto nelle comunicazioni sia verbali che non.

Conoscenza attraverso il corpo.

LA COMUNICAZIONE ORGANIZZATIVA: FLUSSI, PROCESSI E PRATICHE

APPROCCIO MODERNISTA

Comunicazione intesa come interazione, come pratica discorsiva, modo in cui si legge nell’approccio

SIMBOLICO LA COMUNICAZIONE, ma non è sempre stato così. Se si pensa a MODELLO CATENA DI

MONTAGGIO era modello basato su principio che meno comunicazione c’è meglio è.

Nell’approccio modernista la comunicazione è vista in termini di:

1. FLUSSI E PASSAGGI DI INFORMAZIONE

2. FATTORE STRATEGICO

3. ELEMENTO REGOLATORE DEI PROCESSI ORGANIZZATIVI attraverso comunicazione

l’organizzazione dice come gestire i processi interni.

1.COMUNICAZIONE COME INFORMAZIONE

Teorie moderniste hanno spesso fine normativo, partendo dal presupposto che sia compito dei manager

scoprire modelli organizzativi validi e stabili nel tempo. Per questo motivo prime TEORIE SU

ORGANIZZAZIONE dicono COME ORGANIZZAZIONE DOVREBBE GESTIRE LE COMUNICAZIONI. Una cosa è

descrivere attraverso studi come vengono gestite le comunicazione e altra è elaborare modelli che

organizzazioni devono implementare (approccio descrittivo vs normativo).

INFORMAZIONI DEVONO ESSERE:

- NON ABIGUE

- RAGGIUNGERE IN TEMPI PIANIFICATI GLI ATTORI INTERESSATI

- FACILITARE PRESA DECISIONI

- RENDERE EFFICACE LA DISTRIBUZIONE DELLE CONOSCENZE E DELLE LINEE DI SVILUPPO

DELL’ORGANIZZAZIONE

 Questo approccio mette in risalto elementi giusti per avere una COMUNICAZIONE EFFICACE ma

come tipico degli approccio modernisti ma NON TIENE CONTO DELLA MANIFESTAZIONE

QUOTIDIANA nelle organizzazioni. Idealmente sarebbe che l’informazione abbia queste

caratteristiche ma spesso esistono elementi organizzativi che fanno si che comunicazione non

avvenga esattamente in questo modo.

2.COMUNICAZIONE COME FATTORE STRATEGICO

Comunicazione influenza rapporti interni ed esterni ad organizzazione, e si posiziona nell’ambiente

costruendo la sua IMMAGINE ED IDENTITA’ ORGANIZZATIVA. Questo approccio mette accento su

DISCORSO DELLA COMUNICAZIONE COME VARIABILE MANIPOLABILE dall’organizzazione stessa per

costruire la propria immagine organizzativa e comunicare valori dentro e fuori l’azienda. 9

3.COMUNICAZIONE COME FEEDBACK

Processo regolato da feedback, teorie vicine alla cibernetica ed APPROCCI SISTEMICI anni 60.

Comunicazione avviene tra cerchi della comunicazione che è fondamentale perché è proprio quello che

regge il sistema stesso. Grazie a questi processi si attua continuo scambio di informazioni tra

organizzazioni ed il loro esterno.

Processo che rende possibile SCAMBIO INFORMAZIONI e possibilità che sistema ha di auto regolarsi, non si

è sempre costretti a giungere alla fine del processo ma posso rendermi conto che c’è qualcosa che non

avevo considerato costituendo informazione utile per riconsiderare l’intero processo ed autoregolare

l’intero sistema.

Comunicazione è processo che RISOLVE PROBLEMI DI INTEGRAZIONE TRA INTERNO ED ESTERNO.

Questi TRE APPROCCI della teoria modernista hanno ELEMENTI IN COMUNE:

- COMUNICAZIONE RIMANDA ALL’INFORMAZIONE.

- INFORMAZIONE è OGGETTIVA e sarà sufficiente stabilirne le modalità di gestione e allocazione per

ottenere i risultati pianificati.

- Informazione è INDIPENDETE dalle modalità attraverso cui viene trasmessa, dai tempi e dai luoghi

in cui viene comunicata dagli interessati.

COMUNICAZIONE IN PRATICA

L’approccio della COMUNICAZIONE IN PRATICA dà un punto di vista pratio l’unità-base su cui si costruisce

la comunicazione sono le INTERAZIONI QUOTIDIANE TRA I PARTECIPANTI dell’organizzazione.

Comunicazione è quindi qualcosa di COLLETTIVO e che però non è detto che porti sempre a risultati

auspicati.

In quasi tutti gli ambienti organizzativi la comunicazione non è solo MEZZO PER LAVORARE ma un LAVORO

VERO E PROPRIO. Comunicazione come pratica discorsiva significa guardare al LINGUAGGIO COME FARE E

SAPER FARE. TECNOLOGIA ORGANIZZATIVA

Tecnologia vista come un MEZZO FINALIZZATO AL RAGGIUNGIMENTO DI OBIETTIVI. Nell’ambito delle

teorie organizzative la tecnologia si definisce in base a:

- OGGETTI E ARTEFATTI FISICI ATTREZZATURE

- ATTIVITA’ E PROCESSI METODI DI PRODUZIONE 

- CONOSCENZE NECESSARIE A SVILUPPARE ED ATTIVARE GLI IMPIANTI KNOW-HOW

APPROCCI SOCIO-TECNICI

Primi TEORICI che hanno specificato importanza tecnologia nelle organizzazioni sono Trist e Banforth nel

1951 e sviluppano l’APPROCCIO SOCIO-TECNICO. Due differenti variabili come TECNICA E SOCIALE

concorrono in pari misura a DEFINIRE UN SISTEMA PRODUTTIVO. Tecnologia va conciliata con le variabili

sociali, una non è più importante dell’altra perché modelli devono tenere in conto entrambe parimenti. A

seconda del tipo di tecnologia che organizzazioni necessita per accompagnare lato sociale possiamo avere

anche DIVERSI TIPI DI MODELLI ORGANIZZATIVI. 10


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Puntini

PUBBLICATO

9 mesi fa


DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto per l'esame di Sociologia delle organizzazioni progredito, basato su appunti personali e studio autonomo. Tra gli argomenti trattati: prospettiva modernista, simbolico-interpretativa e post-modernista, potere e conflitto, scena e retroscena, modello toyotista, estetica organizzativa, cultura organizzativa, imprese come culture, cultura e simbolismo organizzativo, trappole dell'etnografia organizzativa, estetica organizzativa, comunicazione organizzativa, tecnologia organizzativa, potere negoziazione e conflitto nelle organizzazioni, classificazione delle organizzazioni, forme di governo organizzativo, struttura fisica delle organizzazioni, rapporto tra organizzazioni e ambienti istituzionali.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in Gestione delle organizzazioni e del territorio
SSD:
Università: Trento - Unitn
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Puntini di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia delle Organizzazioni progredito e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Trento - Unitn o del prof Bruni Attila.

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