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Dal 3 al 10 e dal 13 al 14  capitoli sociologia del turismo

TURISMO E SCIENZE SOCIALI

Gli studi sul turismo per lungo tempo sono stati solo:

ECONOMIA POLITICA

Fenomeni economici determinati dal transito e dal soggiorno di forestieri in determinate località

GEOGRAFIA ECONOMICA

Identificazione dei caratteri e delle funzioni delle aree turistiche; elaborazione di metodi per

cogliere le vocazioni territoriali; studio e valutazione dell’impatto del fenomeno  quali aree

potevano essere definite turistiche e quali territori fossero + adatti ad ospitare turisti.

SOCIOLOGIA

Analisi delle motivazioni che spingono i soggetti ad assumere e mutare i loro comportamenti

Le scienze sociali legano l’ interesse x il turismo alla comprensione delle ragioni x cui ad un

 certo punto diventa normale per la popolazione mettersi in movimento in momenti specifici

dell’anno, per ragioni che hanno a che non vedere con lavoro, studio.

Le prime riflessioni sociologiche assimilabili a riflessioni sul turismo sono gli studi sul MOVIMENTO

DEI FORESTIERI  a questi studi seguono gli studi di autori come quelli di:

SIMMEL: il forestiero e la comunità integrata 1

Il primo ad occuparsi di forestieri fu Simmel, già incontrato perché considerato uno dei padri

fondatori della sociologia Ma in realtà sulla sua figura si distingue chi lo ritiene o chi no, padre

fondatore della sociologia. Egli si è interrogato sulle trasfrmazioni che la società stava vivendo nel

passaggio tra epoca industriale a ?

Egli ha ammesso x la prima volta il senso di disorientamento che il passaggio tra post e pre

 industriale aveva causato per le persone.

Inoltre nota che le grandi città si popolano di città estranee tra loro, che hanno

 abbandonato una vita fatta di semplici relazioni, per passare ad uno stile di vita che li mette

in crisi  problema rapporto tra effettività e lavoro, della vita domestica…

Egli fu il primo che si occupa anche dello straniero, in particolare per il movimento dei

forestieri. Egli li vedeva come coloro che in epoca industriale continuavano a viaggiare per lavoro.

Potevano essere:

Commercianti

 Giudici

 Ebrei, considerati tali perchè soli muoversi in comunità ma mai integrarsi

Per lui la categoria dei forestieri è un modo per definire gli stranieri.

Il forestiero realizza l’unità tra distanza e prossimità rispetto al gruppo sociale

 Il forestiero si caratterizza per:

 Mobilità --> COMMERCIANTE

 Oggettività GIUDICE

 Generalità (indifferenziazione)EBREO

La categoria del “forestiero” non è stabilita sulla base di tratti propri ai forestieri, ma sé costruita

solo nel rapporto con la comunità ospitante che appare integrata, solida.

Quindi, secondo IMMEL, il ROFESTIERO è:

• è in individuo adulto del nostro tempo e della nostra civiltà che cerca di essere accettato

dal gruppo in cui entra.

• È un individuo continuamente sottoposto ad un processo di SOCIALIZZAZIONE, in

quanto, avendo alle spalle la propria storia, deve continuamente apprendere le regole del

luogo dove si tra trasferendo.

• I FORESTIERI PER SIMMEL, per lui, erano coloro che avevano più di altri la possibilità di

viaggiare.

NEL TEMPO, QUINDI, Simmel e poi Schutz si chiedono:

le motivazioni per cui si spostano,

 Le motivazioni per cui decidono di entrare in contatto con la comunità

 quali sono i modelli culturali adottati per risolvere le problematiche nel tempo.

 2

Ci si occupa di un movimento che non è ancora turistico, perché da qua inizia il viaggio e il

movimento che poi diventerà turismo.

Infatti, I turisti ai tempi non erano tali, ma viaggiatori che si muovevano per ragioni legate al lavoro,

non al divertimento, scoperta ecc, come quelli che verranno dopo.

SCHUTZ: il punto di vista del forestiero:

Scutz in particolare, ci permette per primo di:

individuare diverse tipologie di forestieri

 e di comprendere il punto di vista di questi forestieri, a seconda delle interazioni assunte

 dalla comunità che li ospita.

Egli è il primo autore che arriva a declinare la figura del forestiero in diverse sotto figure, e

 per la prima volta, è colui che studia la relazione tra FORESTIERO E COMUNITA’

RESIDENTE, evidenziando che tale relazione è diversa, in base alla tipologia di forestiero

che il forestiero considerato caso x caso .

Scuhtz in sostanza, è il primo autore che declina la figura del forestiero in diverse sotto

 figure in base ai fini del viaggio, in maniera semplice.

Egli inoltre definisce per la prima volta il turista, non come turista, ma come viaggiatore del

 tempo libero.

«un individuo adulto del nostro tempo e della nostra civiltà che cerca di essere

accettato o per lo meno tollerato dal gruppo in cui entra»

Il forestiero deve apprendere delle regole

 Avendo alle spalle un’altra storia

 Senza un ruolo/status interno al gruppo

 3

VON WIESE: Dal forestiero al turista

Essi arrivano a dire che il forestiero si distingue dal turista perché il forestiero può avere:

Rapporto di ostilità vs comunità ospitante o viceversa

 Rapporto di sospetto o sospettoso: comportamento che la comunità ospitante ha nei

 confronti di chi soggiorna in un’ altra comunità

Rapporto di interesse reciproco, atteggiamento tipico delle comunità nei confronti dei

 commercianti e dei viaggiatori per motivi di piacere (ovvero turisti) 4

Von Wiese inizia a dare alla motivazione del viaggio, qualcosa di diverso dalla motivazione

lavorativa  non si definisce ancora il turista vero e proprio, ma lo si chiama “viaggiatore per

motivi di piacere”

KNEBEL: il turismo come bisogno di lusso

Egli, insieme a Wiese, definisce il turista in un modo diverso: Il turista è colui che viaggia per

soddisfare un bisogno non primario, bensì legato al lusso: un qualcosa di cui potrebbe fare

a meno.

Nella sua definizione di turista prende in considerazione:

 La mobilità territoriale limitata nel tempo

 Presenza di relazioni con la popolazione locale

 Funzione di consumo – denaro non guadagnato in viaggio

 Istinto incontrollabile/propensione al movimento

Ma come si spiega la presenza di differenti comportamenti turistici?

Aggiunge:

Attenzione agli aspetti soggettivi – origine sociale del piacere del viaggio

 «il comportamento turistico comincia solo al di là del minimo vitale; esso è orientato al

 soddisfacimento dei bisogni di lusso»

Da aggiungere all’Elenco: il turista è colui :

Che viaggia con soldi non guadagnati durante il viaggio

 È colui che è un viaggiatore temporaneo,

 viaggia volontariamente,

 segue un percorso chiuso (parte da un punto e deve ritornarci dopo il viaggio),

 dorme fuori casa,

 5

segue un percorso non ricorrente (non va sempre nello stesso posto),

 e che si mette in viaggio con obiettivi non strumentali.

 quindi chi ha la casa al mare non è un turista, chi va in vacanza studio, o i business travel, per

Cohen NON SONO TURISTI, ma viaggiatori  questi elementi, non sono di interesse dei sociologi

perché ricreano la stessa routine quotidiana  viene meno la motivazione della scoperta.

Infatti Il percorso di routinizzazione è quello che trasforma il turista in viaggiatore!

Questa defin è utile perché ci consente di fare il punto su cosa dovrebbe e non dovrebbe essere

un turista.

TURISMO PARZIALE: seconde case, business travel, studenti, Obo (subcultura diffusa negli

USA : senzacasa destinati e desiderosi di muoversi o esplorare gli usa alla ricerca di attività di

lavoro, he non sono mai sostitutive) 6

COEHEN: la differenziazione delle motivazioni

Egli ha avuto anche il pregio di guardare all’ interno delle motivazioni che spingono le persone ad

andare in vacanza, quali fossero le motivazioni principali.

Ci sono 2 tipologie di turisti:

SIGHTSEERS: desiderio primario alla ricerca della novità, viaggi diversi e tradizioni sempre

 nuovi. Più un posto è strano e diverso dal loro originario, più li attrae. Essi viaggiano in

maniera spartana, senza preoccuparsi dei confort

VACATIONER: privilegia il soggiorno agli spostamenti  privilegiano l’ idea della routine in

 vacanza.

SIGHTSEERS + RICERCA DELLA NOVITÀ vs VACATIONER +

ROTTURA ROUTINE

Essi non rappresentano gli unici due modi di fare turismo, ma analizzando tutte le motivazioni che

spingono a fare turismo, si identificano questi due poli.

Le motivazioni che spingono una persona a fare la vacanza vanno dallo scoprire e fare nuove

esperienze, e da colui che va in vacanza per rilassarsi e non fare niente.

Coehn ha fatto una lunghissima tipologia di turisti, per le quali è interessante capire le motivazioni

che caratterizzano ciascuno di essi:

Il drifter: è l’amante dell’avventura. Parte verso località poco frequentate,

senza una meta per un viaggio all’insegna della scoperta e della libertà che

assume un carattere esistenziale.

Il ricreativo: persona alla ricerca del divertimento, vuole evadere dalla

realtà per ricaricarsi.

Il diversivo: tenta anch’egli di evadere dalla routine e dalla noia per sfuggire

all’alienazione che lo caratterizza.

L’esperienziale: è alla ricerca di esperienze autentiche, nuove e diverse.

Vuole conoscere ma senza integrarsi nella nuova realtà.

Lo sperimentale: colui che fa del viaggio un vero e proprio stile di vita. Parte

alla ricerca di se stesso attraverso le esperienze del viaggio.

L’esistenziale: fa dell’esperienza turistica il centro dal quale trarre il proprio

sostegno spirituale. 7

Lo psicocentrico: predilige località familiari e conosciute, si affida a tour

organizzati, preferisce il riposo all’attività, si muove frequentemente in auto, fa

soggiorni più brevi e spende meno dell’allocentrico.

L’allocentrico: ama destinazioni nuove e sconosciute ai più, è autonomo e

dotato di spirito di iniziativa.

distinguere le motivazioni, è importante perché in base a esse si distinguono le varie

 tipologie di turismo:

SMITH - Tipologie di turismo Il rapporto con la popolazione locale

Turismo Etnico: cerca contatto con la popolazione indigena e le sue

1.

tradizioni,immergendosi nella vita locale e limitando al massimo la

contaminazione di usanze, riti,manufatti ed abitudini alimentari;

Turismo Culturale: ricerca aspetti del patrimonio culturale e della

2.

civiltà locale, attenuando il rapporto con la popolazione e implicando una

lieve strumentalizzazione della cultura della popolazione locale;

Turismo Storico: l’attenzione del turista è rivolta a tracce di antiche

3.

civiltà, con un atteggiamento distaccato e disinteressato con la popolazione

locale;

Turismo Ambientale: interessato a cogliere gli aspetti naturalistici

4.

della comunità territoriale verso la quale si ha un atteggiamento rispettoso e

di contemplazione;

Turismo Ricreativo; prescinde dalle caratteristiche etniche, culturali e

5.

storico-artistiche ed ambientali della comunità di arrivo, per usufruire degli

aspetti ricreativi o di divertimento.

(memorizzarle  servono per capire come è nata la sociologia del turismo, come si è passati dall’

analisi delle identificazione al turista?, quanti tipi ideali di turista esistono, quali e quanto diversi

modi di fare turismo caratterizzano oggi la nostra società. La sociologia ci ha permesso di vedere

una diversificazione delle motivazioni e di identificare diversi fenomeni di scoperta dei modi e

diversi modi di fare turismo

SMITH – Tipologie di turismo: Le modalità organizzative

1. di esplorazione: alla ricerca di luoghi sconosciuti e che sa adattarsi a tutte le situazioni o

circostante in cui si imbatte, impiegando un equipaggiamento avanzato e a cui provvede

autonomamente;

2. di élite: riguarda gruppi di individui che si recano in luoghi ancora poco conosciuti e

ricreano in loco condizioni il più possibile confortevoli per il loro soggiorno;

3. “fuori giro”: è una forma di turismo individuale che non ricerca nuovi luoghi, ma si

differenzia proprio perché non ricerca l’aggregazione in gruppi;

4. insolito: il turista si serve di un viaggio organizzato, ma una volta giunto a destinazione,

pur utilizzando i servizi messi a disposizione dall’organizzatore del viaggio, intende

muoversi per conto proprio;

5. di massa iniziale: è a metà fra quello d’élite e quello di massa e prevede comunque un

sistema ricettivo predisposto e standardizzato che sappia soddisfare le abitudini di coloro

che intraprendono il viaggio;

6. di massa: coinvolge individui di ogni età e ceto sociale che si muovono individualmente o

in gruppi e che richiedono un’elevata capacità ricettiva della località turistica, la cui 8

popolazione viene a costituire una minoranza numerica durante alcuni periodi di alta

stagione;

7. charter: è l’ultima fase del turismo di massa e comporta il trasferimento di gruppi

organizzati e non di singoli individui in località nelle quali sono predisposti tutti i servizi e le

infrastrutture pattuite al momento dell’acquisto del viaggio e dove è assicurata l’assistenza

ai turisti da quando partono a quando ritornano.

RIASSUMENDO, SI SONO VISTE:

Ragioni che hanno spinto i sociologi al fenomeno turistico

 Il grosso problema elle scienze sociali è stato quello di capire come identificare il turista

 rispetto ad altre categorie di viaggiatori.

Problema dell’ identificare chi fa e chi non fa turismo

 IL TURISMO MODERNO E I SUOI

PRECURSORI

Il turismo è la pratica, l'azione svolta da coloro che viaggiano e visitano luoghi a scopo di

 svago, conoscenza e istruzione.

Il termine turismo deriva da grand tour, il viaggio intrapreso, intorno al diciassettesimo

 secolo, per motivi culturali da aristocratici, soprattutto britannici, attraverso i principali paesi

europei.

Il turismo è l’azione del viaggiare messa in pratica da colo che visitano un luogo a scopo di svago

(cohen), ma anche per istruzione e conoscenze (non inteso come vacanza studio!

GRAN TOUR: forma particolare di viaggio intrapresa nel 17esimo secolo, per motivi culturali,

svolta dagli aristocratici britannici verso l’Europa continentali.

DEFINIZIONE:

Con l’espressione turismo si può intendere anche, secondo il contesto, il settore industriale

 e commerciale che si occupa di fornire (vendere) 9

servizi tangibili come trasporti (in aereo, treno, nave, pullman e così via);

 servizi di ospitalità (presso alberghi, pensioni, villaggi turistici) e altre strutture

 ricettive;

altri servizi correlati (ingresso in musei, fiere, parchi naturali e altre attrazioni

 turistiche; servizi di assicurazione per il viaggiatore; servizi di ristorazione e

intrattenimento; e via dicendo).

A questo settore appartengono i fornitori ultimi di servizi e gli intermediatori come operatori

 turistici e agenzie turistiche

Questa definizione di carattere etimologico non è spesso usata. Quella più spesso usato è

 quella che fa riferimento all’ economia o di settore e all’ origine etimologica.

Il turismo è un settore commerciale che offre servizi turistici e servizi correlati. A questo

 settore appartengono i fornitori ultimi di servizi, ma anche gli intermediari o i tour operator

che si occupano per la vendita di biglietti.

La definizione di settore turistico è molto ampio ed è stata messa appunto nel tempo 10

Solo con la nascita del turismo di massa, punto chiave, di svolta della creazione dell’ industria

turistica (definizione di prima), definizione che entra nel nostro vocabolario in tempi molto recenti.

Prima della seconda guerra mondiale definire il turismo come settore industriale non aveva molto

senso.

EPOCA CLASSICA

Il turismo come lo conosciamo noi oggi si sviluppa a partire dai gran tour a partire dal 17esimo

secolo.

Eppure in epoca classica il principale driver del turismo era rappresentato dai giochi e dalla

religione (pelegrinaggi a Delfi e santuario di Apollo)  abitudine al viaggio era ristretta e legata alle

classi più abbiente.

GRECI:

I giochi.

Già in epoca antica è documentato il tentativo di evadere dalle occupazioni (e

 preoccupazioni) quotidiane organizzando gare e giochi come è testimoniato da Omero

nell’Iliade e da Virgilio nell’Eneide.

Gli spostamenti dei greci in occasione degli eventi sportivi più importanti erano veri e propri

 piccoli movimenti di massa 11

La religione.

Gli spostamenti per motivi religiosi er

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Scienze politiche e sociali SPS/07 Sociologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher susannadv di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi dell' Insubria o del prof Mazzucotelli Silvia.
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