Sociologia del diritto 2 marzo 2015
Introduzione
Il problema della pluralità degli ordinamenti giuridici
Quanti sono gli ordinamenti giuridici in Europa? Testo di Widar Cesarini Sforza, teorico del diritto, è un pluralista (ad es. come Santi Romano) e sostiene il pluralismo giuridico. Ha redatto la voce “ordinamenti giuridici” nel nuovissimo digesto italiano.
- Prima distinzione → “Si può parlare di pluralità di ordinamenti in due sensi: (1) o riferendosi all'esistenza di più Stati, ciascuno con il proprio ordinamento, oppure (2) all'esistenza di più ordinamenti uno dei quali sia quello dello Stato (più ordinamenti nello stesso territorio).”
Ad esempio, in Italia vi è l'ordinamento dello Stato italiano, l'ordinamento della chiesa, l'ordinamento regionale, l'ordinamento dei comuni, i regolamenti delle associazioni (sportive, per es.) o delle istituzioni (es. Università di Pavia) sono comunque corpi di regole vincolanti (secondo altri, invece, non sono ordinamenti giuridici in quanto non regolano l'intera vita degli associati).
Nella prima accezione di pluralità, si parla di ordinamenti che esistono ciascuno con il proprio territorio ed ordinamento (pluralità interterritoriale), nella seconda accezione gli ordinamenti esistono anche all'interno dello stesso territorio (pluralità intraterritoriale).
- Seconda distinzione → Nel secondo senso di pluralità, ci si riferisce ad una pluralità di ordinamenti all'interno di uno stesso territorio e di questi uno è lo Stato, gli altri necessariamente sono diversi. Questi ordinamenti talvolta saranno in armonia con lo Stato (1), altre volte invece può accadere che entrino in conflitto con lo Stato (2).
La pluralità intraterritoriale si scinde quindi in due specialità: (1) pluralità intraterritoriale con difformità (consiste nella presenza, accanto all'ordinamento dello Stato di altri ordinamenti conformi all'ordinamento dello Stato) e (2) pluralità intraterritoriale senza difformità (consiste nella presenza, accanto all'ordinamento dello Stato, di altri ordinamenti difformi (almeno in parte) dall'ordinamento dello Stato).
Esempi: conflitti tra ordinamenti all'interno di uno Stato, come il caso della Libia o dell'Iraq. Nel 2011, il consiglio nazionale libico si oppose a Gheddafi, grazie anche all'intervento di servizi militari (della Nato). Repubblica italiana e ordinamento barbaricino (sviluppatosi in provincia di Nuoro in Sardegna, ordinamento consuetudinario basato sulla vendetta che Antonio Pigliaru ha sostenuto essere un vero e proprio ordinamento giuridico).
Pluralità intraterritoriale con difformità in Pigliaru, La vendetta barbaricina come ordinamento giuridico, 1959. “Abbiamo un conflitto di fatto tra due ordinamenti giuridici, uno di origine riflessa (lo Stato), l'altro di formazione spontanea tradizionale, caratteristico di una comunità organizzata su base propria”. Origine riflessa nel senso di programmata.
Come può essere giuridico un ordinamento che è in conflitto con quello dello Stato? Nel caso della Libia, vi era l'ordinamento guidato da Gheddafi ed era l'unico ordinamento giuridico, a cui anche gli ordinamenti locali dovevano essere conformi. Al momento di una rivoluzione, se questa fallisce, se non ottengono il controllo del territorio e non vengono riconosciuti dalla comunità internazionale, i rivoltosi non formano un altro ordinamento giuridico.
Questione nominalistica. Significato di “giuridico” → ad esempio, si potrebbe pensare di individuare gli elementi conformi allo Stato e ritenere che quelli difformi non sono giuridici. Secondo alcuni, la risposta al problema della pluralità intraterritoriale con difformità è come vengono risolte le controversie. Al momento della decisione giudiziale, emerge se quell'ordinamento era giuridico oppure no. Tuttavia, il problema è diverso in caso di ordinamenti con uguale potere, ciascuno avrà la pretesa di regolare le controversie, ciascuno si riterrà giuridico; di fatto, però, nella realtà storica accade che si seguono le decisioni di uno e dell'altro ordinamento. Una controversia non sarà risolta allo stesso modo da due regole opposte, prima o poi una prevale e si potrà ritenere quella dell'ordinamento giuridico.
Idea prevalente è il pluralismo giuridico, per cui è possibile una pluralità intraterritoriale con difformità. L'idea contraria viene chiamata monismo giuridico, per cui è impossibile che vi sia pluralità intraterritoriale con difformità.
4 Marzo 2015
Secondo il monismo giuridico, lo Stato è l'ordinamento degli ordinamenti. È lo Stato che decide quali ordinamenti sono giuridico e quali no, quali hanno una posizione superiore e quali subordinata.
Vincenzo Ferrari → opera una distinzione tra due punti di vista con cui si può guardare il problema del pluralismo giuridico (Due categorie fondamentali delle scienze sociali, non solo del diritto.):
- Punto di vista descrittivo: l'obiettivo è di descrivere la realtà, il mondo così com'è.
- Punto di vista prescrittivo: l'obiettivo è quello di indirizzare la condotta degli uomini e quindi ha la funzione di modificare il mondo, indirizzarlo, alterarlo.
Per Ferrari, dal punto di vista descrittivo è corretta la visione del pluralismo giuridico, dal punto di vista prescrittivo è corretto il monismo giuridico.
- Punto di vista descrittivo → “Fenomeni di universalismo convivono con fenomeni di localismo e i confini geografico-politici sfumano anche le delimitazioni di competenze e giurisdizioni. Parlare di pluralità di sistemi giuridici, concorrenti su ciascuno spazio fisico, sembra dunque inevitabile”.
Oggi vi è una tale rete di ordinamenti che non è possibile non riconoscere la giuridicità di tali ordinamenti. Possono anche essere in conflitto.
- Punto di vista prescrittivo → “Un conflitto che opponga due o più soggetti e cerchi, come sempre avviene (anche in caso di guerra) una soluzione giuridica, deve necessariamente essere regolato secondo il riferimento normativo almeno prevalente a un sistema giuridico, con esclusione di ogni altro, se non in posizione subordinata”.
È necessario un criterio per dirimere una controversia.
L'oggetto della sociologia del diritto
È la scienza che studia il diritto quale modalità di azione sociale. Questione dibattuta, se la sociologia del diritto sia una scienza. Cos'è scienza e cosa non lo è?
Scienza che studia le relazioni tra il diritto e l'azione, tra norme giuridiche e comportamenti degli uomini (comportamenti dei consociati). Ad esempio, problema importante è l'efficacia di una norma giuridica; una volta emanata, che impatto ha sulla società? A volte vi sono norme che ottengono effetto opposto di quello che volevano generare (esempio: norma che mirava a tener basso prezzo affitti con conseguenza che le case non furono più affittate; non c'erano più case disponibili perché i proprietari le tenevano sfitte, dato che non gli conveniva affittarle ad un canone molto basso). In altri casi, le norme giuridiche non hanno alcun impatto, restano inadempiute, non vengono seguite.
Costanza o variabilità: diritto quale elemento non costante, ma variabile. I sociologi studiano le norme vigenti (dal momento in cui entrano in vigore e fino quando non vengono abrogate) secondo la categoria della costanza. Il rapporto tra queste stesse norme e la società ha invece caratteristiche di variabilità: la stessa norma giuridica in un periodo può essere molto efficace, in un altro può determinare effetto contrario alla volontà del legislatore, ecc. → Prospettiva diacronica, di sviluppo nel tempo.
Da un lato, ci si chiede quali sono le norme vigenti, dall'altro quali siano gli effetti che queste norme determinano nella società. Alcuni sostengono che senza l'analisi della società in cui è immerso il diritto non si possa nemmeno parlare e riconoscere il fenomeno giuridico del diritto.
Nascita e sviluppo della sociologia del diritto
La sociologia del diritto è una branca della sociologia.
La sociologia in generale nasce ad opera di Auguste Comte (1798 – 1857): sociologia definita sociologia positivistica (influenzata dal positivismo filosofico; s'intende qualcosa di diverso dal positivismo giuridico, idea per cui il diritto è solo il diritto posto dal legislatore). Intendere la sociologia come una disciplina scientifica.
- Positivismo filosofico → corrente filosofica che ha ad oggetto primario di studio i fatti empiricamente osservabili, i fatti che possiamo percepire con i nostri sensi. Attribuisce grande importanza all'indagine scientifica, proprio perché le scienze naturali muovono dall'osservazione dei fatti. Molti positivisti hanno ritenuto che anche la filosofia dovesse avere lo stesso metodo delle scienze naturali. Sociologia positivistica → per analizzare e comprendere la società, bisogna basarsi principalmente sui fatti osservabili.
- Spiegazioni nomologiche dell'agire: le leggi scientifiche naturali che spiegano fenomeni quali le stelle, possono essere formulate anche per spiegare la società. Ad es, si potrebbe dire che gli individui che non sono socialmente emarginati, tendono a commettere meno reati.
Concezione della sociologia che è stata molto criticata.
- Metodo induttivo: la sociologia si deve basare sullo stesso metodo della scienza, il metodo induttivo. È uno dei tre principali metodi di inferenza. Metodo di generalizzazione. Il problema di questo metodo è che non si ha mai la certezza che questa generalizzazione sia giusta, dato che non si potrà mai controllare ogni singolo caso. Vi sarà sempre la possibilità che la generalizzazione sia contraddetta da un solo caso contrario. (Il “tacchino induttivista” → critica al metodo induttivo. Tacchino viveva nei campi, al mattino alle 9 riceveva pranzo, si ritiene fortunato; gli danno sempre da mangiare, poi lo uccidono e se lo mangiano alla vigilia di Natale.)
Ogni metodo induttivo non porta mai ad una generalizzazione certa. Porta a conclusioni probabili, ma incerte.
Inferenza: ragionamento che conduce da premesse a conclusioni.
Esempio di metodo induttivo
Premesse (dati osservati)
- a. Paolo, Dario, Federico provengono da ambienti sociali ad alto tasso di criminalità
- b. Parolo, Dario e Federico commettono reati
Conclusione
- c. Chi proviene da ambienti sociali ad alto tasso di criminalità commette reati
9 Marzo 2015
Il metodo scientifico utilizzato dalla sociologia è la ricerca delle spiegazioni nomologiche dell'agire. Secondo i positivisti, la sociologia non è altro che fisica sociale, oggetto di analisi non sono gli elementi della natura, ma l'essere umano. La sociologia positivista procede secondo il metodo induttivo, che si distingue da altri schemi di inferenza. Metodo che consiste in una generalizzazione.
Non è un ragionamento certo in quanto, data la veridicità delle premesse, la conclusione può essere falsa. Si può generalizzare, ma è sufficiente un solo elemento contrario per far crollare la conclusione.
Vi sono due metodi alternativi a quello induttivo.
- Metodo deduttivo → si basa su un'inferenza logica con delle premesse e una conclusione. È un metodo basato su un ragionamento che da premesse vere conduce a conclusioni necessariamente vere. Non accade mai che se le premesse sono vere la conclusione è falsa. È quindi un ragionamento certo o logicamente corretto. (sillogismo)
Esempio di metodo deduttivo
Premesse
- a. Chi proviene da ambienti sociali ad alto tasso di criminalità commette reati
- b. Paolo, Dario, Federico provengono da ambienti sociali ad alto tasso di criminalità
Conclusione
- c. Paolo, Dario, Federico commettono reati
Nel metodo deduttivo, la conclusione non aggiunge nulla alle premesse, non aggiunge alcuna conoscenza a quelle che si avevano già. Ed è per questo che garantisce la certezza. Da un lato il suo pregio è quello di garantire la verità della conclusione data la verità delle premesse, dall'altro essendo la conclusione già contenuta nella premesse non si incrementa la conoscenza.
Nel metodo induttivo, la conclusione non è già contenuta nelle premesse. Generalizza le osservazioni, aggiunge conoscenza rispetto alle premesse. Il problema è che è una conoscenza non certa, ma probabile. Anche utilizzando metodi matematici per combinare le premesse al fine di giungere alla generalizzazione, si è comunque esposti al rischio che la conclusione non sia vera.
- Metodo abduttivo → La prima premessa è un fatto osservato. La conclusione è una supposizione basata sulle premesse. Come il metodo induttivo, non è un metodo certo. La conclusione non è necessariamente vera, anche se le premesse sono vere. Nelle due premesse, non vi è l'informazione della provenienza dei tre soggetti, è un'ipotesi che viene formulata. (Ragionamento che viene spesso utilizzato nella diagnosi di una patologia).
Esempio di metodo abduttivo
Premesse
- a. Chi proviene da ambienti sociali ad alto tasso di criminalità commette reati
- b. Paolo, Dario, Federico commettono reati
Conclusione
- c. Paolo, Dario, Federico provengono da ambienti sociali ad alto tasso di criminalità
Tre metodi utilizzati per derivare conclusioni da premesse. Il metodo induttivo che rappresenta lo strumento della sociologia positivistica, di Comte, è stato molto criticato proprio per il fatto che la conclusione non è necessariamente vera.
Vi è poi una critica che ha avuto molta influenza: è sbagliato credere di poter trattare i comportamenti umani con lo stesso metodo degli eventi naturali. L'agire sociale è un oggetto completamente distante dall'oggetto delle scienze naturali e quindi merita un metodo specifico.
- La differenza fondamentale con gli eventi naturali è che l'agire dell'uomo è libero. Non è possibile prevedere attraverso una legge nomologica dell'agire quali saranno i comportamenti dell'uomo. Questa è la differenza strutturale tra gli oggetti fisici e gli esseri umani: le loro azioni non sono meccanicamente prevedibili perché sono liberi.
- Legato a questo vi è il problema della volontà dell'uomo, del pensiero. Non basta per la sociologia per capire i comportamenti dei consociati descriverli, ma se ne deve capire la ragione, cogliere il pensiero e la volontà di questa persona. Per poter descrivere un atto sociale, bisogna conoscere le ragioni che l'hanno causato.
- L'agire umano è molto spesso un agire simbolico, che si attua mediante dei simboli. Cos'è un simbolo? Il simbolo è qualcosa che sta per/rappresenta qualcos'altro. Può essere una parola, un gesto, un'immagine.
Max Weber (1864-1920) fonda la sociologia comprendente (verstehende Soziologie). Si pone l'obiettivo di capire le azioni umane. Esigenza di comprensione dell'azione umana. Elabora una sociologia che si pone in contrasto con quella di Comte, dal momento che utilizza il metodo deduttivo.
10 Marzo 2015
Ragionamenti induttivo e abduttivo non sono necessariamente corretti perciò si può parlare anche di sofismi. L'utilizzo del metodo induttivo è stato criticato dalla sociologia positivistica; critica radicale per cui la sociologia positivistica disconosce la differenza dell'oggetto delle scienze naturali e quello delle scienze sociali. Max Weber elabora la sociologia comprendente che si basa si idealtipi (→ categorie astratte che sono elaborate prima di condurre l'osservazione; categorie come concetti fondamentali, no fatti osservati. Esempio, idealtipi dell'agire, si differenziano sulla base della ragione alla base di determinate azione. Gli idealtipi cercano di metter ordine nella molteplicità delle azioni umane.
La sociologia del diritto è una scienza
Problema della scientificità della sociologia.
- Auguste Comte: sociologo positivista, riteneva che anche la filosofia e la sociologia fossero scienze, parlava di “fisica sociale”. È una scienza che a livello metodologico in nulla si discosta dalle scienze naturali.
- Benedetto Croce (1866-1952) e Gentile (1875-1944): due filosofi italiani. Risposta negativa, la sociologia non è una scienza proprio perché si occupa dell'agire umano connotato da libertà, pensiero, volontà, elementi che lo allontanano dagli elementi fisici naturali.
- Max Weber: la sociologia è una scienza qualitativamente diversa dalle altre, non può condividere lo stesso metodo.
- Anthony Giddens (1938): “La scienza consiste nell'uso di metodi di indagine sistematici, nel pensiero teorico, nella sistemazione logica degli argomenti, allo scopo di sviluppare un corpo di conoscenze riguardanti un determinato oggetto di studio”.
Sociologo vivente, britannico, tratta della terza via (linea politica a metà strada tra il socialismo e il liberalismo; terza via delineata ad esempio da Tony Blair e altri leader politici). Elabora una definizione di scienza che ricomprende anche le scienze sociali. Per lui non c'è una differenza metodologica come sostiene Weber, si può adottare la definizione data da Giddens e allora la sociologia è una scienza a tutti gli effetti.
Il metodo scientifico
Prospettiva diversa, riferimento ad un dibattito del 1900 sui criteri per distinguere una teoria scientifica da una non scientifica. Una teoria scientifica non è necessariamente vera.
VERIFICAZIONISMO → una teoria è scientifica se può essere verificata. Ancor prima di essere vera.
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